mercoledì, marzo 28th, 2012 66 views
Nella giornata di oggi 28 marzo, forze della coalizione sotto comando dell’RC-W (Regional Command West), su base brigata Sassari, come si apprende dal comunicato stampa dello stesso RC-W, hanno respinto un attacco portato da un gruppo di ribelli a un convoglio delle Forze di Sicurezza Afgane (ANSF) in Gulistan, sulla High-Way 1.
L’attacco è stato sferrato contro un convoglio che procedeva su un tratto della High-Way 1 in direzione sud per portare rifornimenti a una base dislocata nella provincia di Helmand.
Ricevuto l’allarme dal Centro Operativo di Coordinamento delle Forze di Sicurezza Afgane di Herat, il Comando di RC-W ha disposto l’intervento di elicotteri armati della coalizione schierati sulle basi di Farah e Shindand al fine di portare tempestivo supporto al convoglio afgano sotto attacco.
L’intervento si e’ sviluppato in più sortite sotto lo stretto controllo di RC-W, risultando risolutivo per neutralizzare la minaccia e consentire alle forze afgane di riorganizzarsi. Le perdite registrate da parte dei ribelli, si apprende, sono “importanti”.
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Fonte: RC-W ISAF
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lunedì, settembre 12th, 2011 205 views
Sicurezza e discrezione. Ecco le parole chiave delle due novità proposte dall’azienda britannica BAE Systems al Defence and Security Equipment International (DSEi) di quest’anno, che aprirà i battenti domani 13 settembre all’ExCeL di Londra.
Sicurezza, innanzi tutto. Il sistema BLAST (Brownout Landing Air System Technology) è espressamente dedicato agli elicotteri e nasce dalla necessità sperimentata in Afghanistan e in Iraq di operare con sicurezza anche in condizioni di scarsa visibilità a causa della sabbia.
Il sistema è stato pensato infatti per migliorare la visibilità in tutte le situazioni in cui le procedure di decollo e atterraggio non sono praticabili per le proibitive condizioni del terreno, dove risulta pericoloso operare nel turbinio di sabbia sollevato
dalle pale in rotazione.
Il BLAST (foto BAE) è già stato testato nell’aprile di quest’anno in Arizona, fa sapere l’articolo di Armed Forces International, dimostrando l’utilità della visione tridimensionale generata dal sistema durante l’atterraggio in condizioni proibitive.
La discrezione, invece, è data dalla tecnologia che rende invisibili i carri armati rendendoli impercettibili. Adaptiv, così si chiama, è un sistema che sfrutta il calore permettendo al mezzo blindato di mimetizzarsi con
l’ambiente.
Pixel esagonali (foto BAE) particolarmente sensibili alle alte temperature permettono di catturare il calore del terreno e di trasmetterlo sul carro armato. Un sistema utilizzabile non solo per mezzi in movimento, ma anche per navi o per edifici. I pixel sono di misura variabile a seconda dell’utilizzo e delle necessità. Il camuffamento è garantito con un basso consumo di energia.
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Fonte: Armed Forces International
Foto: BAE Systems
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giovedì, agosto 11th, 2011 125 views
Mancanza di pianificazione e di equipaggiamento, con il fiato della Nato sul collo che faceva pressione per proseguire nelle fasi di espansione della missione Isaf verso le province meridionali dell’Afghanistan. In queste condizioni le truppe britanniche hanno azzardato cinque anni fa l’espansione della missione Nato Isaf nella provincia di Helmand.
A riferire del rapporto parlamentare, che evidenzia l’aspetto rischioso e altamente aleatorio del dispiegamento militare in una provincia di cui si conosceva ancora troppo poco, è un articolo del 17 luglio pubblicato dal britannico Express.
Il rapporto fa riferimento alla fase di espansione della missione Isaf nel 2006 da Kabul a tutto il resto dell’Afghanistan.
Fu un dispiegamento affrettato con tutti i disagi del caso, rivela l’articolo. A partire dall’incapacità di adattarsi velocemente all’aspetto “banditesco” e “letale” della provincia di Helmand, popolato da IED oltre che da talebani e signori della guerra perfettamente a loro agio nell’area.
L’Air Chief Marshal Sir Jock Stirrup ricorda che le discussioni all’epoca erano del tipo “non sappiamo granché del sud tranne che non è il nord”. Secondo il generale Ed Butler, allora al vertice delle Forze Armate britanniche in Afghanistan, la resistenza dei talebani fu sorprendente, benché “ci fosse la sicurezza che il dispiegamento sarebbe avvenuto in un ambiente permissivo”.
Ma la cosa più scandalosa, come si apprende leggendo, è rappresentata dalla confusione comunicativa registrata tra militari e governo, al punto da esporre i comandanti alla critica di aver nascosto la pericolosità dell’azione, e il segretario alla Difesa di aver ingenuamente creduto che vi fossero abbastanza risorse. In realtà mancavano anche gli elicotteri.
Il generale Butler specifica infatti che il deficit di mezzi era pari a circa la metà del reale fabbisogno in quel momento in quelle circostanze. In netto contrasto con le dichiarazioni del marzo 2006 dell’allora segretario alla Difesa John Reid, che assicurava di essere a conoscenza della soddisfazione del comandante della task force elicotteri sul campo relativamente al numero di ore di volo disponibili.
L’articolo pubblicato dall’Express sottolinea anche l’errata convinzione dell’epoca secondo cui Helmand potesse essere gestita da 3mila militari birtannici. In realtà nella regione sono stati dispiegati 30mila militari della coalizione, secondo la Commissione Difesa della House of Commons britannica.
Una rivelazione che arriva in un momento difficile per le forze armate di Sua Maestà, soggette a drastici tagli di personale e di budget.
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Fonte: express.co.uk
Foto: ilfoglio.it
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venerdì, luglio 29th, 2011 403 views
Sono decollati da Viterbo come se fosse Herat. Del resto tutta l’esercitazione Tuscia 2011 è stata condotta sulla base di uno scenario che riproduceva la complessa realtà afgana.
L’esercitazione Tuscia 2011, inziata lo scorso 18 luglio nell’area addestrativa di Cellina Meduna, in provincia di Pordenone e conclusa il 27 luglio a Monte Romano, nel viterbese, era finalizzata alla dichiarazione di prontezza per l’impiego all’estero dell’assetto di volo per esigenza Quick Reaction Force (QRF) in teatro operativo.
E’ stata condotta dall’Aviation Battalion su base 5° reggimento Rigel di stanza a Casarsa della Delizia, in provincia di
Pordenone, con la partecipazione della brigata aeromobile Friuli di Bologna.
Le attività esercitative hanno visto coinvolti i fanti del 66° reggimento Trieste in elisbarchi, attività a fuoco con armi portatili e di reparto e con l’impiego dei nuovi mortai leggeri da 60 mm. Non è mancata l’attività di recupero di feriti con l’utilizzo di un elicottero in assetto MEDEVAC (Medical Evacuation).
Le attività si sono svolte sotto la supervisione di personale del comando brigata in qualità di attivatori e controllori.
Le operazioni di volo hanno avuto luogo nel poligono friulano di
Cellina Meduna, mentre la parte di pianificazione e organizzazione è stata condotta in zona aeroportuale nel posto comando allestito presso la sede del reggimento di volo.
La complessa attività di pianificazione, che ha visto impegnate tutte le pedine costituenti l’unità al comando del colonnello Livio Ciancarella, pilota di elicottero, ha dovuto tener conto delle condizioni meterologiche avverse, che hanno impedito la realizzazione dell’attività conclusiva presso il poligono di Monte Romano.
All’esercitazione hanno assistito il generale Luigi Pellegrino, comandante del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito
(CESIVA), e il generale Enzo Stefanini, comandante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).
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Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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sabato, giugno 11th, 2011 272 views
Giovedì 9 giugno si è conclusa a Viterbo l’esercitazione Italian Call 11, finalizzata a sviluppare il concetto di interoperabilità degli equipaggi di elicottero dei paesi partecipanti sotto l’egida dell’Agenzia Europea Difesa (EDA) nell’ambito dell’Helicopter Training Programme.
L’esercitazione, che ha avuto inizio lo scorso 23 maggio, è stata condotta dal generale Enzo Stefanini, comandante dell’ Aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo, e dal suo staff, ed è stata diretta dal comandante della brigata aviazione dell’Esercito, generale Luigi Francavilla.
Le attività tecnico-tattiche svolte a una media di 50 missioni al
giorno hanno stimolato la professionalità degli equipaggi coinvolti, presentando caratteristiche da attività operative in ambienti estremi come l’alta quota, le alte temperature e la presenza di sabbia.
Gli equipaggi hanno potuto familiarizzare anche con scenari ambientati in Afghanistan volando con il simulatore di missione dell’elicottero A129 Mangusta in dotazione al centro addestrativo dell’Aves.
Gli esercitati si sono confrontati in missioni di sgombero sanitario, di trasporto truppe, attività a fuoco a contatto con le truppe, operazioni speciali e operazioni di logistica di aderenza.
In tutto sono state svolte più di 600 ore di volo. Circa 450mila i litri di combustibile Avio consumati e 20mila i litri di carburante per autotrazione.
All’Italian Call 11 hanno partecipato 32 elicotteri di varie tipologie, tra cui quelli da esplorazione e scorta A-129 Mangusta, multiruolo AB212, da trasporto tattico NH-90, da trasporto CH-47 e CH-53, provenienti da Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Germania e Slovenia. Lituania e Grecia erano presenti con loro osservatori.
Nell’attività multinazionale sono state impiegate anche 350 unità fra equipaggi e staff, veicoli tattici Lince, mortai pesanti da
120 mm.
L’esercitazione ha messo in luce le capacità operative degli elicotteri dei paesi partecipanti, che hanno dimostrato di essere pronti per un impiego dell’ala rotante in eventuali missioni a guida europea in zone di crisi.
Inoltre, Viterbo ha evidenziato la sua potenzialità quale polo di eccellenza per l’addestramento all’impiego degli elicotteri in operazioni. Caratteristica, questa, che è apparsa evidente nel corso dell’esercitazione dimostrativa denominata United Flags e condotta alla presenza di Adam Sowa, rappresentante EDA.
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L’Aves in Paola Casoli il Blog
Il generale Luigi Francavilla in Paola Casoli il Blog
Il generale Enzo Stefanini in Paola Casoli il Blog
Fonte: Aves
Foto: EDA/Aves
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domenica, giugno 5th, 2011 339 views
L’esercitazione Italian Call 11, condotta a Viterbo dal generale Luigi Francavilla e dal suo staff del Comando Aviazione dell’Esercito (Aves), procede nel suo addestramento agli equipaggi di elicottero europei dimostrando alle autorità civili e militari l’elevato livello esercitativo raggiunto.
Venerdì 3 giugno il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto (foto), ha assistito nel poligono di Monte Romano (VT) all’operazione United Flags con il prefetto di Viterbo, dottoressa Antonella Scolamiero, il sindaco del comune di Viterbo, dottor Giulio Marini, e il presidente della Provincia di Viterbo, avvocato Marcello Meroi.
La United Flags ha dato una dimostrazione tecnico-tattica delle capacità operative raggiunte dagli equipaggi dei 32 elicotteri di sei delle otto Nazioni partecipanti. Si è trattato un’attività a fuoco illustrata in tutte le sue fasi dal briefing che il generale Enzo Stefanini, comandante dell’Aves, ha tenuto per gli ospiti, al fine di meglio illustrare gli atti tattici che da lì a poco si sarebbero svolti davanti ai loro occhi.
La prossima attività a fuoco è prevista per lunedì 6 giugno, a partire dalle 10 nel poligono di Monte Romano, in occasione della visita dei rappresentanti dell’Agenzia Europea di Difesa (EDA).
Sarà il comandante delle Forze Operative Terrestri (Foter), generale di corpo d’armata Francesco Tarricone, la massima autorità militare nazionale delegata a ricevere la rappresentativa EDA guidata dal dottor Jon Mullin, direttore operativo.
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Fonte: Aves
Foto: EDA/Aves
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giovedì, maggio 26th, 2011 400 views
E’ a Viterbo, nell’aeroporto Fabbri, con il personale esercitato e proprio con il personale esercitato sale e scende dagli elicotteri osservando da vicino come procede l’esercitazione Italian Call 11, nell’ambito dell’Helicopter Training Programme (HTP) della European Defence Agency (EDA).
Andrew Gray (foto), EDA Helicopter Project Manager, sta seguendo da vicino, anzi, da vicinissimo, l’esercitazione Italian Call 11, condotta dal generale Luigi Francavilla e dal suo staff e gestita dall’Aves di Viterbo.
“Sono soddisfatto – dichiara Andrew, che prima di essere un project manager è un ex pilota militare – sì, sono davvero soddisfatto di come sta procedendo l’esercitazione”.
Due equipaggi, quello belga e quello sloveno, stanno per partire in direzione Terminillo.
