lunedì, gennaio 30th, 2012 97 views
Ci tiene a sottolinearlo e ha tutte le ragioni del mondo, essendo il “Combat Camera Ufficialmente Riconosciuto per l’aeronautica Militare Italiana Team ASAAT comandato dal Colonnello Pilota Luigi Casali con base in Shindand”, come ci ha specificato.
Luciano Maximilian My, questo il nome come da profilo in Facebook, è l’autore di due delle foto inserite nell’articolo Al via l’addestramento dei piloti della “giovane Aeronautica Militare Afgana”, pubblicato il 14 dicembre 2011.
Le foto erano state pubblicate con la citazione della fonte, “Foto: RC-W ISAF”, come da prassi, dato che proprio l’RC-W (Regional Command-West) ISAF ce le ha fornite in aderenza alle
procedure di rilascio dei comunicati stampa e relativi materiali ai media.
Paola Casoli il Blog ringrazia Luciano Maximilian My per la precisazione e incoraggia l’invio di materiale fotografico per favorire la divulgazione e la conoscenza del lavoro svolto dagli specialisti delle Forze Armate italiane nel mondo.
Articolo correlato:
Al via l’addestramento dei piloti della “giovane Aeronautica Militare Afgana”, con il contributo dei colleghi dell’Aeronautica Italiana dell’NTM-A (13 dicembre 2011)
Foto: Luciano Maximilian My, Combat Camera ASAAT/RC-W ISAF
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martedì, dicembre 20th, 2011 167 views
Due giorni di visita con aggiornamenti operativi a contatto con uomini e mezzi impiegati nell’area di responsabilità italiana al comando del generale Luciano Portolano.
Domenica 18 dicembre il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha visitato dapprima le Forward Operating Base (FOBs) sedi della task force South di Farah, su base 152° Reggimento Sassari, e della task force South-East, su base reggimento San Marco della Marina Militare, a Bakwa e in Gulistan.
In ogni FOB il ministro ha salutato le Bandiere di guerra custodite presso i vari Posti comando e ha ricevuto un aggiornamento operativo dai comandanti, incontrando il personale libero da impegni operativi.
A Herat il ministro Di Paola ha visitato l’Aviation Battalion, su base 5° reggimento Rigel dell’Aviazione dell’Esercito, la JATF (Joint Air Task Force), su base Aeronautica Militare, e ha incontrato i key element dello staff di RC-W per un aggiornamento informativo e operativo sulle principali operazioni in corso e future del comando regionale a guida brigata Sassari.
Nella mattinata di ieri 19 dicembre il ministro ha concluso la sua visita a Camp Arena portando il saluto del governo e lasciando gli auguri per le prossime festività.
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L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog
Il ministro Giampaolo Di Paola in Paola Casoli il Blog
La JATF in Paola Casoli il Blog
Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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martedì, novembre 15th, 2011 179 views
Lo scorso 11 novembre, presso l’aeroporto Amiko (Aeronautica Militare Italiana in Kosovo) di Gjacova/Djakovica, alla presenza del Comandante del contingente italiano in Kosovo, colonnello Vincenzo Cipullo, si è svolta la cerimonia di passaggio delle consegne al vertice della Task Force Air (TFA) di Gjacova/Djakovica tra il colonnello Andrea Massucci, comandante uscente, e il colonnello Franco Trozzi, comandante subentrante.
Il colonnello Massucci ha lasciato il comando della TFA dopo oltre sette mesi per rientrare in Italia allo stato maggiore dell’Aeronautica presso il 3° Reparto. Nel suo intervento di saluto, come riporta il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa, il colonnello ha “evidenziato come i sette mesi di comando siano stati una esperienza indimenticabile sia dal punto di vista umano, poiché ha avuto modo di assaporare il sentimento vero di amicizia del popolo kosovaro, e sia dal punto di vista professionale, poiché, ancora una volta ha avuto conferma del grande valore che il personale dell’Aeronautica Militare riesce ad esprimere quando opera fuori dai confini nazionali”.
Mentre il colonnello Trozzi nel suo intervento ha ricordato che “nel giugno del 1999, ai comandi di un elicottero HH3F dell’Aeronautica Militare sorvolava questi luoghi avendo a bordo una delegazione di esperti alla ricerca di un’area idonea alla costruzione di un aeroporto militare. Ciò era solo l’inizio di uno sforzo che ha visto nascere e poi crescere l’aeroporto AMIKo fino a farlo diventare cio’ che e’ oggi; un fiore all’occhiello dell’Aeronautica Militare che dà lustro alle nostre Forze Armate e all’Italia tutta”.
All’evento erano presenti le più alte autorità civili e religiose della città di Gjacova/Djakovica, oltre a una rappresentanza del personale militare italiano e straniero impiegato in Kosovo.
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L’aeroporto Amiko in Paola Casoli il Blog
Fonte: stato maggiore Difesa
Foto: stato maggiore Difesa
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giovedì, novembre 10th, 2011 140 views
Martedì 8 novembre a Camp Arena, a Herat, nella zona occidentale afgana a responsabilità italiana nell’ambito della missione ISAF, si è svolta la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello pilota Gianluca Ercolani, cedente, e il colonnello pilota Alessandro De Lorenzo, subentrante, al comando della Joint Air Task Force (JATF).
Presente all’evento il generale Luciano Portolano, comandante del Regional Command West (RC-W), di cui la JATF costituisce un assetto su base prevalentemente Aeronautica Militare.
La JATF gestisce i velivoli ad ala fissa e Marina Militare con
assetti ad ala rotante oltre a una componente di terra di aviorifornitori dell’Esercito Italiano, il cui compito è quello di assemblare i materiali da aviolanciare.
Fanno parte degli assetti di volo ad ala fissa i caccia AM-X, con più di 3900 ore di volo, inquadrati nel Task Group Black Cats e gli UAV Predator, con circa 7400 ore di volo, inquadrati nel Task Group Astore, con compiti di sorveglianza e ricognizione del territorio e supporto alle truppe a terra.
Il trasporto del personale all’interno del teatro operativo è assicurato dai C 130 J e i C 27 J, con circa 5300 ore di volo, inquadrati nel Task Group Albatros; questi velivoli garantiscono l’aviolancio con sistema CDS (Container Delivery System) di materiali per il rifornimento delle Foward Operating Base (FOB), garantendone così l’operatività e la sopravvivenza logistica.
I velivoli ad ala rotante sono gli elicotteri EH-101 della Marina Militare con circa 800 ore di volo, inquadrati nel
Task Group Shark per operazioni per lo sgombero sanitario, il trasporto del personale e dei rifornimenti.
Nel corso della cerimonia di avvicendamento è stato ricordato il Sargento Primero spagnolo Joaquin Moja Espejo, recentemente deceduto nel settore nord dell’RC-W sotto comando italiano.
Articoli correlati:
Sulla Joint Air Task Force (JATF):
Missione NATO ISAF, Regional Command West: mille sono i pallet aviolanciati in due anni sui cileli
di Herat (5 agosto 2011)
L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog
ISAF in Paola Casoli il Blog
Fonte: RC-W
Foto: RC-W
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domenica, settembre 18th, 2011 220 views
Si è svolto lunedì scorso, 12 settembre, nella Task Force Air (TFA) di Al Bateen (Emirati Arabi Uniti), il passaggio di consegne al comando della TFA tra il colonnello Claudio Icardi, comandante uscente, e il colonnello Luca Spuntoni, comandante subentrante.
Nell’occasione, il colonnello Icardi ha evidenziato il sensibile incremento della qualità del servizio fornita al personale in transito quale effetto dell’attenta azione di ottimizzazione delle risorse umane e dei materiali operata durante il suo periodo di comando.
Il colonnello Spuntoni ha da parte sua espresso la consapevolezza della grande professionalità con cui è stato svolto il lavoro, esortando a un utilizzo della forza acquisita per rendere sempre più adeguate “le risposte alle nuove sfide che il reparto sarà chiamato ad affrontare”.
La TFA, l’ex 7° ROA che nel 2005 trasportava una media di cinquanta persone al giorno, è impegnata nel sostegno alle operazioni ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan e NTM-I (NATO Training Mission in Iraq); dispone di due velivoli da trasporto C-130J con un organico complessivo di circa 100 uomini.
Al personale dell’Aeronautica Militare, il cui nucleo principale è costituito dagli equipaggi di volo e specialisti della manutenzione, si aggiunge personale delle altre Forze Armate. Il Reparto opera dal 2002, senza soluzione di continuità, con il costante supporto logistico della 46^ Brigata Aerea e del 3° Stormo Supporto Operativo di Villafranca di Verona.
Articolo correlato:
Aeronautica, le basi di Herat e al-Bateen (18 agosto 2005)
Fonte: stato maggiore Difesa
Foto: congedatifoglore.it – (da sx) i piloti, (sotto l’ala) l’assitenza tecnica, (alla rampa del c-130) i loadmaster dell’eguipaggio, (alla loro dx con il giubbettino catarifrangente) la JMOU ( responsabile dell’handling di materiali, gestione dei transiti e dell’aassistenza al personale, che dipende dal comando logistico di proiezione) e (al centro) l’area supporto amministrativo, comunicazioni, controllo e comando; aeronautica.difesa.it
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martedì, giugno 7th, 2011 130 views
Da ieri 6 giugno e fino al prossimo 10 giugno i jet Sukhoi dell’Aeronautica Russa e gli F-16 delle Aeronautiche di Polonia e Turchia, paesi facenti parte della Nato, si esercitano insieme nei cieli dell’est europeo, sopra Polonia e Mar Nero.
Come sottolinea Armed Forces International che ne dà notizia, si tratta della prima esercitazione militare che vede aerei da combattimento russi addestrarsi con i colleghi polacchi e turchi, che sono membri dell’Alleanza Atlantica.
L’esercitazione, nominata Vigilant Skies 2011, si svolge su uno scenario che ripropone le minacce terroristiche di attualità per testare l’efficacia della Nato-Russia Council Cooperative Airspace Initiative (NRC CAI) stabilita tra Nato e Federazione Russa, e destinata a garantire la sicurezza dei viaggiatori dei cieli dei rispettivi spazi aerei.
Per dare modo alla Nato di iniziare a verificare la raggiunta capacità operativa del CAI, i jet da combattimento coinvolti nella Vigilant Skies 2011 devono affrontare due missioni antiterrorismo nei cieli.
La prima vede impegnati oggi 7 giugno un paio di F-16 multiruolo polacchi, che decollano da Cracovia, alle prese con un volo sotto attacco terroristico da intercettare e seguire prima di essere passato in consegna ai jet da combattimento russi.
Una missione che prevede una lotta simulata a bordo dell’aereo dirottato con il lieto fine per gli esercitati, ma con la distruzione dei sistemi di navigazione dell’aeromobile. Un incidente che permetterà di testare le capacità russe nel condurre l’aereo dirottato alla salvezza, con atterraggi
o a Malbork, in Polonia.
La seconda missione, prevista per domani 8 giugno sui cieli del Mar Nero, simula un altro volo dirottato, ma in assenza di comunicazioni. In questo caso saranno i turchi insieme con i russi a cooperare nell’intercettazione dell’aereo in mano ai terroristi.
Leggi anche Ex Bold Monarch 11, la prima volta del sottomarino russo con la Nato (31 maggio 2011)
Fonte: Armed Forces International, NATO
Foto: logo CAI da Polish Air Navigation Services Agency, Sukhoi russo Su-30 da News from Poland
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lunedì, dicembre 6th, 2010 1.741 views
Si è concluso ieri il Salone della Giustizia di Rimini, a cui la Difesa ha partecipato con un proprio stand nel padiglione espositivo dedicato alla sicurezza dando l’opportunità di conoscere da vicino la realtà militare e le attività svolte quotidianamente per la sicurezza dei cittadini.
All’interno dello stand ha trovato posto una sala operativa congiunta appositamente ricostruita dal personale del 4° Reparto tecnico manutentivo dell’Aeronautica Militare e del 121° reggimento Artiglieria contraerea dell’Esercito. Ciò ha permesso ai visitatori di conoscere direttamente le operazioni svolte a tutela e sicurezza dello spazio aereo nazionale. Altrettanto interesse hanno suscitato gli assetti della Marina Militare e dei Carabinieri, esposti nello stand dove erano presenti rappresentanti delle quattro Forze Armate.
Ieri, ultima delle quattro giornate espositive, il ministro della Giustizia Angelino Alfano (foto) si è rivolto ai militari esprimendo la sua più profonda gratitudine “per ciò che ogni giorno fanno per la Patria e per ciascun italiano”.
Fonte: stato maggiore Difesa
Foto: stato maggiore Difesa
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mercoledì, gennaio 20th, 2010 705 views
“Stiamo salpando”. L’annuncio della partenza di nave Cavour dal porto di Civitavecchia alla volta di Haiti viene dato telefonicamente da bordo dal tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi (foto), poco dopo le 17 di oggi 20 gennaio.
Si tratta dell’operazione White Crane che vede coinvolta la portaerei Cavour della Marina Militare in soccorso alla popolazione della Repubblica di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio.
Un’operazione interforze (joint), più di 800 i militari imbarcati appartenenti alle quattro Forze Armate, e multinazionale (combined), poiché prevede l’imbarco in Brasile di medici militari delle Forze Armate brasiliane e probabilmente di alcuni elicotteri.
“Ci vorranno una decina di giorni per arrivare a Port-au-Prince – ha spiegato Carosella – quindi arriveremo a destinazione il 29 o 30 gennaio prossimi”.
La portaerei Cavour, varata il 20 luglio 2004 e consegnata da Fincantieri alla Marina Militare il 27 marzo 2008, può trasportare fino a 20 tra aerei ed elicotteri ed è in grado di ricoverare forze e mezzi anfibi.
L’area ospedaliera di bordo dispone di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-Tac, una sala trattamento ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.
Dal momento della sua consegna alla Marina, nave Cavour è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Il dispositivo nazionale interforze che svolgerà l’operazione White Crane, come si legge dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa (smD), è strutturato – oltre che da nave Cavour per la Marina Militare con oltre 500 membri di equipaggio, personale di force protection, personale e direttore sanitario e sei elicotteri medi da trasporto – anche da uomini e mezzi dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri.
Così specifica smD:
l’Esercito Italiano fornisce una task force a livello di compagnia, che comprende anche un plotone di force protection, un plotone trasmissioni, 15 mezzi ruotati e cingolati per il movimento terra, 20 autoribaltabili, 5 autogru e personale sanitario;
l’Aeronautica Militare fornisce un assetto di force protection, un team base operations per il coordinamento delle attività aeree e personale sanitario;
i Carabinieri forniscono un nucleo di polizia militare e personale sanitario.
La cosiddetta forza di reazione rapida nazionale, ovvero il comando operativo del COI ad alta prontezza operativa Italian Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) già validamente impiegato per l’emergenza terremoto all’Aquila con l’Operazione Gran Sasso, non risulta al momento impiegato se non per una prima attività ricognitiva con un contributo di due uomini in ambito interagency partiti per Haiti lo scorso 13 gennaio.
Non è da escludere tuttavia una attivazione progressiva dell’Ita-JFHQ.
Fonte: smD, fonti proprie.
Foto: Marina Militare Italiana
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giovedì, agosto 18th, 2005 167 views
pubblicato da Pagine di Difesa il 18 agosto 2005
Herat, Afghanistan – al-Bateen, Abu Dhabi – Un campo base di 62mila metri quadrati, cioè una superficie pari a circa sette campi di calcio, capace di ospitare un migliaio di militari e di assicurare il supporto logistico alle forze dei 4 Provincial Reconstruction Team (Prt) presenti nell’area occidentale dell’Afghanistan. E’ la Forward Support Base (Fsb), l’aeroporto di Herat sviluppatosi in 60 giorni sul prato brullo che ricopriva una pista di 46 anni fa deteriorata dal tempo e dall’uso in periodi alterni.
Quasi 200 militari italiani, che costituiscono la task force Aquila sotto il comando del colonnello Paolo Massari, e 400 spagnoli con assetti elicotteristici e con la Quick Reaction Force trovano alloggio in una base progettata e gestita da italiani. Il vicecomandante responsabile del supporto tecnico, logistico e operativo a tutte le unità è lo stesso colonnello Massari. La guida della Fsb è spagnola dallo scorso 18 maggio.
Il 31 maggio il generale di brigata Giuseppe Santangelo è diventato Regional Area Coordinator West (Rac W): da allora la Fsb è passata sotto il controllo operativo della missione International Security Assistance Force (Isaf) in Afghanistan. “Da quel momento – spiega il colonnello Massari – siamo diventati parte integrante del dispositivo di Isaf”.
Oggi, a certificazione di Initial Operation Capability ottenuta lo scorso 1° giugno, la Fsb può contare su un sistema di impianto voli notturni a cinque diverse intensità luminose “da utilizzare anche per i voli diurni invernali” precisa Massari. La torre di controllo, costruita con la struttura del terminal, è stata restaurata e il nuovo terminal ha gestito tra il 15 marzo e il 15 luglio circa 5.000 passeggeri, 2.000 voli e 4.700 tonnellate di materiali.
“I nostri uomini provvedono sia ai voli civili che ai voli militari” chiarisce il colonnello Massari. Su questa pista atterrano e decollano anche le due compagnie aeree afgane: Ariana, la linea preferita dal ministro dell’Energia Ismail Khan, e Kam Air, la linea aerea con cui viaggiava il capitano di fregata Bruno Vianini quando perse la vita lo scorso 3 febbraio in fase di organizzazione della Fsb e del Prt di Herat.
Nel campo sono presenti: un centro per le telecomunicazioni con sistemi satellitari (la sala operativa è stata approntata in quattro ore); il servizio antincendi composto da una dozzina di uomini; un ospedale da campo spagnolo con capacità di pronto soccorso e stabilizzazione; una unità sanitaria che dedica tre giorni a settimana alle visite mediche per il personale afgano. Nell’aeroporto c’è un deposito carburanti che consente di rifornire tutti gli aeroplani, mentre nella struttura di protezione della base si sta integrando in questi giorni un plotone sloveno.
Oggi la Fsb è un centro amministrativo di intendenza ed è la prima volta che un servizio amministrativo dell’Aeronautica militare supporta in teatro operativo forze armate Nato. Ma fino a cinque mesi fa l’area dove ora sorge la base aeroportuale era desertica e poteva celare mine o altri ordigni inesplosi.
“Gli artificieri del Eod (disattivazione ordigni esplosivi, ndr) dell’Aeronautica hanno bonificato il terreno – rende noto il colonnello Massari – e finora hanno rinvenuto solo armamento da lancio, quasi totalmente materiale russo”. In tutto sono stati bonificati 400mila metri quadrati di terreno e il compound è difeso da un battaglione di protezione locale con capacità Eor-Eod (riconoscimento-disattivazione ordigni esplosivi) e Nbc (difesa da minaccia nucleare, biologica, chimica).
Herat e l’Afghanistan, insieme con l’Iraq, sono i due teatri operativi a cui si accede passando attraverso la base del 7° Reparto operativo autonomo (Roa) di al-Bateen ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), nata il 1° settembre 2003. L’incremento di Herat, ancora più evidente in questi giorni di schieramento delle forze di supporto alle elezioni, richiede un potenziamento del 7° Roa.
“Per la base di Al Bateen – spiega il colonnello Diego Regali, comandante della base negli Emirati Arabi – si sta valutando un aumento di uomini e mezzi. Nella base ci sono oggi un centinaio di uomini, un contingente nazionale interforze che rende possibili cinque ore di volo al giorno da e per Afghanistan e Iraq con un trasporto medio di 50 persone al giorno, oltre a eventuali materiali. In un anno e mezzo sono transitate 35mila persone”.
Le missioni supportate dalla base aerea negli Emirati Arabi sono tutte a rischio medio-alto e i C-130J da e per i teatri operativi viaggiano armati sotto il profilo della sicurezza, cioè adottano un sistema di autoprotezione per sfuggire a ogni rischio.
L’attività intensa e i progetti di ampliamento (per la Fsb è in atto un progetto di espansione con fondi Nato e sembra che una banca di investimenti asiatica voglia finanziare la costruzione di una nuova pista) non mutano la certezza, confermata da entrambi i comandanti dell’Aeronautica, di “essere ospiti ad al-Bateen” e “fruitori della pista di Herat”.
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Posted in 2005, Afghanistan, Forze Armate, Iraq, past papers | No Comments »