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Forze Armate in scala: il bombardiere medio FIAT BR 20 Cicogna

By Mithra

Il soggetto dell’articolo di questa settimana rappresenta un altro velivolo storico che ha prestato servizio con i colori della Regia Aeronautica: il bombardiere medio FIAT B.R. 20 Cicogna.

L’aereo, come i caccia C.R. 32 e C.R. 42, è stato uno dei prodotti di elevata qualità che la FIAT ha saputo realizzare negli anni ’30, grazie all’opera di uno dei suoi più illustri e prolifici progettisti, l’Ingegnere Celestino Rosatelli.

Forse meno famoso e meno conosciuto rispetto agli altri citati modelli, il B.R. 20 condivide, però, con questi due aerei lo stesso destino; un progetto concettualmente innovativo e brillante ma, purtroppo, di effimera durata, perché travolto da un progresso tecnico-tattico al quale sia l’industria e sia vertici militari nazionali non sono stati in condizione di formulare risposte e soluzioni adeguate.

Il B.R. 20 viene sviluppato a cavallo della metà degli anni ’30, a seguito di una precisa esigenza di dotare l’Aeronautica di un bombardiere medio di concezione moderna, in grado di portare un carico bellico utile elevato e con un esteso raggio di autonomia.

Il progetto che la FIAT propone, e che risulterà selezionato, è quello di un monoplano interamente di costruzione metallica con superfici con rivestimento misto (duralluminio e tela – novità assoluta nel mondo aeronautico del tempo) che adotta una serie di caratteristiche tecniche innovative per il settore aeronautico nazionale: è un monoplano con ala bassa, con doppia deriva di coda, è un bimotore, ha il carrello retrattile a scomparsa nelle gondole dei motori, possiede un armamento difensivo adeguato sistemato in torrette girevoli, il suo carico bellico è alloggiato verticalmente nella stiva.

Sviluppato in tempi ristretti il B.R. 20 si rivela un ottimo areo, estremamente moderno per gli standard del periodo, che dà buona prova delle sue caratteristiche tecnico – tattiche durante l’impiego operativo sia nella Guerra di Spagna, nelle fila dell’Aviazione Legionaria, sia nelle operazioni condotte dal Giappone durante la guerra con la Cina.

In relazione a tali successi l’aereo, introdotto in servizio nella Regia Aeronautica nell’ultimo periodo degli anni ’30 con grande entusiasmo, costituirà la spina dorsale delle unità da Bombardamento Medio, nella fase iniziale del Secondo Conflitto Mondiale.

Purtroppo, come accennato precedentemente, la difficoltà dei vertici militari nel discostarsi da una visione operativa rigida e poco sensibile ad analisi di ampio respiro (il profeta del concetto del dual use non era ancora nato al tempo!!!) coniugata all’improvviso ictus della creatività, che sembra aver colpito la nostra industria nell’immediato anteguerra, hanno avuto come conseguenza che la Cicogna mostrasse rapidamente i segni del tempo.

Le prestazioni, divenute modeste in riferimento agli standard tecnici in continua evoluzione, la mancanza di soluzioni qualificanti per migliorare il progetto (le varianti principali introdotte in linea riguardavano esclusivamente una revisione del posizionamento della parte anteriore, dell’armamento di bordo e poco altro), le elevate perdite subite dalle unità e la disponibilità di apparecchi differenti e dalle migliori prestazioni, determinarono il progressivo ritiro della Cicogna dalla prima linea, relegando l’aereo a ruoli di secondo piano e per l’addestramento degli equipaggi.

In definitiva il B.R. 20 è stato un ottimo velivolo dalle caratteristiche tecniche notevoli al momento della sua introduzione in servizio, ma essendo il frutto di un progetto pensato e realizzato con scarsa sensibilità nei riguardi dell’evoluzione vertiginosa della tecnologia, si è dimostrato obsoleto nel giro di pochissimi anni. Insomma nulla di nuovo nel panorama nazionale!!!!

Non perdiamoci in altre considerazioni scioviniste e passiamo a esaminare il modello.

Questa volta abbiamo un vero e proprio pezzo vintage, in quanto si tratta di una edizione limitata prodotta dalla Italeri in scala 1/72 (cod. 0103, prezzo che varia tra i 20 e i 25 Euro) che qualche anno fa ha rimesso sul mercato la Cicogna con le stampate della sua prima edizione anni ’70.

Quando l’ho vista non ho potuto resistere e l’ho acquistata immediatamente.

Tutto di questo modello ha un sapore rétro: l’art box, la confezione e l’imballaggio, le stampate prodotte con una plastica giallina e quasi croccante – se mi si passa il termine non tecnico – in quanto dura e difficile da trattare, la rivettatura in rilievo e la pannellatura in positivo, la rusticità dei dettagli del cockpit e degli interni in generale e l’assoluta mancanza di fotoincisioni o parti in resina! È stato un tuffo nella mia infanzia modellistica!!!!!!

Aprendo la scatola abbiamo di fronte quattro stampate di cui tre di plastica colore giallo senape (con tante abbondanti sbavature e segni di estrattori…che generano subito emozioni perdute) e una di plastica trasparente (le vetrature riprodotte sono spesse alle volte come colli di bottiglia) che comprendono anche il piedistallo per l’esposizione del modello, un foglio di decal (dire essenziale è riduttivo, quindi senza le decine di noiosissimi stencil e minuscole scritte che siamo abituati ad avere nei modelli di oggi) e infine un libretto di istruzioni sintetico e, quasi, criptico (è richiesto un certo sforzo di immaginazione e una buona dose di creatività per interpretare alcuni passaggi) la cui chicca è costituita dalle indicazioni per la verniciatura (il sistema identificativo definito dal Federal Standard non è considerato affidabile e si preferisce sostituirlo con nomi più semplici e con disegni!!!!).

Per l’assemblaggio (fortunatamente possiamo ricorrere, invece, allo sviluppo tecnico che ha permesso di rinunciare alla limetta da unghie della mamma e al tagliabalsa di vecchia memoria) dobbiamo fare un po’ di lavoro extra per dare un po’ di respiro al dettaglio spartano del modello originale.

Dopo qualche ora di lavoro, l’impiego di stucco, di listelli di evergreen in abbondanza e il ricorso alle meraviglie nascoste nella scatola degli avanzi, il prodotto è risultato non del tutto malvagio (direi quasi agréable).

Ho deciso di lasciare inalterati sia la rivettatura sia la pannellatura, tanto per sottolineare il fascino vintage.

Le restanti fasi dell’assemblaggio scorrono via senza particolari problemi. Notevole è il perfetto incastro delle ali alla fusoliera e dei piani di coda che non richiedono stuccatura alcuna, motori e carrello sono molto spartani ma non necessitano di interventi speciali.

Un discorso a parte meritano i trasparenti. Un certo disallineamento si riscontra nell’assemblaggio del muso, comprensivo dell’installazione dell’arma e, soprattutto, nella capote del posto di pilotaggio. Nulla di trascendentale che un po’ di pazienza e molta lima e stucco non possano correggere.

L’unico grosso problema è dato dallo spessore dei trasparenti che rende difficile apprezzare il lavoro di upgrade dell’abitacolo e della postazione del puntatore.

La versione scelta è quella di un B.R. 20 M (M per modificato in quanto rappresenta la versione migliorata con alcune minori modifiche nella struttura e, nel particolare, un nuovo profilo del muso con una differente installazione dell’armamento).

La livrea invece, è quella di una Cicogna del 4° Sqn. BT, dell’11° Gr. BT, 13° Stormo BT operante nell’ambito del C.A.I. (Corpo Aereo Italiano: formazione della Regia Aeronautica che partecipò alle fasi finali della cosiddetta Battaglia di Inghilterra – spedizione sfortunata e non annoverabile tra i successi!!!) di base in Belgio sul finire del 1940.

Cosa dire a conclusione? Il modello dichiara apertamente i suoi anni e qui risiede il suo fascino.

In un mondo dove oramai la ricerca del “superiperdettaglio” ha raggiunto livelli sicuramente patologici e dove fotoincisioni e aftermarket in resina consentono di avere riproduzioni più fedeli dell’originale stesso, un modello di questo tipo consente di fare un tuffo nel passato e di trascorrere qualche ora serena senza assilli di performance da concorso!

Assemblato così dalla scatola (lo so, Out Of the Box farebbe più fino, ma in questo caso siamo di fronte a un prodotto totalmente autarchico …quindi ci siamo capiti lo stesso!!!) il B.R. 20 che si ottiene è un onesto e simpatico modellino.

Volendo ci si può sbizzarrire e si può stravolgere il kit con un totale restyling: interni, cockpit, motori, carrello, armamento, rivettatura e pannellatura sono sicuramente settori che meriterebbero attenzione, e chi ne ha voglia trarrebbe enorme soddisfazione.

In sintesi, un buon modello per un weekend di serenità (dopo aver assolto tutti gli obblighi del fine settimana: spesa, partita dei figli e lavoretti domestici!!) onesto nella sua versione vintage, che ci consente di aggiungere alla nostra collezione un aereo che ha avuto un posto importante nel nostro panorama azzurro, sicuramente all’avanguardia al momento della sua introduzione in servizio, anche se ha dovuto cedere il passo a una tecnologia incalzante che gli ha tolto il palcoscenico di miglior bombardiere medio solo dopo pochi anni dalla sua progettazione.

Mithra

Scuola di Fanteria: la Festa dell’Arma a Cesano alla presenza di oltre 500 studenti

Alla presenza di circa 500 alunni delle scuole primarie di Cesano di Roma Formello, Olgiata e Anguillara, di Autorità militari, civili e religiose e di numerose altre rappresentanze civili, il Gen. B. Giuseppe Faraglia, unitamente a tutto il personale del prestigioso Istituto di Formazione, ha celebrato la ricorrenza dell’Arma della Fanteria, fa sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa di oggi, 24 maggio.

Alla celebrazione, legata all’anniversario dell’entrata dell’Italia nella guerra del 1915-18, è stato dato un tono ridotto in doveroso ricordo del C.le Magg.Ca. Nicola Palmieri, Graduato in forza all’Istituto deceduto per cause naturali lo scorso 16 maggio e ricordato nelle parole del Gen. Faraglia.

La giornata ha visto protagoniste soprattutto le scolaresche, impegnate in varie attività di visita finalizzate a fornire uno spaccato delle attività quotidiane della Scuola e a familiarizzare in maniera spontanea con alcuni aspetti del mondo militare.

Alcuni studenti hanno avuto la possibilità di cimentarsi in attività pratiche elementari dal “sapore di avventura”, scrive la Scuola, come l’attraversamento del ponte tibetano e la salita sulla parete di roccia artificiale, attività che sono servite a sottolineare alcuni tra i principi etici ispiratori della vita di un soldato.

La parte formale ha visto lo svolgimento di una sobria cerimonia militare dove il Comandante della Scuola di Fanteria, nel corso della sua allocuzione, ha evidenziato il ruolo fondamentale che svolge l’Istituto nella formazione etico-valoriale e tecnico-professionale dei giovani della Forza Armata e, indirettamente, dei futuri quadri della nostra società.

“Le forze armate di un Paese libero e democratico si riconoscono nell’operare con tenacia per il bene comune difendendo con trasparenza, determinazione e fedeltà di intenti libertà, pace e giustizia contrastando con efficacia e coraggio chi minaccia il nostro vivere civile e la pacifica convivenza dei popoli”, sottolinea il comunicato.

L’Arma di Fanteria rappresenta da sempre l’immagine stessa degli eserciti.

Oggi i Reggimenti dell’Arma di Fanteria e delle sue specialità – Granatieri, Bersaglieri, Alpini, Paracadutisti e Lagunari – “sono più che mai consci di più di dover garantire, con il loro operato fatto di competenza e umanità, il sostegno e la protezione ai diritti fondamentali dei popoli sia in Italia che all’estero”, sottolinea la Scuola.

Il Gen. Faraglia ha infine sottolineato come nel campo della collaborazione civile militare l’obiettivo della Scuola di Fanteria sia quello di consolidare e migliorare la sinergia positiva con la Comunità, le rappresentanze e le Autorità locali così che la presenza della Scuola possa diventare un valore aggiunto per la realtà che la circonda a tutti i livelli.

Fonte e foto: Scuola di Fanteria

COMLOG Esercito: a 103 anni dalla Battaglia degli Altipiani il TRAMAT resta l’arma logistica per eccellenza

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha presenziato ieri mattina, 23 maggio, a Roma, alla celebrazione del 103° anniversario della Battaglia degli Altipiani e Festa dell’Arma dei Trasporti e Materiali (TRAMAT), “Arma logistica per eccellenza dell’Esercito”, ricorda il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito con una nota stampa di ieri.

Alla cerimonia, svoltasi presso il Comando dei Supporti Logistici, alla presenza delle Bandiera di guerra dell’Arma dei Trasporti e Materiali, dell’11° Reggimento Trasporti Flaminia, del Reggimento di Manovra Interforze e dell’8° Reggimento Trasporti Casilina e del Gonfalone di Roma Capitale, sono intervenuti il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, il Capo dell’Arma dei Trasporti e Materiali, Maggior Generale Gerardo Restaino, e il Comandante dei Trasporti e Materiali, Maggior Generale Arnaldo Della Sala, oltre a numerose alte Autorità militari, civili e religiose.

Presenti anche il medagliere dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia e i labari e gli stendardi delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Le celebrazioni sono iniziate con la deposizione di una corona al monumento degli Autieri caduti alla presenza delle autorità civili e militari. Inoltre, sono stati proiettati filmati d’epoca riportanti l’evoluzione dei mezzi e dei materiali impiegati dall’Esercito nelle diverse epoche storiche.

La ricorrenza è legata alla Battaglia degli Altipiani, che nel maggio 1916 consentì di arrestare le truppe austro-ungariche proiettate verso la pianura veneta allo scopo di aggirare il dispositivo difensivo italiano. La manovra ebbe successo anche grazie al contributo degli Autieri, che seppero trasferire in brevissimo tempo dal Fronte dell’Isonzo a quello degli Altipiani migliaia di soldati e materiali.

Al termine della cerimonia, si apprende dalla nota, alcune unità dell’Arma TRAMAT hanno condotto una dimostrazione pratica che ha evidenziato come l’Esercito, grazie alla capacità dual-use delle proprie unità, oltre all’impiego nelle operazioni sul territorio nazionale e all’estero, è una risorsa preziosa del Paese in grado di fornire, tempestivamente e con efficacia supporto alla popolazione in caso di pubblica calamità e di soccorso.

In particolare, l’esercitazione si è sviluppata attraverso l’allestimento di un posto smistamento feriti e distribuzione carburanti speditivi e di un assetto di gestione dei servizi aeroportuali.

Oggi, l’Arma dei Trasporti e Materiali assicura il sostegno alle Unità della Forza Armata in tutte le attività operative e addestrative, in Patria e all’estero.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

 

Sicurezza, SSSD Tofalo oggi al Cybersecurity Summit 2019 di Milano e domani a Monaco per ministeriale Eurofighter

“In campo Cyber la Difesa è tra i Dicasteri più avanti in termini di tecnologia e soprattutto di professionalità specializzate, ha dichiarato il Sottosegretario di Stato (SSSD) alla Difesa Angelo Tofalo al Cybersecurity Summit 2019 in corso oggi, 22 maggio, a Milano.

