giovedì, maggio 21st, 2009 74 views
Questa visita non s’ha da fare, né domani né mai. Per il vescovo Artemije, ovvero la chiesa serba in Kosovo, non si pone neppure la questione: il vicepresidente americano Joseph Biden sta visitando il Kosovo intendendolo come stato indipendente. In questo modo conferma la sottrazione forzata alla Serbia di parte del suo territorio e la successiva consegna nelle mani di terroristi albanesi colpevoli di crimini contro i serbi e i loro siti, si legge nel comunicato stampa della diocesi di Ras e Prizren.
Di più. Secondo il programma della visita, nel tardo pomeriggio di oggi 21 maggio il vicepresidente Usa dovrebbe essere in visita al monastero di Decani. “Non è che così facendo Biden voglia confermare anche che il monastero di Decani in Kosovo Metohija sia una base americana come quella di Bondsteel?”, continua il comunicato denunciando il disinteresse per le problematiche serbe dell’attuale amministrazione del monastero.
Biden oggi ha assicurato nel suo discorso al Parlamento di Pristina che “l’indipendenza è irreversibile, assolutamente irreversibile”, rappresentando ancora una volta la certezza americana secondo cui solo così si garantisce la stabilità dell’area. Attualmente il Kosovo è stato riconosciuto da 60 paesi, per primo l’Afghanistan; contrarie all’indipendenza Russia e Serbia che considerano il Kosovo una provincia autonoma serba.
Nell’area nordoccidentale è presente il contingente italiano della missione Nato Kfor, che con Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria ha la responsabilità dell’area sotto il comando italiano del generale di brigata Roberto Perretti.
Foto: Beta/AP
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mercoledì, maggio 6th, 2009 614 views
“Sono convinto che sicurezza e rispetto sono elementi essenziali per lo sviluppo in Kosovo”, ha dichiarato il comandante della Multinational Task Force West della Kosovo Force (Mntf-W Kfor), che da oggi è il generale di brigata Roberto Perretti comandante in patria della brigata meccanizzata Aosta.
“Sono certo che conseguiremo il comune obiettivo grazie a leale cooperazione, tolleranza, reciproca conoscenza e in continuità di azione con le unità che ci hanno preceduto”, ha continuato il generale Perretti dopo aver fatto riferimento al “profondo senso di fierezza” che prova “nell’essere il comandante di soldati provenienti da così tante nazioni: Italia, Romania, Slovenia, Spagna e Ungheria”.
Il cambio di comando è avvenuto stamane 6 maggio a Villaggio Italia, a Belo Polje, dove ha sede il contingente italiano responsabile dell’area nord-occidentale del Kosovo nell’ambito della missione Kfor. Il generale Perretti è subentrato al pari grado generale di brigata Giovanni Armentani, che nel discorso di commiato ha ringraziato i giornalisti locali per il rilievo mediatico dato alle attività della Mntf-W.
L’Aosta subentra così alla Granatieri in una cerimonia celebrata nel Piazzale della Pace all’interno della base italiana alla presenza del comandante di Kfor, generale di corpo d’armata italiano Giuseppe Emilio Gay, del reggimento di formazione multinazionale comandato dal colonnello Fabrizio Biancone, comandante della task force Aquila, e delle autorità locali.
L’area di responsabilità della Mntf-W è nota per aver dato i natali all’ex primo ministro ed ex comandante dell’Uck Ramush Haradinaj, rientrato qui dall’Aja dopo l’assoluzione dall’accusa per crimini di guerra lo scorso 4 aprile 2008.
Nella zona l’etnia di maggioranza è albanese, ma sono presenti due siti religiosi di notevole significato per l’ortodossia serba: il Patriarcato di Pec e il monastero di Decani. Mentre rimane una enclave della minoranza serba a Goradzevac. Le tensioni etniche sono apparentemente sopite, essendo ormai quasi assente l’etnia serba; rimangono comunque attive nell’area organizzazioni non governative finalizzate a facilitare il rientro dei serbi nelle loro proprietà. Lo scorso anno il Rappresentante regionale di Unmik è stato aggredito nella sua abitazione nella piazza centrale di Decani, dopo essere stato dichiarato pubblicamente persona non grata tramite organi di stampa locali.
Permangono dunque tensioni latenti in zona e il compito della Mntf-W, come ricorda il comunicato dello stato maggiore della Difesa italiano, è proprio quello di assicurare libertà di movimento e un ambiente sicuro a tutte le etnie presenti nell’area di responsabilità.
Fonte: smD, fonti proprie
Foto: Kfor
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