lunedì, luglio 27th, 2009 135 views
E’ iniziato il rientro in patria dei militari del Corpo di reazione rapida della Nato Nrdc-Ita, che ha sede nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona ed è comandato dal generale Gian Marco Chiarini.
Lo scorso 24 luglio è atterrato a Milano Malpensa un primo C-17 dell’Aeronautica statunitense che ha riportato in Italia l’aliquota principale del personale italiano ed estero della Mara. Nrdc-Ita ha dispiegato parte del proprio personale nel quartier generale di Isaf a Kabul per quasi sette mesi con incarichi in tutte le divisioni dello staff.
Lo scorso gennaio 2009 i militari dell’Nrdc-Ita avevano sostituito il personale del comando turco di reazione rapida Nrdc-Tur e ora sono stati sostituiti a loro volta dal comando di reazione rapida tedesco-olandese di Munster, Nrdc-Ge Nl.
Per Nrdc-Ita si tratta del secondo dispiegamento in Afghanistan nell’ambito di Isaf, anche se non a livello di intero corpo d’armata come era invece accaduto quattro anni fa con la missione Isaf VIII comandata dal generale Mauro Del Vecchio. “Si è trattato di un impegno lungo e difficile”, fa sapere il comunicato stampa di Nrdc-Ita ricordando le attività svolte con successo a sostegno delle forze afgane e della popolazione civile.
Prima del dispiegamento il personale aveva seguito uno specifico programma di addestramento volto a incrementare le capacità operative individuali e di team.
La visita del generale Castagnetti e la nomina del generale Valotto a CsmE.
Secondo fonti proprie, a settembre il corpo d’armata riceverà la visita del capo di stato maggiore (CsmE) dell’Esercito. Molto probabilmente si tratterà della visita di commiato del generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, che dopo la pausa estiva cederà il suo incarico al generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto appena nominato nuovo CsmE dal Consiglio dei Ministri. Il generale Castagnetti è stato comandante di Nrdc-Ita dal 2002 al 2004, promuovendo per primo la realizzazione di facilities a vantaggio del personale all’interno della caserma Mara.
Fonte: Nrdc-Ita; fonti proprie.
Foto: Nrdc-Ita
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domenica, giugno 21st, 2009 211 views
Li aveva visitati al termine dell’esercitazione Blue Storm 09 a Monte Romano non più tardi di una settimana prima.
Giovedì 18 giugno il capo di stato maggiore dell’Esercito (smE) generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti è tornato a trovare gli uomini e le donne della brigata aeromobile Friuli prima nella caserma Mameli di Bologna, poi nella caserma De Gennaro a Forlì sede del 66esimo reggimento di fanteria aeromobile Trieste.
Il generale Castagnetti ha così potuto visitare a Bologna la sede del comando brigata e del reparto supporti tattici. Ricevuto dal vicecomandante delle forze di difesa di Vittorio Veneto (da cui dipende la Friuli) generale di divisione Massimiliano Del Casale e dal comandante della Friuli generale di brigata Luigi Francavilla, il capo di smE si è rivolto al personale portando l’apprezzamento nazionale e internazionale “per tutte le operazioni che conduciamo fuori dall’Italia a supporto della pace, in Italia a supporto delle istituzioni, comunque sempre a servizio della gente”.
E ha aggiunto: “Voi siete sempre una parte molto importante di questa componente operativa, perché da sempre avete operato in Afghanistan, in Libano e negli altri teatri d’operazione”.
Una ulteriore prova della capacità operativa raggiunta è arrivata al capo di smE nel corso del pomeriggio, quando trasferito in elicottero a Forlì – dove è stato accolto nella caserma De Gennaro dal colonnello Giuseppe Levato, comandante del 66esimo reggimento Trieste – i fanti aeromobili hanno dato dimostrazione di discese in corda doppia dalla rappel tower, la struttura innovativa utilizzata per l’addestramento alla discesa veloce dall’elicottero (foto).
La brigata aeromobile Friuli ha 155 uomini e 12 mezzi dispiegati attualmente in Afghanistan e in Kosovo. Dal prossimo mese di ottobre per la Friuli si parla di Leonte 7, l’operazione libanese nell’ambito di Unifil.
Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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venerdì, giugno 12th, 2009 430 views
Un intenso ciclo di addestramento culminato con una esercitazione di due settimane nella Tuscia Romana e la visita del capo di stato maggiore dell’Esercito ai due reggimenti esercitati: non c’è dubbio che la piena capacità operativa raggiunta con la Blue Storm 09, conclusasi ieri 11 giugno a Monte Romano, Viterbo, sancisca il prossimo impegno nel teatro operativo libanese della brigata aeromobile Friuli.
Dopo i monti afgani, dove la Friuli ha dato il via per prima al nuovo modo di operare nel Prt di Herat con un’unica brigata, mantenendo così altissimo lo spirito di corpo, si profila ora un impiego al mare già dal prossimo mese di ottobre con l’operazione Leonte 7 nell’ambito della missione Unifil.
La configurazione sarà quasi certamente quella appena vista nell’esercitazione Blue Storm 09, diretta dal comandante di Savoia Cavalleria colonnello Salvatore Cuoci, durante la quale si sono appunto esercitati il reggimento Savoia Cavalleria di Grosseto e il 66esimo reggimento aeromobile Trieste di Forlì.
Il risultato raggiunto è stato sottolineato dal capo di stato maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, che portando sul campo il comandante in capo dell’Esercito Cileno generale Oscar Izurieta Ferrer, in visita in Italia, ha affermato davanti al comandante della Friuli generale di brigata Luigi Francavilla e ai reparti esercitati: “L’addestramento è un’attività molto importante perché prepara i nostri soldati ai successivi schieramenti nei teatri d’operazione: ho visto grande professionalità, grande spirito di gruppo e grande forza”.
Nella Blue Storm 09 sono stati impiegati 14 blindo Centauro; 12 veicoli blindati leggeri Puma; 10 elicotteri tra gli A-129 Mangusta, i nuovi NH-90 e gli elicotteri da trasporto CH-47; veicoli tattici Lince; mortai pesanti da 120 mm e gli Uav Pointer e Raven.
Alle quaranta donne e ai circa 860 uomini della Friuli esercitati a Monte Romano, il generale Castagnetti ha indirizzato un chiaro augurio di successo: “A nome di tutta la Forza Armata buon lavoro e buona fortuna”.
Fonte: brigata aeromobile Friuli
Foto: brigata aeromobile Friuli
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venerdì, agosto 5th, 2005 37 views
pubblicato da Pagine di Difesa il 5 agosto 2005
“La ricostruzione è la priorità”. Così il vicepresidente del Consiglio, il ministro degli Esteri Gianfranco Fini, ha parlato del ruolo dell’Italia in Afghanistan nel corso di un incontro con i giornalisti a Camp Invictia a Kabul ieri 4 agosto.
“L’Italia è leader nella ricostruzione – ha specificato il ministro – e qui è proprio partita da zero assumendo un ruolo rilevante”. Fini ha fatto riferimento al Provincial Reconstruction Team (Prt) di Herat comandato dal colonnello Amedeo Sperotto. Il Prt di Herat rientra nella responsabilità del Regional Area Coordinator West (Rac-W) generale di brigata Giuseppe Santangelo, che coordina l’attività di altri tre Prt oltre a quello di Herat (Qal’eh-Now, Chaghcharan, Farah) al fine di creare in Afghanistan un ambiente stabile attraverso un processo di ricostruzione socioeconomica dell’area.
Questa peculiarità italiana è risultata molto gradita al presidente afgano Hamid Karzai che nel corso del colloquio con Fini ha espresso il suo apprezzamento per il rispetto che i militari italiani dimostrano nei confronti della popolazione locale. L’incontro con il ministro degli Esteri italiano è stato l’occasione per il presidente Karzai di tornare sugli argomenti affrontati a Roma in un incontro analogo avvenuto il 22 luglio.
Al centro del colloquio sono stati il ruolo del Pakistan, l’influenza dell’esempio afgano sugli altri paesi musulmani e i rapporti bilaterali tra l’Italia e l’Afghanistan, in particolare la ripresa del commercio. “E’ un ritorno auspicato – ha sottolineato Fini – dopo l’investimento che l’Italia ha affrontato in termini di difesa in questo luogo”.
Sempre in proposito ai rapporti tra i due paesi il vice presidente del Consiglio ha anticipato che “Karzai ha molte iniziative per far conoscere il suo paese da noi” e che “il ministro degli Esteri afgano e il suo omologo iracheno saranno al Meeting per l’amicizia fra i popoli a Rimini il prossimo 26 agosto. Tema comune: democrazia e solidarietà”.
“Nell’incontro avvenuto a Roma – ha proseguito Fini – Karzai chiedeva la presenza italiana per le costruzioni, le case e i manufatti in generale”. Così, accanto alla missione di supporto alla sicurezza gli italiani assumono il ruolo visibile e concreto di ricostruttori. E proprio l’uso dei macchinari da costruzione è materia di insegnamento dell’attività di addestramento dei genieri afgani condotta a Camp Invictia dalla compagnia Genio del reggimento Genio comandata dal colonnello Andrea Tortarolo. Un corso di 15 giorni programmato da Isaf con le forze di coalizione e destinato a ufficiali e sottufficiali dei reparti genio afgani.
Il consenso politico espresso da Fini nei confronti delle truppe italiane ha evidenziato l’impegno assunto dall’Italia “che non si sottrae alla responsabilità assunta per la paura del rischio di attacchi terroristici dato che ciò rappresenterebbe un venir meno al dovere morale”. Il ministro Fini ha ricordato “il rapporto particolare che lega i due paesi (il re afgano Zahir Shah è stato in Italia nel corso del suo esilio, ndr)” e ha chiarito che “non c’è un nesso diretto tra la presenza italiana in Afghanistan e il rischio che l’Italia corre al pari di altri paesi della comunità internazionale che hanno dichiarato guerra al terrorismo”.
Altrettanto consenso era stato espresso sul piano operativo ai militari italiani presenti in Afghanistan dal comandante operativo interforze generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, che lo scorso 3 agosto ha incontrato la task force Pantera nell’aeroporto di Kabul.
Ai marinai del 4° gruppo di volo della Marina di Grottaglie (Taranto), che compongono la task force su elicotteri AB 212 giunti in teatro il 26 luglio, il generale ha assicurato: “Voi avete l’affetto e il rispetto del nostro paese. Noi italiani portiamo quel pizzico di umanità e cultura che altri paesi più capaci di noi militarmente non sanno dare”.
Le stesse parole che il giorno successivo Karzai ha detto a Fini e che Fini ha riferito ai militari schierati in saluto a Camp Invictia: “Vi porto il ringraziamento di Karzai per l’umanità, il garbo e per il modo di essere dei soldati italiani”.
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mercoledì, agosto 3rd, 2005 17 views
pubblicato da Pagine di Difesa il 3 agosto 2005
Kabul, Afghanistan – “Gli italiani stanno dando un contributo fondamentale alla tappa più importante per lo sviluppo dell’Afghanistan: le elezioni parlamentari del prossimo 18 settembre” ha dichiarato ieri 2 agosto il capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola, in visita al contingente italiano nella Kabul Multinational Brigade.
L’ammiraglio è giunto a Kabul da Nassiriya accompagnato dal comandante operativo interforze, il generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti. Nel corso dell’incontro con la stampa è stata comunicata la visita del ministro degli Esteri Gianfranco Fini prevista per domani 4 agosto, giornata del trasferimento del comando di Isaf VIII al generale di corpo d’armata Mauro Del Vecchio.
Il generale Del Vecchio ha sottolineato il ruolo del nostro paese in questa missione “che sarà sicuramente impegnativa e che, per la prima volta, vede l’Italia al vertice sia per quanto riguarda il comando sia per la struttura, la componente terrestre che affianca quelle della Marina e della Aeronautica”.
Per l’ambasciatore italiano Ettore Francesco Sequi “il sistema Italia sta concorrendo al raggiungimento della sicurezza afgana, che significa portare il paese verso la stabilità e la democrazia”.
Lo sforzo logistico è notevole: l’Afghanistan dista circa 4.800 chilometri dall’Italia e non ha sbocchi sul mare. La missione Isaf (International Security Assistance Force), che si avvale del contributo di una quarantina di uomini della Polizia militare, sta per affrontare la sua espansione verso sud, che potrebbe già concretizzarsi entro il 2005.
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