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COMSUBIN, consegna brevetti incursori GOI: in 12 entrano nelle Forze Speciali e ricevono il basco verde

Domani, 18 gennaio 2019, alle 12.30, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2018, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa del 15 gennaio.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori, fa sapere il comunicato.

Il corso è caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri.

I neoincursori riceveranno, in occasione della cerimonia, l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare.

Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica – spiega la Marina –  con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori (GOI), il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo”.

Si può diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando concorsuale – e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it alla sezione “Concorsi”.

Programma cerimonia (fonte Marina Militare):

dalle 11.45 alle 12.20 – Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa

12.30 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN

12.35 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia

13.15 Termine della cerimonia

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” – utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1° novembre 1918) – sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.

Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elisabeth, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 Dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche tattiche operative.

Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili.

Tra questi:

  • operazioni di Contro-Terrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • attacco da sotto la superfice del mare a unità navale e mercantili in porto o alla fonda con l’impiego di diversi sistemi d’arma;
  • raid contro obiettivi lungo la costa o in profondità entro la fascia dei 40 Km dalla costa con proiezione dal mare;
  • condotta di missioni di raccolta informativa e/o di supporto al fuoco aereo e navale in territorio ostile con metodi di avvicinamento occulti;
  • attività di assistenza militare a favore di forze armate di paesi terzi;
  • concorso con le unità di sicurezza nazionali nelle operazioni di Contro-Terrorismo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo con la lotta al terrorismo nazionale e internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale. Dall’11 Settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera Araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015), Operazione Inherent Resolve

Libano (in corso), operazione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano)

Antartide (in corso), a supporto della XXXIV Spedizione Italiana organizzata dall’Enea

Fonte e foto d’archivio: Marina Militare

Decesso del Primo Maresciallo Verde: il messaggio di cordoglio del CaSMM amm Girardelli

“Nel pomeriggio di oggi [ieri, 16 gennaio, ndr], a causa della complicazione delle condizioni cliniche generali, i medici dell’ospedale civile di Taranto hanno purtroppo constatato il decesso del primo maresciallo Gioacchino Verde, sottufficiale della Marina Militare.

Il maresciallo Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un incidente occorso sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo durante la fase di ormeggio dell’unità Navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, per il quale sono attualmente in corso gli accertamenti sulle cause.

Prontamente soccorso dal personale medico di bordo, il sottufficiale era stato successivamente trasportato in condizioni molto gravi presso la struttura SS Annunziata di Taranto dove i sanitari si sono prodigati per tenerlo in vita.

Il primo maresciallo Verde, al suo 36esimo anno di servizio, aveva una encomiabile carriera militare alle spalle ed era stimato da tutti, come testimoniano i numerosi messaggi di vicinanza pervenuti in questi giorni alla Forza Armata.

Lascia la moglie, Anna, il figlio, Giuseppe e la figlia Giada.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, esprime alla famiglia del primo maresciallo Gioacchino Verde il cordoglio suo personale e del grande equipaggio della Marina Militare”.

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Il messaggio di cordoglio del CaSMD gen Vecciarelli in Paola Casoli il Blog

Il messaggio di cordoglio del SSSD on Tofalo in Paola Casoli il Blog

Fonte: Marina Militare

Decesso Primo Maresciallo Verde: il SSSD on Tofalo esprime cordoglio e vicinanza

Appresa la notizia del decesso oggi, 16 gennaio, del Primo Maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, colpito da un cavo in fase di ormeggio della fregata Bergamini nella Stazione Navale Mar Grande di Taranto lo scorso 12 gennaio, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha rilasciato questo messaggio:

“Purtroppo, Gioacchino non ce l’ha fatta! Il nostro Primo Maresciallo nostromo Verde della Marina Militare ha lottato fino alla fine e oggi se n’è andato. Lunedì durante la mia visita a Taranto, in compagnia del Capo di Stato Maggiore della Marina Amm Girardelli, ho incontrato i suoi familiari e li ho stretti in un forte abbraccio. Abbiamo tutti sperato fino all’ultimo. Ho appreso con grande dispiacere questa triste notizia. Profondamente addolorato, esprimo le mie più sentite condoglianze e vicinanza alla famiglia, ai colleghi, a tutte le donne e gli uomini della grande famiglia della Marina Militare. La moglie, i figli e tutti i parenti di Gioacchino potranno contare sul supporto di tutti noi e della Difesa! Non sarete mai più soli”.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa: il cordoglio del CaSMD gen Vecciarelli per il decesso del Primo Maresciallo Gioacchino Verde

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli – scrive oggi lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa – appresa la triste notizia del decesso del Primo Maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, ha espresso ai familiari del militare e al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale”.

Il Primo Maresciallo Verde, colpito dalla rottura accidentale di un cavo, era rimasto ferito lo scorso 12 gennaio presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, durante la manovra di ormeggio della fregata Bergamini, ricorda la Difesa.

“Il sottufficiale, ricoverato subito dopo l’incidente presso l’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, è deceduto dopo essere stato sottoposto nei giorni scorsi ad un lungo e delicato intervento chirurgico. Sono ancora in corso accertamenti per fare luce sulle cause dell’incidente, conclude il comunicato.

Fonte: PI SMD

Foto: noinotizie.it

Prima Parthica, OIR Iraq: la protezione dei beni culturali nei corsi dei Carabinieri della Police TF

Si sono da poco conclusi, tra Baghdad ed Erbil, in Iraq, alcuni corsi di Cultural Heritage Protection (CHP) condotti dal personale dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force Iraq, inquadrati nel Contingente militare italiano dell’Operazione Prima Parthica, nell’ambito della missione internazionale Inherent Resolve (OIR).

È lo stesso contingente impiegato in Prima Parthica a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 14 gennaio.

Dall’Italia, Paese presente in Iraq dal 2003 (Baghdad – Nassyria), è giunto personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale, reparto noto per le specifiche attività di protezione e recupero di beni culturali sia in Italia che all’estero, si apprende.

Nel 2018 il personale della Task Force Unite For Heritage – U4H, anche conosciuta come Caschi Blu della Cultura, ha condotto in Iraq 15 corsi addestrativi formando oltre 400 unità provenienti dalle forze di polizia e di sicurezza locali e da uffici e dipartimenti civili che si occupano della specifica materia.

A Erbil, riferisce più in dettaglio il comunicato, dal 2016 sono stati svolti 7 corsi di protezione del patrimonio culturale, ospitati da vari dipartimenti del Ministero degli Interni, della Polizia Regionale e di altre istituzioni pubbliche, quali l’Università Saladdhin o l’Istituto iracheno per la Conservazione delle Antichità e del Patrimonio Culturale.

Alle attività addestrative, articolate su due settimane per un totale di 10 giornate di lezione, hanno partecipato oltre 25 donne, alcune delle quali già impiegate nelle strutture pubbliche dedicate al patrimonio culturale ovvero presso i dipartimenti universitari interessati.

Come dimostrato in occasione delle cerimonie di fine corso, nelle quali sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai partecipanti, le personalità locali e internazionali intervenute hanno manifestato un grandissimo interesse nei confronti di queste importanti attività addestrative, manifestando i più sentiti ringraziamenti all’Italia e alle sue diverse componenti schierate nell’ambito di questa missione.

Nel corso delle lezioni, fa sapere il comunicato stampa, sono stati illustrati e discussi temi quali le norme sulla circolazione internazionale dei beni culturali (esportazione illegale e contrabbando), le convenzioni e gli accordi transnazionali che sanciscono le modalità di restituzione al Paese di origine, le normative nazionali circa il divieto di scavi archeologici senza autorizzazione, l’obbligo di denuncia di rinvenimento, i princìpi fondanti del concetto di patrimonio culturale nazionale e mondiale e le modalità di assistenza investigativa.

Fonte e foto: Op Prima Parthica/ Italian National Contingent Command Land, Erbil (Iraq)

Battisti in Italia, il Sottosegretario Difesa on Tofalo: “un impegno che il Governo ha mantenuto”

Catturato l’ex terrorista Cesare Battisti. I prossimi brindisi li farà dietro le sbarre!”, scrive su Facebook il Sottosegretario alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, comunica il suo addetto alla comunicazione.

“Oggi [13 gennaio, ndr] il mio pensiero va ai familiari di Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna, uccisi dal criminale e terrorista pluriassassino Cesare Battisti e per chi, come Alberto Torregiani, sopravvissuto, porta sul proprio corpo i segni indelebili di un’inaudita violenza.”

“Dico grazie – prosegue il messaggio del SSSD – a Voi per la pazienza e la fiducia che avete mantenuto nelle Istituzioni. Finalmente attraverso la collaborazione del Governo italiano con Paesi amici, Cesare Battisti verrà ricondotto in Italia per scontare la sua pena per i crimini commessi”.

E aggiunge: “Un impegno che il Governo ha mantenuto. Un dovere che avevamo nei confronti di tutte le vittime e i parenti. L’arresto di Cesare Battisti forse non rappresenterà la ‘guarigione’ completa di una ferita alla democrazia per troppo tempo rimasta aperta, ma certamente ne allevierà il dolore perché giustizia è stata fatta.”

Così conclude il sottosegretario Tofalo: “Li citerei uno per uno per nome e cognome ma per ovvi motivi non posso e allora un grazie di cuore a tutti gli uomini e le donne che in assoluto silenzio hanno lavorato in perfetta armonia per ottenere questo grande risultato, all’Interpol, alla Polizia di Stato, all’AISE e ai Servizi segreti italiani tutti. Grazie agli apparati dello Stato che hanno lavorato in modo straordinario e in simbiosi per portare a termine questa importante operazione.”

Battisti sta per atterrare all’aeroporto di Roma Ciampino. Nelle foto Flightradar la traccia di quello che potrebbe essere il volo che sta riportando il pluriassassino in Italia.

Fonti e foto: Cap Massimiliano Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa On Angelo Tofalo; Ansa; Flightradar; Jetphotos; Twitter

 

COMLOG, cambio del Comandante di Commissariato dell’Esercito: al gen Aiuti subentra il gen Pascali

Venerdì scorso, 11 gennaio, il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, alla presenza della Bandiera del Corpo di Commissariato dell’Esercito, ha presieduto la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Comandante di Commissariato tra il Maggior Generale Marco Aiuti, cedente, e il Brigadier Generale Rodolfo Pascali, subentrante.

Alla cerimonia, svoltasi presso la Caserma Emilio Bianchi, sede del Comando Logistico dell’Esercito, sono intervenuti il Comandante dei Trasporti e Materiali, il Comandante di Sanità e Veterinaria, il Comandante Tecnico, il Direttore del Policlinico Militare di Roma e il Capo Nucleo Ispettivo Centrale unitamente ad alcune autorità civili e militari e rappresentanti dell’Associazione Nazionale Commissariato Militare con il rispettivo Medagliere, ha fatto sapere il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) con una nota stampa dell’11 gennaio.

Nel suo discorso il gen Figliuolo ha espresso gratitudine al gen Aiuti, rimarcando le altissime qualità morali che, accompagnate alla competenza e alla capacità professionale, hanno caratterizzato il suo operato durante il mandato.

L’autorità ha poi rivolto gli auguri per il nuovo incarico al gen Pascali esortandolo a continuare, con condotta fervida e determinata, a potenziare l’azione del Comando di Commissariato affinché sia sempre più un’organizzazione solida e coesa, efficiente e innovativa, in quell’indispensabile e vitale funzione di sostegno alla Forza Armata.

Il Comando di Commissariato è un comando intermedio dell’area del Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG), con alle dipendenze gli Enti esecutivi dello specifico settore deputati alla gestione dei rifornimenti e del mantenimento; concorre, inoltre, all’elaborazione delle esigenze di approvvigionamento, allo sviluppo delle attività di ricerca e sperimentazione, di certificazione e controllo di qualità nei processi di acquisizione dei materiali di Forza Armata.

Fonte e foto: COMLOG

La Marina ha dato l’addio a nave Mitilo e nave Prometeo, dismesse a oltre 40 anni dal varo

Con la fine del 2018 l’ex dragamine litoraneo Mitilo e il rimorchiatore d’altura Prometeo sono stati radiati dal quadro del naviglio militare dello Stato, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 2 gennaio la Marina Militare.

Nave Mitilo, varata l’8 giugno 1957, è stata impiegata prevalentemente per attività di pattugliamento e bonifica da minacce subacquee all’ingresso dei porti. Nell’ultima fase della sua vita operativa, assieme alle altre unità della classe Aragosta, è stata periodicamente dislocata a Livorno, al fine di poter garantire le esigenze formative dei giovani allievi ufficiali dell’Accademia Navale nel corso delle uscite in mare finalizzate all’acquisizione delle prime nozioni di manovra di una unità navale.

Nave Prometeo, appartenente alla classe Atlante, è stata concepita come rimorchiatore d’altura sia per il soccorso in mare che per l’impiego antincendio. Varata nel 1975 presso i cantieri navali Visentini di Donata (RO), e consegnata alla Marina Militare l’anno successivo, ha operato nelle sedi di Napoli, Messina e Augusta.

Nel mese di ottobre 2017, rispettivamente nelle sedi di Augusta e di La Spezia, le due unità navali hanno concluso la loro attività operativa con la rituale cerimonia solenne dell’Ultimo Ammaina Bandiera, alla presenza della popolazione e delle autorità militari e civili locali e ora, contestualmente alla radiazione, le navi assumeranno la denominazione di “galleggianti” per la successiva attività di alienazione.

“Anche queste radiazioni – scrive la Marina – concorrono al processo di ridimensionamento della Squadra Navale per il progressivo invecchiamento delle unità che hanno maturato una vita media prossima o superiore ai 30 anni”.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Nave Mitilo

Al termine del secondo conflitto mondiale, la Marina Militare si impegnò nel pattugliamento e nella bonifica da eventuali minacce subacquee, ivi compresa anche quella derivante dalla guerra di mine.

Lo Stato Maggiore della Marina costruì un numero elevato di navi con dimensioni contenute e costi ridotti, aventi scafi interamente in legno e tecnologie per certi versi molto simili a quelle di una nave da pesca e, non meno importante, con un grado d’autonomia tale da garantire l’impiego lungo tutto il litorale nazionale o, meglio ancora, in quella che sarebbe diventata la futura zona economica esclusiva.

Fu così che, agli inizi degli anni ’50, iniziò la costruzione dei Dragamine Magnetici Litoranei Tipo M.S.I. (Inshore Minesweeper) classe Arsella, (divenuta poi classe Aragosta), raggruppati sotto un unico Comando denominato 74^ Squadriglia Dragamine con sede prima a La Spezia poi a Messina e in ultimo di nuovo a La Spezia.

Nave Mitilo prese vita da questo progetto, fu impostata il 7 marzo del ‘56 presso il Cantiere Picchiotti di Viareggio e varata l’8 giugno del 1957. La Marina Militare la ebbe in consegna l’11 luglio dello stesso anno e la iscrisse quale “Dragamine litorale” tipo M.S.I. (Inshore Minesweeper) con il seguente distintivo ottico “M 5459”.

Entro maggio dell’anno successivo furono terminate le prove di fine garanzia e il corso di dragaggio. Da tale data l’Unità gravitò nel bacino del Mar Tirreno svolgendo attività d’addestramento, reale e di pattugliamento. Negli anni della sua vita operativa l’Unità è stata dislocata nelle sedi di La Spezia, Napoli, Gaeta, Castellammare di Stabia, Augusta e La Maddalena.

Nave Prometeo

Costruita presso il Cantiere Visentini–Donada, la nave presenta un equipaggio di 25 marinai. Grazie al suo apparato motore (2 D Grandi Motori Trieste BL-230-8 M) è in grado di sviluppare una potenza di 2.760 HP (1.963 kW), velocità massima di 13,5 nodi e una autonomia di 4.000 miglia nautiche alla velocità di 12 nodi.

Fonte e foto: Marina Militare

Airbus: dalla startup statunitense Moxy la conferma di un ordine per 60 A220-300

“Il vettore startup statunitense denominato ‘Moxy’ ha firmato un ordine fermo con Airbus per l’acquisto di 60 A220-300, fa sapere con un comunicato stampa del 3 gennaio la stessa Airbus via HHRA.

Moxy è il nuovo vettore guidato da David Neeleman, uno degli imprenditori più innovativi del settore e fondatore di JetBlue Airways.

Oltre a JetBlue, Neeleman ha fondato anche Azul Brazilian Airlines ed è l’investitore che in TAP Air Portugal controlla il piano di rinnovamento, si apprende in dettaglio.

I piani per il vettore low-cost Moxy sono stati svelati al Farnborough International Air Show lo scorso luglio, ricorda il comunicato stampa.

“L’A220-300 è l’aeromobile giusto per una nuova compagnia aerea che sarà focalizzata sul servizio e la soddisfazione dei passeggeri”, ha dichiarato Neeleman. “Con un basso costo operativo e una cabina spaziosa, l’A220 ci consentirà di offrire ai passeggeri tariffe più basse insieme a un’esperienza di volo confortevole e di alta qualità. La capacità dell’A220 di operare proficuamente in mercati sottovalutati e su un ampio spettro di distanze è unica”.

“Moxy ha gli occhi puntati sul futuro, quindi non posso pensare a un aeromobile migliore da introdurre nella loro flotta rispetto all’A220″, ha affermato Christian Scherer, Chief Commercial Officer di Airbus. “Riteniamo che l’A220 sia davvero il futuro di questo segmento di mercato: il passeggero che volerà con questo aeromobile, saprà dal momento stesso in cui metterà piede a bordo che sta sperimentando il meglio che il nostro settore ha da offrire”.

L’ordine è stato completato l’ultima settimana di dicembre. Airbus produrrà l’A220-300 nel nuovo centro di assemblaggio statunitense di Mobile, in Alabama. La costruzione dell’impianto, che sarà adiacente all’attuale impianto di assemblaggio dell’A320, inizierà entro questo mese.

L’A220 è l’unico aeromobile progettato per il mercato degli aeromobili da 100 a 150 posti; offre un’efficienza senza pari in termini di consumi di carburante e il comfort di un widebody in un aeromobile a corridoio singolo. L’A220 unisce aerodinamica all’avanguardia, materiali avanzati e motori turbofan di ultima generazione PW1500G di Pratt & Whitney, in grado di offrire una riduzione dei consumi di carburante del 20% per poltrona rispetto agli aeromobili di generazioni precedenti. Con un’autonomia fino a 3.200 mn (5.020 km), l’A220 offre le prestazioni di un aeromobile a corridoio singolo più grande.

“Con un portafoglio ordini di oltre 500 aeromobili ad oggi, l’A220 possiede tutte le credenziali per fare la parte del leone nel mercato degli aeromobili da 100 a 150 posti che, si stima, sarà costituito da almeno 7.000 aeromobili nell’arco dei prossimi 20 anni”, conclude il comunicato stampa.

