Afghanistan

Capo Teulada: il 4° rgt AVES Altair in esercitazione al poligono militare dona sangue alla Sardegna

“In Sardegna c’è una grave crisi: manca il sangue, spiega una fonte propria a Paola Casoli il Blog nel segnalare un articolo della ASSL di Carbonia, nel sud della Sardegna, relativa a una importante donazione di sangue avvenuta lunedì 16 aprile scorso.

A fronte di tanti pazienti talassemici presenti sul territorio, e dei tanti interventi effettuati all’Ospedale Sirai di Carbonia, si apprende, i militari del 4° reggimento dell’Aviazione Esercito (AVES) Altair, in esercitazione a Capo Teulada, si sono resi partecipi di una donazione di sangue che ha rappresentato una vera e propria manifestazione di solidarietà.

Nella giornata di lunedì scorso, spiega in dettaglio l’articolo, l’autoemoteca ASSL di Carbonia si è recata alla base militare di Teulada per effettuare la raccolta di sangue, che ha visto protagonisti i militari del 4° reggimento AVES Altair di Bolzano agli ordini del col Massimiliano Belladonna, attualmente in esercitazione presso l’Aerocampo del Poligono Militare di Capo Teulada.

L’azione dei militari, sottolinea la ASSL, ha reso onore all’eroe di guerra magg Giuseppe La Rosa, caduto in Afghanistan cinque anni fa, a cui è intitolata la sala donazione della Medicina Trasfusionale dell’Ospedale Sirai di Carbonia (link articolo in calce).

L’Area Socio Sanitaria di Carbonia, nell’esprimere “il più vivo ringraziamento per il grosso contributo alle necessità trasfusionali dell’Azienda”, ha fornito alcuni dati che chiariscono la situazione critica per quanto riguarda le scorte di sangue.

Scrive la ASSL Carbonia nel suo sito web:

“Nella nostra area si raccolgono oltre 7.000 unità di sangue all’anno, In alcuni periodi dell’anno, in linea con ciò che avviene in tutta Italia, le scorte diminuiscono per cui non si riesce a far fronte alle numerose richieste che aumentano di anno in anno.

La patologia thalassemica è quella che richiede il maggior numero di unità (oltre la metà delle emazie raccolte è destinata a questi pazienti che per la maggior parte sono persone adulte).

L’aumento della vita media comporta anche un aumento delle patologie che necessitano di trasfusioni; a questo bisogna aggiungere tutte le cause solite quali patologie acute, incidenti etc.; la situazione sociale che purtroppo sta causando una forte emigrazione che fa diminuire il numero dei potenziali donatori.

Nonostante questo la nostra ASL ha l’indice di donazione (donazioni/popolazione residente) superiore al 5% contro una media nazionale del 4,5%”.

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Fonte e foto: fonti proprie; ASSL Carbonia

TAAC-W RS: tre ufficiali afgani donna della branca intelligence si distinguono al corso Military Decision Making Process

Sono dieci i militari dell’Esercito Afgano, tre di loro sono donne, che hanno raggiunto la qualifica di specialista nel processo decisionale militare dopo aver concluso con successo il corso Military Decision Making Process (MDMP), organizzato dal contingente militare italiano del TAAC –W, il Train Advice and Assistance Command – West organizzato su base brigata Sassari.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa dell’11 aprile, riferendo che tutti gli allievi appartengono alla branca intelligence.

Durante il corso, durato 5 settimane, i militari afgani hanno appreso il sistema utilizzato nel processo decisionale militare, ovvero lo studio delle varie opzioni che supportano i comandanti nell’emanazione degli ordini.

In tale ottica, la componente intelligence riveste un ruolo di assoluto rilievo, in quanto fornisce gli elementi basilari di pianificazione, evidenziando i punti di forza e le vulnerabilità del nemico, spiega lo stato maggiore Difesa.

Durante il corso MDMP, i tre ufficiali donna si sono distinte per capacità analitiche e di pianificazione, superando brillantemente i vari test ai quali sono state sottoposte durante l’intero ciclo delle istruzioni.

L’attività rientra nella serie di corsi di alta specializzazione tenuti dai militari italiani a favore del personale femminile nelle Forze Armate Afgane, ricorda il comunicato stampa.

Le attività a favore delle donne afgane, realizzate nell’ambito dei “progetti gender”, si sviluppano in tutti i piani di addestramento (Train) e di consulenza (Advise e Assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano.

L’obiettivo della missione Resolute Support persegue l’auto sostenibilità delle Forze di Sicurezza afgane nella difesa del proprio Paese, conclude lo stato maggiore della Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, Resolute Support: sono 12 i poliziotti e i militari afgani certificati con il corso Explosive Hazard Reduction a Herat

Si è da poco concluso, nella base di Camp Arena a Herat, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) nell’ovest dell’Afghanistan, il corso di specializzazione in “Explosive Hazard Reduction, condotto dai militari del contingente italiano a favore di 12 poliziotti e militari delle forze di sicurezza afgane per il conseguimento dell’abilitazione alla bonifica speditiva degli ordigni esplosivi.

L’attività rientra nella serie di corsi di specializzazione condotti dai militari italiani per garantire l’autoprotezione delle forze e salvaguardia dei civili, spiega il comunicato stampa del TAAC-W, attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai.

Il corso, durato quattro settimane, è stato sviluppato nell’ambito del programma formativo organizzato dagli istruttori delle Forze Armate italiane del Military AdviseTeam (MAT), con lo scopo di ridurre il numero degli incidenti che coinvolgono le Forze di Sicurezza locali e soprattutto la popolazione civile, in occasione di rinvenimento di mine, munizionamento inesploso e Improvised Explosive Device (IED), ovvero bombe realizzate con materiali non convenzionali.

Attraverso l’apprendimento di accurate tecniche per l’avvicinamento agli esplodenti, messa in sicurezza dell’area, posizionamento di cariche esplosive e successiva bonifica con brillamento speditivo, i neo abilitati, militari e poliziotti, potranno operare senza mettere a repentaglio le proprie vite e tutelando, conseguentemente, la popolazione civile che risulta essere tra le principali vittime da esplosioni, sottolinea il TAAC-W.

Il corso è terminato con una esercitazione pratica, in cui le Forze di Sicurezza locali si sono cimentate nell’impiego di cariche esplosive individuali per la demolizione rapida di alcuni simulacri di ordigni inesplosi, consentendo agli stessi allievi di condurre, autonomamente, una bonifica speditiva.

La bonifica degli ordigni rientra nei piani di addestramento (Train) e di consulenza (Advise e Assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano.

Come previsto dal mandato della missione a guida NATO Resolute Support (RS), queste attività concorrono al conseguimento dell’obiettivo finale, che è quello di rendere le Forze di Sicurezza locali capaci di operare in totale autonomia.

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Fonte e foto: TAAC-W (RS)

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

TAAC-W, Resolute Support: una security shura e una PTAA in vista dei lavori per la Ring Road a Qal’ha-Ye Now

Nella giornata del 17 marzo scorso si è sviluppata l’attività di consulenza programmata dai militari del contingente italiano, su base brigata Sassari, a favore delle Forze di Sicurezza afgane, situate nell’abitato di Qal’ha-Ye Now, a circa 120 Km a nord Est di Herat, ha fatto sapere con un comunicato stampa il Train Advise Assist West Command West (TAAC W) che opera a Herat al comando del gen Gianluca Carai.

L’attività si è svolta in un’area che sarà prossimamente interessata dalle opere per il completamento della Ring Road, ovvero l’arteria autostradale che collega l’intero paese.

Opere che avranno importanti ricadute economiche non solo per il territorio interessato dai lavori ma per l’intera regione ovest, sottolinea il comunicato stampa del TAAC-W, specificando che proprio “la chiara comprensione e condivisione da parte della popolazione locale sarà dunque il prerequisito essenziale per garantire l’avanzamento dei lavori nelle migliori condizioni di sicurezza”.

Per l’occasione, circa 100 istruttori italiani hanno condotto attività di consulenza a favore delle controparti locali, con l’obiettivo di monitorare le operazioni in corso e individuare le priorità da perseguire durante le prossime attività operative.

In aggiunta, il Comandante del TAAC W, gen Carai, ha presieduto una security shura con i rappresentanti politici locali, i comandanti delle Forze di Sicurezza locali e i capi villaggio e religiosi della zona, affrontando con loro i temi della sicurezza.

Nella caserma di Qal’ha-Ye Now oggi operano i militari dell’Afghan Nation Army (ANA), appartenenti alla 3^ brigata del 207° Corpo d’Armata, che continuano a ricevere formazione e consulenza, periodica, a cura dei militari italiani in missione in Afghanistan, attività definita PTAA (Periodic Train Advise Assist).

L’acronimo indica l’insieme di attività di addestramento e assistenza sviluppate in aree distanti dalla base di Camp Arena a Herat – sede del contingente nazionale – che non possono essere svolte con cadenza giornaliera e quindi vengono organizzate, periodicamente, sulla base delle richieste che le Forze di Sicurezza afgane rivolgono agli istruttori italiani.

Tali consulenze, che escludono l’impiego dei militari italiani in attività cinetiche, contribuiscono all’innalzamento delle competenze tecnico-tattiche dell’Esercito e della Polizia e rafforzano i legami con il territorio, spiega il comunicato stampa.

Il lavoro degli advisor italiani – che comprende anche le attività di PTAA – si sviluppa nell’ambito della missione di Resolute Support (RS) con il compito principale di addestrare, consigliare e assistere le Forze di Sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

 

TAAC-W, Resolute Support: un corso di Mountain Warfare per i militari afgani da parte del Centro Addestramento Alpino di Aosta

L’apprendimento dei principali nodi, delle manovre di cordata, delle tecniche di discesa in corda doppia e di risalita di corda fissa, nonché l’uso di teleferica per il trasporto dell’armamento di reparto: sono solo alcuni degli obiettivi di apprendimento inseriti nel programma didattico previsto per il corso di “Mountain Warfare” organizzato dal Train Advise Assist Command West (TAAC W) a favore di dieci militari dell’Afghan National Army (ANA), l’Esercito Afgano.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa di ieri, 12 marzo.

Il corso basico di combattimento in ambiente montano, si apprende in dettaglio, è stato condotto dal personale del TAAC W; in particolare, specifica il comunicato, da istruttori del Centro Addestramento Alpino di Aosta.

Il corso è durato tre settimane e si è concluso con un esame finale valido per il conseguimento dell’abilitazione al combattimento in alta quota, che ha avuto luogo su una falesia naturale attrezzata per l’occasione e situata a circa 20 chilometri di distanza dalla base di Camp Arena, a Herat.

Questo tipo di addestramento, spiega il comunicato, è nato dalle richieste di supporto espresse dal comandante del 207^ Corpo d’Armata afgano per rendere ancor più aderente l’addestramento dei propri militari con la morfologia del territorio.

Grande soddisfazione è stata manifestata dagli istruttori del contingente italiano, su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai, per i risultati conseguiti e la prestazione fornita dagli allievi durante le attività pratiche.

Il comandante del TAAC W ha pronunciato parole di elogio nei confronti dei militari afgani, incitandoli a esprimere la medesima professionalità durante le attività operative nelle quali saranno coinvolti con lo scopo di garantire la pace nel proprio Paese.

L’obiettivo della missione Resolute Support consiste nell’addestramento, assistenza e consulenza delle forze di sicurezza afgane, ricorda il comunicato dello stato maggiore della Difesa, in tale ottica si inserisce anche il corso Mountain Warfare.

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Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, Resolute Support: il gen Nicholson dà avvio al simposio sulla corruzione a Herat

“Voglio ringraziare personalmente il contingente italiano per l’impegno nella lotta al terrorismo e il sostegno al processo di pace. Nonostante il vostro impegno nei vari teatri operativi in tutto il mondo, dal 2002 siete al fianco della comunità internazionale per portare la stabilità e la pace in Afghanistan. Anche la lotta alla corruzione, che quest’oggi affrontate durante il simposio, è parte integrante e fondamentale del processo di ricostruzione”.

Con questo messaggio del Comandante della missione Resolute Support (RS), gen John W.Nicholson, il Train Advise Assist Command West (TAAC-W), attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai, ha avviato il simposio dal titolo “La convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione e le misure adottate dallo stato contro i fenomeni corruttivi”.

Il simposio, fa sapere la Difesa, si è svolto presso la base militare di Camp Arena a Herat, in video-conferenza con l’Italia, alla presenza del Comandante del contingente italiano, del governatore della Provincia di Herat, del dott Giovanni Caria e della dottoressa Cristina Carunchio, rispettivamente procuratore della Repubblica e sostituto procuratore del tribunale di Sassari, e infine del dott Addullha Ahmadi, procuratore di Herat, accompagnato dal viceprocuratore dott Firooz Ahmad Azimi.

“Nel prosieguo dei lavori del simposio – spiega la Difesa – il Governatore della Provincia di Herat ha ringraziato l’Italia per l’attività di supporto a favore delle istituzioni afgane nell’ambito della funzionalità del sistema legislativo e del rule of law, ovvero del principio dell’uguaglianza di fronte alla legge”.

Nel suo intervento, il Comandante di TAAC-W ha voluto riconfermare che l’obiettivo primario dei militari italiani è quello di concorrere, attraverso le attività di addestramento e di consulenza a favore delle Forze di Sicurezza afgane, alla stabilizzazione e alla normalizzazione del paese.

L’operazione Resolute Support (RS) ha il compito principale di continuare ad addestrare, consigliare e assistere le Forze di Sicurezza afgane, le quali hanno assunto in toto la responsabilità di garantire la sicurezza del proprio Paese, per renderle sempre più aderenti ed efficaci alla funzione che ricoprono.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, il MinDif afgano gen Bahramee al CaSMD gen Graziano: “attività dei militari italiani un modello da seguire in tutto l’Afghanistan”

Nella mattinata di ieri, 20 febbraio, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, ha accolto il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica di Afghanistan, gen Tariq Shah Bahramee, in visita in Italia.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto attraverso il suo sito web istituzionale.

La visita è stata preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, ed è proseguita con l’incontro tra le due Autorità, successivamente allargato anche alle rispettive delegazioni, si apprende.

Il gen Graziano ha voluto rimarcare che “l’impegno delle Forze Armate italiane in Afghanistan è stato e resta rilevante, anche in considerazione del fatto che siamo i secondi contributori di truppe dopo gli Stati Uniti”.

“In Afghanistan – ha proseguito il Capo di Stato Maggiore della Difesa – si è scritta una pagina importante della nostra storia militare e ancora oggi i nostri militari sono lì per sostenere, con l’addestramento e con l’assistenza, le forze di sicurezza afgane affinché siano in grado di riprendere il pieno controllo del proprio territorio e possano garantire adeguatamente la sicurezza dei propri cittadini”.

Il gen Graziano si è complimentato con il ministro Bahramee per i risultati conseguiti dalle forze di sicurezza afgane in termini di accrescimento della capacità operative oggi esprimibili e di professionalità.

Da parte sua, il ministro Bahramee ha voluto ringraziare la Difesa italiana per quanto finora fatto per il suo paese, additando le attività svolte e i risultati ottenuti dai militari italiani nella provincia di Herat come un modello da seguire e da applicare in tutto l’Afghanistan.

Ha poi elogiato la capacità, tutta italiana, di dare complementarità e sinergia tra attività militari e quelle di cooperazione civile, sottolinea la Difesa, e ha avuto parole di profondo apprezzamento per l’alta funzione formativa e addestrativa che i militari italiani svolgono, soprattutto a favore del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afgano.

In particolare, ha lodato l’impegno nell’addestramento del personale femminile, tanto dell’Esercito quanto delle forze di polizia afgane, e nel contrasto degli ordigni esplosivi.

Il Ministro ha quindi concluso rammentando gli storici e solidi legami tra i due Paesi, definendo l’Italia un partner strategico per la crescita e lo sviluppo sociale dell’Afghanistan.

Oggi, sono circa 900 i militari italiani impiegati tra Herat e Kabul, nell’ambito della missione NATO Resolute Support, per sostenere l’Afghanistan e continuare a supportarlo in questo delicato momento di lotta al terrorismo, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: difesa.it

TAAC-W, RS: capacità operativa raggiunta per 9 coordinatori del fuoco aereo delle Forze Speciali afgane e del 207° Corpo d’armata afgano

Sono nove i coordinatori del fuoco aereo inquadrati presso le Forze Speciali e il 207° Corpo d’armata dell’Esercito afgano, assistiti dagli advisor italiani e dagli istruttori provenienti dal comando di Resolute Support (RS), che hanno condotto e concluso con successo un’esercitazione.

L’attività condotta, ha fatto sapere con un comunicato stampa il Train Advise Assist Command – West (TAAC-W) che opera a Herat su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai, ha visto il personale afgano esercitato sviluppare un’articolata attività di coordinamento tra le forze terrestri e i piloti dell’aviazione afgana, necessaria per l’acquisizione degli obiettivi e il successivo ingaggio.

“I coordinatori del fuoco e i piloti – dichiara il TAAC-W nel suo comunicato – hanno dimostrato di aver acquisito elevati livelli di professionalità e di capacità operativa nella designazione e nell’ingaggio chirurgico degli obiettivi definiti”.

L’esercitazione ha concluso un iter addestrativo svolto a favore delle Forze di Sicurezza afgane teso a migliorare la risposta di contrasto all’insorgenza e a evitare il coinvolgimento della popolazione civile.

I trainer del contingente italiano, nel pieno rispetto del mandato della missione Resolute Support – che prevede l’attività di addestramento, di consulenza e di assistenza a favore delle Forze di Sicurezza afgane – hanno trasmesso ai militari afgani le specifiche competenze tecniche necessarie per la conduzione delle esercitazioni e delle operazioni militari, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

COMFOP SUD: il gen Castellano assume il comando delle Forze Operative Sud

Questa mattina, 2 febbraio, nella Sala dei Baroni di Castel Nuovo – Maschio Angioino di Napoli, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, ha presieduto la cerimonia di cambio al vertice del Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD), fa sapere lo stesso COMFOP SUD con un comunicato stampa odierno: al Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano è subentrato il parigrado Rosario Castellano.

Numerose le autorità civili, religiose e militari che hanno presenziato alla cerimonia, tra le quali il Prefetto di Napoli, dottoressa Carmela Pagano; il Sindaco della città partenopea, dott Luigi De Magistris, insieme al Gonfalone della città di Napoli decorato della Medaglia d’Oro al valor Militare, e l’Arcivescovo di Napoli, Card Crescenzio Sepe.

Il CaSME gen Errico, nel corso del suo intervento, ha salutato i convenuti e ringraziato il gen De Leverano per l’impegno dimostrato nel portare a termine la costituzione del COMFOPSUD.

Un processo iniziato nel luglio 2016, ricorda il COMFOP SUD nel suo comunicato stampa, nell’ambito della riorganizzazione degli alti comandi della Forza Armata, che ha visto la fusione del 2° Comando Forze di Difesa con il Comando Forze di Difesa Interregionale Sud.

Dal 1° ottobre 2016 ha assunto la denominazione di Comando delle Forze Operative Sud e ha accorpato tutte le funzioni operative, infrastrutturali e territoriali della Forza Armata del centro – sud Italia e isole.

Il gen Errico ci ha tenuto ad evidenziare che “il Vertice della Forza Armata ha sempre trovato nel Comando delle Forze Operative Sud un interlocutore affidabile, disponibile e propositivo, che ha garantito interventi tempestivi e altamente qualificati, a riconferma del ruolo decisivo dell’Esercito quale strumento al servizio della comunità nazionale”.

In quest’area, il COMFOPSUD sovrintende a tutti i concorsi che l’Esercito fornisce, in conformità ai propri compiti istituzionali e nel caso di pubbliche calamità, come accaduto per gli eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale il 24 agosto 2016 e, successivamente, il 30 ottobre, l’isola di Ischia nell’agosto del 2017 e nell’emergenza incendio sul Vesuvio nell’estate del 2017.

Il gen Rosario Castellano, originario di Castellammare di Stabia, ha recentemente lasciato la carica di Vice Comandante della missione Resolute Support della NATO in Afghanistan.

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Fonte e foto: COMFOP SUD