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Marina Militare e Ispra insieme per lo studio della biodiversità. Nave Magnaghi aperta al pubblico nel porto di Milazzo

La nave idrografica della Marina Militare, Nave Ammiraglio Magnaghi, al comando del capitano di fregata Marco Grassi, e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), stanno conducendo uno studio approfondito dei mari antistanti le coste siciliane. I risultati delle attività effettuate in stretta sinergia, volte all’accrescimento delle conoscenze sugli habitat marini e la caratterizzazione dei fondali marini, saranno resi noti alla stampa oggi, sabato 20 luglio, alle 15.00, dallo stesso comandante dell’unità e da ISPRA, a bordo di nave Magnaghi.

L’attività, che non riguarda solo il fondale ma anche le specie ittiche presenti e di passaggio, comprende lo studio della fauna, l’analisi qualitativa del substrato marino e il prelievo di campioni del fondale nelle acque antistanti il porto di Milazzo, in provincia di Messina.

Un sistema di ripresa subacquea, il Baited Remote Underwater Video (BRUV), consente la registrazione e l’analisi delle specie ittiche che popolano il fondale, attirate nel campo della telecamera da un’esca opportunamente posizionata.

L’équipe imbarcata su Nave Magnaghi, composta da personale dell’equipaggio e da ricercatori dell’ISPRA, ha già completato uno studio nell’area antistante il Porto di Levante dell’Isola di Vulcano, nell’Arcipelago delle Eolie. Anche in questo caso sono stati prelevati dei campioni del fondale e, grazie a un ecoscandaglio multifascio – installato su imbarcazione idrografica – si è potuto determinare anche la morfologia del fondale marino.

La campagna di ricerca è svolta nell’ ambito dell’accordo di collaborazione per il Coordinamento Nazionale della Geofisica Marina (CONAGEM). I campioni acquisiti, dopo i primi trattamenti a bordo, saranno analizzati dal personale ISPRA in laboratori specializzati.

Le prime attività, svolte nell’ambito della Campagna idro-oceanografica 2013 che impegna la Nave da maggio a ottobre hanno riguardato il rilievo idrografico delle Isole di Salina, Vulcano e Lipari, effettuando scandagliamento sia da nave che da barca.

I dati acquisiti, opportunamente analizzati, verranno impiegati dall’Istituto Idrografico della Marina Militare per l’aggiornamento della documentazione nautica attualmente in vigore per poi essere messi a disposizione di tutti i naviganti.

Il 20 e 21 luglio Nave Magnaghi ormeggerà presso il porto di Milazzo e sarà disponibile per visite a bordo da parte della popolazione civile (sabato 20, dalle 15.00 alle 1800, e domenica 21, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00).

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Fonte: Marina Militare

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Ricamar 2013, Marina Militare: conclusi i rilievi di Nave Magnaghi nel Golfo di Pozzuoli con l’Istituto di vulcanologia

Si è conclusa venerdì 31 maggio scorso la campagna di rilievi e misure, denominata Ricamar 2013, che ha avuto come obiettivo la caratterizzazione del fondale marino del Golfo di Pozzuoli per la realizzazione, in prospettiva, di una rete di monitoraggio a mare.

L’unità idro-oceanografica d’altura della Marina Militare, Nave Ammiraglio Magnaghi, ha lasciato il Porto di Pozzuoli per una nuova destinazione, sempre impegnata nello studio del mare e dei suoi fondali. La prossima tappa sono le Isole Eolie.

Così è stato anche per l’imbarcazione BigOne dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e per tutti i ricercatori di Porto Venere che saranno impegnati fin dai prossimi giorni in una nuova attività ad Augusta dove parteciperanno alla sperimentazione di veicoli autonomi subacquei.

Il team di studiosi dell’INGV di Napoli e di Porto Venere, con la collaborazione degli esperti dell’Istituto Idrografico della Marina Militare, ha ora l’importante compito di elaborare e interpretare la grande quantità di dati raccolti.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Ricamar 2013: Nave Magnaghi della Marina Militare insieme con Istituto di vulcanologia per rilievo fenomeni sismici nel Golfo di Pozzuoli

È iniziata ieri 14 maggio la campagna geofisica-oceanografica Ricamar 2013, condotta in sinergia tra l’Istituto Idrografico della Marina Militare e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INVG), nell’ambito dell’accordo di collaborazione con il Coordinamento Nazionale per la Geofisica Marina (CONAGEM).

Protagonista della campagna è Nave Ammiraglio Magnaghi, l’unità idro-oceanografica maggiore della Marina Militare, che ha lasciato il porto di La Spezia in direzione Golfo di Pozzuoli per svolgere un’importante attività scientifica volta allo studio delle acque della caldera dei Campi Flegrei, una delle zone vulcaniche più pericolose e popolate del mondo, da monitorare in tempo reale al fine di proteggere le popolazioni vicine.

A bordo è presente una equipe di ricercatori dell’INGV, il cui obiettivo è una caratterizzazione ambientale del Golfo di Pozzuoli attraverso l’identificazione di strutture sottomarine, la tipologia del fondale marino, il censimento di sorgenti di emissione gassose, la valutazione di variazioni termiche delle acque marine, comparate con dati satellitari e contestualmente prefigurare scenari sottomarini propedeutici all’installazione di sistemi di osservazione.

Il progetto è di estrema utilità poiché al momento non esistono sistemi di rilevamento della deformazione associata ai fenomeni sismici sul fondale marino installati nel Golfo di Pozzuoli.

Il focus è quello di realizzare un prototipo di infrastruttura con cavo sottomarino, sul quale vi sono alcuni punti di collegamento per sensori di monitoraggio.

La Marina Militare concorre alla salvaguardia ambientale, proponendosi come ponte tra la rete di monitoraggio a terra e l’innovativo sistema marino.

La caldera dei Campi Flegrei è una delle zone vulcaniche più pericolose e popolate del mondo. Da ciò nasce la necessità di un monitoraggio in tempo reale per scopi di protezione civile. Questa necessità ha portato, nel tempo, a sviluppare progetti di cooperazione sia regionali che nazionali con lo scopo di integrare la rete di monitoraggio terrestre con un innovativo sistema marino.

La caldera comprende la parte occidentale della città di Napoli e si estende nel Golfo di Pozzuoli. La caratteristica principale dell’attuale attività vulcanica della caldera è il movimento lento del suolo a carattere episodico e di grande ampiezza (bradisismo), accompagnata da un’intensa attività sismica e superficiale che si verifica solo durante la fase di sollevamento.

Si prevede, attraverso modelli deformativi calibrati con dati acquisiti a terra, che la massima deformazione sia localizzata nel Golfo di Pozzuoli.

Nel periodo di massimo abbassamento, risalente probabilmente al medioevo, alcuni studi dimostrano che il livello del suolo era tra i 7 e i 10 m più basso rispetto all’epoca di costruzione del Serapeo nel I sec. d.C.. Nel 1500 un’importante crisi di sollevamento determinò un innalzamento complessivo dell’area di circa 7 metri e precedette l’eruzione del Monte Nuovo, avvenuta nel 1538.

Dopo l’eruzione iniziò invece un periodo di lenta subsidenza. In tempi più recenti, precisamente nel 1969-72 e nel 1982-84, si sono verificate due crisi bradisismiche, accompagnate da attività sismica, che hanno portato a un sollevamento del suolo complessivo di circa 3,50 m.

Durante la prima delle due crisi si registrò un sollevamento del suolo di circa 1,70 m, al quale seguì una lenta subsidenza fino al 1982. Fra il 1982 e il 1984 si ebbe un nuovo sollevamento del suolo di 1,80 metri accompagnato da circa 10.000 terremoti, il maggiore dei quali avvenne il 4 ottobre 1983 e fu di magnitudo 4.2. Durante queste crisi una parte della popolazione di Pozzuoli venne evacuata per il rischio di crolli provocati dalla forte attività sismica.

Dal 1985 il suolo ha ripreso ad abbassarsi, sebbene con periodi di sollevamento più brevi e di minore entità. Questi periodi sono puntualmente accompagnati da sciami sismici, l’ultimo dei quali si è registrato nel giugno del 2010.

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Campagna idro-oceanografica 2011: nave idrografica Magnaghi aperta al pubblico a Ravenna il prossimo fine settimana

Nave Ammiraglio Magnaghi, la prima nave idrografica della Marina Militare Italiana (MMI) interamente progettata e costruita in Italia  nei Cantieri Navali Riuniti di Riva Trigoso, sarà aperta alle visite di bordo sabato 23 e domenica 24 luglio presso il Molo Fabbrica Vecchia di Ravenna.

L’unità della MMI ha appena portato a termine una serie di attività idrografiche lungo la costa veneziana e altrettante attività topografiche a terra e in laguna.

Ora si appresta a svolgere rilievi idro-oceanografici portuali delle acque interne e ingresso porto a Ravenna per raccogliere dati dei fondali e ambientali, oltre che geodetici e topografici a terra, con i quali procedere all’aggiornamento della cartografia nautica e di tutte le informazioni contenute nelle pubblicazioni nautiche.

Nave Magnaghi – che porta il nome dell’ammiraglio Giovan Battista Magnaghi (1839-1902), decorato al valor militare nella campagna 1860-61, rispettato talassografo e direttore nel 1872 dell’Ufficio Scientifico Dipartimentale istituito presso il Forte San Giorgio di Genova – è dotata di moderne apparecchiature idro-oceanografiche e di sofisticati software per l’elaborazione dei dati acquisiti.

Sabato e domenica l’unità, ormeggiata al Molo Fabbrica Vecchia di Ravenna, sarà aperta per visite a bordo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Fonte: Marina Militare Italiana

Foto: Marina Militare Italiana