Forze Armate

TAAC-W: meeting tra vertici Difesa Afghanistan e Comando di Resolute Support nel primo mese di attività della Taurinense

Una serie di incontri tra i vertici della Difesa afgani e delegati della missione a guida NATO Resolute Support (RS) in Afghanistan ha avuto luogo nei giorni scorsi presso la base italiana di Camp Arena, a Herat, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) attualmente su base brigata alpina Taurinense alla guida del gen Massimo Biagini.

Più in dettaglio, si apprende da un comunicato stampa del TAAC-W, la serie di meeting, o “shure”, ha visto coinvolti i delegati del Ministero della Difesa afgano e del Comando di Resolute Support di Kabul sul tema della sicurezza nella regione e del potenziamento delle capacità del 207° Corpo d’Armata dell’Afghan National Army (ANA) di stanza nella regione di Herat.

L’assemblea, presieduta dal Comandante del TAAC W, gen Biagini, ha consentito un fattivo e collaborativo confronto tra il Comandante del 207° Corpo d’Armata, la delegazione del comando RS di Kabul e la delegazione del Ministero della Difesa afgano, focalizzando l’attenzione sugli aspetti tattico-operativi evidenziati dagli advisor della Taurinense durante il primo mese di responsabilità in Afghanistan.

Nel corso dell’assemblea si è analizzata nel dettaglio la situazione specifica di ogni distretto, in merito alla presenza di fazioni criminali e di cellule terroristiche, e di come le diverse forze di sicurezza afgane stiano operando per stabilizzarle efficacemente.

“Al termine dell’incontro – specifica il comunicato del TAAC-W – i rappresentanti del Ministero della Difesa afgano hanno espresso grande soddisfazione e gratitudine al Comando del TAAC West per il lavoro svolto finora e in programmazione nel prossimo futuro, impostando un efficace piano di azione comune e condiviso per implementare le capacità operative del 207° Corpo d’Armata, nel pieno rispetto della missione di Resolute Support”.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

AVES, campagna antincendio: 13 lanci e oltre 30mila litri d’acqua per il Chinook che affianca la Protezione Civile tra Monterotondo e il Perugino

Da domenica 9 luglio, fa sapere l’Aviazione Esercito (AVES) con un comunicato stampa odierno, l’Esercito sta fornendo il proprio supporto alla flotta aerea dello Stato, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, con un elicottero CH-47, meglio conosciuto come Chinook.

L’attività si colloca nell’ambito della annuale campagna di lotta agli incendi boschivi (link articoli in calce).

Nella mattina di ieri 10 luglio, spiega l’AVES, un elicottero è stato impegnato per più di due ore di volo per circoscrivere un fronte già domato in località San Giovanni del Pantano, in provincia di Perugia, effettuando 6 lanci per un totale di circa 30mila litri d’acqua.

Al termine di questa attività lo stesso CH47, nelle prime ore del pomeriggio, è stato dirottato su un nuovo focolaio sviluppatosi in località Monterotondo, a Roma, dove dopo circa un’ora di attività “sul fuoco” sono stati condotti 7 lanci d’acqua: la vicinanza del fiume Tevere ha ridotto notevolmente i tempi di caricamento dell’acqua, agevolando l’intervento.

Il fronte del fuoco, peraltro molto vicino al centro abitato, è stato domato solo nel tardo pomeriggio, quando, dopo il rientro per rifornimento sulla base di Viterbo, l’elicottero è tornato sull’incendio per altre due ore di attività.

“Continua pertanto serrata la cooperazione con il Dipartimento della Protezione Civile, che negli ultimi anni ha visto impegnati numerosi assetti di volo della Forza Armata in diverse località, sia dell’Italia peninsulare che della Sardegna e della Sicilia”, conclude il comunicato stampa dell’AVES.

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Fonte e foto: AVES

Scuola Sottufficiali: gli allievi marescialli del 18° Lealtà al Museo della Motorizzazione Militare a Roma

Sabato 8 luglio, scorso, fa sapere un comunicato stampa della Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano di Viterbo, una delegazione di allievi marescialli del XVIII corso Lealtà, si è recata in visita al Museo Storico della Motorizzazione Militare a Roma.

