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Kosovo, protesta di Vetëvendosje al confine con la Serbia: vogliamo piena reciprocità, spiega il leader Kurti

sabato, gennaio 14th, 2012 | 208 views

Si tratta di una protesta politica contro la Serbia, spiega Albin Kurti, leader del movimento autonomista Vetëvendosje in Kosovo, e non è diretta né contro i serbi né contro la popolazione serba in Kosovo.

Quello che Kurti rivendica nella protesta programmata per le 13 di oggi, sabato 14 gennaio, al confine est del Kosovo con la Serbia, è la piena reciprocità tra Kosovo e Serbia, dato che “la reciprocità è un valore dell’Unione Europea e che gli stati europei si riconoscono gli uni con gli altri e mantengono relazioni reciproche”.

Kurti, che ha pubblicamente annunciato la protesta di oggi nei giorni scorsi, ha confermato l’intento pacifico della manifestazione anche alla Kosovo Police, dove è andato per un incontro giovedì scorso.

Alla manifestazione, che intende spingere il Governo del Kosovo a dare forza a una risoluzione del Parlamento in favore della reciprocità con la Serbia, Kurti ha invitato anche la popolazione, garantendo la presenza di un totale di 400 attivisti di Vetëvendosje a tutela dello svolgimento pacifico.

Vetevendosje si batte per l’autonomia del Kosovo, mentre il presidente serbo Boris Tadic ha da poco ribadito il rifiuto da parte della Serbia di riconoscere come indipendente l’ex provincia serba.

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L’autonomia del Kosovo in Paola Casoli il Blog

Fonte: Vetëvendosje, Adnkronos

Foto: shqiperianatyrale.org

Il ministro Di Paola nel messaggio di fine anno alle Forze Armate: situazione insostenibile, tagli nel 2012

sabato, dicembre 31st, 2011 | 171 views

Il ministro della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola, in occasione delle festività di fine anno, ha inviato alle Forze Armate il seguente messaggio:

Ufficiali, Sottufficiali, Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa,

il 2011 giunge al termine e, nel rivolgere a voi ed ai vostri familiari un saluto caloroso ed un augurio sincero di buon anno nuovo, desidero ringraziarvi, a nome del Governo e mio personale, per il lavoro svolto in questi dodici mesi di dedito impegno prestato al servizio del Paese.

Un impegno che ha visto migliaia di militari italiani impiegati in lontani Teatri d’operazione: dal Kosovo all’Afghanistan, dal Libano al Corno d’Africa fino all’ultimo intervento – conclusosi di recente – nei cieli e nelle acque della Libia a difesa e protezione della popolazione civile.

Oggi, il nostro commosso e riconoscente pensiero va a quanti, impegnati nelle missioni internazionali di pace e sicurezza, hanno offerto la propria vita nell’assolvimento del dovere per difendere i valori di libertà e democrazia. Ai loro familiari la Difesa tutta rinnova il più fervido cordoglio e si stringe in un affettuoso e solidale abbraccio.

Ma il nostro pensiero va anche ai feriti e a quanti in particolare porteranno segni indelebili del loro impegno a favore della pace. A tutti va l’augurio di pronta guarigione e la certezza della nostra vicinanza oggi e domani.

L’attuale contesto politico-strategico complesso ed in continuo mutamento, caratterizzato da numerosi focolai di crisi e da conflitti regionali, richiede un contributo condiviso alla sicurezza ed al mantenimento della stabilità internazionale.

Ed è in questo quadro che l’Italia, su richiesta della Comunità internazionale, ha assunto degli impegni che sta mantenendo e continuerà a mantenere fornendo alla sicurezza comune un contributo che è unanimemente riconosciuto come rilevante ed efficace.

Altrettanto importante è stato, anche, l’impegno sostenuto dalle Forze Armate sul territorio nazionale sia in occasione di emergenze e di eventi calamitosi sia nel concorso alle Forze di Polizia per garantire la sicurezza del territorio.

Questo è quello che il Paese vuole da noi, questo è quello che noi dobbiamo al Paese: operatività, professionalità e impegno.

Ufficiali, Sottufficiali, Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa,

il 2012 sarà anch’esso un anno non facile e denso di attività. Ai tradizionali impegni operativi, all’estero ed in Patria, vanno sommati gli effetti del difficile momento di congiuntura economica internazionale che ha coinvolto il nostro Paese e che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. In tale contesto le Forze Armate sono chiamate a fare la propria parte. Oggi lo strumento militare, così come è strutturato, non è più sostenibile.

Questa è la realtà. E la realtà, oggi, impone una revisione dello strumento per conservare ciò che più conta, la sua operatività e la sua efficacia.

In questo consiste il cambiamento che – come sempre è avvenuto nella storia delle nostre Forze Armate – troverà in voi, ne sono sicuro, protagonisti all’altezza della situazione.

Nel rinnovarvi il mio più vivo apprezzamento per il vostro operato, giunga a tutti voi e alle vostre famiglie il più fervido augurio di Buon Anno, particolarmente sentito per quanti, militari e civili, trascorreranno queste giornate di festa in missione, lontani dai propri affetti”.

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Fonte: ministero della Difesa

Foto: ministero della Difesa

Svezia, da gennaio presso lo Swedint è operativo il centro per il pre-deployment training sulle differenze di genere

venerdì, settembre 30th, 2011 | 86 views

Non sarà certo l’unica nazione a manifestare sensibilità verso le differenze di genere, ma intanto la Svezia ha stretto un accordo con l’Allied Command Transformation (ACT) della Nato per l’apertura di un centro deputato allo studio delle differenze tra sessi sia sul piano nazionale che internazionale.

Il Nordic Defence Cooperation Centre for Gender in Military Operations (NORDEFCO), che sarà operativo dal prossimo mese di gennaio 2012 nello Swedish Armed Forces International Centre (SWEDINT) di Kungsängen, è deputato a sviluppare una più approfondita competenza dei militari in questioni collegate alle differenze di genere a livello interno, sul piano nazionale, e a livello esterno, su piano internazionale.

La nascita del centro, infatti, trova le sue radici nella constatazione dello stesso comandante del Nordefco for Gender in MilOps, Jan Dunmurray, che ha sottolineato come la non conoscenza delle questioni correlate alle differenze tra i sessi nelle zone di conflitto, dove le donne sono presenti per un 50%, sia un elemento di disturbo al sostegno della pace.

Il Nordefco Centre sarà la sede di seminari e di corsi pre-dispiegamento per consulenti, esperti del settore, ufficiali e pianificatori. Oltre a offrire il training, il Nordefco aspira a diventare un punto di riferimento dottrinale per il comparto Difesa della Svezia e dei paesi nordici.

Fonte: ACT NATO

Foto: ACT NATO

La brigata Pozzuolo del Friuli conclude il seminario sulla comunicazione e riceve la visita del generale Tarricone

mercoledì, settembre 28th, 2011 | 208 views

Dopo il riscontro decisamente positivo del 3° Seminario sulla comunicazione, la brigata Pozzuolo del Friuli, comandata dal generale Maurizio Boni (foto, a sn), ha ricevuto il 26 settembre scorso il comandante del Foter generale Francesco Tarricone (foto, a ds), accompagnato dal collega Roberto Bernardini.

Il generale Tarricone ha presieduto una riunione cui hanno preso parte i comandanti delle unità della brigata e lo staff del quartier generale della Pozzuolo del Friuli.

Il seminario, intitolato Le dinamiche comunicative in operazioni, si è svolto dal 19 al 22 settembre nella caserma Federico Guella di Gorizia ed è stato patrocinato dall’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

Gli argomenti trattati, tutti specifici del settore e presentati da illustri oratori, sono stati inquadrati dal comandante generale Boni nello scenario comunicativo attuale, e hanno spaziato dalle tecniche di intervista, alle nuove tecnologie mediatiche; dalla normativa PI, agli aspetti legali connessi con la PI stessa; dalla deontologia dell’inviato, alle funzioni del PAO nell’ottica della Nato. Senza tralasciare i diversi linguaggi, a partire da quello non verbale, e l’importanza delle relazioni pubbliche.

La brigata Pozzuolo del Friuli, che trae le sue origini dalla brigata di Cavalleria, dipende dal 1° Comando forze di difesa (1° FOD) di Vittorio Veneto e si compone dei reggimenti: Lagunari Serenissima, Piemonte Cavalleria (2°), Genova Cavalleria (4°), Lancieri di Novara (5°), dal reggimento Artiglieria a Cavallo, dal 3° reggimento Genio Guastatori e dal reparto Comando e Supporti Tattici Pozzuolo del Friuli.

Personale della brigata è stato impiegato nei teatri operativi dei Balcani a partire dal 1999, in Afghanistan e in Iraq dal 2004 e in Libano dal 2006 a oggi.

Fonte: Esercito Italiano

Foto: Esercito Italiano

Festa della Repubblica. Il 150esimo dell’Unità d’Italia è il tema della parata militare del 2 giugno 2011

mercoledì, giugno 1st, 2011 | 375 views

E’ un percorso storico lungo 150 anni quello che ha portato alla nazione Italia così come la conosciamo oggi. Trenta lustri ripercorsi negli 80 minuti della parata militare che domani 2 giugno avrà inizio alle 11.00 con sfilamento lungo via dei Fori Imperiali a Roma.

Dalla proclamazione di Regno d’Italia del 17 marzo 1861 in poi, attraverso la Prima Guerra Mondiale che concluse il processo di unificazione, fino al referendum del 2 e 3 giugno 1946, che scelse la repubblica escludendo definitivamente la monarchia, l’Italia è arrivata alla conformazione politica attuale.

“Da allora – si legge nella brochure della Difesa dedicata al 2 giugno 2011 – in ricordo di tale significativo avvenimento, il 2 giugno divenne Festa Nazionale che, per un certo periodo, venne celebrata la prima domenica del mese. Dal 2001, per effetto della legge 20 novembre 2000 n.336, la Festa Nazionale della Repubblica ha trovato definitiva connotazione festiva nel 2 giugno di ogni anno”.

Nei suoi ultimi 150 anni l’Italia ha visto “l’impegno e la determinazione delle Forze Armate” che sono sempre intervenute “là dove la Patria ha chiamato – per citare le parole del ministro della Difesa Ignazio La Russa – senza guardare ai sacrifici, dando prove superbe di lealtà e coraggio, meritando in cambio l’amore e la riconoscenza del popolo italiano”.

La parata rappresenta l’omaggio che le Forze Armate e i Corpi armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente. Ma è anche l’occasione per ricordare tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo stato con impegno e abnegazione fino al sacrificio estremo della vita, protagonisti e attori nell’affermazione della sicurezza e della stabilità internazionale.

La sfilata sarà articolata in tre settori. In tutto sfileranno sfileranno 161 Bandiere e Medaglieri, 5.239 militari, 460 civili, 216 quadrupedi, 196 mezzi di varia tipologia e 9 velivoli. Lo sfilamento sarà aperto da 5 tricolori che rappresentano l’evoluzione del vessillo attraverso un cammino di 214 anni nonché dal Tricolore di Oliosi, simbolo per eccellenza dell’Unità d’Italia e del sentimento patriottico.

Secondo quanto comunicato dallo stato maggiore della Difesa, il primo settore, a caratterizzazione storico-rievocativa, racconterà le origini dello Stato Unitario, le Guerre d’Indipendenza, la Grande Guerra, la II Guerra Mondiale e la Liberazione, attraverso le tradizioni, le gesta e le uniformi d’epoca di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e di tutti gli altri Corpi armati e non dello Stato.

