giovedì, gennaio 19th, 2012 219 views
Si è conclusa nella provincia di Herat, settore centrale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari al comando del generale Luciano Portolano, l’operazione congiunta denominata Upper Hand con l’arresto di ventitré sospetti ribelli e il sequestro di un quantitativo significativo di esplosivo, pronto all’uso per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices).
La notizia arriva dal comunicato stampa dell’RC-W di ISAF datato 18 gennaio e sottolinea come questa specifica fase della cosiddetta transition, o transizione della responsabilità della sicurezza alle forze afgane, si sia realizzata già in 13 dei 16
distretti in cui si suddivide la provincia di Herat.
L’operazione è stata condotta dalla Task Force Center, su base 66° reggimento aeromobile Trieste, dalle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANFS) e da assetti di altre forze ISAF, per un totale di circa 900 uomini.
L’obiettivo era quello di contrastare l’espansione del terrorismo nei territori a nord della città di Herat, fino ai confini con il Turkmenistan, e di favorire la distribuzione di aiuti umanitari a sostegno della popolazione civile.
La conclusione dell’operazione rappresenta un ulteriore passo verso un maggiore consenso, importante elemento per la buona riuscita dell’attività in teatro, e verso il completamento di un’altra fase della transizione.
Con l’intensificarsi dell’attività di traferimento della responsabilità alle forze di sicurezza afgane si avvicina anche la diminuzione dei militari italiani dispiegati in teatro afgano, prevista per la fine del 2012, come ha fatto sapere ieri il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola nell’intervento alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato.
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Afghanistan: italiani via a partire da fine 2012. Transition rischiosa avverte ministro Di Paola (18 gennaio 2012)
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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mercoledì, gennaio 18th, 2012 132 views
Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha riferito oggi alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato che le prime riduzioni del contingente italiano impegnato in Afghanistan avverrano verso la fine del 2012.
Sta per intensificarsi ulteriormente, dunque, la fase della cosiddetta transition, ovvero il passaggio della responsabilità sul territorio alle forze di sicurezza afgane.
Una fase non priva di rischi per i 4.200 militari italiani impegnati nell’area, in quanto potrebbero verificarsi “colpi di coda” dei ribelli, come ha avvertito il ministro Di Paola nella sua informativa.
Storicamente l’area di responsabilità degli italiani è l’Afghanistan occidentale, dove ha sede il Regional Command West ISAF di Herat attualmente su base brigata Sassari, al comando del generale Luciano Portolano.
Dalla fine di marzo sarà la brigata Garibaldi ad assumere la responsabilità dell’area, al comando del generale Luigi Chiapperini.
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L’area di responsabilità italiana in Afghanistan in Paola Casoli il Blog
Fonti: Ansa, Blitz, T-mag
Foto: difesa.it
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giovedì, gennaio 12th, 2012 56 views
Si è conclusa nel settore sud dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari, l’operazione congiunta The discovery of the North 2, come si apprende dal comunicato stampa dell’RC-West.
L’operazione ha portato all’arresto di sei sospetti ribelli e al sequestro di un’importante quantitativo di esplosivo, utile per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED).
L’obiettivo dell’operazione, condotta dalla Task Force South su base 152° reggimento Sassari e dalle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANFS), oltre che da assetti genio di altre forze ISAF, era il contrasto dell’espansione del terrorismo in due distretti distanti circa 50 chilometri dalla città di Farah.
L’operazione, specifica il comunicato, si inquadra nelle attività operative che il Comando di RC-West pianifica e coordina per contrastare le attività terroristiche dei ribelli favorendo la libertà di movimento e la sicurezza in tutta l’area di responsabilità.
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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giovedì, gennaio 12th, 2012 55 views
Combattiamo da quindici anni per dare vita a un governo islamico in Afghanistan “concordemente alle richieste del nostro popolo”. Non saranno dunque i previsti colloqui a Doha, nel Qatar, a mettere fine all’impegno dei talebani.
Questo il senso del messaggio del portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid in relazione ai prossimi colloqui per la pace in Afghanistan previsti a Doha, dove il movimento jihadista ha acconsentito all’apertura di un ufficio di rappresentanza apposito.
