martedì, gennaio 24th, 2012 91 views
Era tutto materiale pronto per un uso immediato quello che è stato sequestrato ieri nell’area di responsabilità italiana nell’Afghanistan occidentale.
Razzi, bombe a mano, bombe da mortaio, proietti d’artiglieria di vario calibro e caratteristiche (contro carri- HEAT, alto esplosivo- HE, illuminanti), “le cui buone condizioni di mantenimento presupponevano un imminente uso per attacchi alle basi della coalizioni o per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices)”, sono stati sequestrati ieri a conclusione di un’operazione condotta nel settore centrale dell’area di
responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari.
Il comunicato di RC-W riferisce inoltre che l’operazione, condotta dalla Task Force Center su base 66° reggimento aeromobile Trieste, è stata supportata da assetti dell’intelligence nazionale appartenenti all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), e si è sviluppata in risposta a un lancio di razzi contro la base di Shindand, Forward Operational Base (FOB) La Marmora, dello scorso 19 gennaio, che tuttavia non aveva causato danni.
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RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog
La brigata Sassari in Paola Casoli il Blog
Fonte: RCF-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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giovedì, gennaio 19th, 2012 219 views
Si è conclusa nella provincia di Herat, settore centrale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari al comando del generale Luciano Portolano, l’operazione congiunta denominata Upper Hand con l’arresto di ventitré sospetti ribelli e il sequestro di un quantitativo significativo di esplosivo, pronto all’uso per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices).
La notizia arriva dal comunicato stampa dell’RC-W di ISAF datato 18 gennaio e sottolinea come questa specifica fase della cosiddetta transition, o transizione della responsabilità della sicurezza alle forze afgane, si sia realizzata già in 13 dei 16
distretti in cui si suddivide la provincia di Herat.
L’operazione è stata condotta dalla Task Force Center, su base 66° reggimento aeromobile Trieste, dalle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANFS) e da assetti di altre forze ISAF, per un totale di circa 900 uomini.
L’obiettivo era quello di contrastare l’espansione del terrorismo nei territori a nord della città di Herat, fino ai confini con il Turkmenistan, e di favorire la distribuzione di aiuti umanitari a sostegno della popolazione civile.
La conclusione dell’operazione rappresenta un ulteriore passo verso un maggiore consenso, importante elemento per la buona riuscita dell’attività in teatro, e verso il completamento di un’altra fase della transizione.
Con l’intensificarsi dell’attività di traferimento della responsabilità alle forze di sicurezza afgane si avvicina anche la diminuzione dei militari italiani dispiegati in teatro afgano, prevista per la fine del 2012, come ha fatto sapere ieri il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola nell’intervento alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato.
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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mercoledì, dicembre 28th, 2011 143 views
Droga e munizioni sono state sequestrate nel corso delle festività natalizie in Afghanistan dai militari del contingente italiano nell’area di responsabilità del Regional Command West (RC-W) di ISAF, a guida brigata Sassari, a Herat.
Ne dà notizia lo stesso RC-W oggi, 28 dicembre, riferendo della “continua pressione operativa” che i militari del contingente italiano stanno esercitando nell’area a responsabilità italiana nell’ovest dell’Afghanistan, con significativi risultati come dimostrato una volta di più da quest’ultimo sequestro.
La droga, si apprende, è stata sequestrata e successivamente consegnata alla polizia afgana nel distretto di Murghab, nel settore di competenza della Task Force North su base 151° reggimento Sassari, in un’operazione congiunta con le forze di sicurezza afgane, finalizzata a garantire la libertà di movimento sulle principali vie di comunicazione del distretto. Nel sequestro la Polizia afgana ha arrestato anche due persone locali sospette.
Il ritrovamento delle munizioni è stato invece effettuato a Shindand dalla Task Force Center su base 66° reggimento aeromobile Trieste, a seguito di un’operazione congiunta con altre forze della Coalizione e forze di sicurezza afgane.
