lunedì, dicembre 19th, 2011 82 views
Undicimila poliziotti addestrati dai Carabinieri; quattromila ufficiali qualificati presso vari istituti militari di formazione, dalla Scuola di guerra, all’Accademia militare, passando attraverso gli Istituti superiori di stato maggiore; quasi quattrocento sottufficiali che hanno superato il corso di categoria.
Questo è il bilancio di sette anni della NATO Training Mission in Iraq (NTM-I): “Possiamo dire che la missione ha raggiunto gli scopi prefissati – ha commentato il generale Giovanni Armentani, vicecomandante della NTM-I – le Forze di sicurezza irachene sono ora in condizione di operare con autosufficienza e competenza e questa è quindi la chiave di lettura del ritiro
della missione che avverrà entro la fine del 2011.”
Cifre e risultati straordinari, come sottolineato anche nel corso dell’ammainabandiera tenutosi lo scorso 17 dicembre nel quartier generale della NTM-I a Baghdad. Una cerimonia che ha suggellato il termine delle operazioni della missione con la consegna della bandiera italiana al rappresentante del Governo italiano in Iraq, il dottor Renato Di Porcia.
Il generale Armentani, nel consegnare il vessillo nazionale al dottor Di Porcia, ha dichiarato: “Per più di sette anni, militari italiani di tutte le Forze Armate si sono avvicendati in questa missione della NATO insieme a colleghi di svariate nazioni dando invariabilmente prova di grande professionalità ed esemplare dedizione. La NTM-I è stata senz’altro una missione di pieno successo, confermato anche dalle Autorità irachene. Per tutto questo tempo, su richiesta del Governo iracheno, la NATO ha assistito le Forze di sicurezza irachene fornendo addestramento, consulenza e mentoraggio.”
A sottolineare il successo della missione i brillanti risultati conseguiti sia in termini numerici che qualitativi. Via libera ora “a un’evoluzione delle relazioni tra NATO e Iraq, avviate sempre più nella direzione di una solida partnership che prevede nuove ed efficaci forme di cooperazione. La NTM-I termina la propria missione ma l’impegno della NATO con il Governo e il popolo iracheno continua”.
A margine della cerimonia è avvenuta la consegna della medaglia commemorativa della NATO per il servizio prestato in Iraq a personale militare della missione appartenente a dodici nazioni della NATO e del Partenariato per la Pace (Ucraina).
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Fonte: PAO NTM-I/stato maggiore Difesa
Foto: PAO NTM-I/Difesa
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giovedì, novembre 10th, 2011 152 views
Cinquanta militari della NATO Training Mission – Iraq (NTM-I) hanno preso parte il 4 novembre scorso alla Dancon March 2011, la marcia organizzata dal contingente danese alla Forward Operating Base Union III a Baghdad, in Iraq, nell’alveo di una tradizione che risale al 1972. L’evento, caro alle Forze Danesi, coinvolge le truppe straniere alleate con la Danimarca e finora ha avuto luogo in Kosovo, in Iraq, in Afghanistan, in Libano e nel Golfo di Aden.
La manifestazione di quest’anno prevedeva non solo la classica marcia in uniforme con equipaggiamento militare completo, ma anche prove di cultura generale. I team partecipanti erano composti da due militari ciascuno, permettendo così di evidenziare lo spirito di collaborazione tra i concorrenti.
Il team vincitore è stato quello del generale dell’Esercito Britannico Russell Wardle con il colonnello dei Carabinieri Vincenzo Gardin. Secondo posto per il tenente colonnello della RAF Alan Morrow con il maresciallo dell’Esercito Lituano Algimantas Greicaitis.
La NTM-I è una piccola “tactical force” composta da personale NATO e della Partnership for Peace. Ha in sé rappresentanti di tredici nazioni: Albania, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Italia, Lituania, Olanda, Polonia, Romania, Turchia, Ucraina (Partner for Peace), UK e USA.
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Fonte: NATO Allied Command Operations (ACO)
Foto: NATO Allied Command Operations (ACO)
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venerdì, agosto 5th, 2011 468 views
E’ online sul sito della Difesa la graduatoria dei giovani tra i 18 e i 30 anni ammessi al secondo corso di quest’anno di Vivi le Forze Armate – Militare per tre settimane.
In tutto sono 2.600, tra Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, le ragazze e i ragazzi che affronteranno il corso di formazione a carattere teorico-pratico in vari reparti ed enti delle Forze Armate italiane.
Questo secondo corso dell’edizione 2011 si terrà dal 29 agosto al 16 settembre 2011. Le iscrizioni sono state aperte dal 21 giugno al 21 luglio scorsi.
Il programma comune a tutti, come specificato sul sito della Difesa, comprende nozioni di base sul “dovere costituzionale di difesa della Patria, le attività prioritarie delle Forze Armate, in particolare nelle missioni internazionali di pace a salvaguardia degli interessi nazionali, di contrasto al terrorismo internazionale e di soccorso alle popolazioni locali, di protezione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali e quelle di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni, in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza”.
Sono inoltre incluse nel programma le nozioni di base relative all’ordinamento militare e alla struttura ordinativa. Ogni Forza Armata articola poi il corso sulla propria specificità, illustrando i compiti del reparto presso cui si svolge il corso.
Ai giovani verrà impartita un’istruzione formale, con attività fisiche e ginnico-sportive.
I partecipanti al corso saranno militari a tutti gli effetti, “contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla durata del corso, e sono tenuti all’osservanza delle disposizioni previste dagli ordinamenti di Forza Armata” si legge dal sito della Difesa.
Chi frequenta il corso avrà l’opportunità di partecipare a esercitazioni pratiche, come si è verificato recentemente durante l’esercitazione Tuscia 2011 lo scorso 28 luglio nel poligono di Monte Romano a Viterbo dove si è registrata l’interessata partecipazione di 43 rappresentanti di Vivi le Forze Armate in addestramento presso il CESIVA.
Qui la graduatoria (sito ministero Difesa).
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Fonte: difesa.it
Logo di Vivi le Forze Armate – Edizione 2011 da difesa.it
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martedì, agosto 2nd, 2011 202 views
Il conto alla rovescia verso la smobilitazione delle truppe americane dall’Iraq entro il 31 dicembre di quest’anno è già iniziato. Ma il ritiro dei militari lascerà comunque 10mila uomini circa ancora sul terreno. A tutela dei diplomatici presenti nel paese, è la motivazione.
Al riguardo, il numero dei diplomatici e degli esperti americani in Iraq arriverà a quota 17mila, dato che è previsto l’invio di altri esperti da parte del Dipartimento di Stato americano nell’anno successivo al ritiro delle truppe, fa sapere un articolo del Kurdish Globe di Erbil del 1° agosto.
Il personale dispiegato, si legge, “darà un’occhio ai giacimenti di petrolio di Kirkuk così che i curdi non potranno nutrirvi più nessuna speranza”.
Ma l’articolo fa di più. Pur se espressione di un punto di vista netto, quello curdo, in realtà fornisce indicazioni di lettura di un disagio nel cuore del Vicino Oriente che vale la pena di prendere in considerazione in quanto strategicamente interessante.
L’articolo lega i giacimenti petroliferi e la presenza delle truppe americane ai continui disordini nell’area transfrontaliera abitata dal popolo curdo. Come? Mettendo nelle mani degli americani la gestione della sicurezza dell’area dove Iran, Iraq e Turchia si incontrano. E dove i curdi stanno tentando di ritagliarsi una nazione.
Una decina di giorni fa, ricor
da l’articolo, si sono verificati gravi scontri nel sud-est della Turchia.
Lo scorso 14 luglio, infatti, a Diyarbakir i curdi hanno proclamato l’autonomia della regione con il supporto del PKK, il partito curdo internazionalmente considerato alla stregua di un’organizzazione militante di stampo terroristico. I disordini che ne sono seguiti hanno lasciato sul terreno tredici militari turchi, con il disappunto della Nato, di cui la Turchia fa parte dal 1952, e sette militanti, o secessionisti, nell’accezione turca.
Si tratta in realtà solo dei disordini più gravi tra gli ultimi registrati. Il disagio del popolo curdo, in realtà, si esprime anche in Iran e in Iraq.
E’ notizia di ieri, sempre dal Kurdish Globe, che l’Iraq abbia chiesto l’espulsione dell’ambasciatore iraniano Hassan Danaie-Far a causa dei continui disordini alla frontiera dei due paesi tra militari dell’Iran’s Revolutionary Guards e membri del Party of Free Life of Kurdistan (PEJAK), che opera in Iraq sotto l’ombrello del PKK curdo.
Sembra che il bilancio di questi scontri sia pari a oltre il doppio in termini di morti e feriti di quelli verificatisi in Turchia a metà luglio.
Secondo l’esperto di Oriente del Moscow Carnegie Centre, Alexei Malashenko, citato dal Kurdish Globe ieri, “molti esperti ritengono che il 21esimo secolo sia destinato a diventare il secolo della lotta dei curdi per l’indipendenza”. E questi scontri rappresenterebbero dunque un intensificarsi della questione, stante il disappunto che Turchia, Iraq e Iran continuano a nutrire per l’etnia curda che rivendica le aree più ricche di petrolio della regione.
Ricorda l’articolo, infatti, che la provincia irachena di Kirkuk popolata da curdi iracheni possiede “il doppio del petrolio che ha la Libia”. Una forza strategica nelle mani d
ei curdi, che hanno supportato la caduta di Saddam Hussein aiutando gli americani.
Le motivazioni, ufficialmente legate alla sicurezza, per giustificare ancora una presenza americana nella regione ci sono tutte.
E a questo si collega la difficoltà del SIGIR, l’ex CPA in Iraq, nell’organizzare la gestione dei contractors americani che resteranno sul terreno dopo il 31 dicembre, data ultima per l’uscita delle truppe statunitensi dall’area.
Intanto la Nato procede nel suo addestramento della polizia irachena, in particolare dell’Iraqi Oil Police, presso Camp Dublin grazie al training specialistico fornito dai Carabinieri italiani. L’obiettivo è consentire agli iracheni di gestire la sicurezza delle proprie risorse, aumentando la consapevolezza della propria responsabilità.
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The Private Security Firms and their current role – By Jethro S. (1° luglio 2011)
Fonti: Kurdish Globe, Nato
Foto: MSNBC/Danger Room, EPA/Kurdish Globe, It Carabinieri NATO
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mercoledì, giugno 1st, 2011 374 views
E’ un percorso storico lungo 150 anni quello che ha portato alla nazione Italia così come la conosciamo oggi. Trenta lustri ripercorsi negli 80 minuti della parata militare che domani 2 giugno avrà inizio alle 11.00 con sfilamento lungo via dei Fori Imperiali a Roma.
Dalla proclamazione di Regno d’Italia del 17 marzo 1861 in poi, attraverso la Prima Guerra Mondiale che concluse il processo di unificazione, fino al referendum del 2 e 3 giugno 1946, che scelse la repubblica escludendo definitivamente la monarchia, l’Italia è arrivata alla conformazione politica attuale.
“Da allora – si legge nella brochure della Difesa dedicata al 2 giugno 2011 – in ricordo di tale significativo avvenimento, il 2 giugno divenne Festa Nazionale che, per un certo periodo, venne celebrata la prima domenica del mese. Dal 2001, per effetto della legge 20 novembre 2000 n.336, la Festa Nazionale della Repubblica ha trovato definitiva connotazione festiva nel 2 giugno di ogni anno”.
Nei suoi ultimi 150 anni l’Italia ha visto “l’impegno e la determinazione delle Forze Armate” che sono sempre intervenute “là dove la Patria ha chiamato – per citare le parole del ministro della Difesa Ignazio La Russa – senza guardare ai sacrifici, dando prove superbe di lealtà e coraggio, meritando in cambio l’amore e la riconoscenza del popolo italiano”.
La parata rappresenta l’omaggio che le Forze Armate e i Corpi armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente. Ma è anche l’occasione per ricordare tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo stato con impegno e abnegazione fino al sacrificio estremo della vita, protagonisti e attori nell’affermazione della sicurezza e della stabilità internazionale.
La sfilata sarà articolata in tre settori. In tutto sfileranno sfileranno 161 Bandiere e Medaglieri, 5.239 militari, 460 civili, 216 quadrupedi, 196 mezzi di varia tipologia e 9 velivoli. Lo sfilamento sarà aperto da 5 tricolori che rappresentano l’evoluzione del vessillo attraverso un cammino di 214 anni nonché dal Tricolore di Oliosi, simbolo per eccellenza dell’Unità d’Italia e del sentimento patriottico.
Secondo quanto comunicato dallo stato maggiore della Difesa, il primo settore, a caratterizzazione storico-rievocativa, racconterà le origini dello Stato Unitario, le Guerre d’Indipendenza, la Grande Guerra, la II Guerra Mondiale e la Liberazione, attraverso le tradizioni, le gesta e le uniformi d’epoca di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e di tutti gli altri Corpi armati e non dello Stato.
Il secondo settore sarà dedicato alle missioni internazionali cui le Forze Armate italiane partecipano in tante regioni del mondo, dall’Africa all’Europa, dal Medio Oriente all’Asia e all’America. Saranno presenti anche reparti in rappresentanza di nazioni che hanno operato e che tuttora operano a fianco dei nostri militari all’estero, quali la Francia, la Germania, il Regno Unito, la Slovenia, gli Stati Uniti, l’Ungheria, nonché 35 Gruppi Bandiera di Paesi amici e alleati.
Il terzo settore vedrà protagoniste eccellenze e specificità italiane, con lo sfilamento di reparti d’élite, altamente specializzati e mezzi d’avanguardia dell’industria nazionale, per evidenziare un binomio di professionalità e tecnologia cui contribuisce l’intero sistema paese.
La manifestazione si concluderà con lo sfilamento dei reparti a cavallo e il consueto passaggio della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) che saluterà dal cielo il pubblico e la città di Roma con la sua scia tricolore.
Dopo la parata, alle ore 12.45 all’Altare della Patria, è previsto un concerto della fanfara dei Bersaglieri e, successivamente, della Banda militare interforze.
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Fonte: stato maggiore della Difesa
Foto: stato maggiore della Difesa
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lunedì, dicembre 6th, 2010 1.740 views
Si è concluso ieri il Salone della Giustizia di Rimini, a cui la Difesa ha partecipato con un proprio stand nel padiglione espositivo dedicato alla sicurezza dando l’opportunità di conoscere da vicino la realtà militare e le attività svolte quotidianamente per la sicurezza dei cittadini.
All’interno dello stand ha trovato posto una sala operativa congiunta appositamente ricostruita dal personale del 4° Reparto tecnico manutentivo dell’Aeronautica Militare e del 121° reggimento Artiglieria contraerea dell’Esercito. Ciò ha permesso ai visitatori di conoscere direttamente le operazioni svolte a tutela e sicurezza dello spazio aereo nazionale. Altrettanto interesse hanno suscitato gli assetti della Marina Militare e dei Carabinieri, esposti nello stand dove erano presenti rappresentanti delle quattro Forze Armate.
Ieri, ultima delle quattro giornate espositive, il ministro della Giustizia Angelino Alfano (foto) si è rivolto ai militari esprimendo la sua più profonda gratitudine “per ciò che ogni giorno fanno per la Patria e per ciascun italiano”.
Fonte: stato maggiore Difesa
Foto: stato maggiore Difesa
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martedì, agosto 17th, 2010 12.526 views
Francesco Cossiga, senator and former President of the Italian Republic, died today at 82. He was a nonconformist one, well-known for his sharp comments and his 50-year-long political career across the period named Anni di Piombo (the years between the 70s and the 80s, when terrorism was at its height in Italy).
Francesco Cossiga was awarded the rank of adjutant marshal of Italian Carabinieri by the Italian Minister of Defence Ignazio La Russa, quoted as saying that Cossiga was “the only one politician in the history of the Italian Republic awarded the rank of adjutant marshal of Carabinieri”.
Source: Italian Defence Staff; Carabinieri
Credits: Carabinieri
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martedì, agosto 10th, 2010 164 views
Roma dixit yes to a new mini-conscription summer tour. Next course will be starting on 13th of September and lasting for three weeks, one more than the previous edition of July.
There is an amount of 1,200 posts available in all the Italian Armed Forces (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri), nearly one-third of them designed for female candidates.
Everyone in the age between 18 and 30 … (continua…)
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giovedì, maggio 27th, 2010 1.496 views
Opereranno sotto la bandiera Eurogendfor i circa 120 Carabinieri della Formed Police Unit (FPU) partiti due giorni fa da Pisa alla volta di Haiti quale contributo all’esistente missione Onu Minustah (United Nations Stabilization Mission in Haiti). Con loro anche una decina di uomini dell’Aeronautica Militare Italiana addetti alle comunicazioni.
La missione Minustah, che risale al giugno 2004, è stata infatti incrementata lo scorso 19 gennaio con la risoluzione Onu 1908 per quanto riguarda i livelli di forza, con la finalità di sostenere una immediata ripresa della Repubblica di Haiti gravemente colpita lo scorso 12 gennaio da un violento sisma. Nell’opera di ricostruzione rientra anche la necessità di garantire l’ordine pubblico e di fornire supporto alla polizia locale.
Con l’Operazione Caravella vengono assicurate proprio queste attività di routine, oltre a eventuali operazioni ad alto rischio che si rendessero necessarie. Per questo accanto all’unità italiana e a quella francese sarà operativo anche un plotone spagnolo della Guardia Civil p
er le operazioni speciali, quali potrebbero essere evacuazioni improvvise di personale o attività comunque eccedenti quelle di normale routine.
L’operazione Caravella è dunque una operazione interforze che opererà sotto la bandiera di Eurogendfor, la Gendarmeria Europea che nella propria sede presso la caserma Chinotto di Vicenza riunisce le gendarmerie di Francia, Italia (Carabinieri), Olanda, Portogallo e Spagna. Si tratta di forze assegnate che si basano su una comune dottrina e che si trovano costantemente in prontezza operativa presso le nazioni di provenienza grazie alle esercitazioni biennali congiunte.
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Emergenza Haiti, nave Cavour salpa da Civitavecchia e parte l’operazione White Crane (20 gennaio 2010)
Operazione White Crane, nave Cavour ha lasciato Haiti e sta rientrando in Italia (1° aprile 2010)
Nave Cavour è nel Tirreno. Domani 14 aprile si chiude l’operazione White Crane al molo 24 del porto di Civitavecchia (13 aprile 2010)
Fonti: Carabinieri, Eurogendfor, Stato Maggiore Difesa, United Nations
Foto: Eurogendfor
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mercoledì, gennaio 20th, 2010 702 views
“Stiamo salpando”. L’annuncio della partenza di nave Cavour dal porto di Civitavecchia alla volta di Haiti viene dato telefonicamente da bordo dal tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi (foto), poco dopo le 17 di oggi 20 gennaio.
Si tratta dell’operazione White Crane che vede coinvolta la portaerei Cavour della Marina Militare in soccorso alla popolazione della Repubblica di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio.
Un’operazione interforze (joint), più di 800 i militari imbarcati appartenenti alle quattro Forze Armate, e multinazionale (combined), poiché prevede l’imbarco in Brasile di medici militari delle Forze Armate brasiliane e probabilmente di alcuni elicotteri.
“Ci vorranno una decina di giorni per arrivare a Port-au-Prince – ha spiegato Carosella – quindi arriveremo a destinazione il 29 o 30 gennaio prossimi”.
La portaerei Cavour, varata il 20 luglio 2004 e consegnata da Fincantieri alla Marina Militare il 27 marzo 2008, può trasportare fino a 20 tra aerei ed elicotteri ed è in grado di ricoverare forze e mezzi anfibi.
L’area ospedaliera di bordo dispone di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-Tac, una sala trattamento ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.
Dal momento della sua consegna alla Marina, nave Cavour è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Il dispositivo nazionale interforze che svolgerà l’operazione White Crane, come si legge dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa (smD), è strutturato – oltre che da nave Cavour per la Marina Militare con oltre 500 membri di equipaggio, personale di force protection, personale e direttore sanitario e sei elicotteri medi da trasporto – anche da uomini e mezzi dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri.
Così specifica smD:
l’Esercito Italiano fornisce una task force a livello di compagnia, che comprende anche un plotone di force protection, un plotone trasmissioni, 15 mezzi ruotati e cingolati per il movimento terra, 20 autoribaltabili, 5 autogru e personale sanitario;
l’Aeronautica Militare fornisce un assetto di force protection, un team base operations per il coordinamento delle attività aeree e personale sanitario;
i Carabinieri forniscono un nucleo di polizia militare e personale sanitario.
La cosiddetta forza di reazione rapida nazionale, ovvero il comando operativo del COI ad alta prontezza operativa Italian Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) già validamente impiegato per l’emergenza terremoto all’Aquila con l’Operazione Gran Sasso, non risulta al momento impiegato se non per una prima attività ricognitiva con un contributo di due uomini in ambito interagency partiti per Haiti lo scorso 13 gennaio.
Non è da escludere tuttavia una attivazione progressiva dell’Ita-JFHQ.
Fonte: smD, fonti proprie.
Foto: Marina Militare Italiana
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