Brigata aeromobile Friuli: il generale Bettelli assume il comando dal collega Camporesi alla vigilia dell’impiego in teatro libanese

lunedì, aprile 23rd, 2012 435 views

Si è svolta venerdì scorso 20 aprile, nella caserma Mameli di Bologna, sede della brigata aeromobile Friuli, la cerimonia del cambio di comando: il generale Antonio Bettelli, “primo emiliano al vertice dell’unità”, come spiega il comunicato stampa della brigata, ha ricevuto le consegne dal parigrado Filippo Camporesi alla presenza del comandante delle forze operative di difesa (1° FOD) di Vittorio Veneto, generale Danilo Errico.

E’ stato proprio il comandante del 1° FOD, generale Errico, ad annunciare pubblicamente nel suo intervento l’ormai prossimo impegno della brigata nell’ambito dell’operazione Leonte in Libano.

La Friuli, che non è nuova al territorio libanese, avendo già assunto la guida del Sector West di UNIFIL nel 2009 con Leonte 7, avvicenderà dunque la brigata Ariete che sarà a Shama dal prossimo maggio 2012.

La cerimonia si è svolta alla presenza della Bandiera di Guerra del 66° reggimento aeromobile Trieste, appena rientrata dall’Afghanistan, e dei gonfaloni della città e della provincia di Bologna e Forlì decorati di medaglia d’oro e le associazioni d’arma, tra cui gli ex combattenti del gruppo Friuli, veterani della battaglia del Senio durante la guerra di Liberazione.

Tra le autorità presenti, il prefetto Angelo Tranfaglia, a rappresentare la vicinanza delle istituzioni bolognesi, e il generale Franco Angioni, già comandante del contingente italiano in Libano tra il 1982 e il 1984.

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La brigata aeromobile Friuli in Paola Casoli il Blog

Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli

NATO in Afghanistan: ministri Difesa ed Esteri a Bruxelles discutono il passaggio di responsabilità agli afghani e di come suddividere i costi

giovedì, aprile 19th, 2012 142 views

Ventotto ministri degli Esteri più ventotto ministri della Difesa sono riuniti da ieri a Bruxelles, nel quartier generale della NATO, per quello che viene chiamato in gergo un jumbo meeting e che è destinato a definire il peso degli argomenti del prossimo summit dell’Alleanza in programma in maggio a Chicago.

L’argomento della transition, prevedeva la Deutsche Welle online in un articolo di due giorni fa, è la questione principale. Soprattutto ora, che i talebani della rete Haqqani si sono fatti spettacolarmente vivi a Kabul con una serie di attacchi coordinati anche in altre città del sudest dell’Afghanistan.

Convince poco la elogiata (dai vertici NATO, tra cui anche il COMISAF generale John R.Allen)  reazione delle forze afghane. La risoluzione dei combattimenti è arrivata dagli elicotteri americani, sottolineava l’articolo.

Il passaggio di responsabilità delle operazioni e del territorio, la cosiddetta transition, o transizione dei poteri, è un processo già iniziato e tuttora in corso. Metà del territorio dell’Afghanistan è già stato trasferito nella responsabilità delle forze afghane e per metà 2013 è stimato che tutto il processo sarà completato.

Per la fine del 2014, poi, la maggior parte delle truppe ISAF, costituenti la missione NATO in Afghanistan e provenienti da 49 paesi diversi, dovranno aver lasciato il suolo afghano, concordemente alla decisione presa al summit di Lisbona nel novembre 2010.

Sarà il prossimo summit NATO di Chicago a fornire indicazioni più dettagliate circa la possibilità di rispettare le date di rientro indicate e le modalità. Lo stesso presidente americano Barack Obama, che è già in campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali, dovrebbe far sapere maggiori dettagli sui numeri e i tempi del rientro delle sue truppe dall’Afghanistan.

La questione, intanto, verte sui costi dell’uscita: più di 4 miliardi di dollari per addestrare e reclutare le forze di sicurezza afghane nel biennio immediatamente successivo all’uscita delle truppe. Un costo sicuramente da dividere tra paesi membri, in che percentuale ancora se ne sta discutendo a Bruxelles.

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La transition in Paola Casoli il Blog

Fonte: Deutsche Welle

Foto: il quartier generale della NATO è di World Security Network

Talebani allo sbaraglio: non sanno fare l’amore né la guerra, ma l’intelligence ha fallito oggi a Kabul

domenica, aprile 15th, 2012 128 views

By Sugar Lady

Rassicurante doversi ripetere in questi casi: ai talebani manca una guida seria, si era già capito da tempo. Gli manca una testa, anzi, gli mancano tutte e due, visto che non riescono né a ragionare con il cervello né con il pisello.

Perso il loro carisma nella dichiarata disponibilità a sedersi a un tavolo di trattative per la pace con il nemico Occidente, tentata la strada dell’apertura mediatica con un forum online che si è ripiegato su se stesso causa uso lingua comprensibile solo ai parlanti arabo, perso il conforto nostalgico nella predominanza del cromosoma Y su quello femminile X a colpi di burqa, ai talebani non rimane che sorreggere la loro impotente virilità con la canna di un fucile. Che almeno glielo fa allungare un po’.

E’ un fallimento che brucia più del fuoco delle bombe. Gli brucia dentro non poter ammettere che da una parte non vogliono lasciar andare via le forze alleate, che invece stanno cercando di impacchettare in fretta e furia le loro cose tentando di risparmiare qualche soldino oltre alle vite dei propri giovani in armi.

E dall’altra c’è la profonda spaccatura al loro interno, che brucia più di una gastrite ulcerosa: colloqui di pace sì-no-vediamo, magari se ci fanno trovare le mistress in albergo ci veniamo tutti. Allo stesso modo: guerriglia-sì-no-pensiamoci, finché non ci intercettano le consegne a domicilio di esplosivi divertiamoci ad accendere le micce.

Il tutto condito da rapporti con le loro donne sessualmente ed emotivamente fallimentari, dove vale la legge dell’acido sul volto e della sòcca lunga lunga dalla testa ai piedi per coprire l’insoddisfazione generata dall’assenza cronica di viagra.

I talebani sono allo sbaraglio. Se gli attacchi di oggi al cuore di Kabul indicano certamente un esecrabile fallimento dell’intelligence nel prevenire tale scoppio coordinato di violenza, e su questo un bel tapiro alla Staffelli-maniera glielo mandiamo via Ups, è chiaro ormai che i talebani stanno alla frutta se necessitano di atti così plateali per mostrare che ci sono e sono vivi.

Sì, perché nel momento in cui si cerca l’autolegittimazione ormai un po’ vintage dell’inaugurazione dell’offensiva di primavera, ci si avvicina pericolosamente alla schizofrenia cubana nell’educare alla rivoluzione con tirassegni da luna park di lattine e peluche. Come se il Mullah Dadullah e il Che fossero pronti a reincarnarsi da un istante per l’altro.

E’ difficile per loro, adesso, uscire dal tunnel imboccato: spaccatura interiore e mancanza di guida sono un pericoloso campanello d’allarme. Chiaro che questo crea comunque danni alle forze alleate e agli stessi afgani: finché l’intelligence fallisce, i poliziotti afgani continuano a morire e gli occidentali se ne vengono via.

Il colpo sarà duro da digerire non tanto per la campagna presidenziale afgana, dove ancora non è detto che Karzai ceda il posto, quanto piuttosto per quella americana.

Mentre il rinculo è tutto per i vertici militari della Nato, COMISAF gen John R.Allen in testa, che dovranno fare i conti con chi di loro non ha annusato il passaggio di armi ed esplosivi come se fossero casse di patate per la mensa del quartier generale a Kabul.

Sugar Lady

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La foto dei talebani è dell’Unità

Brigata alpina Taurinense, 60° anniversario: il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Graziano, invia messaggio al comandante, generale Ranieri

sabato, aprile 14th, 2012 387 views

Le congratulazioni per il sessantesimo anniversario della costituzione della brigata alpina Taurinense da parte del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, sono arrivate con un messaggio direttamente al comandante della Grande Unità, generale Dario Ranieri.

Nel suo messaggio, si apprende dall’Ufficio stampa dell’Esercito, il generale Graziano si è complimentato per il sessantesimo anniversario della brigata Taurinense: sessant’anni, ha ricordato il Capo di smE, durante i quali migliaia di alpini hanno servito il Paese con dedizione, disciplina e grande spirito di sacrificio.

“In questa occasione”, ha detto il generale Graziano, “il mio pensiero riconoscente va a quanti hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del proprio dovere e a tutte  le penne nere con il toro rampante al braccio che nel corso degli anni hanno operato dal Kurdistan iracheno al Mozambico, dalla Bosnia all’Albania, dal Kosovo all’Afghanistan, senza trascurare il contributo offerto in occasione di calamità naturali o il concorso alle forze di polizia”.

“Per tali motivi”, conclude nel suo messaggio il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, “gli alpini della Taurinense devono essere sempre orgogliosi delle loro tradizioni da cui trarre esempio e forza per il loro agire quotidiano, soprattutto in un momento in cui la brigata si prepara a una nuova missione nell’impegnativo teatro operativo afgano. In questa giornata di festa, giunga dunque alla brigata Taurinense, per il mio tramite, l’augurio e il fraterno abbraccio di tutto l’Esercito Italiano.”

La brigata Taurinense, che assumerà la responsabilità del settore ovest dell’Afghanistan a fine settembre, subentrando alla brigata Garibaldi attualmente in teatro, ha al suo attivo una lunga tradizione nel settore delle operazioni in aree di crisi: un suo contingente di truppe è stato permanentemente a disposizione della Forza Mobile della NATO in Europa dal 1960 al 2002, mentre, dal 1991, i reparti della brigata Taurinense sono stati impiegati all’estero a più riprese.

Il generale Graziano è stato comandante della brigata Taurinense dal 2004 al 2006, periodo durante il quale è stato, dal luglio 2005 al gennaio 2006, anche il comandante della Multinational Brigade Kabul di ISAF in Afghanistan.

La Brigata Taurinense è dislocata in Piemonte e in Abruzzo e si compone di tre reggimenti d’arma base, uno d’artiglieria, uno di cavalleria, un reggimento genio e un reparto comando.

Depositaria delle tradizioni storiche del I Raggruppamento alpino, fondato nel 1923, poi divenuto 1^ Brigata alpina e, quindi, Divisione alpina “Taurinense”, la Brigata è oggi una delle Grandi Unità di punta dell’Esercito.

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La brigata Taurinense in Paola Casoli il Blog

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito generale Claudio Graziano in Paola Casoli il Blog

Fonte: Ufficio stampa Esercito Italiano

Stemma della brigata alpina Taurinense di Esercito Italiano

Afghanistan, il presidente Karzai intende anticipare le elezioni presidenziali al 2013

venerdì, aprile 13th, 2012 62 views

Il presidente afgano Hamid Karzai ha riferito di essere sul punto di valutare elezioni presidenziali al 2013, un anno prima del previsto.

Il motivo dell’anticipo di un anno sul programma, le elezioni del presidente sarebbero infatti programmate per il 2014, è legato al ritiro delle truppe internazionali dall’Afghanistan, anch’esso in agenda per il 2014, almeno per quanto riguarda i reparti combattenti.

Al momento la decisione non è ancora definitiva, lo stesso Karzai ha riferito ieri al segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen di essere sul punto di valutare la questione. In ogni caso, fa notare Wahid Muzhda, analista politico di Kabul, le elezioni svolte durante la partenza delle truppe potrebbero risultare particolarmente difficoltose, data la delicatezza del momento.

D’altra parte, dice Muzhda, non si può essere certi che le forze di sicurezza afgane siano in grado di garantirla appieno la sicurezza, nel corso del periodo elettorale. Anzi, potrebbero quasi certamente avere bisogno delle truppe straniere sul terreno in sostegno alle loro attività.

Le elezioni anticipate a cui Karzai sta pensando potrebbero piuttosto rappresentare un’uscita definitiva dell’attuale presidente dal ruolo di vertice, in quanto giunto alla fine del suo secondo e ultimo mandato quinquennale.

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Fonti: AP/Washington Post

Foto: Reuters

Afghanistan, arrestato pericoloso leader della rete Haqqani

sabato, marzo 31st, 2012 73 views

Un leader del network Haqqani, accusato di attacchi alle forze di sicurezza e uccisione di civili, è stato arrestato oggi a 35 chilometri a ovest della capitale afgana Kabul, nella provincia di Wardak, secondo quanto riportato da Indo-Asian News Service (IANS) che quota l’agenzia cinese Xhinua. Con lui sono stati arrestati anche altri due ribelli.

ISAF, la missione a guida NATO che opera sul territorio per la stabilizzazione dell’Afghanistan, avrebbe già confermato l’arresto dei tre, secondo quanto riportato.

Il network Haqqani viene considerato come un gruppo di militanti affiliati ad al-Qaeda che opera dal nord Waziristan, l’area tribale pakistana al confine con l’Afghanistan.

E’ ritenuto un gruppo ad alta pericolosità per la sicurezza sia dei civili che di tutte le forze militari operanti nell’area.

Fonte: IANS

Mappa di AllVoices

Militari feriti in Afghanistan: da stasera al Celio. Il saluto del Capo di SMD, generale Abrate

giovedì, marzo 29th, 2012 109 views

Questo pomeriggio, si apprende dallo stato maggiore della Difesa, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, accompagnato dal Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, si è recato in visita ai due militari italiani rimasti gravemente feriti il 24 marzo scorso in Afghanistan e ricoverati presso il Policlinico Militare del Celio.

Durante la visita il generale Abrate si è intrattenuto lungamente con i medici curanti che hanno confermato la bontà delle prime cure effettuate sia a Delaram, in Afghanistan, che all’ospedale di Ramstein, in Germania. Il Direttore del Celio ha informato che “entrambi sono in cura presso il Reparto di Terapia Intensiva”.

Il generale Abrate ha poi incontrato i familiari presenti dei due feriti gravi i quali hanno espresso la loro gratitudine per la professionalità e l’affetto mostrati dai medici militari italiani e stranieri con cui si sono prodigati nelle cure dei propri congiunti.

Al termine della visita il Capo di smD si è intrattenuto con gli altri militari degenti e con alcuni dei loro familiari per manifestare loro la vicinanza delle autorità militari.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: Roma Segreta

Colloqui di pace per l’Afghanistan. Di’ la tua online al portavoce dei talebani

mercoledì, marzo 28th, 2012 123 views

Curioso di sapere perché i talebani hanno deciso di sedersi al tavolo dei colloqui di pace? Vuoi sapere se torneranno al potere e come decideranno di reggere le sorti dell’Afghanistan? O hai voglia di chiedere al portavoce del movimento, Zabihullah Mujahid, che effetto gli fa se decidi di aprire una scuola guida per donne in centro a Herat?

Chiediglielo! Di’ la tua sul forum online appena aperto dai talebani, intitolato ”Your questions and Zabihullah Mujahid’s answers”.

E’ l’agenzia Reuters a riportare la notizia che segna un cambiamento della strategia di comunicazione dei talebani. Se finora il movimento ha fatto uso di internet per diffondere i propri messaggi in modo univoco,  pensiamo ai proclami o ai video di ostaggi terrorizzati, ora si aprono le porte alla compartecipazione degli utenti addirittura con un forum.

Le risposte sibilline e propagandistiche sono sigillo di qualità. Come l’assicurare che non si ha niente contro l’”istruzione scolastica di madri e sorelle secondo il dettato islamico” a chi chiede se mai potrebbero tornare a vietare la scuola alle bambine. Come l’invito alla preghiera, lasciando da parte lo smarrimento, a chi si preoccupa per questa apertura ai colloqui con gli USA in contrasto con il rigore dei principi finora professati.

Certo è che questa apertura al messaggio compartecipato conferma la particolare attenzione che il movimento ha sempre avuto per internet e per i social media, da Facebook a Youtube.

Maggiore visibilità, audience più vasta e voglia di farsi pubblicità: “Cerchiamo di dare un’occhiata a tutto ciò che viene postato sul forum e poi annunciamo la nostra posizione”.

Non stupirebbe il prossimo lancio di una applicazione per smartphone. Almeno per tutta la durata dei colloqui di pace!

(Clicca qui per il forum).

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I colloqui di pace con i talebani in Paola Casoli il Blog

Fonte: Reuters

Foto: la foto di Zabihullah Mujahid è di Radio Free Europe

Echi della Valle Olona – Andarsene, non andarsene: that is the question

domenica, marzo 25th, 2012 127 views

(v.c.) – Con dipendenza gerarchica, compiti e livelli di responsabilità non ancora definiti dal Consiglio Atlantico, il prossimo anno il Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO (NRDC-ITA) di Solbiate Olona potrebbe essere chiamato a partecipare alla missione di pace ISAF13 in Afghanistan.

La partenza del NRDC-ITA, però, non appare del tutto scontata e ciò per due fondamentali ragioni. La prima. Le difficoltà economiche in cui versano la maggior parte dei Paesi militarmente impegnati in Afghanistan hanno indotto i loro governi a tagliare il budget della difesa e a ripensare, ridefinire o sopprimere le missioni all’estero.

La seconda ragione. Il Segretario alla Difesa USA, Leon E. Panetta, il 2 febbraio scorso ha dichiarato che i militari statunitensi “Cercheranno di porre fine alle loro attività di combattimento per concentrarsi su quelle di addestramento e assistenza delle forze afghane”.

Il che è stato come dire che, dal prossimo anno, gli Stati Uniti porteranno avanti la guerra ai talebani fino all’ultimo…. inglese, o francese, o italiano.

Non a caso, dopo la  dichiarazione di Panetta (sul disimpegno dall’Afghanistan il presidente Obama si gioca una cospicua parte delle chances di essere rieletto) la Francia e altri Paesi hanno iniziato a valutare la possibilità di sganciarsi anch’essi dall’Afghanistan, nel più breve tempo possibile. Se, però, la politica è l’arte di realizzare l’impossibile, non è escluso che tutto possa rimanere com’è, anche perché il governo di Hamid Karzai deve la propria sopravvivenza alle forze militari occidentali presenti nel suo Paese.

Pertanto, andarsene precipitosamente dall’Afghanistan significherebbe distruggere quanto di buono è stato fatto fino a questo momento, oltre che ammettere il fallimento dell’intero intervento militare e vanificare il sacrificio dei tanti caduti.

Rimanere o andarsene è una scelta politica e le scelte politiche spettano ai governi e, tuttavia, i militari non possono di certo starsene con le mani in mano in attesa di sapere – magari la settimana prima – di doversi proiettare in quel Paese.

E’ per questa ragione che il NRDC-ITA, basato nella caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona, potrebbe attivare le procedure addestrative per l’impiego all’estero da un momento all’altro, mentre il suo Comandante, il Generale Giorgio Battisti, si recherà quando prima in  ricognizione nell’area di probabile impiego della sua Unità. (continua…)

Corano bruciato: slogan anti-USA e anti-NATO in Pakistan

martedì, febbraio 28th, 2012 57 views

Cartelloni e inni contro NATO e Stati Uniti hanno dominato la manifestazione di protesta di ieri, lunedì 27 febbraio, messa in scena a Peshawar in Pakistan dagli attivisti del National Peace Committee for Interfaith Harmony (NPCIH).

La notizia è stata rilanciata da BBC South Asia da un articolo del giornale pakistano Dawn.

A muovere la protesta ancora il caso del Corano bruciato nella base americana di Bagram, in Afghanistan, lo scorso 21 gennaio.

I manifestanti hanno stigmatizzato come condannabile anche il silenzio dei paesi musulmani, oltre al comportamento blasfemo dei soldati americani coinvolti nella vicenda, per i quali gli attivisti invocano la pena di morte.

L’NPCIH  chiede al governo del Pakistan di troncare i rapporti diplomatici con gli Stati Uniti.

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Afghanistan, monta la protesta per il Corano bruciato a Bagram. Le scuse del COMISAF generale Allen per scongiurare sentimento antioccidentale (21 febbraio 2012)

Fonte: BBC South Asia/Dawn

Foto: AP Photo/Kevin Frayer-Huffington Post

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