joint warfare centre

Dove e come si addestrano i comandi dell’Alleanza Atlantica: il Nato JWC è su GQItalia con le foto del bunker

20151228_GQ Italia_bunker Nato in Norvegia_JWCDa GQ Italia online: “In Norvegia, nel bunker della Nato – Una sala operativa sotto 70 metri di roccia. Dove e come si addestrano i comandi dell’Alleanza Atlantica”, di Paola Casoli

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È il comando Nato responsabile di tutte le esercitazioni dell’Alleanza Atlantica. Da qui passano il soldato di truppa e il top brass, indistintamente. Prima di partire per l’Afghanistan o per l’Iraq. Per fronteggiare la crisi russa o l’Isis che avanza.

Da qui si analizza tutto quello che succede nel mondo, attraverso il web conosciuto e sconosciuto, per mettere a punto strategie di addestramento al passo con i tempi.

Un centro nevralgico lontano dalle capitali dei think tank internazionali. In un ambiente che non immagineresti neppure. Non è l’MI6 di Londra, né una dependance del Pentagono: il Nato Joint Warfare Centre (JWC) – questo è il suo nome – si trova in Norvegia, a Stavanger, su un fiordo profondo 200 metri.

Ma non è esattamente quello che immagini. Niente a che vedere con i ghiacci islandesi o le cliniche austriache di memoria bondiana: il JWC è un elegante edificio nel più efficiente stile essenziale scandinavo. Mattoni rossi e vetrate che si aprono tra la roccia e il mare. Ci arrivi dopo una salita e una serie di rallentamenti pedonali, guidando a 40 all’ora tra ville in legno con le lanterne accese alle finestre.

È proprio all’ultima curva, dopo la fermata dell’autobus, che ti sorprende lo sventolio delle bandiere dei paesi Nato: benvenuto, sei nel cuore del sistema di training e formazione più avanzato di tutto il mondo occidentale.

COPYRIGHT_JWC_PAO_SIMULATIONMEDIALe barriere all’ingresso scompaiono nel pavimento appena inserisci il codice del tuo badge e quando si alza la sbarra ti trovi in un giardino ovattato, dove ogni suono è attutito dal vento del nord: dal fruscio dei pini sulla collina ai fuoristrada americani tra i rododendri dei viali d’ingresso. Che il più delle volte sono le mogli dei militari che vanno a fare la spesa nella shoppette della base, dove tra i troll formato souvenir e i tagli di carne di renna ci trovi anche i bottiglioni di gatorade da cinque litri.

Qui lavorano in 250 tra militari e civili della Nato al comando di un generale tedesco a tre stelle, Reinhard Wolski. Ma non c’è un tank né una mitragliatrice. Se pensavi a cavalli di Frisia, sacchi di sabbia e coltelli tra i denti, qui te la devi metter via. Non sei sul set di un film di guerra.

Copyright_NATO JWC (3)“Lavoriamo con il cervello, qui, non con le armi”, ti spiega il capo operazioni con un sorriso. E ti sorprende con i numeri: 4 mega esercitazioni all’anno, che coinvolgono fino a 5.000 persone ciascuna, alloggiate in parte al JWC e in parte nei comandi nazionali; 18 mesi per costruire ogni esercitazione, che va scritta esattamente come la sceneggiatura di un film; decine di ufficiali esperti di training costantemente in viaggio tra i comandi per offrire formazione e assistenza, in una rotazione su tutto l’arco dei 12 mesi. Più l’attività di intelligence per la creazione di scenari appropriati e aggiornati e tanta analisi per ricreare nella simulazione dell’esercitazione quello che poi succede per davvero nella realtà.

Un comando piccolo, ma “unico al mondo” sottolinea il generale Wolski. Uffici eleganti, pavimenti in parquet; cucine, docce e spogliatoi per ogni divisione. Sale riunioni antistress con vista sulle tuje e sul fiordo. Se non fosse che è mare penseresti a uno scorcio del Lago Maggiore.

Poi c’è lui, il bunker. Inaspettato. Silenzioso come un’auto elettrica nel centro di Stavanger. Misterioso dietro i tornelli d’acciaio. Per entrarci devi aspettare che la barriera in plexiglass si accenda di verde quando il sistema di controllo riconosce il tuo badge, lasciandoti entrare nelle viscere della collina di alberi di Natale dove un labirinto di corridoi si snoda per tre piani sotto terra.

“Abbiamo 70 metri di roccia sopra le nostre teste”, spiega il colonnello norvegese che mi fa strada mentre il sibilo della porta da caveau si richiude dietro di noi mettendo una barriera di trenta centimetri di acciaio e cemento con il mondo là fuori. “Da qui in caso di emergenza possiamo uscire percorrendo 200 scalini verso la sommità della collina, sbucando tra i ginepri del bosco. Oppure percorrendo l’altra uscita, che ti porta a valle ai piedi della struttura”. Vicino a dove vendono il gatorade in maxi formato, per capirci.

Costruito dai tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale, ultimato subito dopo dai norvegesi, il bunker è il luogo dove si pianifica, si scrive e si conduce una intera esercitazione. Quando arrivi nella sala operativa, il nucleo di tutta la struttura, ti sembra di sentire la classica richiesta di un dry-martini-stirred-not-shaked dietro le tue spalle, dove una vetrata sfaccettata si apre sospesa su una sala sottostante dalle pareti tappezzate di tre maxi schermi che neanche in piazza Duomo per la finale della Nazionale.

E’ qui che batte il cuore del JWC. Invidiabilmente cablato, con un dipartimento media che elabora telegiornali e prodotti informativi a nastro. Sia simulati sia reali. Con la possibilità di collegarsi con ogni parte del mondo, digital divide permettendo.

La Nato è arrivata qui nel 1994 e dal 2001 vi ha creato questo centro di eccellenza del training. Anche se tutto il comando è delle forze armate norvegesi, che usano il bunker per la sua peculiarità di rifugio dove vivere per un mese intero completamente isolati dal mondo in caso di necessità. Non si sa mai, siamo nel Mare del Nord e la Russia è pur sempre dietro l’angolo.

Il titolo originale è In Norvegia, nel bunker della Nato, pubblicato il 28 dicembre 2015 su GQItalia

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EuRathlon 15: grand challenge tra robot e droni per il bene dell’umanità (22 settembre 2015)

Fonti proprie

Foto: NATO JWC; copertina di GQItalia online

NRDC-ITA in piena Trident Jaguar 15: oggi lo startex dell’esercitazione per la validazione Nato al JWC di Stavanger

NRDC-ITA_Trident Jaguar 15Inizia oggi la fase attiva dell’esercitazione Trident Jaguar 15 in svolgimento al NATO Joint Warfare Centre di Stavanger, in Norvegia, che vede coinvolto come principale protagonista il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, comandato dal generale Riccardo Marchiò.

Con l’esecuzione di questo evento addestrativo, NRDC-ITA deve dimostrare di poter operare quale comando di livello operativo in grado di gestire una JTF (Joint Task Force).

Si tratta quindi di dare concretezza al percorso addestrativo iniziato l’anno scorso, che prevede la trasformazione di NRDC-ITA in un Comando Operativo Interforze (Joint Task Force Headquarters, JTF) in grado di gestire operazioni complesse, sincronizzando le attività della componente terrestre, con quelle navale e aerea come richiesto dalle direttive dell’Alleanza Atlantica sulla base dei propri livelli di ambizione.

Il personale coinvolto nell’esercitazione si trova ora a gestire le complessità di uno scenario incredibilmente realistico che comprende il coinvolgimento e l’attiva partecipazione non solo della componente militare, ma anche di tutte le differenti entità civili che concorrono a configurare la riproduzione di un ambiente reale.

Ciò consentirà al comando, che ha una grande capacità di schieramento rapido, di poter anche controllare operazioni più complesse, interagendo appunto con tutte le componenti che sono presenti nelle aree di crisi e che si trovano a operare in linea integrata insieme alla parte militare.

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Foto: NRDC-ITA PAO

NATO VJTF, il nuovo strumento di sicurezza ai confini dell’Alleanza: definizione, utilizzi e percorso addestrativo

NATO_soldiers-of-the-1st-germannetherlands-corps-salute-during-eefh89Il nuovo concetto del VJTF è stato introdotto dall’ultimo summit della Nato che si è tenuto nel Galles lo scorso mese di settembre 2014, prendendo vita dalle tensioni internazionali che hanno caratterizzato le cronache più recenti a partire dalla questione dell’Ucraina e della Crimea, fino alla minaccia islamica dell’ISIS e alla debolezza del fronte mediterraneo minacciato da infiltrazioni terroristiche. Si chiama Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), ed è una forza rapida di immediato impiego considerata una vera e propria punta di lancia della Nato nella gestione delle tensioni ai confini nazionali dei paesi membri, con particolare attenzione all’est europeo.

