Archive for agosto, 2009

Respingimenti: pattugliatore italiano con i 75 migranti intercettati ieri ha atteso più di dieci ore per l’autorizzazione allo sbarco nel porto libico di Zuwara

lunedì, agosto 31st, 2009 23 views

GdFSi apprende da fonti proprie che il pattugliatore della Guardia di Finanza con a bordo i 75 migranti prevalentemente somali intercettati ieri a sud di Capo Passero, e respinti in Libia in forza della politica di respingimento, avrebbe atteso per più di dieci ore l’autorizzazione allo sbarco nel porto libico di Zuwara.

Il pattugliatore era arrivato di fronte alle coste libiche verso l’una di notte non avendo potuto eseguire il classico rendez-vous con trasbordo in mare come da routine a causa del mare agitato, secondo quanto riferisce la fonte.

Solo dopo le 11.30 di oggi avrebbe ottenuto l’autorizzazione all’ingresso nel porto di Zuwara da parte delle autorità della Libia e al momento, riferisce la fonte, sarebbero in corso le operazioni di sbarco.

L’equipaggio del pattugliatore italiano – che è composto da 25 persone, un terzo dei migranti a bordo – sarebbe stato dunque in grado di gestire una situazione delicata per oltre dieci ore a quattro miglia circa dal porto di Zuwara.

Fonte propria

Foto: Guardia di Finanza

Velata da una bandiera o vestita di un paio di stivali: è online il calendario Garrison Girls 2010 a favore dei veterani di guerra britannici

giovedì, agosto 27th, 2009 33 views

UK calendar girlsRicordate Calendar Girls? Il film di Nigel Cole basato su una storia vera sta per tornare realtà. Per la seconda volta.

Stanno infatti lavorando al calendario 2011 Mick Payton e Sarah Bennet Thurston, rispettivamente fotografo e ideatrice della realizzazione di un calendario per una raccolta fondi a favore di organizzazioni caritatevoli impegnate nell’assistenza di veterani di guerra.

Il calendario, che propone delicate fotografie di signore in posa con equipaggiamento militare, si chiamerà Garrison Girls e avrà come protagoniste le mogli di militari britannici di ogni grado delle tre differenti Forze Armate. I beneficiari sono Combat Stress, organizzazione specializzata nel trattamento di veterani colpiti da Post Traumatic Stress Disorders (PTSD), e Help for Heroes, per chi invece è rimasto ferito nel corso del proprio impiego in teatro operativo.

Per la verità l’iniziativa aveva già trovato realizzazione, l’idea infatti è nata nella primavera 2008, ma solo ora dopo il successo raggiunto sta allargando i propri orizzonti. E’ infatti possibile acquistare il calendario 2010 online anche da Europa, Stati Uniti e dal resto del mondo.

Come le Calendar Girls di Cole, anzi, un po’ di più visto che la linea Garrison Girls è arricchita da un merchandising davvero accattivante.

Fonte: Military.com; Garrison Girls

Foto: Garrison Girls

Addestramento pre-Afghanistan per la Merlin Helicopter Force della Raf: è la Exercise Merlin Vortex in Usa

mercoledì, agosto 26th, 2009 138 views

Merlin Ex Merlin VortexE’ iniziata la Exercise Merlin Vortex per gli equipaggi della Royal Air Force nella Naval Air Facility di El Centro a San Diego, in California. Obiettivo l’addestramento a operare in condizioni estreme con temperature in tutto simili a quelle che gli equipaggi troveranno in Afghanistan: picchi di caldo fino ai 50 gradi centigradi diurni.

La varietà delle caratteristiche del terreno offerta dall’area di esercitazione permette agli equipaggi si raggiungere alti livelli di preparazione a tutto vantaggio del dispiegamento in Afghanistan previsto per il prossimo mese di dicembre.

Il deserto californiano consente inoltre di provare tecniche di atterraggio in condizioni particolarmente “polverose”. Mentre le diverse altezze dei rilievi montuosi porteranno gli equipaggi dei Merlin ad addestrarsi in condizioni limite, secondo la nota diffusa dal ministero della Difesa britannico.

Questa esercitazione di quattro mesi ha preso inizio quando ancora in UK non sono sopite le critiche agli equipaggiamenti dei Merlin destinati all’Afghanistan.

Da circa un mese, infatti, la rivelazione di un equipaggiamento inadatto a scongiurare le conseguenze di proiettili e di attacchi condotti con rpg ha messo in crisi l’immagine degli elicotteri Merlin della Raf, oltre che quella dei leader politici del Regno Unito.

Le dichiarazioni provenivano da piloti britannici – irritati per essere stati ignorati nelle loro richieste di blindature ed equipaggiamenti migliori – in un periodo in cui i decessi dei soldati britannici al fronte stava aumentando di pari passo all’aumento degli attacchi Ied condotti sulle strade. Elemento che spiega quanto si delineasse necessaria la presenza di mezzi da trasporto per via aerea in un’area così insidiosa quale l’Afghanistan.

Il Merlin è un elicottero da trasporto di fabbricazione anglo-italiana in grado di fornire supporto essenziale alle operazioni di terra. E’ conosciuto anche con la sigla EH-101 e viene costruito negli stabilimenti italiani della Agusta Westland del Gruppo Finmeccanica di Vergiate, in provincia di Varese, e in quelli britannici di Yeovil, nel Somerset.

Articolo correlato: Ex Merlin Vortex Usa: equipaggi della Raf pronti al decollo, destinazione Afghanistan (6 novembre 2009)

Fonti: MoD, Armed Forces Int’l, Agusta Westland, Daily Telegraph

Foto: MoD (Crown Copyright/MoD 2009)

UK: un dossier segreto rivela l’inadeguatezza del procurement del ministero della Difesa

lunedì, agosto 24th, 2009 30 views

mod-logoMa è mai possibile che per comprare una nave, un aereo, un carro armato ci vogliano vent’anni? E perché poi sembra sempre che venga a costare il doppio di quanto si pensasse?

Sono le domande che l’ex consulente del ministero della Difesa britannico (MoD) Bernard Gray pone in un dossier che avrebbe dovuto essere pubblicato in luglio. Ma che l’MoD ha deciso di mantenere inedito in quanto devastante, soprattutto in questo periodo difficilissimo per tutto il settore Difesa britannico.

Al Sunday Times il merito di averlo intercettato e pubblicato sollevando non poche questioni sulla gestione degli armamenti per i militari, in particolare per quelli impiegati in Afghanistan. Sotto accusa è infatti il metodo di acquisizione delle commesse e lo sforamento del budget di 35 miliardi di sterline, oltre a un ritardo di almeno cinque anni nelle consegne degli equipaggiamenti.

Il dossier evidenzia dunque che i militari starebbero correndo gravi rischi a causa dell’incapacità “endemica” al ministero della Difesa. E già in luglio il premier Gordon Brown si era trovato di fronte a simili accuse, dato che alla stampa risultavano esserci meno elicotteri britannici in Afghanistan che nell’area di esercitazioni della pianura di Salisbury.

Gray ha puntato il dito contro lo “sclerotico sistema di acquisizione” dei Labour, proponendo la privatizzazione del procurement dell’MoD e una revisione periodica dei programmi all’incirca ogni quattro o cinque anni. Un sistema che lui stesso percepisce come inapplicabile visti i poteri forti  che non gradirebbero questi cambiamenti.

Certo che intanto i talebani non stanno a guardare e ad aspettare. E i 206 soldati morti in Afghanistan ne sono la dimostrazione. Tanto più che, fa notare ancora Gray, anche nella peggiore delle ipotesi in cui si attenda la consegna del prodotto commissionato vent’anni prima ci si ritrova con un mezzo “che non sembra mai funzionare come si pensava dovesse funzionare”.

Lasciando i problemi degli inglesi agli inglesi, c’è comunque da complimentarsi con il Sunday Times per il colpo giornalistico e con il quotidiano italiano La Stampa che ha pubblicato oggi un articolo al riguardo. Svelando ciò che difficilmente noi italiani arriveremmo a chiederci: ma perché bisogna aspettare vent’anni per la consegna di una nave, di un aereo o di un carro armato?

Fonte: Sunday Times, La Stampa

Foto: veterans-uk

Oggi non voto, tashakor

giovedì, agosto 20th, 2009 47 views

afghan_elections_afp_626x274Ahmad oggi non vota. Nel suo paese ci sono le elezioni presidenziali, ma lui non va a votare. Non lo fa per paura o perché c’è coda al seggio o addirittura perché il seggio è chiuso. Ahmad non va a votare perché non abita più nel suo Afghanistan.

Da qualche anno Ahmad abita a Londra. Ha una fidanzata, un ottimo lavoro, tanti amici. Parla un immaculate english e qualche parola di italiano, che pronuncia sorridendo a ricordo della sua breve avventura in Italia.

Al pub o al ristorante lascia il posto a capotavola per il più anziano e non si tira indietro quando c’è da dare una mano. A vederlo nella sua eleganza naturale che predilige gli stilisti di moda italiani lo diresti un re in esilio.

Invece la sua famiglia è rimasta in Afghanistan. E lui ogni tanto va a trovarla in gran segreto: “rappresento un bottino prezioso, rapire un BBA (British Bilingual Afghan, ndr) è un affare esattamente come rapire un giornalista occidentale”.

Per questo dopo avermi regalato un dizionario di dari in un ristorante indiano nella campagna inglese mi ha chiesto di ricordarlo con un nome diverso dal suo: “Là c’è la mia famiglia ma io oggi non voto, tashakor, grazie”.

Foto: BBC

Elezioni afgane: le solite storie. Con due diplomatici americani molto zelanti

giovedì, agosto 13th, 2009 5.665 views

2004_KarzaiChe un voto favorevole “venga via a poco” per una ventina di dollari o per una scheda telefonica non stupisce proprio nessuno. Sono le storie che si leggono quando ci sono di mezzo popolazioni stremate da violenze e povertà, senza prospettive umane (nel senso di “a misura di essere umano”) per il proprio futuro.

Che un presidente in carica si dia da fare per prolungare il proprio potere di un altro mandato, altrettanto.

Quello che invece disgusta è apprendere che nei giochi si sono inseriti anche un paio di diplomatici. Americani.

Il caso in questione è l’Afghanistan, con le prossime elezioni presidenziali programmate per il 20 agosto. Un evento che fa riempire  le pagine dei giornali dall’Italia con le questioni di politica e Difesa, che fanno a gara a chi ha il cannoncino più-grosso-e-più-potente-che-spara-più-lontano e chi lo sa usare meglio, e dall’Afghanistan con i racconti dal fronte.

Al britannico The Independent il merito di aver centrato la storia più stuzzicante. Ovvero quella più ammiccante, che tra lo spiegare gli accordi sottobanco di Hamid Karzai, presidente in carica alla ricerca di riconferma, fa spuntare tra le righe anche il nome dell’inviato speciale americano per Afghanistan e Pakistan Richard Holbrook e dell’ambasciatore americano Karl Eikenberry.

I due avrebbero recentemente parlato con Ashraf Ghani, uno degli sfidanti di Karzai che essendo pure lui di etnia pashtun potrebbe rappresentare un serbatoio di voti da indirizzare all’attuale presidente. Senza il rischio di pericolose dispersioni  che aprirebbero la strada a ballottaggi insidiosi.

Ed è proprio questo, secondo quanto riportato il 7 agosto dall’Independent, il motivo della visita dei due diplomatici americani a Ghani. Il premio della sua rinuncia sarebbe un incarico assimilabile alla posizione di premier. Che unitamente alla riconferma di Karzai alla presidenza non guasterebbe alla presenza militare (e non) di Nato e Usa in Afghanistan per gli anni a venire.

Fonte: The Independent

Foto: chandrakantha.com

Afghanistan: si affittano miliziani per la sicurezza durante le elezioni

mercoledì, agosto 12th, 2009 41 views

ISAF’s support to Afghan electionLe autorità afgane avrebbero già affittato circa 10mila miliziani per la sicurezza durante le prossime elezioni, secondo quanto riportato ieri dal sito statunitense Townhall – “the n.1 conservative site” basato in Virginia.

