martedì, gennaio 3rd, 2012 376 views
“La nomina di Serra – affermano i ministri Giulio Terzi, Esteri, e Giampaolo Di Paola, Difesa – è una significativa conferma della centralità politica e strategica del ruolo attivo svolto dall’Italia per promuovere la stabilità e la sicurezza dell’area mediterranea e mediorientale, le cui dinamiche sono di fondamentale incidenza sulla sicurezza internazionale”.
Si conclude così la nota del ministero degli Affari Esteri sulla nomina del generale Paolo Serra a comandante della missione Onu in Libano Unifil, decisa dal Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon.
Il predecessore italiano di Serra è stato il generale Claudio Graziano, che ha comandato Unifil dal 2007 al 2010 per poi diventare Capo di Gabinetto dell’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa. Lo stesso ministro che nell’ottobre 2011 lo ha poi nominato Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano, carica che il generale Graziano attualmente ricopre nel governo Monti.
Il generale Paolo Serra, alpino, ha comandato la brigata alpina Julia in Afghanistan tra il 2008 e il 2009, immediatamente prima di ricoprire l’incarico di Capo di stato maggiore del Nato Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, allora comandato dal generale Gian Marco Chiarini.
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Unifil in Paola Casoli il Blog
Fonte: ministero degli Affari Esteri, Ansa
Foto: Museo degli Alpini di Darfo
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mercoledì, novembre 16th, 2011 154 views
Ministero della Difesa all’ammiraglio Giampaolo Di Paola nel nuovo governo italiano. Lo ha appena annunciato il senatore professore Mario Monti, Presidente del Consiglio e ministro dell’Economia e delle Finanze.
L’ammiraglio Di Paola è stato Capo di stato maggiore della Difesa dal marzo 2004 al febbraio 2008, e presidente del Comitato militare della NATO dal giugno dello stesso anno.
L’ammiraglio Di Paola succede all’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Biografia dell’ammiraglio Giampaolo Di Paola dal sito della NATO.
L’ammiraglio Giampaolo Di Paola in Paola Casoli il Blog
NATO: ammiraglio Di Paola da oggi presidente del Comitato Militare (27 giugno 2008)
Foto: NATO
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sabato, novembre 12th, 2011 129 views
Oggi 12 novembre, a partire dalle 10.30, il ministro della Difesa Ignazio La Russa celebrerà la Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace con la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto.
Successivamente, fa sapere il comunicato del ministero della Difesa, il ministro La Russa si trasferirà nella Basilica di Santa Maria Ara Coeli, dove sarà celebrata la Santa Messa, per poi rendere omaggio alla stele commemorativa in ricordo dei caduti di tutte le missioni internazionali situato al centro del Belvedere Caffarelli in Campidoglio.
Fonte: ministero della Difesa
Foto: ministero della Difesa
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venerdì, ottobre 28th, 2011 134 views
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello stato italiane Mauro Moretti, in occasione del 90° anniversario del viaggio che portò la salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma, terranno oggi 28 ottobre una conferenza stampa per presentare la rievocazione storica del Viaggio dell’eroe e la mostra itinerante allestita a bordo dello speciale treno delle Ferrovie dello stato italiane.
L’iniziativa, che è stata promossa dal ministero della Difesa in collaborazione con le Ferrovie dello stato, sarà presentata con una conferenza stampa oggi 28 ottobre alle 11 al binario 1 della stazione Termini di Roma.
Fonte: ministero della Difesa
Foto: Wikipedia
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giovedì, ottobre 20th, 2011 250 views
Oggi 20 ottobre, alle 10.30, nella Biblioteca militare dello stato maggiore dell’Esercito a Roma, il Capo di stato maggiore dell’Esercito (smE), generale Giuseppe Valotto, presenterà il CalendEsercito 2012. All’evento sarà presente il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Il titolo del calendario del prossimo anno, Esercito 2.0, indica senza indugi il motivo conduttore del nuovo CalendEsercito. Nel linguaggio del web, infatti, il 2.0 si riferisce all’evoluzione del www che consente all’utente di interagire con i contenuti in rete, dunque i blog, le chat, i forum, o i social network come Facebook e Twitter, per citare i più conosciuti.
Nell’opera, si apprende da smE, viene dato largo spazio alle applicazioni tecnologiche, ponendo fortemente l’accento sul cuore digitale che le anima. Partendo dalle ultime innovazioni sviluppate, pian piano si scopre l’orientamento futuro della Forza Armata attraverso una panoramica di quanto è al momento in sperimentazione e di ciò che è oggetto di ricerca e studio per il futuro.
Nel corso della presentazione di CalendEsercito 2012 avrà luogo un dibattito moderato dalla giornalista Letizia Leviti, al quale interverranno il professor Michele Nones, direttore dell’area sicurezza e difesa dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) e l’ingegner Paolo Nespoli, ufficiale della Riserva dell’Esercito e astronauta della European Space Agency (ESA).
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Calendesercito 2011: è la storia dell’Esercito Italiano dall’Unità d’Italia a oggi (24 novembre 2010)
Fonte: Ufficio Pubblica Informazione Esercito
Foto: Ufficio Pubblica Informazione Esercito
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martedì, ottobre 18th, 2011 1.314 views
By L’Anacoreta
Metti il dopocena del sabato, di sabato scorso 15 ottobre, e il solito gruppo di amici a commentare le ultime novità: la crisi economica, il tira e molla sulla approvazione della legge di bilancio, l’ennesima disavventura della coalizione di governo, il quotidiano intervento dell’inquilino del Colle e così via.
Aggiungici la profonda delusione per la piega violenta che aveva vanificato il significato pacifico della marcia degli indignados nostrani, tenutasi quel pomeriggio a Roma, che i telegiornali e i notiziari hanno propinato in bella vista con il solito mix di scontri di piazza degni delle recenti immagini della Primavera Araba tra le flange dei dimostranti (delinquenti imbecilli e impuniti direi) e le forze dell’ordine.
In aggiunta alle immagini, già di per sé avvilenti e preoccupanti, c’era poi tutto il teatrino degli esponenti politici che, con le solite facce di circostanza, avevano deplorato i fatti, condannato i violenti, scusato i manifestanti che “hanno ecceduto nell’esternare la loro sacrosanta rabbia”, accusato – immancabilmente direi – il Governo di non aver saputo gestire l’emergenza, chiesto la testa di Berlusconi, osannato alla libertà di espressione e così via.
Ne andava di conseguenza che il nostro morale di cittadini e di rappresentati di questo Paese era vieppiù notevolmente scosso.
Mano a mano che venivamo annichiliti dal generale senso di impotenza nel vedere un Paese, il nostro Paese, che piano piano sembra sfaldarsi e avviarsi alla chetichella verso un baratro civile e sociale, più che economico-finanziario, la discussione è scivolata verso altri temi.
Nella nostra comitiva di amici vi sono anche un paio di ufficiali delle forze armate che non hanno mancato di informarci della nomina del nuovo capo di stato maggiore dell’Esercito. La novità degna di nota, e che aveva secondo loro reso interessante e importante la notizia, era il fatto che il prescelto era il più giovane dei generali di corpo d’armata attualmente in servizio.
Mi spiego. Di solito viene scelto per tale incarico un generale prossimo al raggiungimento dei limiti di età, il cui mandato quindi, tra termini naturali e proroghe e proroghine, non superi l’anno e mezzo massimo due.
Questa scelta, invece, di puntare su un giovane rappresenta un’assoluta novità che sconvolge un sistema sclerotizzato di equilibri interni alla forza armata, togliendo tutte quelle certezze acquisite che contraddistinguono in genere le strutture che si basano sulla assoluta aderenza a rituali organizzativi rigidi e consolidati nel tempo.
A dire il vero, nei giorni passati, scorrendo i giornali avevo intravisto qualche ritaglio in trentesima pagina nel quale si addebitava al ministro della Difesa di voler promuovere a un’alta carica un altro ufficiale (dopo il generale Abrate, attuale capo della Difesa) il cui merito maggiore sembrava essere quello di essere stato, anche lui, un suo stretto collaboratore. Ma avevo liquidato la cosa come il solito pettegolezzo per poter attaccare un membro dell’esecutivo.
Malignamente mi ero infatti detto che il povero onorevole La Russa (foto) – non essendo stato coinvolto in festini orgiastici con escort e personaggi dello spettacolo, non avendo neanche ricevuto in dono (a sua insaputa) un appartamento o una villa in posti esotici o à la page, non avendo, meschino lui, neanche un procedimento penale pendente o possibile – quale esponente di spicco del governo un qualche peccato lo dovesse almeno avere. Favoriva i più stretti collaboratori nella scalata alle nomine di vertice della Difesa!!!!!!!!
Quando però i miei amici in divisa hanno sollevato l’argomento della nomina mi hanno stuzzicato l’interesse e ho chiesto loro di spiegarmi un po’ meglio il senso che davano a questa nomina inconsueta.
Da quello che ho potuto cogliere, la nomina era attesa e il nome del possibile prescelto circolava con insistenza da un certo tempo. Quindi questo atto non ha preso alla sprovvista i miei amici e il loro ambiente.
Quello che semmai li ha meravigliati è stato che il candidato di cui si era più volte parlato, giudicato da tutti come un outsider, messo in mezzo solo per smuovere un po’ le acque e scaldare l’interesse per la nomina – garantita e senza scossoni – di uno dei senatori, alla fine sia risultato realmente quello prescelto (quello unto dal ministro).
Insomma, ci avevano sperato senza illudersi troppo che una scelta di questo genere, definita senza mezzi termini epocale e innovativa, potesse concretizzarsi.
Quello che mi ha realmente meravigliato e che mi ha fatto pensare, è stata la soddisfazione che sembra pervadere i miei amici, e anche una parte consistente del loro ambiente.
Questa misurata euforia, questo è il punto fondamentale, non riguarda la scelta della persona in sé – il generale Graziano (foto), infatti, non sembra essere considerato né più bravo, né più capace, né più illuminato o neppure più simpatico o benvoluto di altri possibili candidati, ma è connessa al fatto che il nuovo capo ha davanti un periodo lunghissimo di servizio attivo. Cinque anni sono un’eternità per un mandato al vertice di una organizzazione come quella militare.
Questo fattore, la lunghezza del mandato, è quello che ha acceso le speranze dei miei amici; ha alimentato le loro aspettative in un corso nuovo che possa spezzare l’immobilismo del passato; ha fatto intravedere una possibile svolta in grado di rigenerare un ambiente stanco, demotivato e disilluso sulle capacità del proprio sistema di vertice.
Il riflettere sulla soddisfazione che i miei amici hanno dimostrato nell’interpretare la nomina mi ha portato a formulare due considerazioni.
La prima, amara.
Il messaggio che ho colto è stato il seguente: “non importa chi venga eletto, non importa se sia l’uomo giusto o il migliore, l’importante è che assicuri stabilità. Che la sua azione sia giudicata alla fine positiva o negativa non importa, il fatto che comunque possa lavorare per un periodo ti tempo eccezionalmente lungo alla fine comunque sarà un bene”.
La seconda, di speranza.
I militari, almeno secondo il parere dei miei due amici, sono stanchi di vivere una situazione interna di incertezza e di perenne ristrutturazione. La voglia di stabilità, di progetti concreti e consolidati, di programmi sviluppati e conclusi, di fiducia in vertici presenti e non effimere comparse, rappresenta una necessità impellente a cui non poter più rinunciare.
A questo punto mi viene spontanea una terza considerazione.