Il materiale d’armamento era stato nascosto dai ribelli, che intendevano poi utilizzarlo per il confezionamento di ordigni esplosivi improvvisati (IED) da impiegare sia contro le forze della Coalizione che contro le forze afgane.
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Fonte: RC-W ISAF
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lunedì, ottobre 24th, 2011 125 views
Per il Regional Command West (RC-W), su base brigata Sassari, della missione NATO ISAF in Afghanistan, l’Afghan National Army (ANA) è “pronto ad assumere la leadership degli impegni operativi dopo gli ottimi risultati ottenuti nelle operazioni per il controllo del territorio, attualmente effettuate congiuntamente con le forze NATO, e che hanno ottenuto più stabilità su tutta la provincia”.
Il brillante giudizio, qui riportato dal comunicato stampa dell’RC-W, ha reso possibile un altro passo avanti verso la transizione dei poteri, la cosiddetta transition, con la cessione della responsabilità di un combat out post.
Il passaggio si è concretizzato ieri, 23 ottobre, nel Provincial Reconstruction Team (PRT) di Herat, dove si è svolta la
cerimonia per la stipula degli atti connessi per la cessione del Combat Outpost (COP) Monserrat di Sabzak, 120 chilometri a est di Herat, tra il comandante del 66° reggimento aeromobile Trieste, responsabile del settore, e il comandante del 1° Kandak (battaglione) del 207° Corpo d’armata dell’ANA.
L’incontro è stato presieduto dal comandante dell’RC-W, generale Luciano Portolano, dalle autorità governative locali rappresentate dal vicegovernatore di Herat Asiluddin Jami, e dal governatore del distretto di Karuk, Ghulan Faroq Rostahee. Tutti hanno assistito alla sottoscrizione del documento che sancisce la progressione verso il passaggio
di responsabilità dalle forze alleate alle forze locali.
Il COP è attualmente presidiato da un assetto della Task Force Center, su base 66° reggimento Trieste, partner di un’unità dell’ANA già presente nel sito.
La sottoscrizione del documento che sancisce questo passaggio della COP segna un ulteriore passo verso il processo di transizione, già attuato per la città di Herat e che, a breve, sarà esteso ad altri distretti della provincia nella previsione di un definitivo passaggio delle responsabilità per la gestione della sicurezza alle competenti autorità afgane.
I risultati nel settore della sicurezza, si legge dal comunicato stampa, incidono significativamente sugli altri pilastri della transizione, governance e development, accrescendo il consenso tra i cittadini nel riconoscere le autorità locali capaci di governare, incentivando, inoltre, le attività umane a favore dell’economia.
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Fonte: RC-W
Foto: RC-W
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domenica, ottobre 23rd, 2011 219 views
Si è svolta il 16 ottobre scorso, nell’aeroporto militare afgano di Shindand, futuro polo addestrativo dell’Aeronautica Afgana, la cerimonia del passaggio di consegne tra il colonnello Francesco Grassi (foto), comandante uscente, e il colonnello Luigi Casali (foto), comandante subentrante, che sancisce il cambio fra il secondo e terzo team di advisors dell’Aeronautica Militare italiana responsabile del progetto addestrativo iniziato circa un anno fa.
La missione NATO Air Training Command è infatti partita il 2 novembre 2010. E’ condotta da 29 unità tra ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica Militare Italiana, formati quali
mentor e advisor presso il Centro di formazione didattico e manageriale di Firenze; di questi, tre piloti e due operatori di bordo sono inseriti nell’ambito dell’addestramento dell’Aeronautica Afgana sull’elicottero da trasporto di fabbricazione russa Mi-17.
Il team, posto all’interno del 838th Air Expeditionary Advisory Group (AEAG) dell’Aeronautica Statunitense (USAF), svolge attività di formazione e advising al personale afgano dell’aeroporto di Shindand, tramite l’organizzazione e la realizzazione di corsi legati alle attività di volo e alle infrastrutture nel settore delle telecomunicazioni e informatica, nel settore dei trasporti, della gestione dei
materiali, antincendio, POL (Petroleum Oil Lubricans), sanitario, mensa e alloggi, security forces.
La cerimonia di avvicendamento si è svolta alla presenza del generale Baqi, comandante afgano dell’Aeroporto di Shindand, del colonnello J.J. Okay, comandante dell’838th AEAG dell’USAF, del colonnello Francesco Randacio, comandante del 66° reggimento aeromobile Trieste, in operazione responsabile della Task Force Center, e di una rappresentanza militare di altri paesi alleati che concorrono nel progetto.
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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mercoledì, ottobre 19th, 2011 290 views
E’ solo la prima di tutte le pietre che verranno messe a costruire la scuola destinata ai ragazzini e alle ragazzine di Showz. Ma vale la pena di agghindarla a festa con fiori rossi, come se fosse un dono.
E un dono in effetti questa scuola lo è. Dedicata a frequentatori maschili e femminili, la nuova scuola di Showz, nel distretto di Shindand, cento chilometri a sud di Herat, darà l’opportunità ai ragazzi di quattro villaggi di poter accedere all’istruzione di base e in totale ospiterà circa 400 studenti di età compresa tra i 10 ed i 14 anni.
La stanno costruendo i soldati italiani, nel dettaglio la Task Force Centre su base 66° reggimento aeromobile Trieste, nell’ottica dello sviluppo delle attività umane nell’area di
responsabilità del contingente italiano, su base brigata Sassari, al comando del settore ovest dell’Afghanistan.
L’intensa attività congiunta dei soldati italiani, sia del Provincial Reconstruction Team (PRT) di Herat, sia delle Task Force dislocate in tutta l’area di responsabilità, unitamente a quella dei funzionari del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, prosegue con iniziative umanitarie, realizzazione di progetti, verifiche e interventi urgenti anche in settori tipicamente non militari.
Il Dipartimento dell’Educazione, fa sapere il comunicato stampa del Regional Command West di ISAF (RC-W), svolge un ruolo chiave per la collaborazione diretta con il
contingente italiano. Una sinergia che prosegue regolarmente dal 2005, in modo positivo e proficuo, con interventi mirati alla diffusione delle strutture scolastiche sul territorio dell’intera provincia. Fino a oggi, si apprende, i progetti avviati hanno permesso di realizzare 58 strutture scolastiche dislocate nei 16 distretti della provincia, rispondendo alle necessità espresse dal dipartimento competente in termini di bacino d’utenza e tipologia costruttiva.
Oltre al settore dell’istruzione, poi, l’attività di ricostruzione si estende all’area dei servizi pubblici, della pubblica amministrazione e del settore igienico-sanitario.
Nel settore dell’agricoltura, in particolare, la Task Force Center ha inaugurato un canale di irrigazione e fatto dono, nel villaggio di Baghe Dasht, nel distretto di Shindand, a circa un centinaio di chilometri a sud di Herat, di 500 kit per l’agricoltura composti da zappe, pale e rastrelli.
L’attrezzatura servirà per incrementare la capacità agricola, oltre che per mantenere efficiente il canale d’irrigazione inaugurato, scongiurando così il rischio di deterioramento durante la stagione delle piogge.
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ISAF in Paola Casoli il Blog
Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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giovedì, ottobre 6th, 2011 201 views
Con la cerimonia odierna a Farah del trasferimento di autorità (TOA) della Task Force South tra il 187° reggimento paracadutisti Folgore, comandato dal colonnello Gianmarco Badialetti, e il 152° reggimento fanteria Sassari comandato dal colonnello Gianluca Carai, si completa il passaggio di responsabilità delle unità della brigata Sassari al comando delle task force nella regione ovest dell’Afghanistan.
La cerimonia di stamane 6 ottobre vede il 152° reggimento assumere il comando del settore sud con il controllo sulle piu’ importanti vie di comunicazione che attraversano tutta l’area di responsabilità del contingente italiano.
Ogni unità ha al seguito la bandiera di guerra, simbolo che rappresenta la storia del reggimento e il sentimento di appartenenza al nostro Paese.
Per la prima volta, come sottolinea il comunicato stampa dei Public Affairs Officers (PAO) del Regional Command West (RC-W) della missione NATO ISAF in Afghanistan, nello stesso teatro operativo sono presenti:
- la Bandiera di Guerra del 3° reggimento bersaglieri, denominato Glorioso Terzo per essere la bandiera più decorata d’Italia: in operazione è responsabile del Provincial Reconstruction Team (PRT) in Herat;
- la Bandiera di Guerra del reggimento San Marco della Marina Militare Italiana, per la prima volta schierato con le caratteristiche di un reggimento di fanteria; in operazione è responsabile del settore sud- est;
- la Bandiera di Guerra del 5° reggimento genio guastatori responsabile della Task Force Genio;
- lo Stendardo del 5° reggimento Rigel, unità dell’aviazione dell’Esercito Italiano (AVES) responsabile dell’Aviation Battalion.
Tornano dunque in Afghanistan per la terza volta le bandiere del 151° e 152° reggimento, entrambi della brigata Sassari, e per la seconda volta la bandiera del 66° reggimento aeromobile Trieste.
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Fonte: PAO RC-W ISAF
Foto: Esercito Italiano
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venerdì, luglio 29th, 2011 343 views
Sono decollati da Viterbo come se fosse Herat. Del resto tutta l’esercitazione Tuscia 2011 è stata condotta sulla base di uno scenario che riproduceva la complessa realtà afgana.
L’esercitazione Tuscia 2011, inziata lo scorso 18 luglio nell’area addestrativa di Cellina Meduna, in provincia di Pordenone e conclusa il 27 luglio a Monte Romano, nel viterbese, era finalizzata alla dichiarazione di prontezza per l’impiego all’estero dell’assetto di volo per esigenza Quick Reaction Force (QRF) in teatro operativo.
E’ stata condotta dall’Aviation Battalion su base 5° reggimento Rigel di stanza a Casarsa della Delizia, in provincia di
Pordenone, con la partecipazione della brigata aeromobile Friuli di Bologna.
Le attività esercitative hanno visto coinvolti i fanti del 66° reggimento Trieste in elisbarchi, attività a fuoco con armi portatili e di reparto e con l’impiego dei nuovi mortai leggeri da 60 mm. Non è mancata l’attività di recupero di feriti con l’utilizzo di un elicottero in assetto MEDEVAC (Medical Evacuation).
Le attività si sono svolte sotto la supervisione di personale del comando brigata in qualità di attivatori e controllori.
Le operazioni di volo hanno avuto luogo nel poligono friulano di
Cellina Meduna, mentre la parte di pianificazione e organizzazione è stata condotta in zona aeroportuale nel posto comando allestito presso la sede del reggimento di volo.
La complessa attività di pianificazione, che ha visto impegnate tutte le pedine costituenti l’unità al comando del colonnello Livio Ciancarella, pilota di elicottero, ha dovuto tener conto delle condizioni meterologiche avverse, che hanno impedito la realizzazione dell’attività conclusiva presso il poligono di Monte Romano.
All’esercitazione hanno assistito il generale Luigi Pellegrino, comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito
(CESIVA), e il generale Enzo Stefanini, comandante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).
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La brigata aeromobile Friuli in Paola Casoli il Blog
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L’AVES in Paola Casoli il Blog
Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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mercoledì, aprile 13th, 2011 511 views
Il 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste di Forlì ha un nuovo comandante dallo scorso 6 aprile.
E’ il colonnello Francesco Randacio (foto), che ha assunto il comando del reggimento dal collega Franco Galletti nel corso della cerimonia del cambio del comando avvenuta nella caserma De Gennaro di Forlì alla presenza dle comandante della brigata aeromobile Friuli generale Filippo Camporesi.
Il colonnello Francesco Randacio è pilota dell’aviazione militare dell’Esercito e proviene dallo stato maggiore Difesa.
Ha frequentato il 168° corso dell’Accademia Militare di Modena, laureandosi in
scienze dell’informazione, il 126° corso di Stato Maggiore a Civitavecchia e il 7° corso presso l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze a Roma.
