mercoledì, luglio 14th, 2010 252 views
E’ finito ieri, con l’attracco dell’ultima nave, lo sforzo logistico del Nato Rapid Deployable Corps – Italy (Nrdc-Ita) per l’esercitazione Eagle Meteor 2010. Il materiale partito da Solbiate Olona due mesi fa a sostegno dell’esercitazione che si è tenuta a Lecce dal 10 al 23 giugno scorsi sta facendo rientro.
L’attività di rischieramento era partita a metà maggio per consentire il dispiegamento di millecinquecento militari di Nrdc-Ita a oltre mille chilometri dalla base di Solbiate Olona.
Si trattava in tutto di spostare 170 container, 120 mezzi, oltre 300 tende e 2 cucine da campo con una capacità di 500 razioni: lo strumento di supporto logistico, grazie anche all’integrazione con la logistica dell’Esercito Italiano e all’utilizzo di vari tipi di vettori, si è dimostrato all’altezza di svolgere un’attività così complessa quale il trasferimento di un comando del livello di corpo d’armata.
Superata definitivamente questa prova, ora Nrdc-Ita proseguirà il proprio addestramento per il semestre di comando terrestre nella Nato Response Force affrontando la prossima esercitazione Noble Light 2010, in ottobre, e concludendo la preparazione in dicembre, con l’esercitazione Steadfast Juno 2010.
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Fonte: Nrdc-Ita, smE
Foto: Nrdc-Ita
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mercoledì, luglio 7th, 2010 367 views
Trecento alpini e quarantuno istruttori stanno affrontando stamattina 7 luglio le pareti rocciose delle Torri del Falzarego e del Col dei Bos in provincia di Belluno nell’ambito dell’esercitazione Falzarego 2010.
Arrampicate in parete fino a 500 metri e difficoltà oltre il V grado, con discese in corda doppia e con la tecnica del grappolo, più recuperi con il verricello da elicotteri e calate di feriti – simulati – in barella. E’ il programma esercitativo che conclude il mese di addestramento condotto sulle pareti delle Alpi Aurine dalle brigate Julia e Taurinense, dal Centro Addestramento Alpino e dai Rangers, le forze per operazioni speciali del 4° reggimento alpini paracadutisti.
Nell’ambito dell’esercitazione in corso è previsto anche un atto tattico che vedrà l’impiego dei nuovi elicotteri NH-90.
L’attività metterà in luce il livello di preparazione raggiunto sulle tecniche di progressione alpinistica, di autosoccorso in parete e di soccorso organizzato, oltre che di movimento con equipaggiamento completo lungo vie attrezzate.
Tutti elementi di fondamentale importanza per poter affrontare qualsiasi tipo di teatro operativo, in particolare quello afgano dove gli alpini contribuiscono alla task force 45 nell’ambito dell’operazione Sarissa di Isaf con le forze speciali del 4° reggimento.
Fonte: Comando truppe alpine
Foto: ienakorps.it (Esercitazione Falzarego 2009)
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giovedì, maggio 13th, 2010 65 views
Si conclude oggi la più vasta esercitazione militare delle Forze Armate pakistane degli ultimi vent’anni. Azm-e-Nau 3, questo il nome dell’esercitazione, era iniziata lo scorso 10 aprile mettendo in campo fino a 50mila soldati di tutti i corpi pakistani, inclusa l’aeronautica militare (Pakistani Air Force, PAF).
L’esercitazione si è tenuta nel territorio orientale del Pakistan e ha interessato le aree di Multan, Bahawalpur, Sialkot, sud Punjab e Sindh. Indirizzata a esercitare capacità militari, più che a intimorire i vicini, secondo fonti militari a cui fa riferimento Armed Forces Int’l, Azm-e-Nau 3 è il frutto di un processo di preparazione lungo mesi, per lo sviluppo di una solida preparazione militare in grado di rispondere a un ventaglio di minacce emergenti.