“Stiamo lavorando per far sì che, all’interno dell’architettura Cyber della Difesa, il Comparto diventi sempre più adeguato ad affrontare la minaccia e sempre più resiliente. Stiamo creando un modello virtuoso per metterlo a disposizione di tutta la Pubblica Amministrazione”, ha quindi proseguito il Sottosegretario, come riporta un comunicato odierno del suo addetto stampa.

Nel suo intervento il sottosegretario Tofalo evidenzia che “per aumentare la sicurezza del Sistema Paese è necessario intervenire a 360 gradi dando una forte spinta ai modelli formativi con nuove proposte di metodologie e di programmi, investendo quindi in formazione e informazione e defiscalizzando i costi della sicurezza cibernetica per i privati, istituzionalizzando i processi di sicurezza”.

Al Summit, organizzato da The Innovation Group, erano presenti rappresentanti di grandi e piccole aziende, del mondo accademico e delle Istituzioni, si legge dal comunicato: “Ciò ha permesso – ha concluso Tofalo – di fare il punto sull’odierno stato di maturità della sicurezza cibernetica del Paese, analizzato le nuove minacce, condiviso esperienze per creare ambienti sempre più sicuri”.

Il Sottosegretario Tofalo domani sarà a Monaco per il meeting ministeriale Eurofighter assieme ai colleghi di Spagna, Regno Unito e Germania, si apprende.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Savoia Cavalleria: brevetto polacco per i cavalieri paracadutisti nella Immediate Response 2019

Nei giorni scorsi il reggimento Savoia Cavalleria (3°) ha partecipato a una importante attività addestrativa tra Polonia e Slovenia, la “Immediate Response 2019”, distaccando un plotone esplorante all’interno del 6th Batalion Powietrznodesantow (Sesto Battaglione aviotrasportato) della 6th Brygada Powietrznodesantowa (Sesta Brigata aviotrasportata) dell’esercito della Repubblica di Polonia.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 21 maggio lo stesso Reggimento.

L’esercitazione si è caratterizzata per un ampio impiego di forze che ha visto la cooperazione delle forze armate statunitensi, italiane e polacche.

Una prima fase di amalgama, con le unità alleate, è stata condotta presso le località di Gliwice e successivamente a Cracovia, sede della 6° Brigata aviotrasportata polacca, dove i cavalieri della Brigata Folgore, lanciandosi sul deserto di Bledowska, hanno conseguito il brevetto militare di paracadutismo polacco.

Il plotone, alle dirette dipendenze dell’unità polacca, ha ricevuto il compito di attaccare e distruggere obiettivi conducendo un’inserzione con aviolancio, presso l’area addestrativa di Murska Sobota (Slovenia), riordinamento e movimento sul campo di circa 5 km, spiega il Savoia Cavalleria nel comunicato.

Il compito affidato è stato giudicato dal Comandante di Battaglione di importanza decisiva per la successiva presa dell’aviosuperficie, perché necessaria a distogliere l’attenzione dalla simultanea manovra della 2^ compagnia polacca.

La preparazione dei cavalieri paracadutisti e l’assoluta determinazione dimostrata hanno permesso di portare a termine con successo tutte le attività affidate, diventando punto di riferimento per la prosecuzione delle attività da parte del comando alleato.

L’esercitazione si è dimostrata fondamentale per addestrare e perfezionare le capacità di pianificazione, l’iniziativa e l’autonomia decisionale tanto dei Comandanti a ogni livello quanto del singolo cavaliere paracadutista.