Airbus è leader a livello mondiale nel campo dell’aeronautica, dello spazio e dei relativi servizi. Nel 2017 ha registrato ricavi per 59 miliardi di euro rideterminati ai sensi dell’IFRS 15 con una forza lavoro di circa 129.000 persone. Airbus offre la gamma di aeromobili di linea più completa sul mercato, con capacità fra i 100 e gli oltre 600 posti. Airbus è inoltre un leader europeo nel mercato degli aeromobili per il rifornimento in volo, da combattimento, per trasporto e missioni ed è al primo posto in Europa e tra i leader a livello mondiale nell’industria spaziale. Airbus offre inoltre la gamma di elicotteri civili e militari più efficiente al mondo.

Fonte e foto: Airbus via HHRA

Airbus: sono 60 gli A220-300 ordinati da JetBlue Airways

JetBlue Airways ha firmato un ordine per 60 Airbus A220-300, il modello più grande della nuova Famiglia A220, leader del settore”, si apprende dal comunicato stampa del 3 gennaio scorso di Airbus via HHRA.

“Ci stiamo avvicinando al nostro 20° anniversario e l’efficiente Famiglia A220, con la sua notevole gamma e gli importanti aspetti economici, insieme alle eccezionali prestazioni della nostra attuale flotta di Airbus A321 e di A320 rinnovati, contribuirà a garantire la migliore esperienza di bordo ai clienti e a raggiungere i nostri obiettivi finanziari a lungo termine, mentre continuiamo la nostra crescita metodica verso il futuro”, ha dichiarato Robin Hayes, Chief Executive Officer di JetBlue.

L’attuale flotta Airbus di JetBlue comprende 193 aeromobili A320 e A321ceo operanti, ai quali si aggiungono altri 85 aeromobili A321neo già ordinati.

“JetBlue ha dimostrato che efficienza economica e prodotti di alta qualità non sono in contrapposizione”, ha dichiarato Christian Scherer, Chief Commercial Officer di Airbus.

“La loro scelta dell’A220 dimostra che questo aeromobile soddisfa questi due criteri meglio di qualsiasi alternativa nel suo segmento. Grazie a JetBlue e congratulazioni per questa significativa pietra miliare nella vostra crescita”, ha chiosato Scherer.

L’ordine è stato completato l’ultima settimana di dicembre.

Airbus produrrà l’A220-300 nel nuovo centro di assemblaggio statunitense di Mobile, in Alabama. La costruzione dell’impianto, che sarà adiacente all’attuale impianto di assemblaggio dell’A320, inizierà entro questo mese.

L’A220 è l’unico aeromobile progettato per il mercato degli aeromobili da 100 a 150 posti; offre un’efficienza senza pari in termini di consumi di carburante e il comfort di un widebody in un aeromobile a corridoio singolo.

L’A220 unisce aerodinamica all’avanguardia, materiali avanzati e motori turbofan di ultima generazione PW1500G di Pratt & Whitney, in grado di offrire una riduzione dei consumi di carburante del 20% per poltrona rispetto agli aeromobili di generazioni precedenti.

Con un’autonomia fino a 3.200 mn (5.020 km), l’A220 offre le prestazioni di un aeromobile a corridoio singolo più grande.

Con un portafoglio ordini di oltre 500 aeromobili ad oggi, l’A220 possiede tutte le credenziali per fare la parte del leone nel mercato degli aeromobili da 100 a 150 posti che, si stima, sarà costituito da almeno 7.000 aeromobili nell’arco dei prossimi 20 anni.

Airbus è leader a livello mondiale nel campo dell’aeronautica, dello spazio e dei relativi servizi. Nel 2017 ha registrato ricavi per 59 miliardi di euro rideterminati ai sensi dell’IFRS 15 con una forza lavoro di circa 129.000 persone. Airbus offre la gamma di aeromobili di linea più completa sul mercato, con capacità fra i 100 e gli oltre 600 posti.

Airbus, conclude il comunicato, è inoltre un leader europeo nel mercato degli aeromobili per il rifornimento in volo, da combattimento, per trasporto e missioni ed è al primo posto in Europa e tra i leader a livello mondiale nell’industria spaziale.

Airbus offre inoltre la gamma di elicotteri civili e militari più efficiente al mondo.

Fonte e foto: Airbus via HHRA