2 novembre

MNCG: il CIMIC ha ricordato il Sottotenente Giovanni Pezzulo, ucciso in Afghanistan nel 2008

Ieri, 2 novembre, alla presenza dei famigliari, del Sindaco di Oderzo, Maria Scardellato, e del Comandante del Multinational CIMIC Group (MCG) di Motta di Livenza (Treviso), col Luca Vitali, è stato ricordato, presso il cimitero comunale, il Sottotenente Giovanni Pezzulo e, con lui, i Caduti di tutte le guerre.

È lo stesso MCG a darne notizia con un comunicato stampa di ieri, 2 novembre.

Giovanni Pezzulo, il militare residente a Oderzo e di stanza al Multinational CIMIC Group di Motta, è stato ucciso in un agguato il 13 febbraio 2008 al ritorno da una distribuzione di viveri e indumenti nel distretto di Surobi, in Afghanistan, scrive il MCG.

In suo ricordo è stata inaugurata nel 2010 una via nei pressi dello stadio comunale.

Fonte e foto: MCG

CME Puglia: ricordati a Casamassima i 429 commilitoni polacchi Caduti nella Seconda Guerra Mondiale

Come da tradizione, ricorda il Comando Militare Esercito (CME) Puglia, anche quest’anno nel Cimitero militare polacco di Casamassima (Bari) sono state celebrate ieri, 2 novembre, le funzioni religiose per commemorare i 429 soldati polacchi caduti nei combattimenti lungo la Linea Gustav, sul fiume Sangro, o deceduti negli ospedali militari di Casamassima, Bari e Napoli, a seguito delle ferite riportate nelle battaglie della campagna d’Italia.

Per l’occasione il Generale di Brigata Mauro Prezioso, Comandante Militare territoriale dell’Esercito in Puglia, su delega del Comandante del Presidio Militare Interforze, ha deposto una corona d’alloro in onore di quei soldati che pugnarono per la nostra libertà.

Alla deposizione è seguita la Santa Messa, celebrata in due lingue, vista la larga presenza anche di studenti e cittadini polacchi.

Oltre al gen Prezioso hanno preso parte all’evento il Presidente del Consiglio Comunale di Bari, Michelangelo Cavone, il Sindaco di Casamassima, avv Giuseppe Nitti, il Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, Anna Wòjcik-Laskowska, numerosi sindaci delle città limitrofe, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e una folta rappresentanza di studenti delle scuole di Casamassima.

Il cimitero militare polacco di Casamassima fu edificato nel 1944, a seguito della installazione del più importante ospedale militare del sud Italia.

Un elemento caratteristico di questo importante luogo sacro è l’ingresso, con i simboli del 2º Corpo e una citazione in latino tratta dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo: Bonum certamen certavi, fidem conservavi – ideo reposita est mihi corona iustitiae (Ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede. Ora mi resta la corona della giustizia).

Casamassima ebbe un ruolo rilevante durante la permanenza del Corpo Militare Polacco, e il cimitero è la testimonianza tangibile di quel periodo, conclude il comunicato stampa del CME Puglia.

Fonte e foto: CME Puglia

L’Esercito “presente!” a Vittorio Veneto, città simbolo della Prima Guerra Mondiale, per ricordare i Caduti di tutte le guerre

Il 31 ottobre scorso l’Esercito e le istituzioni locali hanno rievocato, con una manifestazione svolta in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto (Treviso), i fatti d’arme dell’ottobre 1918 quando, con il loro ingresso in città, i soldati del Regio Esercito hanno, di fatto, segnato l’inizio della fine della Prima Guerra Mondiale.

Presenti alla cerimonia, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e tante autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, e il Prefetto di Treviso, dottoressa Maria Rosaria Laganà, oltre ai Gonfaloni della città di Vittorio Veneto e di Treviso, entrambi decorati della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Lo rendono noto il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) e lo stesso Esercito.

La manifestazione è stata caratterizzata da un programma coinvolgente iniziato già dal 29 ottobre, con l’accensione a Roma di una fiaccola direttamente dai bracieri posti all’Altare della Patria dove è custodito il sepolcro del Milite Ignoto, simbolo del sacrificio del Popolo Italiano.

La fiamma, portata a Vittorio Veneto, è stata fatta ardere sopra un’urna contenente le terre prelevate dai campi di battaglia dove furono raccolti i corpi degli undici soldati, tra i quali la Signora Maria Bergamas scelse, il 28 ottobre 1921, quello deposto al Vittoriano.

Il gen Farina nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della cerimonia quale momento fondamentale di raccoglimento per onorare la memoria di quanti hanno servito il Paese anche fino all’estremo sacrificio.

Rivolgendosi inoltre ai tanti cittadini presenti ha dedicato un pensiero alle vittime del maltempo che ha colpito negli ultimi giorni tutta la Penisola.

L’Esercito, con circa 100 uomini e donne e oltre 60 mezzi e attrezzature tecniche, è impiegato in diverse zone a favore della popolazione per fronteggiare l’emergenza maltempo che ha colpito l’Italia e ha già pronti altri assetti per soddisfare le esigenze delle Prefetture coinvolte, qualora dovessero richiedere ulteriore supporto.

“Gli uomini e le donne dell’Esercito, oggi come ieri, nelle stesse località simbolo per i valori di Patria e di unità nazionale in cui si è combattuto 100 anni fa, sono pronti a donare tutto se stessi per il prossimo con generosità, altruismo, abnegazione, preparazione e addestramento unitamente alla capacità di collaborazione e coordinamento con le altre istituzioni”, si legge dal comunicato.

L’Esercito c’è sempre, di più e insieme alla sua gente “con e per” i cittadini dell’Italia per la difesa dello Stato, la sicurezza internazionale e i concorsi in emergenza, per essere vicini alle esigenze della popolazione, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.

Il Sindaco di Vittorio Veneto durante il suo discorso ha evidenziato che parlare di “l’Esercito vince” significa essenzialmente raccontare come sempre più il Paese possa contare su una forza viva, preparata, pronta alle sfide più complesse.

L’Esercito di oggi è forza al servizio del Paese e delle sue molteplici esigenze, ricorda il comunicato stampa.

Al termine della cerimonia, il sacro fuoco è stato preso in consegna da un drappello dei Lancieri di Montebello e Bersaglieri ciclisti per essere scortato fino a Trieste dove arriverà il prossimo 4 novembre per le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

_*oggi come ieri, di più insieme per l’Italia*_

Fonte e foto: COMFOPNORD; PI SME