L’attività si colloca nell’ambito delle iniziative dedicate all’approfondimento di tematiche storico-militari organizzate dalla Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Sorto nel 1955, il Museo, avendo come fine primario quello di raccogliere e conservare il materiale tecnico storico e custodire cimeli e ricordi delle gesta compiute in pace e in guerra, costituisce l’unica mostra esistente in Italia dei veicoli che hanno caratterizzato un secolo di Motorizzazione Militare, sottolinea la Scuola.

I mezzi conservati, alcuni rarissimi, oltre alla funzione che li ha identificati in passato, testimoniano le tappe di quella evoluzione tecnica e tecnologica del mezzo meccanico, che ha promosso la crescita della nostra società.

Nel complesso sono presenti più di trecento unità tra automobili e autocarri, civili e militari, d’epoca; sessanta tra mezzi cingolati, blindati e corazzati, e sessanta motocicli d’epoca.

Tra i sei padiglioni espositivi è da evidenziare quello intitolato alla “Medaglia d’Oro Arturo Mercanti”, dove si trovano la direzione, una biblioteca-archivio con dati e schede tecniche riferiti a molti mezzi a motore in affidamento all’Esercito, dalle origini ai nostri giorni, oltre a materiale fotografico, documentale, e una grande carta murale riportante la manovra dinamica attuata dal Generale Cadorna nel Trentino, nell’anno 1916, caratterizzata dal primo massiccio impiego del trasporto automobilistico.

Nel mese di luglio gli allievi marescialli del xviii corso Lealtà e del XIX corso Saldezza saranno impegnati, per tre settimane, nel ciclo di attività, finalizzate ad acquisire la necessaria capacità di operare secondo le procedure tecnico-tattiche di livello squadra e plotone, che saranno condotte nei poligoni e nelle aree addestrative laziali nell’ambito dell’Esercitazione Una Acies 2017.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali

Associazione Ampio Raggio: dai bambini di Scafati ai coetanei afgani, “grande storia di piccoli portatori di solidarietà”

Il 15 giugno scorso, a Scafati, in provincia di Salerno, un evento di solidarietà del II Circolo didattico di Scafati e dell’Associazione Ampio Raggio ha visto protagonisti i bambini italiani a favore dei coetanei afgani.

L’iniziativa della Maestra Giulia Infante, che ha unito bambini di diverse classi, ha consentito di poter tutti insieme raccogliere materiale didattico per i piccoli coetanei dell’Afghanistan, al fine di “portare un segnale tangibile di quanta umanità i figli dell’amato sud, sanno dare”.

“I bambini con gioia e amore hanno raccolto e impacchettato numerose scatole contenenti quaderni, penne, matite, colori e li hanno donati all’Associazione che provvederà a farli giungere in teatro afgano e si occuperà della distribuzione a scuole e orfanotrofi”, spiega la stessa Associazione Ampio Raggio.

L’idea di poter lenire le sofferenze dei piccoli bambini afgani e partecipare al progetto “Ponte della Solidarietà Italia Afghanistan” è venuta alla Maestra Giulia poco dopo aver visto la presentazione del progetto tenuta in data 4 novembre 2016 nella Biblioteca Morlicchio di Scafati, si apprende, ed è subito stata accolta con entusiasmo dalla Preside, professoressa Anna Cristiana Pentone.

L’Associazione Ampio Raggio, già operativa in Afghanistan attraverso gli uomini del reggimento Logistico Garibaldi, comandati dal col Stefano Capriglione, ha lanciato in data 4 novembre il progetto “Ponte della Solidarietà Italia Afghanistan”, che ha ricevuto il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Scafati, dell’Accademia Bonifaciana e del CSV di Napoli.

Tale progetto si sta svolgendo in questi mesi in sinergia con enti, istituzioni, associazioni e gruppi di Protezione Civile in tutto il territorio italiano, fa sapere l’Associazione, e sta già consegnando le donazioni del materiale raccolto nel corso dei mesi scorsi.

