Op Ocean Shield

Marina Militare: il cacciatorpediniere Mimbelli salpa domani per l’operazione antipirateria Ocean Shield in Corno d’Africa e Oceano Indiano. Tappe di solidarietà e cooperazione

Domani, sabato 18 gennaio 2014, il cacciatorpediniere della Marina Militare Francesco Mimbelli  partirà dalla base navale Mar Grande di Taranto per partecipare all’operazione Ocean Shield per il contrasto alla pirateria, integrata nella Task Force 508 della Nato, dando così il cambio alla fregata Libeccio, attualmente impegnata nell’operazione Atalanta di contrasto alla pirateria dell’Unione Europea. Il Mimbelli rientrerà in Italia in agosto.

La missione assegnata non sarà solo di contrasto alla pirateria ma anche di cooperazione e solidarietà. Durante le soste saranno infatti distribuiti aiuti umanitari e beni di prima necessità, fornendo assistenza alle popolazioni dell’area del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano.

Il 3 gennaio scorso è iniziata infatti una raccolta di beneficenza di latte pediatrico e giocattoli da inviare in terre di missione promossa dall’Ordinario Militare in Italia, monsignor Santo Marcianò.

Numerosi enti e organizzazioni si sono impegnati nell’attività di raccolta, effettuata in varie zone della Calabria, conclusa il 14 gennaio scorso raccogliendo un totale 10 metri cubi di materiale tra cui latte pediatrico.

Raggiunto il paese africano, il materiale sarà consegnato da nave Mimbelli della Marina Militare alle Suore Missionarie di Carità d’Ivrea, presenti a Mawe Dar Es Salaam.

Durante le soste la nave contribuirà al consolidamento dei rapporti di amicizia e cooperazione con i paesi rivieraschi.

La costante presenza dei dispositivi aeronavali e dei nuclei militari di protezione delle navi mercantili nelle zone del Corno d’Africa e dell’Oceano Indiano ha determinato dal 2010, anno di massima presenza del fenomeno, a oggi una riduzione di attacchi di pirateria del 93%.

Il cacciatorpediniere Mimbelli ha partecipato nell’ottobre scorso all’esercitazione NATO a guida italiana Brilliant Mariner – Mare Aperto 2013; prima ancora, nel febbraio 2011, è stato uno dei protagonisti dell’evacuazione degli italiani dalla Libia durante la crisi libica che è sfociata nel rovesciamento della leadership di Gheddafi e del suo assassinio nell’ottobre dello stesso anno.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare, avvicendamento a COMFORAL e COMITMARFOR: l’ammiraglio Massagli cede il comando al collega Treu

Alle 10 di stamane, martedì 30 luglio, a bordo dell’Incrociatore portaereomobili Giuseppe Garibaldi, ormeggiata presso la base navale Mar Grande di Taranto, ha luogo la cerimonia di avvicendamento al Comando delle Forze d’Altura (COMFORAL) e Commander of Italian Marittime Forces (COMITMARFOR) tra l’ammiraglio Carlo Massagli e l’ammiraglio Paolo Treu. La cerimonia si tiene alla presenza dell’ammiraglio Filippo Maria Foffi, Comandante in Capo della Squadra Navale.

L’ammiraglio Massagli lascia l’incarico dopo poco più di un anno di intensa attività, in cui le unità navali dipendenti sono state impegnate in numerose attività addestrative, operative nazionali e internazionali. Tra queste unità, Nave Zeffiro, attualmente impegnata in Corno d’Africa nella missione Atalanta per il contrasto alla pirateria marittima sotto egida dell’Unione Europea.

Tra le attività meritano particolare menzione la partecipazione di Nave San Marco all’ Operazione Ocean Shield e l’attività svolta lo scorso febbraio da Nave Cavour, oltre all’ esercitazione bilaterale con la Marina Israeliana nel Mediterraneo orientale.

In ambito NATO, quale Commander Italian Maritime Forces (COMITMARFOR), sono state poste le basi per l’organizzazione dell’esercitazione NATO Brilliant Mariner 2013 che, il prossimo settembre, condurrà alla certificazione del Comando stesso quale Maritime Component Commander della forza di reazione rapida della NATO (NATO Response Force – NRF) per il 2014.

L’ammiraglio Treu ha comandato la portaerei Garibaldi dal settembre 2004 all’agosto 2005, cedendo il prestigioso comando proprio all’allora capitano di vascello Massagli, e assume il Comando delle Forze d’Altura e il Comando della Italian Maritime Force dopo aver svolto l’incarico di Capo del 6° Reparto aeromobili dello stato maggiore della Marina e Comandante delle Forze Aeree della Marina dal 5 settembre 2008.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Nave San Marco, Op Ocean Shield: cerimonia di cambio di comando dell’SNMG2, il comandante Antonio Natale cede al collega Eugenio Diaz del Rio

Ieri, a bordo di Nave San Marco, nel porto turco di Aksaz, ha avuto luogo la cerimonia di passaggio di consegne del comando del secondo gruppo navale permanente della NATO (Standing NATO Maritime Group 2, SNMG2) tra il contrammiraglio Antonio Natale e il contrammiraglio Eugenio Diaz del Rio, della Marina Spagnola.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Comandante in capo della squadra navale, ammiraglio Filippo Maria Foffi, e del Comandante della componente marittima della NATO, ammiraglio Peter Hudson, della Marina Britannica.

L’Italia ha guidato lo storico gruppo navale della NATO per più di 200 giorni. In particolare, dal 7 dicembre 2012 allo scorso 7 giugno, ha preso parte all’Operazione Ocean Shield. L’ammiraglio Natale ha comandato la Task Force composta da 4 unità, la turca TCG Gokova, l’americana USS Halyburton, poi avvicendata dall’ USS Nicholas, la danese HDMS Iver Huitfeldt da poco avvicendata dall’olandese HNMS Van Speijk, che assieme ad altri importanti attori rappresentanti l’intera comunità internazionale ha salvaguardato i traffici marittimi dall’incubo della pirateria marittima nel Golfo di Aden.

“Abbiamo raggiunto un punto di svolta in cui non si può più prescindere da azioni maggiormente focalizzate verso lo sviluppo dello stato somalo, al fine di facilitare l’imposizione e il mantenimento dello stato di diritto e di maggiore sicurezza e controllo del territorio stesso: questa è la sfida più impegnativa che la Somalia e le nazioni che la stanno supportando, devono affrontare”, ha affermato l’ammiraglio Natale rivolgendosi allo schieramento e agli ospiti intervenuti per la cerimonia, tra cui i comandanti della squadra navale spagnola e di quella turca.

Una lunga missione fatta di costante presenza, deterrenza, incontri, esercitazioni, incessante pressione sui noti hubs criminali e assistenza medica a centinaia di pazienti somali – attività svolta anche con il supporto di un’equipe cinese e andata in onda sulla CCTV, emittente cinese a copertura globale – ma anche fine diplomazia navale nonché cooperazione con tutti i principali e importanti paesi che si affacciano sull’Oceano Indiano, tra cui Djibouti, Oman, Emirati Arabi Uniti, Tanzania, Kenya, Seychelles Madagascar, Yemen.

Non solo, anche celebri record, momenti che resteranno nella storia, come i primi appontaggi di elicotteri cinesi e russi su un’unità italiana e viceversa, e le esercitazioni congiunte in mare, evento non solo storico ma visto in diretta sulla CNN da milioni di persone.

L’Italia contribuisce all’attività di contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa sin dal Dicembre 2008 e ha assunto il comando dell’Operazione Ocean Shield dal 7 Dicembre 2012 allo scorso 7 Giugno. Nave San Marco, unità flagship della Task Force, a breve farà rientro in Italia dopo circa 7 mesi di attività in mare.

Le nazioni della NATO, lo scorso 19 Marzo 2012, hanno raggiunto un accordo per prolungare l’Operazione Ocean Shield sino alla fine del 2014.

“Vi voglio ringraziare tutti, dal Comandante al più giovane dei marinai, nessuno si è risparmiato in questa lunga avventura, in questo viaggio che ci ha portato lontani da casa, al fine di salvaguardare la libertà di navigazione in quest’arteria tanto preziosa quanto vitale per il nostro Paese. Ma il grazie più grande va ai vostri cari, perché senza il loro supporto non avremmo potuto fare quanto abbiamo fatto. Loro ora sono a casa, vi stanno aspettando e sono fieri di voi perché siete uno degli esempi migliori che il nostro Paese può offrire”.

Così , fa sapere la Marina Militare, “l’ammiraglio ha ringraziato l’intero equipaggio al tramonto, nell’ultima sera di Comando, proprio perché i grandi viaggi e le grandi esperienze si possono comprendere solo una volta arrivati a destinazione quando, con un filo di malinconia, ci si volta indietro”.

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Fonte: Marina Militare

Foto: NATO MARCOM

Un elicottero cinese Z-9 su nave San Marco della Marina Militare

È la prima volta che un elicottero cinese, uno Z-9, esegue un appontaggio sul ponte di volo di nave San Marco della Marina Militare Italiana. La manovra è avvenuta lo scorso fine settimana, in occasione della visita dell’ammiraglio cinese Yuan Yubai, comandante del Gruppo navale cinese in Corno d’Africa, all’unità d’assalto anfibio italiana.

L’ammiraglio cinese è stato accolto a bordo di nave San Marco dal contrammiraglio italiano Antonio Natale, comandante dell’Operazione NATO Ocean Shield per il contrasto alla pirateria marittima nel Golfo di Aden da sei mesi.

Questo secondo incontro con l’alto ufficiale cinese, svoltosi in un’atmosfera di grande amicizia e cordialità, ha permesso all’ammiraglio Natale di fare il punto di situazione su quanto svolto sino a oggi dalla Task Force NATO, sui risultati ottenuti e sulle prospettive per il futuro.

Il tour della nave a favore della delegazione cinese ha dato modo di assistere a un’inserzione a corda doppia da parte delle forze speciali cinesi che simulavano l’arrivo e l’ispezione a bordo di un mercantile sospetto, il tutto mentre alcuni ufficiali italiani venivano accolti a bordo dell’unità cinese, l’Harbin, nel rispetto delle migliori tradizioni marinare, che non conoscono frontiere per chi va per mare.

Il trattato dell’Alleanza Atlantica, ha sottolineato l’ammiraglio Natale esprimendo la sua soddisfazione per l’ottimo esito dell’incontro, “non è solamente un documento legale, che assicurò pace nel continente europeo in un’epoca passata e ormai conclusa. Indica la capacità di implementarsi ed evolversi per rispondere alle sfide del futuro, attraverso partnership multilaterali oggigiorno più che mai fondamentali e dove la NATO e la Cina possono giocare un ruolo chiave, specialmente in un periodo in cui le minacce alla sicurezza globale non si limitano ai confini nazionali o regionali, ma sono e saranno sempre più globali”.

L’Italia ancora una volta gioca un ruolo decisivo nella politica estera dell’Alleanza con la Cina. Infatti, non solo il vice Segretario Generale della NATO Claudio Bisogniero fu il primo, durante la prima visita storica in Cina quale alto funzionario NATO, ad auspicare questa cooperazione pragmatica e concreta quattro anni fa, ma una parte importante di quest’opera è stata realizzata da un gruppo navale NATO a guida italiana.

Sono ormai cinque anni che l’Italia contribuisce all’attività di contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa, a partire dal dicembre 2008; lo scorso 7 dicembre 2012 ha assunto il comando dell’Operazione Ocean Shield. Nave San Marco, unità flagship della Task Force, farà rientro in Italia alla fine del mese di giugno dopo circa sette mesi di attività in mare.

Le nazioni della NATO hanno raggiunto, lo scorso 19 Marzo 2012, un accordo per prolungare l’Operazione Ocean Shield sino alla fine del 2014.

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Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Op Ocean Shield NATO: il CaSMD amm Binelli Mantelli visita nave San Marco in Oman

Ieri, 9 febbraio, in Oman, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, accompagnato dal comandante del Comando Operativo Interforze (COMCOI), generale Marco Bertolini, ha fatto visita a nave San Marco, l’unità della Marina Militare Italiana impegnata in Oceano Indiano in attività di antipirateria.

In Oman, nella storica cornice di Mascate chiamata dai persiani “luogo in cui gettare l’ancora”, per la bellezza dell’orografia del porto e dell’intera città, come fa sapere lo stato maggiore della Difesa nel darne la notizia, il CaSMD è stato accolto dal contrammiraglio Antonio Natale, attualmente al comando della Missione antipirateria sotto egida NATO.

L’ammiraglio Binelli Mantelli ha incontrato nell’occasione alcuni dei 320 tra uomini e donne che compongono l’equipaggio di nave San Marco e che, dal 7 Dicembre 2012, sono parte integrante della Task Force NATO che opera nelle acque dell’Oceano Indiano nell’ambito della lotta alla pirateria.

“Siate orgogliosi del vostro impegno e dei vostri sacrifici come lo siamo io e tutti i vostri familiari che vi attendono in patria”. Queste le parole rivolte all’equipaggio riunito per l’occasione sul ponte di volo dell’unità anfibia della Marina Militare.

Dopo aver visitato le aree operative e logistiche della nave, e aver assistito a un briefing di aggiornamento sull’attività antipirateria svolta dalle unità della Marina Militare e delle coalizioni internazionali, l’ammiraglio Binelli Mantelli ha accolto a bordo Sua Altezza Sayyid Mohammed bin Salem Al Said, Capo del protocollo del ministero degli Esteri omanita, il generale Ahmad bin Harith bin Nasser Al Nabhani, Capo di stato maggiore della Difesa omanita, e l’Ambasciatore d’Italia in Oman, S.E. Paola Amedei, con in quali, durante il pranzo organizzato per l’occasione, ha avuto modo di sottolineare gli ottimi rapporti di collaborazione che intercorrono tra Italia e Oman.

L’Italia contribuisce all’attività di contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa sin dal Dicembre 2008 e ha assunto il comando dell’Operazione Ocean Shield lo scorso 7 Dicembre. Nave San Marco, Unità Flagship della Task Force, farà rientro in Italia alla fine del mese di giugno dopo circa sette mesi di attività in mare.

Le nazioni della NATO hanno raggiunto lo scorso 19 Marzo 2012 un accordo per prolungare l’Operazione Ocean Shield sino alla fine del 2014.

Al momento, la Task Force NATO si compone di Nave San Marco, Italia, di HDMS Iver Huitfeldt, Danimarca, e di TCG Gokova, Turchia.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa