Archive for marzo, 2008

Il saluto della brigata Friuli in partenza per Herat

lunedì, marzo 31st, 2008 78 views

 

Avrà luogo martedì 8 aprile 2008 alle 11.00 nella caserma Mameli di Bologna la cerimonia di saluto della brigata aeromobile Friuli, prossima al dispiegamento in Afghanistan nell’ambito dell’operazione Isaf.

Alla cerimonia di saluto della brigata comandata dal generale Francesco Arena presenzierà il generale di corpo d’armata Mario Marioli comandante del 1° Comando Forze di Difesa (FOD).

La Friuli rileverà il Regional Command West (RC-W) di Herat nella seconda metà di aprile. La provincia di Herat, che si trova nell’Afghanistan occidentale al confine con l’Iran, è la roccaforte degli italiani impiegati in Isaf da quando con la fase II si è ampliato il controllo della Nato sul territorio.

Per la prima volta l’RC-W sarà rilevato da una intera brigata garantendo così un maggior senso di appartenenza e di omogeneità. Non varieranno tuttavia nè i numeri dei militari impiegati nè la caratteristica di multinazionalità del comando.

La brigata ha costituito la componente terrestre della Nato Response Force 9 (Nrf) con il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-it) dal 1° luglio 2007 fino allo scorso 15 gennaio 2008. Si compone di due reggimenti elicotteri (5° Rigel e 7° Vega che già forniscono piloti ed elicotteri A129 Mangusta al task group Fenice dispiegato a Herat dal luglio 2007), dal 66° reggimento aeromobile (che si rischiererà a Herat con la sua brigata, la Friuli appunto, dando il cambio al 132° reggimento carri al Provincial Reconstruction Team); dal reggimento di cavalleria Savoia (attualmente in Libano con la brigata Ariete).

Se Milorad fosse italiano

domenica, marzo 23rd, 2008 26 views

Milorad CavicSe Milorad fosse stato italiano non avrebbe neppure indossato una maglietta simile. Perché rientrando a casa dopo la squalifica si sarebbe trovato di fronte al disappunto dei genitori: sciocco figlio, avresti potuto far finta di niente e continuare la tua gara, per la fama per i soldi per la gloria. E poi gli amici lo avrebbero forse deriso dicendogli che … sì, l’ideologia è stata sempre nostra compagna caro Milorad, ma solo finché eravamo al liceo … ora che siamo grandi meglio essere concreti.

Invece Milorad ci ha dimostrato che non sempre un atto individuale è frutto dell’individualismo, ma che anzi può essere una assunzione di responsabilità.

Non ha fatto un colpo di testa Milorad, ha detto quello che pensa.

E a casa dopo la squalifica non ha trovato genitori a deriderlo, né lo scherno degli amici. Ha anzi avuto il sostegno di tutta la sua nazione: “Cavic è serbo e con quella maglietta ha testimoniato il punto di vista del suo paese: la Serbia”. Se Milorad fosse stato italiano quasi certamente non avrebbe avuto il sostegno dell’unità nazionale dietro la sua presa di responsabilità. E altrettanto sicuramente sarebbe stato convinto a chiedere pubbliche scuse intaccando così la fierezza di appartenere al suo popolo.

Fonti: b92.net, corriere.it, kosovocompromise.com

“Armiamo il Kosovo per la pace nel mondo”

giovedì, marzo 20th, 2008 92 views

Per la pace nel mondo. Proprio a questo ha pensato il presidente americano George Bush quando ha deciso di autorizzare pubblicamente da mercoledì 19 marzo la fornitura di armi al Kosovo autoproclamatosi indipendente lo scorso 17 febbraio.

Kosovo Compromise riferisce: In a memo to the State Department made public by the White House, Bush said: "I hereby find that the furnishing of defense articles and defense services to Kosovo will strengthen the security of the United States and promote world peace."

Lo stesso articolo fa sapere che l’azione si presta a essere considerata propedeutica alla nascita di un esercito del Kosovo sponsorizzato dalla Nato.

A guardare le cronache qualche preparativo in questa direzione sembra sia già stato fatto. Lo scorso 1° gennaio 2008 su Balkanalysis nella sezione Security and Intelligence Briefs è stata pubblicata la notizia secondo cui al Kosovo Protection Corps (Kpc)  - la futura forza militare del Kosovo formata da ex appartenenti al Tmk, ovvero il Kla, che si è addestrata con le truppe Kfor – avrebbe ricevuto dalla Nato un nuovo edificio per le comunicazioni nella caserma Adem Jashari di Pristina.