Le fasce deboli della popolazione, in particolare donne e bambini, sono da sempre un punto di riferimento per l’Associazione Ampio Raggio, le cui azioni a sfondo umanitario, soprattutto in ambito internazionale, servono a “donare momenti di serenità e felicità ai bambini, vittime senza colpa degli eventi bellici che li circondano e li coinvolgono in un turbinio di degrado, povertà e morte”.

La preside del II Circolo Didattico di Scafati, professoressa Pentone, e la maestra Infante sono “certe di aver ancora una volta contribuito con i loro bambini a fornire ai piccoli fanciulli afgani un motivo in più per non sentirsi soli e abbandonati dalla fortuna della vita”.

L’Associazione Ampio Raggio rivolge un particolare ringraziamento al dott Rino Pauciulo, ufficiale medico del Corpo Militare della Croce Rossa, che ha voluto partecipare alla messa in opera del progetto, fornendo testimonianza di un “sogno realizzato”, una missione di pace che lo ha visto protagonista in territorio afgano.

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Fonte e foto: Ampio Raggio/Diego Del Regno

Marina, Soccorso Sommergibili: esercitazione dei GOS COMSUBIN nel Golfo di Taranto con Campana McCann

Al termine di un lungo periodo di preparazione alle immersioni profonde, fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa, Nave Anteo ha concluso il 6 luglio scorso un importante momento addestrativo nell’ambito della capacità del Soccorso Sommergibili.

Sul fondale del Golfo di Taranto, a una profondità di circa 50 metri, è stato portato in superficie un membro dell’equipaggio del sommergibile Romeo Romei attraverso la Campana di salvataggio McCann, il sistema di soccorso subacqueo più longevo della storia.

Questa esercitazione svolta nel golfo di Taranto con il Romeo Romei evidenzia la peculiarità della Marina Militare Italiana, unica nel contesto delle Marine del Mediterraneo.

L’attività segue quella recentemente condotta con la tecnica di immersione in saturazione dai Palombari di Comsubin sul relitto del sommergibile Sebastiano Veniero (link articolo in calce).

Le operazioni subacquee condotte durante questa esercitazione, “fortemente ostacolate dalle condizioni meteomarine avverse”, si legge nel comunicato, hanno confermato la capacità della Marina Militare di prestare soccorso ai sommergibili sinistrati, peculiarità unica nel contesto delle Marine del Mediterraneo.

Inoltre, l’attività svolta con il Gruppo Operativo Subacquei (GOS), vera e propria eccellenza italiana in campo subacqueo, riconosciuta anche all’estero, rientra nell’ambito delle molteplici capacità che la Marina Militare pone al servizio della collettività nell’ambiente marino.

Il GOS, ecco cos’è la componente subacquea del COMSUBIN (Comando Subacquei e Incursori, Raggruppamento Subacquei e Incursori Teseo Tesei) – fonte Marina Militare:

Gruppo Operativo Subacquei. Tutte le attività condotte negli ultimi anni dalla Marina Militare confermano il valore inestimabile della componente subacquea di Comsubin, vero e indiscusso centro di eccellenza per lo studio, la ricerca, la formazione e lo sviluppo delle capacità operative nel settore dell’immersione subacquea a quote più o meno profonde.

Con la tecnica delle immersioni in saturazione la Marina Militare può raggiungere la profondità di 250 metri, con escursioni fino a 300 metri, ma soprattutto può effettuare lavorazioni che richiedano tempi prolungati di esecuzione.

Si citano solo alcune tra le molteplici attività condotte di recente a favore della collettività e al servizio del Paese, dai Palombari della Marina e da nave Anteo:

  • neutralizzazione di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici in ambito marittimo nel corso del 2016;

  • recupero del relitto di un peschereccio a oltre 370 metri di profondità affondato al largo della Libia nell’aprile del 2015;

  • ricerca dei dispersi sul relitto del peschereccio Rosinella a oltre 60 metri di profondità a largo di Gaeta;

  • bonifica di due relitti carichi di residuati bellici inesplosi al largo di Savona;

  • ispezione al relitto del sommergibile Millo, affondato il 14 marzo del 1942, e giacente a 72 metri di profondità al largo delle coste calabre;

  • chiusura degli accessi al relitto del “Laura C” al largo delle coste calabre;

  • numerosi interventi a favore del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e del Ministero dello Sviluppo Economico per la sorveglianza e la tutela del patrimonio culturale sommerso e il controllo antinquinamento delle condotte sottomarine e delle piattaforme petrolifere.

Nave Anteo, l’unità al servizio del COMSUBIN:

Nave Anteo, consegnata alla Marina Militare il 31 luglio 1980, è la terza Unità che porta il nome di un’invincibile gigante della mitologia greca, figlio di Nettuno e della Terra.

L’Anteo, posto alle dipendenze del Gruppo Navale Speciale di Comsubin, è dotata di sofisticati equipaggiamenti e specifiche apparecchiature che consentono di svolgere lavorazioni subacquee di ogni genere, anche a notevoli profondità, nonché il soccorso e salvataggio a favore degli equipaggi dei sommergibili in avaria.

Tale Unità allarga notevolmente lo spettro di impiego dei Palombari della Marina permettendo loro di raggiungere, grazie all’utilizzo delle tecniche di immersione in intervento ed in saturazione, profondità operative superiori ai 250 metri, o di operare con apparecchiature e mezzi tecnologicamente avanzatissimi, quali il minisommergibile SRV-300 (Submarine Rescue Vehicle) e lo scafandro rigido articolato ADS (Atmospheric Diving System), una sofisticata armatura antropomorfa che permette all’operatore al suo interno di muoversi sott’acqua e lavorare fino a 300 mt di profondità.

Cos’è la Campana McCann, indispensabile per salvare i sommergibilisti:

La Campana McCann è stata utilizzata per la prima volta nella storia durante il salvataggio dell’equipaggio del USS Squalus affondato a 70 metri di profondità al largo di Portsmouth nel maggio del 1939, ed è oggi dotazione indispensabile di ogni Marina Militare che abbia la capacità di soccorrere i propri sommergibilisti.

Su Nave Anteo è condotta da due palombari che, attraverso un cavo di sospendita in acciaio, possono farla appontare sui portelli dei sommergibili fino a 121 metri di profondità, effettuando una particolare manovra chiamata “ventosa” che permette di metterla in equilibrio pressorio con l’interno del battello, accogliendo così 6 naufraghi per ogni corsa verso la superficie.

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Fonte e foto: Marina Militare

 

Il CaSMD gen Graziano all’ONU: necessario un approccio omnicomprensivo per le operazioni di peacekeeping

“Il carattere multidimensionale, incerto e transnazionale dell’attuale minaccia determina un rischio globale rispetto al quale nessun Paese può ritenersi immune“.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano, ha così iniziato la sua analisi sull’attuale scenario geopolitico internazionale durante la conferenza dei Capi di Stato Maggiore della Difesa presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

In particolare, il gen Graziano, su invito dell’ONU, è stato protagonista di un panel sulle sfide delle attuali e future operazioni di peacekeeping.

La complessità dell’attuale scenario comporta – come ha evidenziato il gen Graziano, così sottolinea il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa dello scorso 7 luglio – lo sviluppo di una risposta adeguata, e il ruolo delle organizzazioni internazionali è fondamentale.

Il gen Graziano, che è stato a capo della missione UNIFIL in Libano nei delicatissimi anni immediatamente successivi al conflitto del 2006 tra Israele ed Hezbollah, ha poi sottolineato l’importanza per le Nazioni Unite di avere la capacità di guidare in modo coordinato ed efficace la gestione delle attuali crisi.

Un importante accento, fa sapere il comunicato stampa, è stato posto dal Vertice militare italiano sulla necessità di un approccio onnicomprensivo per le operazioni di peacekeeping che tenga conto, fin dai più bassi livelli, di tutti gli strumenti di potere, diplomatico, informativo, militare ed economico, al fine di poter realmente coinvolgere sia le autorità locali sia quelle internazionali nel processo di ricostruzione e sviluppo delle aree che hanno subito il crollo statuale.

Il ruolo italiano nelle operazioni ONU è di primo piano: “il nostro Paese, infatti, è il primo contributore in termini di truppe tra i Paesi occidentali con una significativa partecipazione alle operazioni in Libano e in Mali, conclude il comunicato stampa della Difesa.

Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Sanità Militare: a Milano sinergia tra Esercito e ASST, l’assessore Gallera al Dipartimento Militare di Medicina Legale

Il Poliambulatorio di Milano via Saint Bon ha ricevuto la visita, il 15 giugno scorso, dell’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, avv Giulio Gallera, a conferma della sinergia esistente tra i medici dell’Esercito Italiano e il Sistema Sanitario Regionale.

Il poliambulatorio di via Saint Bon dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Nord Milano è infatti situato all’interno del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Milano (DMML-MI) e, grazie a una convenzione stipulata nel 2014 tra Difesa Servizi e l’Azienda Sanitaria milanese, rappresenta, come già evidenziato dallo stesso Assessore, un esempio della sinergia esistente a Milano tra Sistema Sanitario Regionale e Sanità Militare.

È lo stesso DMML-MI a renderlo noto, sottolineando la piena e finora inedita collaborazione tra professionisti dell’ASST Nord con medici dell’Esercito Italiano nello svolgere attività specialistica e chirurgica ambulatoriale per i cittadini milanesi afferenti alla struttura.

Fonte e foto: DMML-MI

Sector West, UNIFIL: ricordo del ten Millevoi, nel 1993 in Somalia “vestiva lo stesso elmetto, foulard, basco dei soldati sulla Blue Line oggi”

Si è svolta il 2 luglio scorso, nella base di Shama, in Libano, l’inaugurazione di una lapide in ricordo della Medaglia d’Oro al Valor Militare, tenente Andrea Millevoi, deceduto il 2 luglio del 1993 durante la missione Ibis (missione UNOSOM II) come casco blu in Somalia, ha fatto sapere il Sector West di UNIFIL con un comunicato del 3 luglio scorso.

E proprio al ten Millevoi è dedicata la sede del Comando del contingente italiano in Libano.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della Joint Task Force Lebanon (JTF-L), gen Francesco Olla, hanno partecipato i genitori dell’ufficiale caduto.

A seguito dell’inaugurazione dell’opera, la guida spirituale del contingente italiano, don Salvatore Lazzara, ha celebrato una messa in commemorazione del sacrificio dell’ufficiale della brigata Granatieri di Sardegna, attualmente impiegata nella Terra dei Cedri con l’Operazione Leonte XXI.

Il gen Olla, durante il suo discorso, ha affermato: “In qualità di Comandante della JTF-L Sector West, nell’ambito del quale opera ITALBATT su base Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), reparto a cui apparteneva il Tenente Millevoi decorato del più alto riconoscimento al valor militare, ringrazio particolarmente i Signori Millevoi per la loro partecipazione, a dimostrazione della vicinanza delle Forze Armate alle famiglie dei nostri militari di ieri, oggi e domani, impiegati nelle missioni di pace nel mondo”.

Il Comandante ha poi proseguito ricordando che “Andrea vestiva, ventiquattro anni fa, lo stesso elmetto, lo stesso foulard e lo stesso basco di colore blu con cui oggi i nostri soldati pattugliano la Blue Line e operano nel Sud del Libano per garantire quella stabilità necessaria a una regione martoriata da decenni di conflitti. Tutto ciò ci riempie di orgoglio e ci impone di volgere il nostro sguardo, durante il nostro diuturno operare, verso i nostri eroi.”

Le Forze Armate Italiane, da più di sessanta anni, sono tra le prime, in termini numerici e di tipologia d’impiego, a dare il proprio contributo di pace nelle Nazioni Unite, sottolinea il comunicato stampa.

In particolare, oggi, sono più di mille i peacekeeper italiani nel Sud del Libano impiegati nella missione UNIFIL e rappresentano il secondo contingente più numeroso solo dopo quello indonesiano.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

 

 

Scuola Sottufficiali: il 19° Saldezza completa il corso di combattimento corpo a corpo MCM

“Gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza, nell’ambito delle attività addestrative pianificate per l’Esercitazione Una Acies 2017, hanno svolto lezioni di perfezionamento di Metodo di Combattimento Militare (MCM), disciplina già avviata in fase basica durante il primo anno accademico presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito, fa sapere un comunicato stampa del 5 luglio dello stesso Istituto di formazione.

Il metodo MCM è un sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative militari.

Più in dettaglio si tratta di una disciplina studiata al fine di garantire al militare, completamente equipaggiato, la sopravvivenza sul campo di battaglia, senza l’impiego delle armi da fuoco.

Le lezioni offrono ai futuri istruttori una formazione completa, sia sulle discipline da combattimento che sui traumi e sulla psicologia del combattente.

Sviluppato su mandato dello stato maggiore dell’Esercito da parte di un Gruppo di progetto su base 187° reggimento Paracadutisti, l’MCM utilizza tecniche mutuate da altri sistemi di combattimento militari impiegati da Forze Armate di altri paesi e da arti marziali e sport di combattimento.

Dal 2014 è diventato ufficialmente il sistema di combattimento corpo a corpo della Forza Armata.

Nel mese di luglio gli Allievi Marescialli del XVIII corso Lealtà e del XIX corso Saldezza saranno impegnati, per tre settimane, nel ciclo di attività, finalizzate ad acquisire la necessaria capacità di operare secondo le procedure tecnico-tattiche di livello squadra e plotone, che saranno condotte nei poligoni e nelle aree addestrative laziali nell’ambito dell’Esercitazione Una Acies 2017.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Strade Sicure: i militari del Raggruppamento Campania sul versante ovest del Vesuvio in supporto all’area colpita dall’incendio

“Un devastante incendio che ha avvolto il versante ovest del Vesuvio ha impegnato per tutta la giornata di ieri e fino a tarda sera quattro pattuglie dell’Esercito per supportare i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine nelle operazioni di spegnimento e nella tutela dell’incolumità delle popolazioni interessate”.

È un comunicato stampa del Raggruppamento Campania, personale e mezzi dell’Esercito Italiano impiegati nell’ambito dell’operazione Strade Sicure Terra dei Fuochi, a darne notizia oggi, 6 luglio.

“In particolare – si apprende – i militari dell’Esercito, presenti nel territorio di Ercolano già da una settimana nell’ambito dell’operazione Strade Sicure-Terra dei Fuochi, hanno potuto fornire immediato supporto per garantire la viabilità e consentire il deflusso dei bus dei turisti. Attività che si è rivelata di particolare rilevanza per agevolare anche e soprattutto i mezzi di soccorso”.

Le pattuglie dell’Esercito hanno affiancato le squadre dei Vigili del Fuoco presenti sul posto e assistito alcuni civili evacuati dalle abitazioni e dai ristoranti, per la seria minaccia dell’incendio ormai prossimo a zone abitate.

In particolare, fa sapere il raggruppamento Campania, è stata messa in salvo una famiglia la cui casa era stata raggiunta dalle fiamme.

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Le pattuglie dell’Esercito hanno poi assistito una trentina di persone evacuate, fornendo acqua e integratori salini per persone particolarmente disidratate.

Una volta arginate le fiamme, i militari sono stati impegnati a lungo in capillari ricognizioni lungo la Strada Statale Vesuviana per segnalare ulteriori focolai divampati.

Attraverso una presenza costante e capillare, i militari dell’Operazione Strade Sicure presidiano il territorio ed i siti sensibili indicati dalle Prefetture per aumentare il livello di sicurezza dei cittadini e per garantire l’incolumità della popolazione.

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Fonte e foto: Raggruppamento Campania Esercito Italiano