La notizia parla di una nuova forza appositamente costituita per il controllo dei seggi elettorali in 21 delle 34 provincie afgane e riporta le dichiarazioni di Arif Noorzai, capo dell’Independent Directorate for the Protection of Public Properties and Highways by Tribal Support, secondo il quale i nuovi addetti alla sicurezza starebbero “ colmando i posti dove non c’è la polizia o dove il governo ha carenza di forze di sicurezza”.

Uno scenario che richiama quanto già verificatosi in Iraq, ricorda l’articolo pubblicato da Townhall firmato da Rahim Faiez, dove miliziani arabi sunniti vennero ingaggiati per ridurre le violenze. Un metodo che fece emergere attriti con il governo iracheno a guida sciita.

I miliziani afgani assurti al ruolo di controllori della sicurezza nei seggi saranno incaricati di fornire assistenza alle forze di sicurezza nelle aree in cui vivono. Non dovrebbero ricevere dalle autorità né armi né uniformi e il loro stipendio ammonterà a 160 dollari al mese, secondo quanto riferito da Noorzai.

Sul futuro di questa nuova forza di assistenza alla sicurezza non esistono ancora certezze. L’eventualità di una loro istituzionalizzazione apre a delle perplessità:  “le milizie in Afghanistan hanno sempre avuto una cattiva reputazione”, ricorda l’articolo riferendosi  al loro ruolo dopo la cacciata dei Sovietici. Tanto che i talebani hanno acquisito potere anche grazie al loro impegno a combattere i miliziani.

Le elezioni presidenziali si terranno in Afghanistan il prossimo 20 agosto.  La missione Nato Isaf è presente nella regione con circa 65mila militari provenienti da 42 diversi paesi.

Fonte: Townhall.com, Nato

Foto: Nato Isaf (afgano nel Centro di registrazione elettori di Farah)

Il primo G.222 per l’aeronautica afgana ha effettuato il volo inaugurale

giovedì, agosto 6th, 2009 158 views

G.222_2L’Afghan National Army Air Corps (Anaac), la Forza Aerea Afgana, avrà una flotta di aerei da trasporto militare G.222 entro un anno e mezzo. Il primo dei diciotto velivoli verrà trasferito dal Combined Air Power Transition Force di Kabul direttamente all’Anaac il prossimo mese di settembre. Il completamento delle consegne è previsto per il 2011.

Alenia North America, società controllata da Alenia Aeronautica del Gruppo Finmeccanica, ha annunciato oggi che il volo inaugurale del primo G.222 destinato all’Afghanistan si è svolto all’aeroporto di Napoli Capodichino.

Il velivolo volerà a breve fino al Centro prove a terra di Alenia Aeronautica a Torino-Caselle, dove i sistemi di comunicazione aggiornati verranno testati e convalidati nell’impianto prove elettroniche.

In qualità di prime contractor Alenia North America sta gestendo un team internazionale, che include Alenia Aeronautica, impegnato nel riammodernamento a Capodichino  di questi velivoli utilizzati fino al 2005 dall’Aeronautica Militare Italiana.

I servizi di manutenzione, supporto logistico e addestramento verranno gestiti da L-3 Vertex Aerospace in Afghanistan.

La nuova flotta di G.222 darà all’Anaac la possibilità di raggiungere le aree più remote del paese anche su piste brevi e non preparate. Due velivoli della flotta avranno una configurazione VIP per i viaggi del presidente afgano, mentre il resto dei G.222 renderà possibile l’effettuazione di missioni umanitarie, evacuazione sanitaria e supporto logistico.

La realizzazione di questa importante fornitura per il processo di ricostituzione delle forze aeree afgane ha origine nel 2008 con la firma di un contratto da parte di Alenia North America per la fornitura alle forze aeree statunitensi Usaf di diciotto G.222 ricondizionati destinati all’Anaac.

Per la consegna del primo velivolo vedi: Alenia Aeronautica consegna il primo G.222 aggiornato e modernizzato alle Forze Aeree Afgane (24 settembre 2009)

Fonte: Alenia Aeronautica

Foto: Alenia Aeronautica

Contestazione a Kandahar nel giorno della prima visita di Rasmussen in Afghanistan

giovedì, agosto 6th, 2009 25 views

090805-Karzai RasmussenUn gruppo di afgani ha contestato ieri 5 agosto a Kandahar la presenza militare internazionale, secondo quanto riporta oggi la BBC citando l’agenzia Associated Press.

