Archive for maggio, 2008

Kosovo: 200 nuovi soldati britannici per Kfor

domenica, maggio 25th, 2008 351 views

 

Duecento militari britannici della riserva operativa Atlantica (Operational Reserve Force, ORF) sarebbero già arrivati in Kosovo nell’ambito della missione Nato Kfor, secondo B92 che riporta oggi 25 maggio media elettronici di Pristina.

Il dispiegamento avviene in vista dell’entrata in vigore il prossimo 15 giugno della nuova costituzione del Kosovo, l’ex provincia autonoma serba autoproclamatasi indipendente dopo otto anni di amministrazione Onu lo scorso 17 febbraio 2008.

Meno di un mese fa, il 29 aprile, il segretario alla Difesa britannico Des Browne aveva preannunciato il dispiegamento del 2nd Battalion The Rifles come da richiesta Nato ai fini del mantenimento della sicurezza nella regione: “This deployment will demonstrate our commitment to the security of the region, and will provide Nato with extra flexibility in maintaining peace and stability for all communities within Kosovo."

Fonti: B92, British Army
 

Esercito Italiano: il TraMat dalla battaglia degli Altipiani alla logistica digitalizzata

giovedì, maggio 22nd, 2008 4.031 views

 

Si è tenuta oggi 22 maggio alla Cecchignola nella sede dell’Arma Trasporti e Materiali (TraMat) dell’Esercito Italiano la festa del corpo che ha le sue origini nel 1903 in un nucleo di militari addetti alla condotta delle automobili a benzina, poi diventati il 1° settembre 1906 la Sezione Automobilistica.

Lo status attuale del TraMat risale al 1998 e assolve i compiti relativi alla logistica, con responsabilità sui materiali d’armamento e sui mezzi, apparati e sistemi d’arma indispensabili per il movimento e il combattimento terrestri. E’ fondamentale per il dispiegamento dei contingenti nei teatri operativi.

La festa del TraMat è legata alla battaglia degli Altipiani, di cui quest’anno ricorre il 92° anniversario. Fu infatti il 22 maggio 1916 che i primi nuclei motorizzati dimostrarono la capacità nel movimentare uomini e materiali in tempi brevi, come richiedeva il contesto della battaglia al fine di contrastare l’offensiva dell’Esercito Austro-Ungarico in procinto di entrare nella Pianura Padana.

L’evento si è tenuto alla caserma Rossetti sede della Scuola TraMat alla presenza del capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, del comandante logistico dell’Esercito, generale Giorgio Ruggieri, del comandante delle scuole dell’Esercito, generale Angelo Dello Monaco, e del capo dell’Arma Trasporti e Materiali, generale Vincenzo De Luca.

Nel corso della cerimonia è stato possibile vedere i principali veicoli in dotazione all’Esercito, tra cui il Dardo e il veicolo tattico multiruolo Lince, e i mezzi storici, tra cui anche quelli che hanno partecipato alla recente Mille Miglia.

Accanto all’aspetto storico è stata messa in evidenza la contemporaneità con materiali ad alto contenuto tecnologico e sistemi sofisticati. La sala operativa digitalizzata, che consente la governance di tutti i processi logistici, e il magazzino di ricambi digitalizzato evidenziano il cammino percorso dall’arma dal lontano 1903.

La preparazione e l’aggiornamento professionale del personale dedicato agli enti logistici è assicurato dalla scuola del TraMat, che stimola anche lo sviluppo e la ricerca nel campo dei materiali e delle procedure operative. Molti ex allievi si sono dati appuntamento sul web in occasione della ricorrenza dell’Arma. E chi scrive ha avuto occasione di frequentare il XXV Cocim proprio nelle aule della scuola TraMat.

Fonte: Esercito Italiano

Nato: il quartier generale di Arrc lascia la Germania

mercoledì, maggio 21st, 2008 256 views

Il trasferimento del quartier generale dell’Allied Rapid Reaction Corps (Arrc) e dei suoi elementi di supporto dalla sede di Mönchengladbach in Germania a Innsworth in Gran Bretagna è stato confermato lo scorso 15 maggio 2008.

La decisione, che risale al settembre 2007, è stata ufficializzata ora in una lettera firmata dal segretario di stato britannico per la Difesa Des Browne e indirizzata al ministro della Difesa tedesco Franz Josef Jung. Dalla base di Mönchengladbach si trasferiranno dunque il quartier generale di Arrc, il suo Support Battalion e la 1st Signal Brigade. Data prevista per l’operazione l’estate del 2010.

Il comandante di Arrc, generale di corpo d’armata britannico Richard Shirreff, ha dichiarato soddisfazione per la certezza della data del trasferimento che consente di organizzare al meglio il proprio lavoro, pur nella consapevolezza dell’impatto che tale decisione avrà sulla comunità locale. Non ci sarà comunque nessun cambiamento nell’operatività del comando, ha sottolineato il comandante, anzi: “We will remain firmly focused on our priority role as Nato High Readiness Force (Land) Headquarters”.

Arrc è un comando ideato nell’ambito dello Strategic Concept atlantico presentato al summit di Roma nel 1991 e attivato a Bielefeld nel 1992 come unico corpo di prontezza operativa, presto seguito però da altri cinque High Readiness Force Land headquarters.

E’ stato impiegato nelle missioni Ifor e Sfor in Bosnia Erzegovina e Kfor in Kosovo e nella missione Isaf in Afghanistan.

Il generale britannico Richard Shirreff è al comando di Arrc dal dicembre 2007; lo scorso 21 febbraio ha fatto visita al comando italiano del Nato Rapid Deployable Corps (Nrdc-it) a Solbiate Olona in provincia di Varese, sottolineando i forti legami tra i due comandi.

Il vicecomandante di Arrc dal marzo 2007 è il generale di divisione italiano Gian Marco Chiarini, che secondo informazioni non ufficialmente confermate dovrebbe rilevare da fine agosto il comando del Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-it) di Solbiate Olona permettendo così all’attuale comandante generale di corpo d’armata Giuseppe Emilio Gay di assumere il comando di Kfor a Pristina.

Fonte: Arrc

Industria italiana in Serbia: Fiat in visita alla Zastava dopo l’accordo del 30 aprile

martedì, maggio 20th, 2008 82 views

Una delegazione dell’italiana Fiat composta da sette tra economisti, avvocati e ingegneri è arrivata a Kragujevac per lavorare sull’accordo di cooperazione firmato con la Zastava Automobili lo scorso 30 aprile.

La notizia riportata oggi pomeriggio da B92 su un lancio dell’agenzia Tanjug fa sapere che i lavori degli esperti si protrarranno per tutta la settimana. Il chief executive officer della Zastava Zoran Radojevic ha riferito che, pur essendo presto per discutere gli aspetti tecnici ed economici della futura collaborazione, tuttavia il prossimo 27 maggio sono previsti colloqui tra rappresentanti della Fiat e fornitori della Zastava per verificare la possibilità di creare aziende miste di appoggio alla futura linea produttiva a Kragujevac.

Fiat, proprietaria al 70% della Zastava Automobili in virtù del recente accordo, intende cominciare a produrre negli stabilimenti di Kragujevac entro la fine del 2009. In programma un nuovo modello di classe-A che dovrebbe essere prodotto in 200mila veicoli all’anno. Nel 2010 inizierà anche la produzione del modello di classe-B che eleverà i ritmi produttivi fino a 300mila veicoli all’anno.

Fonte: B92
Foto: italiaspeed.com

Senatore Del Vecchio, PD: dalla prossima settimana si lavorerà sodo

giovedì, maggio 15th, 2008 51 views

 

“Solo dalla prossima settimana con la costituzione delle commissioni inizierà propriamente l’attività” afferma oggi dopo  il voto di fiducia del Senato al governo Berlusconi il neosenatore Mauro Del Vecchio, che dopo 43 anni passati a servire l’Esercito Italiano siede ora in Senato tra le fila del Partito Democratico.

Senatore, entrerà a far parte della commissione Difesa?
 
Questa è stata la mia richiesta e così almeno credo.

Cosa pensa del pacchetto sicurezza che in questi giorni concentra l’attenzione del governo e dell’opinione pubblica?

Sarà proprio quello il primo dei problemi da prendere in esame.

Si è parlato di una rivalutazione dei Centri di permanenza temporanea (Cpt) per gli immigrati e dell’utilizzo delle caserme dismesse come nuova ubicazione, cosa ne pensa?

Credo che sia tutto da valutare. Mi chiedo come sarà possibile far restare questi immigrati per un periodo determinato ma comunque lungo all’interno di caserme dismesse. Sarà da valutare, come dicevo.

In che relazione si pone il senatore del PD con il governo ombra?

In una relazione di collaborazione e di scambio.

Il senatore Mauro Del Vecchio ha lasciato la guida del Comando Operativo di vertice Interforze (Coi) a Roma – suo ultimo incarico nelle Forze Armate con il grado di generale di corpo d’armata – lo scorso 29 febbraio 2008 per candidarsi nel Partito Democratico.

Serbia: il vertice militare a colloquio con la Nato

mercoledì, maggio 14th, 2008 53 views

 

Il capo di stato maggiore dell’Esercito Serbo, generale di corpo d’armata Zdravko Ponos, partecipa oggi 14 maggio a un incontro a Bruxelles nel quartier generale della Nato, secondo quanto comunicato ieri pomeriggio da B92 sulla base di una dichiarazione del ministro della Difesa serbo.

E’ la terza volta, fa notare la fonte, da quando la Serbia ha aderito al Partnership for Peace (PfP) dell’Alleanza Atlantica il 14 dicembre 2006 che il capo dell’Esercito viene invitato dal Military Committee.

Il generale Ponos incontrerà il segretario generale della Nato Jaap De Hoop Scheffer e i colleghi degli stati membri, oltre a quelli aderenti al PfP.

Fonte: B92

Foto: Serbian Armed Forces

 
 

La Difesa partecipa al pacchetto sicurezza con rafferma Carabinieri

martedì, maggio 13th, 2008 71 views

 

Sono sessantaquattro i giovani ufficiali sottotenenti o tenenti del 9°, 10° e 11° corso dell’Arma dei Carabinieri interessati dalla decisione del neoministro della Difesa Ignazio La Russa. Per loro, ufficiali in ferma prefissata prossimi al congedo dopo la ferma iniziale di trenta mesi, il ministro ha oggi “disposto la concessione di un ulteriore anno di rafferma”.

Il ministero della Difesa si pone così in linea con l’azione di governo orientata in queste ore a realizzare un pacchetto a tutela della sicurezza del Paese. “Queste preziose risorse” vengono dunque raffermate “in attesa che la prossima legge finanziaria ne disciplini le procedure di stabilizzazione”, comunica in una nota il ministero della Difesa.

 
Fonte: ministero della Difesa

Libano: la Uss Cole presto davanti a Beirut

lunedì, maggio 12th, 2008 130 views

 

La notizia dell’attraversamento del canale di Suez da parte del cacciatorpediniere lanciamissili americano Uss Cole crea disagio tra le forze politiche libanesi.

Già a fine febbraio la decisione statunitense di inviare un gruppo navale, tra cui anche il caccia lanciamissili Uss Cole ricostruito dopo l’attacco terroristico subito nel 2000 nello Yemen, aveva provocato la reazione degli Hezbollah convinti che si trattasse di una intimidazione.

Oggi il quotidiano libanese As-Safir riporta la dichiarazione di una fonte riferita all’opposizione secondo cui la minaccia dell’uso della forza da parte degli Stati Uniti implicherà l’abbandono del rispetto delle “poche linee rosse” osservate in campagna elettorale.

Mentre una fonte filo-governativa riferisce ad As-Safir di non scommettere sugli Stati Uniti o altri, ma di condannare comunque ogni interferenza straniera. Ribadendo così la disponibilità al dialogo.

Da oltre un anno il Libano vive un blocco politico in attesa del nuovo governo.

L’arrivo della forza navale americana potrebbe riaccendere la tensione con la Siria.

Fonti: Bbc, Globalsecurity, nowlebanon.com
 

Serbia, elezioni: dopo gennaio e febbraio ora vincerà ancora Tadic?

domenica, maggio 11th, 2008 60 views

 

Non c’è il due senza il tre. Quindi tanto vale che io mi sbagli anche stavolta e che lo faccia subito, altrimenti stasera non avrebbe più alcun senso.

Lo scorso 20 gennaio 2008 – data in cui i serbi si sono recati alle urne per decidere il loro prossimo presidente – ero convinta che a spuntarla sarebbe stato Tomislav Nikolic (SRS, Srpska Radikalna Stranka), che fa le veci del leader Vojislav Seselj attualmente all’Aja per rispondere delle accuse di crimini di guerra. Motivo della mia convinzione: i serbi desidereranno opporre un presidente nazionalista all’irruente indipendentista di Pristina Hashim Thaci, uscito vincitore dalle elezioni in Kosovo del 17 novembre 2007 e appoggiato saldamente da Europa e Stati Uniti.

Niente di fatto in quel primo turno. Così in occasione del ballottaggio del 3 febbraio tra Nikolic e Boris Tadic (DS, Demokratska Stranka) decisi di andare a Belgrado convinta ancora una volta che a spuntarla fosse Nikolic. E questa mia convinzione probabilmente era la stessa di altri giornalisti, visto che con loro condividevo i pochi millimetri cubi di ossigeno che ancora c’erano nella sala meeting della sede dell’SRS a Zemun subito dopo il voto la sera dello spoglio.