Il secondo settore sarà dedicato alle missioni internazionali cui le Forze Armate italiane partecipano in tante regioni del mondo, dall’Africa all’Europa, dal Medio Oriente all’Asia e all’America. Saranno presenti anche reparti in rappresentanza di nazioni che hanno operato e che tuttora operano a fianco dei nostri militari all’estero, quali la Francia, la Germania, il Regno Unito, la Slovenia, gli Stati Uniti, l’Ungheria, nonché 35 Gruppi Bandiera di Paesi amici e alleati.

Il terzo settore vedrà protagoniste eccellenze e specificità italiane, con lo sfilamento di reparti d’élite, altamente specializzati e mezzi d’avanguardia dell’industria nazionale, per evidenziare un binomio di professionalità e tecnologia cui contribuisce l’intero sistema paese.

La manifestazione si concluderà con lo sfilamento dei reparti a cavallo e il consueto passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) che saluterà dal cielo il pubblico e la città di Roma con la sua scia tricolore.

Dopo la parata, alle ore 12.45 all’Altare della Patria, è previsto un concerto della fanfara dei Bersaglieri e, successivamente, della Banda militare interforze.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

L’Aves festeggia i suoi primi sessant’anni in totale operatività

mercoledì, maggio 11th, 2011 | 544 views

La celebrazione del sessantesimo anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (Aves) è stata l’occasione per dimostrare le capacità operative della componente della Forza Armata costituita il 10 maggio 1951 come reparto aereo di Artiglieria, quale erede dei primi reparti di volo dell’Esercito della Grande Guerra che furono posti a base dell’Aviazione Ausiliaria del Regio Esercito.

La celebrazione, che quest’anno coincide con il 150esimo dell’Unità d’Italia amplificandone il richiamo agli alti ideali, si è tenuta ieri 10 maggio a Viterbo nella caserma Fabbri alla presenza delle autorità civili, militari e religiose della città.

La dimostrazione delle capacità operative di questa componente giovane e dinamica – in sessant’anni non si è persa nemmeno una operazione, sia in Patria che all’estero – ha consentito di assistere a un atto tattico che ha visto coinvolti tre aerei da collegamento e trasporto logistico Dornier 228, del 28° gruppo squadroni Aves Tucano; un elicottero CH47 del 1° reggimento Aves Antares con un serbatoio da 5 tonnellate d’acqua appeso al gancio baricentrico per lo spegnimento degli incendi boschivi; due elicotteri CH47 della brigata aeromobile Friuli con a bordo un plotone del 66° reggimento aeromobile Trieste con la funzione di QRF (Quick Reaction Force); due elicotteri da esplorazione e scorta A129 Mangusta (foto) della brigata aeromobile Friuli; il nuovo elicottero NH90 con a bordo un distaccamento operativo di incursori del 9° reggimento Col Moschin, inquadrato nella brigata paracadutisti Folgore, e altri due elicotteri NH90, che hanno trasportato una Squadra mortai Thompson del 66° reggimento aeromobile Trieste; un elicottero AB412 con a bordo un team medico specializzato per l’intervento sanitario immediato.

L’atto tattico ha messo in luce l’alto livello operativo che l’Aves è in grado di garantire sia per quanto riguarda le operazioni di risposta alle emergenze ambientali, quali lo spegnimento degli incendi, sia per le attività di recupero e stabilizzazione dei feriti in aree operative, le cosiddette Forward Medical Evacuation, sia per quanto riguarda tutte le attività di contrasto, dalla creazione della cintura di sicurezza all’infiltrazione di personale specializzato in area ostile tramite la discesa in corda doppia (foto) in volo stazionario, senza dimenticare sul campo i piloti da elisgomberare con la spettacolare tecnica del buddy rescue.

