Celebrazioni 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Le onorificenze conferite dal Presidente della Repubblica Napolitano: la Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano. Foto

domenica, maggio 6th, 2012 7 views

Nel corso della cerimonia del 4 maggio 2012 per il 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano all’Ippodromo militare Generale Pietro Giannattasio di Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla presenza del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha conferito l’onorificenza:

Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia alla Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano per l’impiego, dal 2003 al 2011, per il mantenimento della pace, la stabilizzazione e ricostruzione di aree di crisi e la salvaguardia della libertà nei teatri operativi dell’Iraq, dell’Afghanistan, del Sudan e del Libano.

Fonte: stato maggiore dell’Esercito/Foto: stato maggiore dell’Esercito

Celebrazioni 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Il CsmE generale Graziano conferma impegno Esercito, il Presidente della Repubblica Napolitano conferisce onorificenze. Le foto della cerimonia

domenica, maggio 6th, 2012 38 views

Le foto della celebrazione del 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano sono dello stato maggiore dell’Esercito e sono relative all’articolo Celebrazioni 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Il CsmE generale Graziano conferma impegno Esercito, il Presidente della Repubblica Napolitano conferisce onorificenze (6 maggio 2012).

Celebrazioni 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Il CsmE generale Graziano conferma impegno Esercito, il Presidente della Repubblica Napolitano conferisce onorificenze

domenica, maggio 6th, 2012 74 views

Nel corso della cerimonia per il 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, venerdì 4 maggio all’Ippodromo militare Generale Pietro Giannattasio, il Capo di stato maggiore dell’Esercito generale Claudio Graziano ha rivolto “un pensiero riverente e commosso ai caduti che con coraggio hanno tenuto fede al loro giuramento fino all’estremo sacrificio, alle loro famiglie che hanno conosciuto la tragedia della scomparsa di un congiunto e ai numerosi feriti in operazione, auspicando il loro pronto rientro nella Forza Armata”.

“L’Esercito Italiano”, ha continuato il generale Graziano, “è simbolo di unità nazionale e insostituibile risorsa al servizio del Paese”.

“L’Esercito, ha confermato il generale, cercherà sempre di fare meglio con le risorse che l’Italia pone e porrà a sua disposizione”.

Al termine del suo discorso, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, ha ribadito che “l’Esercito guarda con grande fiducia alle sfide che lo attendono”.

Si tratta, ha continuato il generale Graziano, di “sfide che l’Esercito affronterà con la consapevolezza di essere un’Istituzione ricca di valori che cercherà sempre di fare il meglio con le risorse che l’Italia pone e porrà a sua disposizione”.

Nel corso della cerimonia, il Presidente della Repubblica, alla presenza del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha conferito onorificenze alla Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano e ai militari caduti e feriti in Afghanistan.

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151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Roma, celebrazioni all’Ippodromo militare di Tor di Quinto (4 maggio 2012)

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Roma, celebrazioni all’Ippodromo militare di Tor di Quinto

venerdì, maggio 4th, 2012 128 views

Oggi, venerdì 4 maggio 2012, a partire dalle 10.30, presso l’Ippodromo Militare “Generale Pietro Giannattasio” di Roma, in via Tor di Quinto, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si celebrerà il 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.

La nascita dell’Esercito Italiano è stata decretata il 4 maggio 1861 dall’allora ministro della Guerra Manfredo Fanti (foto).

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L’anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: il generale Manfredo Fanti è di esercito.difesa.it

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giovedì, maggio 3rd, 2012 170 views

Nel corso della mattinata di oggi, giovedì 3 maggio, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, deporrà una corona d’alloro all’Altare della Patria, per rendere omaggio a quanti hanno offerto la propria vita per la Patria e per i valori su cui si fonda l’Italia.

L’evento si colloca a premessa della cerimonia militare in programma domani 4 maggio, 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, all’Ippodromo militare “Generale di Corpo d’Armata Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto a Roma.

