Consegna del primo C-27J all’Aeronautica Militare Italiana

lunedì, gennaio 8th, 2007

pubblicato da Embedded l’8 gennaio 2007

C-27JDestinatario del primo C-27J per l’Aeronautica Militare Italiana è la 46esima Brigata aerea di Pisa. La consegna di questo primo velivolo avverrà il prossimo 11 gennaio a Pisa nel corso di una cerimonia presieduta dal sottosegretario alla Difesa Emidio Casula. L’evento, a cui parteciperanno il capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola e il capo di stato maggiore dell’Aeronautica generale di squadra aerea Vincenzo Camporini, è destinato alle autorità e alla stampa.

Per i media è possibile accreditarsi all’ufficio Pubblica informazione del Capo di stato maggiore allo 06 491229. Chi è interessato può servirsi di un volo da Ciampino appositamente predisposto per raggiungere Pisa: partenza alle 8 e rientro a fine cerimonia, intorno alle 12,30.

All’Aeronautica sono destinati in tutto dodici C-27J per essere utilizzati fuori dai confini nazionali in diversi tipi di missioni: dal trasporto truppe e materiali all’aviolancio, dal servizio antincendio a quello sanitario.

Il C-27J è il “naturale sostituto del G-222″ come spiega il comunicato stampa dell’Aeronautica: per le sue caratteristiche può operare in contesti multinazionali ed è interoperabile con gli assetti stranieri.

Anche le forze armate greche, bulgare e lituane hanno ordinato il C-27J, mentre la Romania lo ha da poco selezionato.

Il velivolo destinato all’Aeronautica Militare Italiana presenta dotazioni aggiuntive che ne migliorano sia le capacità operative che la sicurezza in operazioni fuori area. In particolare: un sistema di proiezioni dati avanzato completo di digital map e doppio head-up display (Hud) e un sistema di rifornimento in volo e di autoprotezione (Defensive Aids Sub System, Dass).

Fonte: Aeronautica Militare Italiana

Foto: Alenia Aeronautica

Antivigilia di Natale in Kosovo per l’ammiraglio Di Paola

sabato, dicembre 24th, 2005

pubblicato da Embedded il 24 dicembre 2005

visoki_decani_1Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, è atterrato ieri 23 dicembre all’aeroporto di Djakovica, sede del 1° Roa (reparto operativo autonomo) dell’Aeronautica militare italiana in Kosovo.

Un briefing a Villaggio Italia di Belo Polje, la grande base italiana vicino a Pec, e nel pomeriggio una visita al monastero di Visoki Decani che è difeso dai soldati italiani. Tra i compiti delineati nell’ambito della missione Kfor vi è infatti anche la “vigilanza ai luoghi di culto e alle aree sedi di minoranze etniche”.

I monaci del monastero di Visoki Decani hanno denunciato in passato di essere stati oggetto di lanci di sassi al loro passaggio nelle vie di Decani. “Ma in questo periodo la neve è alta – mi ha riferito scherzando uno di loro giovedì 22 dicembre – così i sassi non si trovano!”.

tabla_posleIl monastero di Visoki Decani è segnalato da cartelli stradali dallo scorso 9 dicembre. Come sono stati posizionati, però, i cartelli sono stati scarabocchiati con vernice. (foto: materiale proprio).

Kabul, domani il ministro Fini al Toa di Del Vecchio

mercoledì, agosto 3rd, 2005

pubblicato da Pagine di Difesa il 3 agosto 2005

Kabul, Afghanistan – “Gli italiani stanno dando un contributo fondamentale alla tappa più importante per lo sviluppo dell’Afghanistan: le elezioni parlamentari del prossimo 18 settembre” ha dichiarato ieri 2 agosto il capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola, in visita al contingente italiano nella Kabul Multinational Brigade.

L’ammiraglio è giunto a Kabul da Nassiriya accompagnato dal comandante operativo interforze, il generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti. Nel corso dell’incontro con la stampa è stata comunicata la visita del ministro degli Esteri Gianfranco Fini prevista per domani 4 agosto, giornata del trasferimento del comando di Isaf VIII al generale di corpo d’armata Mauro Del Vecchio.

Il generale Del Vecchio ha sottolineato il ruolo del nostro paese in questa missione “che sarà sicuramente impegnativa e che, per la prima volta, vede l’Italia al vertice sia per quanto riguarda il comando sia per la struttura, la componente terrestre che affianca quelle della Marina e della Aeronautica”.

Per l’ambasciatore italiano Ettore Francesco Sequi “il sistema Italia sta concorrendo al raggiungimento della sicurezza afgana, che significa portare il paese verso la stabilità e la democrazia”.

Lo sforzo logistico è notevole: l’Afghanistan dista circa 4.800 chilometri dall’Italia e non ha sbocchi sul mare. La missione Isaf (International Security Assistance Force), che si avvale del contributo di una quarantina di uomini della Polizia militare, sta per affrontare la sua espansione verso sud, che potrebbe già concretizzarsi entro il 2005.

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