Mario Alberto Germani

L’ospedale militare del Celio riceve la visita del presidente della Regione Lazio, Zingaretti: “struttura d’eccellenza da coinvolgere nel servizio regionale per ridurre le liste d’attesa”

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha visitato questa mattina, 22 maggio, il Policlinico militare di Roma Celio, in piazza Celimontana.

Il presidente è stato accompagnato nella sua visita di alcuni dipartimenti del Celio dal sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Giovan Battista Borrini, e dal direttore del Policlinico militare, generale Mario Alberto Germani.

“Oggi – ha spiegato Zingaretti – riprende una forte collaborazione tra il servizio sanitario regionale e il policlinico militare Celio. Il Celio è una struttura assolutamente eccellente per l’Italia, garantita dalla presenza di professionisti di altissimo livello e da una grande peculiarità: è il cuore che coordina le missioni più difficili dell’Esercito nel mondo e ha acquisito competenze nei campi più diversi della medicina con grande capacità di fronteggiare le emergenze.”

“Poter coinvolgere una struttura militare come il Celio per ridurre le liste d’attesa – ha aggiunto Zingaretti – è un esempio concreto di come da una maggiore integrazione potremmo ottenere risultati importanti”.

Infine, ha concluso il presidente, “il Celio è una struttura radicata a Roma e nel Lazio ma con una vocazione internazionale che la rende un patrimonio unico, una struttura che fino ad ora non abbiamo valorizzato fino in fondo”.

Il sottocapo di stato maggiore dell’Esercito, generale Borrini, ha sottolineato che “l’Esercito vuole essere presente nel Paese a tutela della popolazione.  Già lo facciamo in emergenza, ma questa collaborazione deve essere sempre più strutturata affinché i cittadini continuino a considerare l’Esercito come una risorsa per il Paese”.

Il policlinico militare Celio, organo di ricovero e cura della Sanità Militare, è articolato su tredici dipartimenti. Il Policlinico, oltre a distaccare personale in operazioni, in Italia e all’estero, è inserito nel circuito dell’emergenza sangue a Roma e interviene in situazioni critiche per gli ospedali della capitale. Per questa sua azione l’assemblea capitolina gli ha riconosciuto, nel 2013, la cittadinanza onoraria.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Lesioni ototraumatiche e cervico-facciali: successo del policlinico militare Celio in oltre la metà dei casi trattati

L’incontro dei maggiori esperti di otorinolaringoiatria avvenuto recentemente a Roma, nell’Auditorium Parco della Musica in occasione del 100° Congresso Nazionale della Società Italiana di otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale, ha messo in evidenza non solo il lavoro svolto dagli specialisti militari, che ha consentito di evidenziare l’importanza di tale dinamica lesionale nel distretto testa-collo, ma anche gli elevati standard diagnostici terapeutici raggiunti dal Policlinico Militare Celio, che hanno permesso un efficace recupero delle lesioni ototraumatiche e cervico-facciali in oltre la metà dei casi trattati.

Ciò testimonia il successo dell’investimento sulla ricerca promosso e condotto dall’Esercito, che continua a puntare sulla ricerca, oltre che sulla componente sociale e umana del paese, per assicurare sempre una maggiore professionalità nell’interesse del paese, di tutte le Forze Armate e della città di Roma.

Tra gli oltre 1.200 specialisti, provenienti da tutto il mondo, che hanno partecipato ai quattro giorni di lavoro di fine maggio per fare il punto sulle ultime scoperte dell’otorinolaringoiatria italiana, era presente anche un team di medici dell’Esercito, specialisti del Policlinico Militare Celio di Roma, diretto dal generale Mario Alberto Germani.

Al congresso è stato presentato il lavoro scientifico condotto dal tenente colonnello dell’Esercito Giuseppe Alberto Maria Algieri, in collaborazione con tutto il team di specialisti del Policlinico Militare di Roma, sull’esperienza del Role 4, ovvero uno dei quattro livelli di pianificazione sanitaria della NATO per le cure a lungo termine in patria, nella diagnosi e trattamenti delle lesioni ototraumatiche e cervico facciali associate, riportate dai militari italiani a seguito di esposizione a onda d’urto provocata dall’esplosione di un IED nei teatri di operazione all’estero.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Teatri operativi: visite dei vertici in occasione delle festività. Il CaSMD ha visitato i feriti al Celio

Prima delle festività natalizie, lo scorso 20 dicembre, il comandante della missione a guida NATO in Afghanistan ISAF (International Security Assistance Force), il generale statunitense John R.Allen, ha fatto visita al Regional Command-West (RC-W) di Herat su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri.

La visita del COMISAF era orientata a ricevere un aggiornamento sulla transition in atto nell’area di responsabilità italiana, corrispondente all’occidente afgano, oltre che sugli sviluppi ottenuti lungo le direttrici della sicurezza e dell’assistenza.

In Kosovo, invece, i militari italiani impiegati nell’ambito della missione a guida NATO Kosovo Force (KFOR), hanno ricevuto gli auguri per le festività lo scorso 24 dicembre direttamente dal Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME). La vigilia di Natale, infatti, il CaSME, generale Claudio Graziano, si è recato in visita al contingente nazionale in Kosovo. Accolto dall’Italian Senior Representative, generale Michele Cittadella, e dal  comandante della Task Force Air, colonnello Michele Palmieri, nell’aeroporto dell’Aeronautica Militare Italiana di Gjacova/Djakovica, il generale Graziano ha poi raggiunto la base militare Villaggio Italia di Peć/Peja, sede del  Multinational Battlegroup-West (MNBG-W).

Alla presenza del comandante del MNBG-W, colonnello Ascenzio Tocci, e di una rappresentanza dei circa 300 soldati dell’Esercito impiegati nella missione KFOR, il generale Graziano ha rivolto a tutto il personale in missione l’augurio per le prossime festività di fine anno, sottolineando l’ininterrotto e rilevante impegno di ciascuno ed estendendo gli auguri propri e della Forza Armata alle famiglie che, dall’Italia, sostengono  la scelta di ciascun militare di servire il Paese, indossando l’uniforme dell’Esercito Italiano.

Nei giorni che hanno preceduto il Natale, il contingente militare italiano impiegato nel sud del Libano nell’ambito della missione a guida Onu UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) ha ricevuto la visita del Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Biagio Abrate.

Il generale Abrate è stato accolto nella base militare di Naqoura dal comandante di UNIFIL, il generale Paolo Serra. Nel corso dell’incontro con il Force Commander, il CaSMD ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato profilo della missione.

Il generale Serra ha detto che UNIFIL, “in stretto coordinamento con l’Esercito Libanese, sta operando al massimo delle proprie capacità per garantire la sicurezza nel sud del Libano e lungo la Blue Line in ogni momento”.

Nel corso della visita, il generale Abrate ha potuto incontrare una rappresentanza di Soldati, Aviatori, Marinai e Carabinieri del comando di UNIFIL rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e di augurio per le prossime festività natalizie a nome della Difesa italiana.

Il CaSMD si è poi trasferito alla base militare italiana di Shama, dove è stato accolto dal generale Antonio Bettelli, comandante del settore ovest di UNIFIL attualmente su base brigata aeromobile Friuli, e ha incontrato le truppe italiane sottolineando la loro importante presenza sul terreno quale testimonianza concreta del lavoro, dell’impegno e del sacrificio che determina grandi soddisfazioni.

L’Italia contribuisce alla missione UNIFIL con circa 1.100 soldati e fornisce 4 elicotteri per il supporto aereo. UNIFIL, composto da circa 12mila peacekeeper provenienti da 37 differenti nazioni, nel breve periodo ha conseguito gli obiettivi di un generale rispetto nella cessazione delle ostilità; dello sviluppo di un dialogo tra le parti attraverso l’unico forum, il meeting tripartito, in grado di realizzare un processo di confidence building; del dispiegamento, dopo circa 30 anni, delle forze armate libanesi nel sud del Libano; di un progressivo aumento delle capacità delle medesime forze armate nell’azione di controllo dell’area a sud del fiume Litani.

Il 20 dicembre il CaSMD ha fatto visita ai militari italiani rimasti feriti nei mesi scorsi in Afghanistan e ora ricoverati nell’ospedale militare del Celio, a Roma, accompagnato dal direttore del policlinico, generale Mario Alberto Germani.

Rivolgendosi ai militari feriti, il generale Abrate ha rinnovato loro il suo ringraziamento “per il lavoro svolto con estrema professionalità in Afghanistan”. Il CaSMD si è dichiarato certo che “che quanto fatto dai militari italiani in Afghanistan, così come nelle altre aree di crisi, contribuirà alla stabilità internazionale e alla salvaguardia dei diritti umani”.

Agli auguri per le festività si sono uniti, in questo caso, anche gli auguri di una pronta guarigione. Un ringraziamento particolare è andato al direttore del Policlinico Militare “per l’elevata professionalità di tutto lo staff medico, sempre al servizio del personale attualmente ricoverato”.

Fonti: SMD, SME, KFOR, RC-W, UNIFIL SW

Foto: SMD, SME, KFOR, RC-W, UNIFIL SW