I civili “arrabbiati” hanno gridato “morte all’America, morte agli infedeli” mostrando dei corpi nel retro di un furgone. Nel corso della giornata un raid delle forze internazionali sui cieli di Kandahar aveva causato la morte di tre bambini e di un uomo.

Il Segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen era appena intervenuto in una conferenza stampa sostenendo che i suoi criteri di successo in Afghanistan prevedono la possibilità di “trasferire gradualmente la responsabilità della sicurezza agli stessi afgani”.

Con il presidente afgano Hamid Karzai Rasmussen ha ribadito che, nonostante l’inevitabilità delle morti di civili causate dall’azione della Nato, rimane la determinazione nel ridurre tali tristi fatalità.

Rasmussen è il successore di Jaap De Hoop Scheffer quale Segretario generale dell’Alleanza Atlantica dallo scorso 1° agosto.

Questo in Afghanistan è il suo primo viaggio in teatro operativo. In occasione delle elezioni presidenziali del 20 agosto il Segretario generale ha sottolineato che la Nato non è interessata a chi sarà il vincitore ma piuttosto a quanti andranno ai seggi per esprimere la propria preferenza: queste elezioni dovranno interessare il più possibile la globalità della popolazione.

Intanto i Talebani invocano il boicottaggio e incitano gli afgani a non presentarsi alle urne.

La Nato è dispiegata in Afghanistan dal 2001 in forza di un mandato delle Nazioni Unite in accordo con i principi della conferenza di Bonn. Dall’agosto 2003 ha assunto la responsabilità della missione International Security Assistance Force (Isaf) che si avvale del contributo di militari provenienti da 42 nazioni.

Fonte: BBC

Foto: Nato

Proteggono dalle mine e salvano vite, ma i Ridgback sono fermi a Dubai anziché essere dai soldati britannici in Afghanistan

mercoledì, agosto 5th, 2009 28 views

090716_ridgbackDi loro l’ex segretario alla Difesa britannico Des Brown diceva che avrebbero fornito alle truppe in teatro una difesa di livello elevato e maggior manovrabilità rispetto ai più imponenti Mastiff. Per questo nel novembre 2008 il ministero della Difesa britannico (MoD) aveva voluto ordinare i veicoli ruotati Cougar, meglio conosciuti nella loro versione operativa come Ridgback, in grado di fermare con le loro protezioni sia gli attacchi condotti con Rpg sia le esplosioni degli ordigni improvvisati.

A luglio 2009 la consegna prevista, considerato che i mezzi erano stati ordinati con una certa urgenza visti i rischi crescenti nel teatro afgano.

Nonostante questo bisogno urgente di avere i Ridgback in Afghanistan per salvare vite di giovani soldati, tre di questi mezzi dei sei arrivati a Dubai lo scorso 16 luglio sarebbero ancora bloccati negli Emirati – per “priorità operative” a detta dell’MoD – secondo quanto si apprende da fonti britanniche.

Per il Daily Star il ministero della Difesa britannico avrebbe comunicato solo in seconda battuta che i mezzi non sarebbero destinati all’attuale brigata impegnata in area, bensì a quella che subentrerà in ottobre, ovvero l’11 Light Brigade che si è appena esercitata nella Salisbury Plain durante un crescendo di polemiche sulla partecipazione britannica all’operazione Isaf.

I tre mezzi rimasti a Dubai dovrebbero essere consegnati in Afghanistan il prossimo 8 agosto. Intanto si apprende che il Regno Unito si appresta a conoscere il nome di un ulteriore caduto in Afghanistan, un militare appartenente ai Light Dragoons dei Royal Electrical and Mechanical Engineers. In luglio la regina ha perso 22 giovani soldati a servizio di Isaf nel sud dell’Afghanistan.

Fonti: Daily Star, Ananova

Foto: Paola Casoli/Crown Media

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