commemorazione

Il COMFOTER SUPPORTO commemora il cap Manuel Fiorito, caduto in Afghanistan nel 2006

Si è celebrata nella mattinata del 5 maggio scorso, nella chiesa di San Domenico Savio, a Verona, una messa in suffragio del cap Manuel Fiorito, caduto in Afghanistan a seguito di un attentato terroristico il 5 maggio 2006,  lo stesso in cui ha perso la propria vita anche maresciallo Luca Polsinelli.

È il COMFOTER SUPPORTO, ovvero il Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto, con sede a Verona, a darne notizia con un comunicato stampa del 5 maggio.

Alla funzione erano presenti i genitori del Capitano, autorità civili e militari locali, il generale Amedeo Sperotto – Comandante del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto – e una folta rappresentanza di militari colleghi dell’Ufficiale e di cittadini veronesi.  I presenti si sono poi riuniti al cimitero di San Massimo per un momento di preghiera sulla tomba del Capitano.

Il cap Manuel Fiorito è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria, in quanto:

“Giovane ufficiale comandante di pattuglia interveniva sul luogo ove poco prima si era verificato un grave attentato ai danni di un drappello dell’Afghan National Police. Durante l’intervento l’unità veniva a sua volta fatta oggetto di attacco terroristico mediante un ordigno esplosivo comandato a distanza, che procurava il decesso immediato di un militare e il ferimento di altri cinque. L’ufficiale, nonostante le gravissime ferite riportate, spronava i suoi uomini a mantenere la calma, rassicurandoli sul prossimo arrivo dei soccorsi. Notato un componente della pattuglia ferito seriamente al capo, in un atto di estrema generosità, si trascinava verso di lui nel tentativo di portargli soccorso. L’ufficiale spirava poco dopo l’arrivo dei rinforzi. Fulgida figura di comandante che ha saputo infondere, fino all’estremo sacrificio, la forza necessaria per reagire nell’animo dei propri uomini, costituendo ammirevole esempio di coraggio e dedizione ispirato alle migliori tradizioni dell’Esercito e della Patria.”

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Fonte e foto: COMFOTER SUPPORTO

Battaglia di El Alamein: oggi la commemorazione nel 72° anniversario

Si svolge questa mattina a Livorno, nella caserma Vannucci, la cerimonia di commemorazione del 72° anniversario della Battaglia di El Alamein. Saranno presenti all’evento il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il Capo di stato maggiore dell’ Esercito, generale Claudio Graziano, le massime autorità civili e religiose.

Nell’area pedonale della rotonda di ardenza è allestita un’esposizione di mezzi e materiali in dotazione ai reparti dei Paracadutisti dell’Esercito; alle 15 sarà effettuato un lancio di precisione dal personale del reparto attività  sportive del Centro Addestramento di Paracadutismo di Pisa.

Il pensiero corre a 72 anni fa, quando il 23 ottobre 1942, in Africa settentrionale, a 60 chilometri da El Alamein, 3.500 paracadutisti italiani si batterono strenuamente contro 50.000 soldati avversari.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

NRDC-ITA ricorda la Somalia e i caduti del 2 luglio 1993 a Mogadiscio con Gianfranco Paglia e il sottosegretario Alfano. Foto

Oggi, 2 luglio, nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, Varese, sede del Corpo d’armata di reazione rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), ha avuto luogo la cerimonia di commemorazione dei caduti di Somalia nel 21° anniversario della Battaglia del Pastificio, lo scontro a fuoco avvenuto a Mogadiscio tra truppe italiane che effettuavano un rastrellamento alla ricerca di armi e gruppi di ribelli somali. Nel corso della celebrazione è stato inaugurato un monumento dedicato ai paracadutisti che ricorda anche tutti i soldati d’Italia che si sono immolati per la patria.

Alla cerimonia hanno partecipato il sottosegretario alla Difesa, onorevole Gioacchino Alfano, il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, e numerose autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Solbiate Olona, Luigi Melis.

Il generale Giorgio Battisti, comandante di NRDC-ITA, ha ringraziato l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (A.N.P.d’I.) della Lombardia, per il dono del monumento, e ha poi ricordato le vicende di quel tragico giorno.

“Quegli avvenimenti rappresentano ancora oggi un monito che ci ricorda quanto siano cruente alcune zone del nostro mondo e di come i nostri soldati abbiano la capacità di operare in situazioni estremamente critiche”, ha sottolineato il comandante, rivolgendo un commosso pensiero ai caduti e a coloro che ancora portano i segni della loro abnegazione.

Il generale Massimo Mingiardi, attuale comandante della Missione UE per la formazione del personale militare in Somalia (EUTM), collegato in videoconferenza, ha evidenziato l’importanza della presenza dell’Italia in quel paese per garantirne un futuro di pace e sicurezza.

Ha preso poi la parola il tenente colonnello Paglia, che ha ricordato come quel giorno tre ragazzi mantennero fede al loro giuramento di fedeltà alla patria fino all’estremo sacrificio.

Il sindaco Melis ha sottolineato come la Costituzione riconosca le operazioni fuori area volte favorire un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni, e che la cerimonia di oggi rappresenta la celebrazione di un atto di coraggio. Ha infine sottolineato l’importanza del sacrificio del tenente colonnello Paglia e degli altri soldati caduti o feriti negli scontri al checkpoint Pasta.

Il sottosegretario Alfano ha sottolineato la necessità di “non rendere vani questi sacrifici, cercando di lavorare per la pace e di rinsaldare sempre il patto tra lo Stato e l’Esercito”.

La cerimonia si è conclusa con un lancio di paracadutisti dell’ A.N.P.d’I., che sono atterrati nel piazzale delle cerimonie consegnando al sottosegretario Alfano e al generale Battisti le bandiere dell’Italia e della NATO.

Nell’incontro con la stampa il sottosegretario Alfano ha affermato che gli avvenimenti come quello celebrato oggi danno lustro all’Italia nell’ambito dell’Alleanza e che nelle missioni nazionali e internazionali il nostro Esercito ha la grande capacità di riuscire a rimodularsi a seconda delle esigenze. Ha inoltre espresso la volontà del governo di investire nell’importante realtà di NRDC-ITA, che si dimostra anche “esempio di perfetta integrazione con il territorio”.

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Fonte e foto: PAO NRDC-ITA

Afghanistan, il contingente italiano dell’RC-W ISAF ricorda l’incursore Bruno Vianini

Bruno Vianini, il capitano di vascello deceduto a sud-est di Kabul il 5 febbraio 2005 in un incidente aereo, è stato ricordato a Herat nella sede del Provincial Reconstruction Team (PRT)-CIMIC Detachment a otto anni dalla sua scomparsa.

Vianini era a bordo di un volo civile della compagnia afgana Kam Air, di rientro da Herat dopo un sopralluogo per la preparazione dell’invio di un contingente italiano per l’espansione della missione ISAF da Kabul a tutto il resto dell’Afghanistan. Il velivolo su cui viaggiava, un Boeing 737, sparì in una tempesta di neve sulle montagne vicino alla capitale a 4mila metri di quota, secondo quanto riportato dalle cronache dell’epoca.

L’ufficiale era un incursore della Marina Militare impegnato in Afghanistan per preparare lo sviluppo della presenza militare italiana nella regione ovest del Paese. A lui fu intitolata la base nel centro di Herat del Provincial Reconstruction Team italiano, l’unità che si occupa di ricostruzione e sviluppo oggi di stanza a Camp Arena, dove ha sede il comando del contingente italiano.

Alla commemorazione, tenutasi nell’attuale struttura del PRT-CIMIC Detachment, hanno partecipato i militari del Gruppo Operativo Incursori della Marina presenti a Herat, che hanno deposto una corona sulla targa originale di Camp Vianini, oltre al comandante del PRT, il colonnello Aldo Costigliolo, e a una rappresentanza di altre unità della base italiana.

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Fonte: RC-W ISAF, archivio Corriere della Sera

Foto: Khaama Press

Dopo la commemorazione in Libano dei caduti di Italair, il comune di Vitorchiano dedica una via al maresciallo Gatti. Le foto

Sono stati commemorati a Tiro, in Libano, nell’agosto scorso dalla Task Force Italair, unità di volo interforze operante nel sud del Libano nell’ambito della missione UNIFIL, gli elicotteristi di Italair scomparsi quindici anni fa durante una missione aerea.

Nell’incidente  persero la vita il capitano Antonio Sgro, il capitano Giuseppe Parisi  e il maresciallo Massimo Gatti,  tutti componenti dell’equipaggio di volo della Task Force Italair. Nel tragico incidente persero la vita anche l’appuntato dei carabinieri Daniel Corner e il sergente irlandese John Lynch.

Lo scorso 14 settembre il comune di Vitorchiano, in provincia di Viterbo, ha intitolato una via alla memoria del maresciallo Massimo Gatti in località Paparano. Il maresciallo Gatti è stato ricordato dal sindaco Nicola Olivieri e dal comandante dell’Aves, Enzo Stefanini.

Massimo Gatti e i suoi colleghi morirono a Tibnin, in Libano, la sera del 6 agosto 1997 nell’elicottero in cui prestavano servizio, un AB 205. L’incidente avvenne poco dopo il decollo.

La commemorazione in Libano ha avuto luogo lo scorso 6 agosto alla presenza del generale Paolo Serra, Head Of Mission e Force Commander  di  UNIFIL, oltre ad autorità civili e militari libanesi, alle rappresentanze dei contingenti stranieri i che partecipano alla missione ONU in Libano e ai colleghi elicotteristi della Task Force Italair, il cui comando è attualmente fornito dal 2° reggimento Aves Sirio di Lamezia Terme.

La Task Force Italair è costituita da uno squadrone di elicotteri dell’Esercito Italiano che opera in ambito UNIFIL dal 3 luglio 1979 e rappresenta la più antica missione delle Forze Armate Italiane dal secondo dopoguerra.

L’unità di volo, che assicura la capacità aerea di UNIFIL ventiquattro ore al giorno, è costituita da personale dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica.

La missione Unifil, dal 28 gennaio 2012 sotto il comando del generale Paolo Serra, si compone di circa 12mila peacekeeper provenienti da 38 Paesi, 1.100 dei quali costituiscono, insieme a quattro elicotteri AB 212, il contributo italiano.

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Fonte: TusciaWeb

Foto: fonti proprie

Il Comando divisione Acqui incontra i reduci di Cefalonia

Ieri, 25 novembre, nella caserma Cavalleri di San Giorgio a Cremano, Napoli,  il  personale del Comando Divisione Acqui ha incontrato i reduci della Seconda guerra mondiale effettivi alla Divisione Acqui sull’isola greca di  Cefalonia per una cerimonia di consegna di medaglie e attestati ricordo ai reduci della Divisione  Acqui – Sezione  Campania e Basilicata.

L’attività è stata organizzata dal Comando Divisione e dal presidente della sezione, avvocato Amedeo Arpaia, con l’intendimento di consegnare le medaglie commemorative fornite dalla stessa sezione a coloro che non hanno partecipato alla cerimonia commemorativa nazionale di Verona del 21 settembre scorso.

All’attività hanno preso parte nove reduci della divisione (nella foto con il comandante, generale Rosario Castellano).

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Fonte: Comando Divisione Acqui

Foto: Comando Divisione Acqui

Teatri operativi, Afghanistan: il 4 novembre dei militari italiani a Herat

E’ stato ricordato in tutte le basi del contingente il 4 novembre 2011, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, a 150 anni dall’Unità d’Italia.

La giornata, fa sapere il comunicato stampa del Regional Command West (RC-W) di ISAF, su base brigata Sassari,  è stata caratterizzata dalla resa degli onori ai caduti e da un momento di condivisione dell’importante evento con le autorità civili e militari afgane, con i partner della coalizione e i rappresentanti delle organizzazioni governative presenti nell’area di responsabilità italiana.

In particolare, nel Combat Out Post (COP) Snow di Buji, il personale del reggimento San Marco della Marina Militare ha completato il monumento dedicato al caporalmaggiore scelto Matteo Miotto, caduto il 31 dicembre 2010 nell’assolvimento del dovere per contribuire alla tutela della pace e della stabilità in Afghanistan.

Durante la cerimonia dell’alzabandiera è stata deposta una foto commemorativa in suo ricordo.

“Il progetto, – si legge nel comunicato dell’RC-W –  ideato e realizzato dal personale del reggimento San Marco della Marina Militare in memoria del soldato alpino dell’Esercito Italiano, testimonia anche la coesione e la sinergia tra i militari italiani impiegati in Afghanistan”.

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Difesa e Ferrovie dello Stato per ricordare e rievocare il Milite Ignoto con una mostra itinerante (28 ottobre 2011)

L’RC-W in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Difesa e Ferrovie dello stato per ricordare e rievocare il Milite Ignoto con una mostra itinerante

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello stato italiane Mauro Moretti, in occasione del 90° anniversario del viaggio che portò la salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma, terranno oggi 28 ottobre una conferenza stampa per presentare la rievocazione storica del Viaggio dell’eroe e la mostra itinerante allestita a bordo dello speciale treno delle Ferrovie dello stato italiane.

L’iniziativa, che è stata promossa dal ministero della Difesa in collaborazione con le Ferrovie dello stato, sarà presentata con una conferenza stampa oggi 28 ottobre alle 11 al binario 1 della stazione Termini di Roma.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: Wikipedia

Guerra di Liberazione. La brigata aeromobile Friuli commemora la liberazione di Riolo e onora i caduti dell’allora gruppo di combattimento Friuli

Sono passati sessantasei anni esatti da quando l’11 aprile 1945 i soldati del gruppo di combattimento Friuli liberarono dopo 127 giorni d’assedio la città di Riolo in provincia di Ravenna.

Era un altro passo verso la liberazione della città di Bologna, avvenuta dieci giorni più tardi.

A Zattaglia, situata in provincia di Ravenna tra Brisighella e Riolo Terme, la brigata aeromobile Friuli, attuale erede e custode del gruppo di combattimento omonimo, ha partecipato ieri 10 aprile alla celebrazione del 66° anniversario della Liberazione con una cerimonia commemorativa in onore dei suoi 241 caduti.

Là dove il 10 febbraio 1945 il gruppo di combattimento Friuli era in linea  sulle posizioni difensive del Senio, oggi si trova il sacrario in onore dei 241 caduti sul fronte italiano della Friuli ricostituita come 1° gruppo di combattimento del rinato Esercito Italiano.

Fu proprio nei giorni immediatamente successivi quel 10 aprile di sessantasei anni fa, ricorda il comunicato della brigata aeromobile Friuli, che il gruppo di combattimento Friuli, “forzato di slancio il fiume a costo di gravi perdite, liberò Riolo, Isola, Rivola e Casola Valsenio. Di lì a pochi giorni la sua avanzata avrebbe eliminato ogni ulteriore resistenza nemica, proseguendo verso Bologna, liberata il 21 aprile 1945”.

La commemorazione è avvenuta presso il sacrario di Zattaglia. Tra i comuni presenti, le rappresentanze di Riolo Terme, Casola Valsenio  e Brisighella, i gonfaloni e i membri dell’Associazione nazionale reduci della Friuli.

Con l’occasione il comandante della brigata aeromobile Friuli, il generale di brigata Filippo Camporesi, è intervenuto sottolineando il legame che unisce la brigata al gruppo di combattimento (foto).

Gli onori ai caduti sono stati resi da un picchetto armato del 66° reggimento aeromobile Trieste.

Dopo la deposizione delle corone e l’alzabandiera alla croce marmorea della Friuli (foto), è stata celebrata una messa e depositata una corona in memoria dei caduti presso la lapide già inaugurata nel 2009 in memoria del capitano Giulio Ruzzi, decorato di medaglia d’oro alla memoria al valore dell’Esercito, caduto in Somalia nella operazione Ibis 2 il 6 febbraio 1994.

Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli