Cambio di comando al 48° gruppo elicotteri d’attacco Pavone di Rimini

sabato, settembre 10th, 2011 213 views

Si è svolta ieri 9 settembre 2011 a Rimini, nell’aeroporto militare, la cerimonia di cambio del comandante del 48° gruppo squadroni elicotteri Pavone tra il colonnello pilota Giuseppe Potenza, comandante cedente, e il tenente colonnello pilota Francesco Spadolini, subentrante (foto).

Alla cerimonia di cambio di comando erano presenti il comandante della brigata aeromobile Friuli, generale pilota Filippo Camporesi, e il comandante del 7° reggimento aviazione dell’Esercito Vega, colonnello pilota Salvatore Annigliato.

Negli ultimi due anni, al comando del colonnello Potenza, gli A129 Mangusta e gli A109 del 48° gruppo Pavone hanno totalizzato 1500 ore di volo, di cui 600 effettuate in Afghanistan dove, nel 2010, il Gruppo di volo ha operato per sei mesi nell’ambito della missione Nato Isaf.

Ora il colonnello Potenza assume un nuovo incarico presso il CESIVA (Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito) con sede a Civitavecchia.

Il comandante subentrante, tenente colonnello Spadolini, proviene dall’Army Aviation Center of  Excellence di Fort Rucker in Alabama negli Stati Uniti, dove ha svolto l’incarico di ufficiale di collegamento nazionale per due anni.

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L’AVES in Paola Casoli il Blog

La brigata aeromobile Friuli in Paola Casoli il Blog

Fonte: 7° reggimento aviazione Vega

Foto: 7° reggimento aviazione Vega

Dopo i monti, il mare: la Friuli si prepara al Libano

venerdì, giugno 12th, 2009 428 views

sbarco fanti aeromobili 66°Un intenso ciclo di addestramento culminato con una esercitazione di due settimane nella Tuscia Romana e la visita del capo di stato maggiore dell’Esercito ai due reggimenti esercitati: non c’è dubbio che la piena capacità operativa raggiunta con la Blue Storm 09, conclusasi ieri 11 giugno a Monte Romano, Viterbo, sancisca il prossimo impegno nel teatro operativo libanese della brigata aeromobile Friuli.

Dopo i monti afgani, dove la Friuli ha dato il via per prima al nuovo modo di operare nel Prt di Herat con un’unica brigata, mantenendo così altissimo lo spirito di corpo, si profila ora un impiego al mare già dal prossimo mese di ottobre con l’operazione Leonte 7 nell’ambito della missione Unifil.

La configurazione sarà quasi certamente quella appena vista nell’esercitazione Blue Storm 09, diretta dal comandante di Savoia Cavalleria colonnello Salvatore Cuoci, durante la quale si sono appunto esercitati il reggimento Savoia Cavalleria di Grosseto e il 66esimo reggimento aeromobile Trieste di Forlì.

Il risultato raggiunto è stato sottolineato dal capo di stato maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti, che portando sul campo il comandante in capo dell’Esercito Cileno generale Oscar Izurieta Ferrer, in visita in Italia, ha affermato davanti al comandante della Friuli generale di brigata Luigi Francavilla e ai reparti esercitati: “L’addestramento è un’attività molto importante perché prepara i nostri soldati ai successivi schieramenti nei teatri d’operazione: ho visto grande professionalità, grande spirito di gruppo e grande forza”.

Nella Blue Storm 09 sono stati impiegati 14 blindo Centauro; 12 veicoli blindati leggeri Puma; 10 elicotteri tra gli A-129 Mangusta, i nuovi NH-90 e gli elicotteri da trasporto CH-47; veicoli tattici Lince; mortai pesanti da 120 mm e gli Uav Pointer e Raven.

Alle quaranta donne e ai circa 860 uomini della Friuli esercitati a Monte Romano, il generale Castagnetti ha indirizzato un chiaro augurio di successo: “A nome di tutta la Forza Armata buon lavoro e buona fortuna”.

Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli

Afghanistan, Herat: la Friuli al comando da martedì 22 aprile

sabato, aprile 19th, 2008 161 views

 

Martedì 22 aprile 2008 alle 11.30 locali avrà luogo il trasferimento di autorità (Toa, Transfer of authority) del Regional Command West (RC-West) a Herat nell’ambito della missione Isaf: il generale di divisione Fausto Macor cederà il comando al generale di brigata Francesco Arena. Da quel momento per la brigata aeromobile Friuli, che in Italia è basata a Bologna ed è ai comandi del generale Arena, avrà inizio un impegno di circa sei mesi in teatro operativo afgano.

Il contingente che ha finito di trasferirsi a Herat proprio in questi ultimi giorni è composto da 450 militari del comando brigata e del 66° reggimento aeromobile Trieste di Forlì.

Quello di martedì prossimo sarà un Toa che rinnova totalmente la struttura dell’RC-West così come conosciuto finora: per la prima volta, infatti, il comando occidentale in Afghanistan sarà strutturato su un’unica brigata a ulteriore garanzia di omogeneità e a tutto vantaggio del senso di appartenenza, pur senza variare la caratteristica di multinazionalità del comando né il numero dei militari impiegati.

“Partiamo – aveva detto il comandante Arena nel corso della cerimonia di saluto lo scorso 8 aprile nella caserma Mameli di Bologna – consapevoli della missione, con la chiarezza dei valori di libertà, democrazia e pacifica convivenza, di cui intendiamo essere fermi e concreti testimoni”.

La brigata aeromobile Friuli, ora alla sua quinta missione all’estero, mantiene proprie unità impegnate in operazioni con avvicendamenti interni con frequenza di quattro o sei mesi. Dopo il rientro dall’operazione Antica Babilonia in Iraq avvenuto alla fine del 2004, la brigata Firuli è attualmente presente in Libano rispettivamente a Shama, con il reggimento Savoia Cavalleria impegnato nell’operazione Leonte di Unifil, e a Naqoura, con due elicotteri multiruolo AB412 del 7° reggimento Aves Vega in concorso al task group Aves di Unifil. Mentre in Kosovo, a Pec, c’è un plotone da ricognizione del reggimento Savoia Cavalleria composto da trenta uomini. Intanto a Herat in Afghanistan la brigata Friuli è già presente con una settantina di uomini e cinque elicotteri Mangusta.

Per i giornalisti interessati alla cerimonia è necessario segnalare la propria presenza al Public Affairs Office di RC-West entro il 20 aprile ed essere in possesso di accredito Isaf. L’ingresso a Camp Arena a Herat è consentito solo fino alle 10.45 di martedì 22.

Nella foto (brigata Friuli) il comandante Arena con il disegno dei bambini della clinica Gozzadini di Bologna da donare ai pazienti del reparto pediatrico dell’ospedale di Herat per iniziativa dell’associazione Fanep.
 
Fonti: Agi; Brigata Friuli; Isaf

Il saluto della brigata Friuli in partenza per Herat

lunedì, marzo 31st, 2008 78 views

 

Avrà luogo martedì 8 aprile 2008 alle 11.00 nella caserma Mameli di Bologna la cerimonia di saluto della brigata aeromobile Friuli, prossima al dispiegamento in Afghanistan nell’ambito dell’operazione Isaf.

Alla cerimonia di saluto della brigata comandata dal generale Francesco Arena presenzierà il generale di corpo d’armata Mario Marioli comandante del 1° Comando Forze di Difesa (FOD).

La Friuli rileverà il Regional Command West (RC-W) di Herat nella seconda metà di aprile. La provincia di Herat, che si trova nell’Afghanistan occidentale al confine con l’Iran, è la roccaforte degli italiani impiegati in Isaf da quando con la fase II si è ampliato il controllo della Nato sul territorio.

Per la prima volta l’RC-W sarà rilevato da una intera brigata garantendo così un maggior senso di appartenenza e di omogeneità. Non varieranno tuttavia nè i numeri dei militari impiegati nè la caratteristica di multinazionalità del comando.

La brigata ha costituito la componente terrestre della Nato Response Force 9 (Nrf) con il Nato Rapid Deployable Corps Italy (Nrdc-it) dal 1° luglio 2007 fino allo scorso 15 gennaio 2008. Si compone di due reggimenti elicotteri (5° Rigel e 7° Vega che già forniscono piloti ed elicotteri A129 Mangusta al task group Fenice dispiegato a Herat dal luglio 2007), dal 66° reggimento aeromobile (che si rischiererà a Herat con la sua brigata, la Friuli appunto, dando il cambio al 132° reggimento carri al Provincial Reconstruction Team); dal reggimento di cavalleria Savoia (attualmente in Libano con la brigata Ariete).

Afghanistan: la brigata Friuli a Herat in aprile

giovedì, febbraio 28th, 2008 573 views

La brigata aeromobile Friuli rileverà il Regional Command West (RC-W) di Herat nell’Afghanistan occidentale il prossimo mese di aprile. Saranno rilevati comandante e comando, mentre non cambieranno i numeri ma la caratteristica di omogeneità del comando che comunque rimarrà multinazionale, viene fatto notare da fonti militari. Da questa riconfigurazione sulla base di un’unica brigata risulterà sicuramente avvantaggiato il senso di appartenenza sotto un unico basco.

La brigata Friuli è una forza proiettabile con sede a Bologna. Dal 1° luglio 2007 fino allo scorso 15 gennaio 2008 ha costituito con Nrdc-it (Nato Rapid Deployable Corps – Italy) la componente terrestre della Nrf 9 (Nato Response Force). Dallo scorso 10 febbraio 2007 la brigata Firuli è comandata dal generale di brigata Francesco Arena e si compone di due reggimenti elicotteri, il 5° Rigel e il 7° Vega (entrambi forniscono piloti ed elicotteri A-129 Mangusta al task group Fenice, rischierato dal luglio 2007 proprio a Herat); del 66° reggimento aeromobile (che si rischiererà a Herat con la sua brigata, la Friuli appunto, dando il cambio al 132° reggimento carri al Provincial Reconstruction Team); dal reggimento di cavalleria Savoia (attualmente in Libano con la brigata Ariete).

I militari della Friuli sanno eseguire una procedura di esfiltrazione spettacolare definita Buddy Rescue.

Il 24 gennaio 2007 il tenente colonnello Roberto Minini, comandante del 49° gruppo squadroni Aves Capricorno del 5° reggimento aviazione esercito Rigel di Casarsa, aveva dichiarato a Embedded (il mio blog precedente, ndr) che il Buddy Rescue è una esfiltrazione svolta nel minor tempo possibile e serve a recuperare l’equipaggio che ha subito l’abbattimento del proprio elicottero prima che finisca in mani ostili.

 

Ecco l’intervista:

Buddy RescueMai svolto il Buddy Rescue in teatro operativo? A parte le esercitazioni la Friuli non ha mai dovuto mettere in atto un Buddy Rescue, anche se si tratta di una attività presa normalmente in esame già in fase di pianificazione operativa: tutti i nostri piloti sono addestrati a farlo. Come avviene nel dettaglio? E’ molto facile: ci si siede sul carrello principale dell’elicottero e ci si fissa con il moschettone del giubbetto di sopravvivenza in dotazione. E’ in questo modo che viene trasportato l’equipaggio abbattuto. B RescueMa è rischioso… Certo è un’operazione di alto rischio attuata in emergenza. Ma valutiamo costi e benefici: il Buddy Rescue permette di intervenire subito dopo l’accaduto, evitando di mettere in atto le operazioni di Csar (Combat Search and Rescue, ndr) che richiedono lo spazio di qualche giorno con il pericolo di veder cadere in mani nemiche i propri compagni. Con il Buddy Rescue l’esfiltrazione è immediata anche in presenza di persone non cooperative. L’importante è recuperare i propri compagni al più presto possibile. Come si riesce a intervenire così rapidamente? I nostri Mangusta viaggiano sempre in coppia quindi l’attività di soccorso è immediata. E la sicurezza psicologica che deriva dalla certezza del mutuo soccorso è indiscutibile. La stessa etimologia del termine Buddy Rescue sottolinea lo spirito di corpo e il senso di appartenenza. E dato che l’imperativo è "devono tornare tutti a casa", per i piloti dei Mangusta impiegati in missioni operative c’è la certezza che "ogni rischio, ogni risorsa e ogni sforzo verranno messi in campo per il loro recupero e trasporto in un luogo sicuro". Fonti: smD, brigata Friuli, Embedded

 

I 30 anni del 5° reggimento Aves “Rigel” di Casarsa della Delizia

giovedì, febbraio 16th, 2006 88 views

pubblicato da Pagine di Difesa il 16 febbraio 2006

Il tempo di celebrare “la grande esperienza accumulata in trent’anni e la capacità di reagire ai task assegnati” e poi il 5° Rigel, il reggimento di aviazione dell’Esercito italiano, inizia il dispiegamento in Iraq. “Per la fine di febbraio i miei uomini avranno costituito il task group Capricorno a Tallil”, spiega il comandante colonnello Franco Miana che sabato 18 febbraio celebrerà il 30ennale del 5° Rigel nato come raggruppamento dell’Ale il 1° gennaio 1976 a Casarsa della Delizia in provincia di Pordenone.

“Nel corso della cerimonia metterò in evidenza che la nostra motivazione è la passione” chiarisce il comandante determinato a sottolineare la prontezza dei suoi uomini. “Lo abbiamo dimostrato – afferma riferendosi alle capacità sviluppate dal Rigel – anche nel corso dell’esercitazione Eastern Desert 2005 in Giordania: i miei militari hanno gestito un gruppo di 36 elicotteri nel deserto. Una esercitazione congiunta con una brigata dell’Esercito giordano durante la quale in un mese si sono raggiunte le 800 ore di volo, e solo una piccola parte degli equipaggi aveva esperienze di volo così lontane dai nostri ambienti quale è il deserto”.

Una situazione ai limiti della sicurezza: volare nel deserto, senza punti di riferimento fissi, sembra di volare sulle onde del mare. “E in Giordania, su quel deserto, si è volato anche di notte e senza luna”. Questo significa che l’uso dell’amplificatore di luce o Night Vision Goggle (Nvg) diventa difficoltoso per le ombre lunghe sul terreno che ingannano il pilota. Se poi a questo si aggiunge la ridotta altitudine del volo tattico si arriva a comprendere il livello di difficoltà dell’esercitazione. Il Rigel mantiene la capacità addestrativa e operativa dei propri equipaggi di volo con esercitazioni continue e svolge attività finalizzata all’impiego in teatro operativo. Il 20% circa delle ore di attività addestrativa viene svolto con l’impiego degli Nvg.

“Dal 2000, anno in cui è entrato a far parte della brigata aeromobile Friuli, il Rigel è impegnato quasi ininterrottamente in Kosovo con una unità (una task force di circa 80 unità al 1° Reparto operativo autonomo di Djakovica, ndr) su base 27° gruppo squadroni Aviazione esercito (Aves) Mercurio”, spiega il comandante. “Ora si sta per costituire un task group al 6° Reparto operativo autonomo di Tallil in Iraq su base 49° gruppo squadroni elicotteri d’attacco Capricorno rilevando il task group basato sul 48° gruppo elicotteri d’attacco Pavone di Rimini. Intanto in Libano personale del Rigel concorre nell’ambito della missione Unifil”.

La vocazione alla operatività del Rigel si è rivelata dalla nascita: “Il raggruppamento aveva cinque mesi di vita quando è stato chiamato a portare soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto che la sera del 6 maggio 1976 ha colpito il Friuli”, ricorda il colonnello Miana. Da allora sono state svolte centinaia di missioni di trasporto di materiale, di operazioni di soccorso, di interventi contro gli incendi boschivi. Anche momenti difficili, come l’abbattimento di un elicottero AB-205 il 7 gennaio 1992 per opera di un Mig serbo.

E poi la Somalia, con l’operazione Ibis dal 1992 al 1994. “Il primo impiego operativo dell’elicottero d’attacco Mangusta – spiega il comandante rievocando i momenti più significativi dei 30 anni del Rigel – e Mogadiscio nel 1995, quando il Rigel operava dalla portaeromobili Garibaldi per proteggere il ripiegamento del contingente Onu. E ancora i Mangusta nei cieli della Macedonia nell’operazione Joint Guarantor”. Sabato 18 febbraio il Rigel celebrerà il senso di appartenenza all’Aviazione dell’Esercito, la passione per il volo e il legame con la terra che lo ospita. “Il mio spirt ator ti svole” è il suo motto.

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