Forze Armate

Bersaglieri: a Pescara il 65° raduno nazionale, i Fanti piumati sfilano a 180 passi al minuto come da regolamento del 1836

Si è concluso ieri, 21 maggio, a Pescara, il 65° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, iniziato mercoledì scorso, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Domenico Rossi, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME) e decano in servizio del corpo dei Bersaglieri, gen Danilo Errico, del Prefetto di Pescara, dott Francesco Provolo, e di molte autorità civili, religiose e militari.

A salutare le decine di migliaia di bersaglieri in servizio e in congedo e le migliaia di famiglie che hanno assistito al raduno, fa sapere il comunicato stampa dell’Esercito, erano presenti il vice presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB), Daniele Carozzi, il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, e il sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser, dove si svolgerà il raduno il prossimo anno.

Il Sottosegretario alla Difesa, nel corso del suo intervento ha ricordato come “nella società i bersaglieri di tutte le età sono portatori sani di valori, che tutti noi abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni perché sono il futuro del nostro Paese”.

Il gen Errico ha evidenziato nel suo discorso l’impegno dei bersaglieri nelle operazioni di stabilizzazione all’estero, al quale “si aggiungono, in Patria, gli innumerevoli interventi di pubblica utilità in occasione di calamità naturali e quelli in concorso alle Forze dell’Ordine, che, anche in questo momento, vedono le fiamme cremisi schierate a presidio delle vie e delle piazze delle nostre città nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, a testimonianza, ancora una volta, dell’alto profilo di efficienza e prontezza raggiunto”.

Nel corso del suo intervento, il gen Errico ha espresso inoltre “il più caloroso augurio per una rapida guarigione e un pronto rientro nei ranghi del proprio reparto” ai militari e all’agente che “che giovedì scorso, nel corso di un controllo presso la stazione ferroviaria di Milano, sono stati aggrediti e feriti.” (link articolo in calce)

Sono stati migliaia i cappelli piumati che hanno invaso le strade di Pescara: più di 60 fanfare si sono esibite per giorni nelle piazze della città suonando e cantando brani storici del corpo: la Ricciolina, Il reggimento di papà, Arrivederci Roma, La corsa di resistenza e molte altre.

Presenti le sezioni dell’ANB provenienti da ogni regione d’Italia che domenica mattina hanno sfilato di corsa – 180 passi al minuto come ancora vuole il regolamento del 1836 – partendo dallo Stadio Adriatico e arrivando in piazza della Rinascita tra le grida e gli applausi della gente.

Nello sfilamento una compagnia del 7° reggimento Bersaglieri di Altamura, la fanfara d’ordinanza e la bandiera di guerra dell’unità, da pochi mesi rientrata dalla missione Resolute Support in Afghanistan.

Il Raduno, interamente organizzato dall’Associazione Nazionale Bersaglieri, riveste quest’anno un duplice significato, sottolinea il comunicato dell’Esercito: da un lato è un momento di festa per tutti gli appartenenti alla specialità, dall’altro lato esso consolida quel profondo legame che, soprattutto nell’ultimo decennio, si è venuto a creare tra l’Esercito Italiano e le popolazioni d’Abruzzo.

La Forza Armata, presente nella regione sin dal terremoto de L’Aquila del 2009, ha di recente concluso l’Operazione “Sabina”.

Gli uomini e le donne dell’Esercito sono stati i primi a intervenire in Centro Italia dopo la scossa del 24 agosto e da allora sono stati mediamente impiegati sul terreno 1.500 militari al giorno, con un picco massimo di 2.500 unità e 950 mezzi, gran parte dei quali appartenenti ai reparti del Genio per attività quali: ricerca e soccorso di superstiti, rimozione macerie, ripristino della viabilità stradale, costruzione di ponti, interventi di urbanizzazione per la costruzione di scuole e moduli abitativi e, per finire, impiego di due Task Force, inquadrate nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, per il controllo degli accessi alle zone rosse dei comuni terremotati, attività di soccorso ai superstiti dell’hotel di Rigopiano.

Per il sacrificio e l’impegno profusi da migliaia di professionisti della Forza Armata che con il loro operato hanno contribuito a salvare vite umane e a ripristinare la sicurezza in quelle aree dell’Italia centrale, compreso l’Abruzzo, colpite da questi tragici eventi, lo scorso 4 maggio, per il 156° anniversario della costituzione dell’Esercito, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito.

Sono 181 anni gli di storia per uno dei corpi dell’Esercito più antichi e più amati dagli Italiani.

La sua fondazione, ricorda il comunicato stampa, risale al 18 giugno 1836 quando, per Regio Viglietto di re Carlo Alberto di Savoia, su proposta dell’allora Capitano delle Guardie Alessandro La Marmora, venne istituita a Torino la 1^ Compagnia Bersaglieri, truppe scelte, addestrate a un combattimento dinamico e a un tiro veloce e preciso.

Da allora, i Fanti piumati hanno scritto le pagine più importanti del Risorgimento e della storia d’Italia: dalle Guerre di indipendenza, ai primi interventi in aiuto alla popolazione, come l’intervento a Reggio Calabria e Messina per il terremoto del 1908; dalle due guerre mondiali alle operazioni di peacekeeping, sino all’attuale impiego all’estero e all’interno dei nostri confini, in supporto alle Forze dell’Ordine o per casi di pubblica calamità.

Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi: 800 di loro sono bersaglieri in forza alla brigata Garibaldi, schierati in Afghanistan e in Iraq. Delle 7.050 unità impiegate in concorso alle Forze dell’Ordine per l’Operazione “Strade Sicure”, circa 460 sono bersaglieri appartenenti al 1° reggimento di Cosenza, al 3° reggimento di Capo Teulada, al 6° reggimento di Trapani e all’8° reggimento di Caserta. 400 bersaglieri del 7° reggimento di Altamura sono impiegati nell’ambito del contingente di 2.400 militari dell’Esercito che, per tutto il mese di maggio, contribuirà, unitamente alle Forze di Polizia, a formare il dispositivo di sicurezza per il vertice internazionale del G7.

E intanto, a Orcenico Superiore, in provincia di Pordenone, un battaglione di 500 bersaglieri dell’11° reggimento costituisce la cosiddetta Very High Readiness Task Force, un’aliquota della Forza di Reazione Rapida della NATO.

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Strade Sicure: telefonata personale del CaSME gen Errico ai militari feriti (19 maggio 2017)

Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Esercito, 2° workshop di psicologi e psichiatri militari: innovazione e neuroscienze dalla selezione al recupero post trauma

Si è concluso a Roma il 2° workshop degli psicologi e medici psichiatri militari per valutare le potenzialità delle nuove metodiche e tecnologie, ha fatto sapere lo stato maggiore dell’Esercito con un comunicato stampa del 18 maggio scorso.

Questo 2° incontro, intitolato “Psicologia 3.0. Policy e tecnologie innovativo a servizio della Forza Armata”, si colloca nella scia dei risultati positivi del 1° workshop di psicologia e psichiatria militare dello scorso anno e si è svolto dal 16 al 18 maggio a Roma, nel Comando Supporti Logistici.

Al workshop hanno partecipato tutti gli psicologi e medici psichiatri dell’Esercito insieme a illustri rappresentanti del mondo accademico e professionale.

Obiettivo dell’attività è cercare di finalizzare e valutare il contributo che la psicologia e la psichiatria possono fornire ai militari, in particolare nell’ambito della gestione delle risorse umane, nel dettaglio selezione, orientamento e formazione, e in quello clinico, spiega il comunicato.

Nelle prime due giornate i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro, incaricati di sviluppare, sulla base delle proprie esperienze professionali nell’Esercito, specifiche tematiche di applicazioni della psicologia e della psichiatria in ambito militare.

Tematiche che hanno un importante impatto su vari ambiti specialistici, dalla selezione all’impiego operativo, dall’addestramento all’aspetto clinico riabilitativo, tutti fondamentali per il benessere individuale e organizzativo, con particolare attenzione alla sempre più frequente partecipazione di militari a operazioni di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali.

I risultati dei lavori sono stati presentati nella giornata conclusiva del workshop alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Claudio Mora, dei vertici della Forza Armata e di importanti professionalità del campo scientifico e accademico.

Tali risultati hanno confermato l’opportunità di una sinergia funzionale tra le diverse fasi che accompagnano il ciclo operativo e la vita del soldato, dal suo reclutamento al recupero psicofisico, dalla salute individuale a quella del contesto sociale di appartenenza.

In tale ambito, sottolinea il comunicato, i professionisti del settore psicologico e psichiatrico dell’Esercito sono chiamati a essere preziosi interpreti delle mutevoli esigenze specialistiche del comparto Difesa.

Il workshop ha rappresentato l’occasione per esplorare nuovi strumenti scientifici di valutazione ed esplorazione delle caratteristiche individuali, attitudinali e personologiche.

Particolare rilevanza è stata data alle recenti ricerche scientifiche sulla “plasticità cerebrale”, sviluppate dal professore emerito dell’Università della California Michael M. Merzenich, che nel suo intervento ha evidenziato le potenzialità che le neuroscienze, applicate al miglioramento della performance individuale e di gruppo, possono fornire all’organizzazione militare, con particolare riferimento allo sviluppo delle capacità operative del soldato e all’eventuale recupero delle funzioni cognitive, sensoriali e motorie danneggiate conseguentemente all’esposizione a eventi traumatici con interessamento del sistema nervoso centrale o periferico.

A chiusura dei lavori, il gen Mora ha ringraziato tutti i partecipanti per l’impegno profuso nella realizzazione del workshop e per l’attenzione posta sull’individuo come risorsa centrale e pietra basilare dell’organizzazione Esercito.

“L’uomo – ha concluso il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito – è alla base di tutto. Riconoscere la centralità del soldato significa credere che una Forza Armata moderna e competitiva sia frutto di una attenzione costante nelle varie fasi della vita di un militare”.

Durante i lavori è stato anche presentato il neocostituito Ufficio di Psicologia Militare dello Stato Maggiore dell’Esercito, che avrà il compito di coordinare e promuovere il lavoro di tutti i professionisti del settore psicologico e psichiatrico, garantendo quelle sinergie fondamentali al conseguimento degli obiettivi della Forza Armata.

Fonte e foto: Esercito

Sector West, UNIFIL: il Ministro degli Esteri on Alfano incontra i militari della brigata Granatieri di Sardegna, contingente italiano in Libano

“Il Ministro degli Affari Esteri, On. Angelino Alfano, ha incontrato i militari del contingente italiano che operano nel Sud del Libano presso la base delle Nazioni Unite di Shama durante la sua visita istituzionale nel Paese dei Cedri”, ha annunciato con un comunicato stampa del 18 maggio scorso il Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna.

Accolto prima dal Comandante della Joint Task Force – Lebanon, gen Francesco Olla, e poi dal Comandante della MIBIL, la Missione Bilaterale Italiana in Libano, col Salvatore Paolo Radizza, il Ministro ha incontrato i militari del contingente, appartenenti alla brigata Granatieri di Sardegna.

La missione UNIFIL – ricorda il comunicato – sotto egida della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701, annovera, tra i suoi compiti principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, attraverso la funzione operativa di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC); il supporto da parte del contingente internazionale alle Forze Armate libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

La missione MIBIL, invece, presente in teatro operativo dal 25 febbraio 2015, ha lo scopo di coordinare e sviluppare, sia in Italia sia in Libano, le attività formative e addestrative a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF), con l’obiettivo di migliorare le loro capacità operative per l’assolvimento dei molteplici compiti istituzionali assegnati.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Esercito: al CME Puglia un accordo con il Parco Alta Murgia sulla gestione delle servitù militari nel rispetto di flora e fauna

Si è svolto venerdì 19 maggio, nella caserma “Domenico Picca”, sede del Comando Militare Esercito (CME) Puglia, a Bari, il tavolo tecnico tra Esercito ed Ente Nazionale del Parco dell’Alta Murgia, ha fatto sapere il CME Esercito con un comunicato stampa dello stesso giorno.

“Durante l’incontro – si apprende – è stato siglato un importante Protocollo d’Intesa per una gestione sinergica delle ‘Servitù Militari’ insistenti nel parco, nel rispetto dell’ambiente e della fauna locale”.

Firmatari dell’accordo il gen Mauro Prezioso, Comandante Territoriale dell’Esercito in Puglia, e il dott Fabio Modesti, Direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

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Fonte e foto: CME Puglia

CESIVA: storia e cultura rendono il sito militare un punto di riferimento per le scuole

È un protocollo di intesa del 2005, siglato tra il Centro di simulazione e validazione dell’Esercito (CESIVA) e il Comune di Civitavecchia, a dare la possibilità di visitare il patrimonio storico e culturale custodito all’interno del Centro militare di Civitavecchia.

La settimana scorsa altre due classi di studenti, per un totale di una sessantina, hanno potuto conoscere da vicino il patrimonio custodito al CESIVA: si apprende infatti nel dettaglio, da un comunicato stampa dello stesso Centro, che lunedì 11 e giovedì 15 maggio gli studenti alunni della Scuola primaria “Il mondo delle serenità” di Civitavecchia hanno fatto visita alla biblioteca, al museo storico e alle cisterne romane del Centro.

Sono oltre 100.000 i volumi di storia, letteratura, scienze naturali e applicate, geografia, lingue straniere, materie prettamente militari e libri attinenti a tante altre discipline, custoditi presso la biblioteca, compresi i quattro Incunaboli del 1400, i cinquantatré volumi del 1500 e i 95 del 1600.

Dalla biblioteca, le scolaresche hanno fatto visita al museo storico dove hanno potuto vedere il Sacrario e le tre sale nelle quali sono custoditi la memoria e i documenti di oltre 140 anni di storia. Il tour si è quindi concluso con la visita delle antiche cisterne romane.

Il sito, scoperto nel 1987 dall’archeologo civitavecchiese Ennio Brunori sulla base di piante e documenti della fine del XVII secolo, ricorda il CESIVA, si compone di un locale utilizzato per la misura di portata dell’acqua che immetteva, tramite due stretti e separati ingressi con scale di pietra, in due ampie cisterne ancora intatte, con monumentali archi e volte sostenuti da grandi pilastri.

“La visita si è infine conclusa con una foto ricordo, a sigillo di una giornata ricca di emozioni e nuove conoscenze”, chiude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: CESIVA

Alpini: accordo CaSMD-ANA per la rivalutazione del Museo Storico di Trento

Il progetto, fa sapere il Comando Truppe Alpine (COMALP), è stato illustrato al Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso, nel corso della 90^ adunata degli Alpini, e rappresenta un importante arricchimento per la rete museale trentina della quale il Museo entrerà a far parte.

Nel dettaglio, si apprende, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, e il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), ingegner Sebastiano Favero, hanno firmato a Treviso un protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione del Museo Storico degli Alpini di Trento, città che ospiterà l’Adunata del prossimo anno, ha fatto sapere il COMALP lo scorso 14 maggio con un comunicato stampa.

Il protocollo, elaborato dalla Direzione dei Lavori e del Demanio del Ministero della Difesa, definisce e disciplina tutte le attività da finalizzare per concretizzare le opere di ristrutturazione.

Si tratterà di “un restyling ambizioso – spiega il comunicato – frutto di una grande e significativa sinergia tra la Difesa e l’ANA – da sempre impegnata nel tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini – supportato anche da Comune e Provincia di Trento, che tra gli effetti principali vedrà un ampliamento della superficie espositiva ed una migliore razionalizzazione nel posizionamento dei numerosi reperti e cimeli custoditi”.

Il gen Graziano ha sottolineato che “Il rispetto delle tradizioni, dei nostri Caduti e del passato non è solo un dovere, bensì anche una forma per sviluppare il sistema sicurezza del nostro Paese […] se oggi le nostre Forze Armate sono tra le migliori del mondo e se la cooperazione con le forze di sicurezza permette all’Italia di essere presente nel mondo meritandone la stima, è proprio perché questo rispetto c’è ed è forte.”

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Fonte: COMALP

Foto: Museo Nazionale Alpini di Trento

Difesa: conclusa l’esercitazione joint and combined Mare Aperto

È terminata il 18 maggio l’esercitazione Mare Aperto, attività interforze e internazionale gestita dalla Marina Militare, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di ieri, 20 maggio.

L’esercitazione, iniziata l’8 maggio, si prefiggeva di testare e consolidare le capacità operative volte alle attività di tutela degli interessi nazionali ed europei, con particolare riferimento alla sicurezza marittima.

Unitamente alle unità navali della Marina, l’esercitazione, diretta dal Comandante in Capo della Squadra Navale a bordo di Nave Cavour, ha coinvolto 11 navi di Paesi, oltre ad assetti dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare, per un totale di oltre 5.600 uomini e donne, si apprende.

Dieci giorni intensi di attività a difficoltà crescente, prima, e scenario a partiti contrapposti dopo, hanno caratterizzato l’evento addestrativo che, nella fase tattica, dal 14 al 18 maggio, ha visto le componenti navale, sommergibilista, aerea, anfibia della Squadra Navale confrontarsi in uno scenario di crisi internazionale.

È stato sviluppato l’addestramento nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa antiaerea, antisommergibile, antinave e anfibia.

“Inoltre -sottolinea il comunicato stampa – è stata particolarmente curata la Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare – un pacchetto di forze di Esercito e Marina, dedicato prioritariamente alle operazioni anfibie – anche con l’imbarco di due elicotteri di attacco AW 129 “Mangusta” su Nave Garibaldi ed è continuato l’addestramento congiunto con i velivoli dell’Aeronautica Militare”.

La piena integrazione con gli assetti aerei è stata dimostrata dal primo rifornimento in volo tra gli AV-8B della Marina e il tanker KC 767 dell’Aeronautica, oltre che dalla prima integrazione operativa del CAEW dell’Aeronautica e del P72 della Marina.

Nella fase tattica, il dispositivo aeronavale si è addestrato a gestire una situazione di crisi in ambiente non permissivo, con presenza di minaccia tanto convenzionale quanto asimmetrica, e con la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra.

Lo scenario creato per l’esercitazione ha riproposto tutti gli elementi delle moderne operazioni militari: dalle regole d’ingaggio alle implicazioni strategico-militari, al rapporto con i media.

“Lo sviluppo dello scenario – spiega lo stato maggiore della Difesa – si è avvalso, in un’ottica di inter-agenzia, della presenza a bordo di un gruppo di studenti della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli, che hanno partecipato all’esercitazione in qualità di political advisor e legal advisor, nonché come giornalisti della stampa simulata (simpress)”.

“I lusinghieri risultati conseguiti hanno dimostrato, ancora una volta, il carattere intrinseco di ogni odierna attività militare e l’alto livello di interoperabilità raggiunto con i partner europei e della NATO”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: Difesa

Strade Sicure: telefonata personale del CaSME gen Errico ai militari feriti

In seguito all’aggressione subita nella serata di ieri, 18 maggio, all’interno della Stazione Centrale di Milano durante le attività nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, i militari accoltellati sono stati contattati direttamente dal Capo di stato maggiore dell’Esercito, gen Danilo Errico.

In particolare, il comunicato stampa dell’Esercito riferisce che “Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, appresa la notizia del ferimento di due militari dell’Esercito nella Stazione Centrale di Milano nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, ha immediatamente contattato i due soldati, che hanno risposto di persona al telefono comunicando di essere in buone condizioni fisiche e di aver già informato i propri familiari. Il Generale Errico augura una pronta guarigione ai due militari e al poliziotto ferito”.

Secondo quanto riportato stamane dall’Ansa, che cita la Questura di Milano, “sono ancora ricoverati, coscienti e sotto osservazione, l’agente della Polfer e il militare semplice dell’Esercito accoltellati da un ventenne nella serata di ieri in Stazione Centrale a Milano, mentre un caporale maggiore è stato dimesso con prognosi di sette giorni”.

Il feritore, arrestato per tentato omicidio, è un ventenne italiano, di madre italiana e padre magrebino, specifica l’agenzia di stampa.

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Fonte: Esercito; Ansa

Foto d’archivio: Esercito

Grande Guerra: il CME Puglia inaugura la mostra dell’Esercito a Terlizzi, in provincia di Bari

È stata inaugurata ieri mattina, 18 maggio, la mostra itinerante dello Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico dal titolo “La grande Guerra a Terlizzi. Fede e valore”, curata dal Comando Militare Esercito (CME) Puglia, con il patrocinio del Comune di Terlizzi. È lo stesso CME Puglia a darne notizia con un comunicato stampa del 18 maggio.

La mostra è stata realizzata al fine di raccontare tramite pannelli, cartoline e cimeli d’epoca i tragici avvenimenti della Grande Guerra ed è inserita nell’ambito delle manifestazioni commemorative dell’anniversario del Centenario del primo grande conflitto mondiale (1914-1918), ospitata nei prestigiosi locali della pinacoteca comunale ‘Michele De Napoli’.

L’esposizione, costituita da roll-up dello Stato Maggiore dell’Esercito, contiene oltre a  uniformi, copricapi ed elmetti d’epoca e stampe, messi generosamente a disposizione dai collezionisti privati Franco Tria e Piero Violante, anche una collezione esclusiva di 36 cartoline litografiche, nate da bozzetti che Tommaso Cascella realizzò traendo ispirazione dalla sua esperienza di corrispondente di guerra per la rivista “La Grande Illustrazione”.

L’evento inaugurale ha avuto luogo nella mattinata di ieri con il contributo musicale della Banda della brigata meccanizzata Pinerolo, alla presenza del Comandante Territoriale dell’Esercito in Puglia, gen Mauro Prezioso, del Sindaco di Terlizzi, Nicola Gemmato, delle autorità religiose, civili e militari e di una folta rappresentanza di studenti di ogni ordine e grado appartenenti agli istituti scolastici presenti in città.

Durante la conferenza illustrativa della mostra, fa sapere il CME Puglia, “il gen Prezioso ha evidenziato che l’obiettivo dell’esposizione è quello di riportare alla luce i sentimenti di umanità e le speranze di quanti, senza distinzioni di classe sociale e culturale, pugnarono, sacrificando la loro vita, a difesa della nostra Italia”.

Da parte sua il Sindaco, ringraziando l’Esercito per la sinergia instaurata, ha espresso viva soddisfazione per l’impegno profuso.

La mostra resterà aperta tutti i giorni fino a giovedì 25 maggio.

L’ingresso, in Corso Dante n.8, è libero e gratuito nei seguenti orari 9-13, 17-21.30.

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Fonte e foto: CME Puglia

Sector West, UNIFIL: visita del Mine Action Support Group (MASG), l’amb Lambertini sulla Blue Line dai Lancieri di Montebello

Si è conclusa ieri, 17 maggio, nella base italiana delle Nazioni Unite a Shama, Libano meridionale, la visita della delegazione del Mine Action Support Group (MASG) guidata dall’Ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante della missione permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite in New York.

È il Sector West (SW) di UNIFIL a darne notizia con un comunicato stampa odierno.

Il MASG ha come obiettivo il coordinamento dei programmi nazionali tesi a promuovere le attività di sminamento e prevenzione alla minaccia degli ordigni attraverso il supporto finanziario e informativo, spiega il comunicato.

Dal gennaio 2016 la presidenza di tale organo, a rotazione biennale, è italiana.

In due giorni di visita la delegazione ha avuto occasione di conoscere attraverso un briefing informativo, a cura del Comandante della Joint Task Force – Lebanon, gen Francesco Olla, le attività che quotidianamente svolge il contingente italiano finalizzate allo sminamento di vaste aree nel Libano del Sud.

In particolare, la delegazione ha visitato la base avanzata “UN-P 1-31”, dove i militari italiani del reggimento Lancieri di Montebello (8°) svolgono quotidianamente il pattugliamento e il monitoraggio della Blue Line, la linea di demarcazione dettata dalle Nazioni Unite il 7 giugno del 2000, oltre a garantire la Force Protection alle unità del contingente internazionale di UNIFIL predisposte allo sminamento dell’area di confine, nel rispetto della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701 del 2006.

I militari dell’Operazione Leonte XXII, attualmente su base brigata Granatieri di Sardegna, hanno in questo ambito concluso recentemente un ciclo di attività informative a favore della popolazione locale, mirate ad accrescere la consapevolezza del pericolo che alcune aree rappresentano e il comportamento da adottare in caso di ritrovamento di una mina.

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Fonte e foto: SW UNIFIL