giovedì, febbraio 2nd, 2012 51 views
Per Leon Panetta, Segretario alla Difesa statunitense, la missione combat deve finire entro il 2013. Da ieri, dunque, non si parla più del 2014 come dell’anno conclusivo della missione americana contro il terrore in Afghanistan, ma si anticipa tutto di un anno.
Una scelta che segue di poco la decisione della Francia, annunciata dal presidente Nicolas Sarkozy in chiari termini di riduzione numerica delle truppe sul terreno, e che ha anticipato il meeting della Nato in programma oggi e domani.
Ma che lascia gli afgani nel dubbio: cosa arriverà per primo dopo gli americani, un governo democratico o un regime talebano?
La decisione annunciata a sorpresa interferisce prima di tutto con un processo di transizione delle responsabilità programmato nei dettagli e necessariamente vincolato a una timeline predefinita, che segue passo passo la crescita in termini di preparazione delle forze di sicurezza afgane.
E poi siamo alla vigilia del pronunciamento della Nato, che ha in programma un vertice dei rappresentanti della Difesa proprio oggi e domani, nel quartier generale di Bruxelles.
Le due risoluzioni, quella di Panetta e quella di Sarkozy, peseranno certamente su questo appuntamento di vertice, considerato che già i capi Atlantici venivano dati per indecisi e muginanti sul da farsi per quanto attiene alla missione nel Paese delle Montagne.
In secondo luogo non sono da sottovalutare le voci di una ripresa di vigore dei talebani pronti a rientrare in scena – e dominarla – non appena gli americani se ne andranno.
Pur volendo considerare queste voci come prodotto di attivismo mediatico intorno a una notizia in rilievo in questi giorni, resta comunque la doccia fredda di una scelta che arriva con molto anticipo sulla tabella di marcia stabilita nel summit Nato di Lisbona.
Un pugno sullo stomaco per il governo afgano e per le stesse forze di sicurezza locali, che stanno assumendo la responsabilità del loro territorio in modo graduale. I militari afgani dovranno accelerare il processo della transizione e la loro preparazione nel far fronte ai nuovi imminenti incarichi. Ma per questo gli americani assicurano la continuazione della missione in termini di addestramento e supporto.
Il colpo verrà accusato sicuramente dal presidente afgano Karzai, che da una parte è impegnato in una delicata trattativa per adire agli storici colloqui di pace con i talebani a Doha, in Qatar, e dall’altra è pressato dagli inquietanti rumors sull’esistenza di agende segrete alla foggia pachistana e di trattative coperte tra talebani e sauditi dietro all’incontro del secolo.
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Fonte: AP via Stars&Stripes, Reuters, Nato
Foto: US Secretary of Defense Leon Panetta, presents Purple Hearts to military personnel of the 172nd Infantry Brigade Task Force Blackhawks at a forward operating base in Sharana, Afghanistan, Dec. 14, 2011/Wisdom Quarterly
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mercoledì, febbraio 1st, 2012 57 views
Si è svolta ieri 31 gennaio nella sede del Provincial Reconstruction Team (PRT) spagnolo di Qal-e-Naw, nella provincia di Badghis, in area di responsabilità italiana del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC-W) di ISAF, a guida brigata Sassari, la cerimonia del passaggio di responsabilità della sicurezza dalle forze NATO di ISAF alle Forze di Sicurezza Afgane (ANSF) di tutti i distretti scelti dal Governo afgano nella seconda fase del processo di transizione, o transition.
La cerimonia, si legge dal comunicato stampa dell’RC-W, ha segnato il passaggio dei distretti di Abe Khamari e Qal-e-Naw della provincia di Badghis.
Si tratta dell’ultimo di tre passaggi di responsabilità nell’area di RC-W e segna la fine della seconda fase del processo di transizione annunciato dal governo afgano lo scorso 27 novembre 2011.
Nella prima cerimonia risalente al 4 gennaio scorso, ricorda il comunicato, per la provincia di Ghor è transitato il distretto di Chagcharan, mentre nella seconda cerimonia di Herat, del 16 gennaio scorso, sono passati sotto la responsabilità afgana la quasi totalità della provincia di Herat, tredici distretti su sedici, a eccezione dei distretti di Shindand, Obeh e Chisht-e-Sharif.
Alla cerimonia di ieri a Qal-e-Naw, alla presenza del
comandante dell’RC-W generale Luciano Portolano, il capo della Commissione per la transizione del Governo afgano, Ashraf Ghani Ahmadzai, ha ringraziato pubblicamente l’Italia per l’impegno militare e i successi operativi ottenuti, sottolineando l’importanza di progetti realizzati nel settore delle attività umanitarie, a favore della popolazione, e nel settore delle infrastrutture come l’espansione dell’aeroporto civile di Herat.
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Fonte: RC-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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martedì, gennaio 24th, 2012 87 views
Era tutto materiale pronto per un uso immediato quello che è stato sequestrato ieri nell’area di responsabilità italiana nell’Afghanistan occidentale.
Razzi, bombe a mano, bombe da mortaio, proietti d’artiglieria di vario calibro e caratteristiche (contro carri- HEAT, alto esplosivo- HE, illuminanti), “le cui buone condizioni di mantenimento presupponevano un imminente uso per attacchi alle basi della coalizioni o per il confezionamento di ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices)”, sono stati sequestrati ieri a conclusione di un’operazione condotta nel settore centrale dell’area di
responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-West), a guida brigata Sassari.
Il comunicato di RC-W riferisce inoltre che l’operazione, condotta dalla Task Force Center su base 66° reggimento aeromobile Trieste, è stata supportata da assetti dell’intelligence nazionale appartenenti all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), e si è sviluppata in risposta a un lancio di razzi contro la base di Shindand, Forward Operational Base (FOB) La Marmora, dello scorso 19 gennaio, che tuttavia non aveva causato danni.
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Fonte: RCF-W ISAF
Foto: RC-W ISAF
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martedì, gennaio 24th, 2012 147 views
Dalla fine del mese di marzo per sei mesi sarà a Herat, nell’area di responsabilità italiana nell’Afghanistan occidentale, per proseguire il lavoro della brigata Sassari al Regional Command West (RC-W) di ISAF.
Per questo nell’ambito della preparazione specifica pre-dispiegamento la brigata bersaglieri Garibaldi di Caserta, al comando del generale Luigi Chiapperini, ha appena concluso un corso anti-ordigni improvvisati (C-IED).
L’attività era mirata espressamente a preparare i comandanti e il loro staff nella pianificazione e condotta di attività in teatro operativo, prevedendo di affrontare la minaccia IED e e di prevenire eventuali attacchi.
Si è trattato di un corso interforze svolto la settimana scorsa per la prima volta a Caserta, nella caserma Ferrari Orsi sede del Comando della brigata, organizzato dalla Sezione Addestramento e diretto dal comandante del 21° reggimento Genio, colonnello Giampaolo Mirra.
Al corso hanno partecipato ufficiali stranieri provenienti dall’Allied Command Trasformation (ACT) della NATO, in veste di tutors e istruttori del centro d’eccellenza del Genio con sede a Roma.
Lo scorso 17 gennaio la brigata aveva ricevuto la visita di Monsignor Pietro Farina, vescovo di Caserta, che aveva partecipato alla cerimonia dell’alzabandiera nella caserma sede della brigata.
In quell’occasione il vescovo aveva rivolto un pensiero augurale ai militari prossimamente impegnati nel teatro afgano.
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Fonte: brigata bersaglieri Garibaldi
Foto: brigata bersaglieri Garibaldi
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lunedì, gennaio 23rd, 2012 91 views
Da gennaio il NATO Allied Joint Force Command (JFC) di Brunssum è responsabile della NATO Response Force (NRF) 2012, si apprende dal sito dell’Allied Command Operations (ACO).
La rotazione prevede un periodo di dodici mesi di responsabilità della forza di reazione rapida. Ad alternarsi di anno in anno, dal 2012 in poi, saranno i comandi JFC di Brunssum, in Olanda, e quello di Napoli, in Italia.
Il concetto di NRF è nato nel 2002 al vertice di Praga, ed è stato inaugurato proprio a Brunssum il 15 ottobre 2003. Nel 2008 è stata apportata la prima revisione in aderenza alle necessità di maggiore flessibilità e mobilità della struttura.
Lo scorso 18 gennaio il comandante del JFC Brunssum, generale Wolf Langheld, ha ricordato nel suo primo discorso d’anno al JFC l’importanza della missione ISAF in Afghanistan “complicata, lontana e pericolosa, la più complessa, che porta con sé la sfida di una timeline imposta”.
Il JFC di Brunssum è infatti il quartier generale di riferimento per la missione NATO in Afghanistan, ISAF, che rappresenta la “priorità” per questo comando.
Il comandante ha sottolineato inoltre l’importanza del mantenimento delle capacità tramite le continue esercitazioni in programma. Prima di questo periodo di responsabilità della NRF 2012, il JFC Brunssum ha affrontato e superato con successo la Steadfast Juncture 2011, un’esercitazione di verifica che si è tenuta nel mese di novembre 2011 nella Pabrade Training Area, in Lituania.
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Fonte: ACO
Foto: Commander NATO Allied Joint Force Command (JFC) Brunssum, General Wolf Langheld delivering his beginning of the year address to the staff/ACO
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giovedì, gennaio 19th, 2012 1.003 views
I CaSTA 2012 (Campionati Sciistici Truppe Alpine), giunti quest’anno alla 64^ edizione a 81 anni dalla prima edizione del 1931 al Tonale, si svolgeranno dal 30 gennaio al 3 febbraio in alta Val Pusteria, tra Dobbiaco, San Candido e Sesto.
Nelle gare di slalom, fondo, biathlon militare e di plotone si sfideranno in tutto quasi mille atleti con le stellette provenienti da tutti i reparti alpini, e, come tradizione, rappresentanti delle Forze armate di Paesi amici, quali Afghanistan, Argentina, Libano, Macedonia, Slovenia, Spagna e Stati Uniti.
Quest’anno, per la prima volta in sessantaquattro edizioni, anche il NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA)
comandato dal generale Giorgio Battisti invierà del personale per partecipare alla gara dei plotoni, fa sapere l’ufficio stampa del corpo di reazione rapida di Solbiate Olona.
La manifestazione sciistica, organizzata dal Comando truppe alpine di Bolzano al comando del generale Alberto Primicerij, si aprirà lunedì 30 gennaio alle 17,30 a San Candido con la cerimonia inaugurale, per concludersi nella medesima località venerdì 3 febbraio alle 14 con le premiazioni e la sfilata conclusiva.
I CaSTA sono una vera e propria Olimpiade invernale militare fortemente caratterizzata da una marcata impronta addestrativa.
La gara di plotone rivestirà quest’anno una particolare rilevanza sia per il numero di squadre partecipanti, ben 19 per un totale di oltre 350 militari, sia per la presenza, per la prima volta, appunto, della rappresentanza di un comando multinazionale, l’NRDC-ITA di Solbiate.
Vi saranno poi i plotoni del 1° reggimento artiglieria da montagna, 2°, 3° e 9° reggimento alpini, 32° reggimento genio alpini e Reparto comando e supporti tattici della brigata alpina Taurinense; del 3° reggimento artiglieria da montagna, 5°, 7° e 8° reggimento alpini, 2° reggimento genio e Reparto comando e supporti tattici della brigata alpina Julia; del 4° reggimento alpini paracadutisti, del Centro addestramento alpino, del 6° reggimento alpini, del 24° reggimento di manovra alpino, del 2° reggimento trasmissioni alpino e del Reparto comando e supporti tattici del comando divisione Tridentina.
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Fonti: Comando Truppe Alpine, NRDC-ITA
Foto: Comando Truppe Alpine (CaSTA 2011)
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martedì, gennaio 17th, 2012 67 views
Hanno abbandonato la guerriglia e “accettato pubblicamente e solennemente di riconoscere il governo e le istituzioni dell’Afghanistan”, iniziando così un processo di reintegrazione frutto del programma di pacificazione del Governo afgano.
Si tratta di comandanti e gruppi affiliati, per un totale di circa trenta persone, che costituivano tre gruppi attivi nei due distretti di Shindand e di Obeh a circa 100 chilometri da Herat, nel cuore dell’area di responsabilità del Comando Regionale Ovest (RC-W) di ISAF, a guida brigata Sassari e sotto il comando del generale Luciano Portolano.
Tale processo, si apprende dal comunicato stampa di RC-W, è il risultato di complessi negoziati condotti dalle preposte agenzie
governative in forza della pressione operativa esercitata, nell’area di responsabilità, dalle forze di sicurezza afghane (ANSF) e dalle forze della coalizione alle dipendenze del Regional Command West.
I risultati ottenuti nell’area di responsabilità italiana in materia di reintegrazione, grazie all’interazione tra le istituzioni politiche locali e le componenti dello Staff di RC-W responsabili della comunicazione, dell’intelligence e della cooperazione civile e militare (CIMIC), testimoniano l’efficacia delle operazioni di contrasto all’insorgenza sinora condotte dalla brigata Sassari in stretta collaborazione con le istituzioni e le forze di sicurezza locali.
E sono un passo importante verso i colloqui di pace con i talebani previsti a Doha, in Qatar.
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Fonte: RC-W
Foto: RC-W
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lunedì, gennaio 9th, 2012 80 views
Sono ben due le navi appoggio dei pirati che sono state individuate e bloccate da altrettante unità della NATO’S Counter Piracy Task Force 508 (TF 508) nelle acque antistanti l’Oman e la Somalia, nel Mar Arabico e nell’Oceano Indiano.
Lo scorso 6 gennaio, la USS Carney ha intercettato nelle aque a sudovest dell’Oman un’imbarcazione battente bandiera indiana, un tradizionale dhow, al Qashmi, vittima dei pirati. L’equipaggio è stato messo in salvo e in condizione di proseguire nelle sue attività.
Il secondo episodio risale al 7 gennaio, a sudovest della Somalia, quando la danese HDMS Absalon ha intercettato un altro dhow, questa volta con bandiera iraniana, che trasportava barchini veloci decisamente inusuali per tale tipo di imbarcazione.
Il sospetto, confermato da un sopralluogo di un elicottero della Absalon, ha condotto a forzare il dhow a fermarsi, anche con colpi d’arma da fuoco. A bordo sono stati individuati 25 sospetti pirati che verranno interrogati e giudicati nei prossimi giorni.
Per il comandante della TF 508, il viceammiraglio Sinan Azmi Tosun, il fermo di 34 sospetti pirati somali in brevissimo tempo e a molte miglia di distanza rappresenta una “grave perdita di capacità” per i briganti dei mari.
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Fonte: Allied Command Operations, Allied Maritime Command Northwood
Foto: Allied Command Operations
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martedì, gennaio 3rd, 2012 70 views
Eletto lo scorso 17 settembre 2011 dai rappresentanti della Difesa dei ventotto paesi membri dell’Alleanza Atlantica, il generale danese Knud Bartels ha assunto ieri 2 gennaio 2012 l’incarico di presidente del Comitato militare della Nato succedendo all’ammiraglio Giampaolo Di Paola.
Ogni presidente del Comitato militare della Nato resta in carica per un periodo di tre anni. Da quando la carica è stata instaurata in senso permanente, cioè dal 1963, la presidenza è stata ricoperta da sedici ufficiali provenienti dalle seguenti nazioni, come fa sapere il sito della Nato: Germania, cinque mandati; Regno Unito, tre mandati; Canada, Italia e Norvegia, due mandati ciascuno; Belgio e Olanda, un mandato ciascuno.
Il presidente del Comitato militare della Nato è il consulente militare principale del Segretario Generale.
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Fonte: Nato
Foto: Nato
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giovedì, dicembre 29th, 2011 125 views
Si consolida il rapporto tra Alenia Aeronautica e la Forza Aerea Bulgara grazie all’accordo quadro siglato nei giorni precedenti il Natale tra la società del Gruppo Finmeccanica e il ministro della Difesa bulgaro, Anyu Angelov, e relativo alla fornitura di servizi di supporto logistico alla flotta di C-27J.
Nell’accordo è stato firmato un primo contratto per la fornitura di servizi di supporto logistico della durata di cinque anni, per un valore complessivo di 25 milioni di euro.
La fornitura prevista dal contratto, fa sapere il comunicato stampa dell’azienda, comprende, oltre alle parti di ricambio, equipaggiamenti di supporto a terra, materiale tecnico, ispezioni manutentive, attività di training. Oltre a uno specifico e continuo servizio di assistenza tecnica on–site, attraverso la presenza di un Field Service Representative presso la base bulgara di Sofia, per soddisfare pienamente il requisito tecnico-operativo del cliente.
L’ultimo dei tre C-27J ordinati nel 2006 dalla Forza Aerea Bulgara era stato consegnato da Alenia Aeronautica lo scorso 31 marzo nella base militare Vrazhdebna di Sofia.
Giuseppe Giordo, amministratore delegato di Alenia Aeronautica e responsabile del Settore aeronautico di Finmeccanica, ha dichiarato al riguardo: “Riteniamo fondamentale offrire ai nostri clienti dei servizi sempre più integrati attraverso un supporto mirato e tempestivo per assicurare un lungo ciclo di vita del prodotto e massimizzare l’investimento del cliente. L’approccio adottato con la Bulgaria, che ci ha permesso di sfruttare efficacemente le risorse finanziarie disponibili, rappresenta sicuramente un modello applicabile a molti clienti di Alenia Aeronautica per garantire l’efficienza operativa delle loro flotte C-27J a lungo termine”.
Il C-27J è un velivolo da trasporto tattico di nuova generazione, compatibile con gli standard NATO e interoperabile con i velivoli da trasporto di maggiori dimensioni in servizio presso altri Paesi dell’Alleanza Atlantica e in grado di operare, grazie ai suoi sistemi di autodifesa attivi e passivi, anche nei teatri operativi più difficili.
I C-27J bulgari sono equipaggiati con sistemi di autodifesa che migliorano sensibilmente le capacità del velivolo nell’operare anche nelle condizioni più difficili.
Oltre che dalla Bulgaria, il velivolo è stato ordinato dalle forze aeree di Italia, Grecia, Lituania, Romania, Marocco (primo cliente non NATO), Messico e dagli Stati Uniti.
Il C-27J realizzato da Alenia Aeronautica, si apprende dal comunicato stampa, è un bimotore a turbina con tecnologia allo stato dell’arte nell’avionica, nel sistema di propulsione e negli altri sistemi di bordo.
Il velivolo assicura un’elevata efficienza operativa a costi competitivi, un’estrema flessibilità d’impiego, le migliori prestazioni tra i velivoli della sua categoria in tutte le condizioni e caratteristiche uniche di interoperabilità con gli aerei da trasporto di classe superiore.
Appositamente progettato per tutte le operazioni di trasporto tattico a supporto delle truppe di prima linea, grazie alle sue capacità di operare in piena autonomia e di decollare e atterrare in ogni condizione meteorologica su piste semi-preparate lunghe meno di 500 metri, il C-27J risulta una macchina ideale anche per l’impiego in missioni di protezione civile e di sostegno a operazioni umanitarie.
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Fonte: Alenia Aeronautica
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