Il capo dell’Esercito Pakistano, il generale Ashfaq Parvez Kayani, ha ribadito in proposito la consapevolezza che il paese ha nel suo ruolo di garante della pace e della stabilità nell’area.
Nonostante le rassicurazioni, le due ore di combattimento nel deserto di Khairpur Tamewali vicino a Bahawalpur con tanto di intercettazione di un UAV da parte dei jet della PAF hanno sollevato molte perplessità e timori da parte indiana.
Fonte: Armed Forces Int’l, The Eastern Tribune, Daily Times, The International News
Foto: The Eastern Tribune
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mercoledì, maggio 12th, 2010 153 views
Addestramento creativo. Al limite del realismo, anzi, molto molto reale. Soldati che si addestrano sul modello della Nazi-Wehrmacht, seguendo le operazioni condotte nella Seconda Guerra che nel realismo esercitativo prestano nomi e caratteristiche dei protagonisti per meglio adeguare lo scenario agli obiettivi del training.
E’ il think tank German-Foreign-Policy.com a rivelare con un proprio reportage ciò che da anni viene proposto alle truppe tedesche dai manuali del German Armed Forces Military History Research Office (MGFA).
L’ufficiale delle SS Paul Karl Schmidt, capo dell’ufficio stampa del ministero degli Esteri tedesco fino al 1945, diventerebbe nel realismo esercitativo il signor Paul Carell. Mentre nella guida dell’MGFA per le truppe dispiegate in Afghanistan il “fervente antisemita” Oskar Ritter von Niedermayer viene descritto come colui che rappresenta le “buone relazioni tra Germania e Afghanistan” prima, durante e dopo la Seconda Guerra.
In tutto i case studies presentati nel manuale di Simulated Combat Training a vantaggio dell’addestramento delle truppe sono quattro, secondo quanto riportato. Tutti orientati a fornire un quadro il più possibile realistico della guerra e per questo piuttosto estremi.
Il “winter combat” della Wehrmacht contro l’Armata Rossa nel 1942, tra gli altri casi presenti, permette agli istruttori di insistere sullo stress fisico ed emotivo degli esercitati, facendo leva sull’ambiente completamente diverso da quello a cui i soldati tedeschi sono abituati: “evidente il parallelo con le operazioni in Afghanistan – afferma l’articolo – con condizioni climatiche ostili e terreno difficile”.
Fonte: German-Foreign-Policy.com
Foto: www.britannica.com
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lunedì, aprile 19th, 2010 129 views
Neppure lo scenario più fantasioso avrebbe potuto inserire un’eruzione vulcanica nella trama dell’esercitazione navale Brilliant Mariner 2010. E invece ci ha pensato il vulcano islandese Eyjafjallajoekull, iniziando a eruttare lava da sotto il ghiacciaio dove è situato dallo scorso 13 aprile e dando luogo a una insidiosa nuvola di cenere in espansione verso sudest.
L’esercitazione Nato Brilliant Mariner aveva preso avvio nel mar Baltico e nel mare del Nord appena il giorno prima, quando una vasta flotta di navi da guerra e sottomarini appartenenti alla Nato Response Force (NRF) era salpata dai vari porti europei.
In tutto trentuno navi, quattro sottomarini e ventotto aerei, con circa 6.500 militari coinvolti, si esercitano fino al 22 aprile prossimo nei mari e nei cieli del nord Europa su uno scenario realistico che va dalla sicurezza marittima ai casi di minaccia asimmetrica, dalle operazioni umanitarie agli incidenti terroristici. Ma questa volta più degli attacchi dei pirati sono da temere le ceneri del vulcano.
La nuvola di cenere, risultata dal contatto di magma e ghiaccio a seguito dell’eruzione del vulcano islandese, sta dunque rappresentando per l’Exercise Control della Brilliant Mariner 2010 un incidente che condiziona la condotta dell’esercitazione e richiede l’adattamento dello scenario alla realtà, dato che le attività aeree dei mezzi esercitati risultano rallentate in adeguamento alla situazione reale.
Nell’esercitazione sono attualmente coinvolte dieci nazioni Nato (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti) e un paese del Partnership for Peace, la Svezia.
Fonte: Nato
Foto: Brilliant Mariner 2010, il Giornale.it
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venerdì, marzo 26th, 2010 240 views
La recente visita lo scorso 22 marzo del generale di corpo d’armata Charles Bouchard, vicecomandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli (JFC-N), al Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) di Solbiate Olona si inquadra nell’ambito del processo di preparazione per la Nato Response Force (Nrf).
Sarà infatti proprio il corpo d’armata che ha sede nella caserma solbiatese Ugo Mara a guidare il comando terrestre (Land Component Command) del turno di Nrf 16 per il primo semestre del 2011. Questo significa garantire la prontezza operativa nell’arco di sei mesi con un tempo di dispiegamento minimo, a partire da cinque giorni dall’ordine, e in qualsiasi area di crisi, per interventi valutati caso per caso dal North Atlantic Council e che vanno dall’antiterrorismo alla gestione dei disastri naturali.
La garanzia di tale prontezza operativa si certifica solo dopo un anno di preparazione con esercitazioni specifiche di impegno via via più crescente. Da un primo periodo di addestramento in ambito nazionale, il comando viene poi valutato su un piano più ampio fino alla certificazione finale da parte del comando Nato designato per il turno specifico.
Nel caso di questa rotazione è l’Allied Joint Force Command di Napoli il comando Nato designato e dunque responsabile per Nrf 16. Sarà perciò questo comando a validare il pacchetto Nrf nell’esercitazione finale Steadfast Juno, di cui il generale Bouchard è il direttore.
Nel corso della visita del vice di JFC-Napoli nella caserma Mara, il comandante di Nrdc-Ita generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini ha illustrato l’organizzazione, i compiti e le prossime attività operative che impegneranno il personale di Nrdc-Ita nei prossimi mesi.
La prima esercitazione in programma, la Eagle Meteor 10, è prevista in giugno e sarà dedicata alle procedure operative del personale e delle unità dipendenti, mentre le procedure di staff verranno esercitate nella Noble Light 10 con successiva certificazione del comando e validazione degli assetti delle nazioni contributrici.
Con Nrf 16, Nrdc-Ita viene interessato come Land Component Command per la terza volta dopo i precedenti turni del 2004 e del 2007.
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Fonte: Nrdc-Ita
Foto: www.esercito.difesa.it
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martedì, febbraio 16th, 2010 639 views
Un comando Nato unico sul territorio nazionale, il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) di Solbiate Olona in provincia di Varese. Così lo ha presentato il comandante generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini ieri 15 febbraio al consigliere del ministro della Difesa Marco Airaghi in visita alla struttura.
Nrdc-Ita infatti “continua a fornire un grande contributo in termini di professionalità e di immagine sia in patria sia all’estero – ha sottolineato Chiarini – confrontandosi in modo eccellente con le forze armate degli altri paesi”.
Nella caserma Ugo Mara, sede del corpo d’armata Nrdc-Ita comandato dal generale Chiarini, sono presenti quattordici nazioni Nato oltre all’Italia. Negli anni scorsi Nrdc ha affrontato impegni internazionali come Isaf VIII in Afghanistan, due turni di rotazione al comando componente terrestre della Nato Response Force (Nrf) e un ulteriore incarico in Afghanistan.
Il prossimo impegno operativo di rilievo sarà un nuovo turno di comando come componente terrestre in Nrf nel 2011. E il 2010 servirà come anno di preparazione per l’evento.