“Il personale del Savoia Cavalleria ha avuto, ancora una volta, la possibilità di potersi confrontare con una unità straniera avio-portata, incrementando le proprie capacità di cooperazione in ambito internazionale. Il suo impiego, in linea con le peculiarità della Cavalleria, ma sulla scorta delle nuove possibilità date dalla specialità paracadutista, accresce il potenziale espresso dall’intera Brigata Folgore per i futuri scenari, anche in ambiente multinazionale”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: rgt Savoia Cavalleria (3°)

Scuola di Applicazione: 20 anni in Kosovo, con i generali Del Vecchio, Fungo e Cuoci relatori del seminario

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, 20 maggio, nell’aula magna di Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, un seminario sulla missione in Kosovo (KFOR). Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso Comando.

La missione KFOR è un’operazione di peacekeeping, a cui i soldati italiani stanno contribuendo a partire dal 1999.

Relatori del seminario sono stati tre ex Comandanti della missione: il Generale Mauro Del Vecchio, primo Comandante del contingente italiano; il Generale Giovanni Fungo, Comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito e ventunesimo comandante di KFOR, e il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e ventiduesimo Comandante del contingente in Kossovo.

Moderatori dell’evento, si apprende, il Colonnello Franco Di Santo, vicecapo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, e il professor Giovanni Cerino Badone, docente di storia militare. Gli Ufficiali Generali hanno raccontato le loro esperienze, sia personali che di Comandanti in terra kosovara, ai giovani ufficiali della Scuola di Applicazione.

Dopo una accurata e precisa ricostruzione storica degli eventi che portarono all’intervento italiano e una puntuale descrizione dello svolgimento della missione da parte del professor Cerino Badone e del Colonnello di Santo, i relatori hanno raccontato la loro esperienza arricchendo il dibattito con aneddoti e particolari poco noti ai più.

Molte e variegate sono state poi le domande da parte della platea. Si è spaziato dalla visione dell’opinione pubblica italiana sulla partecipazione alla missione, alle problematiche logistiche e di comando con un Esercito che alla fine degli anni Novanta sperimentava ancora il passaggio dal servizio di leva al soldato professionista.

Lo stesso Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, Gen Cuoci, nel ringraziare gli illustri relatori, ha sottolineato l’importanza per la formazione dei giovani ufficiali della scuola di far proprie le esperienze di chi li ha preceduti e di quanto sia fondamentale la conoscenza della storia recente di un paese per la comprensione delle complesse dinamiche politiche, religiose e sociali e riuscire così a operare al meglio come soldati in terra straniera.          

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

++ANNULLATA++ COMFOPSUD: oggi la firma dei Ministri Trenta e Bonafede per la cessione di immobili della Difesa

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede firmano oggi, lunedì 20 maggio, a Napoli, un protocollo d’intesa per la cessione di immobili dal Ministero della Difesa a quello della Giustizia. 

È il Comando delle Forze Operative Sud (COMFOPSUD) a darne notizia.

“Il protocollo – si apprende nel dettaglio – è stato concertato per individuare aree militari inutilizzate dalla Difesa, ove possano essere realizzati nuovi istituti penitenziari, così da migliorare la nota situazione di sovraffollamento delle carceri italiane e consentire l’attuazione del piano di riequilibrio territoriale del sistema penitenziario nazionale”.

La firma del protocollo avverrà alle ore 15 a Palazzo Salerno.

Fonte: COMFOPSUD

Foto: difesa.it; penitanziaria.it

CME Puglia: alla Race for the Cure 2019 con la Pinerolo e l’ANPdI di Bari

Una squadra organizzata dal Comando Militare Esercito (CME) Puglia, in sinergia con la Brigata Meccanizzata Pinerolo e l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia sezione di Bari, ha partecipato all’edizione 2019 della Race fo the Cure, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri lo stesso CME Puglia.

La tradizionale gara, organizzata dalla “Susan Komen Italia” per la lotta ai tumori del seno, è iniziata con una festosa competizione tra formazioni musicali militari dove le bande, della Brigata Meccanizzata Pinerolo e del Comando Scuole della 3^ Regione Aerea, hanno duellato a suon di musica, eseguendo brani della tradizione militare, popolare e pop, scrive il CME Puglia.

I vincitori della gara podistica competitiva di 5 Km hanno visto, anche quest’anno, primeggiare gli atleti dell’Esercito, Caporal Maggiore Capo Scelto Giovanni Auciello, del 7° Reggimento Bersaglieri, e il Caporal Maggiore Capo Vincenzo Trentadue, del 9° Reggimento Fanteria Bari, classificatosi al primo e al quinto posto.

“Un’occasione unica per rafforzare l’indissolubile rapporto tra Esercito e società e confermare il ruolo dell’Esercito quale risorsa per il Paese, difatti poniamo particolare attenzione alla partecipazione ad attività sportive, soprattutto quando esse hanno un risvolto di tipo sociale come nella Race [for the Cure]”, ha sottolineato il Generale di Brigata Giorgio Rainò, Comandante territoriale dell’Esercito in Puglia, evidenziando l’importanza che lo sport riveste per la Forza Armata non solo per i lusinghieri risultati ottenuti in campo nazionale e internazionale dai suoi atleti, ma come indispensabile veicolo per il mantenimento delle capacità operative del personale militare.

Un successo a tutto campo che ha visto tra i premiati il Generale Rainò, a cui è stata consegnata una targa di riconoscenza da parte della “Susan Komen Italia” per l’attiva e sentita partecipazione dell’Esercito ad un’attività dall’alto valore sociale e benefico.

Ma anche per quest’anno, si apprende dal CME Puglia, Special Guest della manifestazione è stata la mascotte dell’Esercito, Lupetto Vittorio, che per la gioia dei più piccoli ha fatto bella mostra di sé nel villaggio rosa.

L’organizzazione e l’adesione ad attività finalizzate alla divulgazione dello sport consolida l’impegno dell’Esercito nella diffusione dei fondamentali valori etici e di solidarietà insiti nella Forza Armata, restando coerente con il suo slogan: “Noi ci siamo sempre- e di più insieme” anche nel sociale, conclude il comunicato.

Fonte e foto: CME Puglia

 

Scuola di Applicazione: concluso il 144° corso di Stato Maggiore con il nuovo PDP ITA 2018

Si è concluso nella mattinata del 17 maggio scorso, a Torino, nella sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, il 144° corso di Stato Maggiore, ha fatto sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa di oggi.

I 162 capitani dell’Esercito Italiano, tra di loro 13 donne e 3 ufficiali stranieri giunti da Brasile, Egitto e Slovenia, provenienti da tutte le aree di impiego – operativa, logistica, territoriale, scolastica e infrastrutturale – hanno seguito il corso su più moduli formativi.

In tale ambito si sono cimentati con il nuovo PDP ITA 2018 (Processo Decisionale di Pianificazione), si apprende, alternando la loro formazione tra una fase comune tecnico-professionale e una specialistica relativa a tutte le Armi e Corpi della Forza Armata.

Contestualmente, si sono esercitati con lo svolgimento di un Esercitazione Posto Comando e di Esercitazioni quadri sviluppate su entrambi gli scenari, sia quello CRO (Crisis Response Operations) e sia quello “War”, con un particolare focus su quest’ultimo.

A integrare queste attività, spiega il comunicato, c’è stato per tutti un aggiornamento linguistico della lingua inglese, capacità fondamentale per meglio operare in un contesto multinazionale, con in più una serie di lezioni di storia militare.

I Capitani hanno infine concluso il 144° Corso di Stato Maggiore con un esame pratico a connotazione interdisciplinare sulla condotta di attività operative riferite a scenari diversi, abilitandosi così a operare negli staff di unità italiane e multinazionali, in operazioni condotte sul territorio nazionale e all’estero.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito