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	<title>Paola Casoli &#187; 1° Roa</title>
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		<title>I 30 anni del 5° reggimento Aves “Rigel” di Casarsa della Delizia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2006 15:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaolaCasoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[pubblicato da Pagine di Difesa il 16 febbraio 2006
Il tempo di celebrare “la grande esperienza accumulata in trent’anni e la capacità di reagire ai task assegnati” e poi il 5° Rigel, il reggimento di aviazione dell’Esercito italiano, inizia il dispiegamento in Iraq. “Per la fine di febbraio i miei uomini avranno costituito il task group [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>pubblicato da Pagine di Difesa il 16 febbraio 2006</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo di celebrare “la grande esperienza accumulata in trent’anni e la capacità di reagire ai task assegnati” e poi il 5° Rigel, il reggimento di aviazione dell’Esercito italiano, inizia il dispiegamento in Iraq. “Per la fine di febbraio i miei uomini avranno costituito il task group Capricorno a Tallil”, spiega il comandante colonnello Franco Miana che sabato 18 febbraio celebrerà il 30ennale del 5° Rigel nato come raggruppamento dell’Ale il 1° gennaio 1976 a Casarsa della Delizia in provincia di Pordenone.</p>
<p>“Nel corso della cerimonia metterò in evidenza che la nostra motivazione è la passione” chiarisce il comandante determinato a sottolineare la prontezza dei suoi uomini. “Lo abbiamo dimostrato &#8211; afferma riferendosi alle capacità sviluppate dal Rigel – anche nel corso dell’esercitazione Eastern Desert 2005 in Giordania: i miei militari hanno gestito un gruppo di 36 elicotteri nel deserto. Una esercitazione congiunta con una brigata dell’Esercito giordano durante la quale in un mese si sono raggiunte le 800 ore di volo, e solo una piccola parte degli equipaggi aveva esperienze di volo così lontane dai nostri ambienti quale è il deserto”.</p>
<p>Una situazione ai limiti della sicurezza: volare nel deserto, senza punti di riferimento fissi, sembra di volare sulle onde del mare. “E in Giordania, su quel deserto, si è volato anche di notte e senza luna”. Questo significa che l’uso dell’amplificatore di luce o Night Vision Goggle (Nvg) diventa difficoltoso per le ombre lunghe sul terreno che ingannano il pilota. Se poi a questo si aggiunge la ridotta altitudine del volo tattico si arriva a comprendere il livello di difficoltà dell’esercitazione. Il Rigel mantiene la capacità addestrativa e operativa dei propri equipaggi di volo con esercitazioni continue e svolge attività finalizzata all’impiego in teatro operativo. Il 20% circa delle ore di attività addestrativa viene svolto con l’impiego degli Nvg.</p>
<p>“Dal 2000, anno in cui è entrato a far parte della brigata aeromobile Friuli, il Rigel è impegnato quasi ininterrottamente in Kosovo con una unità (una task force di circa 80 unità al 1° Reparto operativo autonomo di Djakovica, ndr) su base 27° gruppo squadroni Aviazione esercito (Aves) Mercurio”, spiega il comandante. “Ora si sta per costituire un task group al 6° Reparto operativo autonomo di Tallil in Iraq su base 49° gruppo squadroni elicotteri d’attacco Capricorno rilevando il task group basato sul 48° gruppo elicotteri d’attacco Pavone di Rimini. Intanto in Libano personale del Rigel concorre nell’ambito della missione Unifil”.</p>
<p>La vocazione alla operatività del Rigel si è rivelata dalla nascita: “Il raggruppamento aveva cinque mesi di vita quando è stato chiamato a portare soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto che la sera del 6 maggio 1976 ha colpito il Friuli”, ricorda il colonnello Miana. Da allora sono state svolte centinaia di missioni di trasporto di materiale, di operazioni di soccorso, di interventi contro gli incendi boschivi. Anche momenti difficili, come l’abbattimento di un elicottero AB-205 il 7 gennaio 1992 per opera di un Mig serbo.</p>
<p>E poi la Somalia, con l’operazione Ibis dal 1992 al 1994. “Il primo impiego operativo dell’elicottero d’attacco Mangusta – spiega il comandante rievocando i momenti più significativi dei 30 anni del Rigel &#8211; e Mogadiscio nel 1995, quando il Rigel operava dalla portaeromobili Garibaldi per proteggere il ripiegamento del contingente Onu. E ancora i Mangusta nei cieli della Macedonia nell’operazione Joint Guarantor”. Sabato 18 febbraio il Rigel celebrerà il senso di appartenenza all’Aviazione dell’Esercito, la passione per il volo e il legame con la terra che lo ospita. “Il mio spirt ator ti svole” è il suo motto.</p>
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		<title>Antivigilia di Natale in Kosovo per l&#8217;ammiraglio Di Paola</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2005 16:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaolaCasoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[pubblicato da Embedded il 24 dicembre 2005
Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, è atterrato ieri 23 dicembre all&#8217;aeroporto di Djakovica, sede del 1° Roa (reparto operativo autonomo) dell&#8217;Aeronautica militare italiana in Kosovo.
Un briefing a Villaggio Italia di Belo Polje, la grande base italiana vicino a Pec, e nel pomeriggio una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>pubblicato da Embedded il 24 dicembre 2005</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-955" href="http://www.paolacasoli.com/2005/12/antivigilia-di-natale-in-kosovo-per-lammiraglio-di-paola/visoki_decani_1/"><img class="alignleft size-full wp-image-955" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="visoki_decani_1" src="http://www.paolacasoli.com/wp-content/uploads/2009/06/visoki_decani_1.jpg" alt="visoki_decani_1" width="100" height="75" /></a>Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, è atterrato ieri 23 dicembre all&#8217;aeroporto di Djakovica, sede del 1° Roa (reparto operativo autonomo) dell&#8217;Aeronautica militare italiana in Kosovo.</p>
<p>Un briefing a Villaggio Italia di Belo Polje, la grande base italiana vicino a Pec, e nel pomeriggio una visita al monastero di Visoki Decani che è difeso dai soldati italiani. Tra i compiti delineati nell&#8217;ambito della missione Kfor vi è infatti anche la &#8220;vigilanza ai luoghi di culto e alle aree sedi di minoranze etniche&#8221;.</p>
<p>I monaci del monastero di Visoki Decani hanno denunciato in passato di essere stati oggetto di lanci di sassi al loro passaggio nelle vie di Decani. &#8220;Ma in questo periodo la neve è alta &#8211; mi ha riferito scherzando uno di loro giovedì 22 dicembre &#8211; così i sassi non si trovano!&#8221;.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-956" href="http://www.paolacasoli.com/2005/12/antivigilia-di-natale-in-kosovo-per-lammiraglio-di-paola/tabla_posle/"><img class="alignleft size-full wp-image-956" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="tabla_posle" src="http://www.paolacasoli.com/wp-content/uploads/2009/06/tabla_posle.jpg" alt="tabla_posle" width="100" height="75" /></a>Il monastero di Visoki Decani è segnalato da cartelli stradali dallo scorso 9 dicembre. Come sono stati posizionati, però, i cartelli sono stati scarabocchiati con vernice. (foto: materiale proprio).</p>
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		<title>Il 1° Roa dell&#8217;Aeronautica militare, un aeroporto per Amiko</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2004 17:02:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PaolaCasoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[pubblicato da Pagine di Difesa il 14 novembre 2004
Amiko, il nome che contraddistingue l&#8217;aeroporto militare italiano di Giacova-Dakovica in Kosovo, ha qui lo stesso significato che in Italia. Si trova nell&#8217;area ovest del territorio del Kosovo a 35 chilometri da Pec-Peja e a 70 chilometri da Pristina, la principale città della regione dove ha sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>pubblicato da Pagine di Difesa il 14 novembre 2004</em></p>
<p style="text-align: justify;">Amiko, il nome che contraddistingue l&#8217;aeroporto militare italiano di Giacova-Dakovica in Kosovo, ha qui lo stesso significato che in Italia. Si trova nell&#8217;area ovest del territorio del Kosovo a 35 chilometri da Pec-Peja e a 70 chilometri da Pristina, la principale città della regione dove ha sede un altro aeroporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comandante del 1° Roa (reparto operativo autonomo), il colonnello pilota Francesco Salvati che è quasi a fine missione, conserva il filmato del primo atterraggio su questa pista avvenuto a 55 giorni dall&#8217;arrivo dei militari dell&#8217;Aeronautica italiana. Le immagini un po&#8217; sgranate sul maxi schermo mostrano un G-222 dell&#8217;Aeronautica militare italiana che atterra su una pista lunga 1.500 metri e larga 30. Era una pista semipreparata e senza gli aiuti luminosi per l&#8217;atterraggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel 29 settembre 1999 sono cambiate molte cose se solo si pensa che oggi l&#8217;aeroporto Amiko è fornito di sistema Ils (Instrument Landing System), che consente di atterrare con l&#8217;ausilio di un sistema strumentale. Ora quella pista è più lunga, accoglie voli civili per ogni evenienza e ha piazzole per elicotteri. Amiko può diventare uno strumento di sviluppo per le attività commerciali e aumentare al medesimo tempo il livello di vita della popolazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel territorio attorno all&#8217;aeroporto si stendono campi non coltivati che arrivano fino alle porte di Giacova-Dakovica. Sono aree abitate da tartarughe e cani. Le strade in terra battuta convergono tutte alla via principale che porta in città. A pochi chilometri dal centro, tra stazioni di servizio e ruspe che spianano le immondizie, si scorge una roulotte a fianco di una piccola baracca in lamiera.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; abitata da una giovane donna con i suoi tre bambini. Uno di loro, il più piccolo che ha appena compiuto sei mesi, è convalescente da una bronchite. &#8220;Meno male che oggi sono vestiti &#8211; esclama il comandante Salvati guardando i piccoli &#8211; perché fino a qualche giorno fa correvano nei campi completamente nudi&#8221;. L&#8217;aeroporto dovrebbe giovare anche a queste persone. A mamme bambine e ai loro bambini che crescono tra zolle di terra argillosa dove corrono i topi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il gruppo del 1° Roa e per il club Orione 1° piano, formato da militari che alloggiano nella medesima palazzina dell&#8217;aeroporto dove vige una gerarchia goliardica, l&#8217;attività della consegna di aiuti umanitari è diventata molto importante. Merendine e indumenti, ma anche qualche gioco organizzato nei corridoi degli alloggi del 1° Roa, possono portare un po&#8217; di serenità tra piccoli che soffrono delle malattie più impensabili.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dopo la guerra &#8211; spiega suor Giuliana, impegnata nella gestione dell&#8217;asilo Casa della pace a Bec, vicino all&#8217;aeroporto &#8211; si sono sviluppate molte malattie tra i più piccoli. L&#8217;anno scorso siamo riusciti a far portare in Italia una bambina con le gambe improvvisamente annerite: era meningococco. Si è salvata, anche se oggi è senza gambe e con una sola mano&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;urgenza dell&#8217;intervento, effettuato in Italia, è stata garantita proprio dalla vicinanza con questo aeroporto, dove la bimba è stata accolta nell&#8217;infermeria da personale medico militare per poi venire trasportata in un ospedale italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente l&#8217;aeroporto consente l&#8217;atterraggio di aerei di grosse dimensioni come l&#8217;airbus. La pista è stata allungata a 1.800 metri nel maggio 2002 e nei progetti c&#8217;è una estensione fino a 2.400 metri. Da qui partono tutte le informazioni meteorologiche per l&#8217;intero Kosovo, elaborate da tre operatori impegnati per tutto l&#8217;arco della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;opera tutta italiana ha destato l&#8217;interesse della Nato-Kfor, che ha chiesto di stipulare un accordo per consentire l&#8217;utilizzo dell&#8217;aeroporto a tutte le nazioni operanti in teatro. Anche la municipalità di Giacova-Dakovica, unitamente alla sede locale della Unmik (amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite), è interessata allo sviluppo commerciale dell&#8217;aeroporto, considerato dalla popolazione locale un vero e proprio Amiko.</p>
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