Archive for the ‘Iraq’ Category

L’AVES ha spento 62 candeline. Baschi azzurri presenti in Afghanistan, Balcani, Iraq, Libano, Mozambico, Namibia e Somalia

martedì, maggio 21st, 2013 |

Si è celebrato il 17 marzo scorso, a Viterbo, il 62° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano.

Tra i “baschi azzurri” erano presenti il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), il generale Giangiacomo Calligaris, Comandante dell’AVES.

Nel corso dell’evento il generale Graziano ha ringraziato, tra gli altri, il sindaco della città di Viterbo, Giulio Marini, il prefetto, Antonella Scolamiero, il vescovo, monsignor Lino Fumagalli, e il presidente della Provincia, Marcello Meroi, autorità che, “partecipando a questa cerimonia in linea con quella che è la sobrietà imposta dal ridimensionamento delle spese, testimoniano l’ospitalità e l’affetto della città di Viterbo all’Esercito”.

Un doveroso pensiero ai familiari dei caduti in operazione – “che sono l’esempio a cui ci riferiamo, il simbolo del sacrificio verso il Paese e di amore verso la Patria” – è stato poi tributato dal CaSME.

Il generale Graziano ha poi sottolineato “il contributo fornito all’elicottero A-129 Mangusta, che nel teatro afgano ha dato prova di elevata letalità d’ingaggio, minimizzazione dei danni collaterali e eccezionale capacità di operare a stretto contatto con le forze sul terreno”.

Il CaSME ha poi concluso ricordando tutte le missioni dall’Iraq alla Somalia, dall’Afghanistan al Mozambico, nelle quali AVES ha fornito un determinante contributo.

Nell’ambito della cerimonia militare, sono state consegnate dal generale Graziano una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al maggiore Carmine Bertolino, e una Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito, al primo maresciallo luogotenente Luciano Corsi. Il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, ha invece insignito di Medaglia d’Argento al Valor Civile il sergente Francesco Zampino.

L’AVES è nata il 10 maggio 1951. È la più giovane specialità della Forza Armata e si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante e insostituibile dell’Esercito. Nei teatri di operazione i baschi azzurri sono sempre presenti, operando spesso in condizioni di indeterminatezza ed elevato rischio: dalle prime esperienze il Libano alla Namibia, dalla Somalia al Mozambico, dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan.

Proprio in Afghanistan, l’Esercito esprime il proprio sforzo principale impiegando 21 elicotteri che svolgono compiti di trasporto, ricognizione e scorta armata, in piena sinergia con le truppe schierate sul terreno.

L’occasione ha permesso di ospitare il raduno dei reduci della Italian Everest Expedition 73, una delle spedizioni più colossali della storia organizzata in Nepal nel 1973 da Guido Monzino.

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Fonti: stato maggiore Esercito, AVES

Foto: stato maggiore Esercito, AVES

L’Esercito Italiano fa il suo punto di situazione 2012 nell’annuale Rapporto Esercito

lunedì, maggio 13th, 2013 |

È disponibile anche sul sito esercito.difesa.it, il sito della Forza Armata, il Rapporto Esercito 2012, supplemento annuale alla Rivista Militare che traccia il bilancio delle attività dell’Esercito attraverso i numeri di tutte le operazioni militari internazionali e quelle svolte in patria.

Nel 2012, si legge tra i numeri riportati dal Rapporto Esercito 2012, oltre 9mila militari dell’Esercito sono stati impiegati in operazioni. Di questi, 4.700 unità hanno operato fuori area (3.200 militari in Afghanistan, nell’operazione ISAF; 1.100 in Libano; 300 in Kosovo; nuclei di Osservatori militari in Georgia, Pakistan e Medio Oriente); 4.400 militari in Patria nell’operazione Strade Sicure, Aquila e, in concorso alla Protezione Civile, nei casi di pubblica calamità. Sul territorio nazionale, solo nel 2012, tra gli altri interventi a supporto della collettività nazionale sono state effettuate oltre 2.400 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (circa 34mila gli interventi dal 2000 a oggi).

Nelle oltre 270 pagine consultabili online, non mancano i dati relativi a provvedimenti adottati dalla Forza Armata nel quadro del risanamento della spesa pubblica. Tra gli altri, si è ottenuto un risparmio medio annuo del 35% sui consumi elettrici anche grazie all’installazione di impianti fotovoltaici presso le strutture dell’Esercito.

Nel Rapporto Esercito sono inseriti anche i principali risultati conseguiti dagli atleti dell’Esercito, oltre alle schede delle missioni concluse dalla Forza Armata negli ultimi trent’anni, riepilogate nei loro tratti essenziali, dal Libano al Kurdistan, dalla Somalia al Mozambico, dal Ruanda a Timor Est, dall’Iraq a Haiti. Un riferimento viene fatto anche a quello che sarà l’Esercito nel 2024.

Il Rapporto Esercito è scaricabile integralmente dal sito istituzionale dell’Esercito Italiano www.esercito.difesa.it e tramite la nuova app NewsEI per Tablet e smartphone. Oppure clicca qui.

Fonte: Esercito Italiano

Foto: Esercito Italiano

Alpini a Piacenza per l’86^ adunata nazionale dell’ANA, presenti anche i reduci del Mozambico. Solidarietà ai Marò

domenica, maggio 12th, 2013 |

Hanno sfilato questa mattina, 12 maggio, per le vie del centro di Piacenza, gli alpini delle sezioni dell’ANA (associazione nazionale alpini), i gonfaloni della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Piacenza. In apertura della sfilata la Bandiera di Guerra del 1° reggimento artiglieria da montagna, da poco rientrato dall’Afghanistan, un Reparto alpino di formazione dell’Esercito e due fanfare.

Alla cerimonia erano presenti il ministro della Difesa Mario Mauro, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il vicepresidente del Senato Valeria Fedeli.

Per l’occasione, nell’Arena Daturi di Piacenza, è stata allestita dal Comando delle Truppe Alpine dell’Esercito la cittadella alpina, dove ieri pomeriggio, insieme con il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Graziano, si sono ritrovati i reduci della missione in Mozambico (1993) di cui quest’anno ricorre il ventennale.

Il generale Graziano, all’epoca comandante del battaglione Susa, schierato in Mozambico nell’ambito della missione di pace ONUMOZ, dopo aver ringraziato il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, le autorità locali e il presidente dell’ANA, cavalier Corrado Perona, a cui ha espresso “riconoscenza per la preziosa opera nel tramandare i tipici valori alpini alle nuove generazioni”, ha ricordato il tenente Fabio Montagna e il sergente maggiore Salvatore Stabili, caduti in Mozambico il 25 novembre 1993, e ha rivolto un doveroso pensiero a tutti i caduti e ai feriti in operazione.

Rivolgendosi poi agli alpini schierati nell’Arena Daturi, il generale Graziano ha ricordato quell’esperienza vissuta in prima persona da comandante in Mozambico, riportando alla memoria gli episodi e le esperienze di quella missione che è stata “una delle più esaltanti e significative sotto il profilo umano e professionale”.

Il contributo italiano alla missione Albatros, in Mozambico, ha visto impegnati nella prima fase circa 1.030 militari della brigata alpina Taurinense, la maggior parte dei quali svolgevano il servizio di leva, a cui hanno dato il cambio le unità della brigata alpina Julia.

Il generale Graziano ha sottolineato come la presenza attiva dell’Esercito all’adunata nazionale degli alpini “rafforzi ancora di più i vincoli di fratellanza tra i militari in servizio e in congedo, improntati all’adempimento del comune dovere verso il Paese”.

“Non è dunque un caso – ha concluso il Capo di stato maggiore dell’Esercito – se in momenti di particolare difficoltà le unità alpine, palestra militare e di vita, si trovano in prima linea su tutti i principali scenari operativi a dimostrazione della validità, dell’attualità e della vitalità della tradizione alpina”.

Tra le rappresentanze estere erano presenti alcuni reparti di truppe da montagna di Francia e Spagna. Tra queste anche gli Chasseurs des Alpes Francesi, che insieme agli alpini della brigata Taurinense danno vita alla brigata italo-francese.

Gli alpini, specialità dell’Arma di fanteria dell’Esercito, si sono formati nel 1872 e sono, pertanto, il più antico corpo di fanteria da montagna del mondo. Sono due le grandi unità alpine che l’esercito annovera fra le sue fila: la brigata Julia e la brigata Taurinense, che si sono di recente avvicendate nel teatro afgano.

L’appuntamento con l’Associazione Nazionale Alpini è rinnovato il prossimo anno a Pordenone.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Celebrazione del 152° anniversario dell’Esercito Italiano: “evento di fondamentale importanza”, sottolinea il CaSME gen Graziano

mercoledì, maggio 8th, 2013 |

Si è celebrato questa mattina, mercoledì 8 maggio, presso Palazzo Esercito a Roma, il 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano alla presenza del ministro della Difesa Mario Mauro, del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

La celebrazione all’interno di Palazzo Esercito ha sostituito la festa militare programmata all’ippodromo Giannattasio di Tor di Quinto e annullata in seguito alle recenti disposizioni governative in tema di “contenimento delle spese non strettamente indispensabili per la funzionalità delle istituzioni”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato il ministro della Difesa, che con la sua presenza “ha conferito grande lustro a un evento ridimensionato per le necessità di contenimento delle spese”, ha sottolineato “la fondamentale importanza, per l’Esercito, di questo appuntamento”.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME) ha poi espresso a tutte le famiglie dei caduti nell’assolvimento del dovere “la calorosa vicinanza dell’Esercito e sentimenti di profonda riconoscenza per l’esemplare dignità con la quale hanno affrontato il loro immenso dolore”, e ha rivolto ai feriti in operazioni “un ringraziamento per la serena fermezza con cui affrontano quotidianamente la propria vicenda personale”, rivolgendo loro “l’augurio di rientrare presto nei ranghi della Forza Armata”.

Al termine del suo discorso, il generale Graziano, rivolgendosi al ministro della Difesa, ha ribadito quanto “difficile è la sfida che attende l’Esercito nell’ambito della profonda riorganizzazione, in chiave riduttiva, dello strumento militare […] una sfida difficile che l’Esercito saprà affrontare con la consapevolezza di essere un’Istituzione sana, efficiente, ricca di valori, che guarda avanti con ottimismo e che farà sempre il meglio con le risorse che il Paese intenderà porre a sua disposizione”.

Nel corso dell’evento, il ministro della Difesa, ha conseguito le seguenti onorificenze:

Medaglia d’Argento al Valore Militare, alla memoria, al caporal maggiore scelto David Tobini, caduto in Afghanistan il 25 luglio 2011;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, al maresciallo capo Vincenzo Fanelli;

Medaglia d’Argento al Valore Militare, caporal maggiore capo scelto Giuseppe Scalavino;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, al capitano Massimo Ranzani (caduto in Afghanistan il 28 febbraio 2011), già decorato della Croce d’Onore alla memoria;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, alla memoria, al primo caporal maggiore Matteo Miotto, caduto in Afghanistan il 31 dicembre 2010;

Croce d’Onore, alla memoria, al sergente maggiore Michele Silvestri, caduto in Afghanistan il 24 marzo 2012;

Croce d’Onore, alla memoria, al caporal maggiore Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan il 25 ottobre 2012;

Croce d’Onore, al primo caporal maggiore Monica Contrafatto;

Croce d’Onore, al caporal maggiore Giovanni Memoli.

Le celebrazioni per il 152° Anniversario della Costituzione dell’Esercito assumono, quest’anno, un particolare valore simbolico in quanto coincidono con altre significative ricorrenze.

La prima è rappresentata dal 70° anniversario della Guerra di Liberazione che segnò la rinascita della nazione anche grazie al contributo dell’Esercito testimoniato dagli oltre 87mila soldati italiani tra caduti, feriti e dispersi.

La seconda ricorrenza è rappresentata dal 20° anniversario delle Missioni ONUMOZ in Mozambico e IBIS in Somalia, condotte con volontari di leva, dove persero la vita complessivamente 13 militari.

Infine, la ricorrenza del 10° anniversario dall’avvio della missione Antica Babilonia, per contribuire alla stabilità e alla sicurezza in Iraq, nel corso della quale persero la vita 11 soldati dell’Esercito.