Tra le sue esperienze in campo internazionale, il comando Nato di reazione rapida a Rheindahlen e la partecipazione alla missione Isaf a Kabul nel 2006.
Il colonnello Galletti, che ha ceduto il comando del 66° reggimento Trieste dopo ventuno mesi, è ora destinato al Comando militare Esercito di Firenze.
Durante il suo periodo di comando ha partecipato con il reggimento alle esercitazioni: Pegaso 2009 nella sede di Civitavecchia in vista del succe
ssivo impiego in teatro operativo libanese nell’ambito dell’operazione Leonte VII; alla Noble Strike 2010 e alla Noble Light 2010, quali validazioni di una delle pedine operative terrestri alle dipendenze della brigata Friuli a sua volta inquadrata nell’ambito della forza di reazione rapida a disposizione dell’ Alleanza Atlantica.
Alla cerimonia era presente il comandante della brigata aeromobile Friuli di Bologna, generale Filippo Camporesi, che dopo il discorso di saluto ai soldati aeromobili e agli intervenuti ha rimarcato il costante impegno e la dedizione con cui
quotidianamente gli uomini e le donne in divisa pongono nell’assolvimento dei propri compiti.
Il comandante Camporesi ha rivolto parole di stima e gratitudine nei confronti del comandante cedente e ha rivolto i propri migliori auguri a quello subentrante.
Alla cerimonia erano prese
nti il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, il prefetto, Angelo Trovato, il presidente della Provincia, Massimo Bulbi, il questore, Antonino Cacciaguerra, e i sindaci di località limitrofe.
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lunedì, aprile 11th, 2011 316 views
Sono passati sessantasei anni esatti da quando l’11 aprile 1945 i soldati del gruppo di combattimento Friuli liberarono dopo 127 giorni d’assedio la città di Riolo in provincia di Ravenna.
Era un altro passo verso la liberazione della città di Bologna, avvenuta dieci giorni più tardi.
A Zattaglia, situata in provincia di Ravenna tra Brisighella e Riolo Terme, la brigata aeromobile Friuli, attuale erede e custode del gruppo di combattimento omonimo, ha partecipato ieri 10 aprile alla celebrazione del 66° anniversario della Liberazione con una cerimonia commemorativa in onore dei suoi 241 caduti.
Là dove il 10 febbraio 1945 il gruppo di combattimento Friuli era
in linea sulle posizioni difensive del Senio, oggi si trova il sacrario in onore dei 241 caduti sul fronte italiano della Friuli ricostituita come 1° gruppo di combattimento del rinato Esercito Italiano.
Fu proprio nei giorni immediatamente successivi quel 10 aprile di sessantasei anni fa, ricorda il comunicato della brigata aeromobile Friuli, che il gruppo di combattimento Friuli, “forzato di slancio il fiume a costo di gravi perdite, liberò Riolo, Isola, Rivola e Casola Valsenio. Di lì a pochi giorni la sua avanzata avrebbe eliminato ogni ulteriore resistenza nemica, proseguendo verso Bologna, liberata il 21 aprile 1945”.
La commemorazione è avvenuta presso il sacrario di Zattaglia. Tra
i comuni presenti, le rappresentanze di Riolo Terme, Casola Valsenio e Brisighella, i gonfaloni e i membri dell’Associazione nazionale reduci della Friuli.
Con l’occasione il comandante della brigata aeromobile Friuli, il generale di brigata Filippo Camporesi, è intervenuto sottolineando il legame che unisce la brigata al gruppo di combattimento (foto).
Gli onori ai caduti sono stati resi da un picchetto armato del 66° reggimento aeromobile Trieste.
Dopo la deposizione delle corone e l’alzabandiera alla croce marmorea della Friuli (foto), è stata celebrata una messa e
depositata una corona in memoria dei caduti presso la lapide già inaugurata nel 2009 in memoria del capitano Giulio Ruzzi, decorato di medaglia d’oro alla memoria al valore dell’Esercito, caduto in Somalia nella operazione Ibis 2 il 6 febbraio 1994.
Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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