mercoledì, marzo 16th, 2011 290 views
Una missione interagenzia, internazionale e interforze che ha messo in evidenza le positività del sistema Italia. Di più, “il motto l’unione fa la forza esprime esattamente ciò che ha fatto la differenza”.
A un anno dalla missione White Crane in sostegno alla popolazione colpita dal terremoto di Haiti lo scorso 12 gennaio 2010, il comandante di nave Cavour e della missione italiana, capitano di vascello Gianluigi Reversi, ricorda in “molte foto e poche chiacchiere” l’atmosfera della prima missione operativa per la portaerei italiana di Fincantieri di Riva Trigoso nel corso di una conferenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Ieri 15 marzo il comandante Reversi, che oggi è assistente del Capo di stato maggiore della Marina Militare, è stato ospite del direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, il professor Massimo de Leonardis, per parlare sul tema “La missione di Nave Cavour in soccorso dei terremotati di Haiti”.
Oltre ai numeri e alle statistiche, il comandante ha svelato gli aspetti più umani di tutta la missione sotto forma di aneddoti e brevi racconti che hanno contribuito a dare una panoramica di quello che è l’esercizio dell’aiuto umanitario verso popolazioni fatte di persone che soffrono.
Dal campo militare costruito sul nido di tarantole, all’esile suora che tiene a bada la criminalità locale; dall’incredulità degli ufficiali americani di fronte all’efficienza italiana, al sorriso dei bambini. Per accennare alle oltre 98mila scatole di medicinali trasportate e al cucchiaio di sciroppo preso da un camerino dell’equipaggio per salvare la vita di un bimbo.
Più che l’esempio di umanità e il messaggio per i giovani studenti, rimane nell’ascoltatore l’invidia per l’accrescimento umano che il comandante Reversi ha potuto ottenere con questa missione.
Dopo aver attraccato praticamente sulla spiaggia di Fortaleza, in Brasile, “allungando di due giorni il viaggio pur di prendere a bordo il personale militare e medico brasiliano, ma aprendo così anche a una serie di successivi accordi commerciali con il Brasile”, viene da chiedergli di provare a esprimere in due parole cosa gli è rimasto di tutta l’avventura in cui ha spinto il Cavour alla velocità media di 29 nodi.
Ma non è facile racchiudere in così poco quella che il professor de Leonardis ha definito “una proiezione di solidarietà, più che di potenza”. E il comandante Reversi usa le parole dell’attivista Martina Colombari, “Haiti ti rimane dentro”, piuttosto che le sue, conservando gelosamente quell’accrescimento in termini di umanità che alla maggior parte di noi resta precluso.
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Foto: logo White Crane dal sito della Marina Militare Italiana
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martedì, aprile 13th, 2010 658 views
Nave Cavour è nelle acque del Tirreno. “Abbiamo appena passato le Bocche di Bonifacio”, fa sapere oggi di prima mattina da bordo della portaerei il tenente di vascello Michele Carosella, il portavoce del comandante di nave Cavour capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Operazione White Crane davvero conclusa, dunque. Alle 8 di domattina nave Cavour sarà nel porto di Civitavecchia, dopo una missione umanitaria di 59 giorni ad Haiti in sostegno alla popolazione caraibica colpita da un sisma devastante lo scorso 12 gennaio.
“Il contatto con la sofferenza ha coinvolto emotivamente tutti i partecipanti della missione”, fa sapere Carosella tracciando un bilancio significativamente umano del lavoro svolto oltreoceano. Tanto da poterne evidenziare l’aspetto sacrale più profondo, complice il periodo pasquale: “Ci siamo sentiti come inseriti in un calvario; abbiamo vissuto una quaresima e una Pasqua davvero fuori dal comune”.
Carosella non parla più di numeri e dati. Lo ha già fatto. Ha già snocciolato pesi di macerie spostate, quantità di voli di elicotteri di soccorso, litri di acqua trasportati e numeri di pazienti operati e soccorsi per tutta la durata dell’intera missione. E’ il momento ora di guardarsi dentro e misurare l’accrescimento umano ricevuto da questo impiego.
La chiusura ufficiale della missione White Crane avverrà domani pomeriggio, nel corso di una cerimonia annunciata dallo stato maggiore della Difesa con un comunicato apposito. Nave Cavour sarà ormeggiata domani 14 aprile al molo 24 del porto di Civitavecchia.
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Fonte: nave Cavour, stato maggiore della Difesa
Foto: nave Cavour
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venerdì, aprile 9th, 2010 321 views
“Partiamo domattina da Las Palmas”. E’ il tenente di vascello Michele Carosella, il portavoce del comandante di nave Cavour, capitano di vascello Gianluigi Reversi, a comunicare la fine della sosta tecnico-operativa nel porto di Gran Canaria della portarei italiana di ritorno da Haiti.
Nave Cavour è stata la protagonista dell’operazione italiana interforze White Crane ad Haiti, nelle cui acque è rimasta per cinquantanove giorni a sostegno della popolazione colpita dal sisma dello scorso 12 gennaio.
La sosta a Las Palmas era prevista già dalla partenza dalle acque caraibiche del 31 marzo. Ora che l’Oceano Atlantico è alle spalle e la tappa nell’arcipelago delle Canarie quasi, il rientro di nave Cavour in Italia è prevedibile per la prossima settimana. L’arrivo a Civitavecchia è atteso intorno al 14 aprile.
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Fonte: nave Cavour
Foto: Marina Militare Italiana
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giovedì, aprile 1st, 2010 621 views
Ha lasciato le acque territoriali haitiane nel pomeriggio di ieri 31 marzo e ora nave Cavour, comandata dal capitano di vascello Gianluigi Reversi, sta navigando alla volta dell’Italia dopo 59 giorni di permanenza nelle acque dell’isola caraibica devastata dal terremoto del settimo grado Richter del 12 gennaio scorso.
L’operazione White Crane è operativamente conclusa. Verrà formalmente dichiarata compiuta all’approdo della nave nel porto di Civitavecchia, che dovrebbe avvenire il prossimo 14 aprile, considerando che per coprire l’intera distanza sono necessari poco più di una decina di giorni e che nave Cavour farà una sosta tecnica di circa una giornata a Las Palmas, nelle Canarie.
L’operazione White Crane comandata da Gianluigi Reversi si è distinta per l’impegno umano supportato da un intenso coinvolgimento emotivo della “squadra Italia”, come ha fatto notare il portavoce del comandante, il tenente di vascello Michele Carosella. Che ha sottolineato anche come l’innata spinta alla solidarietà del popolo italiano sia stata riconosciuta da Lady Catherine Ashton, l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea in visita alla nave lo scorso 3 marzo.
“Lady Ashton è rimasta molto colpita dal metodo italiano messo in atto dal migliaio di uomini della squadra Italia”, ha specificato Carosella sottolineando quanto “la fusione tra attori civili e militari abbia realizzato un risultato comune e congiunto grazie alle diverse competenze messe insieme: un grande plauso al comandante dell’operazione e della nave Gianluigi Reversi e al capo missione della Protezione Civile ad Haiti Luigi D’Angelo”.
Del resto – lo stesso Carosella ha fatto notare parlando oggi da bordo di nave Cavour già nelle acque dell’Oceano Atlantico – l’intervento italiano si è esteso anche a forme d’aiuto di diversa natura, inserendosi nelle strutture già presenti sull’isola per implementare il sostegno alla popolazione bisognosa.
Per la nave si è trattato sicuramente di un banco di prova e tutte le potenzialità sono state sperimentate nel corso di questa operazione. Nella camera iperbarica sono stati fatti 52 trattamenti, nell’ospedale sono stati condotti 61 interventi chirurgici e la telemedicina ha supportato il lavoro dei medici del policlinico militare del Celio. “L’aspetto interforze è stato una garanzia di successo”, ha fatto notare Carosella.
I 68 voli Medevac hanno trasportato a bordo 170 pazienti a cui è stata data assistenza sanitaria, mentre i Posti Medici Avanzati (PMA) a terra hanno assistito 1.800 persone.
Non solo. I militari del genio hanno rimosso quasi 10mila metri cubi di macerie, 600 marinai si sono alternati in turni a terra ricoprendo ruoli diversi in base alle necessità del luogo e del momento. Gli elicotteri sono stati impegnati con una media di 8 sortite al giorno.
In tutto sono stati consegnati 12mila chili di alimenti, 36mila litri d’acqua, 176 tonnellate di medicine, 80 tonnellate di materiale vario della Croce Rossa Italiana, 50 moduli abitativi del World Food Programme. “Ma i soli numeri sono sterili, vanno letti nell’ottica dell’intervento
umanitario – spiega Michele Carosella – e soprattutto nell’approccio tutto italiano delle circa 900 persone a bordo di nave Cavour impiegate nell’operazione White Crane”.
Altrettanto interessante il sistema di reimbarco dei mezzi, che solo per cause meteorologiche avverse ha potuto esprimersi per la metà delle sue potenzialità. Un pontone galleggiante, una specie di grande zattera, ha consentito di reimbarcare 15 mezzi a viaggio direttamente dalla rampa posteriore della nave. Un nuovo metodo di reimbarco che ha concluso ieri l’attività dell’operazione White Crane nelle acque territoriali haitiane.
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Fonte: nave Cavour
Foto: nave Cavour
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lunedì, febbraio 1st, 2010 223 views
Sono appena stati trasferiti a terra in elicottero, i medici del team sanitario arrivati poco prima delle 15 italiane (le 9 di mattina locali) con la portaerei italiana Cavour nelle acque di Port-au-Prince, e già stanno pianificando il coordinamento delle attività sanitarie con i colleghi dell’ospedale Saint Damien. L’operazione White Crane, in sostegno alla popolazione di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio scorso, ha messo quindi piede sull’isola caraibica dopo undici giorni di navigazione.
Il tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante di nave Cavour capitano di vascello Gianluigi Reversi, riferisce che a breve verrà data indicazione del luogo di ormeggio della nave italiana. Intanto gli elicotteri stanno trasferendo a terra medicinali e primi aiuti.
“Al momento siamo al largo di Port-au-Prince, fa sapere telefonicamente Michele Carosella, e siamo in grado di dirigere ove necessario; probabile l’ormeggio nella Repubblica Domenicana”. Nel riferire di scene raccapriccianti, il portavoce ricorda che nave Cavour dispone di una camera iperbarica per patologie da schiacciamento e cancrene, quindi in grado di assolvere in modo appropriato al compito della missione White Crane di soccorso alla popolazione.
Una volta ormeggiata la nave, sarà possibile far sbarcare i mezzi pesanti dell’Esercito Italiano per il ripristino della viabilità.
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Fonte: nave Cavour dalle acque di Port-au-Prince
Foto: Wikipedia
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mercoledì, gennaio 20th, 2010 705 views
“Stiamo salpando”. L’annuncio della partenza di nave Cavour dal porto di Civitavecchia alla volta di Haiti viene dato telefonicamente da bordo dal tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi (foto), poco dopo le 17 di oggi 20 gennaio.
Si tratta dell’operazione White Crane che vede coinvolta la portaerei Cavour della Marina Militare in soccorso alla popolazione della Repubblica di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio.
Un’operazione interforze (joint), più di 800 i militari imbarcati appartenenti alle quattro Forze Armate, e multinazionale (combined), poiché prevede l’imbarco in Brasile di medici militari delle Forze Armate brasiliane e probabilmente di alcuni elicotteri.
“Ci vorranno una decina di giorni per arrivare a Port-au-Prince – ha spiegato Carosella – quindi arriveremo a destinazione il 29 o 30 gennaio prossimi”.
La portaerei Cavour, varata il 20 luglio 2004 e consegnata da Fincantieri alla Marina Militare il 27 marzo 2008, può trasportare fino a 20 tra aerei ed elicotteri ed è in grado di ricoverare forze e mezzi anfibi.
L’area ospedaliera di bordo dispone di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-Tac, una sala trattamento ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.
Dal momento della sua consegna alla Marina, nave Cavour è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Il dispositivo nazionale interforze che svolgerà l’operazione White Crane, come si legge dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa (smD), è strutturato – oltre che da nave Cavour per la Marina Militare con oltre 500 membri di equipaggio, personale di force protection, personale e direttore sanitario e sei elicotteri medi da trasporto – anche da uomini e mezzi dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri.
Così specifica smD:
l’Esercito Italiano fornisce una task force a livello di compagnia, che comprende anche un plotone di force protection, un plotone trasmissioni, 15 mezzi ruotati e cingolati per il movimento terra, 20 autoribaltabili, 5 autogru e personale sanitario;
l’Aeronautica Militare fornisce un assetto di force protection, un team base operations per il coordinamento delle attività aeree e personale sanitario;
i Carabinieri forniscono un nucleo di polizia militare e personale sanitario.
La cosiddetta forza di reazione rapida nazionale, ovvero il comando operativo del COI ad alta prontezza operativa Italian Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) già validamente impiegato per l’emergenza terremoto all’Aquila con l’Operazione Gran Sasso, non risulta al momento impiegato se non per una prima attività ricognitiva con un contributo di due uomini in ambito interagency partiti per Haiti lo scorso 13 gennaio.
Non è da escludere tuttavia una attivazione progressiva dell’Ita-JFHQ.
Fonte: smD, fonti proprie.
Foto: Marina Militare Italiana
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