Attualmente sono circa 9mila i militari della Forza Armata impegnati in operazioni sul territorio nazionale e fuori dai confini nazionali.

L’Esercito celebra la ricorrenza del 4 maggio 1861, data in cui Manfredo Fanti, in qualità di ministro della Guerra, decretò che il Regio Esercito, prima denominato Armata Sarda, avrebbe preso il nome di Esercito Italiano.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Esercito Italiano, il governo Letta taglia le celebrazioni per il 152° anniversario

martedì, maggio 7th, 2013 |

Lo stato maggiore dell’Esercito Italiano ha comunicato ieri che “A seguito delle recenti disposizioni emanate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri […] la cerimonia in oggetto è stata annullata”.

L’evento a cui lo stato maggiore dell’Esercito fa riferimento è la cerimonia militare per il 152° anniversario di costituzione della Forza Armata, originariamente in programma domani, 8 maggio, nell’ippodromo militare Generale Giannattasio di Tor di Quinto.

Il premier Enrico Letta ha comunicato al ministro della Difesa Mario Mauro la decisione di “contenere le spese non strettamente indispensabili per la funzionalità delle istituzioni” a mezzo lettera (foto governo.it), specificando che le celebrazioni potranno avvenire “all’interno di ogni struttura a cura del comandante responsabile e con la partecipazione limitata al personale dipendente”.

Il programma della festa appena annullata (nella foto, l’invito) prevedeva il carosello di lance e carica di cavalleria, lo schieramento della brigata di formazione, gli onori ai gonfaloni e alla Bandiera di guerra, il conferimento delle onorificenze, oltre agli interventi dei Capi di stato maggiore Esercito e Difesa, del ministro della Difesa e del Presidente della Repubblica.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: la lettera del premier Enrico Letta al ministro della Difesa Mauro è tratta da governo.it

La storia dell’Esercito Italiano in mostra: inaugurata stamane al Vittoriano L’Esercito è/e libertà

martedì, aprile 23rd, 2013 |

Questa mattina, presso il Sacrario del Vittoriano in Roma, il Sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Enzo Stefanini, ha inaugurato la mostra dal titolo “L’Esercito è/e Libertà” dedicata alla storia dell’Esercito nel 152° anniversario della sua costituzione e nel 70° della guerra di liberazione.

“La mostra”, ha detto il generale Stefanini, “testimonia, tra l’altro, il contributo degli uomini dell’Esercito nella Guerra di Liberazione, a fondamento dei valori che hanno ispirato la Costituzione della Repubblica Italiana, per la cui difesa e prosperità ciascun soldato presta giuramento”.

L’allestimento, curato dall’Ufficio Storico dell’Esercito, attraverso un percorso di circa 200 metri lineari, mostra alcuni dei cimeli più rappresentativi e interessanti della Forza Armata, a partire dai Moti carbonari alle Guerre d’indipendenza, dalle Guerre mondiali fino alle recenti missioni internazionali. I preziosi reperti storici, tratti dai musei militari, sono accompagnati da ricostruzioni scenografiche, tabelloni didascalici e proiezioni video a fini didattici ed esplicativi dell’evoluzione storica dell’Esercito Italiano.

Una sezione della mostra è stata dedicata interamente alla Guerra di Liberazione, a ricordo del pesante impegno dell’Esercito, testimoniato dai circa 80mila tra caduti, feriti e dispersi in combattimento contro i tedeschi, in internamento e nelle formazioni partigiane; la mostra si conclude con la proiezione del Rapporto Esercito 2012.

L’ingresso all’esposizione è dal lato dell’Ara Coeli e i visitatori potranno affluire all’interno del Sacrario tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 09.30 alle 15.00, la chiusura della manifestazione è prevista per il 15 settembre.

Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Policlinico militare del Celio a salvaguardia dei cittadini con e senza stellette: sindaco Alemanno concede cittadinanza onoraria

martedì, aprile 23rd, 2013 |

Domenica 21 aprile il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha concesso la cittadinanza onoraria della capitale al Policlinico militare del Celio quale “Testimonianza solenne di apprezzamento e di affetto per la costante, pluriennale e meritoria attività svolta da Policlinico Militare di Roma a salvaguardia della salute dei cittadini con e senza le stellette”.

All’evento, che si è svolto nell’ambito delle celebrazioni del 2766esimo anniversario del Natale di Roma, hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, l’onorevole Domenico Rossi e il direttore del Policlinico Militare, generale Maria Alberto Germani.

“Il Policlinico militare di Roma, costruito sul colle Celio, nel 1891”, si legge nel verbale di delibera dell’Assemblea capitolina, “in oltre centoventi anni di vita operosa e ininterrotta, sia in pace sia in guerra, ha acquisito nel corso di tanti anni un profondo radicamento nella città che lo ospita e ha continuato a essere severo custode di quelle virtù che consacrano il Soldato di Sanità”.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo discorso ha rivolto un particolare ringraziamento al personale del policlinico militare Celio “per l’assistenza prestata a tutti i militari all’estero, portando per il mondo il nome di Roma”, sottolineando inoltre “l’impegno profuso nella sperimentazione delle cellule staminali”.

Il generale Graziano, dopo aver ringraziato le autorità presenti e la città di Roma, che ospita dal 1891 il Policlinico militare Celio, per il prestigioso riconoscimento concesso ha espresso la sua riconoscenza “per l’attività svolta dall’ospedale militare, in particolar modo negli ultimi anni: numerosi soldati, uomini e donne, sono vivi per la professionalità che il personale medico militare ha espresso sul terreno, sul campo e nelle sale operatorie”, ha continuato il Generale Graziano facendo sapere che “noi stiamo investendo sulla ricerca, assieme alla componente sociale e umana del Paese per assicurare una sempre maggiore professionalità nell’interesse del Paese, di tutte le Forze Armate e della città di Roma”.

Il direttore del Policlinico Celio, generale Germani, ha dichiarato che “il Policlinico militare Celio, oltre a operare in Afghanistan , Libano e Kosovo, si evolve anche dal punto di vista tecnico scientifico grazie alle collaborazioni con le Università di Roma e con gli altri ospedali della Capitale”.

“Sul territorio nazionale – ha spiegato il direttore – il Policlinico militare è inserito nel circuito dell’emergenza sangue a Roma e ha curato, di recente, tanti cittadini romani che in situazioni di criticità non potevano essere ricoverati, a causa del sovraffollamento, nelle strutture pubbliche”.

L’impegno del Policlinico militare si è anche estrinsecato nella partecipazione alle missione di pace nel mondo in cui l’Italia ha fornito il suo contributo di solidarietà internazionale.

Sono trascorsi ormai più di 30 anni dal suo primo intervento nella città di Beirut nel 1982. Da allora gli Ufficiali medici e i Sottufficiali infermieri del Celio sono periodicamente partiti per fornire la loro assistenza in molti teatri operativi, tra i quali il Kurdistan nel 1991, la Somalia nel 1993, il Mozambico nel 1994, la Bosnia e l’Albania nel 1996, il Kosovo nel 1999, la Macedonia nel 2000, l’Iraq dal 2003 al 2006, il Ciad nel 2008 e Haiti, in occasione del terremoto nel 2010. Attualmente, il Celio alimenta con personale sanitario l’Afghanistan, il Libano e il Kosovo.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Processi di riabilitazione da scoppio e da lesione grave più veloci con il simposio medico HFM dell’NRDC-ITA a Palazzo Cusani

sabato, aprile 20th, 2013 |

Si è concluso ieri 19 aprile a Palazzo Cusani, sede del Comando Militare Esercito Lombardia e ufficio di rappresentanza del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) nel cuore di Milano, il simposio Human Factor and Medicine Panel (HFM) della Science & Technology Organization della NATO, intitolato Sostegno della Forza: la riabilitazione, la rigenerazione e la protesica per il reintegro al lavoro.

Le recenti missioni militari in Iraq e in Afghanistan, ha rilevato il simposio, hanno avuto come conseguenza lesioni debilitanti per alcuni militari che vi hanno preso parte. Si tratta di una quantità di lesionati inferiore rispetto ai precedenti conflitti, con in più, si apprende, un’aspettativa di recupero e riabilitazione che va ben oltre i risultati raggiunti con le procedure standard di riabilitazione.

I progressi nella protezione e nel trauma care hanno portato a proporzioni nettamente superiori del numero dei soldati che sopravvivono a gravi lesioni rispetto al passato. Di conseguenza, alcune nazioni della NATO hanno sviluppato degli specifici programmi di riabilitazione con lo scopo finale di aiutare il personale con lesioni invalidanti a recuperare un proprio stato fisico e mentale.

Lo scopo finale di questi programmi è in generale quello di far rientrare quanto prima queste persone al loro lavoro e, laddove questo non fosse possibile a causa delle lesioni subite, il secondo obiettivo è preparare questi militari a un impiego alternativo in ambito militare o prepararli a un passaggio alla vita civile, qualora questo fosse necessario.

Durante il simposio, che si è tenuto nel corso della settimana, circa 150 esperti civili e militari di differenti nazionalità hanno affrontato questi problemi, confrontando le varie esperienze nazionali e la pratica clinica utili a fornire al militare ferito la migliore assistenza sanitaria, identificando eventuali lacune nel trattamento e definendo le priorità per un programma di ricerca.

I capitoli principali trattati sono stati: gli aspetti organizzativi delle cure riabilitative fornite alla popolazione militare; la riabilitazione di lesioni ortopediche da scoppio; la riabilitazione di lesioni dei sistemi sensoriali da scoppio; l’integrazione delle più moderne tecnologie nel processo di riabilitazione.

I progetti di ricerca e sviluppo delineati dai sottocomitati nel corso del simposio sono stati votati nella sessione plenaria del 31⁰ STO HFM Panel Business Meeting del 18 aprile.

Erano dieci anni che l’Italia non organizzava un evento come questo e i partecipanti hanno espresso la loro gratitudine e il loro apprezzamento per la perfetta organizzazione del simposio, così come degli eventi a esso correlati, al Comando NRDC-ITA di Solbiate Olona, delegato dal Segretariato Generale Della Difesa Italiana quale coordinatore locale.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: NRDC-ITA

Cambio comando all’AVES dopo otto anni: il generale Stefanini lascia il comando al collega Calligaris e diventa sottocapo di SME

lunedì, marzo 4th, 2013 |

Si è svolto venerdì scorso, 1° marzo, a Viterbo, nella caserma Dante Chelotti, il cambio di comando al vertice dell’Aviazione Esercito (AVES) tra il il generale Enzo Stefanini, che era al comando dell’AVES da otto anni, e il generale Giangiacomo Calligaris.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini.

Il generale Enzo Stefanini si appresta ora a ricoprire il prestigioso incarico di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito.

Nel corso della cerimonia, prima di lasciare definitivamente un periodo di comando lungo ben otto anni, il generale Stefanini ha ripercorso il periodo vissuto con l’Aviazione Esercito soffermandosi sui caduti, che ha voluto ricordare uno a uno chiamandoli per nome in un momento di palpabile emozione.

”Ineguagliabile, è stato il mio mentore” , ha affermato il suo successore, il generale Giangiacomo Calligaris, che proviene da un importante incarico al Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) a Roma, dove per cinque anni è stato il Capo del Reparto operazioni, l’organo di staff che coordina tutte le operazioni sul territorio nazionale ed estero in cui sono impiegati i soldati italiani.

La storia comune iniziata insieme quali frequentatori dello stesso corso piloti è stata invece ripercorsa a braccio dal COMFOTER, generale Bernardini, che ha evidenziato come la lunga permanenza del generale Stefanini al Comando dell’AVES abbia portato a una totale riorganizzazione dell’AVES stessa e a un decisivo incremento delle attività volte alla preparazione degli assetti per i teatri operativi, oltre all’opera svolta nel mantenere gli elevati standard addestrativi e operativi di tutti i suoi reparti dipendenti contribuendo al processo di ottimizzazione delle risorse disponibili che sta interessando tutto l’Esercito Italiano.

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Fonte: AVES

Foto: AVES

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato. Foto

lunedì, gennaio 21st, 2013 |

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Le foto pubblicate si riferiscono all’Afghanistan, al Kosovo e al Libano. Sono relative all’articolo Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo (21 gennaio 2013).

Fonti e foto: RC-W ISAF, KFOR, Sector West UNIFIL, SMD

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