“Proprio con l’intento di dare pace e stabilità all’Afghanistan”, dice Mujahid, qui via Npr che riporta AP, “abbiamo incrementato i nostri sforzi politici in modo da pervenire a una comprensione reciproca con il mondo e risolvere la situazione. Ma questa comprensione non significa una resa da parte della jihad e tantomeno c’è connessione o accettazione con la costituzione dell’’amministrazione-lacché’ di Kabul”.
Per i talebani il governo di Kabul è un prodotto occidentale, con il presidente Hamid Karzai considerato un lacché degli americani.
Ma alla base dell’accettazione dei colloqui, il presidente Karzai aveva espressamente richiesto la rottura dei legami con al-Qaeda e il riconoscimento della costituzione afgana.
Elementi che sono apparsi da subito come nodi di discussione difficili da sciogliere, viste le premesse, ma che allo stesso tempo consentono di sedersi al tavolo delle trattative avendo molto materiale da discutere.
Del resto è proprio il coinvolgimento nei colloqui lo strumento per una conversione del movimento da militante combattente a parte politica.
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Afghanistan: stop ai legami con al-Qaeda: solo così a Doha si potrà parlare di pace tra talebani e Karzai (27 dicembre 2011)
Fonte: Npr/AP
Foto: Reuters/ibnlive
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mercoledì, gennaio 4th, 2012 155 views
L’esplosione dell’ordigno improvvisato, IED, è avvenuta alle 16.15 locali (le 12.45 in Italia), nel corso di una pattuglia operativa a circa 12 chilometri a nordest dalla Forward Operating Base (FOB) Lavaredo, si apprende dal comunicato stampa del Regional Command West (RC-W) ISAF di Herat.
La pattuglia rientra nell’operazione di contrasto all’infiltrazione di ribelli Southern Slash, condotta dal 152° reggimento Sassari e dal reggimento San Marco.
Un veicolo tattico multiruolo leggero (VTLM) Lince della Task Force Sud – Est, su base reggimento San Marco della Marina Militare, è stato coinvolto in un’esplosione a seguito della quale un militare italiano è rimasto leggermente ferito.
Il militare è stato trasportato in elicottero nell’ospedale da campo di Farah. E’ ferito lievemente ed è sempre rimasto cosciente, potendo così comunicare direttamente con i propri familiari.
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: il VTML Lince è del forum Aerei Militari
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venerdì, dicembre 30th, 2011 98 views
Il rugby potrebbe spiazzare lo sport nazionale afgano del buzkashi, il polo giocato con la carcassa di capra decapitata.
E non solo per il semplice fatto che un cavallo per giocare a buzkashi costa e ben poche società sportive afgane se lo possono permettere, ma proprio perché gli afgani sembrano proprio fatti per il rugby, a detta dei più appassionati.
Così il calcio d’inizio del primo torneo di rugby in Afghanistan di venerdì 23 dicembre ha acceso molte speranze, tanto che i più entusiasti, fa sapere un articolo di RugbyRugby, vedono nelle azzuffate del rugby una pratica sportiva molto simile al buzkashi, ma senza i costosi cavalli.
“E’ il nuovo buzkashi”, ha confermato Asad Ziar, il CEO dell’Afghan Rugby Federation (ARF) che solo il mese scorso si è affiliata all’Asian Rugby Football Union. “Siamo gente rude e dura, siamo fisicamente tagliati per questo gioco energico e veloce”, ha sottolineato Ziar.
Con questa convinzione c’è da credere che davvero il rugby potrà spiazzare non solo lo sport nazionale afgano, ma anche il cricket e il calcio, recentemente entrati nel gusto locale.
Per il momento l’ARF conta solo 220 iscritti. Ancora pochi per puntare alla diffusione del gioco in tutto l’Afghanistan. Ma la curiosità destata nei giovani spettatori al torneo sponsorizzato dall’ambasciata britannica a Kabul, dove si sono incontrate dieci squadre provenienti da quattro province per sette incontri in due giorni, promette bene.
L’aspetto difficile, al momento, è trovare allenatori che capiscano il gioco, ha spiegato Steve Brooking, inglese di Bristol, in Afghanistan con le Nazioni Unite e consulente tecnico nell’ARF. Ma i giocatori sono convinti che con il giusto supporto il rugby possa davvero decollare in tutto l’Afghanistan.
Fonte: rugbyrugby.com
Foto: bestourism.com
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martedì, dicembre 27th, 2011 149 views
Undici punti irrinunciabili sono alla base dei prossimi colloqui con i talebani per la pace in Afghanistan che si terranno a Doha, la capitale del Qatar.
Undici punti redatti dall’Alto Consiglio per la pace afgano di cui è stata messa al corrente la Reuters, che riporta la notizia, qui via Huffington Post, e che rappresentano le condizioni imprescindibili per l’accesso ai colloqui con i talebani per la pace in Afghanistan.
Primo tra tutti, neanche a dirlo, la richiesta da parte dell’Alto Consiglio istituito dal presidente afgano Hamid Karzai della rottura dei rapporti tra talebani e al-Qaeda.
Un elemento, questo, che è stato rappresentativo degli ultimi dieci anni di guerra e sofferenze.
La fine delle violenze verso i civili e il riconoscimento della costituzione afgana vengono di conseguenza, a sigillare un patto che vuole sottolineare una volta di più la sovranità dello stato afgano.
E proprio in nome di questa sovranità, il presidente Karzai ha recentemente perso le staffe per non essere stato messo al corrente fin dall’inizio delle trattative tra Stati Uniti e Qatar per la risoluzione della questione afgana, trattative a cui avrebbe preso parte anche la Germania.
Una constatazione, quella di essere stato tagliato fuori come presidente e come rappresentante di un intero paese, che ha portato Karzai a richiamare il proprio ambasciatore da Doha, la capitale dove si terranno i colloqui di pace e dove, stando a quanto riporta la Reuters, verrà aperto un ufficio di collegamento dei talebani per la durata dei colloqui stessi.
La città di Doha aveva già ospitato in passato incontri per le trattative di pace, almeno una mezza dozzina, come ricordato, tra autorità statunitensi e rappresentanti del Mullah Omar, ma solo l’apertura di una rappresentanza dei talebani può ora aprire la strada a veri e propri colloqui a cui, secondo quanto richiesto dall’Alto Consiglio per la pace, le potenze straniere potranno partecipare solo dietro consenso afgano.
Lo scorso mese di settembre il leader dell’Alto Consiglio per la pace, nonché ex presidente dell’Afghanistan, Burhanuddin Rabbani , è stato assassinato per mano di un attentatore suicida da un falso emissario talebano.
Fonte: Reuters via Huffington Post
Foto: Italien-Urlaub.mobi
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venerdì, dicembre 23rd, 2011 110 views
“Oggi e’ stato un giorno di solidarietà per un centinaio di bambini afgani invitati dal contingente italiano per la consegna del pacco dono e per trascorrere qualche ora insieme nella base di Camp Arena, sede del Comando Regionale Ovest (RC-W), su base brigata Sassari (al comando del generale Luciano Portolano, ndr)”, si legge nel comunicato stampa odierno di RC-W che narra del progetto di solidarietà tutta italiana.
L’evento ha coinvolto trenta famiglie e un centinaio di figli dei lavoratori locali che prestano servizio nella base italiana. I bambini sono stati “accolti dai militari, uomini e donne appartenenti a tutte le Forze Armate italiane e ai contingenti internazionali della coalizione presenti a Camp Arena, che, lontano dalle loro affetti per il Natale, hanno voluto sentirsi più vicini alle famiglie afgane e ai loro figli”.
Per tutti loro il programma prevedeva uno spettacolo di magia di un ufficiale del Provincial Reconstruction Team (PRT), la proiezione di un cartone animato, attività ludiche organizzate per l’evento e un tipico pranzo italiano.
Un ufficiale medico specializzato in pediatria ha effettuato con l’occasione delle visite a favore dei bambini presenti. L’organizzazione sanitaria militare, sottolinea il comunicato stampa, è impegnata giornalmente ad assistere la popolazione civile in tutte le basi del contingente, da nord a sud, assicurando la distribuzione di medicinali e cure mediche a bambini e adulti.
A fine giornata, sono stati distribuiti i doni, frutto di una raccolta spontanea avvenuta durante le celebrazioni delle Sante Messe nelle domeniche degli ultimi tre mesi.
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Natale in Libano con l’ITALBATT di UNIFIL: bambini futuro di pace, ha commentato il generale Lamanna (23 dicembre 2011)
Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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martedì, dicembre 20th, 2011 95 views
E’ decollato oggi 20 dicembre da Al Bateen, sede della Task Force Air (TFA), l’ultimo volo militare diretto a Baghdad per recuperare il personale e il materiale della NATO Training Mission in Iraq (NTM-I), conclusa lo scorso 17 dicembre. Il personale rientrerà in Italia domani.
Il periodo che si conclude oggi è stato testimone dell’impegno degli uomini e delle donne della Task Force Air di Al Bateen nel supportare la missione in Iraq, garantendo quel “ruolo di cerniera” che è l’obiettivo della base italiana negli Emirati Arabi Uniti.
Dal 13 settembre 2003, quando da Al Bateen è decollato il primo vettore militare diretto in Iraq, a oggi, le missioni di volo dedicate al teatro operativo iracheno – fa sapere il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa – sono state 1.213, per un totale di 2.740 ore di volo. I passeggeri trasportati sono stati 38.129 e il peso totale dei materiali aviotrasportati ha superato i 4.500 chilogrammi.
Da domani la Task Force Air continuerà ad assicurare senza soluzione di continuità il collegamento tra i movimenti strategici della madrepatria e quelli tattici dell’Afghanistan, garantendo peraltro una capacità aeromedica in prontezza per l’evacuazione di malati e feriti denominata tecnicamente STRATEVAC.
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La Task Force Air di Al Bateen in Paola Casoli il Blog
Fonte: stato maggiore della Difesa
Foto: Aeronautica Militare
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mercoledì, dicembre 14th, 2011 142 views
E’ iniziato ufficialmente ieri 13 dicembre, a Shindand, nell’Afghanistan occidentale, l’addestramento dei piloti dell’Aeronautica Militare Afgana, fa sapere un comunicato del Regional Command West di ISAF.
L’evento, salutato dal generale Wahab, Capo di stato maggiore dell’Afghan Air Force, come inizio ufficiale dell’”addestramento dei piloti della giovane Aeronautica Afgana”, è stato celebrato con una cerimonia alla presenza del generale Shahzada, Comandante del 207th Corp, del generale Mohammad Baqi, Comandante dell’Aeroporto militare di Shindand e dell’ingegner Bahadori, parlamentare di Herat.
Il comandante dell’838th AEAG (Air Expeditionary Advisory Group), colonnello J.J. Hokay, ha sottolineato che “a Shindand, sono stati fatti passi da gigante: negli ultimi mesi si e’ passati da 300 a 700 uomini, e dal solo (elicottero, ndr) Mi-17 a ben quattro linee addestrative differenti”.
Un’evoluzione su tutta la linea, quindi, sia in termini di uomini che di mezzi, a conferma di un progresso continuo grazie anche al contributo dell’Aeronautica Militare Italiana, presente a Shindand con i suoi Advisors (ASAAT – Airbase Support Air Advisory Team, e Mi17AAT – Air Advisory Team).
I due Team, comandati dal colonnello pilota Luigi Casali, svolgono attività di addestramento al personale afgano appartenente alle diverse articolazioni dello Stormo e ai futuri piloti ed equipaggi assegnati all’elicottero Mi-17.
Lo stesso colonnello Casali ha evidenziato come nel corso dell’ultimo anno il personale dell’Aeronautica Afgana di base a Shindand abbia fatto un progresso notevole nel processo verso la completa autonomia. Questo per merito del concetto di “train the trainer”, che oggi, fa sapere il comunicato, e’ una realtà in diverse articolazioni dello stormo.
La missione dell’ASAAT/Mi17AAT, iniziata il 2 novembre 2010 e condotta da circa trenta tra ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica Militare Italiana, si inserisce all’interno della Nato Training Mission-Afghanistan (NTM-A), sensibilizzando e incoraggiando il personale dell’Aeronautica Afgana al raggiungimento della completa autonomia nel settore dell’addestramento al volo.
La cerimonia si e’ conclusa con un sorvolo dei velivoli delle diverse linee attualmente presenti sulla base di Shindand e destinati ad addestrare i futuri piloti ad ala fissa e ala rotante della “giovane Aeronautica Afgana” (C-182T, C-208B, MD-530, e Mi-17).
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: U.S. Navy photo by Mass Communications Specialist 2nd Class Vladimir Potapenko; RC-W ISAF.
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