Archive for febbraio, 2010
venerdì, febbraio 26th, 2010 238 views
Olly, Hinto, Herroz e Olimpia: sono i cani volanti italiani che hanno partecipato all’esercitazione Flying Dogs tenutasi ieri 25 febbraio a Shama, nel sud del Libano, organizzata e coordinata dal comando del Sector West di Unifil su base brigata aeromobile Friuli.
Con i loro inseparabili conduttori – il sergente Domenico Viggiano, i caporalmaggiori scelti Daniele Zilli, Gino Tornisciolo e Croce Sanfratello – i cani del contingente italiano hanno svolto una esercitazione multinazionale per assetti cinofili elitrasportati con l’apporto degli assetti di volo Italair unica nel suo genere, come fa sapere l’ufficio stampa del Sector West.
Ieri mattina i binomi cinofili del K-9, così come viene definita la componente cinofila, si sono esercitati nella fase di volo in elicottero e nella capacità di relazione multinazionale. Insieme con loro si addestravano infatti anche colleghi provenienti da Belgio, Corea e Francia.
Come spiegato dal comandante del battaglione genio su base 6° reggimento genio pionieri di Roma, il tenente colonnello Carlo Di Pasquale, l’esercitazione era finalizzata non solo a “testare il comportamento che assume un assetto cinofilo, cioè il binomio operatore-cane, durante e dopo la fase di volo” ma anche a “comparare le diverse tecniche delle componenti cinofile tra le varie nazionalità”.
Proprio l’aspetto combined, ovvero multinazionale, ha rappresentato la peculiarità della Flying Dogs, tanto che Di Pasquale ne ha sottolineato la validità ai fini del “confronto e dello scambio di esperienze indispensabili al miglioramento e all’affinamento delle tecniche nel settore della ricerca e segnalazione di ordigni esplosivi”.
La componente K-9 è fondamentale nell’individuazione di materiale esplosivo sia in operazioni di terra condotte fuori dalle basi militari sia nell’attività di controllo di materiale e mezzi in accesso alle stesse basi.
Provenienti dal Centro Militare Veterinario dell’Esercito (Cemivet) di Grosseto, questi assetti cinofili sono in grado di ricercare e segnalare senza indugio e con precisione la presenza di sostanze e ordigni esplosivi occultati e improvvisati.
Il loro specifico addestramento si basa su attività di tipo ludico. Del resto, come specifica il comandante del plotone cinofili sergente Fabio Zanni, “in qualunque condizione climatica il cane ha sempre voglia di giocare: abbiamo perciò basato l’addestramento sul gioco perché quando il cane effettua la ricerca dell’esplosivo va a cercare la pallina, il suo gioco. Durante l’attività addestrativa l’esplosivo viene abbinato al gioco, in modo che il cane senta l’odore dell’esplosivo mentre fa una cosa piacevole e così si abitua ai vari odori degli esplosivi”.
Articolo correlato:
Nove anni, pelo nero lucido e fiuto antiesplosivo: il labrador Treo premiato a Londra con la prestigiosa PDSA Dickin Medal (26 febbraio 2010)
Fonte: Sector West Unifil
Foto: Sector West Unifil
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venerdì, febbraio 26th, 2010 92 views
Il personale femminile della Marina Americana potrebbe a breve prestare servizio anche nei sottomarini. La notizia rilanciata da Armed Forces parla di una approvazione già arrivata dal dipartimento della Difesa, ma ancora in attesa del pronunciamento del Congresso.
In ogni caso la presenza femminile a bordo dei sottomarini non potrà avvenire prima di un periodo minimo di dodici mesi, il tempo necessario per svolgere l’addestramento specifico. Attualmente la US Navy dà impiego a oltre 330mila militari, di cui il 15% sono donne.
Il motivo del divieto all’accesso femminile nei sottomarini americani, fa sapere l’articolo che pure ricorda che le donne della US Navy sono normalmente dispiegate a bordo di navi da guerra, starebbe nella carenza di spazio a bordo. Non viene esclusa una futura modifica per la suddivisione delle aree in modo da tenere separato personale maschile da personale femminile.
“Un grave ritardo”, lo definisce l’organizzazione per i diritti femminili National’s Women Law Center. Del resto già altre marine, come quelle di Australia, Norvegia, Spagna e Svezia, danno accesso al personale femminile nei sottomarini.
La US Navy ha quattro classi di sottomarini che in tutto coinvolgono circa 60mila militari: Ohio Class, Virginia Class, Seawolf Class e Los Angeles Class.
Fonte: Armed Forces
Foto: Armed Forces
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venerdì, febbraio 26th, 2010 275 views
E’ l’equivalente della più alta onorificenza militare del Commonwealth la medaglia assegnata mercoledì 24 febbraio a Treo, che nel 2008 ha salvato innumerevoli vite di soldati e civili nel corso del suo turno di impiego in Afghanistan.
Treo è un cane. Un lucidissimo labrador nero di nove anni che serve Sua Maestà con il suo fiuto antiesplosivo. La PDSA Dickin Medal gli è stata conferita per il suo coraggio e per la sua devozione al servizio svolto come military working dog. E’ il riconoscimento più prestigioso per un animale, l’equivalente appunto della Victoria Cross per gli esseri umani.
Alla cerimonia, svoltasi all’Imperial War Museum di Londra, Treo era accompagnato dal suo conduttore sergente Dave Heyhoe. Insieme fanno coppia fissa da cinque anni. “Treo è un cane speciale – ha dichiarato il sergente Heyhoe – e c’è un motivo per cui lo chiamo ‘il mio ragazzo’: è perché mi sento sicuro quando è al mio fianco e so che già tante volte mi ha salvato la vita”.
Treo non ha mai vacillato dal suo impegno in Afghanistan nella provincia di Helmand, dove sempre in prima linea ha evitato la perdita di molte vite umane. A un primo ritrovamento di ordigni improvvisati (IED) pericolosamente trappolati e nascosti nell’agosto 2008, è seguito il rinvenimento di altri IED posizionati lungo strade frequentate e pronti a scoppiare non solo al passaggio dei soldati ma anche al traffico dei civili.
Treo è stato donato all’Esercito Britannico da un civile quando aveva un anno. L’addestramento ha evidenziato le sue doti decisamente compatibili con le responsabilità richieste dal teatro operativo. Ora l’esemplare di labrador è in pensione e vive con il suo conduttore Dave Heyhoe, non senza aver inciso splendidi momenti nel cuore di chi lo ha incontrato durante la sua attività operativa di cane antiesplosivo.
Come riferisce il maggiore Graham Shannon comandante della Ranger Company 1 R Irish, che ricorda un momento di recupero in una base temporanea dopo una serie di attacchi a fuoco subiti a Sangin: “C’erano il sergente Heyhoe e Treo. Treo correva dietro alla sua palla e all’improvviso non sembrava più di essere a Sangin: solo un pugno di amici seduti in cerchio a parlare di cani. E la guerra sembrava lontana mille miglia”.
Il PDSA, ovvero il People’s Dispensary for Sick Animals che ha conferito l’alta onorificenza a Treo, è l’organizzazione caritatevole di veterinari più importante del Regno Unito. Fornisce assistenza e cure gratuite ad animali i cui padroni versano in condizioni di bisogno e promuove un rapporto responsabile con i propri animali da compagnia. E’ stato fondato nel 1917 dalla londinese Maria Dickin.
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La Task Force Astro, una difficile opera di ricostruzione (14 novembre 2004)
Fonti: UK MoD, PDSA
Foto: UK MoD, PDSA
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lunedì, febbraio 22nd, 2010 352 views
Un delicato compito di bonifica condotto dagli sminatori italiani dell’Engineer Battalion, su base 6° reggimento genio pionieri di Roma, che operano da dicembre 2009 in una zona di bonifica ad alto rischio, come certifica il documento di registrazione consegnato al comando Unifil dagli israeliani che minarono l’area negli anni Ottanta.
Questa bonifica dell’ultimo tratto di un campo minato lungo la Blue Line nel sud del Libano, in un’area dove sono presenti fino a 451 mine in 600 metri quadri secondo quanto testimoniato dallo stesso documento fornito dagli israeliani, ha permesso l’apertura di un varco a circa due chilometri a sud della cittadina di Yaroun per il posizionamento dei Blue Border Pillars dell’Onu secondo il dettato della risoluzione 1701.
L’operazione ha richiesto la creazione di una strada di 600 metri e il ripristino della viabilità dell’area, sia per incrementare la sicurezza di movimento che per consentire l’eventuale sgombero di feriti.
Il lavoro di bonifica è stato infatti particolarmente delicato a causa del lungo tempo di giacenza degli ordigni nel terreno, rimasti esposti a intemperie e smottamenti per oltre vent’anni.
I militari italiani – “per la prima volta dall’ultimo conflitto mondiale incaricati di questa attività di bonifica operativa denominata Mine Clearance”, fa sapere un comunicato del Sector West di Unifil su base brigata aeromobile Friuli – hanno condotto l’operazione “con la consapevolezza del costante pericolo di presenza di mine”.
Nel corso dell’attività sono state rinvenute e distrutte otto mine antiuomo A4 di fabbricazione israeliana.
Alla cerimonia del taglio dell’ultimo filo spinato del campo minato erano presenti il comandante del Sector West di Unifil generale di brigata Luigi Francavilla, il comandante del battaglione genio tenente colonnello Carlo Di Pasquale e il responsabile del sito tenente Gaetano Argentiero (nella foto).
Fonte: Sector West Unifil
Foto: Sector West Unifil
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sabato, febbraio 20th, 2010 5.226 views
Il bilancio stilato quotidianamente dalle forze Isaf impegnate nell’operazione Moshtarak nella provincia di Helmand descrive la situazione attuale in modo positivo, con progetti di stabilizzazione già in fase di realizzazione.
La presenza di ordigni improvvisati e di mine sul terreno ha senza dubbio impegnato in via prioritaria i militari coinvolti nell’operazione iniziata lo scorso 13 febbraio – un’offensiva militare che viene condotta congiuntamente dalle forze afgane e dai militari di Isaf (americani, britannici, canadesi, danesi ed estoni) – mentre sono ancora presenti alcune sacche di resistenza a nord e a est di Marjah.
La fase di stabilizzazione è comunque già in essere, secondo quanto riportato, con progetti che coinvolgono la popolazione locale. Ben 250 afgani sono stati assunti nel progetto cash-for-work a Nad-e-Ali e altrettanti stanno presentando domanda di assunzione, fa sapere il report di Isaf.
Sempre a Nad-e-Ali si sono cominciati a riempire i ventisette posti vacanti negli uffici del governatore, mentre 952 residenti hanno ricevuto assistenza materiale dal governo. L’obiettivo dell’operazione Moshtarak, condotta da esercito e polizia afgani congiuntamente con Isaf e il Provincial Reconstruction Team di Helmand in supporto all’affermazione dell’autorità governativa afgana nella provincia di Helmand, è del resto proprio quello di dimostrare l’interesse del governo afgano per il popolo dell’Afghanistan.
Mentre l’operazione procede entrando nella seconda settimana di offensiva, un corrispondente della BBC da Kandahar riferisce di intercettazioni che forniscono un importante segnale per le forze Nato: i talebani starebbero chiedendo aiuto perché a corto di munizioni.
Articoli correlati:
Operazione Moshtarak: shake, clear, hold and build (9 febbraio 2010)
Afghanistan, Helmand: operazione Moshtarak banco di prova per le forze afgane (8 febbraio 2010)
Fonte: Isaf
Foto: CanadianContent.net
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martedì, febbraio 16th, 2010 572 views
Un comando Nato unico sul territorio nazionale, il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) di Solbiate Olona in provincia di Varese. Così lo ha presentato il comandante generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini ieri 15 febbraio al consigliere del ministro della Difesa Marco Airaghi in visita alla struttura.
Nrdc-Ita infatti “continua a fornire un grande contributo in termini di professionalità e di immagine sia in patria sia all’estero – ha sottolineato Chiarini – confrontandosi in modo eccellente con le forze armate degli altri paesi”.
Nella caserma Ugo Mara, sede del corpo d’armata Nrdc-Ita comandato dal generale Chiarini, sono presenti quattordici nazioni Nato oltre all’Italia. Negli anni scorsi Nrdc ha affrontato impegni internazionali come Isaf VIII in Afghanistan, due turni di rotazione al comando componente terrestre della Nato Response Force (Nrf) e un ulteriore incarico in Afghanistan.
Il prossimo impegno operativo di rilievo sarà un nuovo turno di comando come componente terrestre in Nrf nel 2011. E il 2010 servirà come anno di preparazione per l’evento.
Dopo l’esercitazione Eagle Blade 09 di novembre dello scorso anno, disegnata su una crisis response operation che si è poi evoluta in war fighting, la successiva esercitazione condotta nel gennaio di quest’anno si è svolta in forma di seminario di studi geostrategici per un approfondimento sulle nuove sfide che la Nato deve affrontare.
La Eagle Eye 2010, così è stata denominata, ha visto la partecipazione del vicesegretario generale della Nato ambasciatore Claudio Bisogniero, che ha illustrato gli impegni della Nato e le sue priorità; del generale di corpo d’armata Carlo Cabigiosu, che ha affrontato le sfide future della Nato e il nuovo concetto strategico; del professore Massimo de Leonardis dell’Università Cattolica di Milano, che ha affrontato la questione della diversità di approccio al conflitto da parte islamica e da parte occidentale; del direttore del Centro Studi Internazionali Andrea Margelletti, che ha parlato dell’importanza di una intelligence di natura sociologica più che tecnico-militare.
Ora ci sono in programma altre tre esercitazioni computer assisted di livello più elevato. La prossima, denominata Eagle Meteor, si terrà nel mese di giugno e partirà dal risultato raggiunto con la precedente Eagle Blade per allargare l’esercitazione a uno spettro più ampio quale quello della ricostruzione. L’aspetto non kinetik non deve trarre in inganno, dato che è comunque prevista la valutazione della prontezza operativa.
A seguire in ottobre è prevista la Noble Light, finalizzata a validare il personale sulle procedure di lavoro di staff. Infine, a dicembre, è in programma l’esercitazione Steadfast Juno, che sarà l’attività conclusiva finalizzata a validare tutte le componenti che danno vita alla Nrf.
In parallelo il personale si addestrerà individualmente con attività specifiche a seconda della diversa area operativa di appartenenza.
AGGIORNAMENTI:
Nrdc-Ita, uomini e donne esercitati per affrontare ogni minaccia per la prossima Nrf 16 (25 maggio 2010)
Nrdc-Ita si prepara a guidare la prossima Nrf 16 e riceve la visita del generale Bouchard (26 marzo 2010)
Articoli correlati:
Esercitazione Eagle Blade 09: scenario di guerra per l’Nrdc-Ita (23 novembre 2009)
Nrdc-Ita, visita del comandante della 3° divisione britannica in vista della prossima Eagle Blade e del turno di Nrf (15 giugno 2009)
Fonte: PAO Nrdc-Ita
Foto: PAO Nrdc-Ita
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lunedì, febbraio 15th, 2010 224 views
“Questa giornata è dedicata ai bambini che rappresentano il nostro futuro” ha detto il generale di brigata Luigi Francavilla, comandante del Sector West di Unifil in Libano, ieri 14 febbraio in occasione della giornata dedicata all’iniziativa Un disegno per la pace.
L’evento è stato ospitato nella base Ficuciello di Tbinin, sede del comando del Sector West di Unifil basato sulla brigata aeromobile Friuli di Bologna e comandato dal generale Francavilla.
Un disegno per la pace testimonia la vicinanza alla popolazione dei militari italiani nel teatro operativo libanese. All’evento i veri protagonisti sono stati i circa cento bambini di età compresa tra i quattro e i dieci anni, che con i genitori hanno passato una domenica in compagnia dei militari italiani.
Nella base militare i piccoli hanno potuto partecipare a laboratori di disegno, di giochi e di animazione condotti dagli stessi militari italiani. I disegni prodotti dai piccoli, frutto della riflessione sul tema della pace, sono stati premiati nell’ambito della festa a cui erano presenti anche rappresentanti delle Forze Armate Libanesi (Laf).
Nell’occasione il generale Francavilla ha espresso “grande apprezzamento per il lavoro condotto quotidianamente insieme” con le Laf, a cui viene data assistenza sulla base della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per la stabilizzazione del sud del Libano.
Un disegno per la pace è un progetto portato avanti dalla cellula Cimic (cooperazione civile-militare) del Sector West di Unifil.
Fonte: Sector West Unifil
Foto: Sector West Unifil (a ds gen Francavilla)
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venerdì, febbraio 12th, 2010 254 views
Il previsto coinvolgimento nell’operazione White Crane di una cellula di coordinamento del Comando operativo di vertice interforze (COI) su base Italian-Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) si è concretizzato nelle ultime ore.
La pianificazione condotta negli ultimi giorni in una situazione in costante evoluzione ha determinato un’espansione della cellula iniziale dell’Ita-JFHQ, che era stata inviata ad Haiti per una prima fase di ricognizione nelle ore immediatamente successive al terremoto dello scorso 12 gennaio.
La decisione del COI di rinforzare quella prima cellula sta prendendo concretamente forma proprio in queste ore a Port-au-Prince, dove in prossimità della Task Force Genio dell’Esercito Italiano è in fase di attivazione una cellula di coordinamento del COI composta da circa sette/otto persone appartenenti all’Ita-JFHQ.
L’operazione White Crane ha preso avvio lo scorso 20 gennaio con la partenza di nave Cavour da Civitavecchia.
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Emergenza Haiti, nave Cavour salpa da Civitavecchia e parte l’operazione White Crane (20 gennaio 2010)
Fonti proprie
Foto: smD (veduta aerea del campo base della Task Force Genio dell’Esercito Italiano)
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venerdì, febbraio 12th, 2010 44 views
Sono ben 19 gli atleti appartenenti all’Esercito Italiano che partecipano alle olimpiadi invernali in apertura oggi 12 febbraio a Vancouver, in Canada.
E’ “la rappresentanza più numerosa tra i gruppi sportivi delle Forze Armate”, secondo quanto riferisce un comunicato stampa dello stato maggiore dell’Esercito Italiano che fornisce sul sito dell’esercito le schede di ogni atleta.
Le discipline rappresentate saranno sci alpino, sci di fondo, biathlon, snowboard, short track e slittino.
Il Centro Sportivo Esercito, dove vengono arruolati gli atleti di eccellenza della Forza Armata, opera sul territorio nazionale dal 1960 con le sezioni decentrate di Courmayeur per gli sport invernali, di Montelibretti per l’equitazione, di Pisa per il paracadutismo, di Piacenza per la motonautica e di Roma per gli sport olimpici.
Fonte: Esercito Italiano
Foto: www.vancouver2010.com
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giovedì, febbraio 11th, 2010 81 views
Sarebbero entrati in massa nella capitale somala Mogadiscio i ribelli fedeli al gruppo islamico al-Shabab. Le testimonianze riportate ieri 10 febbraio da BBC News online parlano di centinaia di ribelli arrivati in città con artiglieria e mezzi pesanti.
La capitale della Somalia e tutto il sud del paese sono in preda al terrore per effetto della propaganda e del botta e risposta tra governo e ribelli, secondo quanto riportato. Del resto i disordini si stanno succedendo con maggiore frequenza durante gli utlimi giorni e quotidianamente vengono riportate perdite tra i civili.
Solo una piccola parte di Mogadiscio – come riporta BBC – è sotto il controllo del governo di transizione, sostenuto da Unione Africana e Nazioni Unite, mentre il resto del paese è gestito dai signori della guerra o da milizie.
Al-Shabab è stato a lungo collegato con al-Qaeda, fa sapere EarthTimes, mentre si ritiene che combattenti stranieri stiano raggiungendo il Corno d’Africa per organizzare attacchi e attentati.
Fonti: BBC, EarthTimes
Foto: BBC
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