CME Puglia: ricordati a Casamassima i 429 commilitoni polacchi Caduti nella Seconda Guerra Mondiale

Come da tradizione, ricorda il Comando Militare Esercito (CME) Puglia, anche quest’anno nel Cimitero militare polacco di Casamassima (Bari) sono state celebrate ieri, 2 novembre, le funzioni religiose per commemorare i 429 soldati polacchi caduti nei combattimenti lungo la Linea Gustav, sul fiume Sangro, o deceduti negli ospedali militari di Casamassima, Bari e Napoli, a seguito delle ferite riportate nelle battaglie della campagna d’Italia.

Per l’occasione il Generale di Brigata Mauro Prezioso, Comandante Militare territoriale dell’Esercito in Puglia, su delega del Comandante del Presidio Militare Interforze, ha deposto una corona d’alloro in onore di quei soldati che pugnarono per la nostra libertà.

Alla deposizione è seguita la Santa Messa, celebrata in due lingue, vista la larga presenza anche di studenti e cittadini polacchi.

Oltre al gen Prezioso hanno preso parte all’evento il Presidente del Consiglio Comunale di Bari, Michelangelo Cavone, il Sindaco di Casamassima, avv Giuseppe Nitti, il Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, Anna Wòjcik-Laskowska, numerosi sindaci delle città limitrofe, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e una folta rappresentanza di studenti delle scuole di Casamassima.

Il cimitero militare polacco di Casamassima fu edificato nel 1944, a seguito della installazione del più importante ospedale militare del sud Italia.

Un elemento caratteristico di questo importante luogo sacro è l’ingresso, con i simboli del 2º Corpo e una citazione in latino tratta dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo: Bonum certamen certavi, fidem conservavi – ideo reposita est mihi corona iustitiae (Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede. Ora mi resta la corona della giustizia).

Casamassima ebbe un ruolo rilevante durante la permanenza del Corpo Militare Polacco, e il cimitero è la testimonianza tangibile di quel periodo, conclude il comunicato stampa del CME Puglia.

Fonte e foto: CME Puglia