Afghanistan

La Brigata Ariete parte per l’Afghanistan: il saluto di Pordenone

Si è svolta oggi, 15 novembre, la cerimonia pubblica di commemorazione del settantesimo anniversario di presenza dell’Ariete a Pordenone, comune di cui la brigata è orgogliosamente cittadina onoraria dal 2000, informa con un comunicato stampa odierno la stessa Brigata Ariete rendendo noto che “contestualmente è stato anche salutato il contingente militare, composto da personale della grande unità corazzata, in partenza per il teatro operativo afghano, dove a breve assumerà il comando del Train Advise and Assist Command West (TAAC W), nell’ambito della missione NATO ‘Resolute Support’, con compito di garantire le attività di addestramento, assistenza e consulenza in favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza nella regione occidentale del paese asiatico”.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della Divisione Vittorio Veneto, generale di divisione Carlo Lamanna, erano presenti le massime autorità civili e militari del territorio, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, una folta delegazione di studenti degli istituti scolastici di Pordenone e molti cittadini che, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, hanno voluto essere presenti per testimoniare la loro vicinanza alle donne e agli uomini in uniforme, si legge dal comunicato.

Dal 1949, quando ebbe luogo la presentazione ufficiale dell’unità presso la spianata della Comina, il Comando dell’Ariete è stabilmente a Pordenone divenendo uno dei più significativi esempi di felice connubio tra collettività locale e comunità militare.

Proprio questo aspetto, spiega la Brigata, è stato sottolineato dal Sindaco di Pordenone, dottor Alessandro Ciriani, che nel suo intervento ha rimarcato come l’Ariete sia strettamente legata alla città, al punto da esserne divenuta un elemento di identificazione.

Durante la cerimonia, si apprende, il dottor Ciriani ha anche donato al Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, la bandiera del Comune di Pordenone da portare in missione in Afghanistan, come testimonianza del legame che tiene unite la brigata e la sua città.

Il generale Barduani, nel ringraziare gli ospiti presenti alla cerimonia per l’affetto dimostrato, ha sottolineato “l’importanza del sostegno che la comunità pordenonese non ha mai fatto mancare all’Ariete nel corso degli anni, consentendogli di svolgere serenamente i propri compiti istituzionali e di radicarsi proficuamente nel tessuto sociale della provincia”.

Il generale Lamanna, nell’augurare le migliori fortune al contingente in partenza per l’Afghanistan, ha evidenziato come gli eccellenti risultati addestrativi conseguiti dalla Brigata nella lunga e impegnativa preparazione alla missione consentiranno all’Ariete di essere perfettamente in grado di assolvere i propri compiti nel delicato e complesso scenario afghano.

La manifestazione odierna, che è stata accompagnata in musica dalle note della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri, è stata preceduta dalla solenne cerimonia dell’alzabandiera e dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti di piazzale Ellero dei Mille.

Gli ospiti intervenuti all’evento hanno anche potuto visitare una mostra statica di mezzi e materiali che sono stati esposti in piazza XX settembre, tra cui una autoblindo Centauro e un VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) Lince.

In occasione della celebrazione odierna, è stata inoltre annunciata la conclusione dei lavori di manutenzione straordinaria delle armi del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, importante attività iniziata nello scorso mese di marzo (link articolo) e condotta da personale tecnico dell’Ariete, che ha consentito il ricondizionamento e la riqualificazione di un ingente patrimonio storico costituito da armamenti di diverse epoche.

Nella circostanza alcuni pezzi del museo, oggetto delle lavorazioni, erano eccezionalmente presenti in mostra presso la caserma Mittica, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Brigata Ariete

Brigata Pinerolo: nella Giornata delle Forze Armate la Medaglia d’Oro per la Vittima del Terrorismo C.le Magg. Sc. Pascali

Si è tenuta ieri 4 novembre, nella Prefettura di Lecce, la cerimonia di consegna della Medaglia d’Oro ricordo quale “Vittima del Terrorismo” concessa dal Presidente della Repubblica al Caporal Maggiore Scelto Paolo Pascali, originario di Caprarica (Lecce), effettivo all’82° Reggimento Fanteria Torino di stanza a Barletta, reparto dell’Esercito Italiano dipendente dalla Brigata Meccanizzata Pinerolo.

È la stessa Brigata a darne notizia con un comunicato stampa odierno.

Il Prefetto del capoluogo salentino, Maria Teresa Cucinotta, ha consegnato l’onorificenza al soldato gravemente ferito in missione in Afghanistan, alla presenza di autorità civili e militari durante la celebrazione del 4 novembre “Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate”.

L’attentato in cui fu coinvolto Pascali nell’aprile 2013, ricorda il comunicato, avvenne nel distretto di Shindand, centro della provincia occidentale di Herat, in Afghanistan, dove, durante una ricognizione per stabilire contatti con la popolazione locale, un ordigno artigianale improvvisato esplose al passaggio della pattuglia colpendo il mezzo blindato Lince sul quale il militare viaggiava insieme ad altri colleghi.

Alla cerimonia di consegna dell’onorificenza hanno partecipato anche gli studenti della scuola “Principe di Piemonte” di Maglie che, per l’occasione, hanno fatto dono al pubblico di un’intervista tra un giornalista e il Caporal Maggiore Pascali, entrambi interpretati da due alunni dell’Istituto, “che ripercorrendo i momenti drammatici dell’attentato ne hanno spiegato i punti salienti, evidenziando il coraggio e il senso del dovere che caratterizzano i soldati dell’Esercito Italiano e, più in generale, gli appartenenti a tutte le Forze Armate”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Brigata Pinerolo

COMLOG Esercito: rientrata dall’Afghanistan la squadra a contatto del 184° TLC Cansiglio di Treviso

“È rientrata il 12 marzo dal teatro operativo afgano la squadra a contatto composta da personale del 184° Battaglione di Sostegno TLC Cansiglio di Treviso”, ha fatto sapere con una nota stampa di ieri il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

In particolare, la squadra di tecnici è intervenuta per ripristinare la piena efficienza di alcuni apparati delle telecomunicazioni in uso alla Forza Multinazionale di stanza in Afghanistan nell’ambito dell’Operazione Resolute Support (RS).

“Il 184° Battaglione di Sostegno TLC Cansiglio, alle dipendenze del COMLOG, è un organo esecutivo di sostegno per le unità della Forza Armata dislocate nell’area centronord e provvede al mantenimento e rifornimento dei complessi delle trasmissioni sia in Patria che nelle operazioni all’estero”, conclude la nota stampa.

Fonte e foto: COMLOG Esercito

TAAC-W, razzo anticarro contro mezzi italiani: sotto tiro un Lince, nessun ferito

“Alle 11.00 circa ora locale durante le normali attività di advising e assistance da parte dei militari italiani impiegati nella zona di Herat a favore delle forze di sicurezza afghane, un mezzo Lince è stato oggetto del lancio di un razzo anticarro”, fa sapere stamane, 2 gennaio, lo stato maggiore della Difesa.

“Il razzo non ha colpito direttamente il mezzo, esplodendo nelle vicinanze dello stesso, provocando leggeri danni. I militari italiani hanno eseguito le operazioni di messa in sicurezza per il rientro in base”.

A conclusione del comunicato, lo stato maggiore assicura che “Non ci sono feriti tra i militari italiani”.

A Herat, nell’ovest dell’Afghanistan, i militari italiani sono impiegati nel Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) nell’ambito della missione NATO Resolute Support.

Fonte e foto (d’archivio): PI SMD

TAAC-W, RS: dai militari italiani un corso di fotografia per le giornaliste afgane

Nella sede del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat, comando multinazionale a guida italiana su base brigata Pinerolo della Missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan, si è svolto un corso basico di fotografia a favore dell’Associazione Giornaliste di Herat, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa del 23 novembre scorso.

“Il corso, nato da una specifica richiesta delle giornaliste al fine di migliorare le capacità tecniche necessarie allo svolgimento della propria attività professionale – spiega SMD – è stato condotto attraverso l’insegnamento e approfondimento delle nozioni di base per l’utilizzo delle reflex e mirrorless di ultima generazione nonché delle tecniche di inquadratura e composizione fotografica e di post produzione”.

Il contingente italiano in Afghanistan continua a supportare il presente e il futuro delle donne afgane grazie a progetti mirati ed eventi volti a favorirne l’integrazione nelle istituzioni e nella società, sottolinea la Difesa.

In particolare, SMD menziona la mostra fotografica dell’Associazione Giornaliste intitolata “The Stranger Look”, le mostre di arte moderna dell’Associazione Visual Art, nonché il seminario volto a favorire l’integrazione del personale femminile nelle Forze di Sicurezza Afgane tenutosi nel mese di settembre.

Inoltre, il personale del TAAC-W continua la professionalizzazione delle donne appartenenti alle Afghan National Defence Security Forces (ANDSF) grazie all’impegno del Military Advisory Team dell’Esercito e del Police Advisory Team dell’Arma dei Carabinieri, che hanno organizzato e condotto negli ultimi mesi corsi altamente formativi per la condotta delle elezioni parlamentari.

Il lavoro degli advisor italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza Afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

Fonte e foto: SMD

 

Difesa: la Pinerolo festeggia il suo 197° anniversario mentre è a Herat

I militari della brigata Pinerolo del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), inquadrati nella missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan, festeggiano 197 anni di storia, ha ricordato con un comunicato stampa del 16 novembre lo stato maggiore della Difesa (SMD).

Più in dettaglio si apprende che nella base di Camp Arena a Herat, nella missione in Afghanistan, gli uomini e le donne della brigata Pinerolo inquadrati nel TAAC-W, comando multinazionale a guida italiana della Missione NATO RS, hanno celebrato la ricorrenza dei 197 anni di storia tra impegni operativi attuali e sfide per il futuro.

In particolare, scrive SMD, “il Sottufficiale di Corpo della Brigata e del TAAC-W, custode della storia e delle tradizioni dell’Unità, ha ricordato i fasti e la gloria del passato nonché l’impegno presente dei militari che, in missione sul territorio afgano con un delicato impegno operativo in un’area sensibile dell’Asia, hanno svolto un lavoro importante nel fornire addestramento assistenza e consulenza a favore delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF), e hanno altresì assicurato assistenza alla popolazione attraverso progetti di cooperazione civile e militare per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale”.

Il vicecomandante di Resolute Support, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale, durante la sua visita al personale del TAAC-W ha voluto rivolgere personalmente gli auguri a tutti gli uomini e le donne della Pinerolo, ringraziandoli per l’impegno e la dedizione con cui quotidianamente svolgono il proprio lavoro.

La storia della Brigata affonda le sue radici nel lontano 13 novembre 1821 quando il Reggimento Saluzzo, protagonista di battaglie epiche tra il 1672 ed il 1738 sulla penisola italica ma anche al di fuori di essa, con decreto reale fu trasformato in Brigata Pinerolo, ricorda SMD.

Da allora la Brigata ha contribuito a scrivere la storia dell’Esercito e dell’Italia partecipando alle guerre d’indipendenza, ai conflitti mondiali e alle operazioni militari per la pace all’estero in Albania, Kosovo, Libano, Afghanistan, Iraq e Gibuti.

I soldati della Pinerolo hanno inoltre preso parte, grazie alla capacità dual use, agli interventi di pubblica utilità in aiuto alle popolazioni colpite da calamità naturali, dimostrando sempre professionalità e generosità, riconosciute peraltro con una Medaglia di Bronzo al valore dell’Esercito conferita a seguito del soccorso prestato alle popolazioni apulo lucane colpite dal sisma del 1980, nonché all’operazione in concorso alle Forze di Polizia denominata Strade Sicure.

Nella storia recente, la Pinerolo è stata scelta dall’Esercito per lo sviluppo del Progetto Forza NEC (Network Enabled Capabilities), un programma che darà la possibilità di collegare ogni singolo soldato con il proprio comando per avere, tramite un sistema digitale, tutte le informazioni e gli ordini per operare sul campo.

La celebrazione di questa ricorrenza in Afghanistan è un importante momento di unità e fratellanza per il personale della Pinerolo, di ieri e di oggi, che vede protagonisti gli uomini e le donne impiegati nei vari teatri ma rappresenta, al contempo, incoraggiamento e stimolo per il futuro della Brigata in un modello operativo di successo che garantisce la pace e la stabilità sempre nello spirito del proprio motto: “Sempre più avanti, sempre più in alto!”.

Fonte: Stato Maggiore della Difesa

Resolute Support, Kabul: il gen Camporeale numero due della NATO in Afghanistan

Nel pomeriggio di ieri, sabato 10 novembre, nella base militare di “Camp RS”, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale ha assunto l’incarico di Vicecomandante della missione NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan, al termine della cerimonia di avvicendamento con il Vicecomandante uscente, il Tenente Generale Richard John Cripwell, del British Army.

Lo rende noto con un comunicato stampa il portavoce del contingente italiano dispiegato nella missione RS a Kabul.

Cresciuto a Margherita di Savoia, in provincia di Barletta-Andria-Trani, 56 anni, già comandante dell’Accademia Militare di Modena e, nel 2009, Aiutante di Campo del Presidente della Repubblica, da ieri il gen Camporeale è il numero due della NATO in Afghanistan.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Comandante della Missione RS, il Generale dello U.S. Army Austin Scott Miller, del Senior Civilian Representative della NATO, Ambasciatore Cornelius Zimmermann, dell’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan, Sua Eccellenza Roberto Cantone, e di altre autorità civili e militari.

Il gen Camporeale arriva in Afghanistan in un momento delicato per il Paese: il mese scorso istituzioni, forze militari e di polizia locali sono state impegnate nel garantire la sicurezza nel corso delle recenti elezioni parlamentari, che hanno chiamato al voto più di 4 milioni di persone.

Ci si sta inoltre preparando alla ormai prossima tornata elettorale del 20 aprile 2019, quando la popolazione sarà nuovamente chiamata al voto per eleggere il Presidente dell’Afghanistan.

Il gen Miller, nel corso del suo intervento, ha dato il benvenuto al gen Camporeale e ha ringraziato l’Italia per il ruolo di assoluto rilievo avuto nella missione Resolute Support in questi anni.

“Quando penso al contingente italiano – ha dichiarato – penso alla grande professionalità di questi soldati e al contributo che danno per l’assolvimento del compito della missione”.

Nel suo discorso di commiato, il gen Cripwell ha ringraziato tutti gli uomini e le donne della Coalizione per l’eccellente lavoro svolto, dicendosi onorato di essere stato il loro Vicecomandante.

Nel suo intervento, il gen Camporeale ha sottolineato che “una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato è che una pace durevole non può essere imposta. Ma, al contrario, essa deve essere un processo politico, economico e diplomatico condiviso, che miri a conquistare le anime e i cuori della gente.”

Ha infine ringraziato gli uomini e le donne dei 41 Paesi alleati e partner della Coalizione che stanno coraggiosamente lavorando per il successo della missione, e ha ricordato il sacrificio di coloro che sono stati uccisi o feriti per far sì che RS raggiungesse i suoi obiettivi, impedendo che l’Afghanistan diventasse ancora una volta un rifugio sicuro per il terrorismo.

Nato il 20 agosto 1962 e cresciuto a Margherita di Savoia, il gen Camporeale ha frequentato il 162° corso Onore dell’Accademia Militare di Modena.

Nel corso della sua carriera ha assolto diversi incarichi di comando, in unità Carri, e di staff presso gli organi di vertice dell’Esercito e della Difesa.

Tra questi: Comandante del 235° Reggimento Addestramento Volontari di Ascoli Piceno, Assistente Militare e Aiutante di Campo del Presidente della Repubblica Italiana, Comandante della Brigata corazzata Ariete, Vice Capo del V Reparto Affari Generali presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e Comandante dell’Accademia Militare di Modena.

Torna in Afghanistan dopo una prima esperienza maturata a Kabul nel 2009 nell’ambito della Missione ISAF.

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al temine dell’operazione ISAF, ricorda il comunicato.

Il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Contingente italiano RS

MNCG: il CIMIC ha ricordato il Sottotenente Giovanni Pezzulo, ucciso in Afghanistan nel 2008

Ieri, 2 novembre, alla presenza dei famigliari, del Sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, e del Comandante del Multinational CIMIC Group (MCG) di Motta di Livenza (Treviso), col Luca Vitali, è stato ricordato, presso il cimitero comunale, il Sottotenente Giovanni Pezzulo e, con lui, i Caduti di tutte le guerre.

È lo stesso MCG a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 2 novembre.

Giovanni Pezzulo, il militare residente a Oderzo e di stanza al Multinational CIMIC Group di Motta, è stato ucciso in un agguato il 13 febbraio 2008 al ritorno da una distribuzione di viveri e indumenti nel distretto di Surobi, in Afghanistan, scrive il MCG.

In suo ricordo è stata inaugurata nel 2010 una via nei pressi dello stadio comunale.

Fonte e foto: MCG

TAAC-W, RS: ‘insider attack’ a Shindand, un militare NATO ucciso. Nessun italiano coinvolto

“Nessun militare italiano coinvolto nell’attacco compiuto da un membro delle Forze di Sicurezza Afghane nel Distretto di Shindand [nella provincia di Herat] che ha provocato l’uccisione di un soldato straniero della Nato e il ferimento di altri due”, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) italiano ieri, 22 ottobre.

I militari feriti, si apprende, sono stati immediatamente trasportati presso l’assetto sanitario da campo Role 2 della base militare italiana di Herat per poi essere evacuati (MEDEVAC) nella struttura sanitaria Role 3 della base militare statunitense di Bagram.

Secondo il New York Times, il soldato ucciso sarebbe di nazionalità ceca, stando a fonti afgane e americane, anche se la NATO non ha fornito indicazioni sulla nazionalità dei militari coinvolti. Reuters ha invece confermato la nazionalità riportando il Ministro della Difesa della Repubblica Ceca.

“La sparatoria nella base di Shindand nella provincial di Heratscrive il New York Timesintensifica le preoccupazioni di un aumento dei cosiddetti ‘insider attacks’ che, al loro massimo nel 2012, avevano messo in difficoltà la missione NATO in Afghanistan”.

Al momento, spiega lo stato maggiore della Difesa italiano, i Periodic Train Advise Assist (PTAA) italiani che sviluppano “a domicilio” le attività di addestramento e assistenza a favore delle forze di sicurezza afgane nelle aree remote della Regione Ovest dell’Afghanistan non sono presenti nell’area di Shindand.

L’Italia ha garantito alla NATO e alla Repubblica dell’Afghanistan il proprio supporto e in tale contesto il Train Advise Assist Command West (TAAC W) prosegue le attività di addestramento, assistenza e consulenza a favore delle istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali concentrate nella Regione Ovest.

L’area di responsabilità italiana in cui opera il TAAC-W è un’ampia regione dell’Afghanistan occidentale – “grande quanto il Nord Italia”, spiega SMD – che comprende le quattro province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah.

Fonte: SMD

Foto: Reuters

TAAC-W, RS: donazione di 4 tonnellate di alimenti agli orfani di Herat

I militari del contingente italiano del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), operanti nell’ambito della Missione in Afghanistan del NATO Resolute Support (RS), hanno ospitato una delegazione del Dipartimento degli Affari Sociali di Herat per la donazione di una fornitura alimentare da destinare agli orfanotrofi della Provincia, ha fatto sapere lo ststo maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 12 ottobre.

La donazione è stata resa possibile grazie alla generosità di una ditta alimentare italiana che ha donato circa 3,4 tonnellate di varie tipologie di pasta e 1,2 tonnellate di legumi precotti, si apprende. La cerimonia di consegna è avvenuta alla presenza del Direttore del Dipartimento, Sig Abdul Qaiyoum Afghan, che ha pronunciato parole di stima e gratitudine verso il popolo italiano che continua a fornire un aiuto concreto alla popolazione afgana.

Il Direttore ha anche sottolineato quanto sia apprezzato e importante il sostegno alle fasce più deboli della popolazione, in particolare agli orfani, poiché consente alle istituzioni locali di garantire loro un futuro migliore.

Il supporto alla popolazione, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili della società, è una delle attività che si affianca a quella principale di addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza Afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi, focus degli advisor italiani nell’ambito della missione RS, e viene realizzato sia in maniera diretta con progetti individuati e condotti dal contingente nazionale, sia facilitando la distribuzione di aiuti umanitari provenienti da organizzazioni benefiche nazionali.

Fonte e foto: PI SMD