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COSINT: continua l’attività all’insegna del motto “fatti, non parole”. Anche in Zambia

Sarà anche il loro motto, “fatti, non parole”, che per i Corpi Sanitari Internazionali (COSINT) è diventato lo stile di aiuto e di intervento ai bisognosi, ma Paola Casoli il Blog ha deciso di parlarne. Perché è anche con le parole che si viene a conoscenza dei fatti.

“Ecco un po’ di storia circa quanto è stato fatto e si farà in Zambia, anticipa via mail il Gen. B.(r.o.) dei Corpi Sanitari Internazionali Comando Lombardia Claudio Mantovani. Ed elenca una serie di interventi che da soli meriterebbero un articolo ciascuno.

Di più. Al telefono il gen Mantovani spiega nel dettaglio la ricostruzione di una chiesa in Zambia – precedentemente distrutta da Boko Haram, secondo quanto meglio specificato – “con sforzi non indifferenti della Associazione Amici dei frati di San Giovanni Battista di Desio e un contributo personale come Gen. B.(r.o.) dei Corpi Sanitari Internazionali Comando Lombardia, oltre al supporto del nostro Comandante Generale Gen.C.A. (r.o.) Alessandro Della Posta: la Chiesa ora è stata totalmente ristrutturata”.

“È stato proprio in questa realtà – continua Mantovani -che ho conosciuto il Console Generale del Gambia, Prof. Avv. Francesco Cristina, e grazie a quella che è divenuta fraterna amicizia sono partito con il progetto andato a buon fine in Gambia (alimenti, scarpe, quaderni, giocattoli etc etc ) arrivati tutti, nonostante il colpo di stato in atto in Gambia, ai bambini della Antonio Cristina Nursery School (link articolo in calce).

I due progetti richiedono un certo impegno, è per questo che “Ora sto lavorando con gli Amici della Associazione – fa sapere Mantovani -e grazie al supporto del nostro Comandante di Monza, Ten. Col.( r.o.) dott Carmelo Spinella, al recupero di materassi da spedire ai bambini dello Zambia e del Gambia”.

L’Associazione amici dei frati di San Giovanni Battista, da 20 anni, supporta le attività missionarie della Congregazione dei frati di San Giovanni Battista sia in Italia, sia in Africa, si apprende.

Il gen Mantovani ha recentemente stretto amicizia con Padre Innocenzo Ricci, divenuto poi cappellano del COSINT per il Nord Italia, e Mons Padre Jarek Cielecki, “Sacerdote Carismatico ed Esorcista che ha avuto la fortuna di vivere vicino a San Giovanni Paolo II”. Incontri che Mantovani considera “regalo di Dio”.

Tra i progetti umanitari compiuti a beneficio delle persone più vulnerabili e deboli, il gen Mantovani ha segnalato i più recenti:

Ristrutturazione Chiesa Conventuale

Convento e scuola di formazione dei frati novizi di San Giovanni Battista.

Diocesi di Lusaka (Zambia). Triennio 2013/2016 riqualificazione, ristrutturazione e agibilità chiesa conventuale.

Oggi, per le popolazioni dei villaggi limitrofi il principale riferimento di accoglienza, ascolto e spiritualità.

Progetto di alfabetizzazione

Missione dei frati di San Giovanni Battista, Diocesi di Chipata (Zambia).

Mantenimento allo studio attualmente di 30 bambini, le cui famiglie, le più povere tra i poveri non hanno alcuna risorsa economica.

I frati stimano nel biennio 2017/2019 di accogliere e garantire l’istruzione per oltre 100 bambini.

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Fonte e foto: COSINT/gen Claudio Mantovani

Associazione Ampio Raggio: il Ponte della Solidarietà Italia-Afghanistan riceve kit sportivi per la sua attività di aiuto

Si è svolta venerdì scorso, 24 febbraio, nella sala stampa del Palamangano di Scafati, in provincia di Salerno, la consegna di kit sportivi all’Associazione Ampio Raggio, che da tempo è impegnata ad alleviare le sofferenze delle fasce bisognose della società sia in ambito nazionale che internazionale.

Tre importanti società sportive presenti nel territorio scafatese – la Givova Basket, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Scafatese calcio 1922 e l’Azienda Givova – si sono distinte per il loro prezioso gesto di generosità a favore del progetto “Ponte della Solidarietà Italia Afghanistan”, che ha ricevuto il patrocinio morale della Regione Campania, del Comune di Scafati, del Comune di Lettere, dell’Accademia Bonifaciana e del CSV di Napoli.

Presente alla cerimonia il Presidente dell’Associazione Ampio Raggio, il dottor Antonio Pio Autorino, che ha ringraziato le società sportive per il dono ricevuto e in particolare la dottoressa Chiara Cioffi “per l’instancabile e determinante impegno profuso silenziosamente nel corso di questi mesi a favore della nobile iniziativa”, fa sapere l’Associazione Ampio Raggio.

“Di altrettanto rilievo in questa cerimonia la collaborazione del Forum dei Giovani di Scafati, coordinato dal giovanissimo Carmine Sergianni, si apprende.

La notizia dell’evento è stata data proprio dall’Associazione Ampio Raggio, che ha visto confermati nel carattere della serata di beneficenza i propri valori di solidarietà e positività che hanno unito in un abbraccio simbolico tutti gli enti, le associazioni e le istituzioni unite ad Ampio Raggio.

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Fonte e foto: Associazione Ampio Raggio

Trincee in Trentino: a Nosellari, sulla prima linea austro-ungarica dell’Alpe Cimbra

È in programma venerdì 6 gennaio, giornata dell’Epifania, la visita guidata alle trincee di Nosellari, in provincia di Trento, a cura dell’Azienda per il turismo Folgaria Lavarone Lusern Alpe Cimbra.

Il Giro delle Trincee è un “percorso tematico, – spiega la stessa Azienda per il turismo nell’Alpe Cimbra – testimone del primo grande conflitto mondiale (1914-1918) che su queste alture, a partire dal maggio 1915, ha scritto drammatiche pagine di storia”.

L’escursione si snoda tra trincee e profondi ricoveri scavati nella roccia, attraverso cui il percorso ripercorre quella che fu la prima linea austro-ungarica dell’Alpe Cimbra, affacciata sul Regno d’Italia, cioè sulla sottostante valle dell’Astico, spiega il comunicato dell’azienda.

Il programma prevede una passeggiata con visita guidata al Giro delle Trincee, con ritrovo davanti alla Chiesa di Nosellari (Trento) alle 16. Informazioni sul sito dell’Azienda turismo Alpe Cimbra.

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Fonte e foto: Azienda Turismo Folgaria Lavarone Lusern Alpe Cimbra

Luigi Piccatto racconta come ha disegnato l’alpino Michele, protagonista del volume a fumetti Da Caporetto alla vittoria

luigi-piccatto_da-caporetto-alla-vittoria_2016-2È un giovane piemontese di 17 anni, Michele Pellegrino. Nato nel 1898 e chiamato alle armi durante la Prima Guerra Mondiale, in 65 pagine a fumetti ripercorre la sua vita attraverso la matita di Luigi Piccatto e del suo staff.

Michele è il protagonista del volume a fumetti “Da Caporetto alla vittoria. Storia di un alpino”: 80 pagine, di cui 65 di storia a fumetti, un libro realizzato su iniziativa dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) in collaborazione con il disegnatore Luigi Piccatto e lo sceneggiatore Walter Ricci.

In concomitanza con la presentazione del volume al Circolo della Stampa – Palazzo Ceriana Mayneri di Torino, in programma oggi 25 novembre alle 14.45 alla presenza del Capo di stato maggiore della Difesa gen Claudio Graziano (link articolo in calce), Paola Casoli il Blog ha raggiunto per qualche domanda Luigi Piccatto, noto per le sue strisce sull’”indagatore dell’incubo” Dylan Dog.

(PCBlog) Piccatto, perché questo lavoro in un settore spesso considerato di nicchia, quale la storia italiana e le vicende belliche?

(LP) Cosa c’è di meglio che raccontare la storia per immagini? Quando poi si tratta di narrare un evento storico che ha coinvolto la vita di migliaia di persone, niente di meglio che l’immagine quale veicolo di informazione, di istruzione e di conoscenza. Ci sono momenti che a mio avviso non possono essere raccontati diversamente che tramite le immagini: per tenere il filo del discorso, una immagine dietro l’altra costituisce un mezzo di narrazione, senza dimenticare il piacere puro dell’avventura che invoglia a leggere e scoprire il tratto della matita per il gusto di vedere; quando poi il tutto viene seguito da professionisti quali storici e scenografi, ecco che la divulgazione acquista in purezza e precisione.

La storia per immagini, dunque…

Appunto. Lo avevo già sperimentato con lo storico medievalista Renato Bordone, in un lavoro incentrato sulle comunità rurali intorno ad Asti ambientato nel XII secolo.

Come è nato questo progetto?

Per passione. Comunque è un progetto fatto al buio.

In che senso, scusi?

È nato con l’idea di fare un racconto per immagini che accendesse luci su momenti dimenticati.

Piccatto, da dove trae ispirazione per i suoi disegni?

Vede, noi lavoriamo su sceneggiature del cinema, teatrali. Una volta che ci viene consegnata la sceneggiatura, iniziamo a leggerla: è proprio durante la lettura che si accende l’immaginario. Lì inizia a muoversi la sceneggiatura, lì nascono le tavole.

Lei disegna Dylan Dog da moltissimi anni, si parla di due decenni almeno: quanto di Dylan Dog c’è in Michele Pellegrino, protagonista di questo volume?

Beh, niente di collegabile volontariamente a Dylan Dog. Anche se il disegno esce comunque dalla mia sensibilità, quindi se c’è qualche cosa non è sicuramente voluto. Le devo dire, però, che in una tavola ho raffigurato la mano di un ufficiale degli alpini che, come mi ha fatto notare il gen Graziano, è una Bodeo a tamburo … proprio come quella, l’unica, che usa Dylan Dog.

Paola Casoli ha intervistato Luigi Piccatto il 24 novembre 2016.

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Foto: Luigi Piccatto (tavole e autoritratto); le altre foto sono di Esercito Italiano (presentazione volume a Roma, 17 novembre 2016)

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Savoia Marchetti Historical Group: omaggio all’ing Marchetti, padre dell’S.55 X della trasvolata di Balbo. Convegno ed esposizione aeromodello su disegni anni Trenta

ling-alessandro-marchetti-sul-suo-s-55-della-crociera-de-pinedo“L’eredità dell’ingegner Alessandro Marchetti a cinquant’anni dalla sua scomparsa” è il titolo del convegno in programma sabato 3 dicembre alle 10 a Volandia, organizzato dal Parco e Museo del Volo e dal Savoia Marchetti Historical Group, in collaborazione con il Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti e l’Associazione Amici di Volandia.

L’evento intende rendere “omaggio a un uomo e imprenditore che ha fatto la storia dell’industria aeronautica del territorio della provincia di Varese e non solo, padre di quell’S.55 X che solcò l’Oceano nella memorabile trasvolata di Balbo e della cui ricostruzione in scala reale è possibile già vedere i primi risultati: il convegno del 3 dicembre sarà infatti l’occasione per presentare al pubblico le parti già finite della replica dell’S.55 X, ovvero i timoni e le derive, ricostruzioni effettuate sui disegni originali e con le tecniche degli anni Trenta”, fa sapere un comunicato stampa del Gruppo Lavoratori Seniores (GLS) Siai Marchetti.

luigi-cape-italo-balbo-e-alessandro-marchettiA 50 anni dalla scomparsa dell’ingegner Marchetti saranno dunque un convegno e una esposizione delle prime parti realizzate del modello dell’idrovolante S.55 X a far rivivere un primato tutto italiano, suggellato dalla trasvolata del decennale della Regia Marina in idrovolante sull’Oceano Atlantico, straordinaria impresa di Italo Balbo.

Volandia, luogo prescelto per ospitare la replica dello storico idrovolante in dimensioni reali dall’apertura alare pari a 24 metri, con il Savoia Marchetti Historical Group e con altre associazioni coinvolte rende così omaggio all’ingegner Marchetti che, insieme all’imprenditore lombardo Luigi Capè, fu protagonista della trasformazione di una segheria in un’industria aeronautica che arrivò a impiegare più di 11.000 persone senza contare l’indotto.

Ad arricchire l’evento del 3 dicembre ci sarà anche un’esposizione di memorabilia, fa sapere il GLS Siai Marchetti, tra cui un busto celebrativo di Alessandro Marchetti, il suo tecnigrafo da lavoro, il diario, un libro voli e un motore Isotta Fraschini “Asso” del tipo che equipaggiò il velivolo.

lo-stormo-degli-idrovolanti-s-55-x-sorvola-le-alpi-nella-crociera-italia-usa-del-1933Ad aprire i lavori del convegno saranno i rappresentanti del Parco e Museo del Volo, cui seguiranno gli interventi del sindaco di Cori, città natale di Marchetti, del nipote dell’illustre progettista e di varie personalità del mondo aeronautico.

Parteciperà anche il team della Sezione Divulgazione Storica Multimediale dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, si apprende.

Un focus sarà riservato anche alle finalità storiche e culturali del gruppo di appassionati che hanno costituito il “Savoia Marchetti Historical Group” e stanno lavorando sulla replica dello storico idrovolante.

L’evento sarà preceduto da una mostra-conferenza commemorativa il 2 dicembre presso il Comune di Sesto Calende.

 trasvolata-di-balbo-_idrovolante-savoia-marchetti_locandina-decennale-1933“L’impresa dell’S55 – ha dichiarato Marco Reguzzoni, presidente di Volandia  – è stata nella storia uno degli eventi che ha dato lustro all’industria aeronautica e non solo del nostro Paese. Ricostruire questo famoso idrovolante che traversò l’Atlantico in uno stormo di 24 apparecchi è un obiettivo che Volandia è orgogliosa di supportare”.

Per Fillippo Meani, coordinatore del  Savoia Marchetti Historical Group, “la finalità della replica è dimostrare che quando gli sforzi imprenditoriali, progettuali e istituzionali si uniscono, non vi sono traguardi irraggiungibili…”.

I timoni e le derive sono stati realizzati dall’Aerosviluppi di Lonate Pozzolo e il timone di profondità dalle Officine Villella di Sesto Calende, due dei primi sponsor che hanno aderito all’importante iniziativa.

“Altre parti sono in fase di realizzazione grazie alla generosità delle ditte Merletti Aerospace, Gilegno di Grossoni Ernesto e Figli, Aviotecnica Srl, Faber di Stilo Massimo, Falegnameria Franchini, G&B Barberi, Bonomi di Bonomi Arnaldo & C. e Bramante Model & Service”, conclude il comunicato rimandano all’interessante evento.

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Fonte e foto: GLS Siai Marchetti

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