mercoledì, gennaio 25th, 2012 176 views
Una giornata interamente dedicata alla portaerei italiana Cavour con l’evento in programma oggi 25 gennaio denominato Ambasciatori a bordo.
Si tratta, fa sapere la Marina Militare, di un’iniziativa che permette di visitare la portaerei in sosta nel porto di Civitavecchia. All’evento sono invitati gli Ambasciatori dei Paesi NATO, della UE e altri importanti partner mediterranei e mediorientali, oltre ai media nazionali e stranieri.
L’iniziativa, organizzata congiuntamente dal ministero della Difesa e dal ministero degli Affari Esteri, intende mostrare agli ospiti la portaerei Cavour, che costituisce uno dei più importanti asset della nostra Difesa, mettendo in luce allo stesso tempo la sinergia operativa che intercorre tra i due ministeri sui temi più stringenti di attualità internazionale nel campo della sicurezza, quali la lotta al terrorismo e alla pirateria, la tutela dei diritti umani e la gestione di crisi di varia natura.
Esteri e Difesa, spiega inoltre la Marina, costituiscono i “poli di due più ampie entità: da un lato, quella civile del dialogo, della diplomazia, della cooperazione allo sviluppo e dell’institution building; dall’altro, quella militare della hard security e del peace-keeping necessaria per garantire una dissuasione credibile e, sempre più spesso, la salvaguardia di popolazioni innocenti oltre alla difesa territoriale nostra e dei nostri alleati”.
Le moderne sfide globali richiedono “risposte immediate e flessibili” e la portaerei Cavour, già protagonista dell’Operazione White Crane in supporto alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto nel 2010, è un esempio di come offrire tali risposte, garantendo la massima efficacia operativa in scenari di crescente difficoltà.
Il programma prevede l’imbarco degli ospiti e la partenza dal porto di Civitavecchia tra le 9 e le 9.45 di stamane.
Durante le attività di navigazione si terranno gli interventi specifici in tema di Difesa ed Esteri, mentre tra le 12.15 e le 13.15, immediatamente dopo un briefing illustrativo, avranno luogo le attività dimostrative aero-navali.
Dopo il pranzo inizierà la visita della nave.
Lo sbarco a Civitavecchia è previsto tra le 16 e le 16.30.
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Fonte: Marina Militare Italiana
Foto: Marina Militare Italiana
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mercoledì, marzo 16th, 2011 286 views
Una missione interagenzia, internazionale e interforze che ha messo in evidenza le positività del sistema Italia. Di più, “il motto l’unione fa la forza esprime esattamente ciò che ha fatto la differenza”.
A un anno dalla missione White Crane in sostegno alla popolazione colpita dal terremoto di Haiti lo scorso 12 gennaio 2010, il comandante di nave Cavour e della missione italiana, capitano di vascello Gianluigi Reversi, ricorda in “molte foto e poche chiacchiere” l’atmosfera della prima missione operativa per la portaerei italiana di Fincantieri di Riva Trigoso nel corso di una conferenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Ieri 15 marzo il comandante Reversi, che oggi è assistente del Capo di stato maggiore della Marina Militare, è stato ospite del direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, il professor Massimo de Leonardis, per parlare sul tema “La missione di Nave Cavour in soccorso dei terremotati di Haiti”.
Oltre ai numeri e alle statistiche, il comandante ha svelato gli aspetti più umani di tutta la missione sotto forma di aneddoti e brevi racconti che hanno contribuito a dare una panoramica di quello che è l’esercizio dell’aiuto umanitario verso popolazioni fatte di persone che soffrono.
Dal campo militare costruito sul nido di tarantole, all’esile suora che tiene a bada la criminalità locale; dall’incredulità degli ufficiali americani di fronte all’efficienza italiana, al sorriso dei bambini. Per accennare alle oltre 98mila scatole di medicinali trasportate e al cucchiaio di sciroppo preso da un camerino dell’equipaggio per salvare la vita di un bimbo.
Più che l’esempio di umanità e il messaggio per i giovani studenti, rimane nell’ascoltatore l’invidia per l’accrescimento umano che il comandante Reversi ha potuto ottenere con questa missione.
Dopo aver attraccato praticamente sulla spiaggia di Fortaleza, in Brasile, “allungando di due giorni il viaggio pur di prendere a bordo il personale militare e medico brasiliano, ma aprendo così anche a una serie di successivi accordi commerciali con il Brasile”, viene da chiedergli di provare a esprimere in due parole cosa gli è rimasto di tutta l’avventura in cui ha spinto il Cavour alla velocità media di 29 nodi.
Ma non è facile racchiudere in così poco quella che il professor de Leonardis ha definito “una proiezione di solidarietà, più che di potenza”. E il comandante Reversi usa le parole dell’attivista Martina Colombari, “Haiti ti rimane dentro”, piuttosto che le sue, conservando gelosamente quell’accrescimento in termini di umanità che alla maggior parte di noi resta precluso.
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Foto: logo White Crane dal sito della Marina Militare Italiana
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martedì, novembre 30th, 2010 85 views
By Cybergeppetto
In tutte le capitali del mondo vive e lavora un gruppo di particolari mammiferi sul quale Folco Quilici o il National Geographic dovrebbero fare un bel documentario: i diplomatici.
Sono persone ben vestite e sciccose che si riuniscono spesso in branchi per fare degli amabilissimi party in ville sontuose.
Ci sono tutti gli ingredienti per ottimi programmi per i canali monotematici, panorami meravigliosi, curiose aggregazioni umane e comportamenti di grande interesse per gli etologi.
Di tanto in tanto, alla fine di questi party, i diplomatici organizzano un branco più grande, denominato summit, in cui firmano qualche trattato che, alla prima occasione, verrà tradito o sconfessato.
La storia di questa tribù è piena di queste cose, i diplomatici e i loro amici Capi di Stato di oggi si stringono la mano e sorridono con la stessa sincerità con cui lo fecero a suo tempo Stalin e von Ribbentrop per spartirsi l’Europa.
(continua…)
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sabato, luglio 31st, 2010 581 views
By Cybergeppetto
La marea nera continua a sommergere il golfo del Messico, ma noi veniamo informati dalla CNN che la corrida è bandita in Spagna.
Pare che informazioni delicate sull’Afghanistan siano state diffuse da Wikileaks, ma noi siamo troppo occupati a capire quanta cocaina si sarebbe sniffata Belen Rodriguez. Tutta la stampa italiana ne parla.
I colossi dell’informazione si danno battaglia per controllare il digitale terrestre? Bazzecole! Basta una notiziola: noi dobbiamo sapere se Caldoro andava a trans, lui ha detto a Verdini che, semmai, ha problemi con le donne, Verdini gli avrebbe risposto ”Non farlo sapere a Berlusconi, sennò ti fa ministro”…l’opinione pubblica lo deve sapere. (continua…)
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giovedì, maggio 27th, 2010 1.496 views
Opereranno sotto la bandiera Eurogendfor i circa 120 Carabinieri della Formed Police Unit (FPU) partiti due giorni fa da Pisa alla volta di Haiti quale contributo all’esistente missione Onu Minustah (United Nations Stabilization Mission in Haiti). Con loro anche una decina di uomini dell’Aeronautica Militare Italiana addetti alle comunicazioni.
La missione Minustah, che risale al giugno 2004, è stata infatti incrementata lo scorso 19 gennaio con la risoluzione Onu 1908 per quanto riguarda i livelli di forza, con la finalità di sostenere una immediata ripresa della Repubblica di Haiti gravemente colpita lo scorso 12 gennaio da un violento sisma. Nell’opera di ricostruzione rientra anche la necessità di garantire l’ordine pubblico e di fornire supporto alla polizia locale.
Con l’Operazione Caravella vengono assicurate proprio queste attività di routine, oltre a eventuali operazioni ad alto rischio che si rendessero necessarie. Per questo accanto all’unità italiana e a quella francese sarà operativo anche un plotone spagnolo della Guardia Civil p
er le operazioni speciali, quali potrebbero essere evacuazioni improvvise di personale o attività comunque eccedenti quelle di normale routine.
L’operazione Caravella è dunque una operazione interforze che opererà sotto la bandiera di Eurogendfor, la Gendarmeria Europea che nella propria sede presso la caserma Chinotto di Vicenza riunisce le gendarmerie di Francia, Italia (Carabinieri), Olanda, Portogallo e Spagna. Si tratta di forze assegnate che si basano su una comune dottrina e che si trovano costantemente in prontezza operativa presso le nazioni di provenienza grazie alle esercitazioni biennali congiunte.
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Fonti: Carabinieri, Eurogendfor, Stato Maggiore Difesa, United Nations
Foto: Eurogendfor
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martedì, aprile 13th, 2010 655 views
Nave Cavour è nelle acque del Tirreno. “Abbiamo appena passato le Bocche di Bonifacio”, fa sapere oggi di prima mattina da bordo della portaerei il tenente di vascello Michele Carosella, il portavoce del comandante di nave Cavour capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Operazione White Crane davvero conclusa, dunque. Alle 8 di domattina nave Cavour sarà nel porto di Civitavecchia, dopo una missione umanitaria di 59 giorni ad Haiti in sostegno alla popolazione caraibica colpita da un sisma devastante lo scorso 12 gennaio.
“Il contatto con la sofferenza ha coinvolto emotivamente tutti i partecipanti della missione”, fa sapere Carosella tracciando un bilancio significativamente umano del lavoro svolto oltreoceano. Tanto da poterne evidenziare l’aspetto sacrale più profondo, complice il periodo pasquale: “Ci siamo sentiti come inseriti in un calvario; abbiamo vissuto una quaresima e una Pasqua davvero fuori dal comune”.
Carosella non parla più di numeri e dati. Lo ha già fatto. Ha già snocciolato pesi di macerie spostate, quantità di voli di elicotteri di soccorso, litri di acqua trasportati e numeri di pazienti operati e soccorsi per tutta la durata dell’intera missione. E’ il momento ora di guardarsi dentro e misurare l’accrescimento umano ricevuto da questo impiego.
La chiusura ufficiale della missione White Crane avverrà domani pomeriggio, nel corso di una cerimonia annunciata dallo stato maggiore della Difesa con un comunicato apposito. Nave Cavour sarà ormeggiata domani 14 aprile al molo 24 del porto di Civitavecchia.
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Fonte: nave Cavour, stato maggiore della Difesa
Foto: nave Cavour
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venerdì, aprile 9th, 2010 320 views
“Partiamo domattina da Las Palmas”. E’ il tenente di vascello Michele Carosella, il portavoce del comandante di nave Cavour, capitano di vascello Gianluigi Reversi, a comunicare la fine della sosta tecnico-operativa nel porto di Gran Canaria della portarei italiana di ritorno da Haiti.
Nave Cavour è stata la protagonista dell’operazione italiana interforze White Crane ad Haiti, nelle cui acque è rimasta per cinquantanove giorni a sostegno della popolazione colpita dal sisma dello scorso 12 gennaio.
La sosta a Las Palmas era prevista già dalla partenza dalle acque caraibiche del 31 marzo. Ora che l’Oceano Atlantico è alle spalle e la tappa nell’arcipelago delle Canarie quasi, il rientro di nave Cavour in Italia è prevedibile per la prossima settimana. L’arrivo a Civitavecchia è atteso intorno al 14 aprile.
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Fonte: nave Cavour
Foto: Marina Militare Italiana
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giovedì, aprile 1st, 2010 620 views
Ha lasciato le acque territoriali haitiane nel pomeriggio di ieri 31 marzo e ora nave Cavour, comandata dal capitano di vascello Gianluigi Reversi, sta navigando alla volta dell’Italia dopo 59 giorni di permanenza nelle acque dell’isola caraibica devastata dal terremoto del settimo grado Richter del 12 gennaio scorso.
L’operazione White Crane è operativamente conclusa. Verrà formalmente dichiarata compiuta all’approdo della nave nel porto di Civitavecchia, che dovrebbe avvenire il prossimo 14 aprile, considerando che per coprire l’intera distanza sono necessari poco più di una decina di giorni e che nave Cavour farà una sosta tecnica di circa una giornata a Las Palmas, nelle Canarie.
L’operazione White Crane comandata da Gianluigi Reversi si è distinta per l’impegno umano supportato da un intenso coinvolgimento emotivo della “squadra Italia”, come ha fatto notare il portavoce del comandante, il tenente di vascello Michele Carosella. Che ha sottolineato anche come l’innata spinta alla solidarietà del popolo italiano sia stata riconosciuta da Lady Catherine Ashton, l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea in visita alla nave lo scorso 3 marzo.
“Lady Ashton è rimasta molto colpita dal metodo italiano messo in atto dal migliaio di uomini della squadra Italia”, ha specificato Carosella sottolineando quanto “la fusione tra attori civili e militari abbia realizzato un risultato comune e congiunto grazie alle diverse competenze messe insieme: un grande plauso al comandante dell’operazione e della nave Gianluigi Reversi e al capo missione della Protezione Civile ad Haiti Luigi D’Angelo”.
Del resto – lo stesso Carosella ha fatto notare parlando oggi da bordo di nave Cavour già nelle acque dell’Oceano Atlantico – l’intervento italiano si è esteso anche a forme d’aiuto di diversa natura, inserendosi nelle strutture già presenti sull’isola per implementare il sostegno alla popolazione bisognosa.
Per la nave si è trattato sicuramente di un banco di prova e tutte le potenzialità sono state sperimentate nel corso di questa operazione. Nella camera iperbarica sono stati fatti 52 trattamenti, nell’ospedale sono stati condotti 61 interventi chirurgici e la telemedicina ha supportato il lavoro dei medici del policlinico militare del Celio. “L’aspetto interforze è stato una garanzia di successo”, ha fatto notare Carosella.
I 68 voli Medevac hanno trasportato a bordo 170 pazienti a cui è stata data assistenza sanitaria, mentre i Posti Medici Avanzati (PMA) a terra hanno assistito 1.800 persone.
Non solo. I militari del genio hanno rimosso quasi 10mila metri cubi di macerie, 600 marinai si sono alternati in turni a terra ricoprendo ruoli diversi in base alle necessità del luogo e del momento. Gli elicotteri sono stati impegnati con una media di 8 sortite al giorno.
In tutto sono stati consegnati 12mila chili di alimenti, 36mila litri d’acqua, 176 tonnellate di medicine, 80 tonnellate di materiale vario della Croce Rossa Italiana, 50 moduli abitativi del World Food Programme. “Ma i soli numeri sono sterili, vanno letti nell’ottica dell’intervento
umanitario – spiega Michele Carosella – e soprattutto nell’approccio tutto italiano delle circa 900 persone a bordo di nave Cavour impiegate nell’operazione White Crane”.
Altrettanto interessante il sistema di reimbarco dei mezzi, che solo per cause meteorologiche avverse ha potuto esprimersi per la metà delle sue potenzialità. Un pontone galleggiante, una specie di grande zattera, ha consentito di reimbarcare 15 mezzi a viaggio direttamente dalla rampa posteriore della nave. Un nuovo metodo di reimbarco che ha concluso ieri l’attività dell’operazione White Crane nelle acque territoriali haitiane.
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Fonte: nave Cavour
Foto: nave Cavour
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venerdì, febbraio 12th, 2010 254 views
Il previsto coinvolgimento nell’operazione White Crane di una cellula di coordinamento del Comando operativo di vertice interforze (COI) su base Italian-Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) si è concretizzato nelle ultime ore.
La pianificazione condotta negli ultimi giorni in una situazione in costante evoluzione ha determinato un’espansione della cellula iniziale dell’Ita-JFHQ, che era stata inviata ad Haiti per una prima fase di ricognizione nelle ore immediatamente successive al terremoto dello scorso 12 gennaio.
La decisione del COI di rinforzare quella prima cellula sta prendendo concretamente forma proprio in queste ore a Port-au-Prince, dove in prossimità della Task Force Genio dell’Esercito Italiano è in fase di attivazione una cellula di coordinamento del COI composta da circa sette/otto persone appartenenti all’Ita-JFHQ.
L’operazione White Crane ha preso avvio lo scorso 20 gennaio con la partenza di nave Cavour da Civitavecchia.
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Fonti proprie
Foto: smD (veduta aerea del campo base della Task Force Genio dell’Esercito Italiano)
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lunedì, gennaio 25th, 2010 151 views
Una operazione di soccorso ai civili invece della gestione di una emergenza umanitaria. Così sarebbe stata impropriamente trattata l’emergenza terremoto di Haiti dagli americani secondo le dichiarazioni del capo della Protezione Civile italiana Guido Bertolaso, che con queste parole ha messo in evidenza la diversità di approccio tra il concetto di aiuto alla popolazione proprio della protezione civile italiana e il concetto di supporto nella situazione di crisi proprio della visione americana.
La differenza tra le due fattispecie di intervento è labile e si costituisce della diversa lettura culturale e politica dell’evento disastroso e di dove questo avviene. Se per gli americani ha priorità l’organizzazione delle condizioni di sicurezza sul terreno prima dell’intervento di aiuto (che in concreto significa presenza di truppe sul terreno a costituzione di una cornice di sicurezza entro cui agire), per gli italiani conta invece l’invio immediato di esperti civili, con gli assetti di force protection in coda (anzi, in nave, dato che gli assetti di force protection delle Forze Armate italiane sono in viaggio su nave Cavour con arrivo previsto a fine gennaio-inizio febbraio).
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Fonte: Adnkronos, Ansa, BBC, The Scotsman
Foto: Apcom
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