brigata San Marco

Marina, Mare Aperto 2018: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri in uno scenario realistico, coinvolti anche fucilieri del San Marco e Lagunari

Ha preso avvio ieri, 8 ottobre, l’attività addestrativa avanzata Mare Aperto 2018, che impegnerà il personale della Marina Militare nel Mediterraneo Centrale fino al prossimo 12 ottobre.

La Mare Aperto 2018 è il secondo evento addestrativo complesso dell’anno della Marina Militare Italiana, condotto dal Comandante in Capo della Squadra Navale per garantire elevata prontezza operativa del personale della Forza Armata al servizio del Paese.

Gli assetti coinvolti, ha fatto sapere la Marina con un comunicato stampa di ieri, 8 ottobre, sono: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri delle forze aeree della Marina Militare Italiana, che opereranno in uno scenario molto realistico, svolgendo attività a connotazione anche interforze e internazionale, visto il coinvolgimento di alcuni reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, di un plotone di Marines dello United States Marine Corps, di un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti, di velivoli statunitensi per il pattugliamento marittimo e di una nave della Marina francese.

In questo periodo opererà un’aliquota di fucilieri della brigata Marina San Marco e una del reggimento Lagunari Serenissima.

La Mare Aperto, esercitazione mirata all’addestramento avanzato della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, è infatti finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità e integrazione delle forze nazionali e NATO, sempre più necessari per assicurare la difesa degli interessi nazionali, rafforzando in particolar modo la sorveglianza nella vasta area del Mediterraneo per la sicurezza della dimensione marittima comune dell’Italia, dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica.

L’addestramento congiunto verrà condotto con l’obiettivo di addestrare gli equipaggi delle unità della Squadra Navale nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare (difesa antiaerea, antinave e antisommergibile), nelle Maritime Interdiction Operations (operazioni di embargo, controllo del traffico mercantile, compilazione della Maritime Situational Awareness), nella gestione delle emergenze di bordo, nelle attività idrografiche e di cacciamine e nella proiezione della forza anfibia dal mare su terra.

La Mare Aperto, spiega il comunicato della Marina, rappresenta uno dei momenti più importanti per la Marina Militare, grazie al quale la forza armata è in grado anche di impiegare le molteplici capacità possedute nell’ambito delle attività duali e complementari a favore della collettività e del mondo accademico e scientifico, volte a garantire ad esempio la sicurezza delle vie di comunicazione, a sviluppare la conoscenza scientifica dell’ambiente marino e della sua biodiversità.

A bordo delle navi della Marina Militare saranno inoltre presenti anche studenti provenienti dalle Università Aldo Moro di Bari, Cà Foscari di Venezia e Sapienza di Roma che affiancheranno il personale della Forza Armata nel ruolo di advisor politici e legali e di addetti all’ufficio stampa.

Gli hashtag per parlarne sui social sono: #ProfessionistiDelMare  #IlFuturoéilmare

Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: la JSO2018 esalta il ruolo di una brigata anfibia per la sicurezza collettiva, a Venezia esercitate le eccellenze italiane

Ha avuto luogo ieri pomeriggio, 27 marzo, nella Laguna di Venezia, l’esercitazione interforze e interagenzia “Joint Small Operation 2018” (JSO2018), con cui assetti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Croce Rossa Italiana si sono addestrati per simulare una evacuazione di civili dal territorio di un fittizio stato estero, caratterizzato da una situazione di profonda crisi e violenze sociali, tali da minacciare la sicurezza e l’incolumità di nostri connazionali presenti.

“Si è trattato, peraltro, di riprodurre uno scenario che, purtroppo, si è già realmente verificato nel passato”, sottolinea lo stato maggiore della Difesa nel comunicato stampa con cui dà notizi dell’evento.

L’esercitazione era infatti finalizzata a verificare il mantenimento della capacità d’intervento in simili situazioni, nonché della piena interoperabilità delle unità delle quattro Forze Armate con la Croce Rossa Italiana.

Tra i principali assetti impiegati alcune delle eccellenze militari italiane, quali i Lagunari dell’Esercito, i Fucilieri della brigata Marina San Marco della Marina Militare, i Fucilieri dell’Aria e i Piloti del 51° Stormo di Istrana dell’Aeronautica, i tiratori scelti dell’Arma dei Carabinieri, le squadre cinofile dell’Esercito e dell’Aeronautica, gli elicotteri delle Forze Armate e i velivoli a pilotaggio remoto.

“La trasformazione in chiave interforze – ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, presente all’evento con il suo omologo austriaco gen Othmar Commendaè un passaggio irrinunciabile per garantire una maggiore efficienza ed efficacia delle nostre Forze Armate. In questo contesto abbiamo anche verificato la capacità di proiezione dal mare che, negli attuali scenari di minacce multiformi provenienti da sud e da est, dal terrorismo ai traffici illeciti è sempre più di fondamentale importanza, per garantire la tutela degli interessi nazionali e la sicurezza del nostro Paese”.

Per la più alta carica militare italiana le capacità anfibie di Esercito e Marina, rappresentate dalla brigata Marina San Marco e dal reggimento Lagunari, insieme al supporto aereo dell’Aeronautica Militare e al contributo dell’Arma dei Carabinieri, sono elementi essenziali e di pregio per disporre di una Brigata Anfibia che possa esprimere al meglio le capacità militari italiane in contesti internazionali importanti per la sicurezza collettiva.

E proprio di sicurezza e difesa comune europea aveva già parlato in mattinata il gen Graziano, che, insieme al gen Commenda, aveva partecipato a un simposio sul tema organizzato dall’Istituto di Studi Militari Marittimi presso l’Arsenale di Venezia, ricorda lo stato maggiore della Difesa nel suo comunicato.

“Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha precisato il gen Graziano nel corso del suo intervento – la consapevolezza di dover affrontare le crisi con un approccio globale e inclusivo. Nessun Paese sarà mai in grado di affrontare da solo, in maniera efficace, le imprevedibili crisi dei nostri tempi. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare e affrontare con successo tali sfide”.

In questo contesto, in ambito europeo assume particolare importanza anche il ruolo dei rapporti bilaterali e di cooperazione tra Paesi, specie nell’ambito della difesa e sicurezza.

Questi incontri, spiega il comunicato stampa, sono finalizzati appunto a sostenere e valorizzare l’impegno che riveste l’Italia a livello internazionale e, come ha concluso il Generale Graziano, “le Forze Armate costituiscono un essenziale ingranaggio di un più complesso meccanismo istituzionale volto a proiettare, in contesti multinazionali interoperabili, stabilità e sicurezza sugli scenari internazionali.”

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Fonte e foto: PI SMD

Marina: oggi si conclude il 20° corso di Medicina da combattimento, esercitazione finale alla presenza di osservatori esterni

Si terrà oggi, 13 febbraio, nell’area addestrativa della brigata marina San Marco di Massafra, in provincia di Taranto, l’esercitazione di soccorso ed evacuazione feriti in scenario bellico che conclude il Corso di Medicina di Combattimento di quest’anno, svolto a favore del personale sanitario della Marina Militare.

È la stessa Forza Armata a darne notizia con un comunicato stampa del 10 febbraio.

Durante l’attività, al fine di poter mostrare l’expertise maturata dalla Forza Armata in tale contesto formativo, saranno presenti sul campo sia osservatori esterni delle sanità delle altre Forze Armate Italiane ed estere sia rappresentanti del mondo clinico e universitario, si apprende, e in particolare personalità di vertice del Corpo Sanitario dell’Esercito Italiano, del Corpo Militare della Croce Rossa, della 6^ Flotta della US NAVY, del Dipartimento di Protezione Civile e del Ministero della Salute.

Il Corso, giunto alla sua 20° edizione, è un importante momento formativo e addestrativo, spiega la Marina, della durata di circa 3 settimane che viene svolto presso le strutture della Brigata Marina San Marco con, affiancati al personale sanitario della Marina Militare, frequentatori di altri dicasteri, nell’ottica di condivisione delle risorse e delle conoscenze.

I frequentatori affrontano un intenso periodo di preparazione durante il quale sono addestrati a conoscere e utilizzare i dispositivi attualmente impiegati in teatri operativi complessi e caratterizzati da contesti ambientali difficili e potenzialmente ostili, per la gestione delle vie aeree, l’infusione di liquidi per via intraossea, il trattamento delle ferite e delle emorragie esterne con applicazione di medicazioni avanzate, emostatici o tourniquet, il trattamento dei traumi toracici aperti e delle ustioni, l’estrazione da un veicolo di un traumatizzato e l’immobilizzazione di fratture, oltre che a realizzare l’evacuazione aerea medicalizzata (MEDEVAC) di militari feriti.

“L’esercitazione finale consente di valutare la preparazione acquisita dai partecipanti, in attività di soccorso ed evacuazione di feriti in uno scenario realistico di combattimento e in condizioni di stress psico-fisico, aspetti che rendono il Corso di Medicina di Combattimento unico nel suo genere nel panorama formativo italiano e, soprattutto, momento fondamentale per la preparazione professionale del personale sanitario della Marina Militare”, ha dichiarato l’ammiraglio ispettore, Mauro Barbierato, Capo del Corpo Sanitario della Marina Militare.

Alla fine del corso gli allievi acquisiscono le conoscenze e le capacità per effettuare, con un alto livello di autonomia, tutte le attività di soccorso a personale ferito/traumatizzato in un contesto operativo diversificato, ad alto rischio, facendo riferimento ai concetti del “Tactical Combat Casualty Care” e in aderenza alla dottrina medica nazionale e della NATO.

Gli hashtag per parlarne: #MarinaMilitare #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare

Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: inizia oggi la Mare Aperto, esercitazione joint and combined della Marina nel Mediterraneo Centrale

Inizia oggi, 8 maggio, nel Mediterraneo Centrale la Mare Aperto, esercitazione interforze e internazionale che, condotta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, rappresenta il primo evento addestrativo complesso annuale della Marina Militare Italiana, con la partecipazione anche di assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, oltre a unità navali dei due gruppi permanenti della NATO e della Forza Marittima Europea.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia oggi stesso con un comunicato stampa.

In mare opereranno la portaerei Cavour, con i velivoli AV8B imbarcati; navi e sommergibili della Marina Militare e 11 navi provenienti da Canada, Francia, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, inquadrate nei gruppi marittimi permanenti della NATO e nella Forza Marittima Europea.

La Marina, inoltre, schiererà la brigata Marina San Marco.

Prenderanno parte all’esercitazione anche velivoli Tornado, AMX, CAEW, Predator, KC 767 dell’Aeronautica Militare nonché il reggimento Lagunari, elicotteri AW-129, un posto comando di Artiglieria terrestre e un posto comando di Artiglieria antiaerea dell’Esercito Italiano.

Per dieci giorni gli uomini e le donne imbarcati sulle navi, sui sommergibili e gli equipaggi di volo si addestreranno nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare, quali la difesa delle navi nella lotta antiaerea, antisommergibile e antinave; il contrasto alle attività illegali sul mare; la gestione di situazioni di crisi in ambienti con presenza di minaccia convenzionale e asimmetrica e la proiezione di una forza anfibia dal mare su terra.

La Mare Aperto integra anche l’esercitazione di contromisure mine IT MINEX, coinvolgendo il comando delle Forze di Contromisure Mine della Marina e la forza permanente di contromisure mine della NATO.

“La Mare Aperto è un’esercitazione mirata all’addestramento complesso della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità e integrazione delle forze nazionali e NATO, per la sicurezza marittima comune dell’Italia, europea e dell’Alleanza Atlantica, conclude il comunicato stampa della Difesa.

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Fonte e foto (d’archivio): stato maggiore Difesa

Marina, relitto peschereccio inabissato nel 2015: recuperati oltre 200 corpi; il 14 conferenza stampa di aggiornamento

20160707_Marina Militare_relitto peschereccio Augusta_2È stata convocata il prossimo giovedì 14 luglio 2016, alle 11.30, presso il Pontile Marina Militare di Melilli del Comando Marittimo Sicilia, a Siracusa, una conferenza stampa di aggiornamento sullo stato di avanzamento delle operazioni sul relitto affondato il 18 aprile 2015.

È la stessa Marina Militare ad annunciarlo con un comunicato stampa di ieri, 11 luglio.

Nel corso della conferenza si farà riferimento alle predisposizioni e all’organizzazione posta in essere dal Comando Militare Marittimo Sicilia, alle fasi di estrazione delle salme, agli esami autoptici, alle perizie giudiziarie disposte dalla Procura di Catania attraverso la Polizia Mobile e la Scientifica di Catania, nonché al successivo trasferimento e seppellimento presso i siti individuati dalla Prefettura di Siracusa, si apprende.

20160707_Marina Militare_relitto peschereccio Augusta_1Il relitto si trova nella rada di Augusta, in provincia di Siracusa, dallo scorso 1° luglio (link articolo in calce) ed è stato posizionato all’interno della tensostruttura allestita presso il comprensorio Marina Militare di Melilli (SR) dal 5 luglio.

Fino al 7 luglio scorso erano stati estratti dalle squadre dei Vigili del Fuoco 217 corpi, eseguiti 52 esami autoptici e iniziate le perizie giudiziarie da parte della Polizia Scientifica di Catania coordinata dalla Procura di Catania.

Le attività, dirette dal Comando Marittimo Sicilia, coinvolgono circa 150 persone al giorno tra cui personale della Marina Militare, dei Vigili del Fuoco, del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa e dei team universitari guidati dalla professoressa Cristina Cattaneo del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (Labanof).

20160707_Marina Militare_relitto peschereccio AugustaLe squadre si avvicendano in un costante e ininterrotto impegno nell’arco delle 24 ore giornaliere tra attività di lavoro e di riposo all’interno del comprensorio, fa sapere la Marina Militare. L’assistenza sanitaria è costantemente assicurata dalla Marina Militare attraverso un Posto Medico Avanzato e un consultorio psicologico.

Questa la scheda di approfondimento fornita dalla Marina in data 7 luglio:

All’interno del comprensorio pontile Marina Militare (c.d. NATO) di Melilli (SR) sono state allestite dal Comando Marittimo Sicilia tre aree di lavoro:

  1. un’area logistica costituita da una “cittadella” avente lo scopo di fornire un adeguato supporto al personale chiamato ad intervenire nella fase di estrazione delle salme dal barcone. La suddetta area include nello specifico un posto medico avanzato, un consultorio psicologico, due restroom, una sala operativa di superivisione audiovideo monitorata h24 da rappresentanti Marina Militare – Vigili del Fuoco – CMCRI, una stazione di ricarica autorespiratori ad aria compressa, due sale riunioni ed ulteriori accomodation;
  1. una prima area operativa comprensiva di una tensostruttura refrigerata (dimensioni 30x20x10 mt) atta a contenere il barcone, di una zona di decontaminazione e di una centrale di distribuzione di energia elettrica ed aria refrigerata.

    Tale area è stata progettata prevedendo una “zonizzazione” di separazione in aree rossa, gialla e verde così definite:

    –  Area rossa all’interno della tensostruttura (dove si può accedere esclusivamente previo utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di categoria III tipo 3) contenuta all’interno di una vasca impermeabile appositamente creata per il contenimento dei rifiuti speciali liquidi;

    –  Area gialla adiacente alla tensostruttura contenente un percorso di decontaminazione degli operatori secondo quanto descritto sui piani di lavoro di ciascun ente/dipartimento coinvolto;

    –  Area verde contenente i percorsi di accesso/uscita da/per l’area operativa;

  1. una seconda area operativa costituita allo scopo di consentire le attività autoptiche a cura del LABoratorio di ANtropologia e Odontologia Forense (LAB.AN.O.F.) condotto dalla Prof.ssa Cristina Cattaneo coadiuvata dai team universitari di Palermo – Catania – Messina e Milano. In seguito si aggiungeranno anche Torino, Bologna, Ferrara-Parma, Bari, Salerno, Perugia, Trieste e Pavia.

    Le predisposizioni attuate prevedono:

    –  due tende da campo fornite dalla Brigata Marina San Marco attrezzate opportunamente per accogliere le attrezzature medico/sanitarie fornite dalla locale ASP di Siracusa;

    –  la suddivisione delle aree di lavoro in rossa, gialla e verde allo scopo di gestire i percorsi di lavoro secondo i dettami delle norme in vigore;

    –  strutture ad alta tecnologia del Reparto gestione corpi senza vita del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana comprendenti 3 semirimorchi frigo ed un container frigo per la custodia dei reperti autoptici;

    –  un’area di stoccaggio nella quale le bare vengono saldate a zinco a cura di una ditta specializzata per il successivo trasferimento e seppellimento in aree cimiteriali debitamente individuate in Sicilia e coordinate dalla Prefettura di Siracusa.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare: fine vita operativa per il pattugliatore di squadra Granatiere

20150930_ridimensionamento Marina Militare_nave GranatiereDomani, mercoledì 30 Settembre, alle 10.30, nel posto di ormeggio 14 della Stazione navale Mar Grande di Taranto, il pattugliatore di squadra Granatiere della Marina Militare terminerà la vita operativa dopo 30 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività. È la stessa Forza Armata a darne notizia con un comunicato stampa.

L’atto formale con cui nave Granatiere verrà radiata dalla flotta della Marina Militare si svolgerà con la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera, presieduta dal Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Con la cancellazione dai ruoli del naviglio militare di nave Granatiere, continua il processo di ridimensionamento delle navi della Marina Militare che, a causa dell’invecchiamento della squadra navale, nel prossimo decennio radierà ben 51 delle 60 attuali navi in servizio.

Dopo la cerimonia presso la Stazione navale Mar Grande, alle 12.30 nave Granatiere attraverserà lo storico Ponte Girevole per l’ingresso nel Mar Piccolo effettuando l’ultimo passaggio nel canale navigabile. Sarà scortata dalla fregata Euro.

La Marina Militare comunica gli eventi aperti alla cittadinanza:

– Ore 12.30 Apertura straordinaria del ponte girevole per transito del Canale Navigabile

– Ore 17.45 Concerto della Fanfara in Piazza della Vittoria. A seguire, esibizione del Plotone Alta Rappresentanza della brigata marina San Marco

– Ore 18.35 Cerimonia ammaina bandiera solenne in Piazza della Vittoria

L’evento, si apprende, sarà trasmesso in diretta sull’account Periscope di Twitter della Marina Militare.

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Fonte e foto: Marina Militare

SNMG2, esercitazione del boarding team italiano a bordo della fregata tedesca Hamburg. Foto

20150812_SNMG2 facebook profile_Ita Boarding Team Euro_Marina Militare (3)Lo Standing NATO Maritime Group 2 (SNMG2), forza navale della NATO operativa nel Mediterraneo in funzione sicurezza e antiterrorismo, ha pubblicato ieri, 12 agosto, sul suo profilo facebook, le foto del Boarding Team italiano della fregata Euro in esercitazione a bordo della fregata tedesca Hamburg, attuale flag ship dell’operazione Active Endeavour (link articolo in calce).

Una volta saliti a bordo, spiega il post di SNMG2 in facebook, i militari italiani si sono messi in sicurezza, hanno perquisito alcune stanze e hanno discusso con il personale civile di bordo, il tutto nello scenario fittizio dell’esercitazione in corso.

20150812_SNMG2 facebook profile_Ita Boarding Team Euro_Marina Militare (5)L’SNMG2 è dallo scorso 25 giugno sotto il comando del contrammiraglio Jörg Klein della Marina Militare Tedesca, imbarcato sulla fregata Hamburg (flag ship).

Il Boarding Team ha la capacità di operare in scenari cosiddetti “non cooperativi” in ambiente sia diurno che notturno. Per quanto riguarda la formazione di Boarding Team, si apprende dal sito della Marina Militare Italiana della conclusione, il 21 novembre scorso, di un periodo di addestramento avanzato di 10 settimane dei team del 2° reggimento della brigata marina San Marco, integrato dell’addestramento congiunto con i Tiratori Scelti Anfibi (TSA) e dell’addestramento al Combattimento Militare Corpo a Corpo (CMCC).

20150812_SNMG2 facebook profile_Ita Boarding Team Euro_Marina Militare (2)Tutte le foto qui pubblicate sono del profilo facebook SNMG2.

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Fonte e foto: Standing NATO Maritime Group 2/facebook; marina.difesa.it

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Op antipirateria Atalanta: rientra nave Doria, nessun attacco in 192 giorni

_andrea_doriaRientra oggi, 12 marzo, nella stazione navale Mar Grande di Taranto, il cacciatorpediniere Andrea Doria della Marina Militare, concludendo un lungo periodo di attività di contrasto alla pirateria svolta nell’Oceano Indiano.

Nave Doria era partita da Taranto lo scorso 22 luglio (link articoli in calce). Da allora ha ricoperto per 192 giorni il ruolo di flagship della missione europea Eunavfor Atalanta, per garantire la sicurezza del traffico marittimo in un’area strategica per gli interessi nazionali.

La presenza del cacciatorpediniere nell’Oceano Indiano, al comando dell’ammiraglio Guido Rando, in coordinamento con le altre unità navali, spagnole, tedesche e olandesi, non ha consentito alcun attacco ai mercantili in transito.

L’equipaggio della nave, comandata del capitano di vascello Angelo Virdis, è composto da 192 militari e integrato dagli specialisti del gruppo operativo subacquei, dai marinai della brigata marina San Marco e dal personale del 1° e del 3° Gruppo elicotteri di La Spezia e Catania.

Di notevole importanza si è confermato il supporto dell’elicottero EH-101, il quale, con le sue capacità, ha ampliato le operazioni di ricerca e sostenuto nell’arco di sei missioni le attività di assistenza e soccorso sanitario a favore delle navi mercantili in difficoltà.

Nave Doria, terminato il suo impegno europeo nella missione di antipirateria il 13 febbraio 2015, ha preso parte all’International Defence Exhibition and Conference (IDEX 2015), ad Abu Dhabi, dove nella seconda decade del mese di febbraio ha rappresentato le eccellenze industriali italiane e ospitato significativi eventi a favore dell’industria nazionale.

In 233 giorni di attività, nave Andrea Doria ha percorso 42.852 miglia ed effettuato 4.150 ore di moto.

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Marina Militare, antipirateria e cooperazione: il cacciatorpediniere Francesco Mimbelli rientra in Italia domattina dopo aver preso parte all’operazione NATO Ocean Shield

Domani mattina, martedì 19 agosto alle 9.30, nella Stazione Navale Mar Grande di Taranto, il cacciatorpediniere Francesco Mimbelli della Marina Militare farà rientro in Italia dopo 7 mesi in operazione NATO Ocean Shield, per il contrasto alla pirateria nell’Oceano Indiano e nel Golfo di Aden.

La costante presenza dei dispositivi aeronavali e dei nuclei militari di protezione delle navi mercantili nelle zone del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano ha determinato dal 2010, anno di massima presenza del fenomeno, una riduzione di attacchi di pirateria del 93%, sottolinea il comunicato stampa della Marina Militare.

L’attività svolta dalla nave, al comando del capitano di vascello Davide Berna, non è stata soltanto di contrasto alla pirateria ma anche di cooperazione e solidarietà a favore delle popolazioni dei paesi rivieraschi del Corno d’Africa (link articoli in calce).

L’equipaggio di nave Mimbelli formato da circa 330 uomini e donne, durante le soste ha distribuito aiuti umanitari e beni di prima necessità alle popolazioni dell’area del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano.  Grazie al personale specialista della brigata Marina San Marco, del Gruppo Operativo Subacquei e della Sezione elicotteri è stata condotta attività di addestramento a favore delle Marine dei paesi rivieraschi, allo scopo di sviluppare capacità autonome di controllo delle coste e dei mari prospicienti.

La Marina Militare è attualmente presente nel Corno d’Africa con il cacciatorpediniere Andrea Doria, impegnato dallo scorso 6 agosto quale unità di bandiera dell’operazione Atalanta per il contrasto alla pirateria sotto egida europea (link articolo in calce).

La Marina fa sapere che i giornalisti e le troupe televisive che desiderino presenziare al rientro di nave Mimbelli potranno accreditarsi, comunicando il proprio nominativo, via e-mail (entro le ore 12 di oggi, lunedì 18 agosto 2014), presso:  COMANDO MARITTIMO SUD e-mail: mdpt.ta.ustampa@marina.difesa.it – Tel: 099.7752352

L’accesso del personale autorizzato dovrà avvenire entro le 9.30 di martedì 19 agosto  dall’ingresso della Stazione Navale Mar Grande – Viale Ionio, 2.

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Op Atalanta: il contrammiraglio Guido Rando della Marina Militare Italiana assume il comando dell’operazione antiripirateria in Corno d’Africa

Ieri mattina, 6 agosto, a Djibouti, il contrammiraglio Guido Rando ha ricevuto il testimone del comando dell’Operazione Atalanta dal contrammiraglio Jürgen Zur Mühlen della Marina tedesca.

L’Italia assume così per la terza volta il comando della missione diplomatico-militare dell’Unione Europea per prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste degli Stati del Corno d’Africa.

L’operazione Atalanta ha avuto inizio nel 2008 e ha lo scopo di proteggere le navi mercantili che transitano tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Ha inoltre il compito di svolgere attività di scorta alle navi mercantili del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP), incaricate di consegnare aiuti alimentari in Somalia.

L’ammiraglio Rando ha preso il comando della Task Force 465, composta dal cacciatorpediniere Andrea Doria, sede di comando, una fregata olandese, una spagnola e da una rifornitrice di squadra tedesca; l’ammiraglio si avvarrà di uno staff internazionale formato da 34 ufficiali e sottufficiali appartenenti a 12 differenti nazioni (Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Olanda, Portogallo, Romania, Serbia e Spagna).

Il cacciatorpediniere Andrea Doria, al comando del capitano di vascello Gianfranco Annunziata, ha un equipaggio di 208 tra uomini e donne tra cui i team specialistici della brigata marina San Marco, del Gruppo Operativo Subacquei e della Sezione elicotteri.

Nave Andrea Doria, salpata lo scorso 22 luglio da Taranto (link articolo in calce), sostituirà nel Corno d’Africa il caccia Mimbelli, impegnata dallo scorso 6 febbraio nell’operazione NATO Ocean Shield per il contrasto alla pirateria (link articolo in calce), continuando così ad assicurare la presenza della Marina Militare Italiana nelle acque del Golfo di Aden e del bacino della Somalia, interessate da traffici commerciali di interesse nazionale.

L’ammiraglio Rando assume anche il comando del gruppo Euromarfor – del quale fanno parte Francia, Italia, Portogallo e Spagna – impegnato nelle missioni di controllo marittimo, umanitarie, mantenimento e rafforzamento della pace, gestione delle crisi.

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