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Difesa, il SSSD on Tofalo: “potenziare modello di difesa cibernetica”. Parte il Gruppo di Progetto Cyber

“L’obiettivo è quello di sviluppare un’architettura di difesa cibernetica che possa divenire un modello virtuoso da esportare poi anche in tutta la Pubblica Amministrazione”, ha affermato ieri, 27 febbraio, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo alla prima riunione del Gruppo di Progetto C5ISR, costituito con Decreto del Ministro della Difesa, dottoressa Elisabetta Trenta, del 21 gennaio 2019, fa sapere con un comunicato stampa l’addetto alla comunicazione del SSSD.

“In materia cyber – ha poi sottolineato l’on Tofalo – la Difesa è il dicastero più avanti per quanto riguarda know how ed expertise”.

“In questo primo incontro è emerso il bisogno e l’intento comune di lavorare al fine di migliorare il modello di gestione e difesa del dominio cibernetico nell’ambito del Dicastero – ha evidenziato il Sottosegretario – Sono certo che grazie alle elevatissime capacità e competenze già presenti all’interno del Comparto Difesa, questo lavoro risulterà un moltiplicatore del potenziale esprimibile.”

Il tavolo di lavoro è stato concepito per costruire, insieme alle più importanti componenti dello Stato Maggiore della Difesa e delle singole Forze Armate, un percorso utile all’ottimizzazione e alla razionalizzazione delle competenze e dei flussi di informazione relativi all’amministrazione del dominio cibernetico, spiega il comunicato.

Il Gruppo di Progetto, posto alle dirette dipendenze del sottosegretario Tofalo, è guidato dall’Ammiraglio Ruggiero Di Biase, che coordinerà un team interforze di specialisti impegnati nella redazione di una proposta organica per favorire la riorganizzazione, già in atto, nel settore cibernetico all’interno della struttura della Difesa.

Il Gruppo predisporrà quindi le linee di indirizzo politico volte a individuare i margini di sviluppo per definire in modo armonico e omogeneo tutti gli aspetti relativi al dominio cibernetico e, più in generale, in materia di Information and Communication Technology (ICT), Comando e Controllo e Cyber Security, unitamente ai collegamenti/relazioni con la componente Intelligence, Surveillance Reconnaisance (ISR), conclude il comunicato stampa.

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa, cyberdefence: la prima volta del CIOC alla Joint Stars 2018

“Il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), costituito nel 2017, prende parte per la prima volta all’esercitazione Joint Stars per testare la sicurezza delle reti e delle informazioni”, comunica lo stato maggiore della Difesa oggi, 19 giugno.

È stata infatti una espressa volontà del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, si apprende, quella di inserire anche il CIOC nell’esercitazione interforze più importante dell’anno, in previsione del fatto che, nel corso del 2019, il Comando Interforze che si occupa di cyber defence della Difesa sarà sottoposto a valutazione e validazione per il conseguimento della piena capacità operativa.

La Joint Stars 2018 è pertanto un ulteriore banco di prova per il CIOC, comandato dal Generale B.A. Francesco Vestito.

L’esercitazione, che è del tipo “computer assistita”, vede impegnati due team con diverse funzioni: il Blue Team, che deve provocare gli eventi pianificati nell’ambito dello scenario esercitativo, e il Red Team, che, invece, deve rispondervi in maniera adeguata mettendo in pratica le conoscenze acquisite e le procedure stabilite.

Lo scenario prevede che, a seguito di una crisi tra due Stati limitrofi, e dopo specifica risoluzione dell’ONU, venga schierata una Joint Task Force sul territorio di uno dei due paesi la cui stabilità è minacciata da gruppi armati di una minoranza etnica, che si richiama all’altro Stato.

La Joint Task Force è così chiamata, dal susseguirsi degli eventi, a sviluppare una serie di attività militari sul terreno, in mare e in cielo, ma anche nel dominio cibernetico, per contrastare le azioni ostili dei gruppi terroristici e delle milizie paramilitari dallo Stato di riferimento, che punta a ottenere l’egemonia regionale.

La cyber defence assume, così, la sua funzione di elemento di disturbo delle operazioni militari degli avversari, così come avviene nel campo della guerra elettronica e del conflitto ibrido, dove, piuttosto che alla distruzione fisica dei sistemi d’arma avversari, si mira a renderli inutilizzabili, ovvero a neutralizzarli anche temporaneamente.

Il settore cyber, infatti, rientra nell’ambito CEMA (Cyber Electro Magnetic Activities) e unisce le operazioni classiche a quelle sulle reti.

Il contributo fornito dai militari del CIOC è inoltre volto a risaltare un’altra funzione del nuovo dominio, trasversale al decision making e alle informazioni, spiega la Difesa.

La cyber defence, infatti, ha i suoi effetti sulla catena di comando e controllo, perché garantisce il cosiddetto ciclo ODA (Observe, Detect and Act) che è quel processo distinto nelle fasi di osservazione, determinazione e azione tipico dei ogni processo decisionale, sottolinea lo stato maggiore della Difesa nel suo comunicato.

L’effetto facilitatore va anche a vantaggio delle informazioni perché la cyber garantisce, con continuità, la disponibilità di dati e conoscenze per intervenire efficacemente in teatro operativo.

Per tali aspetti, la cyber defence si pone quale strumento strategico del Comandante in capo delle Forze Armate, il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

“La difesa cibernetica ha quindi la funzione di supportare il proprio ciclo decisionale e, al contempo, di rallentare quello avversario, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: PI SMD

A Lisbona la Nato parla afgano

Cyberdefence, anti-CBRN (minaccia Chimico Biologico Radiologico Nucleare), scudo missilistico e nuovo concetto strategico.

Ma il vero punto cruciale del summit della Nato a Lisbona è la questione dell’Afghanistan.

Le ristrettezze economiche non solo europee e la necessità di perfezionare una missione che si concluderà nel 2014 fanno di questo vertice uno dei meeting più critici nella storia dell’Alleanza Atlantica.

Domani mattina, dopo il primo incontro di oggi a livello di capi di stato e di governo e dopo il discorso di stasera del segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, si entrerà nel vivo della questione affrontando l’argomento al top dell’agenda, la missione in Afghanistan.

Nella conferenza stampa congiunta, a fianco dei segretari di Nato e Nazioni Unite, ci sarà il presidente afgano Hamid Karzai (foto) che domani in tarda mattinata rappresenterà le necessità del proprio paese. Nell’interesse della sovranità afgana, e nell’interesse degli alleati che si apprestano al fine missione.

Il pomeriggio di domani, invece, sarà dedicato ai rapporti con la Russia. Ed è un po’ come battere il ferro finchè è caldo, vista la disponibilità manifestata dall’ex Unione Sovietica alla Nato relativamente alla missione Isaf.

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Fonte: nato.int

Foto: Lisbon logo/www.nato.int; president Karzai arrives in Lisbon: ANDRƒ KOSTERS / LUSA/ HOST/www.nato.int