affondamento corazzata Roma

Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare: domani la Marina ricorda i caduti in mare e commemora la corazzata Roma. Il programma a Brindisi e La Maddalena

Domani, martedì 9 settembre 2014, la Marina Militare  ricorda i caduti in mare con la cerimonia commemorativa della “Giornata della memoria dei marinai scomparsi in mare”, a perenne ricordo del sacrificio dei marinai militari e civili scomparsi in mare.

L’istituzione della giornata commemorativa è dedicata al giorno in cui si ricorda l’affondamento della corazzata Roma: 9 settembre 1943.

Le celebrazioni si svilupperanno in due luoghi, a Brindisi alle 11.00, presso il Monumento Nazionale al Marinaio d’Italia, e nelle acque dell’arcipelago di La Maddalena, a bordo della fregata multiruolo Margottini.

Durante il transito di nave Margottini nelle acque dell’arcipelago di La Maddalena, verrà celebrato il 71° anniversario dell’affondamento della corazzata Roma e dei cacciatorpedinieri Da Noli e Vivaldi. A bordo sarà tenuta una conferenza rievocativa dei fatti  del 9 settembre 1943 a seguito della quale sarà deposta simbolicamente una corona in mare in ricordo dei Marinai scomparsi in mare.

Programma della cerimonia a Brindisi, Rione Casale (fonte Marina Militare):

11.00          Arrivo della massima autorità

a seguire             Inizio della Cerimonia

a seguire    Accensione dell’Ara Votiva

a seguire    Deposizione della corona d’alloro all’interno della Cripta del Monumento al Marinaio

e firma dell’Albo d’Onore

a seguire   S. Messa celebrata da S.E. Mons. Domenico Caliandro, Arcivescovo di Brindisi e Ostuni

12.00     termine cerimonia

Programma Sardegna (fonte Marina Militare):

10.00     Imbarco degli ospiti a bordo della Margottini – molo 9 del porto di Olbia (Isola Bianca)

A seguire            trasferimento verso l’arcipelago di La Maddalena

A seguire            conferenza rievocativa

12.00     Deposizione della corona d’alloro

A seguire            Rientro in porto a Olbia

Hashtag: #GiornataMemoriaMarinai

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Foto e fonte: Marina Militare

L’armamento fotografato conferma l’identità della corazzata Roma, la Marina non ha dubbi

È inequivocabile la coerenza delle immagini dei pezzi di artiglieria contraerea con quelli imbarcati sulla corazzata Roma, secondo la Marina Militare.

Si tratta del verdetto ufficiale espresso sulla base delle prove fotografiche presentate ieri mattina 4 luglio alla conferenza stampa sul ritrovamento della corazzata Roma, la nave militare affondata 69 anni fa e fotografata per la prima volta il 17 giugno 2012.

La conferenza, che si è tenuta nella Biblioteca dipartimentale del Circolo Ufficiali di La Maddalena, è stata introdotta dall’ammiraglio Eduardo Serra, a capo del Comando militare marittimo autonomo della Sardegna, ed è avvenuta alla presenza di numerosi esponenti della Marina Militare, tra cui  il contrammiraglio Roberto Camerini, Capo della comunicazione Marina Militare,  il capitano di vascello Francesco Loriga, Capo dell’Ufficio storico della Marina, e il comandante Pier Paolo Bergamini, figlio dell’Ammiraglio Carlo Bergamini, comandante delle Forze navali da battaglia della Regia Marina, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel corso della conferenza stampa è stato proiettato un filmato delle attività svolte per il raggiungimento in profondità del relitto al largo dell’Asinara. La corazzata Roma è stata raggiunta in profondità grazie a un sistema, ideato dall’ingegner Guido Gay, che ha permesso l’individuazione e in seguito il riconoscimento ufficiale da parte della Marina Militare dei resti dell’unità classe Littorio progettata dal generale Pugliese.

La corazzata Roma,  una delle prime Unità da 35.000 tonnellate costruita al mondo, non fece in tempo a partecipare a nessuna missione di guerra. Varata nel 1940 e completata nel 1942, l’unità lasciò il porto di La Spezia il 9 settembre 1943 in base alle clausole armistiziali, ma fu colpita da bombe a razzo lanciate da aerei germanici affondando di conseguenza al largo dell’isola dell’Asinara, in Sardegna.

Fonte: Marina Militare

Foto: intoscana.it