Ravenna

Op Strade Sicure da oggi anche a Rimini

Il Raggruppamento tattico Emilia Romagna-Marche, impiegato nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure a Bologna, Pesaro, Fano, Modena e Parma – e il cui comando risale al 121° reggimento di Artiglieria controaerei Ravenna, in Bologna – sarà presente, da oggi 16 giugno, anche nelle strade di Rimini, fa sapere una nota stampa del Comando Militare Esercito Emilia-Romagna.

I militari della caserma riminese Giulio Cesare saranno a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per svolgere il proprio servizio in concorso, e congiuntamente, alle forze dell’ordine in quelle zone della città dove è stata ravvisata la necessità di una maggiore azione di contrasto alla criminalità.

L’Esercito, dall’agosto 2008, partecipa all’Operazione Strade Sicure concorrendo a garantire sicurezza e prevenzione del crimine attraverso presidi in punti sensibili e pattuglie in aree cittadine.

Articoli correlati:

L’Op Strade Sicure in Paola Casoli il Blog

Il 121° reggimento Artiglieria controaerei in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Comando Militare Esercito Emilia-Romagna

Esercito Italiano: gli artificieri disinnescano un ordigno della Seconda Guerra in provincia di Ravenna. Salgono a 160 gli interventi di bonifica del 2014 nel ravennate

Gli artificieri dell’Esercito hanno provveduto in mattinata al disinnesco di un ordigno bellico risalente al secondo conflitto mondiale occasionalmente rinvenuto in un campo agricolo nel comune di Castelbolognese, in provincia di Ravenna. È la stessa Forza Armata a renderlo noto oggi in un comunicato stampa.

L’ordigno, una bomba d’aereo del peso di 500 libbre (circa 226,8 kg), rinvenuto nei giorni scorsi in pessime condizioni di conservazione, comunque ancora attivo e funzionante, era stato già messo in sicurezza grazie al tempestivo intervento degli artificieri dell’Esercito effettivi all’8° reggimento Genio guastatori paracadutisti Folgore di Legnago, in provincia di Verona.

La delicata operazione di disinnesco, condotta sul campo da un team di artificieri specialisti, molto esperto nel settore della neutralizzazione di ordigni esplosivi regolamentari e di circostanza, ha prima previsto la rimozione delle spolette dall’ordigno e successivamente la definitiva neutralizzazione presso una cava del luogo.

Per garantire un’adeguata cornice di sicurezza la locale amministrazione comunale ha stabilito, con apposita ordinanza, l’evacuazione di circa 1.600 residenti nel raggio di un chilometro dal luogo del rinvenimento e la chiusura, per il tempo necessario alla neutralizzazione dell’ordigno, delle linee ferroviarie Bologna – Rimini e Castelbolognese – Ravenna.

Sono 320 gli interventi di bonifica condotti quest’anno dagli artificieri della brigata Paracadutisti Folgore, di cui 160 nella sola provincia di Ravenna.

Negli ultimi dieci anni gli artificieri dell’Esercito hanno eseguito oltre 30.000 interventi di bonifica.

L’Esercito, grazie alla capacità dual-use dei reparti del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire tempestivamente, in tutto il territorio nazionale, a supporto della popolazione, in interventi di pubblica utilità, come in occasione delle recenti alluvioni che hanno colpito l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Liguria.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi armati dello Stato.

Articoli correlati:

 

Il disinnesco degli ordigni esplosivi in Paola Casoli il Blog

 

La capacità dual-use dell’Esercito Italiano in Paola Casoli il Blog

Il genio militare in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Esercito Italiano

Fanteria, simbolo di tenacia italiana. Il CsmE generale Graziano e il ministro della Difesa al 31° raduno dei Fanti a Ravenna

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha partecipato ieri mattina 27 maggio al 31esimo raduno nazionale dei fanti d’Italia che si è svolto a Ravenna.

Alla cerimonia é intervenuto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, che nell’esprimere vicinanza e solidarietà alla popolazione recentemente colpita dal sisma nella bassa Pianura Padana ha sottolineato come la Fanteria, storicamente simbolo della tenacia degli italiani, ancora oggi costituisca un riferimento sicuro in un momento difficile quale quello che il paese sta attraversando.

Il generale Graziano, da parte sua, ha elogiato queste manifestazioni che coniugano i valori più alti e profondi  dell’Esercito e delle Forze Armate con il quotidiano operare al servizio del paese, e ha ringraziato il ministro Di  Paola per la sua presenza, quale “soldato tra i soldati”, e il presidente dell’Associazione Nazionale  del Fante, Maestro del Lavoro Antonio Beretta.

Lo sfilamento, che ha percorso le principali vie della città di Ravenna, è stato aperto dalla Bandiera di Guerra del 66° reggimento fanteria Trieste di Forlì, scortata da una compagnia d’onore in armi e dalla banda della brigata Paracadutisti Folgore. A seguire, il gonfalone della città di Ravenna e la Bandiera nazionale del comune di Vicenza, entrambi decorati di Medaglia d’Oro al Valor  Militare, e le rappresentanze delle Associazioni combattentistiche e d’arma.

Tra le autorità intervenute, il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che ha elogiato le Forze Armate per la partecipazione alle rischiose ma importanti missioni di pace, e il prefetto di Ravenna, Bruno Corda.

La presenza attiva dell’Esercito alla manifestazione, rafforza ancora di più i vincoli di fratellanza, tra i militari in servizio e quelli in congedo, radicati nell’adempimento del comune dovere verso il Paese.

Nello scorso mese di febbraio, proprio in alcune città dell’Emilia Romagna, come sottolinea il comunicato stampa dello stato maggiore dell’Esercito, sono stati impiegati uomini e mezzi della Forza Armata per far fronte all’emergenza neve che ha colpito soprattutto le regioni del Lazio, Abruzzo, Marche ed Emilia Romagna.

L’Arma di Fanteria, definita tradizionalmente la Regina delle Battaglie, rappresenta da sempre l’immagine stessa degli eserciti, dei combattimenti di massa e delle trincee. Oggi il fante è un soldato tecnologico, proiettato al futuro, supportato da sofisticati equipaggiamenti che lo rendono elemento prezioso del sistema “soldato futuro”.

Articoli correlati:

La Fanteria in Paola Casoli il Blog

La Fanteria nell’emergenza neve in Paola Casoli il Blog

Il soldato futuro in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Campagna idro-oceanografica 2011: nave idrografica Magnaghi aperta al pubblico a Ravenna il prossimo fine settimana

Nave Ammiraglio Magnaghi, la prima nave idrografica della Marina Militare Italiana (MMI) interamente progettata e costruita in Italia  nei Cantieri Navali Riuniti di Riva Trigoso, sarà aperta alle visite di bordo sabato 23 e domenica 24 luglio presso il Molo Fabbrica Vecchia di Ravenna.

L’unità della MMI ha appena portato a termine una serie di attività idrografiche lungo la costa veneziana e altrettante attività topografiche a terra e in laguna.

Ora si appresta a svolgere rilievi idro-oceanografici portuali delle acque interne e ingresso porto a Ravenna per raccogliere dati dei fondali e ambientali, oltre che geodetici e topografici a terra, con i quali procedere all’aggiornamento della cartografia nautica e di tutte le informazioni contenute nelle pubblicazioni nautiche.

Nave Magnaghi – che porta il nome dell’ammiraglio Giovan Battista Magnaghi (1839-1902), decorato al valor militare nella campagna 1860-61, rispettato talassografo e direttore nel 1872 dell’Ufficio Scientifico Dipartimentale istituito presso il Forte San Giorgio di Genova – è dotata di moderne apparecchiature idro-oceanografiche e di sofisticati software per l’elaborazione dei dati acquisiti.

Sabato e domenica l’unità, ormeggiata al Molo Fabbrica Vecchia di Ravenna, sarà aperta per visite a bordo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Fonte: Marina Militare Italiana

Foto: Marina Militare Italiana

Guerra di Liberazione. La brigata aeromobile Friuli commemora la liberazione di Riolo e onora i caduti dell’allora gruppo di combattimento Friuli

Sono passati sessantasei anni esatti da quando l’11 aprile 1945 i soldati del gruppo di combattimento Friuli liberarono dopo 127 giorni d’assedio la città di Riolo in provincia di Ravenna.

Era un altro passo verso la liberazione della città di Bologna, avvenuta dieci giorni più tardi.

A Zattaglia, situata in provincia di Ravenna tra Brisighella e Riolo Terme, la brigata aeromobile Friuli, attuale erede e custode del gruppo di combattimento omonimo, ha partecipato ieri 10 aprile alla celebrazione del 66° anniversario della Liberazione con una cerimonia commemorativa in onore dei suoi 241 caduti.

Là dove il 10 febbraio 1945 il gruppo di combattimento Friuli era in linea  sulle posizioni difensive del Senio, oggi si trova il sacrario in onore dei 241 caduti sul fronte italiano della Friuli ricostituita come 1° gruppo di combattimento del rinato Esercito Italiano.

Fu proprio nei giorni immediatamente successivi quel 10 aprile di sessantasei anni fa, ricorda il comunicato della brigata aeromobile Friuli, che il gruppo di combattimento Friuli, “forzato di slancio il fiume a costo di gravi perdite, liberò Riolo, Isola, Rivola e Casola Valsenio. Di lì a pochi giorni la sua avanzata avrebbe eliminato ogni ulteriore resistenza nemica, proseguendo verso Bologna, liberata il 21 aprile 1945”.

La commemorazione è avvenuta presso il sacrario di Zattaglia. Tra i comuni presenti, le rappresentanze di Riolo Terme, Casola Valsenio  e Brisighella, i gonfaloni e i membri dell’Associazione nazionale reduci della Friuli.

Con l’occasione il comandante della brigata aeromobile Friuli, il generale di brigata Filippo Camporesi, è intervenuto sottolineando il legame che unisce la brigata al gruppo di combattimento (foto).

Gli onori ai caduti sono stati resi da un picchetto armato del 66° reggimento aeromobile Trieste.

Dopo la deposizione delle corone e l’alzabandiera alla croce marmorea della Friuli (foto), è stata celebrata una messa e depositata una corona in memoria dei caduti presso la lapide già inaugurata nel 2009 in memoria del capitano Giulio Ruzzi, decorato di medaglia d’oro alla memoria al valore dell’Esercito, caduto in Somalia nella operazione Ibis 2 il 6 febbraio 1994.

Fonte: brigata aeromobile Friuli

Foto: brigata aeromobile Friuli