Nelle foto brigata aeromobile Friuli: le bandiere dei reggimenti, il Comandante dell’Aves, generale Enzo Stefanini, elicottero A129 Mangusta, discesa in corda doppia.

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Tag brigata aeromobile Friuli in Paola Casoli il Blog

Sul Buddy Rescue un’intervista al tenente colonnello Roberto Minini del 49° gruppo squadroni Aves Capricorno del 24 gennaio 2007 in Afghanistan: la brigata Friuli a Herat in aprile (28 febbraio 2008)

Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli

Albania, dal Kosovo Vetëvendosje sprona gli albanesi a manifestare per la loro dignità

venerdì, gennaio 28th, 2011 | 171 views

Vetëvendosje, il movimento per l’autodeterminazione attivo in Kosovo dal 2004 per opera del suo fondatore Albin Kurti (foto), kosovaro albanese, si è espresso in merito ai disordini del 21 gennaio scorso in Albania definendo le dimostrazioni come l’espressione di un popolo senza reale rappresentanza politica.

“Se di solito vediamo partiti senza persone nelle istituzioni dell’Albania – cita un articolo nella newsletter di venerdì 21 gennaio – venerdì abbiamo visto persone senza un partito”. La rabbia della popolazione, sottolinea il movimento, esprime la frustrazione del senso di abbandono da parte di governo e opposizione.

Per Vetëvendosje gli albanesi, “ovunque si trovino nei Balcani”, hanno moltissime ragioni per protestare, a partire dalle “miserabili condizioni di vita” fino alla “mancanza di prospettive come cittadini”. Nel richiamo alla dignità viene fatto paragone con l’Europa e l’Albania risulta essere,  per il movimento di Kurti, la nazione più povera e con il più alto tasso di disoccupazione.

Ma ciò che più preoccupa è il divario tra le condizioni di vita della popolazione e la ricchezza dei politici albanesi, “più ricchi dei loro colleghi europei in considerazione dei rispettivi budget statuali”. Per questo, Vetëvendosije ritiene che sia dovere degli “insoddisfatti albanesi”, ovunque essi siano, organizzarsi e dimostrare il loro scontento, per non essere condannati a restare senza rappresentanza politica e quindi senza voce.

Fonte: Vetëvendosje

Foto: Albin Kurti dal sito di shqiperianatyrale.org

“E dopo l’esercito mi metto in proprio”. Campagna britannica per veterani delle Forze Armate

venerdì, marzo 19th, 2010 | 80 views

retired_militaryI veterani e tutti coloro che dopo aver prestato servizio nelle Forze Armate decidono di rientrare nella vita civile da imprenditori potranno contare sul supporto del progetto Be the Boss, una campagna del governo britannico lanciata pubblicamente la settimana scorsa e dedicata agli ex militari britannici con prodotti di assistenza finanziaria per la creazione di nuove imprese.

Sarà la Royal British Legion ad attualizzare con training e assistenza specifica tutto il programma, che poggia su un finanziamento di  cinque milioni di sterline a sostegno degli ex militari e futuri boss. Un modo non solo di incentivare il piglio imprenditoriale individuale, ma anche di arricchire il panorama economico-finanziario britannico.

Perché non ottimizzare risorse preparate e disponibili, si sarà chiesto il governo britannico. “Passa un po’ di tempo con loro e ti accorgerai della loro abilità, disciplina e capacità: le stesse qualità di cui si ha bisogno per avere successo negli affari”, ha dichiarato il ministro per il Business, Innovation and Skills Lord Drayson, riferendo di contare molto sull’aspetto innovativo delle imprese individuali. “Gli uomini e le donne che lasciano il servizio hanno capacità di comando. Molti sono esperti ingegneri. Il nostro paese ha bisogno di queste persone”.

Secondo lo schema indicato da Civvy Street, il servizio online della Royal British Legion che sostiene e orienta gli ex militari, il progetto Be the Boss concede prestiti fino a 30mila sterline e sussidi fino a 7.500 ai congedati dopo il 2001.

Fonte: UK MoD

Foto: sodahead.com

Social network anche per militari statunitensi

lunedì, marzo 1st, 2010 | 62 views

060212-N-4614W-002Una rivalutazione del mondo web 2.0, cioè di internet interattivo, è in corso in questo periodo al dipartimento della Difesa statunitense. In senso positivo, naturalmente. Sembra infatti definitivamente superato l’atteggiamento di divieto per i militari statunitensi, marines in testa, di accedere ai social network offerti dalla rete.

Twitter, Facebook, Delicious, Flickr e altri social media saranno sdoganati dal Pentagono in virtù dei risultati dimostrati dall’uso di tali siti per la diffusione delle informazioni, a partire dal reclutamento: i vantaggi dell’utilizzo del social network per le truppe dispiegate appaiono maggiori dei rischi per la sicurezza delle truppe stesse.

Ai comandanti il compito di continuare a vigilare sul corretto utilizzo del mezzo. Mentre dallo stesso dipartimento della Difesa arriva l’esortazione a migliorare contemporaneamente sia la gestione della condivisione delle informazioni sulla rete, che la tutela della sicurezza stessa. Intanto le nuove regole, fa sapere il Pentagono, riguarderanno i computer non classificati.

Fonte: BBC

Foto: www.wired.com

Leonte 7: la Friuli alla guida del Settore Ovest di Unifil

sabato, novembre 7th, 2009 | 282 views

Passaggio bandiera ONULa brigata corazzata Ariete ha lasciato il comando del Settore Ovest alla brigata aeromobile Friuli. E’ iniziato così ieri mattina 6 novembre, con un trasferimento di bandiera e di responsabilità nella base Ficuciello di Tbinin, l’impegno della brigata Friuli nel sud del Libano con la missione Leonte 7 in ambito Unifil (United Nation Interim Force in Lebanon).

A continuare le attività in teatro libanese nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ci penseranno ora gli uomini comandati dal generale di brigata Luigi Francavilla, comandante della Friuli, che ha assunto ieri dal cedente pari grado generale Carmelo De Cicco il comando della forza multinazionale Settore Ovest nel sud del Libano.

Al passaggio di consegne erano presenti il generale di divisione Tommaso Ferro, al vertice del Comando operativo di vertice interforze, il massimo comando operativo italiano al comando del capo di stato maggiore della Difesa; il comandante di Unifil, generale di divisione Claudio Graziano; l’ambasciatore italiano a Beirut, Gabriele Checchia; le autorità locali civili, militari e religiose; il personale di Unifil.

Alla brigata Ariete “il merito di avere condotto le attività di competenza nel pieno rispetto della risoluzione 1701 Onu consolidando l’immagine del contingente italiano”, sottolinea il comunicato stampa dal teatro operativo. Una risoluzione finalizzata al mantenimento di pace e sicurezza nel Libano meridionale tramite la collaborazione tra Unifil e le autorità militari e civili del luogo.

Per la brigata Friuli la missione Leonte 7 rappresenta il sesto impegno operativo fuori area dopo l’Albania nel 1997, la Bosnia nel 1998, il Kosovo nel 2000, l’Iraq nel 2004 e l’Afghanistan nel 2008.

Un teatro di peacekeeping puro, il Libano del sud, in cui gli uomini della Friuli hanno già potuto apprezzare la vicinanza della popolazione locale durante il periodo di handover. Il consenso è forte ed è percepibile tanto che il contingente italiano viene visto come un punto di riferimento, secondo quanto osservato dagli stessi militari dispiegati.

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Fonte: cellula PI, Joint Task Force Lebanon – Sector West

Foto: passaggio bandiera Onu (a sx gen.Francavilla, a ds gen.De Cicco) – cellula PI, Joint Task Force Lebanon – Sector West

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