Ovviamente il mondo militare non è un corpo estraneo al nostro Paese; esso, infatti, rappresenta uno spicchio, una frazione orizzontale dell’intero sistema sociale, politico e civile, quindi ciò che i suoi appartenenti pensano sentono e provano è in realtà in linea e del tutto simile con le aspettative, le speranze, le ambizioni, le aspirazioni degli altri cittadini del nostro Paese.
Di conseguenza, alla fine della mia serata tra amici, la domanda che mi sono posto è stata la seguente.
Una scelta così innovativa – effettuata peraltro da un esponente del nostro sistema politico – come quella di nominare un outsider, facendo piazza pulita di tutto ciò che lo precede, sgomberando la scena con un solo colpo da tutta una serie di persone che in qualche modo risultano compromesse dal fallimento della situazione attuale, non potrebbe essere vista come un segnale di ripresa e di volontà di superare un momento di impasse che quella amministrazione sta vivendo da molto tempo?
In molti settori e in molti campi il mondo militare è stato il precursore per altri settori della vita civile del Paese, che ha adottato e mutuato modelli e sistemi sviluppati dai militari.
Se consideriamo tale fenomeno, forse la chiave di lettura di questa nomina può essere proprio questa: un invito da parte del mondo militare a voltare pagina, non perdendosi inutilmente a discutere all’infinito su chi sia il migliore o il più degno nel doversi assumere le responsabilità di svolgere il ruolo di timoniere del sistema, ma nel rompere gli indugi e nominare questo timoniere dandogli la fiducia, cioè il tempo per poter sviluppare il suo progetto.
Se questo è realmente il concetto che ha determinato le scelte del ministro della Difesa allora il nuovo capo di stato maggiore ha davanti a sé una sfida epocale: dovrà dimostrare che l’immobilismo che sta portando il nostro Paese verso una lenta decadenza può essere sconfitto. Se la persona a cui concediamo la nostra fiducia ha la possibilità di poter lavorare e di sviluppare un programma con alle spalle la sicurezza di un mandato lungo e coerente.
L’Anacoreta
Foto: il ministro Ignazio La Russa e il generale Claudio Graziano in Libano, missione Leonte 2009/associazionelagunari
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venerdì, ottobre 14th, 2011 714 views
By Sugar Lady
Un, due, oplà. Un rapido magheggio nello spettacolo del sabato pomeriggio ed ecco il preludio di un nuovo progetto di Difesa materializzarsi nell’esplosione di stelline glitterate al centro della pista.
La nomina del generale Claudio Graziano a Capo di stato maggiore dell’Esercito, proposta avanzata dal ministro della Difesa Ignazio La Russa prima della riunione odierna del Consiglio dei Ministri e poi confermata ufficialmente, ha proprio l’aria di voler rappresentare una ventata di freschezza nel mondo dei generali di corpo d’armata e delle loro nomine. Come una spruzzata di Glade al gelsomino dentro l’armadio alla naftalina della nonna!
Una manovra dettata dalle ristrettezze economiche – sempre il braccino corto ‘sti maschietti!, e dalla conseguente necessità di sbarazzarsi di un po’ di generaloni in attesa di terminare il loro servizio esattamente come lo avevano sognato da ragazzi in Accademia.
Il generale Graziano è giovane, gli mancheranno almeno cinque anni prima di mettersi le pantofole e inventarsi un blog da infarcire tra una briscola e una gita al santuario, quindi farà in tempo a vedere invecchiare senza proroghe i colleghi più giovani di lui, mentre gli altri se ne andranno a poco a poco in pensione.
Un vero risparmio in termini di proroghe, dunque, e una prelusione a una ristrutturazione riduttiva dell’Esercito, conseguente ai tagli di bilancio per la Difesa che finora non avevano ancora toccato i generali di corpo d’armata.
Chissà se le aziende della Difesa, quelle più quotate, intendo, si accontenteranno di una ventina di futuri generali che non siano stati capi di stato maggiore dell’Esercito. Si sa che certe nomine riempiono la bocca più di un babà ripieno di crema – e infestano gli uffici più degli acari della polvere!
Sugar Lady
I gradi da generale di corpo d’armata sono di Neonisi
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venerdì, ottobre 14th, 2011 1.096 views
E’ TmNews a lanciare la notizia, oggi 14 ottobre, che sarà il generale di corpo d’armata Claudio Graziano (foto) il prossimo Capo di stato maggiore dell’Esercito (smE), succedendo al generale Giuseppe Valotto.
Altre fonti indirette specificano per ora che il generale Claudio Graziano sarà proposto quale nuovo Capo di smE dal ministro della Difesa Ignazio La Russa proprio prima del Consiglio dei Ministri convocato per oggi; una pratica irrituale che avrebbe già sollevato critiche da parte del PDL.
Il generale Graziano è l’attuale Capo di Gabinetto del ministro della Difesa La Russa.
Foto: militaryphotos.net
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domenica, settembre 18th, 2011 735 views
Cordoglio è stato espresso dal ministro della Difesa Ignazio La Russa per la morte del generale di squadra aerea Daniele Tei, che ha ricoperto l’incarico di Capo di stato maggiore dell’Aeronautica dal 29 gennaio 2008 al 25 febbraio 2010 prima di cederlo all’attuale generale Giuseppe Bernardis.
Nel telegramma inviato alla famiglia, il ministro La Russa lo ha ricordato come “Ufficiale di altissimo spessore al servizio della Repubblica”.
E con riferimento alla sua carriera il ministro La Russa ha affermato che “ha lasciato un segno profondo nella storia dell’Aeronautica Militare e un ricordo indelebile in tutti noi […]I numerosi incarichi di vertice ricoperti, tra cui spicca quello di Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, testimoniano l’attaccamento incondizionato al servizio e l’assoluta fedeltà alle Istituzioni”.
Il generale Tei era nato a Perugia nel 1946. E’ scomparso nella mattinata di ieri 17 settembre a Trevignano Romano.
Aveva all’attivo circa 2.700 ore di volo su 13 diversi tipi di velivolo, delle quali circa 2000 su aviogetto.
Fonte: ministero della Difesa
Foto: stato maggiore dell’Aeronautica
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giovedì, settembre 15th, 2011 109 views
Esigenze al femminile, da tenere in considerazione per promuovere l’arruolamento delle donne nelle Forze Armate italiane e da valutare per meglio integrare il personale nei reparti addestrativi e operativi.
Un questione che non si risolve in due parole.
Per motivare il personale femminile, e fornirgli così la serenità per poter svolgere al meglio le proprie funzioni, è necessario infatti prevedere servizi di supporto quali asili nido e assitenza alla funzione genitoriale impegnata nella professione militare.
La necessità di monitorare le attuali condizioni dei militari
donna con continuità è stata sottolineata dal ministro della Difesa Ignazio La Russa (foto), intervenuto all’ultima riunione del Comitato consultivo sul servizio militare femminile che si è tenuta il 13 settembre allo stato maggiore della Difesa a Roma alla presenza del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, e del Comandante generale della Guardia di Finanza, generale di corpo d’armata Nino Di Paolo.
Il ministro, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato l’esigenza di nuove iniziative per promuovere l’arruolamento femminile e la necessità di mantenere il controllo costante sulla situazione del personale femminile attualmente in servizio.
Il Comitato consultivo sul servizio militare femminile è un organismo che assiste la Difesa e la Guardia di Finanza nell’azione di indirizzo, coordinamento e valutazione dell’inserimento e dell’integrazione del personale femminile.
L’attuale Comitato, nominato lo scorso 9 giugno, durerà in carica per due anni ed è composto da sette membri, tutti donne: quattro rappresentano il ministero della Difesa, due il ministero per i Diritti e le Pari Opportunità e uno il ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il Comitato ha in programma una serie di visite a reparti addestrativi e operativi delle Forze Armate e della Guardia di Finanza.
Fonte: stato maggiore della Difesa
Foto: stato maggiore della Difesa
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