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Marò, Cocer Marina: “tutti uniti per una soluzione onorevole”

Marò_Latorre_Girone_India-ItaliaIn relazione alla vicenda dei due fucilieri della Marina Militare, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, detenuti in India ormai da quasi tre anni (in calce i link ai post sulla questione), il Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari (Cocer) – Sezione Marina ha diramato oggi questo comunicato stampa:

 

“Il Co.Ce.R. Marina prende atto della proroga di tre mesi del permesso per motivi sanitari concessa a Massimiliano Latorre.

Auspichiamo che questo positivo segnale rappresenti un primo passo per la soluzione onorevole del caso che coinvolge i nostri due fucilieri da quasi tre anni.

Nel corso dell’odierna audizione presso la Commissione Difesa della Camera continueremo a sostenere quanto a suo tempo Latorre e Girone chiesero al paese: rimanere uniti per trovare tutti insieme una soluzione.

Il Co.Ce.R. Marina continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda ed ogni iniziativa che verrà posta in essere nel supremo interesse dei nostri due colleghi.

FIRMATO: Co.Ce.R. “

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Fonte: Cocer Marina Militare

Foto archivio

Marò: per la Difesa la vicenda è una farsa, “si concluda quanto prima” auspica il CaSMD ammiraglio Binelli Mantelli

Lo stato maggiore della Difesa italiano ha diffuso oggi 23 marzo il seguente comunicato stampa:

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, a nome ed insieme a tutto il personale delle Forze Armate, si stringe affettuosamente ai nostri Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ammirandone l’esempio, il coraggio, la disciplina e il senso dello Stato. È consapevole e condivide la loro sofferenza e soprattutto quella delle loro famiglie che da noi non saranno mai abbandonate, oggi così come dopo la conclusione di questa vicenda. Auspica che questa vicenda che sta sempre più assumendo i toni di una farsa si concluda quanto prima e che i nostri Fucilieri, funzionari dello Stato in servizio di stato, alla stessa stregua di tutti i militari che operano all’estero con Onore per la pace e stabilità internazionali, siano al più presto riconsegnati alla giurisdizione italiana.

Nota: il presente comunicato è stato partecipato anche al Presidente del COCER interforze, Generale Cotticelli.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Raccomandata RR ”Caro Garcia ti scrivo…”

Ovvero cosa succederebbe in Italia se dovessimo mandare un messaggio importante a qualcuno

By Cybergeppetto

Chi non conoscesse la storia di  Andrew Summers Rowan, a questo link (uno fra tantissimi) può trovare lo scritto completo di un libro tradotto in moltissime lingue.

Rowan fu semplicemente una persona che, incaricata di portare un messaggio al Generale Garcia da Washington a Cuba, passando per le linee nemiche ai tempi della guerra ispano-americana del 1898, – senza mugugnare, blaterare o prendersela con qualcuno e, soprattutto, senza chiedere chi fosse o dove fosse il destinatario – partì, compì la sua missione e se ne tornò a casa senz’altro chiedere.

Cosa succederebbe oggi, nella nostra società assemblearista e iperspeculativa se dovessimo “mandare un messaggio a Garcia”, cioè se dovessimo risolvere presto un problema importante e urgente?

Innanzitutto, come è ovvio, la decisione spetta alla politica, ma la nostra classe dirigente non è in grado di fare come il Presidente McKinley che, semplicemente, affidò il messaggio a Rowan.

Almeno si dovrebbero consultare il presidente della repubblica con i presidenti dei due rami del parlamento, questi ultimi dovrebbero poi sentire i capi dei gruppi parlamentari. Il giorno dopo i giornali pubblicherebbero le intercettazioni delle telefonate o delle conversazioni, giusto per farlo sapere all’avversario. Quando le forze politiche dovessero riuscire a raggiungere un accordo su quale ministero si dovesse occupare della cosa, il ministro incaricato dovrebbe sentire le parti in causa, sindacati degli impiegati, dei dirigenti, sindacati dei poliziotti per le forze di polizia, COCER se militari.

Nel frattempo si dovrebbe perfezionare l’iter legislativo, nei due rami del parlamento, per conferire un mandato chiaro e delle regole d’ingaggio precise.

Una parte dei media criticherebbe aspramente un atto che, presumibilmente, viola lo spirito dell’art. 11 della Costituzione, visto che l’Italia ripudia la guerra.

A quel punto diverrebbe veramente difficile portare un messaggio importante a Garcia, gli avversari incomincerebbero a cercare tra le persone indicate dai media come latori della missiva.

La nostra politica, che è piena di risorse (le nostre), troverebbe la soluzione: ”Mandiamogli una raccomandata con ricevuta di ritorno o, in alternativa, un’email di posta certificata!”.

In questo periodo di crisi bisognerebbe mandare ogni giorno un messaggio a chi produce ed è accerchiato da gente che chiacchiera, ma non quaglia.

Cybergeppetto

p.s. “Figliolo, porta questo biglietto alla mamma, per favore”. ”Perchè io e non mia sorella?. Perchè non la chiami al cellulare?. Perchè non lo metti sotto una calamita sul frigo?. Ho da fare io! devo studiare!”.

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L’immagine è tratta da lucamarcolin.it

Soldato di Pace: dignità e sicurezza del personale non devono soccombere alla spending review, sostiene il presidente del Cocer, generale Rossi

“Sì a un riassetto delle Forze Armate perché necessario al fine di garantire mezzi, equipaggiamenti e qualità della vita al personale. Per quanto riguarda la riduzione del personale, la stessa deve essere improntata alla salvaguardia della dignità magari con il trasferimento in altre amministrazioni”.

Così si è espresso ieri a proposito della spending review il Sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, e presidente del Cocer (Consiglio Centrale di Rappresentanza), generale Domenico Rossi.

“La riduzione di equipaggiamenti e mezzi – ha sottolineato l’alto ufficiale – non deve però compromettere la sicurezza del personale tutto e in particolare dell’Esercito, che è la Forza Armata più impegnata nei teatri operativi e nelle missioni”.

Le dichiarazioni del generale Rossi, in qualità di presidente del Cocer, sono state rilasciate a margine del convegno Soldato di Pace svoltosi ieri 21 giugno a Pietramelara, in provincia di Caserta: una giornata dedicata ai militari che hanno partecipato alle missioni all’estero, durante la quale sono stati premiati dai sindaci dei comuni organizzatori circa 80 tra ufficiali, sottufficiali, graduati e militari di truppa dell’Esercito, originari dell’Alto Casertano, che sono stati impiegati in missioni di sostegno alla pace.

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito