La izzazione dei conflitti

giovedì, settembre 2nd, 2010

By Cybergeppetto

I conflitti hanno le ore contate.

I diplomatici hanno trovato la pietra filosofale che trasforma le guerre in problemi interni alle aree di crisi: si chiama …izzazione.

Basta sostituire i puntini con la denominazione dell’area martoriata dalla guerra e il gioco è fatto. Avremo quindi l’afghanizzazione, l’iraqizzazione, la balcanizzazione, ecc. ecc.

Ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? Obama, che è un gran paravento, ha capito subito come si poteva uscire dalle ambasce delle guerre, prendendo esempio da Totò: “Arrangiatevi!”. (continua…)

Iraq, Obama annuncia la fine della costosa missione militare con un tocco di demagogia

mercoledì, settembre 1st, 2010

Il presidente americano Barack Obama ha annunciato ieri sera al mondo la fine della missione militare americana in Iraq, Operation Iraqi Freedom, facendo espresso riferimento al lungo e doloroso periodo di recessione economica di fronte a cui si è trovata l’America nell’ultimo periodo:  “I know this historic moment comes at a time of great uncertainty for many Americans.  We’ve now been through nearly a decade of war.  We’ve endured a long and painful recession”.

Per la prima volta, verrebbe da dire, la minaccia economica è più forte di quella terroristica. Sì, per carità, il motivo della spesa non più sostenibile è sensato. Anche se suona un po’ da presa in giro per i soldati che dall’Iraq non sono più tornati se non dentro un sacchetto di plastica. O per gli iracheni che si aspettavano qualcosa di più che venire abbandonati mentre non hanno ancora una stabilità governativa, tanto per cominciare. (continua…)

Premio Enzo Baldoni al generale Gian Marco Chiarini comandante di Nrdc-Ita

mercoledì, settembre 23rd, 2009

Non ha mai fatto un servizio giornalistico né è stato autore di reportage da zone di guerra, ma ha vissuto i  teatri operativi di Bosnia, Kosovo e Iraq dove ha comandato soldati nel rispetto delle culture locali e non solo delle regole di ingaggio.

chiariniStasera 23 settembre riceverà dalle mani del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà il premio Enzo Baldoni. E’ il generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini, primo militare nella storia del premio  intitolato al giornalista morto in Iraq nel 2004 a ricevere tale riconoscimento.

Chiarini, che attualmente comanda il Nato Rapid Deployable Corps di Solbiate Olona (VA), comandava la 132° brigata corazzata Ariete a Nassiriya in Iraq nella missione Antica Babilonia durante le “battaglie dei ponti” del 6 aprile e del 14 maggio 2004. In quell’occasione le forze ribelli sciite avevano ingaggiato combattimenti contro i nostri militari italiani arrivando a nascondersi anche dentro l’ospedale locale.

Durante quel periodo l’opinione pubblica italiana era divisa sull’appropriatezza delle regole di ingaggio della missione e Chiarini, nel corso di un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 17 maggio 2004, dichiarò che “non è un problema di regole di ingaggio, Di cultura, piuttosto. Noi italiani non spareremmo comunque sull’ospedale”.

Il premio Baldoni mira proprio a riconoscere i processi di dialogo e di comprensione tra diverse culture, etnie e religioni e che siano testimonianza di un impegno legato ai temi della pace, dello sviluppo sostenibile e dell’affermazione dei diritti universali, sociali e civili.

La motivazione del conferimento del premio speciale Ricerca e impegno per la pace al generale Gian Marco Chiarini è legata all’ impegno, la dedizione, il coraggio dimostrato nei suoi molteplici incarichi relativi alle importanti missioni di pace in Kosovo, in Bosnia-Erzegovina, in Iraq.

Tra i vari riconoscimenti Chiarini annovera la massima decorazione al valore quale ufficiale dell’Ordine Militare d’Italia, una ricompensa per chi ha adottato un comportamento che va oltre i normali doveri in combattimento.

La sicurezza, senso della vita (aggiornamento)

Al momento del ritiro del premio nel tardo pomeriggio, il generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini ha affermato: “In questo momento in cui mi vedete qui vi chiedo di pensare agli oltre 12mila colleghi che stanno portando la sicurezza a gente che non l’ha mai avuta”.

Riferendosi all’attività dei militari in teatro, Chiarini ha fatto sapere che la sicurezza è la questione primaria: “Noi abbiamo portato la sicurezza, bene fondamentale. Senza di essa si perde tutto, anche il senso della vita”.

Fonte: Nrdc-Ita

Foto: Nrdc-Ita

Il 7° Vega ricorda il suo equipaggio perso quattro anni fa

martedì, giugno 2nd, 2009

4-anniversario-caduti-iraq-vegaE’ stato commemorato a Rimini ieri mattina 1° giugno nell’aeroporto militare G.Vassura l’equipaggio Milan 63 dell’elicottero AB412 appartenente al 7° reggimento aviazione dell’Esercito Vega.

Il colonnello Giuseppe Lima, il maggiore Marco Briganti, il maresciallo capo Massimiliano Biondini e il maresciallo ordinario Marco Cirillo sono caduti per un incidente di volo con il loro elicottero a Nassiriya, in Iraq, il 30 maggio 2005 nell’ambito dell’operazione Antica Babilonia.

In loro memoria il comandante del 7° Vega colonnello Fabrizio Barone ha scoperto le targhe commemorative per le aule didattiche e le palazzine che sono state intitolate ai colleghi caduti.

Fonte: 7° reggimento aviazione Esercito Vega

Mentre questo post viene pubblicato, a Roma stanno sfilando lungo i Fori Imperiali per la tradizionale parata del 2 giugno i baschi azzurri dell’Aves (Aviazione esercito).

Da Rimini a Herat la Friuli ricorda i piloti scomparsi tre anni fa

domenica, giugno 1st, 2008

 

Il colonnello Giuseppe Lima, il maggiore Marco Briganti, il maresciallo capo Massimiliano Biondini e il maresciallo ordinario specialista Marco Cirillo erano l’equipaggio Milan 63 dell’elicottero AB412 caduto nei pressi di Nassiriya in Iraq per un incidente di volo il 30 maggio 2005, nell’ambito dell’operazione Antica Babilonia.

Il 7° reggimento Vega di Rimini li ha ricordati nel terzo anniversario della scomparsa con una cerimonia nell’aeroporto militare Vassura e una messa officiata dal cappellano militare don Vico Allegretti.

Mentre è stato il suo collega don Angelo Pavesi a commemorare l’equipaggio Milan 63 a Camp Arena, nella base del Regional Command West a Herat in Afghanistan dove la Friuli è dispiegata nell’ambito dell’operazione Nato Isaf dallo scorso 23 aprile: “I morti non sono degli assenti – ha detto il cappellano militare citando Sant’Ambrogio – ma degli invisibili che fissano i loro occhi pieni di sole nei nostri pieni di pianto”.

Fonte: reggimento Vega, Difesa
 

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