martedì, agosto 10th, 2010 187 views
Roma dixit yes to a new mini-conscription summer tour. Next course will be starting on 13th of September and lasting for three weeks, one more than the previous edition of July.
There is an amount of 1,200 posts available in all the Italian Armed Forces (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri), nearly one-third of them designed for female candidates.
Everyone in the age between 18 and 30 … (continua…)
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giovedì, maggio 27th, 2010 1.969 views
Opereranno sotto la bandiera Eurogendfor i circa 120 Carabinieri della Formed Police Unit (FPU) partiti due giorni fa da Pisa alla volta di Haiti quale contributo all’esistente missione Onu Minustah (United Nations Stabilization Mission in Haiti). Con loro anche una decina di uomini dell’Aeronautica Militare Italiana addetti alle comunicazioni.
La missione Minustah, che risale al giugno 2004, è stata infatti incrementata lo scorso 19 gennaio con la risoluzione Onu 1908 per quanto riguarda i livelli di forza, con la finalità di sostenere una immediata ripresa della Repubblica di Haiti gravemente colpita lo scorso 12 gennaio da un violento sisma. Nell’opera di ricostruzione rientra anche la necessità di garantire l’ordine pubblico e di fornire supporto alla polizia locale.
Con l’Operazione Caravella vengono assicurate proprio queste attività di routine, oltre a eventuali operazioni ad alto rischio che si rendessero necessarie. Per questo accanto all’unità italiana e a quella francese sarà operativo anche un plotone spagnolo della Guardia Civil p
er le operazioni speciali, quali potrebbero essere evacuazioni improvvise di personale o attività comunque eccedenti quelle di normale routine.
L’operazione Caravella è dunque una operazione interforze che opererà sotto la bandiera di Eurogendfor, la Gendarmeria Europea che nella propria sede presso la caserma Chinotto di Vicenza riunisce le gendarmerie di Francia, Italia (Carabinieri), Olanda, Portogallo e Spagna. Si tratta di forze assegnate che si basano su una comune dottrina e che si trovano costantemente in prontezza operativa presso le nazioni di provenienza grazie alle esercitazioni biennali congiunte.
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Nave Cavour è nel Tirreno. Domani 14 aprile si chiude l’operazione White Crane al molo 24 del porto di Civitavecchia (13 aprile 2010)
Fonti: Carabinieri, Eurogendfor, Stato Maggiore Difesa, United Nations
Foto: Eurogendfor
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mercoledì, gennaio 20th, 2010 764 views
“Stiamo salpando”. L’annuncio della partenza di nave Cavour dal porto di Civitavecchia alla volta di Haiti viene dato telefonicamente da bordo dal tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi (foto), poco dopo le 17 di oggi 20 gennaio.
Si tratta dell’operazione White Crane che vede coinvolta la portaerei Cavour della Marina Militare in soccorso alla popolazione della Repubblica di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio.
Un’operazione interforze (joint), più di 800 i militari imbarcati appartenenti alle quattro Forze Armate, e multinazionale (combined), poiché prevede l’imbarco in Brasile di medici militari delle Forze Armate brasiliane e probabilmente di alcuni elicotteri.
“Ci vorranno una decina di giorni per arrivare a Port-au-Prince – ha spiegato Carosella – quindi arriveremo a destinazione il 29 o 30 gennaio prossimi”.
La portaerei Cavour, varata il 20 luglio 2004 e consegnata da Fincantieri alla Marina Militare il 27 marzo 2008, può trasportare fino a 20 tra aerei ed elicotteri ed è in grado di ricoverare forze e mezzi anfibi.
L’area ospedaliera di bordo dispone di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-Tac, una sala trattamento ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.
Dal momento della sua consegna alla Marina, nave Cavour è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Il dispositivo nazionale interforze che svolgerà l’operazione White Crane, come si legge dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa (smD), è strutturato – oltre che da nave Cavour per la Marina Militare con oltre 500 membri di equipaggio, personale di force protection, personale e direttore sanitario e sei elicotteri medi da trasporto – anche da uomini e mezzi dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri.
Così specifica smD:
l’Esercito Italiano fornisce una task force a livello di compagnia, che comprende anche un plotone di force protection, un plotone trasmissioni, 15 mezzi ruotati e cingolati per il movimento terra, 20 autoribaltabili, 5 autogru e personale sanitario;
l’Aeronautica Militare fornisce un assetto di force protection, un team base operations per il coordinamento delle attività aeree e personale sanitario;
i Carabinieri forniscono un nucleo di polizia militare e personale sanitario.
La cosiddetta forza di reazione rapida nazionale, ovvero il comando operativo del COI ad alta prontezza operativa Italian Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) già validamente impiegato per l’emergenza terremoto all’Aquila con l’Operazione Gran Sasso, non risulta al momento impiegato se non per una prima attività ricognitiva con un contributo di due uomini in ambito interagency partiti per Haiti lo scorso 13 gennaio.
Non è da escludere tuttavia una attivazione progressiva dell’Ita-JFHQ.
Fonte: smD, fonti proprie.
Foto: Marina Militare Italiana
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giovedì, giugno 25th, 2009 164 views
Oggi 25 giugno a partire dalle 11.30 si svolgerà nella caserma A.Chinotto di Vicenza, quartier generale di Eurogendfor (Egf), la cerimonia durante la quale il colonnello dei Carabinieri Giovanni Truglio cederà il comando al colonnello Jorge Manuel Gaspar Esteves della Guardia Nacional Republicana portoghese.
Eurogendfor, ovvero la European Gendarmerie Force o Forza di gendarmeria europea, è una struttura multinazionale di polizia fondata nel 2004 e legittimata da un trattato istitutivo firmato nel 2007 a Velsen, in Olanda, dall’allora ministro della Difesa italiano Arturo Parisi.
Si avvale della partecipazione di sei paesi europei – Italia, Francia, Olanda, Portogallo, Romania e Spagna, con la Polonia come partner e la Turchia come osservatore – ma è aperta alla partecipazione di forze di polizia appartenenti anche a paesi extra europei. L’Italia, oltre a ospitare il quartier generale nella caserma A.Chinotto di Vicenza, vi partecipa con personale dell’Arma dei Carabinieri.
E’ a disposizione di Unione Europea, Nato, Onu, Osce e altri organismi internazionali per l’impiego in operazioni di supporto alla pace e nella gestione di crisi internazionali. Svolge attività di polizia laddove le strutture di sicurezza locali esistenti sono inefficaci o inesistenti, contribuisce all’addestramento di pesonale locale e alla ricostituzione di forze di polizia locali.
Attualmente Eurogendfor è dispiegata in Bosnia nella missione Eufor Althea.
Il colonnello Truglio, che cede oggi il comando al collega portoghese Esteves, è stato il secondo comandante di Eurogendfor. Ha partecipato alla missione Unosom in Somalia nel 1993 e alla missione Alba in Albania nel 1997; è stato comandante della Msu in Bosnia Erzegovina nella missione Sfor nel 2004 e inoltre è stato il primo comandante della Integrated Police Unit (Ipu) nella missione Eufor Althea fino al settembre 2005. Nel 2006 ha comandato la Msu dell’Italian Joint Task Force in Iraq. E’ comandante di Eurogendfor dal 26 giugno 2007.
Il Portogallo tiene permanentemente quattro ufficiali e un sergente nel quartier generale di Eurogendfor. Il colonnello Esteves lascia la funzione di capo di stato maggiore e diviene oggi comandante di Egf.
Alla cerimonia di oggi, oltre alle autorità locali, parteciperanno i vertici delle sei forze di polizia di Eurogendfor.
Fonte: smD
Foto: Eurogendfor
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martedì, maggio 13th, 2008 98 views
Sono sessantaquattro i giovani ufficiali sottotenenti o tenenti del 9°, 10° e 11° corso dell’Arma dei Carabinieri interessati dalla decisione del neoministro della Difesa Ignazio La Russa. Per loro, ufficiali in ferma prefissata prossimi al congedo dopo la ferma iniziale di trenta mesi, il ministro ha oggi “disposto la concessione di un ulteriore anno di rafferma”.
Il ministero della Difesa si pone così in linea con l’azione di governo orientata in queste ore a realizzare un pacchetto a tutela della sicurezza del Paese. “Queste preziose risorse” vengono dunque raffermate “in attesa che la prossima legge finanziaria ne disciplini le procedure di stabilizzazione”, comunica in una nota il ministero della Difesa.
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martedì, novembre 20th, 2007 276 views
pubblicato da Embedded il 20 novembre 2007
Il voto del 17 si è svolto nella massima tranquillità. La bassa percentuale di affluenza, pari al 43%, è stata giudicata negativamente dal capo della missione di osservazione elettorale del Consiglio d’Europa Giovanni Di Stasi, che ha ritenuto il dato allarmante e pericoloso per il futuro più prossimo.
Se gli albanesi si sono presentati al voto in così bassa percentuale, circa il 94% della totalità degli affluiti alle urne, allora il voto non è stato scambiato come espressione di una scelta di indipendenza del Kosovo come poteva sembrare fino alla scorsa settimana.
A Pristina, ma anche a Decane, Pec/Peja, Prizren, Bresovica, c’è molta calma e non si sono verificati disordini. Per ogni eventualità nella base dei Carabinieri a Pristina sono arrivati da due giorni anche una decina di paracadutisti del reggimento Tuscania, specializzati nella gestione di situazioni di emergenza.
“La loro presenza eleva il profilo qualitativo della nostra missione in teatro operativo”, spiegano alla Msu. Una missione quella dei Carabinieri della Msu che è impegnata in prima linea nel mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.
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giovedì, dicembre 29th, 2005 61 views
pubblicato da Embedded il 29 dicembre 2005
Chi ha seguito il Tg2 delle 20,30 di ieri avrà notato il servizio sulla visita del ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini nei Balcani. Nel montaggio delle immagini si sono visti tra i vari siti anche il monastero di Visoki Decani e il Villaggio Italia di Belo Polje, in Kosovo, di cui ho scritto nel post del 24 dicembre scorso.
Questa foto è stata scattata nella biblioteca del monastero, che viene protetto dai militari del contingente italiano della missione Kfor insieme con i monaci che ci vivono. Così è previsto dai compiti assegnati con la missione Nato.
Una situazione simile si è verificata anche 64 anni fa.
Nel libro conservato al monastero di Visoki Decani c’è la testimonianza di un ufficiale dei Carabinieri datata 25 maggio 1941. Dovendo garantire sicurezza al sito religioso, l’ufficiale è stato ospitato dai monaci e ha lasciato questo prezioso documento.
Mi piacerebbe trovare un commento a questo post da parte di quell’ufficiale o dei suoi discendenti.
UM ha scritto:
Un documento interessante sul grande gioco Balcanico, che si protrae almeno dall’ Ottocento. Anche poche righe di un semplice tenente de CC.RR. ci fanno assaporare la “geopolitica” vera.
UM (30/12/2005)
Foto: monastero di Decani
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giovedì, ottobre 27th, 2005 39 views
pubblicato da Pagine di Difesa il 27 ottobre 2005
“Una Difesa moderna impegnata anche nella ricerca di un nuovo rapporto con il cittadino, più diretto, che renda visibile il servizio reso alla collettività”. L’obiettivo indicato nella cartella stampa dello stato maggiore della Difesa per la 42esima edizione dello Smau di Milano è stato raggiunto.
Modelli di mezzi in dotazione alle varie Forze armate e collegamenti in videoconferenza con i teatri operativi, fittizia scena del delitto con tanto di manichino accoltellato a terra e carabiniere in camice bianco ad acquisire particolari utili alle indagini: tutto ha contribuito a raggiungere l’obiettivo orientato a mostrare il nuovo corso delle Forze armate. Ma il merito principale non va alla scenografia.
Chi ha firmato quest’anno in modo definitivo la rotta verso una maggiore apertura dei militari nei confronti del mondo civile sono stati gli uomini, che hanno saputo catturare l’attenzione del visitatore con la scioltezza dell’approccio per poi trattenerla con l’empatia. Ufficiali che non hanno esitato a raggiungere i più piccoli piegandosi sulle ginocchia per facilitare uno sguardo diretto alla stessa altezza da terra, carabinieri disponibili a fotografare i visitatori che richiedessero la propria foto segnaletica e il meteorologo che ogni mattina dalla tivù ci dice il tempo che farà hanno saputo avvicinare l’obiettivo indicato nella cartella stampa.
Accanto alla tecnologia, all’informatica e alla digitalizzazione il fattore umano ha dimostrato la sua superiorità nel raggiungere il dialogo tra mondo militare e mondo civile. Salire a bordo dell’auto dei Carabinieri e attivare la sirena è seducente non solo per un bambino, ma anche per il ragazzo intraprendente in gita con la classe. E fa sorridere gli adulti che, penalizzati dalla generazione passata, non avrebbero mai pensato di trovarsi così a stretto contatto con chi si ritiene faccia solo multe o compili verbali.
Queste caratteristiche umane dimostrano che si è scelto bene tra le persone da destinare allo stand. Oppure indicano che il nuovo corso è realtà da qualche anno, da quando cioè si è cominciato a studiare l’approccio interpersonale con maggiore attenzione. Niente braccia incrociate sul petto e disponibilità a rispondere alle domande del visitatore ponendosi sullo stesso livello comunicativo. Anche il linguaggio non verbale vuole la sua parte, dato che è l’elemento primario su cui si innesta un canale di comunicazione.
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