Archive for febbraio, 2010

Operazione Moshtarak: shake, clear, hold and build

martedì, febbraio 9th, 2010 105 views

Isaf_HelmandAl momento si sta ancora delineando, ma l’operazione Moshtarak contro i ribelli nella provincia di Helmand ha già un programma ben definito.

E’ il portavoce della Task Force Helmand, il tenente colonnello britannico David Wakefield, a richiamare le parole del generale Stanley McChrystal, comandante della missione Isaf in Afghanistan, a proposito dell’imminente offensiva militare concentrata sulla città di Marja: l’operazione Moshtarak si articolerà in quattro fasi definite shake, clear, hold and build.

Alla prima fase di attacco prevista nei prossimi giorni, e pubblicizzata nell’area dalla stessa Nato a salvaguardia dei civili, seguirà l’allontanamento dei ribelli e l’acquisizione del controllo sulla regione. Per finire con una fase di ricostruzione.

Le attività di stabilizzazione nella zona prenderanno avvio il prima possibile, come si apprende dal sito del ministero della Difesa britannico, con programmi di coinvolgimento degli stessi civili nel recupero dei canali di irrigazione o nel rifornimento dei negozi. Più a lungo termine si interverrà sui servizi a livello locale, sicurezza permettendo.

Articolo correlato:

Afghanistan, Helmand: operazione Moshtarak banco di prova per le forze afgane (8 febbraio 2010)

Fonte: UK MoD

Foto: UK MoD (Crown Copyright, MoD 2009)

Afghanistan, Helmand: operazione Moshtarak banco di prova per le forze afgane

lunedì, febbraio 8th, 2010 155 views

afgh_helmand_marjaSarà anche l’occasione per monitorare il comportamento delle forze di polizia afgane, che godono talvolta di dubbia reputazione. Il commento alla prevista prossima offensiva alleata nel sud dell’Afghanistan, che si concentrerà nella città di Marja in provincia di Helmand, è del corrispondente BBC da Kandahar esperto in sicurezza Frank Gardner dalle righe di BBC News online.

Finora le forze afgane non hanno dimostrato totale affidabilità e la prossima azione, denominata operazione Moshtarak (“insieme” in lingua dari), le coinvolge fin dalla fase di pianificazione.

Intanto la città di Marja, zona sottoposta alla maggiore influenza dei ribelli, comincia a essere abbandonata dalla popolazione dopo l’attività informativa fatta dagli stessi militari della Nato, che nei giorni scorsi hanno disseminato volantini sull’area per informare la popolazione dell’imminente attacco e per consigliare l’abbandono della zona.

Si tratta dell’azione militare più vasta da quando il presidente americano Barack Obama ha annunciato l’invio di altri 30mila militari in Afghanistan. E non sarà priva di rischi, ha fatto notare il segretario alla Difesa britannico Bob Ainsworth.

Articolo correlato:

Forze afgane ancora lontane dall’autonomia operativa (9 ottobre 2009)

Fonte: BBC

Foto: BBC

Google Earth pubblica immagini delle città bombardate durante la Seconda Guerra

venerdì, febbraio 5th, 2010 106 views

Bologna_WWIIDa non perdere, come suggerisce l’online britannico The Independent.

Google Earth ha pubblicato le immagini aeree di 39 città bombardate nel corso della Seconda Guerra, scattate tra il 1935 e il 1945 dagli inglesi della RAF e dagli americani dell’USAF.

Una serie di immagini “raccapriccianti” messe a confronto con le medesime città così come sono oggi, testimonianza dell’impatto devastante della guerra e della ricostruzione nel corso degli anni.

Fonte: The Independent

Foto: Google Earth (nella foto, Bologna)

Ex Red Flag 2010, Usa: finisce oggi la prima Red Flag dell’anno a Nellis, nel Nevada

venerdì, febbraio 5th, 2010 168 views

Nellis AFBFinisce oggi 5 febbraio a Nellis, nella base dell’aeronautica statunitense nel Nevada, la prima delle esercitazioni Red Flag in programma per il 2010. Un gioco di guerra “combat training” con uno scenario estremamente realistico iniziato lo scorso 25 gennaio e giocato in questo giro da due nazioni, gli Usa con l’USAF (United States Air Force) e il Regno Unito con la RAF (Royal Air Force).

Dal 1975, anno di creazione della Red Flag, vengono effettuate ogni anno nella base USAF di Nellis in Nevada dalle quattro alle sei esercitazioni con diverse nazioni partecipanti. Lo scenario realistico (“il più possibile vicino all’attuale combat”) allestito per ogni esercitazione consente ai diversi equipaggi di acquisire un’esperienza senza paragoni, addestrandosi non solo ai rifornimenti in volo e alle operazioni di routine ma soprattutto a impegnativi combattimenti con uno squadrone “nemico” formato da F-16 ed F-15 della stessa USAF.

Fonti: Armedforces, Nellis AFB

Foto: US Air Force

Emergenza Haiti, il team sanitario trasferito a terra in elicottero da nave Cavour

lunedì, febbraio 1st, 2010 250 views

Cavour_(550)Sono appena stati trasferiti a terra in elicottero, i medici del team sanitario arrivati poco prima delle 15 italiane (le 9 di mattina locali) con la portaerei italiana Cavour nelle acque di Port-au-Prince, e già stanno pianificando il coordinamento delle attività sanitarie con i colleghi dell’ospedale Saint Damien. L’operazione White Crane, in sostegno alla popolazione di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio scorso, ha messo quindi piede sull’isola caraibica dopo undici giorni di navigazione.

Il tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante di nave Cavour capitano di vascello Gianluigi Reversi, riferisce che a breve verrà data indicazione del luogo di ormeggio della nave italiana. Intanto gli elicotteri stanno trasferendo a terra medicinali e primi aiuti.

“Al momento siamo al largo di Port-au-Prince, fa sapere telefonicamente Michele Carosella, e siamo in grado di dirigere ove necessario; probabile l’ormeggio nella Repubblica Domenicana”. Nel riferire di scene raccapriccianti, il portavoce ricorda che nave Cavour dispone di una camera iperbarica per patologie da schiacciamento e cancrene, quindi in grado di assolvere in modo appropriato al compito della missione White Crane di soccorso alla popolazione.

Una volta ormeggiata la nave, sarà possibile far sbarcare i mezzi pesanti dell’Esercito Italiano per il ripristino della viabilità.

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Haiti, Bertolaso: Usa hanno confuso l’emergenza umanitaria con una operazione di soccorso (25 gennaio 2010)

Fonte: nave Cavour dalle acque di Port-au-Prince

Foto: Wikipedia

Sudan, Ban Ki-Moon: lavorare sodo contro il rischio secessione

lunedì, febbraio 1st, 2010 156 views

south_sudanDobbiamo lavorare sodo per evitare una secessione del sud del Sudan. Questo l’impegno, peraltro molto esplicito, “We will work hard to avoid a possible secession” secondo quanto riportato ieri dal Financial Times FT.com, dichiarato dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon con riferimento alla situazione del Sudan un anno prima del previsto referendum. Una posizione, evidenzia l’articolo, che rischia di mettere contro comunità internazionale e sostenitori dell’indipendenza.

Da Addis Abeba, dove si è tenuto un summit dell’Unione Africana, Ban Ki-Moon ha sottolineato l’importanza del saper gestire la situazione del dopo voto. Non importa quale sia il risultato della consultazione popolare.

Una secessione rischierebbe di destabilizzare non solo il Sudan ma anche l’intera regione, in quanto riaccenderebbe velleità secessioniste in tutta l’area. D’altra parte il Sud Sudan vede nel referendum del gennaio 2011 l’opportunità di affrancarsi dal governo a guida araba di Kartoum, liberandosi dalla povertà dopo guerre e discriminazioni.

A sostenere la visione del segretario dell’Onu il capo dell’Unione Africana, Jean Ping, che ha parlato di un “Sudan seduto su una polveriera”, e un alto diplomatico che ha espresso timori per le pericolose risonanze che un “divorzio” potrebbe avrebbe in Nigeria, nella Repubblica Democratica del Congo e in Etiopia.

Di diverso avviso il ministro per gli Affari presidenziali del governo regionale del sud del Sudan, Luka Biong Deng, che richiama l’Onu alla neutralità e all’unico impegno di salvaguardare la pace nella regione secondo il trattato stipulato nel 2005. Posizione comunque confermata dallo stesso segretario generale.

A complicare una situazione che nel giro di un anno rischia di interessare anche l’intera comunità internazionale è la naturale ricchezza in petrolio del sud del Sudan, attualmente sfruttata da compagnie cinesi.

Articolo correlato:

Il Sudan a rischio guerra civile (7 gennaio2010)

Fonti: BBC, FT.com, United Nations

Foto: BBC

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