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Marina: Nave Italia, il brigantino della solidarietà, salpa sull’onda dell’inclusione sociale

È stata presentata questa mattina, 17 aprile, a La Spezia, la campagna di solidarietà 2018 di Fondazione Tender to Nave Italia, Onlus costituita nel 2007 per volere della Marina Militare Italiana e dello Yacht Club Italiano.

È la stessa Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa odierno.

Saranno 22, si apprende, le associazioni che salperanno a bordo di Nave Italia, alternandosi dal 1° maggio al 20 ottobre per la nuova campagna solidale che toccherà anche quest’anno numerosi porti italiani, tra cui Genova, Livorno, Gaeta, Olbia, Civitavecchia, Salerno, Cagliari, La Spezia.

La Fondazione sviluppa ogni anno progetti educativi e riabilitativi a bordo di Nave Italia, che con i suoi 61 metri è il più grande brigantino al mondo, con lo scopo di promuovere lo sviluppo umano attraverso la vita di mare e la navigazione.

L’obiettivo di fondo è abbattere il pregiudizio sulla disabilità e l’esclusione sociale di soggetti disabili o vittime di disagio sociale.

Tra i 22 progetti di inserimento sociale 2018 ci sono i quattro progetti curati dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il progetto internazionale per bambini della Repubblica Ceca in collaborazione con l’Ambasciata italiana di Praga sviluppato per la prima volta nel 2017, il progetto dell’Istituto Regionale Garibaldi per ciechi.

Sarà imbarcata inoltre per la prima volta l’associazione Emisferi Musicali, che porterà a bordo una vera e propria orchestra con l’obiettivo di ascoltare e registrare i suoni del mare per inserirli all’ interno di una composizione musicale d’ insieme.

Il progetto Nave Italia, sottolinea la Marina nel comunicato stampa, rappresenta un modello unico e vincente di grande impegno e solidarietà civile, in cui la cultura del mare e della navigazione, di cui la Marina Militare è custode, diventano strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia.

“Pochi giorni fa abbiamo celebrato la 1ª Giornata Nazionale del mare e della cultura marina: questo progetto rappresenta proprio il modello vincente di come la cultura del mare e della navigazione, di cui la Marina Militare è custode, divengano strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia. A bordo ogni persona arricchisce l’altro con la propria originalità e le proprie emozioni”, ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il Comandante Marittimo Nord della Marina Militare, ammiraglio di divisione Giorgio Lazio.

La Fondazione Tender To Nave Italia Onlus promuove dal 2007 numerosi progetti di solidarietà a favore di associazioni non profit, Onlus, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che sostengono azioni inclusive verso i propri assistiti e le loro famiglie.

In particolare, fa sapere la Marina nel comunicato stampa, Fondazione Tender To Nave Italia Onlus accoglie i progetti relativi alle seguenti aree di intervento:

  • Disabilità: progetti di inclusione, integrazione e riabilitazione di persone disabili e delle loro famiglie.
  • Salute Mentale: progetti di abilitazione, riabilitazione di persone affette da malattia o disagio psichico. Un potente stimolo a ricominciare a sperare.
  • Disagio sociale familiare e scolastico: progetti volti a prevenire l’abbandono scolastico, il disagio familiare, la delinquenza, l’abuso e l’utilizzo di sostanze.

Il Comitato Scientifico della Fondazione seleziona i migliori progetti pervenuti e ne coordina la realizzazione nelle tre fasi previste dalla metodologia: prima, durante e dopo l’imbarco su Nave Italia.

La vita di mare è l’ambiente ideale perché ciascuno dia il meglio di sé tirando fuori risorse personali inespresse, viva l’avventura come apprendimento, impari attraverso esperienza e regole condivise, conosca i propri limiti e la forza del gruppo, migliorando le proprie capacità per riuscire ad affrontare la vita.

 “Nave ITALIA è simbolo di una convivenza possibile, una scuola di vita che promuove sviluppo e integrazione, senza escludere nessuno. La sua attività è possibile grazie al prezioso contributo della Marina Militare e del suo straordinario equipaggio e al supporto della Fondazione che può contare su tanti sostenitori”, ha ricordato Nicolò Reggio, presidente dello Yacth Club Italiano.

Novità 2018 (approfondimento a cura della Marina Militare):

Da quest’anno, tre dei 22 progetti affronteranno per la prima volta un nuovo programma sperimentale che prevede lo sviluppo della metodologia di inserimento sociale di Nave ITALIA distribuito in tre fasi settimanali distinte, con la prima che si è già realizzata questo inverno sulla neve.

Le tre fasi del progetto sperimentale sono:

 “Crediamo fortemente – spiega il direttore del comitato scientifico di Nave Italia, Paolo Cornaglia – nello sviluppo del modello di inserimento messo a punto in anni di lavoro dalla Fondazione. L’ampliamento del percorso di inserimento a tre settimane consentirà una ottimizzazione delle attività di accrescimento di autostima, autonomia, social skills dei soggetti coinvolti”.

Nel 2017 sono stati imbarcati su Nave ITALIA 317 partecipanti ai progetti (167 area disabilità, 54 area salute mentale, 96 area disagio famigliare e scolastico) con 121 operatori coinvolti, fa sapere nel dettaglio la Marina Militare.

I protagonisti a bordo sono bambini, adolescenti e adulti con disabilità, disagio psichico o disagio sociale e familiare, che hanno ogni giorno grandi ostacoli da affrontare e che a bordo riconquistano la fiducia in sé stessi, attraverso un’esperienza che unisce l’amore per il mare all’amore per la vita.

A bordo non esistono differenze, ogni persona arricchisce l’altro con la propria originalità e le emozioni si trasformano in ricordi indelebili nel tempo, che accompagneranno questi ragazzi “speciali” nella loro vita futura.

La Fondazione è sostenuta dai Promotori Benemeriti ACRI, Fincantieri, Rolex, Siad e UniCredit, che credono in questa grande iniziativa di solidarietà.

Oltre ai Promotori Benemeriti la Fondazione è sostenuta da Partner sostenitori e da donatori privati, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: Marina Militare

Associazione Ampio Raggio: primo atto del nuovo progetto per l’aiuto alla popolazione bisognosa di Erbil

È stato annunciato a fine marzo, dal presidente dell’Associazione Ampio Raggio, Antonio Pio Autorino, il nuovo progetto “Amore oltre ogni confine Italia – Iraq”, ha fatto sapere la stessa Associazione: l’evento ha avuto luogo alla presenza di Associazioni, Forum Giovanili e Gruppi di Protezione Civile locali da tempo vicine alla giovane Associazione.

Il progetto prevede la raccolta di innumerevoli capi d’abbigliamento, giocattoli, materiale didattico e una ludoteca presso le sedi delle associazioni aderenti e nelle piazze locali, destinate alle fasce bisognose della popolazione di Erbil.

Il materiale raccolto, spiega Ampio Raggio, sarà debitamente verificato e perverrà, dopo le relative autorizzazioni del Comparto Difesa, presso l’aeroporto militare di partenza per poi giungere a Erbil, ove sarà messo a disposizione del Consolato Italiano, presente in loco, che individuerà e provvederà alla consegna a idonea struttura.

“Tra le numerose adesioni da parte di Associazioni, Forum Giovanili e Gruppi di Protezione Civile – scrive l’Associazione nel suo comunicato –  vi è l’onere di citare il Corpo Internazionale di Soccorso Umanitario, Coordinamento Operativo Nazionale Interforze Tutela Ambientale, Associazione Centro Studi Scientifici, Forum dei Giovani di Sant’Antonio Abate, Associazione Argento Vivo, Protezione Civile “Lettere”, Forum dei Giovani di Angri, Forum dei Giovani di Lettere, Forum dei Giovani di Pimonte, Associazione Archimede e Liceo Statale Mazzini , impegnati attivamente nell’operazione”.

Alla presentazione del progetto, il Presidente di Ampio Raggio ha dichiarato: “Insieme saremo una grande “squadra” e in maniera limpida e trasparente regaleremo ancora una volta attimi di gioia e serenità a quelle fasce bisognose di popolazioni presenti e abbandonate dal mondo intero”.

Intanto, a distanza di soli dieci giorni dal lancio del progetto, il Forum dei giovani di Sant’Antonio Abate, coordinato da Clelia Veronica Calabrese, ha organizzato e seguito con grande entusiasmo la raccolta del materiale ludico – creativo a sostegno dell’iniziativa solidale proposta, coinvolgendo le numerose realtà presenti nei paesi limitrofi e non solo.

Grazie all’impegno e al sostegno di molti è stato possibile raccogliere materiale didattico, giochi e attrezzature varie da donare ai piccoli bambini dell’Iraq.

Il Forum ha ospitato, presso la propria sede, un incontro all’insegna dell’allegria e della solidarietà per unire tutto il materiale raccolto e consegnarlo all’Associazione Ampio Raggio, che al termine delle raccolte provenienti anche delle altre Associazioni partecipanti provvederà ad avviare le relative procedure necessarie per il trasporto in Iraq e, in sinergia con il Consolato di Erbil, alla distribuzione presso le strutture individuate.

La considerevole raccolta è stata possibile solo grazie alla collaborazione con altre parti coinvolte, quali: l’Associazione Archimede, presieduta da Pio Santonicola, Forum dei Giovani di Angri, coordinato da Alessio De Prisco, Forum dei Giovani di Pimonte, coordinato Vincenzo Aiello, Forum dei Giovani di Lettere, coordinato da Pasquale Cesarano e la Protezione Civile di Lettere, coordinata da  Gerardo Giosuè Eroico: tutte insieme, hanno istituito dei veri e propri sportelli per facilitare la raccolta nei vari paesi interessati, fa sapere Ampio Raggio.

Soddisfatto del risultato il Presidente dell’Associazione Ampio Raggio, Antonio Pio Autorino, che ringrazia i partecipanti e in particolare la coordinatrice del Forum dei Giovani di Sant’Antonio Abate, Clelia Veronica Calabrese, e la Responsabile della sezione sport e cultura, Colomba Paola Coppola, che hanno lavorato in prima linea all’organizzazione delle raccolte.

Soddisfatta del risultato anche la stessa coordinatrice del Forum di Sant’Antonio Abate, scrive nel comunicato stampa l’Associazione Ampio Raggio, che dichiara: “Insomma, quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se tutto ciò potrà regalare anche e solo un sorriso non sarà stato fatto invano. Sembrava difficile, ma il gran cuore della gente ha reso la raccolta molto più semplice. Sono convinta che, come diceva Baden Powell, ‘il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Preoccupatevi di lasciare questo mondo un po’ migliore di come lo avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere fatto ‘del vostro meglio’. Col cuore sempre!”.

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Fonte e foto: Ampio Raggio

COSINT: continua l’attività all’insegna del motto “fatti, non parole”. Anche in Zambia

Sarà anche il loro motto, “fatti, non parole”, che per i Corpi Sanitari Internazionali (COSINT) è diventato lo stile di aiuto e di intervento ai bisognosi, ma Paola Casoli il Blog ha deciso di parlarne. Perché è anche con le parole che si viene a conoscenza dei fatti.

“Ecco un po’ di storia circa quanto è stato fatto e si farà in Zambia, anticipa via mail il Gen. B.(r.o.) dei Corpi Sanitari Internazionali Comando Lombardia Claudio Mantovani. Ed elenca una serie di interventi che da soli meriterebbero un articolo ciascuno.

Di più. Al telefono il gen Mantovani spiega nel dettaglio la ricostruzione di una chiesa in Zambia – precedentemente distrutta da Boko Haram, secondo quanto meglio specificato – “con sforzi non indifferenti della Associazione Amici dei frati di San Giovanni Battista di Desio e un contributo personale come Gen. B.(r.o.) dei Corpi Sanitari Internazionali Comando Lombardia, oltre al supporto del nostro Comandante Generale Gen.C.A. (r.o.) Alessandro Della Posta: la Chiesa ora è stata totalmente ristrutturata”.

“È stato proprio in questa realtà – continua Mantovani -che ho conosciuto il Console Generale del Gambia, Prof. Avv. Francesco Cristina, e grazie a quella che è divenuta fraterna amicizia sono partito con il progetto andato a buon fine in Gambia (alimenti, scarpe, quaderni, giocattoli etc etc ) arrivati tutti, nonostante il colpo di stato in atto in Gambia, ai bambini della Antonio Cristina Nursery School (link articolo in calce).

I due progetti richiedono un certo impegno, è per questo che “Ora sto lavorando con gli Amici della Associazione – fa sapere Mantovani -e grazie al supporto del nostro Comandante di Monza, Ten. Col.( r.o.) dott Carmelo Spinella, al recupero di materassi da spedire ai bambini dello Zambia e del Gambia”.

L’Associazione amici dei frati di San Giovanni Battista, da 20 anni, supporta le attività missionarie della Congregazione dei frati di San Giovanni Battista sia in Italia, sia in Africa, si apprende.

Il gen Mantovani ha recentemente stretto amicizia con Padre Innocenzo Ricci, divenuto poi cappellano del COSINT per il Nord Italia, e Mons Padre Jarek Cielecki, “Sacerdote Carismatico ed Esorcista che ha avuto la fortuna di vivere vicino a San Giovanni Paolo II”. Incontri che Mantovani considera “regalo di Dio”.

Tra i progetti umanitari compiuti a beneficio delle persone più vulnerabili e deboli, il gen Mantovani ha segnalato i più recenti:

Ristrutturazione Chiesa Conventuale

Convento e scuola di formazione dei frati novizi di San Giovanni Battista.

Diocesi di Lusaka (Zambia). Triennio 2013/2016 riqualificazione, ristrutturazione e agibilità chiesa conventuale.

Oggi, per le popolazioni dei villaggi limitrofi il principale riferimento di accoglienza, ascolto e spiritualità.

Progetto di alfabetizzazione

Missione dei frati di San Giovanni Battista, Diocesi di Chipata (Zambia).

Mantenimento allo studio attualmente di 30 bambini, le cui famiglie, le più povere tra i poveri non hanno alcuna risorsa economica.

I frati stimano nel biennio 2017/2019 di accogliere e garantire l’istruzione per oltre 100 bambini.

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Fonte e foto: COSINT/gen Claudio Mantovani

Associazione Ampio Raggio: il Ponte della Solidarietà Italia-Afghanistan riceve kit sportivi per la sua attività di aiuto

Si è svolta venerdì scorso, 24 febbraio, nella sala stampa del Palamangano di Scafati, in provincia di Salerno, la consegna di kit sportivi all’Associazione Ampio Raggio, che da tempo è impegnata ad alleviare le sofferenze delle fasce bisognose della società sia in ambito nazionale che internazionale.

Tre importanti società sportive presenti nel territorio scafatese – la Givova Basket, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Scafatese calcio 1922 e l’Azienda Givova – si sono distinte per il loro prezioso gesto di generosità a favore del progetto “Ponte della Solidarietà Italia Afghanistan”, che ha ricevuto il patrocinio morale della Regione Campania, del Comune di Scafati, del Comune di Lettere, dell’Accademia Bonifaciana e del CSV di Napoli.

Presente alla cerimonia il Presidente dell’Associazione Ampio Raggio, il dottor Antonio Pio Autorino, che ha ringraziato le società sportive per il dono ricevuto e in particolare la dottoressa Chiara Cioffi “per l’instancabile e determinante impegno profuso silenziosamente nel corso di questi mesi a favore della nobile iniziativa”, fa sapere l’Associazione Ampio Raggio.

“Di altrettanto rilievo in questa cerimonia la collaborazione del Forum dei Giovani di Scafati, coordinato dal giovanissimo Carmine Sergianni, si apprende.

La notizia dell’evento è stata data proprio dall’Associazione Ampio Raggio, che ha visto confermati nel carattere della serata di beneficenza i propri valori di solidarietà e positività che hanno unito in un abbraccio simbolico tutti gli enti, le associazioni e le istituzioni unite ad Ampio Raggio.

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Fonte e foto: Associazione Ampio Raggio