Ma quando dopo i primi momenti di vantaggio apparve chiaro che la debole ma continua rimonta della percentuale di voti a favore di Tadic avrebbe visto la disfatta di Nikolic di lì a poco, mi trovai a condividere con gli altri giornalisti la caccia al taxi per andare in centro a Belgrado nella sede dei DS.

Salutavo così la mitteleuropea Zemun, fiero baluardo dell’impero austro-ungarico contro l’avanzata del nemico ottomano in epoca non recente (anche se volendo si potrebbe fare un parallelo), per arrivare il prima possibile nel giro di un aggiornamento di mezzo punto percentuale dai DS a Krunska.

Durante il tragitto ripensavo che forse a vincere era stata la voglia di Europa dei giovani serbi, a lungo frustrati nella loro giovanile voglia di libertà dalla mancanza di un regime adeguato di visti per l’espatrio. E non credo di essere stata troppo lontana dalla giusta interpretazione visto che la palazzina era invasa da giovani e giovanissimi attivisti che danzavano festeggiando la vittoria di Boris Tadic. Dunque mi sbagliavo: la questione Kosovo non doveva impensierire poi così tanto i serbi, anche se il leader dei DS aveva vinto solo per il 50,5%.

krunskaLa folla che ballava alle marce suonate dalla band di fiati in abito crema (gli stessi che come i giornalisti erano a Zemun e che si sono trasferiti in fretta e furia nel giro di un aggiornamento di mezzo punto percentuale nella sede di Krunska) si spostò rapidamente davanti alla sede dei DS a Terazie, da dove Boris Tadic avrebbe fatto il lungo discorso in favore di un futuro europeo per la Serbia-Kosovo-incluso.

Da lì a quattordici giorni il Kosovo però divenne indipendente con un atto unilaterale di Hashim Thaci a breve riconosciuto dall’Afghanistan in primis e poi da Usa e alcuni stati europei.

Proprio questo oggi mi fa pensare che forse a spuntarla sarà Nikolic. E nel dirlo non penso solo al taxista che andando a Terazie la sera della vittoria di Tadic tamburellava nervosamente le dita sul volante scuotendo la testa e dicendo – lui, trentenne – che no, questi giovani non hanno capito niente. Ma penso anche all’orologio con la faccia di Nikolic appeso dietro al banco di un piccolo supermercato a Gracanica, enclave serba vicino a Pristina. Penso a quello che dicono i serbi del Kosovo, che cioè l’eurosentimentalista Tadic ha ricevuto forti pressioni dall’Occidente per aprire all’Europa e chiudere un occhio sull’ex provincia autonoma. Penso alla strategia europea di firmare l’accordo SAA con Belgrado in quattro e quattr’otto a una settimana dalle elezioni, annullando in un botto le ferme resistenze di Francia, Germania, Gran Bretagna e Olanda che condizionavano il tutto alla consegna da parte della Serbia di Ratko Mladic.

Però anche stavolta potrei sbagliare. Perché l’Unmik ha detto oggi attraverso il suo portavoce che il voto dei serbi in Kosovo non sarà riconosciuto in quanto svolto in contrasto alla risoluzione Onu 1244. Chissà se si intende solo quello per le amministrazioni locali. In ogni caso appare difficile per Nikolic far conto su quei voti, benché sia favoritissimo tra le enclave serbe del Kosovo dove alle cinque del pomeriggio quasi il 42% degli aventi diritto si è recato alle urne in linea sulla media del 43% di tutta la Serbia. Una percentuale che, se messa a tacere dalle Nazioni Unite, potrebbe diventare una serpe covata in seno al nuovo stato indipendente soprattutto in caso di reale vittoria di Nikolic. Ma in questo sì che spero davvero di sbagliarmi.

Fonte: B92, CeSID, Osservatorio Balcani, Rinascita Balcanica, Wikipedia

Belgrado: l’artiglieria spara. Per commemorare la fine della Seconda Guerra Mondiale

venerdì, maggio 9th, 2008 366 views

 

 

Serbia Army (VS) Artillery UnitNon è fuoco di guerra quello che oggi commemora il Victory Day dalla Fortezza del Kalemegdan a Belgrado: la Serbia celebra infatti oggi 9 maggio la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa.

Nella foto B92 una unità di artiglieria dell’Esercito Serbo si prepara al fuoco.

Foto: B92


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