Di questo nuovo strumento di cui ha deciso di dotarsi l’Alleanza Atlantica si è già parlato in Paola Casoli il Blog, in particolare nell’intervista al generale Massimo Panizzi (link intervista in calce) e all’allora sua brigata italo-francese, che si è formata e addestrata proprio in questa ottica di dispiegamento rapido transnazionale.

Ora riaffrontiamo l’argomento per dare una visione specifica, ma chiara nei termini, di questa novità che ci riguarda molto da vicino, non solo in quanto membri dell’Alleanza Atlantica, in considerazione della complessa esercitazione che il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona sta per affrontare al NATO Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, in Novegia: la Trident Jaguar 15, finalizzata alla validazione NATO del comando multinazionale con sede nella caserma Mara alla vigilia di un periodo di standby quale comando di pronto intervento per una Small Joint Operation in ambito internazionale. In questo caso il VJTF pur non essendo parte della TF costituita da NRDC-ITA potrebbe rappresentare, a seconda degli scenari, l’elemento avanzato da rinforzare e sostituire.

Come anticipato, la brigata VJTF è caratterizzata da una capacità rapida di dispiegamento: 48 ore. Può essere composta, nel caso, da 5.000 elementi e costituisce parte della già meglio conosciuta NATO Response Force (NRF), su cui già si è scritto e si scrive (link articoli in calce).

Come la NRF, forza “joint and combined”, cioè complesso interforze (in cui sono armonizzate le componenti terrestre, navale, aerea e delle forze speciali) e multinazionale, che esprime la capacità immediata di risposta dell’Alleanza a una qualsiasi crisi, così anche la VJTF è finalizzata a dimostrare la volontà delle difesa collettiva dell’Alleanza dotandosi di uno strumento immediatamente impiegabile in tempi ristrettissimi e proiettabile verso i confini della NATO.

Official portrait of NATO Secretary General Jens  Stoltenberg“La forza giusta nel posto giusto”, l’ha definita di recente il Segretario Generale della NATO, il norvegese Jens Stoltenberg. Ed è proprio questa la finalità del Readiness Action Plan (RAP) delineato e concordato al summit del Galles, un piano in cui questo nuovo strumento militare entra a far parte a pieno titolo.

Il RAP è la riposta che la NATO ha inteso dare ai più recenti cambiamenti nel settore della sicurezza, soprattutto in relazione a ciò che accade ai confini dei suoi membri orientali e meridionali. Crimea, Ucraina, Repubbliche Baltiche, ISIS e Libia sono solo alcune delle parole chiave che ispirano questo nuovo progetto atlantico. L’obiettivo è garantire la prontezza di una risposta ferma a ogni minaccia alla sicurezza.

Nel RAP sono incluse tutte le misure della NATO a tutela della sicurezza dei paesi membri, compreso un potenziamento della NRF e la creazione, appunto, di questa VJTF, vera e propria “punta di lancia della NATO”.

La VJTF si centra sul comando di una unità a livello di una brigata in condizione di gestire una componente land fino a cinque battaglioni e con le possibilità di essere supportata da adeguati assetti aeronautici navali e di forze speciali. Il livello di prontezza richiesto gli consentirà di dispiegarsi completamente in un periodo di 48 – 72 ore al massimo.

Lo sviluppo e la sperimentazione del concetto VJTF consta di un percorso addestrativo che, assicura la NATO, procede secondo i ritmi prestabiliti. Nel 2016 la nuova forza sarà pienamente operativa così come concepita al summit del Galles.

20150402_150402-spearhead_NATO VJTFNon essendo ancora a pieno regime, dunque, nella VJTF è attualmente la parte terrestre della NRF a fare la funzione di una VJTF ad interim, fornendo la base per lo sviluppo della vera e propria forza VJTF.

Nel 2015 il personale è fornito in prima battuta da Germania, Norvegia e Olanda.

