Trident Juncture

Cambio comando all’11° Bersaglieri: via il col Zizzari, subentra il col Puglisi

Si è svolta nella mattinata del 12 novembre, nella Caserma Leccis di Orcenico Superiore (Pordenone), la cerimonia di avvicendamento del Comandante dell’11° reggimento Bersaglieri, ha fatto sapere con un comunicato stampa dello stesso giorno la brigata Ariete: al colonnello Giuseppe Zizzari è subentrato il parigrado Lorenzo Puglisi.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, hanno partecipato le autorità civili e militari del territorio, tra cui il sindaco di Zoppola, Francesca Papais, e il sindaco di Casarsa della Delizia, Lavinia Clarotto, oltre ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Il col Zizzari ha lasciato il reggimento dopo un anno di comando, periodo durante il quale ha saldamente guidato il reparto nelle numerose attività addestrative e operative condotte.

In particolare, ricorda il comunicato della Brigata, il continuo impegno nell’assicurare aliquote di personale per l’Operazione Strade Sicure, che vedrà, a breve, il reparto nuovamente impiegato alla guida di un raggruppamento operativo, questa volta nell’area di Roma, e l’approntamento dei Fanti Piumati per l’esigenza eNRF (enhanced Nato Response Force) del 2018, di cui l’11° reggimento Bersaglieri è una componente fondamentale.

In questo contesto, assetti del reggimento hanno preso parte, nelle settimane scorse, con il Comando della brigata Ariete, alla più importante esercitazione organizzata dalla NATO negli ultimi vent’anni, la Trident Juncture 2018, durante la quale sono state testate, tra l’altro, le capacità di elevata prontezza operativa delle forze costituenti la VJTF (Very High Readiness Joint Taske Force) dell’Alleanza Atlantica, che per il 2018 è a guida italiana.

Nel suo intervento di commiato, il col Zizzari ha ringraziato tutto il personale dell’11° reggimento per averlo ben supportato nel corso della sua attività di comando e ha rivolto un particolare ringraziamento ai rappresentanti delle istituzioni locali per gli ottimi rapporti di collaborazione sviluppati in questo periodo.

Ora l’ufficiale andrà ad assumere un prestigioso incarico presso il Raggruppamento Unità Addestrative di Capua (CE).

Il cinquantaseiesimo Comandante dell’11° reggimento Bersaglieri, col Lorenzo Puglisi, proviene dalla Scuola di Fanteria di Cesano, dove ricopriva l’incarico di Direttore del Centro di addestramento al combattimento.

Il gen Ristuccia, durante la sua allocuzione, dopo aver reso onore ai caduti di ogni epoca della gloriosa unità, ha ricordato le vittime dell’attentato di Nassiriya nella ricorrenza del quindicesimo anniversario.

Ha poi espresso il prorpio apprezzamento al col Zizzari per la sapiente gestione delle numerose attività condotte dall’11° Reggimento durante il suo periodo di comando, augurando successivamente le migliori fortune al nuovo comandante dell’unità in vista degli impegni che lo attendono.

La cerimonia è stata accompagnata in musica dalle note della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri.

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Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Trident Juncture 2018, Norvegia: si conclude la livex con la liberazione dei territori occupati

La fase Live Exercise (LIVEX) dell’esercitazione Trident Juncture 2018, in atto in Norvegia, si è appena conclusa, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 9 novembre la Italian Multinational Brigade schierata nel paese scandinavo.

Più in dettaglio, si legge, “con la battaglia simulata di Oppdal, a cui hanno preso parte anche gli assetti terrestri e le componenti aeree dello strumento militare nazionale, si è conclusa la fase LIVEX , con unità schierate sul terreno, dell’esercitazione Trident Juncture, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda, che ha visto impiegati circa 50.000 militari di 31 diverse Nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri”.

Al termine dell’esercitazione, l’Ammiraglio James Gordon Foggo, Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli (NATO JFC Naples) e direttore dell’esercitazione, ha voluto ringraziare calorosamente i militari di tutte le Nazioni partecipanti e, in particolare, la Norvegia, che ha ospitato sul suo territorio la complessa attività addestrativa, si apprende.

L’Ammiraglio ha voluto rimarcare che la Trident Juncture ha rappresentato, da un lato, lo spirito di solidarietà e di coesione tra i Paesi membri a favore di quelli che maggiormente percepiscono la rinnovata assertività militare a est, e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza Atlantica nella sua missione primaria di difesa collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna, mantenendo un alto livello di preparazione e di reazione.

L’esercitazione ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie, a livello corpo d’armata, le quali si sono alternate nel condurre operazioni in attacco e in difesa.

In particolare, la fase conclusiva, certamente tra quelle più complesse di tutta l’attività, consisteva nella completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie.

L’obiettivo finale della Trident Juncture era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia.

Allo stesso tempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

La partecipazione nazionale, oltre a NRDC-ITA, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ brigata corazzata Ariete, costituente la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), cioè l’assetto di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate Italiane.

Per tale esigenza, la brigata Ariete (Comando Brigata e assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, del reggimento logistico Ariete, del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete) è stata rinforzata con assetti tratti dal 187° reggimento Paracadutisti, dal 7° reggimento Trasmissioni, dal 1° reggimento Artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri Friuli-Venezia Giulia.

Durante la LIVEX, inoltre, la VJTF ha potuto anche contare sul supporto dell’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodø gli Eurofighter (provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani) per le attività di difesa aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie,  il KC-767 (del 14° Stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Trident Juncture 2018: al contingente italiano la visita dell’Amb Colella, che riferisce dell’apprezzamento verso i militari italiani

L’ambasciatore d’Italia in Norvegia, dottor Alberto Colella, ha incontrato ieri, 5 novembre, a Lesja, comune norvegese della contea di Oppland, il personale militare del contingente italiano su base 132^ brigata corazzata Ariete attualmente impegnato nell’esercitazione Trident Juncture 2018, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda.

È la stessa Italian Multinational Brigade a darne notizia oggi, 6 novembre, con un comunicato stampa.

Ricevuto nella base di Vidflotten dal generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente, l’Ambasciatore, accompagnato dall’addetto per la Difesa presso l’ambasciata, colonnello Massimo Ancora, ha inizialmente assistito a una presentazione dei diversi assetti presenti in Norvegia e a un’illustrazione delle principali attività addestrative e logistiche condotte nell’ambito della Trident Juncture, esprimendo grande ammirazione per le notevoli capacità dimostrate con lo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

“Il vostro entusiasmo, la professionalità e la competenza che state dimostrando, mi fanno sentire orgoglioso di essere il rappresentante dell’Italia in Norvegia”, ha dichiarato l’Ambasciatore al personale riunito e, successivamente, alla stampa locale.

“Siete un esempio di eccellenza italiana nel mondo”, ha poi sottolineato l’ambasciatore Colella, citando gli apprezzamenti rivolti ai militari italiani che gli sono stati riportati nel corso di precedenti incontri.

Alla Trident Juncture le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento di NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps – Italy) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri, ricorda il comunicato stampa.

Sono inoltre schierati a Bodø, nella contea di Nordland, assetti dell’Aeronautica Militare partecipanti all’esercitazione.

Tra questi: gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle e 37° Stormo di Trapani, con funzioni di difesa aerea; i Tornado del 6° Stormo di Ghedi, con capacità di soppressione delle difese aeree avversarie; il tanker (aviocisterna) KC-767 del 14° Stormo; il G-550 CAEW, anch’esso del 14° Stormo, piattaforma volante dai sensori sofisticati per le attività di sorveglianza e raccolta di informazioni.

Il supporto logistico, conclude il comunicato, è assicurato dal 3° Stormo di Villafranca di Verona, elemento chiave della logistica di proiezione dell’Aeronautica.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Trident Juncture 2018: il COM JFC NP amm Foggo III visita la Italian Multinational Brigade schierata in Norvegia

Trident Juncture, COM JFC NP amm Foggo visita la Ariete

Il Comandante dell’Allied Joint Force Command Naples (JFC NP), Ammiraglio James Gordon Foggo III, direttore dell’esercitazione Trident Juncture attualmente in svolgimento in Norvegia, ha visitato ieri a Lesja il comando dell’Italian Multinational Brigade, l’unità a elevata prontezza operativa a guida italiana che, nel quadro della enhanced NATO Response Force (eNRF), costituisce per il 2018 la Very High Readiness Joint Task Force Land Brigade (VJTF), ha fatto sapere con un comunciato stampa odierno la stessa Brigata.

Ricevuto presso la base di Vidflotten dal gen Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente italiano e dell’Italian Multinational Brigade, l’alto ufficiale americano ha prima incontrato il personale delle diverse nazionalità che compongono in Norvegia la Brigata (oltre all’Italia: Spagna, Albania, Slovenia, Montenegro, Francia, Portogallo, Ungheria e Lituania) e, successivamente, ha assistito all’illustrazione del posto comando (main e forward command post), “manifestando interesse e apprezzamento per le soluzioni tattiche adottate nelle diverse configurazioni”, spiega il comunicato.

Durante il cordiale colloquio con il gen Ristuccia, l’amm Foggo ha espresso grande ammirazione per le notevoli capacità operative e logistiche espresse dall’Italia, come dimostrato dallo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

Alla Trident Juncture, la più importante esercitazione organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della guerra fredda, con 50.000 militari schierati provenienti da 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri, le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento del NATO Rapid Deployble Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° Brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri.

Alla Trident Juncture, conclude il comunicato, partecipano anche assetti dell’Aeronautica militare rischierati a Bodø, nella contea di Nordland.

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Fonte e foto: #TRJE18 Italian Multinational Brigade PAO

 

Brigata Ariete: dispositivo militare schierato e pronto per la Trident Juncture in Norvegia

gen Angelo Michele Ristuccia

“Con il completamento del dispositivo militare schierato e il raggiungimento della piena capacità operativa di tutte le unità partecipanti – scrive la brigata Ariete in un comunicato stampa di oggi, 23 ottobre – è terminata la prima fase delle attività operative condotte dalle forze NATO in Norvegia, in aggiunta all’esercitazione Trident Juncture 2018, che si configura come la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda, con 50.000 militari schierati provenienti da 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri”.

Questa prima fase, la Brilliant Jump II, ha consentito di testare e verificare le capacità di schieramento in teatro operativo delle diverse forze militari che, approntate nei rispettivi paesi, hanno raggiunto l’area d’impiego di esercitazione, condotto tutte le attività di ricezione, preparazione avanzata, trasferimento verso le pianificate zone di attesa, addestramento e integrazione, testando le procedure standardizzate di schieramento e assunzione dei dispositivi in previsione di un impiego simulato in un ambiente simulato di reale operazione.

Trident Juncture 2019

Le Forze Armate Italiane, sottolinea il comunicato, partecipano a questo importante evento internazionale con un dispositivo formato dagli assetti principali dell’Esercito che, con il coordinamento di NRDC -ITA (NATO Rapid Deployble Corps – Italy) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della VJTF è costituita su base 132° brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, 32° reggimento Carri, reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri.

Alla Trident Juncture saranno presenti anche assetti di volo ad ala fissa dell’Aeronautica Militare, si apprende.

Al comando del contingente italiano c’è il generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, Comandante della 132^ brigata corazzata Ariete.

Fonte e foto: 132^ brigata corazzata Ariete

Difesa: migliorano le condizioni dei militari coinvolti in un incidente in Norvegia, tutti Paracadutisti del 187° Folgore

Stavano svolgendo una attività di ricognizione, propedeutica all’imminente condotta dell’esercitazione Trident Juncture 2018 (TRJE18) in Norvegia, i sette militari, tutti Paracadutisti del 187°, coinvolti in un incidente stradale nel paese scandinavo.

Ieri mattina, 5 ottobre, “nei pressi di Valldal, nel nord della Norvegia – scrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa – un veicolo militare, durante un’attività di ricognizione, è uscito di strada ribaltandosi a causa del ghiaccio presente sul manto stradale. A bordo vi erano sette militari, che sono rimasti lievemente feriti: quattro sono stati medicati sul posto, mentre per gli altri tre è stato necessario il ricovero presso l’ospedale civile di Trondheim per ulteriori accertamenti. Al momento [5 ottobre], solo uno di loro è stato trattenuto in osservazione, ma, comunque, hanno tutti avuto la possibilità di contattare i familiari in Italia per rincuorarli personalmente circa le loro condizioni di salute”.

L’ultimo aggiornamento odierno da fonte istituzionale riferisce che dei sette militari coinvolti nell’incidente, uno solo al momento risulta ancora sotto osservazione, addirittura in fase di dimissioni dall’ospedale di Trondheim, dove è stato ricoverato ieri dopo l’incidente. Da fonti proprie, a completamento dell’informazione, sembra aver riportato “fratture un po’ più serie”.

”Da alcuni giorni, in Norvegia – scrive SMD – è in atto la più importante esercitazione della NATO, la Trident Juncture 2018, che, oltre a essere un momento di addestramento fondamentale per mantenere e incrementare l’interoperabilità tra i 28 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, costituisce un’occasione unica per rafforzare la coesione e la solidarietà, nonché per dimostrare l’alto livello di preparazione e la prontezza di reazione ad eventuali minacce di tipo convenzionale”.

La TRJE18, diretta dal Comandante NATO del Joint Force Command di Napoli, coinvolge oltre 40.000 militari provenienti da tutti i Paesi NATO e da alcuni Paesi partner e si protrarrà fino alla fine di novembre.

Le Forze Armate Italiane hanno un ruolo di primaria importanza, essendo responsabili per tutto il 2018, attraverso il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida di Solbiate Olona (NRDC-ITA), della NATO Response Force (NRF), complesso di forze in prontezza operativa costituito da diverse componenti (terrestre, marittima, aerea e di forze speciali).

Inoltre, conclude il comunciato della Difesa, partecipano anche 1.200 militari su base 132^ brigata Ariete, rinforzata con il 187° reggimento Paracadutisti Folgore, che costituisce la Very High Readness Joint Task Force (VJTF), unità a elevatissima prontezza operativa della NATO, la cui responsabilità è a rotazione annuale tra i Paesi membri.

Fonte: PI SMD; fonti proprie

Foto: NATO ACT, Esercito Italiano

Trident Juncture 15: il CMRE con nave Alliance come piattaforma di training

nave Alliance_CMRE NATOIl Centro NATO per la ricerca marittima e la sperimentazione (CMRE) della Spezia sta partecipando all’esercitazione Trident Juncture 15 con l’unità oceanografica attualmente al largo della Spagna.

Dal 14 al 28 ottobre, infatti, nave Alliance, impegnata in una campagna scientifica in prossimità dell’area di esercitazione, partecipa alla Trident Juncture 15 come piattaforma per attività di training. In particolare, l’unità opera in supporto alla Maritime Security e simulerà un mercantile che viola le norme del diritto internazionale, e/ oppure che trasporta carichi illeciti, rendendo necessaria una sua ispezione in mare.

La campagna scientifica condotta dall’unità del CMRE riguarda lo studio di nuove applicazioni di robotica sottomarina per l’individuazione, la classificazione e la mappatura delle mine sui fondali. Si tratta di un’attività connessa all’esercitazione in corso e a beneficio dell’Alleanza Atlantica, sottolinea lo stesso CMRE nel suo comunicato stampa.

Nel dettaglio, il CMRE sta testando le capacità del veicolo autonomo subacqueo MUSCLE, prototipo del Centro della Spezia, dotato di un sonar ad apertura sintetica (SAS) ad alta frequenza e ad alta risoluzione.

Il MUSCLE, si apprende, ha già dato prova in passato di eccellenti doti di navigazione, coprendo aree anche molto ampie in autonomia. Il veicolo, fa sapere il CMRE, è adatto a operare vicino alla costa e restituisce immagini acustiche dei fondali di ottima qualità.

La campagna condotta dal CMRE rientra nella sperimentazione di nuove tattiche in ambito NATO per l’utilizzo dei veicoli autonomi. L’area scelta presenta fondali in grado di mettere a dura prova le attuali tecnologie ed è perciò di particolare interesse scientifico. All’interno dell’esperimento di contromisure mine legato alla Trident Juncture 15, saranno provati nuovi algoritmi per l’implementazione dell’autonomia del veicolo e nuovi aggiornamenti software per migliorarne le capacità di elaborazione dati.

Il MUSCLE, acquisita la conoscenza dell’ambiente, verrà infine testato in termini di capacità decisionale: in particolare, gli scienziati del CMRE valuteranno se è in grado di adattare la propria missione a seconda delle correnti o delle increspature sul fondale.

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Fonte: NATO CMRE

Foto: Il Tirreno