mercoledì, ottobre 19th, 2011 354 views
E’ solo la prima di tutte le pietre che verranno messe a costruire la scuola destinata ai ragazzini e alle ragazzine di Showz. Ma vale la pena di agghindarla a festa con fiori rossi, come se fosse un dono.
E un dono in effetti questa scuola lo è. Dedicata a frequentatori maschili e femminili, la nuova scuola di Showz, nel distretto di Shindand, cento chilometri a sud di Herat, darà l’opportunità ai ragazzi di quattro villaggi di poter accedere all’istruzione di base e in totale ospiterà circa 400 studenti di età compresa tra i 10 ed i 14 anni.
La stanno costruendo i soldati italiani, nel dettaglio la Task Force Centre su base 66° reggimento aeromobile Trieste, nell’ottica dello sviluppo delle attività umane nell’area di
responsabilità del contingente italiano, su base brigata Sassari, al comando del settore ovest dell’Afghanistan.
L’intensa attività congiunta dei soldati italiani, sia del Provincial Reconstruction Team (PRT) di Herat, sia delle Task Force dislocate in tutta l’area di responsabilità, unitamente a quella dei funzionari del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, prosegue con iniziative umanitarie, realizzazione di progetti, verifiche e interventi urgenti anche in settori tipicamente non militari.
Il Dipartimento dell’Educazione, fa sapere il comunicato stampa del Regional Command West di ISAF (RC-W), svolge un ruolo chiave per la collaborazione diretta con il
contingente italiano. Una sinergia che prosegue regolarmente dal 2005, in modo positivo e proficuo, con interventi mirati alla diffusione delle strutture scolastiche sul territorio dell’intera provincia. Fino a oggi, si apprende, i progetti avviati hanno permesso di realizzare 58 strutture scolastiche dislocate nei 16 distretti della provincia, rispondendo alle necessità espresse dal dipartimento competente in termini di bacino d’utenza e tipologia costruttiva.
Oltre al settore dell’istruzione, poi, l’attività di ricostruzione si estende all’area dei servizi pubblici, della pubblica amministrazione e del settore igienico-sanitario.
Nel settore dell’agricoltura, in particolare, la Task Force Center ha inaugurato un canale di irrigazione e fatto dono, nel villaggio di Baghe Dasht, nel distretto di Shindand, a circa un centinaio di chilometri a sud di Herat, di 500 kit per l’agricoltura composti da zappe, pale e rastrelli.
L’attrezzatura servirà per incrementare la capacità agricola, oltre che per mantenere efficiente il canale d’irrigazione inaugurato, scongiurando così il rischio di deterioramento durante la stagione delle piogge.
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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giovedì, ottobre 6th, 2011 242 views
Con la cerimonia odierna a Farah del trasferimento di autorità (TOA) della Task Force South tra il 187° reggimento paracadutisti Folgore, comandato dal colonnello Gianmarco Badialetti, e il 152° reggimento fanteria Sassari comandato dal colonnello Gianluca Carai, si completa il passaggio di responsabilità delle unità della brigata Sassari al comando delle task force nella regione ovest dell’Afghanistan.
La cerimonia di stamane 6 ottobre vede il 152° reggimento assumere il comando del settore sud con il controllo sulle piu’ importanti vie di comunicazione che attraversano tutta l’area di responsabilità del contingente italiano.
Ogni unità ha al seguito la bandiera di guerra, simbolo che rappresenta la storia del reggimento e il sentimento di appartenenza al nostro Paese.
Per la prima volta, come sottolinea il comunicato stampa dei Public Affairs Officers (PAO) del Regional Command West (RC-W) della missione NATO ISAF in Afghanistan, nello stesso teatro operativo sono presenti:
- la Bandiera di Guerra del 3° reggimento bersaglieri, denominato Glorioso Terzo per essere la bandiera più decorata d’Italia: in operazione è responsabile del Provincial Reconstruction Team (PRT) in Herat;
- la Bandiera di Guerra del reggimento San Marco della Marina Militare Italiana, per la prima volta schierato con le caratteristiche di un reggimento di fanteria; in operazione è responsabile del settore sud- est;
- la Bandiera di Guerra del 5° reggimento genio guastatori responsabile della Task Force Genio;
- lo Stendardo del 5° reggimento Rigel, unità dell’aviazione dell’Esercito Italiano (AVES) responsabile dell’Aviation Battalion.
Tornano dunque in Afghanistan per la terza volta le bandiere del 151° e 152° reggimento, entrambi della brigata Sassari, e per la seconda volta la bandiera del 66° reggimento aeromobile Trieste.
