martedì, marzo 9th, 2010 113 views
“Una questione superata” la cerimonia della Kosovo Security Force (KSF) con guardia d’onore in stile militare e bandiera della Nato, lo scorso 5 marzo, nel centro di Pristina. Così per il ministero delle Forze di Sicurezza kosovare.
Ma è così anche per la Nato, visto che la fermezza del comandante di Kfor nella sospensione del training a KSF è durata meno di un giorno festivo.
Dalla domenica pomeriggio al lunedì la sospensione è stata revocata e Kfor riprende da subito ad addestrare le forze di sicurezza del Kosovo come da mandato, ovvero per svilupparne una capacità da gestione delle emergenze civili.
La denuncia di inadeguatezza dello stile militare di KSF e di inaccettabilità dell’esposizione della bandiera della Nato alla parata, espressa domenica dal generale Markus Bentler comandante di Kfor e supportata dall’International Civilian Office (ICO) riportato da Koha Ditore, ha perso consistenza in poche ore sciogliendosi sotto il pronto ottimismo del vice primo ministro Hajredin Kuci: “nessuno si aspetterebbe che il Kosovo non si comportasse come uno stato sovrano”.
Probabilmente l’analisi dei media fatta dalla Nato avrà rilevato una tale copertura dell’evento sulle testate locali da far ritenere opportuno ritornare sui propri passi e riprendere subito ad addestrare il futuro esercito del Kosovo, così da evitare tensioni nell’ex provincia serba autoproclamatasi indipendente due anni fa.
O forse la confidenza di un analista, riportata da un sito americano, secondo cui “il peggioramento delle relazioni potrebbe portare a una presa delle armi contro la Nato” ha inciso altrettanto sul rinnovo dell’amicizia. Certo è che in questo modo la la fermezza e la determinazione dimostrate dalla Nato vacillano agli occhi dell’opinione pubblica. Meglio sarebbe stato non esprimersi del tutto, a questo punto.
E’ comunque sorprendente pensare come Kfor sia stata presa alla sprovvista da questa parata in stile inadeguatamente militare, quasi che non avesse il polso della situazione sul terreno dopo aver creato KSF dal vecchio Kosovo Protection Corps, (KPC, che già riciclava il TMK, ovvero il KLA anche noto come Uck) e averlo dotato nel corso degli anni di equipaggiamento specifico, come il dipartimento di telecomunicazioni nella caserma Adem Jashari di cui ha riferito Balkanalysis nel 2008.
Articolo correlato:
Kosovo: riappare il Kosovo Liberation Army e Kfor sospende il training della Kosovo Security Force (8 marzo 2010)
Fonte: Serbianna, Earth Times, Balkanalysis, Unmik
Vignetta: Jeton Mikullovci/Koha.net
Foto: Koha.net
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lunedì, marzo 8th, 2010 158 views
Niente più addestramento per la Kosovo Security Force (KSF) da parte di Kfor da ieri sera. Lo ha annunciato il comandante delle forze Nato in Kosovo generale Markus Bentler (qui su B92) dopo che venerdì 5 marzo una guardia d’onore in stile militare della KSF ha commemorato a Pristina il dodicesimo anniversario dell’uccisione di un leader del Kosovo Liberation Army (KLA, o Uck secondo l’acronimo albanese), il gruppo paramilitare albanese distintosi in azioni contro serbi e collaborazionisti negli anni Novanta del Novecento.
L’annuncio della Kfor è motivato dal fatto che “la guardia d’onore della KSF è apparsa nelle vesti di formazione militare nel corso di un evento dedicato a un ex leader del KLA”. Un aspetto che, come riportato da B92 che cita l’agenzia Beta, “non è in linea con la posizione della KSF, che non ha status militare”.
Ma c’è di più, alla parata sventolava la bandiera della Nato. Specifica Kfor: “La bandiera della Nato è stata esposta nel corso dei festeggiamenti, una cosa inaccettabile dato lo status di neutralità di Kfor”.
L’addestramento degli uomini della KSF, la forza costituita l’anno scorso con compiti di emergenza civile per riformulare il Kosovo Protection Corps formato da ex membri del KLA, è ora sospeso fino a nuovo avviso.
Intanto prevale l’ottimismo tra le autorità dell’ex provincia serba dichiaratasi unilateralmente indipendente poco più di due anni fa: il provvedimento di sospensione sarebbe stato in realtà male interpretato. Addirittura si attende un chiarimento, dato che – come ha affermato Hajredin Kuci, vice del primo ministro Hashim Thaci – “nessuno si aspetterebbe che il Kosovo non si comportasse come uno stato sovrano”.
KSF è addestrata da Kfor secondo quanto stabilito il 12 giugno 2008 in previsione del progressivo ridimensionamento delle forze militari Nato in Kosovo.
Per il ministro degli Esteri serbo Vuk Jeremic, espressosi sin dalla formazione della KSF, tale forza rappresenta un “gruppo paramilitare illegale” e una “diretta minaccia alla sicurezza nazionale, alla pace e alla stabilità dell’intera regione”.
Articoli correlati:
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“Armiamo il Kosovo per la pace nel mondo” (20 marzo 2008)
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Kosovo, la lunga strada verso l’Occidente (14 novembre 2004)
Fonti: B92/Beta, Army Times/Associated Press, BBC, Kfor
Foto: BBC
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martedì, aprile 1st, 2008 43 views
Saranno sei i militari bulgari che verranno impiegati nella missione Nato Kfor in Kosovo con destinazione l’unità Cimic (civil-military cooperation) nel quartier generale della missione a Pristina.
Lo ha deciso mercoledì scorso il governo della Repubblica di Bulgaria attribuendo ai sei militari funzioni di consultazione e supporto alle forze di sicurezza locali e di controllo sulla dispersione del Kosovo Protection Corps (Kpc).
Secondo la nota stampa dell’agenzia bulgara Bta la nuova unità fornirà tra l’altro anche assistenza alle autorità in ordine al reclutamento, alla selezione e al training del personale; alla strutturazione e composizione delle forze; ai modelli di sviluppo e ai piani di addestramento e di equipaggiamento; al comando e controllo. E’ prevista la costituzione di un Training Group della Nato responsabile dell’addestramento pratico delle forze di sicurezza del Kosovo.
La nota conclude sottolineando che la partecipazione della Bulgaria alla nuova struttura rappresenta un contributo agli sforzi della comunità internazionale di assicurare le condizioni per l’irreversibilità del cammino delle istituzioni locali verso la costituzione di un Kosovo multietnico e democratico.
La Bulgaria ha riconosciuto l’indipendenza del Kosovo lo scorso 20 marzo contrariamente all’iniziale atteggiamento dubbioso nei confronti dell’atto unilaterale dichiarato da Pristina.
Fonti: Asca-Afp; Bta; Nato.
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