sabato, maggio 21st, 2011 197 views
Un’aliquota di personale in servizio alla Nato, circa venti militari in tutto, ha affrontato all’inizio di maggio il training specifico in vista della prossima esercitazione in ambito Nato Response Force (NRF) in programma alla fine di quest’anno.
Il personale, proveniente dal Nato’s Joint Force Command Brunssum (JFC BS) e dall’Headquarters Allied Force Command Heidelberg (FC HD), si è dispiegato in Norvegia presso il Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger dal 29 aprile al 6 maggio scorso.
Obiettivo dell’attività era il perfezionamento delle capacità di
coordinazione tra i comandi centrali e i gruppi dispiegati sul terreno, gli Operational Liaison Reconnaissance Team (OLRT), nell’ambito di una crisi umanitaria.
Lo scenario fittizio progettato dal JWC è stato reso particolarmente realistico dall’intervento di attori civili, quali un presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentanti delle Nazioni Unite e membri di organizzazioni internazionali (IOs) e organizzazioni non governative (NGOs).
Gli OLRT hanno agito sul terreno della possibile area di operazioni come se fossero “gli occhi e le orecchie” dei comandi, raccogliendo quindi tutte le informazioni utili all’elaborazione del processo decisionale.
Per il capo degli OLRT esercitati, generale di brigata belga Eddy Staes, l’esercitazione di Stavanger ha rappresentato l’opportunità per meglio comprendere l’utilizzo degli OLRT nelle situazioni di crisi. “Lo scenario creato dal JWC – ha aggiunto il generale belga – rispecchiava la realtà e per questo ci ha permesso di esercitarci in modo realistico secondo il concetto train as you fight”.
Articolo correlato:
Stavanger, l’Allied Command Transformation della Nato identifica l’agenda degli eventi addestrativi per il prossimo biennio (19 aprile 2011)
Fonte: JWC
Foto: JWC
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venerdì, febbraio 25th, 2011 764 views
In questo momento un mezzo anfibio di nave San Giorgio della Marina Militare Italiana è nel porto libico di Misurata pronto per imbarcare i primi quaranta/cinquanta dei circa centoventi italiani in attesa di lasciare la Libia dal porto di Misurata.
Emergenza Libia su Paola Casoli il Blog
Fonti proprie.
Foto: atacama.it
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venerdì, febbraio 25th, 2011 1.403 views
“Faremo quel che verrà deciso nel vertice di emergenza”, afferma il colonnello Francesco Cosimato, portavoce del generale Gian Marco Chiarini comandante del Corpo di reazione rapida della Nato in Italia (Nato Rapid Deployable Corps – Italy, Nrdc-Ita), riferendosi al vertice di emergenza sulla Libia, programmato dal segretario generale della Nato per oggi pomeriggio a Bruxelles.
Pur non essendoci piani di intervento della Nato sul suolo libico, come ha dichiarato ieri 24 febbraio il segretario Nato Anders Fogh Rasmussen nel corso della sua visita in Ucraina, rimane alta l’attenzione per una situazione che non minaccia direttamente i paesi Nato e i loro alleati, ma che comunque ha ripercussioni indubbiamente negative.
Uomini e donne di Nrdc-Ita sono in ogni caso “pronti a implementare quel che decide il North Atlantic Council (NAC, l’organo politico con poteri decisionali dell’Alleanza, ndr)”, assicura il colonnello Cosimato.
Nrdc-Ita è attualmente al comando della componente terrestre della Nato Response Force 16 (Nrf 16), lo strumento di risposta militare a disposizione dell’Alleanza Atlantica in caso di crisi emergenti, siano esse questioni di difesa collettiva o di salvaguardia di interessi nazionali.
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Su Libia in Paola Casoli il Blog
Foto: esercito.difesa.it
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mercoledì, febbraio 23rd, 2011 5.416 views
L’unità da trasporto anfibio San Giorgio e il cacciatorpediniere lanciamissili Mimbelli (foto) della Marina Militare Italiana sono in acque internazionali, pronte ad accogliere gli italiani da riportare in patria all’ordine di evacuazione.
Nave San Marco, diversamente da quanto annunciato in precedenza, non è in realtà salpata per la Libia, ma si è solo spostata dal porto di Taranto a quello di Brindisi.
Allo stesso tempo la Chimera, una delle due corvette che con la Fenice è normalmente presente nel Canale di Sicilia in attività di pattugliamento per il controllo del traffico migratorio, sta per essere sostituita da un pattugliatore d’altura con elicottero, il Comandante Bettica, maggiormente idoneo per eventuali attività di soccorso nell’attuale situazione di emergenza.
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Navi militari italiane salpate ieri in direzione della Libia (23 febbraio 2011)
Fonti proprie
Fonte: Marina Militare Italiana
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lunedì, settembre 6th, 2010 396 views
Il più grande disastro al mondo. Huma Beg, regista di Islamabad, è rimasta impressionata dalla portata delle inondazioni che hanno colpito il Pakistan.
La sua testimonianza – riportata insieme a quella di un’altra donna, Noor Aftab della ong Shahina Aftab Foundation, da BBC online – narra di un paesaggio sconvolto.
Huma aveva girato un documentario nella valle dello Swat in luglio. Meno di un mese dopo si è ritrovata nello stesso posto a filmare quello che non c’era più. “Ma il peggio – dice – deve ancora venire. I problemi arriveranno in inverno e dureranno tutto l’anno”, questo a causa delle mancate vendite dei prodotti della terra che costituivano la fonte di reddito per i contadini della zona.
Per chi si è riparato nei villaggi in montagna, dunque, si tratta solo di posticipare di un poco la sofferenza. Mancano farina e zucchero. I volontari e le ong li stanno comperando per la popolazione colpita dal disastro.
In Italia l’Agenzia Italiana Risposta Emergenze (Agire) ha lanciato un appello lo scorso 20 agosto in favore delle popolazioni colpite. “Dopo oltre un mese di piogge monsoniche continue – si legge dal sito dell’agenzia – il Pakistan è in ginocchio. Diciassette milioni e duecentomila persone sono state colpite da quella che le Nazioni Unite hanno definito una catastrofe paragonabile al terremoto di Haiti e allo tsunami del 2004”.
I fondi raccolti sosterranno interventi di ActionAid, Cesvi, Intersos, Save the Children e Vis per la consegna di beni di prima necessità e kit igienico/sanitari.
Fonte: BBC; Agire
Foto: Huma Beg/BBC
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mercoledì, gennaio 20th, 2010 702 views
“Stiamo salpando”. L’annuncio della partenza di nave Cavour dal porto di Civitavecchia alla volta di Haiti viene dato telefonicamente da bordo dal tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi (foto), poco dopo le 17 di oggi 20 gennaio.
Si tratta dell’operazione White Crane che vede coinvolta la portaerei Cavour della Marina Militare in soccorso alla popolazione della Repubblica di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio.
Un’operazione interforze (joint), più di 800 i militari imbarcati appartenenti alle quattro Forze Armate, e multinazionale (combined), poiché prevede l’imbarco in Brasile di medici militari delle Forze Armate brasiliane e probabilmente di alcuni elicotteri.
“Ci vorranno una decina di giorni per arrivare a Port-au-Prince – ha spiegato Carosella – quindi arriveremo a destinazione il 29 o 30 gennaio prossimi”.
La portaerei Cavour, varata il 20 luglio 2004 e consegnata da Fincantieri alla Marina Militare il 27 marzo 2008, può trasportare fino a 20 tra aerei ed elicotteri ed è in grado di ricoverare forze e mezzi anfibi.
L’area ospedaliera di bordo dispone di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-Tac, una sala trattamento ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.
Dal momento della sua consegna alla Marina, nave Cavour è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Il dispositivo nazionale interforze che svolgerà l’operazione White Crane, come si legge dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa (smD), è strutturato – oltre che da nave Cavour per la Marina Militare con oltre 500 membri di equipaggio, personale di force protection, personale e direttore sanitario e sei elicotteri medi da trasporto – anche da uomini e mezzi dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri.
Così specifica smD:
l’Esercito Italiano fornisce una task force a livello di compagnia, che comprende anche un plotone di force protection, un plotone trasmissioni, 15 mezzi ruotati e cingolati per il movimento terra, 20 autoribaltabili, 5 autogru e personale sanitario;
l’Aeronautica Militare fornisce un assetto di force protection, un team base operations per il coordinamento delle attività aeree e personale sanitario;
i Carabinieri forniscono un nucleo di polizia militare e personale sanitario.
La cosiddetta forza di reazione rapida nazionale, ovvero il comando operativo del COI ad alta prontezza operativa Italian Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) già validamente impiegato per l’emergenza terremoto all’Aquila con l’Operazione Gran Sasso, non risulta al momento impiegato se non per una prima attività ricognitiva con un contributo di due uomini in ambito interagency partiti per Haiti lo scorso 13 gennaio.
Non è da escludere tuttavia una attivazione progressiva dell’Ita-JFHQ.
Fonte: smD, fonti proprie.
Foto: Marina Militare Italiana
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