Dopo l’esercitazione Eagle Blade 09 di novembre dello scorso anno, disegnata su una crisis response operation che si è poi evoluta in war fighting, la successiva esercitazione condotta nel gennaio di quest’anno si è svolta in forma di seminario di studi geostrategici per un approfondimento sulle nuove sfide che la Nato deve affrontare.
La Eagle Eye 2010, così è stata denominata, ha visto la partecipazione del vicesegretario generale della Nato ambasciatore Claudio Bisogniero, che ha illustrato gli impegni della Nato e le sue priorità; del generale di corpo d’armata Carlo Cabigiosu, che ha affrontato le sfide future della Nato e il nuovo concetto strategico; del professore Massimo de Leonardis dell’Università Cattolica di Milano, che ha affrontato la questione della diversità di approccio al conflitto da parte islamica e da parte occidentale; del direttore del Centro Studi Internazionali Andrea Margelletti, che ha parlato dell’importanza di una intelligence di natura sociologica più che tecnico-militare.
Ora ci sono in programma altre tre esercitazioni computer assisted di livello più elevato. La prossima, denominata Eagle Meteor, si terrà nel mese di giugno e partirà dal risultato raggiunto con la precedente Eagle Blade per allargare l’esercitazione a uno spettro più ampio quale quello della ricostruzione. L’aspetto non kinetik non deve trarre in inganno, dato che è comunque prevista la valutazione della prontezza operativa.
A seguire in ottobre è prevista la Noble Light, finalizzata a validare il personale sulle procedure di lavoro di staff. Infine, a dicembre, è in programma l’esercitazione Steadfast Juno, che sarà l’attività conclusiva finalizzata a validare tutte le componenti che danno vita alla Nrf.
In parallelo il personale si addestrerà individualmente con attività specifiche a seconda della diversa area operativa di appartenenza.
AGGIORNAMENTI:
Nrdc-Ita, uomini e donne esercitati per affrontare ogni minaccia per la prossima Nrf 16 (25 maggio 2010)
Nrdc-Ita si prepara a guidare la prossima Nrf 16 e riceve la visita del generale Bouchard (26 marzo 2010)
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Fonte: PAO Nrdc-Ita
Foto: PAO Nrdc-Ita
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venerdì, febbraio 5th, 2010 168 views
Finisce oggi 5 febbraio a Nellis, nella base dell’aeronautica statunitense nel Nevada, la prima delle esercitazioni Red Flag in programma per il 2010. Un gioco di guerra “combat training” con uno scenario estremamente realistico iniziato lo scorso 25 gennaio e giocato in questo giro da due nazioni, gli Usa con l’USAF (United States Air Force) e il Regno Unito con la RAF (Royal Air Force).
Dal 1975, anno di creazione della Red Flag, vengono effettuate ogni anno nella base USAF di Nellis in Nevada dalle quattro alle sei esercitazioni con diverse nazioni partecipanti. Lo scenario realistico (“il più possibile vicino all’attuale combat”) allestito per ogni esercitazione consente ai diversi equipaggi di acquisire un’esperienza senza paragoni, addestrandosi non solo ai rifornimenti in volo e alle operazioni di routine ma soprattutto a impegnativi combattimenti con uno squadrone “nemico” formato da F-16 ed F-15 della stessa USAF.
Fonti: Armedforces, Nellis AFB
Foto: US Air Force
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lunedì, novembre 23rd, 2009 329 views
E’ una crisis response operation a tutti gli effetti quella che il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-Ita) andrà a simulare a partire da oggi fino al 3 dicembre prossimo, con un media day finale per i giornalisti il 4 dicembre a Cameri.
Si tratta della Eagle Blade 09, un’esercitazione di routine per il personale del corpo di reazione rapida della Nato che ha sede nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, in provincia di Varese, ed è comandato dal generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini.
Nella Eagle Blade 09 sono attualmente coinvolti un migliaio di militari appartenenti alle quindici nazioni presenti a Nrdc-Ita, dispiegati per l’occasione nell’aeroporto di Cameri a Novara. Questa esercitazione è finalizzata a testare le procedure operative e ad addestrare il personale del comando nella gestione delle operazioni di un comando Nato in veste di componente terrestre di un comando interforze.
Lo scenario fittizio ambientato in Madagascar prevede il dispiegamento di una Nato Response Force sulla base di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il compito dei militari è di ristabilire pace e sicurezza secondo il capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, ripristinando l’integrità territoriale di uno stato sovrano invaso da uno stato confinante.
Nell’esercitazione sono schierati il posto comando del corpo d’armata, il posto comando della brigata di supporto e dei reggimenti da essa dipendenti. Tutti alloggiati in tende e container con strutture messe a disposizione dall’Aeronautica Militare nell’aeroporto di Cameri.
L’esercitazione è computer assisted (Cax) e prevede l’utilizzo di un migliaio di pc con reti telematiche classificate e non classificate. Saranno garantite la connettività voce, dati, fax e videoconferenza. Oltre naturalmente ai servizi di supporto come il sistema idrico, la lavanderia, l’illuminazione, la ristorazione con il servizio di panificazione campale, un sistema di produzione di energia da 4mila watt e un servizio sanitario Role 1+. Più di seicento i mezzi impiegati per trasporto del personale e dei materiali, con una compagnia di manovra a difesa degli schieramenti.
Fonte: Nrdc-Ita
Foto: Nrdc-Ita (ex Eagle Dagger 09)
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giovedì, novembre 5th, 2009 109 views
Il Kosovo come protettorato della Nato, tagliato via dal resto della Serbia per farci ciò che la Nato desidera con chi desidera. Eulex come cavallo di Troia, introdotto dall’Occidente nel cuore dell’ortodossia balcanica. Sono alcuni dei commenti alla notizia sull’agenzia belgradese B92 relativa all’esercitazione Kfor in corso da stamane nel nord dell’ex provincia serba.
Del resto questa esercitazione di due giorni, denominata Strong Gates e finalizzata ufficialmente a migliorare la cooperazione tra Kfor, Eulex e Polizia del Kosovo (KPS, Kosovo Police Service), è di difficile interpretazione e si presta a molteplici letture.
In primo luogo la Strong Gates non solo viene condotta nei checkpoint vicino a Leposavic e Zubin Potok, quindi a nord di Mitrovica dove si trovano i gates o checkpoint amministrativi di passaggio dall’ex provincia serba al territorio serbo, ma si prefigge anche lo scopo di far raggiungere agli attori – forze di riserva incluse – una maggior familiarità con i luoghi (la fascia a ridosso con il confine serbo, appunto).
Di più. Stando alla notizia riportata da B92, Kfor ha dichiarato ufficialmente che con questa esercitazione “i militari acquisiranno maggior confidenza con il territorio e con tutte le procedure di difesa alle linee di confine di Brnjak e di Jarinje”.
Di difesa da che cosa se solo martedì scorso il comandante di Kfor, il generale tedesco Markus Bentler, aveva dichiarato che non sussistono minacce esterne al Kosovo?
Una provocazione contro Belgrado per dimostrare che “la Serbia ha sicuramente perso il Kosovo e che sul suolo serbo è stato definitivamente costituito uno stato della Nato” secondo il Serbian National Council, che si dichiara convinto che i 250mila serbi costretti a lasciare le loro case in Kosovo dopo l’intervento nel 1999 dell’Occidente “prima o poi torneranno”.
Un modo per far reagire aspramente Belgrado prima del meeting dell’Icj sulla legittimità della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, in modo da evidenziare il lato temibile del carattere dei serbi, secondo alcuni commentatori.
Oppure, e qui sono ancora i lettori di B92 a ipotizzare diverse interpretazioni, l’esercitazione potrebbe essere sostenuta dal timore della creazione di una base militare russa a Nis.
Fonte: B92
Foto: larson74/www.panoramio.com
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