Archive for the ‘Afghanistan’ Category

L’AVES ha spento 62 candeline. Baschi azzurri presenti in Afghanistan, Balcani, Iraq, Libano, Mozambico, Namibia e Somalia

martedì, maggio 21st, 2013 |

Si è celebrato il 17 marzo scorso, a Viterbo, il 62° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano.

Tra i “baschi azzurri” erano presenti il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), il generale Giangiacomo Calligaris, Comandante dell’AVES.

Nel corso dell’evento il generale Graziano ha ringraziato, tra gli altri, il sindaco della città di Viterbo, Giulio Marini, il prefetto, Antonella Scolamiero, il vescovo, monsignor Lino Fumagalli, e il presidente della Provincia, Marcello Meroi, autorità che, “partecipando a questa cerimonia in linea con quella che è la sobrietà imposta dal ridimensionamento delle spese, testimoniano l’ospitalità e l’affetto della città di Viterbo all’Esercito”.

Un doveroso pensiero ai familiari dei caduti in operazione – “che sono l’esempio a cui ci riferiamo, il simbolo del sacrificio verso il Paese e di amore verso la Patria” – è stato poi tributato dal CaSME.

Il generale Graziano ha poi sottolineato “il contributo fornito all’elicottero A-129 Mangusta, che nel teatro afgano ha dato prova di elevata letalità d’ingaggio, minimizzazione dei danni collaterali e eccezionale capacità di operare a stretto contatto con le forze sul terreno”.

Il CaSME ha poi concluso ricordando tutte le missioni dall’Iraq alla Somalia, dall’Afghanistan al Mozambico, nelle quali AVES ha fornito un determinante contributo.

Nell’ambito della cerimonia militare, sono state consegnate dal generale Graziano una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al maggiore Carmine Bertolino, e una Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, al primo maresciallo luogotenente Luciano Corsi. Il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, ha invece insignito di Medaglia d’Argento al Valor Civile il sergente Francesco Zampino.

L’AVES è nata il 10 maggio 1951. È la più giovane specialità della Forza Armata e si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante e insostituibile dell’Esercito. Nei teatri di operazione i baschi azzurri sono sempre presenti, operando spesso in condizioni di indeterminatezza ed elevato rischio: dalle prime esperienze il Libano alla Namibia, dalla Somalia al Mozambico, dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan.

Proprio in Afghanistan, l’Esercito esprime il proprio sforzo principale impiegando 21 elicotteri che svolgono compiti di trasporto, ricognizione e scorta armata, in piena sinergia con le truppe schierate sul terreno.

L’occasione ha permesso di ospitare il raduno dei reduci della Italian Everest Expedition 73, una delle spedizioni più colossali della storia organizzata in Nepal nel 1973 da Guido Monzino.

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Fonti: stato maggiore Esercito, AVES

Foto: stato maggiore Esercito, AVES

La Difesa al XXVI Salone del libro di Torino: conclusione da favola con Il mago delle lacrime dell’Altra metà della divisa

lunedì, maggio 20th, 2013 |

Il mago delle lacrime è la fiaba che ha aperto il programma della Difesa nell’ultima giornata del Salone del libro di Torino, quest’anno alla sua XXVI edizione, per ricordare il ruolo fondamentale delle famiglie dei militari: una iniziativa che fa parte del progetto Una fiaba per volare da te, realizzata da Grazia Mentil dell’associazione L’altra metà della Divisa con il supporto dell’Ufficio comunicazione dello stato maggiore della Difesa.

L’associazione è nata dall’idea di un gruppo di familiari di militari, con l’obiettivo di fornire un sostegno completo alle famiglie del personale militare impiegato in missione. Le storie hanno la capacità di illustrare tutto ciò che sta intorno al mondo militare e possono sfatare luoghi comuni e contrastare interpretazioni errate: questo hanno voluto sottolineare Deborah Croci, Maria Chiara Santoro ed Elena Narciso, rappresentanti dell’associazione.