Il 2015 è anche l’anno in cui verrà condotto un intenso programma di esercitazioni e valutazioni del progetto, al fine di implementare il nuovo strumento atlantico entro la fine dell’anno in corso.

La VJTF sarà perciò totalmente operativa dal 2016, in grado di rispondere ovunque e in qualsiasi momento si renda necessario Intanto, a cammino di completamento della formazione e dell’addestramento già cominciato, la VJTF ha già raggiunto una sua capacità, anche se ad interim, e ha cominciato ad affrontare specifiche esercitazioni.

La prima di questa serie è quella che il 4 e 5 marzo scorsi, in Germania, ha visto coinvolto il Comando tedesco-olandese (1st German-Netherlands Corps), componente terrestre in standby nella NRF per tutto il 2015, al suo terzo turno in questo ruolo. Il comando con sede a Muenster ricopre dunque la funzione di Interim VJTF, secondo il concetto spiegato più sopra.

Le prossime esercitazioni si terranno in aprile (alert exercise) e in giugno (deployment exercise).

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Fonte: NATO

Foto: NATO; alamy.com; Wikipedia

NATO: l’importanza dell’art 5 per la difesa collettiva ribadito ancora una volta dalla Trident Juncture 14, l’esercitazione condotta da JFC Napoli appena cominciata a Stavanger

Un’operazione di difesa collettiva su base articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, condotta in ambito multinazionale, è il banco di prova per testare le abilità della NATO con l’esercitazione Trident Juncture 14 (TRJE 14) in corso al NATO Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, in Norvegia.

Guidata dal Joint Force Command di Napoli (JFC Naples), l’esercitazione TRJE 14 è cominciata sabato 8 novembre e terminerà il prossimo 17 novembre. Il suo obiettivo è la verifica delle abilità della NATO nel coordinare ed eseguire un’operazione di difesa collettiva sulla base dell’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico in ambito multinazionale.

La TRJE 14 serve inoltre a certificare il 15esimo turno di NRF (NATO Response Force) in condizioni di warfighting ad alta intensità. Il direttore dell’esercitazione è il comandante del JWC, il generale tedesco Reinhard Wolski.

“Gli sviluppi nel mondo reale ci hanno dato il pieno mandato e l’obbligo di eseguire massicce esercitazioni nell’Alleanza”, ha dichiarato il comandante Wolski nel suo briefing introduttivo.

Nessun dubbio sull’alta visibilità di tali esercitazioni, ha poi sottolineato il generale Wolski, e sul significativo contributo in termini di prontezza. Dal summit NATO dello scorso settembre in Galles, infatti, il Readiness Action Plan che ne è scaturito insiste su un programma esercitativo potenziato, focalizzato proprio sulla difesa collettiva contemplata nell’articolo 5 del Trattato.

“La Trident Juncture 14 – ha concluso il comandante del JWC – è la prima esercitazione NATO dopo il Summit del Galles, è dunque parte di questa importante impresa”.

L’esercitazione è in corso in varie location d’Europa: vi partecipano unità e militari del JFC Naples in Italia; JWC a Stavanger e National Joint HQ a Bodo, Norvegia; French Joint Force Air Component Command a Lione, Francia; Headquarters Commander Spanish Maritime Forces (HQ COMSPMARFOR) imbarcati sull’LPD Castilla; Polish Special Operations Forces Command di Cracovia, in Polonia, e l’HQ SHAPE a Mons, in Belgio. In tutto circa 1.255 elementi tra personale militare e civile.

Lo scenario uilizzato è lo Skolkan e contempla le dimensioni di hybrid warfare, theatre-ballistic missile defence, cyber defence and chemical, biological and radiological defence.

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Fonte e foto: NATO JWC PAO

Steadfast Jazz 2013, in svolgimento tra Stati baltici e Polonia l’esercitazione NATO joint che verifica il livello di prontezza NRF raggiunto dai paesi coinvolti

È il livello finale di una preparazione lunga diciassette esercitazioni. La Steadfast Jazz 2013 – della serie NATO Steadfast, dedicata al mantenimento del livello di prontezza operativa – è in svolgimento nei paesi dell’Alleanza, negli Stati baltici e in Polonia. Scopo dell’esercitazione è la verifica della prontezza operativa dei militari coinvolti, che dovranno dimostrare di essere in grado di fronteggiare qualsiasi situazione in qualsiasi scenario in ambito NRF (NATO Response Force).

L’esercitazione coinvolge circa 6mila persone provenienti da paesi dell’Alleanza e paesi partner. Di questi 6mila, circa la metà prende parte all’esercitazione live, mentre l’altra metà costituisce il personale del quartier generale, che conduce una esercitazione di comando e controllo.

La Steadfast Jazz ha caratteristica joint, cioè interforze: sono dunque coinvolte forze di aria, terra, mare ed elementi delle forze speciali, oltre allo staff del quartier generale del Joint Force Command di Brunssum, che nel 2014 è chiamato a condurre le operazioni interforze NATO.

Questa esercitazione è l’ultimo livello di un percorso di addestramento specifico dedicato alla NRF, la forza multinazionale ad alta prontezza operativa, tecnologicamente avanzata, interforze a disposizione della NATO per il rapido dispiegamento a fronteggiare missioni full-spectrum, incluso lo scenario high-intensity combat. Una forza che richiede la riuscita armonica e perfetta di tutti i suoi componenti: la Steadfast Jazz è infatti disegnata espressamente per testare sia le forze live che quelle coinvolte nella parte command&control.

L’evento esercitativo in corso verifica l’abilità delle forze dei paesi coinvolti nel lavorare insieme in ambito NRF, caratteristica più che mai importante oggi che la missione ISAF in Afghanistan si sta modificando per lasciare posto ad altri probabili scenari e nuove sfide per la NATO.

Nell’esercitazione live sono coinvolti più di 1.000 elementi di fanteria meccanizzata provenienti da varie nazioni; un battaglione Chemical, Biological, Radiological, Nuclear (CBRN); una compagnia aerotrasportata anticarro; una compagnia anfibia; una compagnia per la guerra elettronica; oltre a elementi di polizia militare; acquisizione obiettivi, sottomarini, 40 aerei (F-16, MIG-29, SU-22, Mi-8, C-295M, C-160, JAS-39, L-159), fregate e 15 vascelli (MCMV).

Il coordinatore dell’intera esercitazione è il generale Hans Lothar Domröse, comandante del Joint Force Command Brunssum. La direzione dell’esercitazione è del NATO Joint Warfare Centre, responsabile anche della creazione dello scenario giocato.

Proprio a ridosso dell’inizio dell’esercitazione, il 30 e 31 ottobre scorsi, il generale Domröse ha visitato l’Ucraina, incontrando il capo della Difesa, generale Vladimir Zamana, con cui ha discusso della partecipazione dell’Ucraina con una compagnia di fanteria anfibia alla Steadfast Jazz 2013 e alla missione ISAF in Afghanistan.

Il viaggio in Ucraina ha rappresentato l’occasione per una visita all’area dell’esercitazione live Drawsko Pomorskie, in Polonia, dove il generale Domröse ha incontrato il comandante della componente terrestre, generale Eric Margail, ed è stato aggiornato sulla pianificazione terrestre della Steadfast Jazz 13.

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Fonti e foto: JFCBrunssum

Brainstorming alla 1° JWC’s Warfare Conference: eliminati i preconcetti dottrinali, si è cercata la concretezza

Post-it sulle pareti con le idee di ogni partecipante ai gruppi di lavoro nella fase di brainstorming e l’obiettivo finale di produrre raccomandazioni concrete. Questo ha decretato il successo della 1^ conferenza del NATO Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, in Norvegia, che ha voluto stimolare la discussione e la produzione di idee da parte di tutti i partecipanti su un tema molto specifico: le modalità di produzione, sviluppo e promozione della dottrina NATO nell’Alleanza Atlantica.

Il tema trattato, Warfare founded on common doctrine, the baseline for transformation, è stato affrontato alla fine di aprile, il 23 e 24, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare la condivisione di una dottrina comune nell’interpretazione e nell’uso.

L’occasione si è rivelata utile per fare chiarezza in molti ambiti dottrinali e per eliminare con la conoscenza preconcetti soggettivi sulla dottrina NATO.

La conferenza è stata aperta dal comandante del JWC, il generale francese Jean Fred Berger. Dopo di lui è intervenuto il generale norvegese Roy Hunstok, Direttore del Deployable Forces Integrated Project Team presso ACT (Allied Command Transformation), che ha centrato il proprio intervento sulla Connected Forces Initiative (CFI) e la NATO Response Force (NRF).

I contributi raccolti nella due giorni, indirizzata a militari e civili del settore, sono ora oggetto di analisi presso il JWC, al fine di elaborare elementi utili al progresso in ambito dottrinale e collaborativo in seno alla NATO.

Fonte: JWC

Foto: JWC

Delineata la cooperazione tra il JWC e il C2CoE in tema di esercitazioni: pronta l’agenda 2013

Una delegazione del Command and Control Centre of Excellence (C2CoE) si è recata il 10 gennaio scorso presso il Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, in Norvegia, per coordinare il supporto alle esercitazioni militari programmate per il 2013.

Nel corso del colloquio con il capo di stato maggiore del JWC, il generale John W. Doucette, alla delegazione è stato fornito un aggiornamento sul Military Training and Exercise Programme del JWC e uno sguardo al programma di lavoro per l’anno 2014 e oltre.

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Fonte: Joint Warfare Centre

Foto: Joint Warfare Centre

Ex Steadfast Juncture 2012 al via da domani per la certificazione della NRF 2013

La NATO’s Steadfast Juncture 2012 (SFJE 12), un’esercitazione computer assisted ambientata in uno scenario di risposta alla crisi, comincerà domani 1° novembre e durerà fino al prossimo 8 novembre.

L’obiettivo dell’esercitazione è il perfezionamento dell’interoperabilità della catena di comando e controllo tra le forze NATO, oltre alla valutazione dell’abilità del NATO Allied Joint Force Command (JFC) di Napoli nel gestire la NATO Response Force (NRF) 2013 in uno scenario complesso.

L’esercitazione a livello operativo rappresenta un passo ulteriore per il conseguimento della certificazione per la NATO Response Force (NRF) 2013, dopo che a inizio anno i tre eventi addestrativi Noble Ardent 2012, Noble Ledger 2012 e Noble Mariner 2012 avevano dato inizio alla preparazione per lo stand-by del 2013 in NRF.

La NRF è una forza multinazionale con componenti interforze, forze speciali incluse, a disposizione dell’Alleanza Atlantica per la rapida reazione alle crisi, dato che NRF è sinonimo di alto livello di prontezza operativa e ottimi standard tecnologici

La SFJE 12 si giocherà in sette diverse sedi, tutte in Europa. La nazione che ospita il Joint Task Force Headquarters e che fornisce supporto tecnico e amministrativo a livello operativo è l’Estonia. L’Excon è a Stavanger, presso il Joint Warfare Centre (JWC).

Le location di svolgimento della SJFE 12 sono:

Amari Air Base, Estonia. Joint Task Force Headquarters, Multi National Civil-Military Cooperation (CIMIC) Group, Chemical, Biological, Radiological and Nuclear (CBRN) Joint Assessment Team;

Saint Mawgan, Great Britain. Allied Rapid Reaction Corps (Land Component Command), CBRN Battalion;

Okehampton, Great Britain. Joint Logistics Support Group;

Fairford, Great Britain. Joint Force Air Component Headquarters (Air Component Command);

Toulon, France. French Maritime Forces Component Command (Maritime Component Command);

Mons, Belgium. Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE);

Stavanger, Norway. Joint Warfare Centre (Exercise Control).

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Fonte: JWC

Il logo dell’esercitazione è di JWC

Giallo al Joint Warfare Centre di Stavanger: un ufficiale afgano e l’inteprete sono scomparsi

La notizia è stata diffusa dal sito del Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger ieri 12 dicembre, dopo che un ufficiale della polizia afgana, la Afghan National Police, e un interprete sotto contratto, non si sono presentati all’appuntamento per recarsi a Ulsnes, sede del corso a cui avrebbero dovuto partecipare.

Alle sette di ieri mattina i due avrebbero dovuto prendere dal loro hotel il mezzo per Ulsnes, dove dal 2 dicembre scorso si tiene l’International Security Assistance Force Headquarters Training Event (ISAF TE 11-02) condotto dal JWC.

Il corso è dedicato all’addestramento di personale Nato per l’imminente dispiegamento in Afghanistan.

Aggiornamenti sul sito del JWC.

Fonte: Joint Warfare Centre

Foto: Joint Warfare Centre