Donne/5. Donne e arte a Kabul

mercoledì, agosto 25th, 2010

Due auditori dell’Università di Kabul hanno ospitato per due settimane nel mese di giugno una esibizione di arte contemporanea dedicata all’ambiente e all’inquinamento.

Temi e stili inconsueti per la capitale dell’Afghanistan. Ancora più inconsueti gli artisti espositori: diciotto donne, che hanno proposto opere del tutto innovative rispetto alla tradizione di copiatura di altri prodotti artistici portata avanti per anni in Afghanistan.

Un segnale di fermento culturale proposto coraggiosamente dall’altra metà del cielo e sostenuto con altrettanta fermezza da quella metà che crede nella forza delle donne.

Fonte: Helmand Blog

Foto: opera di Arezo Waseq intitolata Area Pollution, esposta al Center of Contemporary Arts a Kabul/Helmand Blog

Donne/4. Afghanistan National Army, velo sull’uniforme afgana

lunedì, agosto 23rd, 2010

Portano i capelli raccolti sotto il velo, costretto dentro al bavero dell’uniforme da combattimento, e sparano un colpo dietro l’altro nel poligono di tiro americano.

Così le vedi nelle foto e nei filmati dove istruttori americani donne insegnano alle ragazze afgane la vita militare. Voglio portare la sicurezza nel mio paese, voglio garantire la pace alla mia gente. Sono le testimonianze che arrivano dall’Afghanistan. Ma potrebbero benissimo arrivare da latitudini diverse, tanto la determinazione non cambia.

Donne istruite da donne nell’arte militare. Venti settimane per apprendere i fondamenti militari di base, imparando a conoscere uniformi, armi, esercizio fisico, primo soccorso e anche aspetti logistici e finanziari. Sono le soldatesse americane della 95th Division Institutional Training a occuparsi di loro a  Kabul seguendole passo passo nella loro formazione.

Pur essendo già state reclutate donne dalle forze afgane in passato, prima del regime talebano, solo oggi viene reso loro disponibile un addestramento da ufficiali. Il corso viene tenuto in classi personalizzate dedicate esclusivamente a loro, in una sezione distaccata dai colleghi maschi.

E vengono viste con grande favore dagli uomini, che le considerano un valido appoggio per le pratiche amministrative e non solo, come meglio ha dichiarato il comandante dell’Afghan National Army Officer Training Brigade di Kabul, colonnello Abdul Rahim: “Dopo anni di dominio talebano è fantastico poter reclutare ancora le donne. Abbiamo bisogno di più donne per sollevare gli uomini da incarichi amministrativi ed eventulamente ci auguriamo che possano diventare conduttrici o infermiere. Inoltre è importante mostrare il progresso dell’Afghansitan al resto del mondo”.

Fonte: Helmand Blog

Foto: Helmand Blog

Tecnologia stealth per gli elicotteri militari da attacco russi di quinta generazione

giovedì, maggio 20th, 2010

I nipotini del Mil Mi 24, il minaccioso elicottero da attacco russo conosciuto in occidente come Hind, saranno dotati di tecnologia stealth. I piani russi relativi allo sviluppo di un elicottero di quinta generazione, molto più avanti del già possente Hind di terza generazione, vengono riportati da Armedforces News che cita i media russi sull’argomento.

Silenzioso, in grado di ingaggiare jet da combattimento, capace di coprire lunghe distanze e con un profilo praticamente invisibile ai radar. Non si sa ancora se il futuro elicottero stealth di quinta generazione sarà basato sul tradizionale e affidabile schema rotore principale più rotore di coda, o se sul più stabile – a detta degli esperti – rotore coassiale. Intanto quel che è certo è che il progetto sta interessando due aziende, le eterne rivali Mil e Kamov.

Un progetto ambizioso e costoso (circa un miliardo di dollari secondo la stima) destinato però a morire sul nascere se non trova il supporto governativo di un contratto firmato, come sottolinea il commento di un ufficiale russo riportato da Armedforces News.

Intanto, pur guardando al futuro, il Mil Mi 24 Hind rimane comunque l’elicottero militare di punta per la Russia e per i paesi dell’ex Patto di Varsavia. Dal 1969 ne sono stati costruiti circa duemila esemplari e viene utilizzato negli Usa durante le esercitazioni militari come velivolo ostile. E’ in dotazione anche al nascente Afghan National Army Air Corps’ rotary wing squadron.

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Fonte: www.armedforces-int.com

Foto: Wikipedia

Kabul, elicottero da attacco russo e pilota militare Americano per addestrare piloti afgani

mercoledì, maggio 19th, 2010

Nella foto posa a fianco di un elicottero Mi 35: lui è un pilota americano, mentre l’elicottero da attacco è russo. E lui passerà certamente alla storia come il primo pilota americano a volare su un elicottero russo in Afghanistan.

Il maggiore Caleb Nimmo, che appartiene al 438 Air Expedionary Wing del Combined Air Power Transition Force di Kabul, ha seguito negli Stati Uniti un addestramento specifico di quaranta ore per familiarizzare con l’Mi 35, la “export version” dell’elicottero da attacco russo Mi 24 Hind.

A Kabul il maggiore Nimmo si occupa dell’addestramento dei piloti afgani dell’Afghan National Army Air Corps’ rotary wing squadron che volano sugli elicotteri da attacco Mi 35, appunto, e su quelli da trasporto Mi 17.

E pensare che negli Stati Uniti l’Mi 35 viene usato come elicottero nemico nella base aerea di Nellis nel Nevada, quale insidioso aggressore in grado di rappresentare ancora oggi un temuto avversario.

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Fonte: Nato Training Mission Afghanistan

Foto: Elisabeth Burke/www.ntm-a.com; CAPTF/DoD

Attentato in Afghanistan, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ora in conferenza stampa a Milano per ribadire impegno italiano

lunedì, maggio 17th, 2010

E’ appena iniziata a Milano presso la sede della Prefettura la conferenza stampa del ministro della Difesa Ignazio La Russa in seguito all’attentato che ha colpito i militari italiani in Afghanistan.

Alle 9.15 ora locale di questa mattina 17 maggio un blindato Lince (foto) in autocolonna da Herat a Bala Murghab è stato colpito dallo scoppio di un ordigno. Nell’attentato hanno perso la vita il sergente Massimiliano Ramadù, di 33 anni, e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25. Sono rimasti feriti e hanno riscontrato fratture agli arti inferiori il primo caporalmaggiore Gianfranco Scirè e il caporale Cristina Buonacucina, che non versano in pericolo di vita. Tutti i militari appartengono al 32° reggimento genio guastatori Torino, di stanza a Torino, della brigata alpina Taurinense.

Il ministro La Russa presenterà nel corso della conferenza stampa la dinamica dell’attentato e ribadirà l’immutato impegno italiano in Afghanistan. Da giugno è infatti previsto un incremento di circa 1.000 militari per arrivare a circa 4.000 in ottobre.

Attualmente in Afghanistan sono dispiegati circa 3.300 militari nell’ambito della missione Isaf concentrati soprattutto a Herat, mentre ne rimangono un centinaio circa nella capitale Kabul.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: LaStampa

Set afgano per i due Wallace & Gromit di Helmand

giovedì, maggio 13th, 2010

Come nel film Wallace & Gromit, uno per l’altro. L’uomo e il cane, compagni inseparabili sempre, non importa dove. Dei due Wallace & Gromit di Helmand ne aveva scritto venerdì 7 maggio scorso, in un cinguettio su Twitter dal fronte, il maggiore Paul Smyth dello UK Forces Media Operations.

Ieri il ministero della Difesa britannico ha ripreso quel cinguettio e per gli inseparabili Andy Wallace (sì, si chiama proprio così!) e il suo cane Gromit, rispettivamente un veterinario Lance Corporal e un cane Patrol Dog, si apre una pagina del sito ufficiale della Difesa.

Andy e Gromit, che di base stanno a Camp Bastion nella provincia afgana meridionale di Helmand, stanno prestando ora servizio per le strade di Kabul, dove sono stati inviati per qualche settimana a occuparsi della sicurezza.

Esattamente come nel film, Gromit è il perfetto “buddy” a quattro zampe che pur nello svolgimento del proprio servizio non trascura di prendersi cura del suo compagno bipede. Di lui Andy Wallace infatti dice: “Gromit is so protective of me and won’t let anyone else come near”. Ma anche che con lui non conviene scherzare – “Most people don’t mess with Gromit” – dato che mantiene comunque il suo status di patrol dog e può diventare piuttosto aggressivo per sedare qualsiasi disordine.

I due Wallace & Gromit di Helmand si sono addestrati insieme per sei settimane, prima di dispiegarsi per sei mesi in Afghanistan; fanno parte della Working Dog Section di Camp Bastion. Andy Wallace proviene dalla 105 Unit del Royal Army Veterinary Corps di Sennelager, in Germania.

I military working dogs impiegati in Afghanistan dai britannici provengono dai 200 cani del 1st Military Working Dog Regiment, comandato dal tenente colonnello David Thorpe.

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Fonte: Helmand Blog, UK MoD

Foto: Helmand Blog, www.wallaceandgromit.com

Funerali di Stato

lunedì, settembre 21st, 2009

bandiera_italia_luttoNausea. Rabbia no, solo nausea. Tanta nausea nei confronti di chi specula su manine tese verso feretri tricolore, su invocazioni alla pace, su cortei più o meno puntuali. E poi questi funerali che per molti versi appaiono come un’appropriazione indebita di lutti privati.

Chi l’ha detto che la bara del mio congiunto debba stare di fronte alle autorità dello Stato? Chi mi impone di trasgredire all’accordo intimo di esequie private? Cosa conta di più di fronte alla morte, l’apparenza o la sostanza?

Domande che si saranno posti in tanti, non importa se coinvolti o meno dalla parentela con i militari italiani di Isaf che hanno trovato la morte a Kabul giovedì scorso.

Un articolo su La Repubblica di oggi ha toccato il punto, facendo riferimento – pur senza approfondire – a “inevitabili schieramenti e formalità”.

Foto: Ansa

Nrdc-Ita rientra dall’Afghanistan. A settembre la visita dell’uscente capo di stato maggiore dell’Esercito

lunedì, luglio 27th, 2009

Nrdc-Ita rientro Afg09E’ iniziato il rientro in patria dei militari del Corpo di reazione rapida della Nato Nrdc-Ita, che ha sede nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona ed è comandato dal generale Gian Marco Chiarini.

Lo scorso 24 luglio è atterrato a Milano Malpensa un primo C-17 dell’Aeronautica statunitense che ha riportato in Italia l’aliquota principale del personale italiano ed estero della Mara. Nrdc-Ita ha dispiegato parte del proprio personale nel quartier generale di Isaf a Kabul per quasi sette mesi con incarichi in tutte le divisioni dello staff.

Lo scorso gennaio 2009 i militari dell’Nrdc-Ita avevano sostituito il personale del comando turco di reazione rapida Nrdc-Tur e ora sono stati sostituiti a loro volta dal comando di reazione rapida tedesco-olandese di Munster, Nrdc-Ge Nl.

Per Nrdc-Ita si tratta del secondo dispiegamento in Afghanistan nell’ambito di Isaf, anche se non a livello di intero corpo d’armata come era invece accaduto quattro anni fa con la missione Isaf VIII comandata dal generale Mauro Del Vecchio. “Si è trattato di un impegno lungo e difficile”, fa sapere il comunicato stampa di Nrdc-Ita ricordando le attività svolte con successo a sostegno delle forze afgane e della popolazione civile.

Prima del dispiegamento il personale aveva seguito uno specifico programma di addestramento volto a incrementare le capacità operative individuali e di team.

La visita del generale Castagnetti e la nomina del generale Valotto a CsmE.

Secondo fonti proprie, a settembre il corpo d’armata riceverà la visita del capo di stato maggiore (CsmE) dell’Esercito. Molto probabilmente si tratterà della visita di commiato del generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, che dopo la pausa estiva cederà il suo incarico al generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto appena nominato nuovo CsmE dal Consiglio dei Ministri. Il generale Castagnetti è stato comandante di Nrdc-Ita dal 2002 al 2004, promuovendo per primo la realizzazione di facilities a vantaggio del personale all’interno della caserma Mara.

Fonte: Nrdc-Ita; fonti proprie.

Foto: Nrdc-Ita

Poesia a tre stellette

lunedì, giugno 29th, 2009

Ricordi Sogni Emozioni. E’ la raccolta di poesie che domani 30 giugno alle 18.30 verrà presentata dall’autore Alfonso Miro  durante un incontro con Mauro Della Porta Raffo nel Circolo ufficiali di Palazzo Cusani a Milano. La prefazione di Paolo Limiti impreziosisce uno scrigno di sentimenti scritti prima e dopo la missione Nato Isaf in Afghanistan.

Già, perché Miro è un colonnello dell’Esercito Italiano che nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona fa il vicecomandante della brigata di supporto al Nato Rapid Deployable Corps – Italy (Nrdc – Ita). “Qualche poesia – spiega il colonnello Miro – l’ho scritta prima di partire per l’Afghanistan, mentre la maggior parte sono state scritte cinque o sei mesi dopo il rientro”.

Come è nata l’esigenza di scrivere poesie?
E’ sicuramente un compito arduo, considerato che la poesia è melodia senza musica, ma in tutti noi c’è quello che io chiamo il sogno di Icaro e la voglia di cimentarsi nell’impresa. Avrei potuto scrivere un libro di prosa, ma in duecento pagine l’emozione rischia di perdere di intensità e nel mio caso, con il mio lavoro, avrei rischiato di perdere il filo di quello che stavo ricordando.

Quanto sono importanti i ricordi?
Gabriel Garcia Marquez diceva che la vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda. E quindi come la si ricorda per poterla raccontare. Ecco, questo è il punto: mi sono trovato a fare un bilancio, un saldo della vita.

In Milano-Kabul e ritorno si legge l’attesa di un viaggio, la constatazione di una nostalgia già presente
Ho scritto quella poesia in una giornata. Ero tornato dalla missione in Afghanistan e stavo organizzando una rentrée con chi aveva partecipato ai vari eventi, tra questi anche il sindaco Gabriele Albertini con cui discutevo del titolo dato alla serata: Milano-Kabul e ritorno, appunto. Lì mi sono reso conto che per quel titolo servivano dei contenuti e nel pomeriggio ho scritto quella poesia.

La raccolta include anche una poesia in napoletano, perché?
Sono nato a Napoli e ci ho vissuto otto anni…’O tiempo è passato/dint’all’anema ‘nu penziero:/vulesse tene’ ancora vint’anne/pe’ fa’ ‘e cose ca facevo…

Da Milano a Bruxelles passando da Kabul: Gabriele Albertini (MEP) tutela i diritti di chi viaggia in autobus

domenica, maggio 31st, 2009

gabriele-albertiniCon gli autobus deve averci proprio avuto una gran passione Gabriele Albertini, eurodeputato al Parlamento europeo nel gruppo Ppe-De (Partito popolare europeo – Democratici europei) in attesa di rinnovo del mandato, più noto come l’ex sindaco di Milano.

E dev’essere stata davvero radicata questa passione, visto che tre anni fa percorse cinque migliaia di chilometri per portare 40 autobus e 10 compattatori di rifiuti da Milano a Kabul affrontando l’accanimento della sorte (nell’ordine: uno sciopero, un attentato, il crollo di un ponte proprio nell’ultimo tratto di strada prima dell’ingresso nella capitale afgana, una trattativa con gli autisti locali).

Alla fine la consegna di autobus e compattatori, donati rispettivamente dall’Atm e dall’Amsa a una municipalità con un parco mezzi ormai del tutto insufficiente alla popolazione, avvenne il 3 maggio 2006 al ministero dei Trasporti di Kabul.

In quel periodo in Afghanistan c’era il generale Mauro Del Vecchio, che comandava la missione Isaf VIII e che in Italia abitava nel milanese Palazzo Cusani in quanto comandante dell’Nrdc-Ita di Solbiate Olona: Albertini gli aveva promesso alla sua partenza per l’importante impegno internazionale che sarebbe andato sicuramente a fargli visita. Non l’avesse mai fatto: si trovò ad andarci per ben due volte a fargli visita nel lontano Afghanistan.

La prima in occasione del Natale 2005 per gli auguri ai militari e la seconda, appunto, sfidando scioperi e attentati con tutti quei mezzi arancioni a cui era stato tolto il simbolo della città di Milano. “Uno scudo con una croce, in un paese islamico forse non è proprio l’ideale” ricorda sorridendo l’ex sindaco eurodeputato a Mauro Della Porta Raffo, il giornalista e scrittore che conduce i Salotti letterari di Varese e che il 27 maggio lo ha ospitato e intervistato nel centralissimo Caffè Zamberletti presentando il suo ultimo libro Sindaco senza frontiere (a cura di Andrea Zet, 1° ed., 2008, Genova – Milano, Casa Editrice Marietti).

Ma con gli autobus Albertini non ha ancora chiuso. Lo scorso 31 marzo è stato approvato alla Commissione trasporti del Parlamento europeo il regolamento che garantisce maggiori diritti ai passeggeri che viaggiano sui mezzi pubblici. Autobus e bus, appunto.

Relatore di questo regolamento presso il Parlamento europeo è stato l’onorevole Gabriele Albertini in persona. Sarà grazie a lui che nel 2011, anno in cui verrà recepita a livello nazionale la norma europea, potremo godere di maggiori tutele in caso di ritardi, cancellazioni, smarrimento di bagagli, incidenti. In più il regolamento ha un intero capitolo dedicato ai passeggeri con mobilità ridotta e che necessitano in particolari casi di assistenza specifica.

Con questo capitolo dedicato a chi non è in grado di muoversi in modo autonomo, Albertini ha dimostrato ancora una volta di essere particolarmente attento a chi dalla vita ha ottenuto meno opportunità. E non c’era dubbio, avendo affrontato il Kyber Pass con 40 autobus arancioni e 10 compattatori di rifiuti quali doni umanitari da consegnare a una municipalità senza più mezzi pubblici per i propri cittadini.

Fonte: Ppe – De

Foto: da www.gabrielealbertini.it.com

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