Alla cerimonia di domani, che prenderà avvio alle 10.30, presenzierà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che conferirà le seguenti decorazioni:

Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia alla Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano per l’impiego, dal 2003 al 2011, per il mantenimento della pace, la stabilizzazione e ricostruzione di aree di crisi e la salvaguardia della libertà nei teatri operativi dell’Iraq, dell’Afghanistan, del Sudan e del Libano;

Medaglia d’Oro al Valor Militare, alla memoria, al Sottotenente Mauro Gigli;

Medaglia d’Oro al Valor Militare, alla memoria, al Caporal Maggiore Capo Scelto  Pierdavide De Cillis;

Croce d’Onore, alla memoria, al Capitano Massimo Ranzani;

Croce d’ Onore, alla memoria, al Caporal Maggiore Capo Luca Sanna;

Croce d’ Onore, alla memoria, al Caporal Maggiore Capo Gaetano Tuccillo;

Croce d’ Onore, alla memoria, al Caporal Maggiore Scelto Roberto Marchini;

Croce d’Onore, alla memoria, al Caporal Maggiore Scelto David Tobini;

Croce d’Onore, alla memoria, al Primo Caporal Maggiore Matteo Miotto;

Croce d’Onore al Primo Caporal Maggiore Simone Careddu;

Croce d’Onore al Caporal Maggiore Luca Barisonzi.

Il 4 maggio 1861 a Torino, Manfredo Fanti, in qualità di Ministro della Guerra, decretò che il Regio Esercito, prima denominato Armata Sarda, avrebbe preso il nome di Esercito Italiano.

Per ricordare l’avvenimento sarà schierata una brigata costituita da Reparti operativi e Istituti di formazione che indosseranno le uniformi storiche e gli equipaggiamenti di specialità.

Alle spalle dello schieramento saranno esposti alcuni tra i principali mezzi in dotazione alla Forza Armata, tra i quali il VTLM Lince, il VBM Freccia, il VBL Puma un elicottero A-129 Mangusta, un elicottero CH-47, un elicottero NH-90, attualmente impiegati nei teatri di operazione.

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Fonte: stato maggiore Esercito Italiano

Foto: la Bandiera dell’Esercito Italiano è di esercito.difesa.it

Celebrato ieri a Caserta l’89° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare Italiana

giovedì, marzo 29th, 2012 135 views

L’89° anniversario della fondazione  dell’Aeronautica Militare Italiana è stato celebrato ieri mattina, 28 marzo, nella Reggia di Caserta, sede della Scuola specialisti per sergenti dell’Aeronautica Militare.

Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il ministro della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, oltre ai vertici delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, e i rappresentanti delle istituzioni locali.

Nel corso della cerimonia il Presidente della Repubblica ha consegnato alla Bandiera di Guerra dell’Aeronautica Militare l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia (OMI), momento evidenziato dal passaggio delle Frecce Tricolori.

“Oggi, a 89 anni dalla sua costituzione, l’Aeronautica Militare è più viva che mai”, ha affermato il ministro della Difesa nel suo intervento, ricordando l’impegno quotidiano e costante che la Forza Armata esprime nella partecipazione alle missioni per la sicurezza e la stabilità internazionale. “Ne è stato un ulteriore esempio – ha continuato il ministro Di Paola – la recente partecipazione all’operazione NATO Unified Protector […] nella quale l’Aeronautica, insieme alla Marina Militare, è intervenuta su mandato dell’ONU a protezione della popolazione libica. Un intervento condotto con perizia e generoso impegno da tutto il personale in ‘azzurro’ che è valso alla Bandiera di Guerra dell’Aeronautica il Conferimento della Croce dell’OMI”.

Il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Abrate, nel rivolgersi ai militari schierati, ha evidenziato che la loro “è una scelta che trova concretezza e significato in quella specificità della condizione militare, quello status particolare che investe ogni ambito e aspetto dell’esistenza del singolo e che assoggetta chi indossa le Stellette a una condizione giuridica peculiare, a un’accentuazione dei doveri, all’assoggettamento a obblighi e limitazioni che non hanno eguali in nessun’altra organizzazione statale”.

“Ogni giorno – ha sottolineato il generale Abrate – il Militare si prepara a essere impiegato in situazioni disagiate e per lunghi periodi lontano da casa. Si prepara a convivere con il rischio, nella consapevolezza delle sue possibili conseguenze.

In questa occasione, posso e voglio rassicurare gli appartenenti alle Forze Armate che, nell’ambito delle nostre responsabilità, ci stiamo impegnando affinché tale specificità venga salvaguardata; perché la peculiarità della condizione militare continui a essere riconosciuta e valorizzata come merita”.

Il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Giuseppe Bernardis, ha ricordato il difficile ruolo che l’Aeronautica Militare (AMI), al pari delle altre Forze Armate, ha interpretato nel corso della crisi libica, evidenziando come essa abbia collaborato a indirizzare le nazioni amiche e alleate che hanno operato dalle basi dell’AMI.

“A un anno di distanza  – ha detto il generale Bernardis – mi sento di poter dire che siamo orgogliosi e soddisfatti di come quel ruolo sia stato interpretato, di come sia stato controllato l’uso dei sistemi d’arma che lo Stato ci ha affidato”.

Fonte: stato maggiore della Difesa, Aeronautica Militare Italiana

Foto: stato maggiore della Difesa, Aeronautica Militare Italiana

Migranti, democrazia e sicurezza: questioni per governi stabili e duraturi

domenica, febbraio 5th, 2012 134 views

By Vincenzo Ciaraffa

Il Presidente della Repubblica, il 22 novembre scorso, ha espresso l’auspicio  che “In Parlamento si possa affrontare la questione della cittadinanza per bambini nati in Italia da immigrati stranieri”.

Tuttavia, bisogna ammettere, senza infingimenti, che quella indicata da Napolitano non è tra le priorità del momento, anche perché il suo quirinalizio auspicio andrebbe inquadrato nel più vasto problema dell’immigrazione che, lungi dall’essere governato, ha invece agglomerato intorno a sé soltanto complicazioni e vacanze legislative.

Oggi in Italia vivono oltre quattro milioni di stranieri   – dei quali almeno 500.000 sono clandestini -  e questo significa che su 60 milioni di abitanti il 6,8% è costituito da immigrati. Nella sola provincia di Varese, ad esempio, vivono all’incirca 80.000 immigrati di 149 nazionalità e sette principali gruppi religiosi.

Ebbene, se analizziamo i flussi migratori, scopriamo che le due principali aree di provenienza sono quella cristiana e quella islamica: dai Paesi di religione islamica arrivano prevalentemente uomini, da quelli cristiani prevalentemente donne. Ed è indubitabile che la maggior parte di questa gente, una volta giunta da noi, tenti di inserirsi nella realtà sociale e produttiva del Paese, ma è altrettanto indubitabile che per loro, a seconda della religione e dello sviluppo civile dal quale provengono, si impongono approcci integrativi e/o repressivi di tipo diverso.

Nelle comunità islamiche i problemi sono connessi alla “resistenza integrativa” di soggetti permeati da un esasperato concetto della religione i quali, peraltro, non hanno una visione univoca della democrazia nella quale hanno scelto di vivere, visione che possiamo considerare di tre tipi:

  • la prima rifiuta completamente la democrazia perché costituisce un sistema politico nato da una filosofia che l’Islam non riconosce, preferendo insistere sulla shura o processo islamico di democratizzazione. Per gli islamisti algerini, ad esempio, la democrazia è addirittura kufr, cioè miscredenza;
  • la seconda, maggioritaria nelle diverse concezioni islamiste, non rifiuta interamente la democrazia ma formula riserve su taluni suoi aspetti, come se la democrazia si potesse applicare a tocchi;
  • la terza considera la democrazia, nonostante le sue origini occidentali, un sistema neutro assimilabile senza alcun pericolo per la religione.

In queste comunità con una percezione democratica così variegata, oltre ad agitarsi un fondamentalismo religioso sempre pronto a esplodere, operano organizzazioni malavitose dedite, prevalentemente, all’importazione e allo spaccio di stupefacenti.

Mentre, nell’area cristiana, i problemi sono legati alla recrudescenza dei reati contro il patrimonio, contro le persone e al feroce sfruttamento della prostituzione. Sicché, nel nostro Paese, va disegnandosi una nuova mappa delle organizzazioni malavitose: mafie indigene al Sud, mafie russe, albanesi, cinesi e nigeriane al Nord.

Mentre, però, gli immigranti provenienti dalla Russia, dall’Albania e dalla Cina creano problemi che sono prevalentemente di ordine pubblico, quelli provenienti dall’orbe islamico originano problemi molto più complessi, perché hanno a che fare con l’etica e la religione.

A tutto questo dobbiamo aggiungere altri due problemi. Il primo: l’ordinamento giuridico italiano, oggettivamente permissivo, ha il potere di attirare tutti i balordi dell’Est per la commissione di reati che nei loro Paesi d’origine sarebbero severamente puniti, spesso anche con la morte.

Il secondo: si vanno accrescendo sempre più problematiche inerenti alla fame, alla desertificazione e alle guerre interetniche, cause queste che  spingono le popolazioni del Terzo e Quarto Mondo ad emigrare verso Occidente passando per l’Italia. E tali migrazioni, nel corso dei prossimi decenni, potrebbero toccare livelli da esodo biblico!

Troppo spesso, però, l’attenzione di noi italiani si è concentrata sulle differenze religiose e culturali dei migranti, invece di soffermarsi su quei fattori che ruotano intorno agli equilibri economici e sociali del nostro Paese. Perché è chiaro che i flussi migratori sono – almeno in parte – funzionali alle nostre esigenze produttive, ed è per questa ragione che anche l’immigrazione clandestina va inserita nella logica strutturale del mercato del lavoro. Giacché tali flussi rischiano di diventare un fenomeno ingestibile, sarebbe saggio imparare rapidamente a governarli, tenendo ben presenti quattro punti fondamentali:

  • l’immigrazione  tende ad insediarsi sempre più a Nord dell’Europa e, quindi, volente o nolente, la nostra penisola diviene un punto di transito e di insediamento iniziale;
  • tale insediamento pone il problema dalla coabitazione con la popolazione locale, la cui identità viene avvertita come minacciata dall’accentuata percezione religiosa (e dalla scarsa percezione civile) dei nuovi arrivati. Questa, ad esempio, è stata la ragione per la quale la maggioranza degli svizzeri – con un referendum -  si è opposta alla costruzione di nuove moschee;
  • dopo il trattato di Schengen, l’emigrazione verso i paesi del Centro e Nord dell’Europa è sfuggente a qualsiasi censimento, quindi è  incontrollabile;
  • l’emigrazione verso l’Europa costituisce una valvola di sfogo per l’equilibrio sociale dei  Paesi che la originano e, pertanto, questi Paesi non hanno un reale interesse a disciplinare o raffrenare l’esodo di masse di diseredati potenzialmente destabilizzanti.

La verità è che l’emigrazione è divenuta un processo irreversibile che impone un nuovo tipo di rapporti internazionali e nuove strategie di governo, cosa che l’Italia non ha ancora imparato a fare, sottovalutando un avvertimento che lanciò l’allora presidente del Sénégal, Abdou Diouf: «Rischiate di essere invasi prestissimo da moltitudini di africani che spinti dalla miseria si rovesceranno a ondate sui paesi del Nord. E non vi servirà a nulla creare delle disposizioni di legge contro l’emigrazione, non riuscirete ad arrestare questa valanga come non è possibile arrestare il mare con le braccia. Il Mediterraneo non li potrà fermare. Sarà un fenomeno simile a quello delle orde barbariche che hanno invaso l’Europa durante il medioevo».

Probabilmente, Abdou Diouf aveva ragione, e questo rende ancora più grave la lentezza con la quale l’Italia sta prendendo coscienza di un fenomeno che va affrontato col cervello, e non con la “pancia”, come spesso inclinano a fare le forze politiche, Lega Nord in testa.

Pertanto, l’esortazione del Presidente Napolitano a concedere la cittadinanza ai figli d’immigrati nati in Italia, pur essendo corretta nella forma, è stata quantomeno intempestiva perché rischia di innescare il precipitoso varo di un ennesimo provvedimento legislativo-tampone su di una materia che, invece, andrebbe affrontata e dibattuta organicamente, con la più ampia condivisione politica e senza striature emotive. E questo non è nelle possibilità (e nella durata) dell’attuale governo. Sempre che, sulla durata del governo Monti, il Presidente non abbia delle premonizioni da antiveggente.

Vincenzo Ciaraffa

Foto: Crotone24News

2012, l’oroscopo di Cybergeppetto

domenica, gennaio 1st, 2012 238 views

Non c’è bisogno di consultare gli astri per sapere cosa succederà in Italia nell’anno appena iniziato, i comportamenti viziosi degli italiani sono sempre gli stessi.

Da decenni i pianeti ruotano nel cielo della nostra repubblica esercitando, secondo gli speculatori astrali, i loro influssi.

Ciò che colpisce è che davanti ai nostri occhi il risultato è sempre uguale, un paese caotico, con troppe regole che nessuno rispetta, con troppi privilegi che nessuno ammette e, soprattutto, con troppi debiti di cui nessuno vuole parlare.

L’Italia e gli italiani ce la metteranno tutta per fallire nel corso del 2012, forse anche prima di quanto previsto dalla profezia dei Maya o di qualunque altro catastrofista.

L’unica fortuna è la loro cronica incapacità di portare a compimento qualsiasi impresa.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, continuerà a declamare valori che nessuno segue e che la sua storia nega, continuando a inciuciare nell’ombra, pardon, esercitare la “moral suasion”. Lui è sicuramente uno di quelli che più di altri potrà, finalmente, farci fallire.

I politici continueranno a esercitare il loro populismo inconcludente, per mantenere un potere inutile cosicché non cambi nulla. Sono i migliori alleati del presidente.

I burocrati europei continueranno a inchiostrare carta inutile a Bruxelles per scrivere direttive inutili a tenere sotto controllo i debiti degli stati. Così come non si erano accorti della Grecia, non saranno capaci d’altro che di romperci le balle per far fare manovre inutili e recessive. E’ da là che vengono i presidenti, King George e Mario.

L’euro continuerà a essere una moneta senza uno stato e senza una volontà politica precisa, le banche cantrali continueranno a strozzare qualsiasi possibilità di ripresa, le banche più o meno private continueranno a chiedere soldi che non presteranno a nessuno.

I sindacalisti continueranno a pretendere di dettare regole che da anni strangolano la nostra economia facendo pagare ai contribuenti l’incapacità del nostro sistema economico di spostare la forza lavoro dove serve. Finché saranno in giro, non avremo nessuna possibilità di metterci a posto.

I preti cattocomunisti continueranno ad assolvere i peccatori che non si pentono e a condannare i cristiani che vorrebbero che il sì fosse sì e il no fosse no, ma ormai la morale è morta dietro il relativismo e il buon senso è sepolto dalla cultura radical chic .

Gli italiani continueranno a strepitare per ricordare a tutti i loro diritti, s’incateneranno ai cancelli, saliranno sui tetti, torri e tralicci, ma continueranno a tacere sui loro doveri.

I giornalisti continueranno a parlare di spread e di speculazione, ma lo sfascio di uno stato che spreca soldi in stipendi inutili rimarrà com’è, magari si avrà un peggioramento.

Il popolo viola scenderà in piazza ogni tre per due, sempre al grido di ”Se non ora, quando?”. Balleranno e canteranno per le strade.

Gli studenti faranno nuove manifestazioni durante le quali i teppisti sfasceranno nuove vetrine, rovesceranno i cassonetti della spazzatura e daranno fuoco ai mezzi delle forze dell’ordine.

Le mignotte dovranno sudare un pò di più per portare il pane a casa, ma potranno sempre contare sui loro protettori in ogni ambiente.

La televisione continuerà a propinarci reality show pieni di imbecilli che urlano, s’insultano, ma a lavorare non ci vanno mai.

I giovani continueranno a prendere la paghetta dai nonni senza capire che il conto lo pagheranno loro.

Cybergeppetto

p.s. L’Italia va dall’astrologo e gli chiede come sarà il suo futuro. Il mago copre la palla di vetro e sentenzia con tono piatto: “Quest’anno tutto andrà avanti come prima, non c’è bisogno che glielo dica io….”.

L’immagine è di Studio Ariella

Cyber epigrammi – L’Orgoglio

giovedì, dicembre 29th, 2011 135 views

By Cybergeppetto

Nell’anno che si chiude abbbiamo visto celebrarsi nuovamente il rito della giornata dell’orgoglio omosessuale.

Pochi giorni fa il nostro Presidente, Giorgio Napolitano, ha dichiarato che gli italiani hanno riscoperto l’orgoglio di essere tali nella ricorrenza del 150° anniversario.

Non vorrei mai che il nostro Presidente del Consiglio ci chiedesse l’anno prossimo di essere orgogliosi tutte le volte che ce lo metterà nel culo con i suoi decreti indispensabili a salvare l’Italia.

Gli auguri del Presidente della Repubblica Napolitano ai militari impegnati nei teatri operativi

mercoledì, dicembre 21st, 2011 134 views

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano farà gli auguri di Natale ai militari impegnati all’estero nei teatri operativi nella mattinata di oggi 21 dicembre dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) di Roma.

Il tradizionale messaggio di auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali verrà trasmesso in videoconferenza dall’Aeroporto Baracca, sede del COI.

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: il collegamento per il tradizionale messaggio di auguri del 2010/stato maggiore della Difesa

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