Ministro Di Paola: l’Osce ha un ruolo importante nell’area euroasiatica

martedì, gennaio 24th, 2012 45 views

Un ruolo importante nell’area euroasiatica è stato riconosciuto all’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce) da parte del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola durante l’incontro odierno con Petros Efthymiou, Presidente dell’Assemblea parlamentare Osce.

Durante l’incontro, si apprende dal ministero della Difesa, il ministro Di Paola e il Presidente Efthymiou hanno condiviso l’analisi sui diversi scenari. In particolare, sull’attenzione che dev’essere rivolta ai fenomeni sociali e politici che coinvolgono Mediterraneo e Balcani.

Accompagnavano il Presidente Efthymiou i parlamentari italiani Riccardo Migliore e Matteo Mecacci.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: Reuters/gazeta.ru

RC-W ISAF, evoluzione nella transition: conclusa l’operazione Upper Hand con altri arresti e sequestri di esplosivo

giovedì, gennaio 19th, 2012 214 views

Si è conclusa nella provincia di Herat, settore centrale dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari al comando del generale Luciano Portolano, l’operazione congiunta denominata Upper Hand con l’arresto di ventitré sospetti ribelli e il sequestro di un quantitativo significativo di esplosivo, pronto all’uso per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices).

La notizia arriva dal comunicato stampa dell’RC-W di ISAF datato 18 gennaio e sottolinea come questa specifica fase della cosiddetta transition, o transizione della responsabilità della sicurezza alle forze afgane, si sia realizzata già in 13 dei 16 distretti in cui si suddivide la provincia di Herat.

L’operazione è stata condotta dalla Task Force Center, su base 66° reggimento aeromobile Trieste, dalle forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces- ANFS) e da assetti di altre forze ISAF, per un totale di circa 900 uomini.

L’obiettivo era quello di contrastare l’espansione del terrorismo nei territori a nord della città di Herat, fino ai confini con il Turkmenistan, e di favorire la distribuzione di aiuti umanitari a sostegno della popolazione civile.

La conclusione dell’operazione rappresenta un ulteriore passo verso un maggiore consenso, importante elemento per la buona riuscita dell’attività in teatro, e verso il completamento di un’altra fase della transizione.

Con l’intensificarsi dell’attività di traferimento della responsabilità alle forze di sicurezza afgane si avvicina anche la diminuzione dei militari italiani dispiegati in teatro afgano, prevista per la fine del 2012, come ha fatto sapere ieri il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola nell’intervento alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Articolo correlato:

Afghanistan: italiani via a partire da fine 2012. Transition rischiosa avverte ministro Di Paola (18 gennaio 2012)

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

La transition in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan: italiani via a partire da fine 2012. Transition rischiosa, avverte ministro Di Paola

mercoledì, gennaio 18th, 2012 131 views

Il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha riferito oggi alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato che le prime riduzioni del contingente italiano impegnato in Afghanistan avverrano verso la fine del 2012.

Sta per intensificarsi ulteriormente, dunque, la fase della cosiddetta transition, ovvero il passaggio della responsabilità sul territorio alle forze di sicurezza afgane.

Una fase non priva di rischi per i 4.200 militari italiani impegnati nell’area, in quanto potrebbero verificarsi “colpi di coda” dei ribelli, come ha avvertito il ministro Di Paola nella sua informativa.

Storicamente l’area di responsabilità degli italiani è l’Afghanistan occidentale, dove ha sede il Regional Command West ISAF di Herat attualmente su base brigata Sassari, al comando del generale Luciano Portolano.

Dalla fine di marzo sarà la brigata Garibaldi ad assumere la responsabilità dell’area, al comando del generale Luigi Chiapperini.

Articoli correlati:

La transition in Paola Casoli il Blog

L’area di responsabilità italiana in Afghanistan in Paola Casoli il Blog

Fonti: Ansa, Blitz, T-mag

Foto: difesa.it

Il generale Serra al comando di Unifil, ministri Di Paola e Terzi: conferma della centralità politica e strategica dell’Italia

martedì, gennaio 3rd, 2012 374 views

“La nomina di Serra – affermano i ministri Giulio Terzi, Esteri, e Giampaolo Di Paola, Difesa – è una significativa conferma della centralità politica e strategica del ruolo attivo svolto dall’Italia per promuovere la stabilità e la sicurezza dell’area mediterranea e mediorientale, le cui dinamiche sono di fondamentale incidenza sulla sicurezza internazionale”.

Si conclude così la nota del ministero degli Affari Esteri sulla nomina del generale Paolo Serra a comandante della missione Onu in Libano Unifil, decisa dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon.

Il predecessore italiano di Serra è stato il generale Claudio Graziano, che ha comandato Unifil dal 2007 al 2010 per poi diventare Capo di Gabinetto dell’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa. Lo stesso ministro che nell’ottobre 2011 lo ha poi nominato Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano, carica che il generale Graziano attualmente ricopre nel governo Monti.

Il generale Paolo Serra, alpino, ha comandato la brigata alpina Julia in Afghanistan tra il 2008 e il 2009, immediatamente prima di ricoprire l’incarico di Capo di stato maggiore del Nato Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, allora comandato dal generale Gian Marco Chiarini.

Articoli correlati:

Il generale Paolo Serra in Paola Casoli il Blog

Nrdc-Ita, avvicendamento Capo di stato maggiore: Satta lascia a Serra e va in Kosovo come vicecomandante Kfor (26 maggio 2009)

Herat, Afghanistan: sarà la Julia a dare il cambio alla Friuli in ottobre (25 giugno 2008)

Unifil in Paola Casoli il Blog

Fonte: ministero degli Affari Esteri, Ansa

Foto: Museo degli Alpini di Darfo

Nato, inizia il mandato del generale danese Bartels, che succede a Di Paola alla presidenza del Comitato militare

martedì, gennaio 3rd, 2012 70 views

Eletto lo scorso 17 settembre 2011 dai rappresentanti della Difesa dei ventotto paesi membri dell’Alleanza Atlantica, il generale danese Knud Bartels ha assunto ieri 2 gennaio 2012 l’incarico di presidente del Comitato militare della Nato succedendo all’ammiraglio Giampaolo Di Paola.

Ogni presidente del Comitato militare della Nato resta in carica per un periodo di tre anni. Da quando la carica è stata instaurata in senso permanente, cioè dal 1963, la presidenza è stata ricoperta da sedici ufficiali provenienti dalle seguenti nazioni, come fa sapere il sito della Nato:  Germania, cinque mandati; Regno Unito, tre mandati; Canada, Italia e Norvegia, due mandati ciascuno; Belgio e Olanda, un mandato ciascuno.

Il presidente del Comitato militare della Nato è il consulente militare principale del Segretario Generale.

Articoli correlati:

Il Comitato militare della Nato in Paola Casoli il Blog

L’ammiraglio Giampaolo Di Paola in Paola Casoli il Blog

Fonte: Nato

Foto: Nato

Ministro Di Paola, la prego, sia innovativo

lunedì, gennaio 2nd, 2012 192 views

By L’Anacoreta

Leggendo le recenti dichiarazioni del ministro della Difesa dall’articolo del Messaggero del 29 dicembre 2011, sono rimasto un po’ deluso dalla sbiadita ricetta indicata dall’ammiraglio per rivitalizzare la nostra Difesa.

In realtà, visto i roboanti proclami del nostro prussianissimo primo ministro (“manovra salvaitalia” e “manovra crescitalia”), speravo di poter veder spuntare qualche idea nuova che consentisse di adeguare anche il ministero della Difesa al solco del rinnovamento e della rinascita tracciato dall’odierno novello Cincinnato (emulo del Lucio Quinzio che mantenne integra la Repubblica sventando il tentativo di golpe di Spurio Melio – cicli e ricicli storici), ma invece la terapia proposta si è rivelata la solita riciclata dichiarazione: vendita delle caserme e tagli di personale!!!!! Però, che fantasia!!!!