Quattro dipartimenti – telefonico, sistemi radio, information technology e trasmissioni – inaugurati all’inizio del 2008 dal generale comandante del Tmk Sylejman Selimi e dal colonnello Safet Syla, che ha rivelato la provenienza del materiale da differenti donazioni e dalle dotazioni del Kla.

It is well known  - spiega in proposito l’articolo di Balkanalysis – that NATO provided the KLA with sophisticated communications equipment as far back as 1999, and donations of weapons and equipment since then have been steady. The Germans and Americans have proved especially generous.

Fonti: www.kosovocompromise.com; www.balkanalysis.com

Kosovo: intanto quei serbi sono disoccupati

lunedì, marzo 17th, 2008 33 views

Nel post "Kosovo, due pogrom a confronto: 17 marzo 2004 – 17 marzo 2008" ho sottolineato che i serbi arrestati a Mitrovica per aver occupato – inermi – da tre notti il tribunale sono disoccupati da otto anni.

Nel 1999 sono stati infatti rimossi dal loro incarico nel tribunale di Mitrovica da Unmik.

Lo stesso aspetto è stato sottolineato anche dal ministro della Giustizia serbo Dusan Petrovic:

Serbian Minister of Justice asking for release of the arrested  

17 March 2008. 16:12

Serbian Minister of Justice Dusan Petrovic has requested the Special Representative of the UN Secretary General Joachim Ruecker to immediately release the arrested judiciary workers from Kosovska Mitrovica. In his letter to Ruecker, Petrovic assessed that it is necessary for the UNMIK police to release the arrested workers, and that the fact must be taken into account that they had entered the building where they had been working until 1999, and which they have left after the arrival of UNMIK to the Province. The Minister stressed that the unnecessary roughness of the UNMIK police towards the judiciary employees must not be continued.

Fonte: glassrbije.org

I serbi arrestati sono stati intanto liberati secondo quanto riferito dal ministro per il Kosmet Slobodan Samardzic (Serbian Government).

Kosovo, due pogrom a confronto: 17 marzo 2004 – 17 marzo 2008

lunedì, marzo 17th, 2008 134 views

Nell’anniversario del primo pogrom di marzo contro i serbi eccone pronto un secondo, più curato nell’aspetto in quanto condotto sotto un’aura di legalità e internazionalità.

chiesa ortodossa Se quattro anni fa i serbi vennero attaccati dall’etnia albanese sotto gli occhi della Nato e delle Nazioni Unite per un motivo ancora non chiarito (l’uccisione dei bambini albanesi nel fiume Bistrica sembra infatti che abbia proprio una regia albanese e non serba), oggi gli stessi serbi vengono attaccati una seconda volta.

Ma non più con sassi e bottiglie incendiarie per distruggere case e monasteri serbi (35 monasteri ortodossi distrutti e 800 case serbe bruciate), bensì con le manette del Kosovo Police Service (Kps), la polizia di Unmik.

Stamane infatti a Mitrovica la Kps è intervenuta per arrestare una cinquantina di serbi insediatisi nel tribunale che dallo scorso venerdì 15 marzo protestavano pacificamente e disarmati, occupando i locali dove lavoravano fino al 1999 e da dove sono stati rimossi da Unmik che vi ha insediato i propri funzionari. Il problema principale è stato la folla all’esterno, che avrebbe indirizzato colpi d’arma da fuoco contro gli internazionali.

Intanto quei serbi sono disoccupati da otto anni e mezzo.

Perché Unmik non li ha reintegrati nelle loro posizioni pur inquadrandoli nell’internazionalità della missione? Se avessero avuto il loro lavoro oggi quei serbi non avrebbero messo a rischio la loro vita quotidiana esponendosi a un arresto e a un trasferimento per il processo a Pristina, dove gli albanesi sono il 100%. E non avrebbero neppure recato disagio a Kps e Kfor o messo in allarme il governo di Pristina, spingendo il fiero primo ministro Hashim Thaci a supplicare l’intervento di Unmik contro gli “hooligans” già sabato scorso.

Una richiesta così accorata da parte di chi oggi disprezza la violenza “da qualsiasi parte provenga” che Joachim Ruecker, rappresentante del segretario generale dell’Onu in Kosovo, ha dato il via alle 5.30 di stamane all’operazione di sgombero del tribunale.

Thaci e il suo governo possono ora stare tranquilli.

L’ordine è stato ricostituito e confermato con un comunicato stampa del vice portavoce di Unmik e del comandante di Kfor che accusano i serbi di aver violato la risoluzione 1244. Questo perché chi di loro protestava fuori dal tribunale avrebbe esercitato “violenza letale”. Nel pomeriggio di oggi è intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema esortando Belgrado alla pacificazione.

Un modo sottile per eliminare i serbi ancora presenti nella parte nord di Mitrovica. Nel resto del Kosovo, invece, quella che un monaco ortodosso ha definito “pulizia etnica” si è quasi del tutto completata: se da una parte per i serbi non c’è possibilità di dimostrare il diritto di proprietà di immobili per intoppi burocratici, dall’altra diventa sempre più difficile curarsi nelle enclave dove le medicine non arrivano più. Bloccate, anche loro, da una questione burocratica di permessi non riconosciuti.

Il generale Valotto nuovo comandante del Coi dopo il generale Del Vecchio

venerdì, marzo 7th, 2008 143 views

Roma – Avrà luogo oggi al Comando di vertice interforze (Coi) all’aeroporto Baracca di Roma Centocelle la cerimonia di cambio delle consegne tra il comandante cedente, il generale di corpo d’armata Mauro Del Vecchio, e il comandante subentrante, il generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto. 

Il cambio di comandante al Coi si è reso necessario dopo la recente candidatura del generale Del Vecchio nelle liste del Partito Democratico in vista delle prossime elezioni politiche. 

Il generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto lascia l’incarico di presidente del Centro alti studi per la difesa (Casd) che ricopriva dal 28 settembre 2006. In teatro balcanico è stato comandante della Brigata multinazionale nord a Sarajevo in Bosnia Erzegovina nel periodo ottobre 1998 – aprile 1999, mentre dal 1° settembre 2005 per un anno è stato comandante di Kfor in Kosovo. 

Il Comando di vertice operativo interforze (Coi) è la struttura dello stato maggiore della Difesa attraverso la quale il Capo di stato maggiore della Difesa pianifica, predispone e dirige le operazioni e le esercitazioni interforze e multinazionali. E’ stato costituito nel 1997 e ha sede nell’aeroporto militare Francesco Baracca a Roma Centocelle. E’ retto da un generale di corpo d’armata di comprovata esperienza operativa.

Elezioni: il generale Mauro Del Vecchio nelle liste del PD. Intervista

domenica, marzo 2nd, 2008 60 views

generale Mauro Del Vecchio“L’ho fatto per il bene del Paese e delle Forze Armate” afferma il generale di corpo d’armata Mauro Del Vecchio dopo la comunicazione ufficiale della sua candidatura nelle liste del Partito Democratico di Walter Veltroni.

Del Vecchio è attualmente il comandante del Coi (Comando Operativo di vertice Interforze) dallo scorso settembre dopo un periodo di tre anni al comando di Nrdc-it, il corpo d’armata con cui ha assunto la leadership di Isaf 8 in Afghanistan.

Generale, quindi venerdì sera lei ha chiuso la porta del suo ufficio lasciando all’improvviso un incarico operativo.
Per questioni di opportunità e rispetto mi sono già posto in licenza speciale pre-elettorale, questo significa che comunque continuo a lavorare al vertice del Coi ma senza curare gli impegni operativi che invece prima erano peculiari al mio compito. Voglio sottolineare che comunque ciò che è importante è principalmente quello che i nostri uomini e le nostre donne stanno facendo nei teatri operativi.

Quando ha maturato la decisione di candidarsi e scegliere la politica?
Nelle ultime due settimane. Mi ha convinto la particolare attenzione che ha Veltroni nei confronti delle Forze Armate in un quadro totalmente nuovo e svincolato dai legami della politica precedente. Ho fatto questa scelta per il bene del Paese e delle Forze Armate.

Quale sarà il suo ruolo all’interno del PD?
Mi auguro – e credo che sarà così – che venga utilizzata la mia esperienza operativa di 43 anni nelle Forze Armate a tutto vantaggio degli aspetti connessi alla sicurezza e alla politica militare.

Ha già individuato delle priorità di intervento?
Non ho ancora elaborato una piattaforma completa ma penso soprattutto alla sicurezza del personale militare e alle prospettive sicure per i giovani che intraprendono questo percorso.

Sarà difficile ora trovare in breve tempo un comandante che rilevi la sua posizione al vertice del Coi. Cosa le hanno detto i colleghi?

Ma non credo che sarà così difficile, ci sono molte persone estremamente valide e all’altezza che possono immediatamente ricoprire questo incarico. Cosa mi hanno detto i colleghi? Mi hanno fatto gli auguri e le congratulazioni: li ho sentiti sinceri.

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