martedì, ottobre 4th, 2011 233 views
E’ iniziata ieri 3 ottobre nel comprensorio militare di Persano, a Salerno, e si protrarrà fino al prossimo 14 ottobre l’esercitazione interforze Mole Pit 11 della divisione Acqui, comandata dal generale Rosario Castellano.
Compito degli esercitati sarà quello di gestire una Crisis Response Operation (CRO) sotto mandato europeo, con l’obiettivo di verificare la capacità di comando e controllo con i comandi subordinati: dalle Forze Speciali, alla Marina, all’Aeronautica, all’Esercito e alla Logistica Interforze.
L’esercitazione in corso rappresenta un importante momento addestrativo di tipo CPX al fine di testare le effettive capacità di direzione e condotta di una operazione europea, interforze e land oriented per la risoluzione di una crisi.
Lo scenario simula una regione africana, dove a seguito di una aggressione il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha autorizzato l’Unione Europea allo schieramento di una forza per il ripristino della sicurezza e della stabilità dell’area.
La missione assegnata alla divisione Acqui, che guida una task force europea, poggia su un quadro più generale di instabilità regionale, caratterizzato da una esasperata crisi economica e dalla ricerca, da parte di un paese, di nuovi sbocchi sul mare.
La Mole Pit 11 presenta la classica architettura esercitativa composta dal sovraordinato Hicon (che rappresenta l’EU OHQ ed è giocato dalla divisione Tridentina), dalle cellule di risposta del Locon (che rappresenta i comandi dipendenti alla divisione ubicati nei rispettivi comandi CINCNAV, Squadra Aerea, divisione Mantova, COFS e Comando logistico di proiezione) e dal mondo esterno rappresentato nell’Excon (con elementi del 2° FOD e della divisione Tridentina).
Il team di validatori è composto da elementi dell’NRDC-ITA.
Durante la Mole Pit 11, la divisione conseguirà la Interim Operational Capability (Int OC1) quale Comando della forza in ambito nazionale (ITA JTFHQ).
L’esercitazione in corso si situa nella serie di attività addestrative ed esercitative svolte annualmente dalla divisione Acqui per mantenere elevati gli standard di efficienza operativa, sia quale Comando divisione a livello tattico (ambito nazionale e Nato), sia quale Comando della forza a livello operativo (ITA JTFHQ ambito nazionale e EU FHQ ambito europeo).
L’ambito esercitativo dalla connotazione europea non deve però trarre in inganno, dato che è possibile inquadrare l’attività nel contesto dei futuri ambienti operativi in concordanza con il Concetto Operativo 2010 – 2030 del Capo di SME, ove la divisione costituisce una fondamentale pedina che l’Esercito può mettere in campo, per operare efficacemente in situazioni d’impiego diversificate.
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La divisione Acqui in Paola Casoli il Blog
Fonte: divisione Acqui
Foto: Esercito Italiano, Comando Divisione Acqui
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venerdì, marzo 25th, 2011 260 views
Si è concluso mercoledì 23 marzo nella caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, Napoli, sede del Comando Divisione Acqui, il periodo di due giorni di studio dedicato a tematiche CIS (Computer Information System).
L’attività è stata rivolta all’approfondimento dei sistemi informatici in grado di assicurare al comandante una visione operativa globale interforze.
In particolare, lo studio si è concentrato sull’analisi dei Functional Area Service (FAS) utilizzati in ambito Nato nonché in ambito europeo e nazionale.
La realizzazione di una rete informatica a cura del 232° reggimento Trasmissioni di Avellino, reparto affiliato alla Divisione, ha consentito di mettere in pratica gli elementi teorici discussi verificando il livello di interoperabilità dei sistemi.
Lo study period è stato organizzato dal Comando della Divisione Acqui e si è sviluppato con la collaborazione del Reparto informazioni e sicurezza di smD, di smA, di smM, di ITA-JFHQ di Roma, di JFC Naples, di NRDC-ITA di Solbiate Olona, del 1° FOD di Vittorio Veneto, del 2° FOD di San Giorgio a Cremano, del Comando TA di Bolzano e del COTIE di Anzio.
Fonte: Divisione Acqui
Foto: Divisione Acqui
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venerdì, febbraio 12th, 2010 254 views
Il previsto coinvolgimento nell’operazione White Crane di una cellula di coordinamento del Comando operativo di vertice interforze (COI) su base Italian-Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) si è concretizzato nelle ultime ore.
La pianificazione condotta negli ultimi giorni in una situazione in costante evoluzione ha determinato un’espansione della cellula iniziale dell’Ita-JFHQ, che era stata inviata ad Haiti per una prima fase di ricognizione nelle ore immediatamente successive al terremoto dello scorso 12 gennaio.
La decisione del COI di rinforzare quella prima cellula sta prendendo concretamente forma proprio in queste ore a Port-au-Prince, dove in prossimità della Task Force Genio dell’Esercito Italiano è in fase di attivazione una cellula di coordinamento del COI composta da circa sette/otto persone appartenenti all’Ita-JFHQ.
L’operazione White Crane ha preso avvio lo scorso 20 gennaio con la partenza di nave Cavour da Civitavecchia.
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Fonti proprie
Foto: smD (veduta aerea del campo base della Task Force Genio dell’Esercito Italiano)
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mercoledì, gennaio 20th, 2010 703 views
“Stiamo salpando”. L’annuncio della partenza di nave Cavour dal porto di Civitavecchia alla volta di Haiti viene dato telefonicamente da bordo dal tenente di vascello Michele Carosella, portavoce del comandante capitano di vascello Gianluigi Reversi (foto), poco dopo le 17 di oggi 20 gennaio.
Si tratta dell’operazione White Crane che vede coinvolta la portaerei Cavour della Marina Militare in soccorso alla popolazione della Repubblica di Haiti colpita dal sisma del 12 gennaio.
Un’operazione interforze (joint), più di 800 i militari imbarcati appartenenti alle quattro Forze Armate, e multinazionale (combined), poiché prevede l’imbarco in Brasile di medici militari delle Forze Armate brasiliane e probabilmente di alcuni elicotteri.
“Ci vorranno una decina di giorni per arrivare a Port-au-Prince – ha spiegato Carosella – quindi arriveremo a destinazione il 29 o 30 gennaio prossimi”.
La portaerei Cavour, varata il 20 luglio 2004 e consegnata da Fincantieri alla Marina Militare il 27 marzo 2008, può trasportare fino a 20 tra aerei ed elicotteri ed è in grado di ricoverare forze e mezzi anfibi.
L’area ospedaliera di bordo dispone di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-Tac, una sala trattamento ustionati, un laboratorio di analisi e un laboratorio odontoiatrico.
Dal momento della sua consegna alla Marina, nave Cavour è al comando del capitano di vascello Gianluigi Reversi.
Il dispositivo nazionale interforze che svolgerà l’operazione White Crane, come si legge dal comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa (smD), è strutturato – oltre che da nave Cavour per la Marina Militare con oltre 500 membri di equipaggio, personale di force protection, personale e direttore sanitario e sei elicotteri medi da trasporto – anche da uomini e mezzi dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare e dei Carabinieri.
Così specifica smD:
l’Esercito Italiano fornisce una task force a livello di compagnia, che comprende anche un plotone di force protection, un plotone trasmissioni, 15 mezzi ruotati e cingolati per il movimento terra, 20 autoribaltabili, 5 autogru e personale sanitario;
l’Aeronautica Militare fornisce un assetto di force protection, un team base operations per il coordinamento delle attività aeree e personale sanitario;
i Carabinieri forniscono un nucleo di polizia militare e personale sanitario.
La cosiddetta forza di reazione rapida nazionale, ovvero il comando operativo del COI ad alta prontezza operativa Italian Joint Force Headquarters (Ita-JFHQ) già validamente impiegato per l’emergenza terremoto all’Aquila con l’Operazione Gran Sasso, non risulta al momento impiegato se non per una prima attività ricognitiva con un contributo di due uomini in ambito interagency partiti per Haiti lo scorso 13 gennaio.
Non è da escludere tuttavia una attivazione progressiva dell’Ita-JFHQ.
Fonte: smD, fonti proprie.
Foto: Marina Militare Italiana
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martedì, maggio 26th, 2009 295 views
Ci tiene a incontrare i soldati, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, e così chiede al comandante generale di corpo d’armata Gian Marco Chiarini di far rompere le righe. Per questo dopo aver inneggiato all’Italia e “in questo caso alla Nato”, riferendosi alla particolarità di Nrdc-Ita che ha una doppia catena di comando al contempo nazionale e nordatlantica, raggiunge gli oltre 400 militari schierati per stringere mani, fare complimenti, indovinare le provenienze dagli accenti.
Dell’operatività esibita da La Russa si era capito fin dalla sua prima uscita. In Libano, nel maggio 2008, aveva passato in rassegna i militari dispiegati nella missione Unifil con i jeans e la giacca combat. Un look inedito per un ministro della Difesa in visita ufficiale. Nello stesso modo lo si aspettava a Bellinzago Novarese. Non lunedì scorso, ma il mese di giugno dell’anno scorso. Quando si concludeva una esercitazione (Lightning 08) di una certa importanza per l’Ita-JFHQ, il nuovo comando operativo a disposizione del Coi (Comando operativo di vertice interforze). Quando, però, si era ancora lontani dalla campagna elettorale.
Oggi 26 maggio, a una decina di giorni dalle elezioni, il ministro è arrivato in visita a Nrdc-Ita con il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. Non ha potuto fare a meno di tessere le lodi del comando in cui operano militari di 14 diversi paesi Nato, prima di lui lo aveva fatto nel 2007 la commissione Difesa alla Camera capeggiata da Roberta Pinotti. Oggi La Russa fa di più: assicura che il suo primo impegno è diretto al benessere dei soldati, tanto da “aver pregato Guido Crosetto (sottosegretario alla Difesa, ndr) di occuparsene in via prioritaria”.
Operatività confermata poi quando si passa all’argomento servizio militare: “La leva di dodici mesi rimane il ricordo migliore”. Chiediamo approfondimenti.
Ministro, a sentire i militari operativi la mini-naja – così come da lei proposta – viene giudicata alla stregua di un mese di scoutismo. Come intende caratterizzare questo periodo che si propone di assomigliare alla vecchia leva?
Lo scoutismo è bello e nobile. Quindi non la considero una critica negativa, anch’io sono stato scout dagli otto ai tredici anni. Dunque il paragone non è offensivo, certo la proposta si rivolge a ragazzi maggiorenni o comunque dell’età in cui prima (della sospensione del servizio militare, ndr) si svolgeva il Car (Centro addestramento reclute), un periodo altamente operativo.
Quello che propongo è uno stage atletico-militare che aumenti il senso civico e l’avvicinamento a forme di volontariato da affrontare eventualmente in seguito, con la possibilità di iscriversi ad associazioni d’arma. E’ un segnale del permanere delle nuove generazioni nelle Forze Armate. Non ci sono controindicazioni, potrebbe già partire quest’estate, anche se ritengo più probabile l’estate 2010.
Una definizione di questo stage atletico-militare?
Direi un avvicinamento per chi non farà la vita militare, più che una preparazione alla vita militare. Non sono favorevole a riconoscere un punteggio che renda possibile l’ingresso nelle Forze Armate.
Come si concilia un servizio militare obbligatorio, e per ora solo sospeso, con la sua proposta?
Faremo una legge. Proprio perché questo non è un servizio militare e perché il servizio militare è attualmente solo sospeso.
Foto: materiale proprio
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