Praticamente un cambio repentino di paesaggio, dalla campagna viterbese alle vette innevate: “E’ proprio ciò che ci serve in vista di scenari come quello afgano – spiega il project manager Gray – con il problema delle quote e le temperature elevate vengono richieste prestazioni limite sia agli uomini che ai mezzi, l’esercitazione ci permette di testare le abilità”.
Gray sottolinea “l’obiettivo di mettere insieme diversi equipaggi e vedere come si possa lavorare insieme al meglio”. Come scenario, il manager ha privilegiato un ambiente che permetta di fare pratica
in presenza di temperature elevate, quali quelle tipiche di questi giorni in centro Italia, con uscite a lungo raggio per consentire i cambi di quota e di paesaggio sottostante.
“L’esercitazione includeva inizialmente anche il sud della Sardegna, ma a causa dei recenti eventi si è deciso di concentrare le attività a Viterbo”, conclude Andrew Gray, che alla domanda su quanto tempo ci sia voluto per progettare la Italian Call 11 risponde: “Un anno e mezzo, è questo il tempo che ci vuole per la progettazione di esercitazioni di questo tipo. Non a caso sto già pensando alla prossima, che si terrà in Portogallo nel luglio 2012”.
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Foto: Italian Call 11/Aves, la foto di Andrew Gray è di Altius Directory
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mercoledì, marzo 10th, 2010 238 views
Diventare pilota di elicottero nel Wiltshire, direttamente sulla macchina che poi si piloterà in Afghanistan. Un’idea che si è concretizzata per una trentina di militari afgani che stanno completando il loro addestramento nella base di Boscombe Down, nel sudovest dell’Inghilterra, grazie a un progetto del ministero della Difesa britannico.
Project Curium, questo il nome del programma di addestramento, si concluderà alla fine di marzo dopo un periodo di dodici mesi di formazione. Costituirà il seme della futura forza elicotteristica dell’Afghanistan, consentendo a medio termine l’invio di meno personale britannico in teatro operativo e a lungo termine l’addestramento dei futuri addestratori, dando così vita a un ciclo indigeno di formazione di personale specializzato.
Per il momento i piloti afgani hanno volato sugli elicotteri di fabbricazione russa Mi-17 sui cieli della Salisbury Plain, l’area di esercitazione nel Wiltshire dove il sorvolo permette di gustare lievi colline e sfiorarne le cime dei fitti boschetti.
“Sono venuto qui come uomo normale, torno a casa come pilota”, ha affermato uno dei militari afgani che ha preso parte a Project Curium, “il mio cambiamento più grande”.
Fonte: UK MoD
Foto: Shephard
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giovedì, settembre 24th, 2009 84 views
Da una parte un’azienda pronta a cogliere sempre nuove sfide, dall’altra la più grande compagnia di supporto elicotteristico al mondo. L’italiana AgustaWestland del gruppo Finmeccanica e l’americana Heli-One hanno firmato un contratto per la riparazione e la revisione degli elicotteri AW139 che prevede il supporto in Canada di tutte le flotte di AW139 della compagnia CHC Helicopter Corporation e clienti terzi.
Un contratto che dimostra l’impegno continuo di AgustaWestland nel fornire il miglior supporto possibile ai suoi clienti, ha commentato l’amministratore delegato Bruno Spagnolini.
La CHC ha iniziato a incorporare nella sua flotta gli AW139 a partire dal 2005. Si occupa principalmente di fornire supporto elicotteristico alle piattaforme petrolifere, è leader nei servizi di ricerca e soccorso, nell’addestramento e nella riparazione e revisione dei mezzi. Ha circa 250 mezzi in 35 paesi.
L’AW139 della AgustaWestland è un elicottero versatile che nella sua configurazione standard accoglie dai dodici ai quindici passeggeri in una cabina di otto metri cubi di volume, facilmente accessibile grazie alle porte scorrevoli su entrambi i lati.
L’accordo appena firmato prevede la costituzione di un centro di riparazione e revisione a Vancouver, in Canada.
Fonte: AgustaWestland
Foto: AgustaWestland
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giovedì, giugno 26th, 2008 64 views
Appuntamento alle 10.30 di stamattina all’aeroporto Vassura di Rimini per il saluto ai gruppi del 7° reggimento aviazione esercito Vega in partenza per i teatri operativi.
Il 25° gruppo elicotteri Cigno è in partenza per il Kosovo, mentre il 53° gruppo elicotteri Cassiopea per il Libano.
A salutarli oggi ci sarà il distaccamento della brigata aeromobile Friuli attualmente impiegata a Herat, in Afghanistan.
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