Il ministro se la prende con le amministrazioni comunali che sono lente ad approvare i piani regolatori e a dare le necessarie autorizzazioni, lasciando che caserme e strutture militari, da gioielli idonei a riconversioni ad uso delle comunità, si trasformino in fatiscenti strutture abbandonate.

Per gli esuberi di personale (i troppi ultracinquantenni che popolano il suo dicastero), invece, la colpa è della dirigenza politica che non ha saputo trovare i fondi per mantenere quella struttura militare, delineata nel fantomatico sistema definito “modello 2000” (struttura concepita dai militari in assenza di indicazioni di carattere politico, anche vaghe) che i politici se mai lo avevano visto e valutato nelle implicazioni, sicuramente, non avevano compreso che il giocattolo andasse non solo usato ai fini elettorali, ma anche finanziato.

Insomma il solito ritornello “la colpa è dei politici e non nostra; se le caserme nessuno le vuole e se abbiamo troppe persone non è colpa nostra”.

Vorrei a questo punto esprimere alcune considerazioni su questa presa di posizione un po’ retrò del signor ministro.

Diamo un’occhiatina al settore “immobiliare” della difesa. Esso è composto da una serie di edifici storici (quasi tutti nel centro di grosse città), di vetusti complessi infrastrutturali (caserme ricavate da ex-conventi ed ex-ospedali risalenti alla seconda metà del XIX secolo), strutture costruite nel periodo post-unitario sino al primo dopoguerra (molte nel pieno centro di città), e infine caserme costruite nel periodo che va dagli anni ‘70 a oggi (per la maggior parte abbandonate perché costruite nel posto sbagliato – dato che il maggior bacino di reclutamento è nel centro e sud Italia allora le caserme non possono essere nel nord!!!).

Mi rendo conto che non sia facile disfarsi di un complesso di strutture così variegato e complesso, anche perché, se magari un palazzo o un’area di grande dimensioni (e quindi di grandi possibilità di trasformazione) situati nel centro storico di Milano possano essere facilmente appetibili e quindi vendibili, una caserma nel mezzo del niente, lontana cioè da centri abitati o attività produttive (ce ne sono a manciate nel nord del nostro paese), non interessa a nessuno.

Quale società investirebbe in un’area lontana da tutto cercando di riconfigurare una struttura partendo da zero e accollandosi gli oneri di una spesa enorme (prima di costruire bisogna smantellare e smaltire!!!!!!!) per un’area che è al di fuori di interessi economici e o sociali? Non dimentichiamoci che necessità sacrosante di sicurezza, difesa, spazio e distanza da altre strutture hanno, nel corso degli anni, portato le varie amministrazioni comunali a orientare i loro piani di sviluppo in aree lontane dalle caserme e quindi a isolarle dapprima, e a renderle inutili adesso come aree di sviluppo.

Se poi la disponibilità di queste strutture è legata alle vicende altalenanti della chiusura di un ente o meno e questo processo si trascina per vent’anni con un nulla di fatto, non saprei dare torto a una amministrazione civica o a una società che, non riuscendo a ottenere risposte precise e offerte chiare, si orienta da un’altra parte (a La Spezia, tanto per citare un esempio, vi sono una serie di edifici militari privi di utilizzo, che se una volta avevano costituito l’oggetto di interesse per la loro riconversione, adesso sono lì come cisti scomode in un contesto che non sa più cosa farsene – tanto per essere chiari e citarne alcune: il complesso che si estende dalla zona del Porto Lotti sino ai cantieri della Finmeccanica, o la caserma Duca degli Abruzzi davanti alla sede del comando della Marina).

Mi rendo conto che la situazione sia sicuramente difficile e una soluzione immediata e magica sicuramente non esista!

Ma le cause di questo incubo infrastrutturale vanno ricercate in una politica di trasformazione delle forze armate fatta senza un’idea consolidata e concreta degli obiettivi da raggiungere, privilegiando, nello spostare il baricentro a sud, non tanto reali politiche di rapporto tra il costo e l’efficacia (sedi nuove o appena ristrutturate abbandonate per strutture fatiscenti o al più al limite della abitabilità che sono state ristrutturate con sistema “patchwork”), ma, piuttosto, interessi connessi a fattori non operativi (minacce di invasioni della penisola non ne sono mai esistite, ma se il bacino di reclutamento è al centro sud e isole, e lo faccio rimanere lì portandogli gli enti, allora questo coincide con una riserva di voti elettorali che fanno sempre comodo a tutti!!).

Quindi, signor ministro, prima di vendere pensiamo dove vendere e cosa vendere, magari cedendo subito i gioielli di famiglia prima che si deprezzino (che so, forse si potrebbe cominciare da quattro scuole militari che sono in splendidi palazzi nel centro delle nostre più belle città, che solo di manutenzione ci costano, a noi contribuenti, un occhio della testa e producono un prodotto che proprio indispensabile non lo definirei – con buona pace della associazione nazionale ex allievi!!!), ma cercando anche di vedere al di là del momento e chiedere un minimo di chiarezza politica (magari, sa, siete tutti tecnici nel governo di Cincinnato e forse vi potete intendere meglio!) su cosa il Paese vuole dalle sue forze armate.

Per quanto riguarda il secondo punto, per cui le forze armate hanno un tasso geriatrico troppo elevato, anche qui avrei delle perplessità riguardo alla soluzione individuata.

Sono concorde nel fatto che vista la crisi, i posti dove parcheggiare qualche militare in età avanzata scarseggino. Per i generali il problema è grave, ma imprese pubbliche (Otomelara, Fincantieri) e sedi istituzionali (Corte dei Conti e Parlamento) costituiscono un ottimo punto di appoggio e alleviano un po’ il problema, che comunque rimane serio.

Ma il vero dilemma è dove mettere tutta una serie di quadri che, arruolati negli anni passati con le più varie forme, adesso sono invecchiati e costituiscono il reale problema dello snellimento della Difesa.

Ora, signor ministro, vorrei sapere con il programma di lacrime e sangue di Cincinnato, pur con tutta la fiducia e la serenità richiesta da Re Giorgio (nella sua condizione di quasi pensionato d’oro ci vuole anche del coraggio a non avere fiducia e serenità), quale ministero si vorrà accollare lo stuolo di esemplari geriatrici che stanno sul gobbo (e sul libro paga) del dicastero da lei diretto? Penso proprio nessuno!!!!!!!!!!!

Fermo restando che lo svecchiamento si debba fare, vedrei magari più percorribili altre soluzioni.

La prima è quella di proporre l’immissione di queste persone in esubero anagrafico verso enti e strutture sovranazionali (ONU, FAO, EU ecc. ecc.), come fanno tanti altri paesi europei che supportano le candidature di rappresentanti delle loro forze armate (e non di rampolli di buona famiglia o clientes di partito come facciamo noi) per posti di esperti, collaboratori, consulenti qualificati, facilitando così l’osmosi con strutture che oramai sono divenute partner fondamentali (anche se non graditi o compresi, spesso) nelle nostre operazioni d’oltremare.

Un’altra possibilità potrebbe essere quella di alimentare con tali esemplari geriatrici il ruolo del personale civile della Difesa, magari sostituendo in tanti casi con personale più maturo ed esperto dei militari, ancora giovani, che ricoprono dei ruoli di ufficio e che sarebbero stati reclutati per fare altro.

Anche qui non esistono soluzioni magiche e la strada da percorrere è difficile, quindi non voglio assolutamente passare per esperto che dà soluzioni ex cathedra, me ne guardo bene; ciò che ho detto sono solo spunti di riflessione di un comune cittadino che ha spesso collaborato con il mondo con le stellette e che ne serba comunque un profondo rispetto, anche se magari non ne condivide alcuni aspetti.

Ma, signor ministro, lei è un tecnico in un governo di tecnici, senza ambizioni di iniziare un successivo cursus honorum in politica, quindi è nelle migliori condizioni per poter osare quello che chi lo ha preceduto non poteva fare.

Non ha vincoli politici e deve rendere ragione delle sue azioni di ministro tecnico esclusivamente alla sua coscienza e alla sua competenza specifica, non ha un segretario di partito o un collegio elettorale a cui rendere conto.

Quindi, signor ministro, osi e sia innovativo, non si nasconda dietro un dito proponendo delle soluzioni trite e ritrite che, anche lei, nel suo profondo sa che non sono sostenibili.

Non ha la bacchetta magica, è sicuro, e i miracoli non li può fare. Quello che invece può e deve fare è legare lo sviluppo – anche riduttivo – delle forze armate agli obiettivi che il nostro paese intende conseguire nel futuro, definendo come le forze armate debbano essere strutturate, per sostenere e facilitare il conseguimento di tali obiettivi.

L’Anacoreta

Foto: infophoto/tmnews.it

Il ministro Di Paola nel messaggio di fine anno alle Forze Armate: situazione insostenibile, tagli nel 2012

sabato, dicembre 31st, 2011 170 views

Il ministro della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola, in occasione delle festività di fine anno, ha inviato alle Forze Armate il seguente messaggio:

Ufficiali, Sottufficiali, Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa,

il 2011 giunge al termine e, nel rivolgere a voi ed ai vostri familiari un saluto caloroso ed un augurio sincero di buon anno nuovo, desidero ringraziarvi, a nome del Governo e mio personale, per il lavoro svolto in questi dodici mesi di dedito impegno prestato al servizio del Paese.

Un impegno che ha visto migliaia di militari italiani impiegati in lontani Teatri d’operazione: dal Kosovo all’Afghanistan, dal Libano al Corno d’Africa fino all’ultimo intervento – conclusosi di recente – nei cieli e nelle acque della Libia a difesa e protezione della popolazione civile.

Oggi, il nostro commosso e riconoscente pensiero va a quanti, impegnati nelle missioni internazionali di pace e sicurezza, hanno offerto la propria vita nell’assolvimento del dovere per difendere i valori di libertà e democrazia. Ai loro familiari la Difesa tutta rinnova il più fervido cordoglio e si stringe in un affettuoso e solidale abbraccio.

Ma il nostro pensiero va anche ai feriti e a quanti in particolare porteranno segni indelebili del loro impegno a favore della pace. A tutti va l’augurio di pronta guarigione e la certezza della nostra vicinanza oggi e domani.

L’attuale contesto politico-strategico complesso ed in continuo mutamento, caratterizzato da numerosi focolai di crisi e da conflitti regionali, richiede un contributo condiviso alla sicurezza ed al mantenimento della stabilità internazionale.

Ed è in questo quadro che l’Italia, su richiesta della Comunità internazionale, ha assunto degli impegni che sta mantenendo e continuerà a mantenere fornendo alla sicurezza comune un contributo che è unanimemente riconosciuto come rilevante ed efficace.

Altrettanto importante è stato, anche, l’impegno sostenuto dalle Forze Armate sul territorio nazionale sia in occasione di emergenze e di eventi calamitosi sia nel concorso alle Forze di Polizia per garantire la sicurezza del territorio.

Questo è quello che il Paese vuole da noi, questo è quello che noi dobbiamo al Paese: operatività, professionalità e impegno.

Ufficiali, Sottufficiali, Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Personale civile della Difesa,

il 2012 sarà anch’esso un anno non facile e denso di attività. Ai tradizionali impegni operativi, all’estero ed in Patria, vanno sommati gli effetti del difficile momento di congiuntura economica internazionale che ha coinvolto il nostro Paese e che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. In tale contesto le Forze Armate sono chiamate a fare la propria parte. Oggi lo strumento militare, così come è strutturato, non è più sostenibile.

Questa è la realtà. E la realtà, oggi, impone una revisione dello strumento per conservare ciò che più conta, la sua operatività e la sua efficacia.

In questo consiste il cambiamento che – come sempre è avvenuto nella storia delle nostre Forze Armate – troverà in voi, ne sono sicuro, protagonisti all’altezza della situazione.

Nel rinnovarvi il mio più vivo apprezzamento per il vostro operato, giunga a tutti voi e alle vostre famiglie il più fervido augurio di Buon Anno, particolarmente sentito per quanti, militari e civili, trascorreranno queste giornate di festa in missione, lontani dai propri affetti”.

Articoli correlati:

L’ammiraglio Giampaolo Di Paola in Paola Casoli il Blog

Fonte: ministero della Difesa

Foto: ministero della Difesa

Afghanistan, RC-W ISAF: aggiornamento operativo per il ministro della Difesa Di Paola in una visita di due giorni a Herat

martedì, dicembre 20th, 2011 164 views

Due giorni di visita con aggiornamenti operativi a contatto con uomini e mezzi impiegati nell’area di responsabilità italiana al comando del generale Luciano Portolano.

Domenica 18 dicembre il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha visitato dapprima le Forward Operating Base (FOBs) sedi della task force South di Farah, su base 152° Reggimento Sassari,  e della task force South-East, su base  reggimento San Marco della Marina Militare, a Bakwa e in Gulistan.

In ogni FOB il ministro ha salutato le Bandiere di guerra custodite presso i vari Posti comando e ha ricevuto un aggiornamento operativo dai comandanti, incontrando il personale libero da impegni operativi.

A Herat il ministro Di Paola ha visitato l’Aviation Battalion, su base 5° reggimento Rigel dell’Aviazione dell’Esercito, la JATF (Joint Air Task Force), su base Aeronautica Militare, e ha incontrato i key element dello staff di RC-W per un aggiornamento informativo e operativo sulle principali operazioni in corso e future del comando regionale a guida brigata Sassari.

Nella mattinata di ieri 19 dicembre il ministro ha concluso la sua visita a Camp Arena portando il saluto del governo e lasciando gli auguri per le prossime festività.

Articoli correlati:

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Il ministro Giampaolo Di Paola in Paola Casoli il Blog

La JATF in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Difesa, Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale: sì a un quartier generale contro le crisi

martedì, dicembre 13th, 2011 75 views

La consapevolezza dell’implacablità delle crisi ha portato i ministri della Difesa dei paesi che aderiscono all’Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale a valutare un piano per la costituzione di un quartier generale non permanente, a rotazione tra i paesi membri, per interventi in caso di crisi umanitarie determinate da catastrofi naturali.

E’ questa la conclusione a cui sono giunti i ministri della Difesa di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia, a margine della riunione tenutasi in Mauritania sabato 10 e domenica 11 dicembre, a cui ha partecipato il ministro della Difesa Giampaolo di Paola.

L’Iniziativa 5+5 del Mediterraneo Occidentale, nata a Parigi il 21 dicembre 2004, rappresenta un foro di collaborazione nel settore della difesa e della sicurezza per migliorare, “tramite la realizzazione di attività pratiche e attraverso lo scambio di idee e di esperienze”, come spiegato dal sito della Difesa, la reciproca comprensione e la fiducia nell’affrontare i comuni problemi della sicurezza.

In dettaglio, l’iniziativa promuove la collaborazione in tema di sorveglianza marittima, sicurezza aerea, addestramento ed educazione, contributo delle Forze Armate alla protezione civile, cooperazione nel ricerca e soccorso.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: la carta del Mediterraneo è di Teorie su Atlantide

Libia, operazione Unified Protector: domani a Trapani la cerimonia di saluto al personale militare italiano impiegato nell’operazione della Nato

martedì, dicembre 13th, 2011 110 views

E’ in programma domani 14 dicembre alle 10.00, nella base aerea di Trapani-Birgi, la cerimonia di saluto al personale militare italiano che ha partecipato all’operazione NATO Unified Protector in Libia.

All’evento parteciperanno il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, e i vertici delle Forze Armate.

Articoli correlati:

La Libia in Paola Casoli il Blog

La crisi libica in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: logo Unified Protector dal sito della Marina Militare Italiana

Follow Paola Casoli il Blog

  Follow PaolaCasoliBlog on Twitter  Follow PaolaCasoliBlog on Facebook Skype Me™! 
Find entries :