Inchiostro antipatico

Marò. Staffan…. casino

By Cybergeppetto

E’ da due anni che il blog predica al vento, mentre una classe dirigente impresentabile guarda per aria senza pretendere il rispetto delle leggi internazionali, fregandosene dell’azione giudiziaria italiana, abbandonando al loro destino due fedeli servitori della Patria per gli interessi di una compagnia di navigazione e per gli affari di una serie di aziende di stato. Stanno proprio a fa’n casino…

Per memoria, l’elenco degli articoli del blog sull’argomento:

Cyber epigrammi – 8 settembre fuori stagione (20/02/2012)

Marò, che ingiustizia (23/02/2012)

Il Marò a chi lo consegnerò (24/02/2012)

Cyber epigrammi – Piove in India, Governo Ladro (3/03/2012)

Cyber epigrammi – Chi volete in carcere? I Marò o Barabba? (5/03/2012)

On.Marcazzan in visita a NRDC-ITA commenta arresto marò in India: “ora si moltiplicheranno gli sforzi” (5/03/2012)

Cyber epigrammi – Non è il momento di dividersi sui Marò (6/03/2012)

India, time to step back (7/03/2012)

Marò detenuti in India: l’armatore D’Amato non commenta la situazione (9/03/2012)

Marò: meritano di essere difesi, non vogliamo che diventino eroi. Lettera del presidente dell’ANA Perona a Monti (10/03/2012)

L’armatore è afono e viaggia a quota periscopio (11/03/2012)

Italy and India, two twins hanging around (22/04/2012)

Dai Marò a Marassi, l’Italia comme il va (24/04/2012)

Il turbante e la tarantella, sceneggiata indo-napoletana (03/05/2012)

Aria nuova a New Delhi! (26/05/2012)

Cyber epigrammi – Mandateci FINMECCANICA dai Marò… (29/05/2012)

Marina Militare: il 151° anniversario è all’insegna della sobrietà. I Marò Latorre e Girone partecipano alla cerimonia con una lettera dall’India (08/06/2012)

Chi rompe paga, e i Marò sono suoi (12/06/2012)

Marò, chi paga? (17/07/2012)

Marò, negata traduzione atti giudiziari. Il disappunto del ministero della Difesa: leso il diritto di accesso agli atti processuali (18/07/2012)

Caro Marò ti videochiamiamo (05/11/2012)

Vogliamo le primarie alla difesa! Votate i Marò! (6/12/2012)

Risotto “tecnico” al curry (21/12/2012)

Marò: due Attilio Regolo in uno stato senza regola (03/01/2012)

Cyberepigrammi. Marò, la goccia tecnica scava il turbante (18/01/2013)

Marò: il loro rientro è nei meandri dell’affaire Finmeccanica più che nelle stanze della Farnesina (19/02/2013)

Avete visto i Marò? (20/ 02/2013)Marò, “malo e oscuro cammino” (23/03/2013)

Marò: per la Difesa la vicenda è una farsa, “si concluda quanto prima” auspica il CaSMD ammiraglio Binelli Mantelli (23/03/2013)

Marò: ma quale figuraccia internazionale, sembra piuttosto un voto di scambio (24/03/2013)

Cyberepigrammi. Marò. All’Ammiraglio naufragare è dolce in quel mare (26/03/2013)

Marò, chi era d’accordo? (27/03/2013)

Marò, premio “Zelig per la Politica” a Monti (27/03/2013)

Autoironia e tranquillità, ovvero la Compagnia D’Amato dopo il caso dei Marò (29/03/2013)

Marò, non c’è più l’alibi della “tragedia dell’8 settembre”  (30/03/2013)

Cyberepigrammi. Marò, saggezza e schizofrenia (02/04/2013)

Marò, lo Stato contro lo Stato (04/04/2013)

Marò, cosa faranno da grandi? (13/05/2013)

Marina Militare, ieri la celebrazione del 152° anniversario. Bocconi amari per i due marò in India (11/06/2013)

Marò, chi ve l’ha fatto fare… (15/07/2013)

Cyberepigrammi. Dai Marò ad Abu Omar, oltre il ridicolo (20/07/2013)

Ora cosa gli dico a quei due in India? (28/08/2013)

La giurisdizione intercontinentale (16/10/2013)

Cyberepigrammi. Mandiamo Babbo Natale in India (4/12/2013)

Cyberepigrammi. Arruolati, girerai il mondo… e non tornerai più (27/12/2013)

Un nuovo giuramento per le forze armate italiane (06/01/2014)

Gigia, non capisci un tubo…

By Cybergeppetto

Gigia è, ovviamente, un nome di fantasia, ma l’ho attribuito a una donna che proprio non capisce quali siano le conquiste sociali dell’altra metà del cielo nella nostra società.

Caparbia e ostinata, continua pervicacemente a non interagire in maniera soddisfacente con l’evo contemporaneo, i suoi “must”, le cose importanti, i suoi “in”, le cose di moda, i suoi “out”, le cose fuori moda.

Gigia, io non ti capisco, già quando ti guardo in viso, vedo un volto naturale, in cui Madre Natura ha messo delle imperfezioni, sappi che le donne di oggi sono solite migliorare il loro aspetto mettendo due palloncini al posto degli zigomi e sostituendo le loro labbra con due mini-canotti. Non dico d’iniziare subito con il bisturi, ma potresti almeno dedicare un po’ del tuo tempo ad ascoltare quei simpatici programmi pomeridiani che discutono di tanti interessanti temi, tipo il delitto del momento, l’omosessualità, l’integrazione razziale, e, per l’appunto, l’importanza della chirurgia estetica.

Gigia, quando io vedo le tue mani provate dal lavoro, tu che fai l’artista, la restauratrice, la creatrice di nuovi oggetti, mi prende un moto di sconforto, tu non potrai mai curare adeguatamente le tue unghie, laccarle e decorarle come tante donne mostrano orgogliosamente in facebook, rischi di perdere appeal rispetto alle tue coeve, oltre alla mancata socializzazione e all’arricchimento umano di cui fruiresti se frequentassi i cenacoli di estetismo ungulare, luoghi in cui si fanno discussioni molto impegnate.

Il lavoro manuale, poi, è l’aspetto più deteriore della tua personalità, non è possibile che una donna preferisca la puzza delle colle al profumo dello Chanel n. 5, ricordati che Marilyn ci si vestiva con quel profumo, molte donne ci si farebbero il cappotto.

Mentre tu ci dai di olio di gomito, un sacco di ragazze più “disinibite”, come si dice oggi, di te affollano i tanti cenacoli “bunga bunga” di ogni colore politico e in ogni città italiana. Non capisco perché tu debba rinunciare alla libera espressione della tua sessualità. Siamo usciti dalle fobie oscurantiste da tanto tempo, ormai il sesso, soprattutto per le donne, è una risorsa da sfruttare adeguatamente, sarebbe utile che tu comprendessi il tuo potenziale erotico, sviluppassi un “marketing” adeguato, così potresti divenire, come tante donne e uomini di oggi, imprenditrice di te stessa.

Se ti piace l’immagine di una donna dal carattere mascolino, puoi sempre fare un book fotografico vestita da boscaiola sexy, da Lara Croft peninsulare, se tu poi lo dessi all’agente giusto, gli sceicchi del petrolio farebbero la gara a ingaggiarti come concubina.

Mentre tu fai l’altalena tra lo stucco e la cartavetro, i pennelli e i colori, conciata in volto peggio di arlecchino, tante ragazze “intraprendenti” assaltano i casting dei reality show per tentare la fortuna senza aver bisogno di saper fare qualcosa. Non devono saper ballare o cantare, non devono leggere libri e tantomeno commentarli, non devono saper presentare o far ridere, se non in maniera involontaria. Nelle riprese agli infrarossi, quelle tipiche dei reality di notte, potresti fare un figurone facendo flanella con il primo, o la prima, che capita, potresti vincere delle “ospitate” nelle trasmissioni del pomeriggio, quelle che ora non guardi. Potresti diventare un’opinionista che seleziona tronisti per Maria De Filippi o una consulente culturale per Barbara d’Urso, magari ti si aprirebbe una strada importante per fare carriera come Tina Cipollari, diventeresti anche tu una “vamp” e passeresti le tue giornate avvolta in un boa di piume di struzzo.

Cybergeppetto

p.s. Importante evento d’arte in un antico palazzo di Milano nel quale Gigia ha ideato una performance in cui dei tronisti insceneranno un talk show mentre, seduti su degli sgabelli, l’artista dipingerà sulle loro schiene delle scene bucoliche che celebrano il lavoro dei campi o dei mestieri della tradizione. I tronisti troppo intemperanti verranno fatti inginocchiare sul pavimento affinchè l’artista dipinga delle ortiche sulle loro terga…

Un nuovo giuramento per le forze armate italiane

By Cybergeppetto

Il caso dei Marò attualmente “in vacanza” in India si presta a una serie di interessanti e utili riflessioni sul ruolo e il futuro delle Forze Armate italiane.

Come in ogni questione che riguarda i militari, la cosa più importante è il giuramento di fedeltà. La formula attuale è nota a tutti: “Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

Bisognerà prendere atto del fatto che le cose sono cambiate, vi era una vecchia Italia in cui i militari davano la vita per il popolo e il popolo si sentiva unito ai suoi soldati da un sentimento di eguale forza.

L’Italia di oggi è molto diversa, si tratta di un paese che è uscito dall’oscurantismo tradizionalista imparando a farsi le canne di mariagiovanna e le pere di eroina durante la contestazione, un paese che si è liberato sessualmente dalle proprie frustrazioni guardando il “drive in” in televisione, un paese che, dopo aver abbandonato le campagne per fare auto al nord, ha abbandonato l’industria dell’auto per partecipare ai casting dei reality show.

Insomma, l’Italia di oggi  si può permettere di lasciare due militari nelle mani di una potenza straniera senza nemmeno avviare una contestazione legale; evidentemente gli interessi economici della compagnia di navigazione “Fratelli d’Amato” e quelli di Finmeccanica sono così importanti da meritare un posto nel giuramento dei militari.

Siccome l’India non ci rende i Marò, magari potremmo aggiungere nel giuramento che i militari italiani devono essere fedeli anche allo stato del Kerala.

Anche perché così tutti quelli che si sono occupati “attivamente” della vicenda, da Mario Monti a Staffan De Mistura, da Corrado Passera a Giampaolo di Paola, da Emma Bonino a Mario Mauro a Giulio Terzi di Sant’Agata, potranno godersi il meritato riposo per le fatiche sostenute nel pasticcio che hanno combinato.

Non capisco tutte queste videoconferenze con l’India, mi meraviglio del Presidente della Repubblica e del ministro della Difesa, che hanno speso vibranti parole d’affetto per i nostri, basta mettere per iscritto che i militari hanno un padrone in più e il gioco è fatto.

Bisogna pur prendere atto del fatto che l’Italia ha nel tempo rinunciato a parti importanti della sua sovranità, i militari stanno sinceramente sulle scatole a grandi parti dell’intellighentzia progressista, è naturale che si considerino più importanti le aziende di stato piene di trombati alle elezioni, piuttosto che quegli sciagattati in divisa che servono solo a presidiare le strade, spalare l’immondizia e vigilare le discariche.

Di recente il ministro della Difesa ha dichiarato che le Forze Armate sono la più grande agenzia umanitaria del paese, magari si può immaginare di fare attività “umanitaria” anche a favore di quelle aziende statali che danno da mangiare a tanti galoppini post elettorali.

Cybergeppetto

p.s. Un nuovo contingente di reclute del reggimento “San Marco” ha giurato fedeltà alla Patria, nella piazza d’armi, alla presenza di familiari e cittadini. Il Comandante ha letto la formula di giuramento:”Giuro di essere fedele alla Compagnia d’Amato, a Finmeccanica e al Kerala….”. Al termine della cerimonia gli amministratori delegati delle due aziende citate nel nuovo giuramento, per l’occasione presenti alla cerimonia, hanno espresso tutta la loro riconoscenza a questo prestigioso reparto della Marina Militare.

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Naja, Patria nostra

By Cybergeppetto

La politica italiana è sempre fonte d’inesauribile e involontaria comicità, non puoi leggere in pace il giornale che vieni colto da moti d’irrefrenabile simpatia.

Oggi è di turno il ministro Mauro, che ha indicato qual è il problema principale dell’Italia dei giorni nostri, l’integrazione, e ha anche indicato la soluzione: far fare il servizio militare agli immigrati. Se i francesi hanno la legione straniera, il cui motto “Legio, Patria nostra” è famoso in tutto il mondo, anche noi potremmo fare lo stesso.

Che meraviglia! Potremo ricostruire tanti corpi militari di tradizione italiana che c’erano nelle nostre ex colonie. Per esempio l’operazione Strade sicure potrebbe essere affidata ai “basci buzuk”, la polizia eritrea che fu il primo reparto coloniale italiano.

Qualcuno di voi si ricorderà il vecchio e solitario ascaro di guardia al comando italiano a Mogadiscio nel ’93, presto potrebbe diventare il padre nobile di interi reparti con il turbante o con la kefiah, che per molto tempo andava di moda tra i ragazzi di buona famiglia cattocomunista. Gli immigrati con il più elevato profilo fisico potrebbero essere arruolati addirittura negli “ascari del cielo”, i primi paracadutisti dell’Esercito Italiano.

I Carabinieri attualmente impiegati nelle missioni internazionali potrebbero essere sostituiti dagli “Zaptiè”, il personale coloniale dei “reali carabinieri”, che saranno sicuramente in grado di spiegare il rispetto di qualsiasi legge nei teatri di crisi, foss’anche la Sharia, la legge coranica.

Nelle missioni che vengono eufemisticamente definite “ad elevato attrito”, potremmo impiegare i “dubat”, la fanteria irregolare somala, truppe appiedate, ma che avevano anche una specialità montata su dromedari.

In quanto a truppe montate su quadrupedi avremmo un’ampia scelta, che va dai “meharisti”, truppe cammellate eritree e libiche, ai “savari”, reparti di cavalleria libica, fino agli “spahis” cavalieri scelti di tradizione ottomana.

Si potrebbe continuare all’infinito, dai “cacciatori d’Africa”, alla “milizia coloniale” passando attraverso le numerose formazioni di bersaglieri, alpini e reparti del genio costituiti durante la guerra d’Abissinia.

Finalmente si ritorna al concetto di Patria imparato sotto le armi: il prossimo ministro della Difesa, che sarà sicuramente Kalid Chaouki, ricorderà i fatti d’arme dell’Amba Alagi e dell’Amba Aradam. E’ ben probabile che la sconfitta di Adua diventi la nuova festa delle Forze Armate.

Certo bisogna che il ministro Mauro, finchè è in carica, si renda conto che ci sono anche tanti italiani che non hanno fatto il servizio militare e che dovrebbero essere “integrati” anche loro.

Per esempio, i giovani dei centri sociali, che già hanno la kefiah in dotazione, potrebbero fare la guardia agli ospedali da campo in giro per il mondo.

Gli obiettori di coscienza, soprattutto quelli che, successivamente, hanno ottenuto il porto d’armi, potrebbero fare la guardia ai punti sensibili.

Insomma, tra galoppini elettorali, faccendieri, veline, tronisti e fancazzisti d’ogni tipo, ci sono tanti italiani da rieducare al concetto di Patria, anzi, “Naja, Patria nostra!”,  il nuovo motto dell’Esercito che sostituirà il vecchio e incomprensibile “Salus Rei Publicae, suprema lex esto”…

Cybergeppetto

p.s.: Dall’Ansa riportiamo un’ ultimora dal Libano: “Conflitto a fuoco nel Libano del sud tra “Zaptiè” ed “Hezbollah”, i miliziani filo siriani hanno reagito sparando con armi pesanti ai nostri “carabinieri immigrati” che gli avevano contestato la mancanza del triangolo e il mancato funzionamento degli indicatori di direzione sulle loro auto…

L’immagine è tratta da Wikipedia

Tranquilli, presto andrà tutto a posto…

By Cybergeppetto

Tranquilli, il presidente del consiglio dei ministri ha detto che stiamo andando bene e che usciremo dalla crisi.

Tranquilli, ora che abbiamo un nuovo segretario del PD siamo a posto, ha già detto che si metterà d’accordo con Beppe Grillo e che faranno una nuova legge elettorale con le preferenze, che piace tanto anche ad Angelino e a Silvio.

Tranquilli, non torneremo al mercimonio dei voti, nessuno si venderà le preferenze, siamo pur sempre nell’epoca delle primarie, quella in cui non si chiede nulla per andare a votare, piuttosto si pagano addirittura due euro per farlo…

Tranquilli, dopo le elezioni faremo le riforme, finirà il bicameralismo, il nord diventerà indipendente, lo ha detto Salvini, la repubblica del Nord che nascerà aderirà all’ONU, ma non all’Unione Europea, cosa che è abbastanza comprensibile.

Tranquilli, finiranno i problemi economici, Grillo riuscirà a far dare il reddito di cittadinanza a tutti, fancazzisti compresi, basterà iscriversi al blog dei pentastellati.

Tranquilli, Equitalia si fonderà con Bankitalia, fonderanno una società completamente privata, e utilizzeranno le cartelle esattoriali per chiudere tutti i buchi dei bilanci delle società di proprietà dello stato, così saranno salvaguardati tanti posti di lavoro, i lavoratori di queste società parleranno via Skype con i giovani italiani emigrati per lavoro all’estero per convincerli a tornare in Italia.

Tranquilli, sta arrivando la ripresa, fra poco avremo un PIL così importante che riusciremo ad abbassare le tasse e aumentare la pubblica amministrazione.

Tranquilli, in economia riprenderemo a correre e lo stato rinazionalizzerà l’ENEL, le Ferrovie, le poste e tanto altro. Il bello è che faremo tutto ciò con una grande lotta all’evasione fiscale.

Tranquilli, con i soldi dell’evasione fiscale realizzeremo anche il “green new deal” che vuole Nichi Vendola, saremo tutti un pò più verdi, che nessuno si metta a fare facili ironie …

Tranquilli, la spending review procederà in maniera dolce, useremo gli F 35 per la posta celere e i Marò diventeranno cittadini indiani, basterà che si mettano il turbante e saranno assunti nella marina da guerra del Kerala. Il Presidente della Repubblica e il suo consigliere militare andranno presto in pensione, forse prima dei novant’anni. Le auto di servizio non verranno dipinte di blu e saranno guidate dai/dalle consorti degli aventi diritto. I manifestanti useranno gli acquerelli per non sporcare i muri durante le manifestazioni di protesta

Insomma, il futuro è roseo, possiamo guardare con fiducia i talk show in televisione e comprare titoli di stato.

Cybergeppetto

p.s. “Papà, ma davvero possiamo stare tranquilli?”. “Certo figliolo, guardati in giro, c’è un sacco di gente che blatera senza lavorare, tranquillo che falliremo sicuramente…”

La foto è tratta da http://www.internazionale.it/news/crisi/2013/12/12/letta-italia-sta-uscendo-dalla-crisi/

Mi scindo o mi fondo, quindi sono!

Ovvero l’insostenibile leggerezza della politica italiana

By Cybergeppetto

Nel ’21 nacque a Livorno il Partito Comunista Italiano  (PCI) per scissione dal Partito Socialista Italiano (PSI), su iniziativa di Amedeo Bordiga e Antonio Gramsci.

Il PCI si scisse nel ’91 nel Partito della Sinistra (PdS) e nel Partito della Rifondazione Comunista (RC). Da RC nel ’98 si è scisso il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI).

Nel ’43 il PSI assunse la denominazione di Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) a seguito della fusione con il Movimento di Unità Proletaria per la Repubblica Socialista (MUP) e l’Unione Popolare Italiana (UPI).

Il partito mantenne questa denominazione sino al ’47, quando riacquistò il nome PSI per evitare che se ne appropriasse il nuovo partito fondato da Giuseppe Saragat, il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI), che si era scisso dal PSIUP. Ma Saragat si scisse lo stesso nel ‘47 e fondò il Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).

Il Partito di Unità Proletaria (PdUP) era un partito politico di estrema sinistra, ma extra parlamentare, che operò tra il ’72 ed il ’74 quando si sciolse e insieme al gruppo del Manifesto confluì nel “PdUP per il Comunismo”.

Democrazia Proletaria (DP) è stato un partito politico italiano di estrema sinistra nato nel ’75 come coalizione elettorale e scioltosi nel ’91.

Il Movimento Sociale Italiano (MSI), fondato nel ’46 dai reduci del Partito Fascista Repubblicano (PFR ) della Repubblica Sociale Italiana (RSI), si unì al Partito Democratico di Unità Monarchica (PDUM) nel ’72, acquisendo la denominazione di Destra Nazionale (MSI – DN).

Nel 1977 una corrente dell’MSI-DN fondò “Democrazia Nazionale – Costituente di Destra” (DN-CD) che si sciolse nel ’79.

L’MSI-DN si sciolse nel ’95 generando “Alleanza nazionale” (AN), ma da cui si scisse il Movimento Sociale – Fiamma Tricolore. AN si sciolse nel 2009 per confluire nel Partito della Libertà (PdL) insieme a “Forza Italia” (FI), ma una corrente si scisse e fondò “La Destra” .

La Democrazia Cristiana (DC), nata nel ’42, si scisse nel ’94 in Partito Popolare Italiano (PPI) e Centro Cristiano Democratico (CCD).

Il CCD si alleò con “Forza Italia”, AN e la “Lega Nord”, mentre il PPI, scissosi in una lunga serie di partitini che alla fine si chiamarono “La Margherita”, confluì nell’Ulivo insieme ai  Democratici di Sinistra (DS) che nel frattempo avevano soppiantato il PdS.

In questi giorni abbiamo visto che dalle ceneri del PdL sono nati “Fratelli d’Italia” (FdI), “Forza Italia” (FI)  e “Nuovo Centrodestra” (NC). Il Partito Democratico viaggia in acque agitate perchè Epifani vuole che il PD aderisca al gruppo socialista europeo, ma gli “Ex Margherita” hanno detto che in quel caso loro si scinderebbero.

Avrei potuto continuare per decine e decine di pagine, anche perché la politica italiana genera partiti che sono come i fazzoletti di carta, a ogni elezione successiva gli elettori si puliscono il naso e li buttano via.

Naturalmente ho avuto pietà di voi, oltre che di me stesso…

Cybergeppetto

p.s. Subito dopo la scissione del PdL in FI, FdI ed NC, numerose dichiarazioni di politici annunciano che questi partiti formeranno una nuova grande coalizione  per unire gli elettori di centrodestra …

La palma dal mortal sospiro

By Cybergeppetto

Voi non mi conoscete, sono una palma facente parte di un’opera d’arte contemporanea che consiste, oltre che in me, in un motore e un’elica che passa attraverso il mio tronco.

Per farla breve, mi hanno trapanato il tronco e sto seccando, morirò presto sull’altare dell’arte.

La mostra di cui faccio parte si svolge in un palazzo del Settecento, e un buon numero di persone viene davanti a me per ammirare l’afflato artistico di coloro che si sono fumati la mostra … pardon … che l’hanno concepita.

L’arte ai giorni nostri è una cosa comoda, l’artista compone un’opera, nel mio caso è bastato fare un buco nel mio tronco e attaccare il tutto alla rete elettrica, gli da il significato che vuole quando lo intervistano e il gioco è fatto. Davanti a me ogni giorno vedo gente che mi guarda con le espressioni più diverse.

Ci sono quelli che sono rapiti da siffatta meraviglia, sembrano in estasi come Santa Teresa d’Avila, non hanno bisogno di leggere il libretto della mostra per capire che si tratta di tensione verso il bello, la loro sensibilità artistica è così spiccata che, qualsiasi cosa tu gli metta davanti, incominciano subito a declamare tutte le sensazioni che in loro sono indotte dalle opere contemporanee. Si tratta di discendenti di autorevoli critici d’arte, tipo il mitico Giulio Carlo Argan, quello che, dopo una carriera lunga e luminosa, s’infortunò in un’infelice valutazione sui falsi busti di Modì, cioè dei pietroni che alcuni ragazzotti avevano buttato nei fossi di Livorno burlandosi di cotanta cultura artistica.

Ci sono poi quelli che si avvicinano con fare piuttosto circospetto, si vede che sono perplessi e che questa forma d’arte non li convince, ma non vogliono far vedere che sono degli zotici incolti che non si abbeverano alla cultura artistica contemporanea, se li avvicini incominciano a parlare anche loro del significato dell’opera, magari un po’ più stentatamente degli altri, con minore convinzione, ma fanno un deciso sforzo per non apparire rozzi e artisticamente illetterati. I tapini sono vittima di quella trappola per cui se dici che non ci capisci nulla non è colpa dell’artista che se si fosse trapanato il cervello sarebbe stato lo stesso, ma tua che noi ti sei omologato ai “maître a penser”  dell’arte ora in voga.

C’è una piccola minoranza di reprobi che mi guarda e scuote la testa, sono persone decisamente lontane dall’arte e dalla cultura contemporanea, sono così poveri di spirito da vedere solo una pianta con un buco nel tronco e, man mano che i giorni passano, notano sempre di più le mie palme secche, non riescono proprio a dare un significato all’opera.

I peggiori, però, sono quelli che fanno finta di guardare la mostra, ma in realtà guardano di traverso i quadri antichi e i decori dei secoli scorsi che sono nel palazzo, si tratta di persone veramente ingrate che tradiscono lo spirito contemporaneo per vedere il vecchiume della storia, maramaldi che hanno nostalgia del Piermarini e dei suoi artigiani.

Io sono comunque molto contenta di essere stata inserita in questa mostra, certo avrei preferito essere piantata in un bel giardino, magari privato e di una residenza signorile, tipo quelle di tutti questi maestri d’arte e cultura che, com’è noto, non se la passano male …

Una volta che sarò seccata, per favore, vorrei essere bruciata nel camino della casa di una famiglia di reprobi che non capiscono nulla d’arte o che apprezzano solo quella antica, magari lo scoppiettìo del mio legno che brucia e le scintille che sprizzeranno dal fuoco faranno capire a quei meschini quanto sono stati fessi a lavorare nella vita, avrebbero fatto meglio a darsi all’arte contemporanea.

Cybergeppetto

p.s. “Papà! L’hai vista la palma con il ventilatore?”. “Sì, figliolo, ma a me le pale mi girano già da tanto tempo, sono venuto qui solo per te. Ora andiamo a casa, così fai i compiti …”

Oltre la cortina … di chiacchiere

By Cybergeppetto

Ma chi l’ha detto che noi siamo un paese debole? Lo scandalo Datagate ha dimostrato quanto siamo forti, in questi giorni veniamo infatti a sapere dai giornali che i paesi anglosassoni (USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda), sottoscrittori di un patto che si chiamerebbe Five eyes, non si spiano tra di loro, ma spiano tutti gli altri, Italia esclusa.

Questo risultato stupefacente è merito della nostra politica, delle nostre istituzioni e di tutta quella spessa cortina di chiacchiere che si leva ogni giorno dai nostri media e dietro alla quale, evidentemente, non sono solo i cittadini italiani a non capire un tubo di cosa succeda.

Possiamo essere giustamente orgogliosi del fatto che sofisticatissimi satelliti e potentissimi apparati incaricati dell’analisi di tutto quanto viene spiato vadano in tilt quando devono capire i rapporti tra istituzioni che non si parlano, tra politici che si sgambettano e tra funzionari “litigiosi” come sarebbero stati definiti gli appartenenti alla nostra intelligence dagli spioni “native english”.

L’Italia è quindi il paese in cui il fisco sa tutto del nostro conto in banca, ma qualsiasi Maramaldo di regime può tenere nascosti gli affari suoi. Obama sa tutto della Merkel, ma non riesce a capire che cosa passa in testa a Rosi Bindi. Joe Biden può contare le caccole nel naso di Hollande, ma non saprà mai cosa passa nella capoccia di Letta, e che nessuno si sprechi in battute inutili …

L’Italia è come un sordo, puoi far esplodere tutte le bombe del mondo, i suoi timpani non faranno una piega, sono già fuori combattimento da tempo.

Mentre la tecnologia inventa nuovi ritrovati nel campo della sicurezza, mentre gli stregoni della crittografia si sbizzarriscono nel concepire nuovi algoritmi, noi abbiamo inventato un casino così incomprensibile da non aver nemmeno bisogno di quelli che una volta venivano chiamati “piani d’inganno”, nessuno capirà mai cosa stiamo combinando.

Provate ad immaginare la faccia di un analista di quella cosa che anni fa veniva chiamata Echelon mentre ascolta il ministro Cancellieri che parla con una sua vecchia amica per far liberare una detenuta, tutte le sue certezze in fatto di funzioni del ministro della Giustizia crollerebbero in un attimo.

Quel tale Snowden sarà anche scappato dalle grinfie della National Security Agency, ma provate a darlo in pasto ai Comitati Centrali del PD o del PDL, morirebbe dal ridere se ascoltasse le traduzioni di quel che si vanno dicendo.

Insomma, in ossequio al principio del Need to know, la necessità di conoscere, noi italiani siamo diventati immuni a qualsiasi apparato d’intelligence.

Cybergeppetto

P.s. “Papà, perché i giornali dicono che a noi non ci spiano?”.”Figliolo, spiarci in realtà non è difficile, il guaio è che è inutile …”

Cybergeppetto

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I servizi senza segreti – By Cybergeppetto (3 luglio 2013)

Il Vangelo politicamente corretto. Ovvero la superiorità morale del fariseo

By Cybergeppetto

Il Vangelo di questa settimana pone a confronto il fariseo ed il pubblicano, evidentemente l’evangelista non ha fatto i conti con la “superiorità morale” che alcuni benpensanti, tra cui Alberto Asor Rosa, hanno recentemente inteso riaffermare con forza.

Proviamo a sentire la predica di un sacerdote dei nostri giorni, lo chiameremo “Don Progressista”, uno di quei religiosi che leggono la stampa “superiore” e sono attivamente impegnati in quella politica che strilla così forte da non aver tempo per battersi il petto.

“Cari fratelli, il vangelo di questa settimana è stato scritto in un’epoca lontana e triste in cui purtroppo non c’era ancora stata la rivoluzione francese, non si vedeva il sol dell’avvenire all’orizzonte e, soprattutto, la sinistra non aveva ancora raggiunto la superiorità morale che gli permette oggi di guidare il paese nel campo della cultura, in molte grandi aziende di stato, in nobili istituti finanziari, in autorevoli istituzioni artistiche.

Il mondo della cultura non aveva ancora capito che, se li metti assieme, Cristo, Marx e Che Guevara sono meglio della Santissima Trinità…

Se Luca dovesse riscrivere oggi il vangelo metterebbe il fariseo di sinistra nella posizione di virtuoso per le sue qualità morali e civili che lo rendono superiore a tutti gli altri che sono notoriamente reprobi, immorali, omofobi e razzisti.

Non è fariseismo ricordare a tutti l’impegno per i diritti civili di generazioni che non hanno esitato a scendere in piazza per fare un’Italia migliore, magari ascoltando musica al “concertone” di S. Giovanni” e comprando BOT dall’ottimo rendimento. Il fariseo dei nostri giorni ha assolto la sua missione, fare debiti per pagare i diritti che gli interessano. Nell’ambito del contributo che tutti devono dare alla società, alle nuove generazioni di pubblicani toccherà il compito di pagare le cambiali scoperte.

Non è colpa del fariseo se il pubblicano è conscio della sua inadeguatezza, basterebbe che leggesse di più “Repubblica” o ascoltasse di più i talk show di rai3 per capire che l’onestà e la legalità sono di sinistra.

L’evangelista di oggi condannerebbe il pubblicano al suo abominio perchè non basta essere consci dei propri peccati, bisogna marciare insieme alla parte sana e morale del paese per mantenere lo stato di diritto.

Il fariseo di oggi non porta più l’eskimo, capo di abbigliamento in voga negli anni settanta, e non ha più in tasca la molotov. Il fariseo di oggi si batte come un leone per mantenere il suo stato di diritto, i pubblicani devono stare in galera o ai margini della società, visto che non hanno voluto affidarsi alla grazia che i partiti migliori dispensano sotto forma di posti di lavoro e cadreghe d’ogni tipo.

I Luca dei nostri giorni non perderebbero tempo a scrivere la buona novella, si accalorerebbero piuttosto a riaffermare la superiorità morale che li contraddistingue in un talk show pieno di vibranti discussioni e, forse, anche di qualche insulto.

Fratelli, sappiate che un buon giornale e qualche ora di talk show sono come il Santo Rosario di una volta, vi porteranno ad essere partecipi del paradiso in terra che è costituito dalla nostra comunità democratica e progressista, una chiesa moderna alla quale manca solo qualche punto di PIL, il resto c’è tutto.”

Cybergeppetto (un pubblicano tra i peggiori…)

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p.s. XXX Domenica del tempo ordinario

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Il Vangelo politicamente corretto. Ovvero la Giustizia nelle Sacre Scritture

By Cybergeppetto

In questo giorno in cui si è appena diradato il fumo acre della manifestazione di ieri a Roma, mentre i prodi teppisti della molotov si riposano, in tutte le chiese viene letto il Vangelo secondo Luca, che oggi parla di un giudice che, pur di liberarsi di una rompiscatole, le da ragione in una causa.

La morale è che bisogna insistere nella preghiera con Dio per ottenere la grazia, così come ha fatto l’importuna donna col giudice “che non temeva Dio, né aveva riguardo per alcuno”.

Proviamo a metterci nei panni di un benpensante di ritorno dalla TV, il classico opinionista rubato al salotto, catapultiamolo sul pulpito, riordinando le sue idee alla luce delle chiacchiere senza fine dei nostri tempi: sarebbe presumibilmente piuttosto duro con l’evangelista. Leggiamo la sua predica!

“Il Vangelo è un libro molto vecchio, che ne sapevano Matteo, Luca, Giovanni e Marco della nostra Giustizia? Nulla, meno male che ci pensarono i romani ad applicare la legge Gozzini a Barabba e lo scarcerarono.

L’evangelista Luca farebbe bene a imparare l’importanza dell’indipendenza della Magistratura, che, dai tempi di Gesù a quelli nostri, è molto cambiata. Una volta i giudici erano inflessibili nel condannare il colpevole, oggi, invece, sono sempre inflessibili ma lo scarcerano subito dopo il processo, l’unica differenza è che ai tempi di Gesù i processi erano ragionevolmente brevi.

Indicare un giudice come immorale è uno scivolone che non ci saremmo aspettati né dal Padre, né dal Figlio, né, tantomeno, dallo Spirito Santo. Luca si deve ritenere fortunato se il CSM non apre una pratica “a tutela” dell’onorabilità della Magistratura.

Evidentemente gli evangelisti, che tanto parlano di giustizia divina, non sanno quanto sia importante l’obbligatorietà dell’azione penale, cioè quella cosa per cui i processi si devono fare per forza, anche se non porteranno dentro nessuno, ammesso che si riesca a farli.

Il giudice dei giorni nostri, novello Cincinnato, tra un incarico extragiudiziale e una parentesi in politica, è il vero moralizzatore della nostra epoca immorale, mentre Gesù, come Berlusconi, è un delinquente condannato con sentenza passata in giudicato.

I giudici benpensanti di oggi, tra un un convegno di studi per indicare la “via giudiziaria al socialismo” e una manifestazione per la Costituzione, sono i veri apostoli delle masse operaie. Uomini così integerrimi non si sognerebbero mai di dare ragione a un postulante importuno, foss’anche un operaio della CGIL di Pomigliano d’Arco.

I magistrati educati alla cultura dominante, quella che ti parla della sua “superiorità morale”, sono una risorsa per il Paese, ne abbiamo visti molti andare in Parlamento, anche se, forse, non sono riusciti a cambiare più di tanto la situazione.

Come non plaudire a quelli che si sono messi a scrivere romanzi di successo? Evidentemente sono così bravi da scrivere velocemente le motivazioni delle sentenze che poi gli rimane tempo per fare altro.

Come non essere contenti di quei magistrati che vanno in televisione per giocare al diritto nei programmi tipo Forum, si tratta di veri e propri “evangelizzatori del diritto” ad uso delle masse incolte, e che nessuno s’azzardi a dire che si tratta di programmi nati per soddisfare l’innata tensione alla “lite temeraria” degli italiani.

Insomma, Luca non può banalizzare la figura del magistrato senza aspettarsi una reazione vibrata e perentoria dell’associazione nazionale magistrati.

Io, intanto, un avviso di garanzia ai parroci italiani, tanto per mettere i puntini sulle “i”, incomincerei a mandarglielo.”

Cybergeppetto

p.s. XXIX Domenica del tempo ordinario

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».