Il mondo militare raccontato da altri punti di vista e per tutte le età, questo è Il mago delle lacrime, che descrive il distacco di un bambino dal padre che parte in missione e l’orgoglio e i sentimenti di chi resta ad aspettare, Si tratta del primo di una serie di iniziative editoriali che L’altra metà della Divisa vuole portare avanti per descrivere e descriversi.

Alla conclusione della narrazione della fiaba sono stati effettuati due collegamenti: il primo con nave d’assalto anfibio San Marco della Marina Militare, attualmente impegnata nell’operazione NATO Ocean Shield nell’Oceano Indiano e nel Corno d’Africa, nel corso del quale alcuni membri dell’equipaggio di bordo hanno illustrato al numeroso pubblico presente allo stand la propria esperienza di genitore e consorte in missione.

Il secondo collegamento è stato effettuato con il contingente italiano del Regional Command-West (RC-W) di ISAF con sede a Herat, in Afghanistan, attualmente su base brigata alpina Julia sotto il comando del generale Ignazio Gamba. Anche in questa occasione tante le testimonianze presentate sull’importanza della famiglia, sostegno indispensabile e irrinunciabile per chi, come i militari, spesso svolge la propria missione lontano dal proprio Paese. Numerosa e attiva la partecipazione degli studenti dell’Istituto tecnico Galilei Ferrari di Torino.

All’inizio delle attività odierne, lo stand della Difesa ha avuto come illustre ospite il ministro dell’Integrazione, onorevole Cécile Kyenge, che si è intrattenuta a lungo visitando tutte le postazioni delle Forze Armate e le relative progettualità. Nel firmare il libro d’onore, il ministro ha voluto rimarcare che “essere in questo salone con tanta gente che respira la cultura, l’importanza della scrittura testimonia per me e per tutto il paese quella parte che deve vivere forte: l’’Italia migliore’. Grazie del vostro lavoro”.

Nello stand della Difesa è stato possibile vedere da vicino il robot radiocomandato degli artificieri del Reparto antisabotaggio dei Carabinieri. Il veicolo, che è idoneo ad operare in vari scenari, ha catturato l’attenzione del pubblico, prevalentemente studentesco, ospite presso lo stand della Difesa. Il suo meccanismo consente all’operatore di agire in sicurezza facendo avanzare il robot, la cui funzione principale è quella di disarticolare gli oggetti che ha davanti a sé, per verificare una possibile presenza di un ordigno esplosivo occultato all’interno di un oggetto. Il veicolo, che utilizza un cannoncino ad acqua, è dotato di chiavi di codifica particolari che gli consentono di evitare interferenze radio da jammer o da altro disturbatore elettronico, ed è in grado di operare anche in condizioni di scarsa visibilità. Durante la dimostrazione, la Multinational Specialized Unit dei Carabinieri, attualmente dispiegata in Kosovo in particolari contesti con funzioni militari e di polizia, si è collegata in videoconferenza con lo stand rivolgendo un saluto al pubblico presente.

Le dimostrazioni sono giunte al termine con la ricostruzione di una scena del crimine da parte dei Carabinieri – Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale di Torino. La simulazione ha riguardato un manichino su cui erano stati sparati alcuni colpi con un revolver. Sono state poi mostrate al pubblico le modalità operative per il reperimento e la conservazione delle fonti di prova. In particolare, è stata utilizzata la lampada Scenescope, per la ricerca di impronte papillari, e quella Crimescope, per la ricerca di tracce ematiche e materiale biologico.

La simulazione dei Carabinieri ha concluso, dunque, l’intenso programma del Ministero della Difesa al XXVI Salone internazionale del libro di Torino. Un bilancio più che positivo per le quattro Forze Armate, con un’alta affluenza di pubblico e un programma intenso, che ha visto tra gli eventi più salienti quelli che interagiscono con il sociale, quali la narrazione della fiaba Il mago delle lacrime e la presentazione del progetto Per un Sari rosa, iniziativa di solidarietà a favore delle giovani ragazze del Bangladesh e per la quale il Ministro della Difesa, Mario Mauro, con una lettera ha voluto inviare il suo personale messaggio di saluto e di sostegno all’iniziativa.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: AMD

Afghanistan, RC-W ISAF Herat: visita a Camp Arena del nuovo comandante dell’ISAF Joint Command, gen Milley

giovedì, maggio 16th, 2013 |

Il generale statunitense Mark A.Milley ha visitato oggi, per la prima volta in qualità di comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), il Regional Command West (RC-W) di Herat, il comando del contingente multinazionale a guida italiana su base brigata alpina Julia guidato dal generale Ignazio Gamba.

Accolto al suo arrivo presso Camp Arena dal generale Gamba, comandante di RC-W, il generale Milley ha ricevuto un aggiornamento operativo relativo alla regione sotto responsabilità italiana. I due alti ufficiali si sono poi recati presso la vicina base di Camp Zafar, dove sono stati ricevuti dal generale afghano Taj Mohammed Jaheed, comandante del 207° Corpo dell’Afghan National Army (ANA), e hanno avuto modo di esaminare i progressi compiuti dall’esercito afgano nella regione.

Nel pomeriggio, il generale statunitense ha incontrato i comandanti delle unità di RC-W direttamente impegnate nel processo di transizione nella regione e, prima di ripartire, ha espresso la propria soddisfazione al generale Gamba e al suo staff per i risultati raggiunti nell’attività di supporto alle forze di sicurezza afgane.

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L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: aumenta la minaccia dei ribelli, sono sempre più frequenti i ritrovamenti di esplosivi tra Farah e Shindand

martedì, maggio 14th, 2013 |

Sono sempre più frequenti i ritrovamenti di materiale esplosivo nella zona ovest dell’Afghanistan, l’area di responsabilità italiana nell’ambito della missione ISAF. Si tratta di un segnale minaccioso e inequivocabile della volontà dei ribelli di destabilizzare un’area in cui, per effetto della transition in atto, le capacità effettive delle forze di sicurezza afgane sono in continua crescita numerica e professionale.

Negli ultimi giorni un’operazione congiunta di controllo del territorio tra i militari italiani della Transition Support Unit-Center (TSU-C) e le forze di sicurezza afgane si è conclusa con il ritrovamento di un deposito illegale di munizioni a circa 6 chilometri da Shindand.

L’attività, condotta da una compagnia del 7° reggimento alpini di concerto con assetti specialistici del 2° reggimento genio in supporto a un’unità della Afghan Traffic Police (ATP, la polizia stradale afgana), ha reso possibile il rinvenimento di 22 bombe da mortaio di varia tipologia e 5 granate di artiglieria.

Non più tardi del 10 maggio scorso, gli ufficiali della pubblica informazione del Regional Command-West (RC-W) di ISAF a Herat, su base brigata alpina Julia al comando del generale Ignazio Gamba, avevano dato notizia del ritrovamento di un potente ordigno esplosivo improvvisato (IED) durante una operazione di controllo condotta dalla compagnia del 6° reggimento bersaglieri in forza alla Transition Support Unit South (TSC-S), di stanza a Farah, di concerto con specialisti del 2° reggimento genio e di un’analoga unità statunitense che, acquisite informazioni su una possibile attività sospetta a opera di alcuni ribelli, sono intervenuti per scongiurarlo.

In quell’occasione, dopo aver assicurato un perimetro di sicurezza idoneo a evitare il coinvolgimento di eventuali civili, gli artificieri del 2° reggimento genio di Trento avevano provveduto al disinnesco della carica principale e delle altre cariche secondarie disposte nelle vicinanze della prima, destinate a colpire anche gli eventuali soccorritori delle vittime della prima esplosione.

Quasi simultaneamente, un’unità dell’esercito afgano era stata impegnata nella neutralizzazione di un ulteriore ordigno esplosivo ritrovato nell’area di Adraskan, un distretto sotto la responsabilità della TSU-C, che, su base 7° reggimento alpini, è agli ordini del colonnello Stefano Mega.

La TSU-C, attualmente su base 7° reggimento alpini di Belluno e comandata dal colonnello Mega, è l’unità di manovra del contingente militare italiano di stanza nell’ovest dell’Afghanistan che, di concerto con la TSU-S, attualmente su base 8° reggimento alpini di Cividale del Friuli agli ordini del colonnello Michele Merola, assiste e supporta le forze di sicurezza afgane (esercito e polizia) nel controllo della provincia di Herat nell’ambito del processo di transizione.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

L’Esercito Italiano fa il suo punto di situazione 2012 nell’annuale Rapporto Esercito

lunedì, maggio 13th, 2013 |

È disponibile anche sul sito esercito.difesa.it, il sito della Forza Armata, il Rapporto Esercito 2012, supplemento annuale alla Rivista Militare che traccia il bilancio delle attività dell’Esercito attraverso i numeri di tutte le operazioni militari internazionali e quelle svolte in patria.

Nel 2012, si legge tra i numeri riportati dal Rapporto Esercito 2012, oltre 9mila militari dell’Esercito sono stati impiegati in operazioni. Di questi, 4.700 unità hanno operato fuori area (3.200 militari in Afghanistan, nell’operazione ISAF; 1.100 in Libano; 300 in Kosovo; nuclei di Osservatori militari in Georgia, Pakistan e Medio Oriente); 4.400 militari in Patria nell’operazione Strade Sicure, Aquila e, in concorso alla Protezione Civile, nei casi di pubblica calamità. Sul territorio nazionale, solo nel 2012, tra gli altri interventi a supporto della collettività nazionale sono state effettuate oltre 2.400 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (circa 34mila gli interventi dal 2000 a oggi).

Nelle oltre 270 pagine consultabili online, non mancano i dati relativi a provvedimenti adottati dalla Forza Armata nel quadro del risanamento della spesa pubblica. Tra gli altri, si è ottenuto un risparmio medio annuo del 35% sui consumi elettrici anche grazie all’installazione di impianti fotovoltaici presso le strutture dell’Esercito.

Nel Rapporto Esercito sono inseriti anche i principali risultati conseguiti dagli atleti dell’Esercito, oltre alle schede delle missioni concluse dalla Forza Armata negli ultimi trent’anni, riepilogate nei loro tratti essenziali, dal Libano al Kurdistan, dalla Somalia al Mozambico, dal Ruanda a Timor Est, dall’Iraq a Haiti. Un riferimento viene fatto anche a quello che sarà l’Esercito nel 2024.

Il Rapporto Esercito è scaricabile integralmente dal sito istituzionale dell’Esercito Italiano www.esercito.difesa.it e tramite la nuova app NewsEI per Tablet e smartphone. Oppure clicca qui.

Fonte: Esercito Italiano

Foto: Esercito Italiano

Alpini a Piacenza per l’86^ adunata nazionale dell’ANA, presenti anche i reduci del Mozambico. Solidarietà ai Marò

domenica, maggio 12th, 2013 |

Hanno sfilato questa mattina, 12 maggio, per le vie del centro di Piacenza, gli alpini delle sezioni dell’ANA (associazione nazionale alpini), i gonfaloni della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Piacenza. In apertura della sfilata la Bandiera di Guerra del 1° reggimento artiglieria da montagna, da poco rientrato dall’Afghanistan, un Reparto alpino di formazione dell’Esercito e due fanfare.

Alla cerimonia erano presenti il ministro della Difesa Mario Mauro, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.

Per l’occasione, nell’Arena Daturi di Piacenza, è stata allestita dal Comando delle Truppe Alpine dell’Esercito la cittadella alpina, dove ieri pomeriggio, insieme con il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Graziano, si sono ritrovati i reduci della missione in Mozambico (1993) di cui quest’anno ricorre il ventennale.

Il generale Graziano, all’epoca comandante del battaglione Susa, schierato in Mozambico nell’ambito della missione di pace ONUMOZ, dopo aver ringraziato il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, le autorità locali e il presidente dell’ANA, cavalier Corrado Perona, a cui ha espresso “riconoscenza per la preziosa opera nel tramandare i tipici valori alpini alle nuove generazioni”, ha ricordato il tenente Fabio Montagna e il sergente maggiore Salvatore Stabili, caduti in Mozambico il 25 novembre 1993, e ha rivolto un doveroso pensiero a tutti i caduti e ai feriti in operazione.

Rivolgendosi poi agli alpini schierati nell’Arena Daturi, il generale Graziano ha ricordato quell’esperienza vissuta in prima persona da comandante in Mozambico, riportando alla memoria gli episodi e le esperienze di quella missione che è stata “una delle più esaltanti e significative sotto il profilo umano e professionale”.

Il contributo italiano alla missione Albatros, in Mozambico, ha visto impegnati nella prima fase circa 1.030 militari della brigata alpina Taurinense, la maggior parte dei quali svolgevano il servizio di leva, a cui hanno dato il cambio le unità della brigata alpina Julia.

Il generale Graziano ha sottolineato come la presenza attiva dell’Esercito all’adunata nazionale degli alpini “rafforzi ancora di più i vincoli di fratellanza tra i militari in servizio e in congedo, improntati all’adempimento del comune dovere verso il Paese”.

“Non è dunque un caso – ha concluso il Capo di stato maggiore dell’Esercito – se in momenti di particolare difficoltà le unità alpine, palestra militare e di vita, si trovano in prima linea su tutti i principali scenari operativi a dimostrazione della validità, dell’attualità e della vitalità della tradizione alpina”.

Tra le rappresentanze estere erano presenti alcuni reparti di truppe da montagna di Francia e Spagna. Tra queste anche gli Chasseurs des Alpes Francesi, che insieme agli alpini della brigata Taurinense danno vita alla brigata italo-francese.

Gli alpini, specialità dell’Arma di fanteria dell’Esercito, si sono formati nel 1872 e sono, pertanto, il più antico corpo di fanteria da montagna del mondo. Sono due le grandi unità alpine che l’esercito annovera fra le sue fila: la brigata Julia e la brigata Taurinense, che si sono di recente avvicendate nel teatro afgano.

L’appuntamento con l’Associazione Nazionale Alpini è rinnovato il prossimo anno a Pordenone.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

NRDC-ITA e Università di Pavia: un accordo per discutere insieme tematiche NATO. Venerdì il tenente colonnello Sotgia ha parlato di CIMIC in Afghanistan

domenica, maggio 12th, 2013 |

Il comprehensive approach, la gestione dei rifugiati, le modalità di interazione e cooperazione con le organizzazioni internazionali, la cooperazione civile e militare (CIMIC) in Afghanistan sono stati gli argomenti trattati nell’incontro dello scorso 10 maggio alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pavia.

Titolare del seminario su “Le operazioni di cooperazione civile e militare: rifugiati e rimpatriati nel caso dell’Afghanistan” era il tenente colonnello Pasquale Sotgia, staff officer alle operazioni di cooperazione civile militare (CIMIC) del comando del NATO Rapid Deployable Corps (NRDC-ITA) di Solbiate Olona.

L’incontro, coordinato dal professor Antonio M.Morone, si inserisce nell’ambito del master “Immigrazione, genere, modelli familiari, strategie di integrazione-modulo Migrazioni Internazionali” e fa seguito al memorandum of understanding tra l’Università di Pavia, dipartimento di Scienze politiche e sociali, ed NRDC-ITA, siglato lo scorso 6 dicembre con l’obiettivo di sviluppare la collaborazione in materia di istruzione, approfondimento e analisi di temi riguardanti l’Alleanza Atlantica.

Di fronte agli studenti del master, che si propone di formare quanti lavorano o intendono lavorare in strutture pubbliche o in organizzazioni non governative nel campo dell’immigrazione e dell’integrazione, il tenente colonnello Sotgia ha illustrato la propria esperienza in ambito CIMIC, soffermandosi sulle modalità di interazione e cooperazione con le organizzazioni internazionali, governative e non, tra cui Unione Europea e Nazioni Unite.

Al centro del seminario, l’applicazione del concetto di comprehensive approach, oltre al modo in cui la missione ISAF aiuta la gestione dei rifugiati e degli internally displaced people (IDP), ovvero le popolazioni costrette ad allontanarsi dai propri luoghi di origine pur rimanendo all’interno dell’Afghanistan.

Pasquale Sotgia, prima di ricoprire l’incarico di staff officer alle operazioni di Cooperazione civile militare (CIMIC) presso il comando di NRDC-ITA, ha servito presso il Corpo d’armata di reazione rapida della NATO tedesco-olandese a Münster, in Germania. Con tale comando ha partecipato, nel 2009-2010, alla missione ISAF presso il comando ISAF HQ a Kabul con l’incarico di capo sezione Operazioni CIMIC presso la divione Stability, successivamente presso il comando IJC (ISAF JOINT COMMAND) in qualità di capo team Stability Operations presso la divisione Operazioni correnti.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: NRDC-ITA

Anniversario Esercito Italiano, il CaSME dal Presidente Napolitano consegna Tricolore dell’RC-W di ISAF

venerdì, maggio 10th, 2013 |

In occasione del 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto ieri pomeriggio, presso il Palazzo del Quirinale, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, e una rappresentanza di allievi degli Istituti militari.

Nell’ambito dell’incontro, il generale Graziano, dopo un indirizzo di saluto, ha consegnato al Capo dello Stato il Tricolore utilizzato dal contingente nazionale a Herat, in Afghanistan, per la cerimonia dell’Alzabandiera presso il Regional Command-West (RC-W) di ISAF.

Sono quattro gli Istituti militari dell’Esercito, veri e propri centri di formazione d’eccellenza: l’Accademia Militare, con sede a Modena, per la formazione di base degli allievi ufficiali dell’Esercito e dei Carabinieri; la Scuola sottufficiali dell’Esercito, di Viterbo, responsabile della formazione di base e avanzata dei sottufficiali della Forza Armata; le Scuole militari Nunziatella, di Napoli, e Teuliè, di Milano, college all’avanguardia nell’educazione, che consentono agli allievi frequentatori di conseguire la maturità classica o scientifica.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Anniversario Esercito Italiano: a Kabul gli italiani di ISAF spengono le 152 candeline per l’anniversario dell’Esercito

giovedì, maggio 9th, 2013 |

Ieri mattina, 8 maggio, i militari italiani in servizio al Comando dell’International Security Assistance Force (ISAF) si sono fermati un momento per celebrare il 152° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano. Con una breve e sentita commemorazione gli intervenuti hanno dato lettura dell’ordine del giorno a firma del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano.

“Oggi – scrive il generale Graziano – le supreme virtù militari dimostrate dall’Esercito, in tante occasioni nel corso della sua storia, sono quotidianamente confermate e vivificate dalla straordinaria professionalità e dall’altissimo senso del dovere con cui operano i circa 9mila nostri uomini e donne impegnati nelle numerose ed impegnative operazioni che vedono protagonista la Forza Armata, sia in Patria sia al di fuori dei confini nazionali”.

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto rendere omaggio all’Esercito con le sue parole: “Depositario di antiche e gloriose tradizioni, l’Esercito è oggi un’organizzazione moderna e professionale che, con le altre Forze Armate, promuove nel mondo i valori della pace, della sicurezza e della Nazione in piena coerenza con il lungimirante articolo 11 della Costituzione repubblicana. L’impegno generoso e costante dei militari italiani sotto l’egida delle organizzazioni internazionali è di fondamentale rilevanza per il libero e ordinato progresso di un mondo in rapida e profonda trasformazione. La crisi economica in atto impone costanti sforzi volti a perseguire il mantenimento dell’efficienza nel quadro di una sempre più limitata disponibilità di risorse”.

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Fonte: Ufficio del Capo di stato maggiore del Comando ISAF

Foto: Ufficio del Capo di stato maggiore del Comando ISAF

Celebrazione del 152° anniversario dell’Esercito Italiano: “evento di fondamentale importanza”, sottolinea il CaSME gen Graziano

mercoledì, maggio 8th, 2013 |

Si è celebrato questa mattina, mercoledì 8 maggio, presso Palazzo Esercito a Roma, il 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano alla presenza del ministro della Difesa Mario Mauro, del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

La celebrazione all’interno di Palazzo Esercito ha sostituito la festa militare programmata all’ippodromo Giannattasio di Tor di Quinto e annullata in seguito alle recenti disposizioni governative in tema di “contenimento delle spese non strettamente indispensabili per la funzionalità delle istituzioni”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato il ministro della Difesa, che con la sua presenza “ha conferito grande lustro a un evento ridimensionato per le necessità di contenimento delle spese”, ha sottolineato “la fondamentale importanza, per l’Esercito, di questo appuntamento”.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME) ha poi espresso a tutte le famiglie dei caduti nell’assolvimento del dovere “la calorosa vicinanza dell’Esercito e sentimenti di profonda riconoscenza per l’esemplare dignità con la quale hanno affrontato il loro immenso dolore”, e ha rivolto ai feriti in operazioni “un ringraziamento per la serena fermezza con cui affrontano quotidianamente la propria vicenda personale”, rivolgendo loro “l’augurio di rientrare presto nei ranghi della Forza Armata”.

Al termine del suo discorso, il generale Graziano, rivolgendosi al ministro della Difesa, ha ribadito quanto “difficile è la sfida che attende l’Esercito nell’ambito della profonda riorganizzazione, in chiave riduttiva, dello strumento militare […] una sfida difficile che l’Esercito saprà affrontare con la consapevolezza di essere un’Istituzione sana, efficiente, ricca di valori, che guarda avanti con ottimismo e che farà sempre il meglio con le risorse che il Paese intenderà porre a sua disposizione”.

Nel corso dell’evento, il ministro della Difesa, ha conseguito le seguenti onorificenze:

Medaglia d’Argento al Valore Militare, alla memoria, al caporal maggiore scelto David Tobini, caduto in Afghanistan il 25 luglio 2011;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, al maresciallo capo Vincenzo Fanelli;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, caporal maggiore capo scelto Giuseppe Scalavino;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al capitano Massimo Ranzani (caduto in Afghanistan il 28 febbraio 2011), già decorato della Croce d’Onore alla memoria;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, alla memoria, al primo caporal maggiore Matteo Miotto, caduto in Afghanistan il 31 dicembre 2010;

Croce d’Onore, alla memoria, al sergente maggiore Michele Silvestri, caduto in Afghanistan il 24 marzo 2012;

Croce d’Onore, alla memoria, al caporal maggiore Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan il 25 ottobre 2012;

Croce d’Onore, al primo caporal maggiore Monica Contrafatto;

Croce d’Onore, al caporal maggiore Giovanni Memoli.

Le celebrazioni per il 152° Anniversario della Costituzione dell’Esercito assumono, quest’anno, un particolare valore simbolico in quanto coincidono con altre significative ricorrenze.

La prima è rappresentata dal 70° anniversario della Guerra di Liberazione che segnò la rinascita della nazione anche grazie al contributo dell’Esercito testimoniato dagli oltre 87mila soldati italiani tra caduti, feriti e dispersi.

La seconda ricorrenza è rappresentata dal 20° anniversario delle Missioni ONUMOZ in Mozambico e IBIS in Somalia, condotte con volontari di leva, dove persero la vita complessivamente 13 militari.

Infine, la ricorrenza del 10° anniversario dall’avvio della missione Antica Babilonia, per contribuire alla stabilità e alla sicurezza in Iraq, nel corso della quale persero la vita 11 soldati dell’Esercito.

Attualmente sono circa 9mila i militari della Forza Armata impegnati in operazioni sul territorio nazionale e fuori dai confini nazionali.

L’Esercito celebra la ricorrenza del 4 maggio 1861, data in cui Manfredo Fanti, in qualità di ministro della Guerra, decretò che il Regio Esercito, prima denominato Armata Sarda, avrebbe preso il nome di Esercito Italiano.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

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