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Fonte: PAO RC-W ISAF
Foto: Esercito Italiano
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venerdì, luglio 29th, 2011 403 views
Sono decollati da Viterbo come se fosse Herat. Del resto tutta l’esercitazione Tuscia 2011 è stata condotta sulla base di uno scenario che riproduceva la complessa realtà afgana.
L’esercitazione Tuscia 2011, inziata lo scorso 18 luglio nell’area addestrativa di Cellina Meduna, in provincia di Pordenone e conclusa il 27 luglio a Monte Romano, nel viterbese, era finalizzata alla dichiarazione di prontezza per l’impiego all’estero dell’assetto di volo per esigenza Quick Reaction Force (QRF) in teatro operativo.
E’ stata condotta dall’Aviation Battalion su base 5° reggimento Rigel di stanza a Casarsa della Delizia, in provincia di
Pordenone, con la partecipazione della brigata aeromobile Friuli di Bologna.
Le attività esercitative hanno visto coinvolti i fanti del 66° reggimento Trieste in elisbarchi, attività a fuoco con armi portatili e di reparto e con l’impiego dei nuovi mortai leggeri da 60 mm. Non è mancata l’attività di recupero di feriti con l’utilizzo di un elicottero in assetto MEDEVAC (Medical Evacuation).
Le attività si sono svolte sotto la supervisione di personale del comando brigata in qualità di attivatori e controllori.
Le operazioni di volo hanno avuto luogo nel poligono friulano di
Cellina Meduna, mentre la parte di pianificazione e organizzazione è stata condotta in zona aeroportuale nel posto comando allestito presso la sede del reggimento di volo.
La complessa attività di pianificazione, che ha visto impegnate tutte le pedine costituenti l’unità al comando del colonnello Livio Ciancarella, pilota di elicottero, ha dovuto tener conto delle condizioni meterologiche avverse, che hanno impedito la realizzazione dell’attività conclusiva presso il poligono di Monte Romano.
All’esercitazione hanno assistito il generale Luigi Pellegrino, comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito
(CESIVA), e il generale Enzo Stefanini, comandante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).
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Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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mercoledì, aprile 13th, 2011 637 views
Il 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste di Forlì ha un nuovo comandante dallo scorso 6 aprile.
E’ il colonnello Francesco Randacio (foto), che ha assunto il comando del reggimento dal collega Franco Galletti nel corso della cerimonia del cambio del comando avvenuta nella caserma De Gennaro di Forlì alla presenza dle comandante della brigata aeromobile Friuli generale Filippo Camporesi.
Il colonnello Francesco Randacio è pilota dell’aviazione militare dell’Esercito e proviene dallo stato maggiore Difesa.
Ha frequentato il 168° corso dell’Accademia Militare di Modena, laureandosi in
scienze dell’informazione, il 126° corso di Stato Maggiore a Civitavecchia e il 7° corso presso l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze a Roma.
Tra le sue esperienze in campo internazionale, il comando Nato di reazione rapida a Rheindahlen e la partecipazione alla missione Isaf a Kabul nel 2006.
Il colonnello Galletti, che ha ceduto il comando del 66° reggimento Trieste dopo ventuno mesi, è ora destinato al Comando militare Esercito di Firenze.
Durante il suo periodo di comando ha partecipato con il reggimento alle esercitazioni: Pegaso 2009 nella sede di Civitavecchia in vista del succe
ssivo impiego in teatro operativo libanese nell’ambito dell’operazione Leonte VII; alla Noble Strike 2010 e alla Noble Light 2010, quali validazioni di una delle pedine operative terrestri alle dipendenze della brigata Friuli a sua volta inquadrata nell’ambito della forza di reazione rapida a disposizione dell’ Alleanza Atlantica.
Alla cerimonia era presente il comandante della brigata aeromobile Friuli di Bologna, generale Filippo Camporesi, che dopo il discorso di saluto ai soldati aeromobili e agli intervenuti ha rimarcato il costante impegno e la dedizione con cui
quotidianamente gli uomini e le donne in divisa pongono nell’assolvimento dei propri compiti.
Il comandante Camporesi ha rivolto parole di stima e gratitudine nei confronti del comandante cedente e ha rivolto i propri migliori auguri a quello subentrante.
Alla cerimonia erano prese
nti il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, il prefetto, Angelo Trovato, il presidente della Provincia, Massimo Bulbi, il questore, Antonino Cacciaguerra, e i sindaci di località limitrofe.
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Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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lunedì, aprile 11th, 2011 378 views
Sono passati sessantasei anni esatti da quando l’11 aprile 1945 i soldati del gruppo di combattimento Friuli liberarono dopo 127 giorni d’assedio la città di Riolo in provincia di Ravenna.
Era un altro passo verso la liberazione della città di Bologna, avvenuta dieci giorni più tardi.
A Zattaglia, situata in provincia di Ravenna tra Brisighella e Riolo Terme, la brigata aeromobile Friuli, attuale erede e custode del gruppo di combattimento omonimo, ha partecipato ieri 10 aprile alla celebrazione del 66° anniversario della Liberazione con una cerimonia commemorativa in onore dei suoi 241 caduti.
Là dove il 10 febbraio 1945 il gruppo di combattimento Friuli era
in linea sulle posizioni difensive del Senio, oggi si trova il sacrario in onore dei 241 caduti sul fronte italiano della Friuli ricostituita come 1° gruppo di combattimento del rinato Esercito Italiano.
Fu proprio nei giorni immediatamente successivi quel 10 aprile di sessantasei anni fa, ricorda il comunicato della brigata aeromobile Friuli, che il gruppo di combattimento Friuli, “forzato di slancio il fiume a costo di gravi perdite, liberò Riolo, Isola, Rivola e Casola Valsenio. Di lì a pochi giorni la sua avanzata avrebbe eliminato ogni ulteriore resistenza nemica, proseguendo verso Bologna, liberata il 21 aprile 1945”.
La commemorazione è avvenuta presso il sacrario di Zattaglia. Tra
i comuni presenti, le rappresentanze di Riolo Terme, Casola Valsenio e Brisighella, i gonfaloni e i membri dell’Associazione nazionale reduci della Friuli.
Con l’occasione il comandante della brigata aeromobile Friuli, il generale di brigata Filippo Camporesi, è intervenuto sottolineando il legame che unisce la brigata al gruppo di combattimento (foto).
Gli onori ai caduti sono stati resi da un picchetto armato del 66° reggimento aeromobile Trieste.
Dopo la deposizione delle corone e l’alzabandiera alla croce marmorea della Friuli (foto), è stata celebrata una messa e
depositata una corona in memoria dei caduti presso la lapide già inaugurata nel 2009 in memoria del capitano Giulio Ruzzi, decorato di medaglia d’oro alla memoria al valore dell’Esercito, caduto in Somalia nella operazione Ibis 2 il 6 febbraio 1994.
Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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martedì, febbraio 1st, 2011 383 views
Si è conclusa il 27 gennaio scorso l’esercitazione Face Off che ha visto impegnati nel poligono di Monteromano due reparti della brigata Friuli, precisamente il reggimento Savoia Cavalleria (3°) e il 66° reggimento Trieste, con il coinvolgimento di assetti di volo del 7° reggimento Aves Vega.
L’esercitazione, finalizzata a perfezionare il livello addestrativo di un plotone esplorante e della squadra comando del primo squadrone del reggimento Savoia Cavalleria, unità già individuata per costituire l’assetto Joint Rapid Response Force (JRRF), è stata giocata in un ambito operativo di risposta alla crisi (Crisis Response Operations, CRO).
Il punto cruciale dell’esercitazione è stato rappresentato dall’attività di scorta a un convoglio logistico in presenza di minacce da neutralizzare. La sfida ha visto impegnato anche un plotone aeromobile del 7° Vega, partito da Rimini con assetti di volo a cui sono state comunicate le coordinate di intervento durante l’avvicinamento sull’obiettivo.
La puntuale neutralizzazione della minaccia e il ripristino della viabilità del convoglio hanno confermato il livello di preparazione raggiunto dagli esercitati, chiudendo positivamente l’esercitazione.
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Fonte: Brigata Aeromobile Friuli
Foto: Brigata Aeromobile Friuli
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mercoledì, settembre 29th, 2010 252 views
Discesa in corda dalla torre di ardimento, marcia notturna e tanto, tantissimo lavoro di squadra. Per tre giorni sedici dirigenti della banca Unicredit si sono messi in discussione sul terreno, lontano dalle scrivanie e dalle quotazioni di borsa per provare il proprio coraggio e la capacità di fare gruppo.
L’attività formativa, che ha avuto come scopo proprio quello di migliorare le dinamiche di gruppo in condizioni di stress fisico e mentale, si è svolta dal 27 al 29 settembre nella caserma De Gennaro di Forlì, sede del 66° reggimento aeromobile Trieste.
Chi ha lasciato la cravatta e la camicia per vestire la mimetica per una avventura altamente operativa si è trovato coinvolto in una serie di prove di coraggio e resistenza fisica da veri rambo, ma sempre sotto l’occhio vigile di sei ufficiali e sottufficiali istruttori del reggimento ospitante.
L’intera attività, di profilo prettamente pratico, è stata diretta e coordinata dall’Ufficio orientamento e sviluppo professionale dello stato maggiore dell’Esercito – Dipartimento impiego del personale.
Da domani i sedici dirigenti che rivestiranno i loro panni negli uffici della Unicredit avranno nel loro curriculum anche una missione con il 66° reggimento Trieste, ciò significa che saranno praticamente pronti ad affrontare ogni sfida.
Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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mercoledì, giugno 30th, 2010 326 views
La brigata aeromobile Friuli di Bologna si riconferma Nrf brigade. Sarà dunque di nuovo la Friuli la prossima brigata di Nato Response Force (Nrf) nell’imminente turno di Nrf 16, dopo il turno Nrf 9 nel 2007; e lo sarà ancora con il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) come comando terrestre.
Un ruolo quello della Friuli validato nell’ultima esercitazione nazionale denominata Noble Strike 10 e tenutasi dal 21 al 25 giugno scorsi presso la caserma Mameli di Bologna, dove una delegazione di ufficiali di Nrdc-Ita guidata dal colonnello inglese Stephen Williamson (nella foto in basso, a destra) ha visitato il posto comando allestit
o nel comprensorio sportivo della stessa caserma bolognese.
La Noble Strike 10 ha coinvolto il personale del comando brigata, gli elementi chiave del 66° reggimento aeromobile Trieste e dei reparti che hanno concorso allo sviluppo dell’intera attività. In tutto circa 180 militari che hanno partecipato all’ultima esercitazione prevista in ambito nazionale.
Dal 1° luglio, infatti, inizia il semestre di preparazione in ambito Nato, con il ripasso della dottrina e con due importanti esercitazioni all’orizzonte: la Noble Light 10 e la Steadfast Juno. Entrambe con Nrdc-Ita per arrivare preparatissimi all’appuntamento del 1° gennaio 2011 con Nrf 16.
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Fonte: brigata Friuli
Foto: brigata Friuli
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giovedì, giugno 10th, 2010 162 views
Si svolgerà domani 11 giugno a partire dalle 11.00 nella caserma Mameli di Bologna la cerimonia di saluto alla brigata aeromobile Friuli in rientro dall’operazione Leonte 7 in Libano.
In programma, oltre agli onori alla bandiera di guerra del 66° reggimento fanteria Trieste e allo stendardo del reggimento Savoia Cavalleria (3°), anche la consegna della Croce di Bronzo di Merito dell’Esercito ai familiari del maggiore Giuseppe Perna, deceduto nel 2006 per un incidente stradale a poche ore dal suo rientro dal teatro operativo iracheno dove era impegnato nell’ambito della missione Antica Babilonia.
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Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: www.esercito.difesa.it
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venerdì, aprile 9th, 2010 234 views
Di casa ovunque. Sono infatti sempre più cittadini del mondo i fanti del 66° reggimento aeromobile Trieste: dopo la cittadinanza onoraria di Herat, ricevuta in Afghanistan nel 2008 durante il periodo di comando del Prt 9 nella missione Isaf, ora arriva un altro prestigioso conferimento in Libano, la cittadinanza onoraria di Ma’rakah.
E’ lì nel sud del Libano che i fanti del 66° Trieste costituiscono l’unità di manovra Italbatt 1 nell’ambito del Settore Ovest della missione Unifil. Ed è lì che operano quotidianamente pattugliando l’area nella provincia di Tiro di cui sono responsabili dal 30 ottobre 2009. Il loro compito prevede la stretta collaborazione con le Forze Armate Libanesi (LAF) e le autorità governative per la stabilizzazione dell’area secondo quanto disposto dalla risoluzione Onu 1701.
Un lavoro quotidiano che gli uomini del colonnello Franco Galletti, comandante del 66° reggimento aeromobile Trieste che in Italia ha sede nella caserma de Gennaro di Forlì, svolgono assiduamente e con discrezione.
Significative le parole del sindaco di Ma’rakah, Hassan Assad Saad, che ha motivato la concessione della cittadinanza onoraria con l’apprezzamento “per la costante presenza assidua ma discreta tra la popolazione” dei fanti italiani. Non solo. Nel discorso tenuto durante la cerimonia di mercoledì 7 aprile alla presenza dei militari dell’Italbatt 1 e della giunta municipale di Ma’rakah, il sindaco ha sottolineato il rispetto dovuto “a chi ha lasciato le proprie case e le proprie famiglie per svolgere il proprio dovere senza ambizioni personali o interessi, ma solo per onorare la divisa indossata e il proprio paese”.
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Fonte: Sector West Unifil
Foto: Sector West Unifil
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